giovedì 9 luglio 2020

Gravel Bike Susa-->Rifugio Cà D'Asti (To) 8 Luglio 2020



Dalle note dell'OrcoPinoR

Periodaccio per me questo primo scampolo d'Estate 2020. 
Dopo la scomparsa di mia sorella Rosetta, avvenuta il 25 Giugno 2020 in quel di Trapani, il 4 Luglio 2020 sono incorso in un brutto incidente in bici da strada mentre con OrcoLallo e OrcoRolfy ripetevo la Susa-Susa. Al curvone che porta a Termignon, un veicolo leggero assomigliante ad un Quad imparentato con un'ApeCar, mi investiva in pieno spedendomi  a gambe all'aria e facendomi assaggiare il gusto del nero bitume. La mia bici Leader Olympia è disintegrata, manco fosse stata colpita da un ordigno nucleare. Da buttar via.
                                  
Umore nero e morale a pezzi. Ecco, dopo il LockDown ci volevano non una, ma due ciliegine sulla torta. Documentazione infinita per le Assicurazioni che spero serva a farmi ricomprare la mia amata Specialissima. Ferite da leccare. 
Preventivi fatti dal ciclista "le Tre Tacche" che bontà sua mi propone in prestito d'uso una GravelBike Kona Libre. E qui si apre un nuovo mondo. Vuoi vedere che non tutto il male viene per nuocere. La testa è persa tra percorsi nuovi da fare, tra cui un piccolo sogno nel cassetto; portare una bici al Rifugio Ca' D'Asti 2854 Slm.


Parto il mattino dell'8 Luglio 2020, da Susa, senza troppa convinzione. Appena montato in bici, volgo uno sguardo in cielo verso il Rocciamelone. Nuvole nere oscurano tutto. Le rampe di Mompantero sono importanti, il morale sempre scuro come le nuvole che coprono il Roccia. 
Tetro il paesaggio che da Pietrabruna porta al Truc. L'incendio del 2017 è stato terribile, la foresta di conifere è stata completamente distrutta. Che devastazione. 
Al Rifugio La Riposa 2250Slm sono deciso a salire per scattare qualche foto sul sentiero. Le nuvole però coprono qualsiasi cosa. Poi ad un tratto, dopo una folata di vento, il Rocciamelone appare. Magnifico e granitico come sempre.
Rincuorato dai panorami mozzafiato, dal peso della bici in carbonio assai leggera, procedo spedito senza pensare. Sfogo la frustrazione degli eventi in questa fatica ristoratrice.
Al cartello Corto/Lungo intravedo il Rifugio Cà D'Asti. E' deciso oggi arrivo in bici al Rifugio. Guardo l'altimetro, orrore mancano ancora 500 D+. StiKa.  
In alcuni tratti occorre caricarsi la bici in spalla. Mi sento un corpo unico, Carbonio, Ossa & Carne. Tutto insieme, sempre più su.
Incontro alcuni escursionisti che stanno scendendo. Mi guardano in tono attonito. Gli chiedo per cortesia di non ridere, e mi giustifico dicendo che oggi la mia SCIMMIA ha deciso cosi. 
Incontro anche il vecchio gestore del Rifugio Ca' D'Asti, Fulgido Tabone. Abbiamo ricordato i fine anni 70, quando il santuario in punta, dedicato alla Madonna, era in costruzione e noi escursionisti si portava in cima i sacchetti di sabbia e cemento.

Il Rifugio Cà D'Asti arriva, e la soddisfazione personale e la mia autostima sono appagate. Salgo in sella sul piazzale, arrivando da dietro, basendo il giovane barbuto gestore del rifugio.
500 ml di birra mi rimettono in sesto per affrontare una discesa non meno arcigna della salita. Naturalmente non salgo in bici manco una volta, rischierei  e mischierei tutte le mie 207 ossa. 
Arrivo alla Riposa, l'intenzione è quella di prendere un caffè. All'interno un baccano infernale di una comitiva che ha tirato in lungo il pranzo. Sono le 14,30 e l'alcool a quota 2000 ha effetti devastanti. 

