mercoledì 16 settembre 2020

Bdc Cicloturismo di confine Torinese, Astigiano, Monferrato, Langhe e Roero (Piemonte) 15 Settembre 2020

 


Dalle note dell'OrcoPinoR
Dopo tanta montagna, ci sta una lunga pedalata tra pianura ed i primi contrafforti di Roero, Langhe e Monferrato per poter assaporare, forse, i primi profumi d'autunno.
Oggi con l'OrcoPinoP, compagno di trip in questo lungo percorso che partendo da casa ci porterà a vedere i vignaioli già all'opera.

I numeri
- Partenza ore 8.00 da Rivoli
- Orbassano, Candiolo, Carmagnola
- S,Stefano Roero, Canale, S.Damiano D'Asti
- Valfenera, Villanova D'Asti, Poirino, Moncalieri
- Torino, Alpignano 

Per 140km e 1000D+ circa

Partenza, da una Rivoli piuttosto trafficata. Le scuole per fortuna hanno appena riaperto dopo un LockDown durato mesi. Ci sciroppiamo volentieri il traffico sperando che non richiudano più.

In buon ordine, affrontiamo dei rettilinei infiniti con paesaggi di colture sempre uguali. La fa da padrone, in questo periodo, il mais. Ci sorbiamo trattori carichi di meliga, con nuvole di polvere cerearicole che c'investono. 
Finalmente al bivio per Pralormo, il paesaggio repentino cambia. Il terreno incomincia ad ondularsi e si
intravedano, lontano, le prime colline delle meraviglie di Langhe e Roero.
Magnifico il territorio comunale di S.Stefano Roero dove facciamo la sosta caffè. 
Si prosegue tra mini vallate e OrcoPinoP vuole fermarsi per farsi fotografare con i vignaioli al lavoro, mentre questi raccolgono l'uva bianca Arneis.
Attraversiamo il centro storico di Canale d'Alba sempre nella zona del Roero. C'è in corso il mercato rionale che ci costringe ad un giro periferico. 

Siamo al confine dei lembi estremi di Monferrato, Langhe e Roero. 
Tra Canale e S.Damiano D'asti c'imbattiamo nello stabilimento della Campari dove s'imbottiglia lo Spumante d'Asti ed altri liquori famosi come l'Aperol e l'Amaro Averna.
Arrivati a S.Damiano D'Asti, addobbato con i gagliardetti del Palio di Asti, visitiamo il centro storico dove non ero mai stato. Ne vale la pena.

S.Damiano è il comune più lontano del giro odierno. Con un bel dietrofront ci dirigiamo adesso verso il comune di Valfenera con una bella strada ondulata. 
Il caldo oggi 15 set 2020 la fa da padrone. Alle 12.00 il termometro segna già 30 gradi. Siamo cotti e bolliti ed urge una sosta ristoratrice. Troviamo a Valfenera un bar di fronte al palazzo municipale, con una splendida  torre che lo fa assomigliare ad un castelletto. 
Accompagniamo le due birrette con panini autoctoni e pizzette pugliesi appena arrivate dal Sud, dal paese natio di OrcoPinoP.

Il problema dopo la sosta è ripartire. Altro che autunno, la caldazza imperversa. Siamo al km 90 e ci mancano ancora 50 km per tornare all'ovile.
Puntiamo come obiettivo Moncalieri per un gelato nella piazza del comune antistante la parrocchiale ed il castello.
E cosi sia, riusciamo ad arrivare a Moncalieri senza troppa fatica e sorbirci un gelato che ci rimetta in sesto per chiudere questo curioso tour di confine. Un vero giro di Aperol.


martedì 15 settembre 2020

Bici MTB Colle del Sommeiller da Bardonecchia (To) 6 Settembre 2020

 


