lunedì 27 gennaio 2020

SciAlpinismo Alle Anticime del Monte Tantanè (MT 2550) - La Magdaleine(ao) 25 Gennaio 2020


Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga


Il meteo oggi  è molto variabile. Scartato tutto il basso cuneese per  l’arrivo di una perturbazione da sud Ovest e dalla bassa Liguria dove nella notte sono previste piccole nevicate,  tentiamo la gita odierna in valle d’Aosta, anche se ci aspetterà una giornata certamente nuvolosa ed incerta.

Come al solito Gulliver  ci aiuta a fare una scelta perlomeno indicativa delle condizioni del manto nevoso.
In rosso le vie di salita al monte Tantanè, in Verde la via seguita  in questa gita.

Purtroppo  le condizioni climatiche degli ultimi giorni  hanno  proposto   giornate decisamente calde  e pertanto cerchiamo di puntare a quote di partenza  decisamente elevate.
Si sceglie La Magdaleine in Valtournenche, sopra  Antey Saint Andre’, al cospetto del Cervino e soprattutto vicinissimo alla Zerbion. Ma la meta sarà il Monte Tantanè, per noi ancora sconosciuto.
Tutta la dorsale dal Colle Portola fino allo Zerbion  e poi a scendere verso Promion è già molto conosciuta, sia  nella veste estiva che soprattutto nella veste invernale.
Oggi si punta ad una delle maggiori elevazioni di tutta la cresta spartiacque tra la val d’Ayas e la Valtournenche.
Purtroppo constatiamo appena giunti a La Magdaleine  che il livello della neve  è posto a circa 1600 metri di quota, tanto da lasciare scoperti tutto il grande altopiano del paese. Già lo Zerbion prevede un portage di circa  mezz’ora, qui invece ci infiliamo subito in un fittissimo bosco di larici su una sentiero estivo, il 4, che con notevole pendenza e su un fondo completamente ghiacciato,  ci porta fino  al grande  anfiteatro superiore intorno alla quota 2200.
A questo punto finalmente  troviamo le condizioni sciistiche normali di una buona gita, ma il versante Sud-Est sul quale si apre tutta la salita al Tantanè  rivela  purtroppo neve  un pò crostosa  , lavorata dal vento  e poco sciabile. Insomma niente a che fare con le 4 Stelle riportate sull’ultima  gita di Gulliver appena 4 giorni prima. Breve consulta e puntiamo pertanto in direzione del vicino colle Portola,  su una delle belle  cime che costellano tutta la cresta.. Siamo  sul versante Nord Ovest con neve abbastanza soffice e comunque leggera, non ancora trasformata ne’ lavorata  dal vento.  Frattanto le condizioni meteo ci riservano una bellissima giornata con una vista superba su tutta la sottostante val d’Ayas e soprattutto sulla vicina catena del Monte Rosa.
Come previsto, cominciamo a scendere su neve decisamente  leggera fino ai grandi prati sottostanti,  a circa  2200 mt dove purtroppo finisce  anche la sciata. Ci aspetta una orrenda discesa sul sentiero estivo precedentemente percorso, su ghiaccio e pietre.  Ovviamente  non rimane che evitare di cadere, togliendo più volte gli sci e raggiungere incolumi  la Magdaleine.
Complessivamente  una  gita  dalle due facce opposte, prima parte nel bosco su sentieri  da percorrere quasi a piedi,  seconda parte su pendii  a pendenze moderate  ed in ambiente di alta montagna con  ottime condizioni sci alpinistiche.
Ma questa è la montagna e va presa per quello che è.