Consumo il mio frugale pranzo e giù a rotto di collo per 20km in discesa da brivido, come del resto è stata tutta la mattinata.




martedì 30 giugno 2020

Stracandiolo Virtualrun2020 e corsa per Orcojoack - 26 Giugno 2020




Dal racconto dell'OrcoSelena

Venerdi sera, fine giornata e fine della settimana lavorativa: andiamo a correre nei boschi.

C’è sempre un buon motivo per correre: incontrare gli amici, mangiare una pizza in più a cuor leggero, rinfrescarsi dalla città, disturbare chi fa yoga nella radura, ma solo per scherzo, solo per sentirsi un po' bambini e poi chiedere scusa!

Questa volta avevamo due buoni motivi in più, correre la #Stracandiolo Virtualrun2020 per donare alla ricerca contro il cancro e ricordare mio papà, Mario (OrcoJoack).

La corsa nei boschi assomiglia a un gioco, si sta tutti in fila uno dietro l’altro sul sentiero, si sale e si scende, si decide all’ultimissimo se al bivio si va a destra o a sinistra e si sceglie (quasi) sempre la strada più ripida perchè ci chiamiamo Orchi, mica “fate”.

Poi si crede di aver perso qualcuno, ma ci si aspetta al bivio dopo.

Si fa una deviazione nei campi di grano, si toccano le sue cime dorate con le dita, si sale in punta a un masso erratico per guardare più lontano, poi si scivola giù ai suoi piedi.

Si prende la pioggia estiva: nessuno la vuole in teoria, ma quando arriva piace a tutti.

 

Non voglio dire che mio papà avrebbe preferito una corsa a una messa in suo ricordo, perché avrebbe preferito ancora di più correrla.

 

Ma noi lo abbiamo sentito, li con noi, mentre ci rincorrevamo sul sentiero e tornavamo bambini.

 

Grazie a tutti gli Orchi <3





Bdc Sulle Tracce della Classica Milano-->Sanremo 29 Giugno 2020



Dal racconto dell'OrcoZoppo
Quando ti viene la scimmia non la fermi più.
Partenza all’alba direzione Alassio. Essendo lunedì, il traffico autostradale è tranquillo, anche se è un cantiere unico sia all'andata che al ritorno. Pazienza.
Arrivato a destinazione, pronti via si parte per Sanremo. Oggi la specialissima tasterà l’asfalto della Classica Milano-Sanremo. Naturalmente gli ultimi 60 Km. Paesaggi magnifici vista mare fino alla prima delle due famose salite.
La prima salita è quella della Cipressa che inizia subito dopo essere arrivati a S.Lorenzo a Mare. Pendenze normali, le vere salite sono altrove. I sei chilometri di salita sono sempre impegnativi. La prima ascesa passa veloce. Si scende in picchiata tornado sull'Aurelia per poi affrontare la seconda salita della Classica il Poggio. Questa inizia dopo Arma di Taggia. Più corta, circa quattro chilometri, ma con pendenze più dure. Ti viene in mente l’impresa di V.Nibali (vincitore nel 2018) ed allora cerchi di emularlo anche in discesa. Non sei lui e quindi sali e scendi con altri tempi.

Eccomi a Sanremo, un giro turistico per riposarmi un po’ e godermi il sole. 
Cerco delle fontane per riempire le borracce, perché il caldo inizia a farsi sentire. Mi viene detto che la Liguria ha l’ordinanza di tenere chiuse le fontane per quel maledetto Virus, o per arricchire i bar ?.
L’unico modo per bere, quindi, è comprarsi delle bottiglie d’acqua negli esercizi commerciali e conoscendo i liguri non le regalano sicuramente.