Dal racconto dell'OrcoLallo

Ormai sono 3 anni che faccio della bici da strada il mio hobby/passatempo/palestra, e da allora sono sempre alla ricerca di nuove strade e suggerimenti presi qua e la per poter conoscere posti magici da portare sempre con me.
Da settimane anzi da mesi c’è il mio compagno di avventure (OrcoRolfy facendo nome e cognome) che mi parla del Colle del Sommellier e della sua irrefrenabile voglia di scalarlo in bici. Un luogo di culto che parla da solo per coloro che amano “le ruote grasse”, ma del quale non ho mai sentito vera necessità di affrontarlo. 27 km di salita, su sterrato, 3000m di altitudine, “robe da mat”, soprattutto per il fatto che su una mountain bike non salgo da età adolescenziale.
Decido di fare questo regalo al compare orco e noleggiamo le due bestie da cavalcare: più simili a muli svogliati che a destrieri Impavidi.
La salita da Bardonecchia è all’inizio asfaltata e corre lenta nella pancia di un fitto bosco che si apre solo nei pressi del piccolo borgo di Rochemolles. Inizia dunque lo sterrato dove le biciclette si sentono finalmente a loro agio. Intravediamo un sentiero che sembra condurre alla diga. È proprio così ma occorre del rude portage tra erbacce spinose e un cupo tunnel nella roccia scavato ormai da lunghissima data.
Arriviamo finalmente alla diga e si apre innanzi a noi un bellissimo scenario alpino, le mucche ci guardano curiose con sottofondo lo scroscio di freschi ruscelli. Il paesaggio verde e rigoglioso ci delizia letteralmente gli occhi fino ad arrivare al suo culmine al rifugio Scarfiotti (2200m). Una piccola pausa è d’obbligo per mangiare una barretta e godersi la impagabile visione di un laghetto verde come uno smeraldo ed una altissima cascata che ci rinfresca prima di ripartire.
Il paesaggio cambia volto, il verde lascia spazio al sabbioso e polveroso giallo. La strada di terra battuta viene rimpiazzata da spigolose pietra che di tanto in tanto minano al nostro equilibrio. La pedalata si fa man mano più pesante fino ad una sana boccata di ossigeno a Pian dei Frati (2500m). Per qualche centinaio di metri abbiamo tempo è possibilità di guardarci bene intorno. Pareti ruvide e scure ci fanno da guida mostrandoci la via per la vetta che sembra sempre più vicina.
Gli ultimi tornanti sono da incubo: pietrosi, trafficati, polverosi. Guardo le gocce di sudore che si schiantano una dopo l’altra sul telaio e di tanto in tanto alzo la testa per guardare quanto manca. Orco rolfy come sempre scappa via negli ultimi km per trasformarsi in autentico tifoso da Tour de France aspettandomi all’arrivo. 
Manca poco, vedo del ghiaccio a bordo strada, fa freddo, il cielo si ingrigisce, ma c’è un puntino rosso che scuote le braccia. Eccolo. Quella è la cima. Indurisco il rapporto e pedalo gli ultimi metri quasi sollevato dal suolo; quel suolo che pochi istanti dopo sfioro con i piedi scendendo dal mio mulo stanco quasi quanto me. Cammino letteralmente sulla luna, sia per la mia leggerezza dell’essere arrivato in cima, ma soprattutto per quel paesaggio che mi circonda: c’è un lago nero, del ghiaccio, sabbia, ed un ampia vallata alle mie spalle che ricorda davvero il nostro vicino satellite.
Ci concediamo ancora qualche metro di portage per arrivare alla bandierina che segna 3008m di quota. È magnifico. Quel sogno che Orco Rolfy nutriva da tempo è diventato anche mio...
Ciò che però (nostro malgrado) ci sveglia, è il sopraggiungere di altre nuvole scure accompagnate da un vento tutt’altro che caldo.
Si parte a tutta. La discesa non è il nostro forte, ancor più su sterrato. Ci superano praticamente tutti ma ci sentiamo letteralmente come 2 adolescenti sulle montagne russe. Super !!
Ripassiamo dal rifugio Scarfiotti dove una meritata sosta panini ci dona il ristoro necessario per affrontare sul finire il percorso-balcone nel bosco che ci porta allo Jafferau.
Danziamo sulle ruotone sulla discesona finale fatta di ottimo asfalto piegando come motociclisti ed eccoci infine a Bardonecchia.

