domenica 13 giugno 2021

Bici Emilia Gravel Tour - Piacenza(Pc) 28-29-30-31 Maggio 2021

 

Sito Emilia Gravel Tour

Dal racconto dell'OrcoMamy

Tutto nasce quando la Regione Piemonte mi comunica tramite sms che la seconda dose del vaccino Covid è stata fissata per il 3 GIUGNO 2021 ORE 14,59 !!
NOOOOO!!
Con la passione della avventura in bici off road mi ero iscritto da oltre 10 mesi all'edizione 2021 del Tuscany trail in Toscana, un viaggio di 450km attraverso le mitiche strade bianche della Toscana che con partenza il 30 maggio si conclude con la fine della prima settimana di giugno.
E quindi.. BINGO !! SALTA TUTTO !!
Non mi perdo d'animo e subito tiro fuori dal cassetto un programmino che li' giaceva: L'EMILIA GRAVEL TOUR

Si tratta di un percorso ad anello di km 360/380 km ,con oltre 3000 mt disl+,con partenza da Piacenza ed arrivo a Piacenza percorrendo prima le sponde argillose del fiume Po e poi le amene e ripide colline dell'Appennino Tosco-Emiliano.
L' 80% del terreno ciclabile è sterrato come piace a me fuori da strade trafficate e dall'asfalto che io aborro.
Sono le 10 del venerdi 28 maggio io ed il mio fido socio Alfredo lasciamo Piacenza pedalando sulla pista ciclabile che ci porta verso l'avventura.


Prima e la seconda giornata :
Sono due tappe di assoluta pianura( 230 mt di disl+ sic!) costeggiando sempre il ns grande e maestoso fiume Po. Gli sterrati corrono a perdita d'occhio tra i campi di papaveri rossissimi che si alternano con altri di colza e di girasoli. Il profumo dell'estate si fa gia' sentire in queste terre di pianura ma il clima è ancora sopportabile e ci trastulliamo in assetto cicloturistico estivo.
Passiamo l'Oasi di Pinedo, poi Castelvetro piacentino, poi ancora eccoci nell'isola fluviale Giarola, eppoi...il Polesine parmense ! Siamo in un ambiente che mai avremmo pensato di incontrare : spiagge bianchissime lambiscono il fiume e nelle anse si assapora quasi un clima balneare.
Casotti adibiti alla pesca fluviale, baretti, sovente ancora chiusi ,si adagiano sotto alberi di salice piangente oziosi sulla riva del Po . Davvero un tuffo in ambiente marinaro non immaginabile.
Le giornate finiscono all'imbrunire quando ahime' i moschini e le zanzare escono allo scoperto e son....seccature.

Sostiamo a Zibello, famoso centro rurale per la produzione di culatello, e non possiamo che fermarci ad assaggiare questa leccornia !
Oltre 200km nei primi due gg sono macinati percorrendo i cosiddetti “ argini” ovvero terrapieni rialzati a difesa del territorio in caso di esondazione del Po .Su questi argini sono disegnante le strade bianche, i tratturi, a volte solo i sentieri e su di essi pedaliamo . A volte i km corrono veloci se il fondo è di terra battuta o di brecciolino compatto, altre volte non riusciamo a percorrere piu' di  7/8 km in un ora quando il fondo è costituito da prato e non sempre tagliato. Ma tant' é : la traccia gpx passa di li' ed allora si prosegue senza indugio !