lunedì 20 gennaio 2020

Sci Alpinismo Monte Gorfi 2203 Slm Valle Stura di Demonte(Cn) 18 Gennaio 2020

Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

Siamo nella lunga valle Stura che da Borgo San Dalmazzo porta fino al Colle dalle Maddalena ed al confine francese.
Gulliver ormai impone gli itinerari e noi 4 andiamo come le pecore dietro  alle indicazioni  riportate dai precedenti frequentatori delle gite.
Pertanto appuntamento a Demonte, primo importante paese della Val Stura, storico paese con tanto di fortificazioni militari degli scorsi secoli ed un nucleo storico praticamente intatto. Unico neo, la strada che transita nel centro urbano, tra due file di portici. Decisamente problematico in quanto quivi transita tutto il traffico stradale pesante verso la Francia dal Piemonte centrale.
Comunque il nostro itinerario odierno è il vallone dell’Arma, che da Demonte risale per almeno 20 km verso la Cima Fauniera ed il sottostante colle, per poi scendere nel vallone delle Marmore in Maira.  Strada decisamente impervia ma mitica per gli appassionati di ciclismo;  i nostri cacciatori di colli dovranno attendere lo scioglimento delle nevi ai 2400 mt del colle per mettere a dura prova muscoli e biciclette.
Ma a noi terragni  pedestri basta calzare sci e pelli per divertirsi e infatti  raggiunto San Giacomo si apre a ventaglio una serie di cime praticamente sconosciute alla massa degli sci alpinisti non cuneesi, tipo Monte Viridiomonte Borel, Punta dell’Olmo, monte Bram, monte Grum ed altri. Dalla cresta spartiacque basta scendere verso Nord per raggiungere velocemente Castelmagno.
Oggi si punta verso il Monte Gorfi, questo sconosciuto, con un dislivello di 900 mt e probabilmente una buona neve. Con il fratello Roberto, Ugo e Gaspare , lasciato il parcheggio della frazione, pieno di sci alpinisti Gulliveriani, risaliamo un vallone laterale per circa 1 ora su stradina fortunatamente innevata dalla recente nevicata notturna.
Finalmente si comincia a salire, abbandoniamo le tracce più battute verso le altre cime e puntiamo sul gioiello della zona, monte  Gorfi. La prima parte sul versante sud presenta uno strato sottile di neve, decisamente preoccupante in quanto non sciabile. Si abbandona  velocemente il Sud, per  infilarsi nel vallone  secondario con esposizione Est, dove la neve è decisamente abbondante e fresca. Ambiente assolutamente selvaggio da grandi montagne  già tracciato da precedenti  sciatori,  si transita tra guglie e monti sconosciuti per raggiungere il colle e con una bella e ripida risalita su cresta, la cima del Gorfi a 2203 mt.
Breve consulto con gli altri gitanti in loco  e si scende  sulla  grande dorsale direzione Est, leggermente rigata ma in condizioni splendide, circa 20 cm di neve fresca notturna su un fondo ghiacciato. Con pendenze sostenute raggiungiamo  rapidamente  il fondo valle ed il paese.
Gita meravigliosa per appassionati alla ricerca di veri itinerari sci alpinistici.

domenica 19 gennaio 2020

Trail Autogestio di Valle della Torre - sulle tracce del misterioso sentiero VDT4 (To) 11 Gennaio 2020


Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

Organizzato all’ultimo minuto, come al solito per mille impegni, ci ritroviamo in Rivoli con OrcoVic,  OrcoSherpaMazinga e il sottoscritto per un trail mattutino sulle tracce del misterioso VDT 4 .
Non stiamo parlando di un qualche nuovo esopianeta  di una improbabile costellazione, ma di un semplice sentiero  in Val della Torre.
Parlare di Val della Torre potrebbe  sembrare riduttivo, quasi un parco naturale a due passi da Torino, in realtà si tratta di un notevole bacino montano compreso tra la lunghissima cresta di spartiacque  che partendo dallo Sbaron, e passando per il Rosselli, il monte Lera  il Lunella , il colle Portia e l’Arpone, raggiunge   Madonna della Bassa  e le sue ultime propaggini meridionali con il nostro Musinè.
Ed al contrario di quanto si possa pensare  tale bacino imbrifero da origine al torrente Casternone  ed ad una decina di rii affluenti  solo sul versante  sinistro orografico.
Tanto ricco di acque il versante sinistro, quanto  brullo e petroso il versante destro,  almeno per la parte di competenza dell’Arpone.
Il nostro trail odierno si  ripromette di percorrere  buona parte della parte alta della valle, su sentieri conosciuti ed altri totalmente  selvaggi.
Ritrovo in località Il mulino,in prossimità del ponte del Casternone, si inizia a percorrere il VDT 2 che con ampio percorso raggiunge  la traversata mediana della Maratona Alpina, fino al Bivio principale che individua i due sentieri  per  il colle Lunella e il colle Portia.
Correttezza vorrebbe di percorrere l’intero anello ma  visto il percorso ancora lungo da affrontare, puntiamo direttamente verso il Colle Portia alla quota 1328 m che raggiungiamo in circa 1,30’.
A questo punto inizia la nostra traversata  nel deserto, ovvero il misterioso VDT 4 che praticamente costeggiando l’Arpone su una livelletta costante sulla quota  1300  dovrebbe portarci alla Madonna della Bassa. Già la indicazione su palina è inquietante, tempo richiesto 2 h 10’.
La prima parte è completamente sommersa dal fogliame e talvolta da estese chiazze di neve, e quasi pianeggiante; non si riesce a correre data la scivolosità del percorso. Si tratta decisamente di un sentiero tecnico scarsamente tracciato, ma fortunatamente  con evidente segnaletica  con bolli di vernice su alberi e pietre, che ci permette di  tenere un passo veloce anche se   necessita forte concentrazione per evitare  brutte cadute o scivolamenti.
Iniziano a susseguirsi dei rapidi Sali scendi su  zone molto brulle  e pietrose dove non sempre la traccia è evidente;  occorre attraversare numerose  vallette laterali tra sassi e  arbusti senza traccia di acqua. Ma incredibilmente  nel nostro zigzagare incontriamo due  cascine  praticamente abbandonate posti su  due balconi sulla valle. Evidentemente l’antico sentiero doveva costituire  un rapido accesso alla Madonna della Bassa dal versante val della Torre per motivi religiosi al servizio delle borgate poste sul Portia e Lunella. Comunque in circa 1h 20’ raggiungiamo il santuario, partendo da un deserto totale fino  ai tavoli da pic-nic posti intorno alla chiesa con il suo vociare  di gitanti.
A questo punto raggiunta la civiltà, ci aspetta una rapida discesa per il VDT5 fino a Pian Muffito  ed a seguire un lungo single track  infinito che raggiunge le  prime borgate  e la ripida strada asfaltata fino a fondo valle.
Sono trascorse in tutto 3h 30’  ma rimane nella nostra mente il ricordo di  un trail avventura  su tracce quasi sconosciute e selvagge a due passi dalla città.

lunedì 13 gennaio 2020

Trail della Gallinara Albenga-Alassio(Sv) 12 Gennaio 2020

Classifica Trail della Galinara 2020
Pagina Fb Trail della Gallinara


Dal racconto dell'OrcoTurbo

Quest’anno la stagione di gare inizia prima del solito per me.
Approfittando del meteo favorevole, decido di iscrivermi al Trail della Gallinara, con partenza da Albenga.
Il primo pensiero è per la versione “lunga” della gara, con i suoi 27 km, ma ci ragiono un po’ su e prendo coscienza che forse è meglio una partenza più soft per me, quindi mi iscrivo alla versione corta da 12 km con 450 d+.
Con molta sorpresa trovo al via un vasto elenco iscritti, e accompagnata da una giornata pressoché primaverile mi lancio sui sentieri liguri... percorso davvero molto corribile, forse fin troppo per i miei gusti, ma decisamente panoramico.
Costeggiamo tutta la costa su di un sentiero proprio a strapiombo. Che viste!

I 12 km scorrono via in fretta, con rammarico per non essermi iscritta alla 27 e assaporare ancora un po’ di profumi di macchia mediterranea. In un amen mi ritrovo all’arrivo..
Non resta che aspettare marzo con la sua Maremontana per tornare a sgambettare sui sentieri liguri!

Bici Bdc Pian della Regina - Valle Po (Cn) 12 Gennaio 2020


Dal racconto dell'OrcoZoppo

Oggi 12 Gennaio 2020 salire ai piedi del Re di Pietra in bici da corsa è una cosa pazzesca.
Temperatura primaverile. L'arrivo è al Pian della Regina (1770 MT).
Poi purtroppo, o per fortuna, per Pian del RE la strada è chiusa per neve. Siamo partiti da Cavour, direzione Barge dove ho l’appuntamento con il mio socio di avventura Ivano anche lui con la specialissima Willier acquistata da poco (oggi tradito il capitano).
Ivano non era mai salito così in alto..La prima salita che ci aspetta è la colletta di Barge, ombrosa e niente di che.
Il RE si inizia a vedere una volta arrivati a Paesana, e da lì in poi inizia la vera è dura salita fino ad arrivare quasi ai suoi piedi toccando la Location di Crissolo.