Giornata storica; arrivare a 3000m in bicicletta è davvero qualcosa di straordinario e che, oltre ad arricchire il mio ancora breve curriculum di scalatore, rende davvero l’idea di quanto affascinanti e imponenti siano le nostre montagne (Benché scalate in sella a 2 muli😀)


lunedì 14 settembre 2020

Serre Chevalier Trail Solomon (Francia) 13 Settembre 2020

 

Sito Serre Chevalier Trail

Dal racconto dell'OrcoRolfy
Oggi domenica 13 Settembre, nella splendida cornice della valle di Serre Chevalier, ha luogo il trail sponsorizzato da Salomon, e nonostante le mille difficoltà imposte dal CoVid si disputerà lo stesso con tutte le misure di prevenzione dei decreti governativi francesi.
Varie distanze e percorsi presentati : 12 km 600 m d+ , 26 km 1800 m d+ e 56 km con 4000 m d+ .
Due orchi alla partenza, OrcoSmaug nella distanza dei 26 km e io OrcoRolfy nella 60 km. 
Pochi italiani tra gli iscritti (si contano sulle dita di una mano), probabilmente spaventati dall’emergenza CoVid o ignari dello svolgimento dell’evento che essendo vicino alla nostra Valsusa sarebbe stato facilmente raggiungibile da tutti gli appassionati.
La mia partenza è alle 6 del mattino le previsioni sono buone, il cielo è ancora buio ma sereno, la temperatura fresca e io un po’ preoccupato per quello che mi aspetta. 
Muniti di mascherina tutti i 400 concorrenti, me compreso, ci dirigiamo sotto il tendone della partenza con tanto di luci da discoteca e musica ad alto volume che rendono tutto più divertente. 
Primi chilometri come al solito a razzo per prendere le posizioni migliori negli stretti sentieri che si inerpicano all’uscita dell’abitato di Monetier- Les -Bains, si forma un lungo cordone di luci frontali che illuminano la valle ancora buia.
I primi 5 km sono tutti su mulattiera che sale abbastanza regolare, poi si spiana leggermente e infine ultimi tre chilometri fino a Le Chardonnet 2717 Slm, sono al km 9.
Davanti a me il sole sta sorgendo colorando il cielo di sfumature di rosso, i ghiacciai del Delfinato e la Barre Des Ecrins sono alla mia sinistra e di tanto in tanto mi giro ad osservarli meravigliato. Primo colle andato, sensazioni buone, sono salito senza forzare recuperando un po’ di posizioni e le gambe ancora fresche mi permettono di scendere veloce fino al refuge du Chardonnet (km 14)dove si trova il primo ristoro. 
Riempio solo la borraccia d’acqua, mangio qualche Tuc e riparto subito per la salita al Colle de la Roche Noire. Arrivato in cima veniamo salutati da un simpatico signore che suona in abiti tradizionali la fisarmonica. Si riprende quindi in discesa al termine della quale si trova il bivio del percorso con la 26 km e ripenso se ho fatto la scelta giusta, troppo tardi ormai !! Svolto a sinistra e continuo fino al Col de la Buffere che segna lo spartiaque con la valle di Nevache. Dopo qualche chilometro di discesa giungo al Refuge de Buffere (km 25) riempio di nuovo le mie borracce e mangio qualcosa. Un po’ affaticato mi addentro nello stretto sentiero nel bosco e tra i rododendri che nascondono rocce a volte taglienti e scivolose che mi rallentano non poco, in basso a valle vedo l’abitato di Nevache fino a quando svoltando a destra, incomincia qui la salita al bellissimo Lac de Cristol con la sua acqua cristallina e incorniciato  tra le montagne.
Proseguo fino alla Porte de Cristol , qui si svolta a sinistra e si prosegue su saliscendi in cresta fino al ristoro del Col du Granon (km 34). Il mio stomaco è chiuso cerco di mangiare ma non ne ho molta voglia,  così dopo qualche gelatina e litri di coca cola riparto alla volta della scoscesa Crete de Peyrolle e subito dopo Les Tronchets e discesa di 5 km all’Ancienne buvette de st. Joseph (km 48) dove si trova l’ultimo ristoro. 
Alcuni concorrenti che mi avevano superato in discesa sono in evidente crisi e sdraiati a terra cercano di recuperare le poche energie rimaste, ci attende l’ultima salita fino al sommità della Gran area 2869 Slm. 
Mi sono ripreso e ne approfitto per affrontare l’ultima scalata con buon passo regolare. Davanti e dietro me nessuno, anzi riesco quasi a raggiungere un altro concorrente poco prima della cima, un vento gelido sferza la montagna ma una volta scavallata la cima si affievolisce, scendo abbastanza spedito le gambe stranamente dopo 4000 metri di dislivello tengono ancora e gliene sono grato , raggiungo nuovamente la strada sterrata del col de Buffere quindi con traversi fangosi e pieni di arbusti si scende fino all’arrivo di Monetier-Les-Bains, il mio Garmin segna 60 km la distanza più lunga corsa da me fino ad oggi , sono contentissimo e soddisfatto, vengo accolto da OrcoSmaug che filma il mio arrivo e tifa per me, anche lei ha concluso con successo la 26 km qualche ora prima. 
Concludo i 60 km e 4000 m d+ in 9h e 30 min e ricevo la meritata medaglia della gara riservata a tutti i Finisher . Una giornata da veri Orchi !!!