Il terzo e quarto giorno
Siamo oramai in Emila e il gioco cambia.
Abbandonate le comode carrarecce pianeggianti in ambiente golenale ,siamo ora all'assalto dell'appennino Tosco-Emiliano.
Passato il ponte sul fiume Torrente Parma a Langhirano ,iniziano piu di 160 km di mulattiere ,tratturi, single trek, pratoni infiniti che mettono a dura prova le nostre gambe . Piu di 2000mt dil+ ci aspettano e con pazienza e passione iniziamo le salite.
Dobbiamo salire sul crinale appenninico e poi cavalcarlo con infiniti sali e scendi con paesaggi mozzafiato per due giorni interi. Iniziamo lambendo a 750 mt di quota il MONTE MILANO,
per poi scendere su Calestano, paesino adagiato su una piccola radura in riva al torrente Baganza.
E poi via sempre più su pedalando su ripidi sterrati che ci portano in vista del Passo della Cisa
Non lo valichiamo ma scendiamo come si dice “ con una fucilata” fino al paese di Cazzola ,che sembra ancora immerso nel Medio Evo. Attraversiamo poi il fiume Taro per giungere stanchi a Varano de' Melegari ,dove pernottiamo in un accogliente b&b.

L'ultimo giorno si parte di buon ora ed è subito salita per 600mt disl+ su una carrareccia a volte sgangherata a volte ciclabile che cmp ci accompagna nell'ultima giornata di crinali.
.Passiamo in zone assolutamente non antropizzate,valloni deserti e verdissimi che ci accompagnano fin in vista di Pellegrino Parmense. Di qui solo più un lunga ,bella ,sinuosa discesa  su sterrati da percorrere con dovizia per “mettere le ruote” nel posto giusto ed evitare cadute che con le nostre bici cariche ( 21 kg)non sarebbero proprio consigliate.
La discesa termina a Salsomaggiore Terme dove ci concediamo una sosta .
Poi solo più km nuovamente di sterrati verso Fidenza, e poi girovagando tra le cascine del piacentino ,eccoci a chiudere l'anello a Piacenza.

Anche questa piccola avventura la archiviamo ,felici.
Oltre 34 ore di bici ,tanti km , oltre 3000mt di disl+, ottimo prosciutto, super culatello ,grana a gogo' sono i colori di questa tavolozza di emozioni di 4 giorni.
Ma ci son anche gli imprevisti: il taglio netto di un copertone, la rottura di ambedue le scarpe da bike,un errore nella prenotazione di un b&b, e per finire qualche fuga rincorsi da cani.... ,
beh ...li definiamo il pepe sull'avventura.
Li definiamo ora a tavolino ma sul terreno di gioco, proprio no...


giovedì 10 giugno 2021

Gravel Bike - Laghi dietro la Torre - Usseglio(To) 10 Giugno 2021

 

Traccia Laghi dietro la Torre

Dalle fatiche dell'OrcoPinoR
Il dantesco Gualandi sente parlare, qualche settimana fa, del  Lago dietro la Torre  . Una salita poco conosciuta che da Usseglio, infilandosi nel vallone d'Arnas arriva in 12km ed ultimi 3 di sterrato quasi a quota 2400Slm.
Percorso perfetto per le Gravel ecco i numeri:

- Partenza da Alpignano ore 6.30
- Givoletto, La Cassa, Lanzo Torinese, Viù
- Usseglio bivio Villaretto
- Laghi dietro la Torre
- Viù
- Colle del Lys
- Almese, Alpignano
Per 140km 3000D+

Oggi 10 Giugno 2021, nasce come al solito per caso, un sottogruppo ciclistico "Quelli delle 11:36"