Seguono gli ultimi chilometri verso il Pian della Regina, dove per me è difficile trattenere le lacrime di commozione per là bellezza dello scenario che si apre davanti ai miei occhi. 
Se per vedere questi scenari bisogna faticare, ben venga la fatica. 
Anche oggi i miei 70 km è quasi 1600 D+ me li sono puppati.
Dimenticavo, il mio socio Ivano era il ragazzo più felice del mondo per aver raggiunto per la sua prima volta in bici una vetta importante della valle del PO.

giovedì 9 gennaio 2020

Bici Bdc Colle Vaccera - Valle Angrogna(To) 9 Gennaio 2020

Traccia Gpx Colle Vaccera
Foto Bici Bdc Colle Vaccera 2020

Dalle note dell'OrcoPinoR
Un mese di Gennaio 2020 quasi primaverile, temperature abbordabili già alle 9.00 del mattino,  I cambiamenti climatici rispetto agli anni passati sono sotto i nostri occhi, mentre i nostri cuori piangono per gli incendi che da 4 mesi divampano in Australia Sud-Occidentale. I dati sono impressionati, 480 milioni di animali morti, 9 milioni di ettari bruciati, 24 vittime tra gli umani.

Noi che si fa? Si pedala naturalmente. Questa mattina la "scimmia per la specialissima" ci porta in Valle di Angrogna nelle Alpi Cozie, una Valle secondaria della Val Pellice.

I numeri:
- Partenza da Roletto(To)
- Pinerolo, Bricherasio, Luserna, Angrogna
- Colle Vaccera 1480 Slm
Per un totale di 72km e 1350D+ circa

Pedalando e parlando con L'OrcoZoppo, si commentava il disastro ambientale in Australia e ci si augurava che, visto il seccume dei boschi, non nasca anche da noi un'emergenza incendi.
Di questi tempi si potrebbe passare in un batter d'occhio dalle alluvioni (le ultime del 22.25 Nov 2019) agli incendi. La piccola attivista svedese bene fa a sensibilizzare i terrestri sulla salvaguardia di questo unico pianeta che ci ospita tutti, Belli e brutti.

Per arrivare ad attaccare  l'erta ascesa per il Colle Vaccera, invece di percorrere la trafficata SP161, ci regaliamo una magnifica pedalata sulla strada panoramica che la costeggia. Splendida, priva di traffico ma non di "Buse", ed addirittura con una piccola, incredibile, piantagione di ulivi.
La salita al Colle Vaccera inizia a Luserna S.Giovanni, lunga circa 14km e 800D+ si inerpica prima decisa e poi con pendenze sempre costanti, consigliata nei periodi primaverili per via della sua esposizione a SUD. Almeno si sta al caldo.
Le indicazioni per il colle ed il vicino Rif.Jumarre non mancano sul percorso. Il fondo stradale abbordabile in salita, un occhio di riguardo in discesa.
Oggi siamo arrivati al colle senza un filo di neve a bordo strada. Ne abbiamo vista un po' al colle ma proprio una "frisa".  Di questi tempi un colle a quota quasi 1500 Slm da sempre un sacco di soddisfazioni, e per oggi ne abbiamo fatto il pieno.
Dalle note dell'OrcoZoppo
Capitano giovedì sono di riposo, che ne pensi del colle Vaccera?
Come se non l’avessi detto, anche perché in bici non era mai salito, mi arriva tempo zero il percorso da lui costruito con STRAVA.
Partenza alle 9.00 da Roletto, direzione Pinerolo, poi solo lui sa trovare strade secondarie spettacolari e non trafficate tra ulivi che ti ricordano la Liguria e piantagioni di kiwi a iosa.
In un amen, si fa per dire, si arriva ad Angrogna, e imbocchiamo la salita per il colle Vaccera,
I primi tratti di salita sono brutali, poi si continua a salire costantemente, senza mai mollare. L'unico dubbio era se si potesse arrivare in cima al colle, ma le temperature primaverili di questi giorni la neve se l'è mangiata e la strada è pulitissima fino ai 1480 Slm.
I soliti riti; foto, cambio abbigliamento si mangiucchia qualcosa e si riparte. Si ritorna facendo la statale per arrivare più velocemente a casa, fine giro questi sono i numeri..72,5KM è quasi 1400 D+.
Questa volta il Gregario chiama e il Capitano risponde.