lunedì 7 settembre 2020

Raid Night Up Hill Rocciamelone 3538 Slm - Susa(To) 5 Settembre 2020

 

Foto Up Hill Rocciamelone 2020

Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

Ad un mese esatto dalla festa della Madonna della neve che si svolge il 5 Agosto sulla chiesetta di sommità, Gli Orchi ritornano sulla montagna principe della Val di Susa che  per la sua elevazione  ed il percorso  corribile, è divenuta il simbolo  delle  attività sportive ed escursionistiche della  nostra Associazione.

Ma è anche il simbolo della gara Red Bull K3, che, unica in Europa, permette di superare in neanche 10 km un dislivello di  triplo kilometro verticale senza toccare ghiacciai o  arrampicare. 

Tralasciando una etimologia controversa, il nome del monte viene  latinizzato in Mons Romuleus  e cambiato   successivamente in  Monte Romuleio nel XI secolo.  La prima salita documentata  risale al 1° Settembre 1358  da parte del  crociato Bonifacio Rotario  allorchè venne depositato sulla vetta il trittico in bronzo dedicato alla Madonna e realizzato a Bruges. 

La facilità di accesso dalla valle e la frequentazione nell’arco  di 7 secoli hanno di fatto permesso la realizzazione  sulla vetta di numerose  strutture e statue. Vi si trovano infatti il santuario più alto d’Europa, intitolato a Nostra Signora del Rocciamelone, un rifugio, chiamato Rifugio Santa Maria con 15 posti ed un locale invernale sempre aperto.

Sulla spianata di sommità,  vi è la statua in bronzo  dedicata alla Madonna, realizzata nel 1899 e ivi trasportata nello stesso anno dal 4° reggimento alpini Monte Cervino ed un busto in bronzo del re Vittorio Emanuele II in occasione della sua salita alla vetta nel 1838.

La vetta , posta a quota 3538 metri è inoltre un importante punto geodetico di prima categoria.

E comunque in 12 Orchi ci ritroviamo a Rivoli  il pomeriggio del sabato 5 Settembre  per  una delle prime attività  societarie realizzate  dopo la chiusura  per Covid 19.

In tanti ci  siamo  rivisti praticamente per la prima volta   a partire dalla nostra gara dei Massi Erratici del Febbraio scorso ed è stato un incontro  commovente  dopo il drammatico periodo di clausura generato dal Lock down. Ognuno ha vissuto tale periodo nella propria  interiorità, ma certamente la voglia di uscire e di ritornare alle nostre attività sportive in montagna è stata certamente più forte del timore per i risvolti sanitari per lo più sconosciuti della pandemia in atto.

Parte proprio da Rivoli la parte più difficile della escursione, infatti non appena iniziamo a percorrere la strada che risale  da Susa fino  alla Riposa, troviamo un intensissimo traffico di vetture che discendono dalla montagna. Purtroppo la  esigua larghezza della strada impedisce praticamente  il doppio senso di marcia  e incrociamo almeno un centinaio di vetture che ridiscendono a valle dopo la giornata trascorsa in montagna  sui prati e nelle escursioni.

Probabilmente  tutti i gitanti e merenderos della valle si sono dati appuntamento   sulle pendici del Rocciamelone e tenuto conto che ormai le vetture hanno acquisito le dimensioni  di un  monolocale, ad ogni incrocio abbiamo dovuto  ricorrere ad una serie di manovre di retromarcia alquanto  rischiose, visti i pendi presenti a bordo strada. 