Non sono quelli delle ore 11:36 ma bensì quella che usano la cassetta 11:36 con 9V 10V 11V ed ormai anche 12V. Dove V sta per Velocità.
Il mondo Gravel sta davvero ampliando gli orizzonti del mondo del ciclismo e con queste cassette puoi fare di tutto, dagli spostamenti veloci in pianura alle salite più ardue in montagna,  con pneumatici da 32'' o 35'' leggermente artigliati.
Cosi conciati, partiamo da Alpignano alla volta di Usseglio, ed in 60km di strada ci portiamo all'inizio della salita che n 12km ci porterà a quota 2400Slm. 
L'incipit delle pendenze  è brutale al 15%. Subito capiamo chi comanda oggi, e tutte le velleità di salire veloci si spengono o meglio s'infrangono su sto salitone. 
Nove chilometri di ottimo asfalto alla media del 10%, gli ultimi 3km con uno sterrato pedalabile per le Gravel. 
A 800 metri dall'arrivo al Lago un Tunnel infermale ci sbarra la strada. Davanti al Tunnel un guardiano sorveglia l'ingresso. Ci farà passare, al nostro passaggio sonnecchiava beato.
L'interno del Tunnel di circa 150metri, al buio, e siamo senza luci. Per terra, tratti di ghiaccio vivo. 
Occorre molta attenzione per non finire a terra sul fondo bagnato  e pietroso. Ci si orienta con la flebile luce che arriva dai due ingressi.
Il paesaggio ed i muri di neve ci ripagano del passaggio dell'orribile Tunnel.
 Il lago, un invaso artificiale, ancora ghiacciato ci meraviglia. Accanto al Lago una centrale idroelettrica di centenaria costruzione ci accoglie. L'arco alpino maestoso appaga l'occhio, il cuore e la mente.
Sazi scendiamo i 3km di sterrato e velocissimi su asfalto. Il progetto di andare al lago di Malciaussia distante 8km da Usseglio salta, ma non il ritorno dal Colle Lys.  Non ci facciamo mancare mai nulla.




Brutal Trail - Gattinara(Vc) 6 Giugno 2021

Sito Brutal Trail

Dal raconto dell'OrcoMauro
Partenza all’alba. Pensiero positivo, tanta motivazione ma zero preparazione.
Così inizia la mia giornata al Brutal Trail di Gattinara 2021, una manifestazione organizzata dall’associazione ASD BRUTAL PROJET con due percorsi: 23 km 1000m D+ e 13 km 500m D+ (ovviamente ho scelto quello più difficile). Parcheggio vicino al palazzetto dello sport ed entro in zona consegna pettorali. Sono in un piazzale recintato, per le norme covid, con bancarelle di scarpe, maglie e attrezzatura da trail. Sembra di essere ad una fiera, con musica e spettacolo di atleti acrobati alla partenza.
Tutti pronti con mascherina e tanta voglia di mettersi alla prova.

Ore 9 si parte.
Dopo un piccolo rettilineo si svolta a destra dove inizia una salita di un paio di km.
Cerco di non esagerare e di controllarmi per riuscire ad arrivare in tempi consoni. L’unico cancello orario è al km 8 in 90 minuti. 
Dopo 200 m di dislivello, una discesa ci fa riprendere fiato ma subito arriva un muro di 300 m d+ molto duro.
Il paesaggio appaga con viste mozzafiato su vigne e colline; eccomi al castello di S. Lorenzo con una particolarità del percorso dove si attraversa un varco nella roccia. Foto di dovere ed arrivo al primo ristoro. 
Ok ora si scende attraversando alcuni filari ed ecco la parte più dura del percorso: 350m D+ in pochi km. 
La fatica è i 30 gradi si fanno sentire. Rallento ma non mollo.
Non voglio rinunciare. L’arrivo in cima è per me una vittoria.
Mancano ancora 7 km di saliscendi nei boschi dove attraversiamo torrenti quasi asciutti.
Ecco di nuovo il paesaggio collinare con prati e case curate.
Sono quasi arrivato e sono contento di esser riuscito a finire la gara… un po’ deluso della mia prestazione. All’arrivo foto di rito, musica, agnolotti (sponsor) e tanta birra per festeggiare il mio ritorno alle gare.
Ottima l’organizzazione con addetti e percorso ben segnalato, l’unica pecca è stato l’ultimo ristoro senz’acqua.


 

martedì 8 giugno 2021

Vertical finestra di Cignana - ValTournenche(Ao) 5 Giugno 2021

 

Classifica Vertical Finestra di Cignana 2021
Sito Vertical Finestra di Cignana

Dal racconto dell'OrcoCamola

Una zingarata. Così l’avrebbe definita OrcoJoack. Raggiungere la Valtournenche per correre una gara pomeridiana non può che essere definita una zingarata. Nel 2017 con l’amico Mario, in un weekend, andammo e tornammo dal Parco del Mercantour per correre il Trail Cote D’Azur.  
Questo nonostante il fitto calendario di gare locali dell’epoca.