Ritorno in sella per pedalare verso Alassio percorrendo tutta L’Aurelia. E' ora di pranzo quindi poco traffico, mi guardo ancora il paesaggio e chiudo con 111,9 Km e 1200 D+.
Oggi la scimmia è stata clemente. Giro spettacolo è neanche tanto duro, con uno scenario pazzesco.
Ora aspettiamo che mi venga la prossima scimmia...sempre con  testa e cuore....






giovedì 18 giugno 2020

Bici Mtb Rifugio Fontanamura - Val Sangone(To) 18 Giugno 2020


Dalle note dell'OrcoPinoR
Tra pomeriggi piovosi ed arrivati alla quarta perturbazione di fine  primavera, il mattino si rivela sempre con l'oro in bocca. 
Preso spunto dall'OrcoCamola e da OrcoZoppo che ci è appena andato,  la scimmia oggi mi porta all'Alpe Sellery per pedalare, con le ruote grasse,  i muri che conducono al rifugio Fontanamura , posto ai 1725 Slm in pieno Parco Naturale Orsiera.Rocciavrè. Una delle tante meraviglie del Bel Paese.
La decisione peggiore è stata partire da casa in Mtb, perchè la voglia di mettermi in macchina, in questo periodo, è pari a zero.
Le temperatura fresca, però, aiuta parecchio a macinare i chilometri prima  di attaccare la carrereccia agro-silvo-pastorale che dall'ultimo tornante prima di Pian Neiretto, si snoda arcigna e cattiva fino all'Alpe Sellery Superiore.

I numeri:
- Partenza Alpignano 350 slm
- Drubiaglio, Avigliana, Giaveno, Forno di Coazze
- Pian Neiretto 1200slm. 
- Rif. Fontanamura 1725 Slm
per 75km 1600D+

Una pedalata muscolare  con un buon ritmo da tenere su strada. Io preferisco pneumatici ben gonfiati e taglio poco aggressivo cosi da poter chiudere il giro in mattinata e tornare a casa per un piatto di pasta homeMade. Per essere una giornata infrasettimanale, la strada che porta al rifugio è ben frequentata; camminatori, ciclisti, margari, apicoltori. Di tutto un po'. Si ha voglia di uscire dopo due mesi di arresti domiciliari.
 I muri prima del rifugio non perdonano, le E-BIKE mi sverniciano alla grande. Cerco di tenere il passo ma è come lottare a mani nude con un Orso. Impossibile.
Al rifugio Fontanamura trovo un bel movimento e tanti ciclisti. La cucina ed il menu invitano a fermarsi, ma anche qui la voglia di socializzare in questo periodo è pari a zero. Non mi fermo neppure per un caffè. E allora giù a rotta di collo verso Giaveno e verso l'agognato, adesso, piatto di pasta.


mercoledì 17 giugno 2020

Trail Pian Coumarial . Gressoney(Ao) 14 Giugno 2020


Dal racconto dell'OrcoFabry

La nostalgia dei trail dopo la chiusura obbligata e' molta. Cosi' domenica controllato il meteo  decido  di completare un giro che avevo gia' effettuato un po' di anni fa.
La partenza e' da Pian Coumarial, all'interno del Parco del Mars, all'inizio della Valle di Gressoney sopra Fointainemore.  Pian Coumarial e' una bella localita' conosciuta
soprattutto per l'anello di fondo e le gite invernali a 1.440 mt.  Domenica verso le 8 c'erano 8 gradi (direti temperatura ideale), il mio obbiettivo era raggiungere il Rifugio
Coda e poi scendere nel biellese al Lago del Mucrone.
Per raggiungere il Coda ci sono 2 sentieri uno il 3 piu' lungo e il 3A piu' corto ma piu' ripido; io scelglo il piu' breve.
La prima parte e' un fitto bosco di pini con molti rododendri in fiore, ma soprattutto tantissima acqua sui sentieri, perche' aveva piovuto molto fino a al giorno prima.
Anche se avevo gia' fatto questa prima parte di sentiero, non scorgo una deviazione e finisco sotto le pendici del Mars , devo cosi' ritornare sui miei passi e prendere una
deviazione che mi portera' al Colle Sella. Con sorpresa (altrimenti mi sarei portato i rampocini) oltre i 2.000 ci sono ancora molti nevai, che mi costringono la risalita
sulla pietraia che costeggia il sentiero per non prendermi dei rischi di scivolamento.   Fortunamente dal Colle Sella c'erano 3 ragazzi che scendevano cosi' ci siamo puntati
per evitare la neve.