Finalmente alle 17, praticamente dopo 2 ore di viaggio snervante,  riusciamo a  raggiungere il parcheggio inferiore  circa 100 metri sotto la Riposa  (2200 m).

Basta toccare il sentiero che Gli Orchi si trasformano ed in circa 1 ora raggiungiamo il rifugio Ca d’Asti a quota 2854 m. Qui incrociamo molti escursionisti che hanno deciso di pernottare al rifugio per effettuare la salita il giorno dopo ed altri ancora che scendono dalla vetta. Il meteo si prospetta decisamente buono ma ormai l’aria frizzante della alta montagna obbliga ad una veloce sosta. Il sentiero, oltremodo conosciuto sulle pendici friabili e ghiaiose percorre lunghi giri.

E qui la differenza di preparazione e di  età fa una selezione, ma nonostante tutto  raggiungiamo velocemente la Punta intermedia della Croce di ferro a 3300 m.

Di qui in avanti il percorso diventa un facile  sentiero attrezzato con canaponi ed ancoraggi sostituiti recentemente  che permette di superare agevolmente gli ultimi 250 metri di cenge e risalti rocciosi.

I primi raggiungono praticamente la vetta  verso le 19,10 e a seguire gli altri.

Numerosi escursionisti sono già stipati nel rifugio invernale, alcuni incredibilmente con  pesanti bici da fuoristrada. Altri ancora raggiungono la cima con sacchi a pelo e tendine.

Per tutti si sta prospettando un favoloso tramonto  da lasciare a bocca aperta. L’ultimo sole  proietta l’ombra del Rocciamelone sul mare di nuvole sottostante, tale da lasciare presagire la formazione di una nuova grande cima sulla cordigliera che va verso Torino.

Alla luce del crepuscolo più o meno velocemente iniziamo a scendere lungo le corde fisse. La debole luce naturale  ci permette comunque di arrivare fino alla croce di ferro, dove  attendo in un tripudio  di colori   i nostri ultimi compagni; un momento emozionante, da solo in una  quiete infinita. La discesa avviene alla luce delle nostre frontali  tra  una chiacchera e l’altra con sosta  culinaria al rifugio.

Raggiungiamo il parcheggio verso le 22,30.

Una tranquilla grande giornata da Orchi!



sabato 29 agosto 2020

Bici Bdc Passo dello Stelvio & Passo Gavia da Bormio(So) 25 Agosto 2020

 


Passo Stelvio da Merano Val Venosta Agosto 2013
Passo Mortirolo da Monno e da Mazzo in Valtellina Giugno 2019

Dalle note dell'OrcoPinoR
Fallito causa Covid-19 il viaggio in Polonia pianificato per il mese di Aprile, ci riproviamo con un trip in macchina in Italia. Del mare neanche a parlarne; caldo, bolgia ed anche le noiose mascherine dissuaderebbero anche Popeye the Sailor man.

La scelta cade sull'Alta ValTellina per diversi motivi:
- Non sono mai stato a Bormio e zone limitrofe.
- Mai scalato in bdc il passo Gavia e lo Stelvio lato Lombardo(lato Altoatesino scalato da Merano nel 2013). Nel Giugno 2019 alla GF Gavia-Mortirolo il passo Gavia era saltato per via di una frana in Valfurva, e gli organizzatori ci avevano fatto scalare il Mortirolo 2 volte, da Monno e da Mazzo in Valtellina.
- Mai stato neanche a Livigno sede, insieme a Bormio, delle future Olimpiade invernali del 2026.

Decido di andare a Bormio senza la mia bici. L'affittero' in loco con l'intenzione di scalare in due giorni diversi i passi Gavia e Stelvio.
Arrivati a Bormio da Sondrio, mi accorgo che i negozi che affittano bici da corsa sono rari e che il costo giornaliero è parecchio esoso. Circa 50euro al di'. Cambio idea al volo e decido di scalare in giornata prima il Gavia e poi Stelvio. La sfida si fa ardua. Per dirla in parole povere; sono tutti caxxi miei. Mannaggia a me ed alle mie mattane.