Ogni tanto qualche pazzia bisogna farla, e le montagne del Vertical Finestra di Cignana sono la scusa buona per un lungo spostamento in auto.
Alle 13 parto da Rivoli e sul tratto autostradale tra Ivrea e Chatillon mi imbatto in un paio di temporali.  Mah! Speriamo bene! Comunque le previsioni danno un netto miglioramento da metà pomeriggio.  
Alle 14.30 raggiungo la Località Maen nel comune di Valtournenche dove un ottimo allestimento gara accoglie i partecipanti. I protocolli di sicurezza prolungano di parecchio la consegna dei pettorali e per rispettare l’orario di partenza devo prepararmi in fretta.
Intanto le previsioni si confermano esatte: cielo azzurro, sole caldo ... afa bestiale. Il Cervino rimane sempre nascosto. Non vedo l’ora di salire.  L’elicottero continua a sorvolare il percorso e nel briefing tecnico ci comunicano che per ‘forti venti’ in quota l’arrivo è stato spostato 150 m più in basso. Si parte. Il sentiero è da subito ripidissimo e per 3 km non molla mai.
Caspita qui vanno tutti forte … oppure sono io che non vado avanti. Mi sa che è la seconda che ho detto.  Velocemente raggiungiamo il Lago artificiale di Cignana dove possiamo rifiatare percorrendo un tratto di sterrato in piano. Il panorama si fa interessante e poco più in alto si scorgono le bandiere dell’arrivo.  
La rampa finale è veramente feroce. Praticamente una scala a pioli su un dosso prativo dove appoggi anche le mani. Salgo un po’ a zig-zag cercando di non calpestare la miriade di fiori presenti. Spremo le ultime energie rimaste e sono al traguardo. Evviva! Festa per tutti. Chi prima arriva prima fa il tifo. Panorama fantastico.
La Conca di Cignana è un luogo appartato contornato da montagne importanti come la
Punta Tsan, la Cima di Balanselmo e lo Chateau de Dames che conferiscono alla zona un aspetto severo e selvaggio. Noto che l’altopiano superiore che porta al ‘remoto’ rifugio Perucca è ancora tutto occupato dalla neve.
Essere in montagna nel tardo pomeriggio mi piace moltissimo e grazie a questa gara oggi ne ho l’opportunità. Come altri trailer decido di raggiungere la Finestra di Cignana che, in condizioni normali, è l’arrivo ufficiale del vertical. Il vento si è calmato e non fa neppure freddo. L’ultima volta sono passato di qui con la bici. Faccio qualche foto e decido di scendere su Valtournenche da questo versante . Non incontro nessuno se non un branco di stambecchi, qualcuno intento a brucare altri concentrati nelle operazioni di muta per liberarsi dal manto invernale. Che pace.  Raggiunto il fondovalle e rientro a Maen sul sentiero n.1 evitando così la statale.
Sarà stata una zingarata ma ne è valsa la pena. Sulle montagne della Valle d’Aosta e nelle manifestazioni un po’ defilate come il Vertical Finestra di Cignana mi trovo particolarmente a mio agio. Grazie e complimenti a tutti gli organizzatori. 


mercoledì 2 giugno 2021

Bici Gravel Colle Lazzarà - Pramollo(To) 1 Giugno 2021

 

Traccia Colle Lazzarà

Dalle note dell'OrcoPinoR
Preso spunto dalla gita dell'OrcoZoppo e dalla proposta impellente di quel mefistofelico Stefano dal  Dantesco nome Gualandi, disegno un bell'anello nel Pinerolese per andare a verificare di persona come sia e cosa sia il Colle Lazzarà o Colle Laz Ara' a quota 1600Slm.