I numeri :
- Partenza da Bornio 1220 Slm alle ore 8.30.
- Passo Gavia 2621 Slm
- Discesa a Bormio
- Passo dello Stelvio 2760 Slm
- Discesa a Bormio, arrivo alle ore 15.15
Per 95km e 2900D+

Il negozio di bici Ski&Bike mi propone una Trek Emonda con freni tradizionali, guarnitura Ultegra e ruote Fulcrum 3. Bici leggera e sella scomodissima
Riesco a partire da Bormio alle 8.30, appena il negozio ha aperto i battenti. Primo obiettivo il passo Gavia in alta Valfurva. 
Bormio
                                                          BORMIO
Inizio a pedalare in una mattinata gelata dopo il maltempo di ieri sera. Siamo a circa 10 gradi sopra le zero e per salire al Gavia ci sono 26km e 1400D+ . Si sale veloce per 13km e 500D+ che portano al piccolo paesino di S.Caterina ValFurva a quota 1730 Slm.
Da S.Caterina mancano ancora 13km e 900D+. Le pendenze si fanno interessanti, il freddo in salita inesistente. Il traffico scarsissimo. 
I primi 10km i più tosti. Gli ultimi 3km quasi un piattume da spingere con  il padellone. Il Passo è magnifico. Da una parte la Valfurva dall'altra l'alta Val Camonica.


La discesa dal Gavia da prendere con le molle, per via dell'asfalto non bello e per la bici affittata di cui non conosco il comportamento in discesa. 
Arrivo a Bormio bello gelato. Attacco la salita di sua maestà lo Stelvio a quota 1220 Slm e con 40 tornanti e 21km da scalare.

L'unica borraccia riempita a metà, ed il prossimo bar che si trova a -10km dal passo Stelvio.
Il terrore è  quello di rimanere senz'acqua. Mi salva a -15km una famigliola che sta seguendo un parente ed a cui chiedo la carità di 500cc di acqua. Grazie chiunque voi siate stati.
Prima del 30esimo tornante, faccio amicizia con Gigi, un ciclista di Levanto(Sp). Mi assicura che il peggio è fatto. I futuri tornanti sono abbordabili e prima degli ultimi 3km le pendenze si fanno più dolci. Si chiacchiera, si pedala  cosi che il bivio per Umbrail(Ch) arriva facile.
Dal bivio Svizzero, gli ultimi 3km li patisco per motivi che ben conosco. Ho bevuto poco, mangiato scarsamente, il Gavia sulle gambe e l'altitudine si fanno sentire. All'arrivo la soddisfazione è tanta. Ma la salita lato Val Venosta è un altro paio di maniche. Molto, ma molta più tosta.

Il Passo dello Stelvio è sempre frequentatissimo da motociclisti e automobilisti. Oggi un manicomio. Indefesso il camioncino dei Wurstel&Krauti da 54anni (intervistato proprietario) continua a deliziare, i turisti del passo, con le sue leccornie SudTirolesi. 


Visita veloce al monumento dedicato al mito Fausto Coppi ed uno sguardo strappato al rifugio Pirovano a quota 3020 Slm, dove si puo' giungere con la Mtb, o come si usa adesso con la Gravel.

Sono molto soddisfatto della giornata, e dopo una prudente discese sono stato insignito con cappellino Finisher.

Duca di Gavia, Conte del Mortirolo e Principe dello Stelvio.



domenica 23 agosto 2020

32° Memorial Partigiani Stellina Susa(To) 23 Agosto 2020


Dalle note dell'OrcoPinoR
Mancavo da ben nove anni dalla linea di partenza di questa che è, per la provincia di Torino, la gara di corsa in montagna più conosciuta.
Quest'anno Campionato Italiano individuale Assoluto - Giovanile nelle giornate di Sabato e Domenica 22 e 23 Agosto 2020.

La distanza è quella originale di 14,5km  e 1650D+ per gli uomini e 10km 1500D+ per le donne.
Partenza per gli uomini dall'arco di Augusto alle ore 9.15. Per le donne (grazie alle navette) partenza da Mompantero Borgata Braide alle ore 9.00, subito in salita.
E' la prima volta che partecipo ad un gara con le applicazioni delle norme anti-COVID. Le precauzioni non  sono mai troppe:
- Borse di plastica dell'organizzazione per il trasporto del cambio a quota 2000 Slm.
- Distanziamento alla partenza con le posizioni degli atleti disegnate a terra.
- Tenuta della mascherina nei 500 metri dopo la partenza.
- Ristori con bottiglie d'acqua, senza bicchieri.
- Pacco ristoro alimentare finale già preconfezionato per ogni atleta.
- Mascherine nelle navette di trasbordo atleti.
- Premiazioni autonome.