I numeri:
- Partenza Alpignano ore 7.45
- Rivoli, Piossasco,Piscina, Pinerolo
- S,Germano Chisone, Pramollo
- Salita Colle Lazzarà, 13km  1200D+
- Perrero, Perosa Argentina, Villar Perosa
- Salita PraMartino 6km 400D+
- S,Pietro ValLemina, Costagranda, Roletto, Frossasco, Cumiana
- Salita colletta di Cumiana 4km  300D+
- Avigliana, Almese, Caselette, Alpignano
Per 140km 2500D+ 

5 Vallate toccate: Val Chisone, Val Germanasca, Val Lemina, Val Sangone, Valle di Susa

Partenza da Alpignano non troppo presto, alle 6.45 con un meteo nuvoloso e minacciante pioggia. Ma non ne beccheremo neppure un goccio.
Trasferimento alla prima salita in pianura, visto che oggi ci aspettano 2500D+.

Imboccata la Val Sangone, una secca svolta a destra ci porta a S.Germano Chisone e dopo 1 km imbocchiamo il vallone laterale di Risagliardo che immette nel comune sparso, molto sparso, di Pramollo. Da Quota 1000 le salite si fanno arcigne ache 16%. Ci aiuta un meteo nuvoloso e fresco che non ci manda in ebollizione.
Sterrato buono di 2km prima di arrivare al Colle Lazzarà posto a 1595 Slm. In cima al colle, spartiacque tra la Val Chisone e la Val Germanasca, il nulla più assoluto. Pascoli per bovini e ovicaprini.

Si scende per il Vallone di Riclaretto che ci immetterà in 5km di sterrato alla Val Germanasca nel comune di Perrero. Sti 5km con le Gravel non ammortizzata, seppur con fondo non bruttissimo, li abbiamo fatti con i freni tirati e quando abbiamo incontrato l'asfalto siamo partiti come missili.
Per non farci mancare nulla, per il ritorno, percorriamo il giro sulle pedemontaniche salite di Pramartino, TaluccoCostagranda e Colletta di Cumiana. Insomma una Gravvellata con i controfiocchi.
😜😜😜



martedì 1 giugno 2021

Bici Mtb "La Montagna che regala il Mare" - S'Archittu(Or) 31 Maggio 2021


 Dal racconto dell'OgreDoctor

La pandemia allenta finalmente la sua stretta e la vita lentamente riprende il suo corso. 
Approfitto dunque delle condizioni favorevoli e di questa settimana con in mezzo un 2 giugno, festivo, per concedermi una piccola sosta e portare mia mamma in Sardegna.
Il tempo è già bello, ma non così caldo da rendere le giornate poco godibili. L’acqua del mare inizia appena ora a scaldarsi e ci vuole una bella dose di coraggio per tuffarsi, ma la tentazione è irresistibile.
Novità assoluta: decido di portarmi la bicicletta. La mia vecchia Specialized Stumpjumper M4, sostituita da una più moderna Specialized Epic EVO, può ancora recitare la sua parte. 
Ho sempre pensato che andare in bici, nella mia terra fosse spettacolare, ma non mi aspettavo così tanto. 



Per impegnare un po’ il fisico scelgo un giro lungo, su rotte conosciute; ci sono chilometri di sterrato nell’entroterra, che intuisco, ma non conosco e senza compagnia o una guida del posto, significano perdersi sicuramente nel nulla.
Andiamo, dunque per asfalto, sicuramente non l’ideale per le ruote grasse, ma le strade non sono proprio un biliardo e l’asfalto ruvido forse sarebbe più adatto ad una gravel che ha una bici da strada.
Rotta verso l’entroterra, appuntamento mattiniero per un caffè a Santu Lussurgiu con mia zia. Il mio giro sarà un anello intorno al Monti Ferru.
Partenza alle 7.00 del mattino, per non viaggiare sotto il sole, che però complice una giornata nuvolosa, non arriverà che dopo le 15.00.
L’aria fresca del mattino si fa sentire sulle braccia nude, ma la sensazione è piacevole e la vista ripaga della fatica. Si viaggia in solitaria, disturbati di tanto in tanto da quelle poche macchine che si spostano da un paese all’altro; in fondo è un lunedì lavorativo. Le folle di vacanzieri non hanno ancora invaso l’isola, che è avvolta nel silenzio, rotto solo dalle strida degli uccelli e dai versi dagli animali allo stato brado.
Arrivato a Narbolia, opto per la salita a Seneghe, al posto della più conosciuta, ma piatta e noiosa strada per Milis. 
Viaggiare in bici è un po’ come andare a cavallo, l’andatura è veloce ma consente di apprezzare quello che si ha intorno. In mezzo alla campagna, in posizione dominante e strategica, le onnipresenti torri neolitiche dei Nuraghi, testimoni secolari di un mondo che non c’è più e custodi del segreto della loro stessa funzione: abitazioni, templi, caserme militari, avamposti. Ogni volta che passo per queste strade, ne scorgo di nuovi che non avevo mai notato, correndo in macchina. 
La salita non è di quelle che fa male, sale dolce dallo zero del livello del mare fino ai 313 metri di Seneghe, paese dell’olio.  Arrivo in paese mentre frotte di bambini con il grembiule blu e colletto bianco (ma non era stato abolito?) corrono a scuola. 
Attraverso l’abitato, mi sincero di essere nella direzione corretta e mi dirigo verso Bonarcado. Fra un paese e l’altro, ci sono circa 10 km, di nulla assoluto, campagna, boschi, uliveti, vigneti. Dovrò ancora percorrere una decina di km e un centinaio di metri di dislivello per arrivare a Santu Lussurgiu. 
Mio zio è già in vigna, lo saluterò un’altra volta. Un buon caffè accompagnato da una meringa e da due albicocche dolcissime, un saluto veloce a mia zia e, via verso la montagna di Badde Urbara, dove svetta l’antenna della RAI. 
Il cartello all’uscita di Santu Lussurgiu segna 17 km per arrivare a Cuglieri.
Salgo fino a quasi 1000 metri, ma senza strappi, le pendenze non vanno mai oltre il 6% e la salita è sempre pedalabile. Mi attraversa la strada una faina, chissà magari di ritorno d qualche razzia in pollai vicini. 
Una torre di avvistamento per il fuoco, ancora qualche curva dentro questi fitti boschi di lecci secolari e finalmente la strada spiana sull’altipiano. 
A breve inizierà la discesa verso Cuglieri, paese che si staglia su queste alture con la cupola metallica del Duomo che riflette orgogliosamente la luce del sole, visibile anche da lontano.
Tutt’intorno si stagliano guglie monolitiche che emergono dalla vegetazione e la sagoma diroccata del Casteddu Ezzu, il Castello del Montiferru, risalente al XII secolo.
Dalla cima del castello la vista spazia fino alla costa, al mare, verso Santa Caterina, S’Archittu e Torre del Pozzo. 
Montagna che regala il mare. 
Dopo la fatica, i 70 km e i 1000 e più metri di dislivello, mi fermo alla torre costiera di Pittinuri, che si trova su un promontorio calcareo a 28 metri s.l.m. e prende il nome dalla località di Santa Caterina di Pittinuri, nel territorio di Cuglieri. La torre fu costruita intorno al 1578 e dallo sperone in cui si trova, rimane in contatto visivo con le torri di Su Puttu (Torre del Pozzo), Capo Mannu, Capo Nieddu e Scab'e Sai. 
Non ci venivo più da quando ero bambino. Allora percorrevo i 5 km che mi separano da casa a piedi. Oggi in bici. I tempi cambiano, ma apparentemente solo per me. Questi luoghi sono rimasti come allora, splendidi, immutati, custodi del tempo che scorre, inesorabile.
Una foto con la mia rossa Stumpjumper M4, il mio cavallo meccanico, per cogliere l’attimo.