Complimenti all'Organizzazione molto attenta in tutti i dettagli.
Cinque gli Orchi partenti; OrcoSmaug, OrcoRolfy, OrcoGiova, OrcoZoppo e OrcoPinor.
Temperatura perfetta con una brezza estiva piacevole. Partenza subito a fiamma, e c'era da aspettarselo visti i nomi sul nastro di partenza e la selezione per la gara di Coppa di Mondo che si svolgerà a Lanzarote (Spagna) il 13-14 Nov 2020.

Dopo i primi 3km in discesa e pianeggianti, la gara si sviluppa in un'arcigna salita da 1650D+. La mia sfida è quella di migliore il mio tempo del lontano 2008 dove avevo fermato il cronometro a 2h23min. Dopo 12 anni sono curioso di sapere se il tempo dedicato alla Bici mi ha fatto migliorare muscolarmente.
 
Già durante la salita mi accorgo che i battiti cardiaci del mio bumbardin sono più regolari e la frequenza più bassa del solito. Ho un buon presentimento di migliorarmi intorno al 10km, ma all'ultimo strappo delle Grange Sevine, Spakkagambe, i dubbi mi assalgono. Dalle Grange Sevine 2km 500metri tutti da correre. Corro il corribile ed il premio arriva chiudendo la singolar tenzone in 2h12min. 
Anche gli altri Orchi chiudono bene la loro fatica; OrcoSmaug in 1h50m OrcoRolfy 1h52m OrcoGiova 2h27min OrcoZoppo 3h14min.

I titoli italiani assoluti 2020 vanno a Gaia Colli (Atl. Valle Brembana), prima anche nella classifica u23, e Cesare Maestri (Atl. Valli Bergamasche Leffe), che bissa il titolo del 2019.
Il record maschile  di Jonathan Wyatt(Aus)di 1h17' rimane imbattuto, cosi come quello femminile di Birgit Sontag(D) 46' 46''. 
Dal 2017 Jonathan Wyatt è stato eletto nuovo Presidente WMRA World Mountain Running.



venerdì 14 agosto 2020

Ubaye Trail Salomon - Barcelonette(Francia) 9 Agosto 2020

 


Dal racconto dell'OrcoRolfy

Questo 2020 costellato di continui divieti. Rinvii e lockdown non hanno permesso lo svolgimento del classico calendario di trail running. Molti eventi annullati e con gli amici Orchi purtroppo ci si è persi un po’ di vista. 
Ho avuto tuttavia la possibilità di rallentare un po’. Esplorare nuovi posti senza per forza pensare al tempo da battere, al cronometro e alla prestazione. Stare in montagna, al mare, in collina ed in generale all’aria aperta è sempre bello, anche senza gare. I mesi chiusi nei nostri alloggi più o meno vivibili ce ne hanno dato ancora più consapevolezza. In ogni caso devo dire che un po’ mi mancava la competizione, il tifo delle gare, la tensione pre-partenza e tutta l’atmosfera in generale. In questo clima di “stallo” dopo mesi di tranquillità navigando in rete vengo a conoscenza che in Francia alcune gare di trail verranno disputate. I controlli e le misure di sicurezza dovranno ovviamente essere rispettati ma si potrà di nuovo gareggiare. Scorrendo il calendario la mia attenzione si sofferma sulla UBAYE TRAIL SALOMON una gara del circuito Golden Trail National Series. La valle dell’Ubaye nel sud delle Alpi francesi è conosciuta soprattutto da ciclisti e motociclisti, nelle vicinanze si trovano i mitici colli della Bonette e di Vars. Non avevo mai esplorato la valle a piedi e il percorso del trail sembrava davvero spettacolare, toccando punti panoramici con viste da sogno. L’evento con partenza a Barcelonnette, capoluogo della valle, presentava diverse possibilità per i trailers :

Les Alaris “ Randonneurs” 12 km 600 d+
Le Brec “Open” 12 km 600 d+
Parcours Decouverte 23 km 1070 d+
Parcours Élite 42 km 2560 d+

Io e OrcoSmaug abbiamo optato per la 42 km.  Prenotiamo un B&B a Faucon-de-Barcelonnette nel quale giungiamo il giorno prima della gara sabato 8 agosto. Visitiamo la piccola cittadina delle Alpi del sud che per l’occasione è stracolma di gente sia turisti che trailers. Ritiriamo il pettorale e il pacco gara, 
Fa caldo e sono già preoccupato per la rovente giornata che ci aspetterà il giorno seguente. 
Domenica mattina 9 agosto sveglia presto per la colazione. Come da previsioni è una giornata stupenda, le cime delle montagne si mostrano in tutta la loro bellezza. 
OrcoSmaug sente un po’ la tensione d’altronde è la gara più impegnativa che finora abbia affrontato, così la incoraggio un po’ sapendo che è sicuramente alla sua portata. 
Ci presentiamo alla partenza muniti di mascherina nella via principale di Barcelonnette. Siamo più di 600 runners per la 42 km tra i quali diversi atleti di calibro internazionale del team Salomon, The North Face e La Sportiva. 

Scatta il via, partenza a razzo che mi fa salire subito i battiti a mille. Avendo fatto più volte l’errore di partire super veloce e poi arrivare bollito a metà gara. 
Non mi faccio influenzare dagli altri concorrenti che viaggiano alla velocità della luce e mantengo i 4‘ 20” al km che comunque per me non sono poco. Primi 6 km pianeggianti fino a Uvernet-Fours, dopodiché finalmente arriva la mia amata salita nella quale sono più confidente e la gente naturalmente incomincia a rallentare. 
Ci addentriamo nel bosco fitto, la temperatura fresca mi rigenera, sali e scendi continui e punti più o meno esposti ma sempre corribili ci portano al ristoro di Le Villard d’Abas 15esimo chilometro nel quale ci aspetta un bel tifo da parte dei francesi. 
Faccio acqua (ho già bevuto più di un litro) mangio una barretta e continuo sulla salita nell’erba alta bruciata dal sole che porta al Col de Cloche (2053 Slm). 
Mi sento bene non sto forzando perché non so quello che mi aspetta ma salgo costante. Ho già finito di nuovo l’acqua per il gran caldo e il ristoro al 20esimo chilometro mi salva. Ultimi tre chilometri di salita spettacolare con tratti in arrampicata e corde fisse sugli strapiombanti pendii dello Chapeau de Gendarme (2682 Slm) sul quale ci attende pure qui un tifo da stadio. Arrivo in cima gasatissimo, ma mi ridimensiono subito per via della discesa, il mio punto debole. Rocce affioranti e terreno sdrucciolevole caratterizzano il primo tratto che scende dalla “Cima Coppi” odierna. Procedo sicuro e costante ma non proprio velocissimo e vengo superato da una decina di trailers, uno addirittura mi travolge senza per fortuna causarmi alcun danno. 

Scendiamo di 300 metri di dislivello davanti a noi le montagne del Parco Nazionale del Mercantour, risaliamo verso il Col du Gyp (2448 Slm) quindi breve discesa e salita per svalicare al Col de Fours(2314 Slm) che si apre sulla Valle dell’Ubaye, oggi bollente con temperature oltre i trenta gradi. 

Scendo arrancando fino a La Rente (1678 Slm) km 32. Ho finito l’acqua da un pezzo e sono fortemente disidratato, forse avrei dovuto portarmi più liquidi dietro e i crampi incominciano a solleticarmi le gambe. 
Grazie al ristoro una volontaria munita di pompa mi fa una bella doccia fresca, mi bevo mezzo litro di Coca Cola, un gel per fare il pieno di zuccheri e maltodestrine e infine riparto camminando lentamente. Magicamente arrivato a Super Sauze km 36 ritorno in vita e riinizio a correre giù per gli ultimi chilometri che attraversano la valle tra sabbia e rocce nere che rendono il paesaggio quasi vulcanico. Concludo la mia gara in 5 ore e 20 min in un bel prato all’ombra con il pranzo gentilmente offerto dall’organizzazione aspettando OrcoSmaug che termina con successo anche lei la gara. Stanca ma molto contenta di aver corso il suo primo vero trail di 40 km in una bellissima valle nella quale sicuramente varrà la pena ritornarci.