Finalmente arrivo al Colle Sella 2.240  mt il punto piu' panoramico , da dove si scorge la Valle dell'Elvo : Sordevole e Graglia Santuario (i luoghi della mia infanzia), i laghi
di Ivrea e il Mucrone sopra Oropa; 200 mt piu' avanti c'e' il Coda 2.280 tappa anche del TdG. Breve sosta, con il rifugio ancora chiuso,  scendo per il sentiero mezzo
distrutto dalle tante piogge e inizio il traverso sotto il Mars verso Oropa.  Lungo il percorso ci sono diverse corde fisse , corde e anche gradini in ferro, un percorso molto
tecnico che con le pietre umide occorre prestare molto attenzione.   Anche qui attraverso diversi nevai con sforzi da equilibrista….. dopo circa un'ora arrivo al Lago del
Mucrone 1.894 mt , che si raggiunge volendo da Oropa con la funivia.  Sono a meta' breve sosta alimentare,   ristoro myself diciamo, e ritorno indietro verso il Coda.
Il ritorno e' un po' piu' lungo anche perche' e' in salita, il caldo ma soprattutto la mancanza di allenamento mi mettono alla prova.
Incontro anche una vipera sul sentiero che mi fa saltare come un grillo per evitarla.
Ultimo strappo finale al Colle Sella e sono di nuovo al Coda che si e' affolltato di gente rispetto al mattino del mio primo passaggio; questa volta per il rientro a Pian
Coumarial prendo il sentiero 3 piu' lungo.
Concludo cosi' il mio trail verso le 14 , tutto sommato in buone condizioni , guardo l'orologio sono 5 ore e 15 minuti, 22 km e 1600 +, direi che sono soddisfatto.
E' un giro da consigliare agli amici Orchi, non moltissimo frequentato.
W GLI ORCHI

lunedì 8 giugno 2020

Sulle Tracce del Meht Macugnaga(Vco) 30-31 Maggio 2020

Foto sule tracce del Meht

Dal racconto dell'Orco730

Alla fine di febbraio, alcuni orchi avevano individuato una gara di trail ai piedi del monterosa sul lato piemontese, la cui 3° edizione avrebbe avuto luogo il prossimo 25 luglio.
Eravamo ad un passo dall’iscrizione, quando la situazione covid-19 e’ precipitata e tutti sappiamo come sono proseguite le cose.
Ma ora, ritornati ad una semi-normalita’, non abbiamo perso tempo e, nonostante non ci fossero le condizioni meteo troppo convincenti, ci siamo regalati 2 giorni sulle orme del Meht, Monterosa Extreme Himalayan Trail, il percorso da 23 km.
Nella giornata del sabato, dopo aver piazzato la tenda in un campeggio alle porte di macugnaga, Abbiamo assaggiato la zona salendo di circa 700 mt d+ dalla frazione pecetto verso monte moro. Aravamo molto contenti di scoprire percorsi nuovi e al tempo stesso un po’ dispiaciuti perche’ le nuvole non ci permettevano di ammirare il massiccio del rosa.

La notte in tenda e’stata parecchio fredda ma e’ valsa la pena resistere perche’ al risveglio ci siamo sorpresi per gli squarci di sereno che facevano ben sperare in una giornata di sole.
Muniti di cartina stampata dal sito della gara e fidandoci delle semplici indicazioni del proprietario del campeggio, siamo partiti scendendo brevemente la strada asfaltata per raggiungere la frazione isella e di qui imboccare la carrozzabile in costante salita che al fondo valle si trasforma in un sentiero e che ci ha condotto fino all’alpe Burki a 1581 mt.
A questo punto il sentiero si inerpica con una serie di tornanti fino al belvedere a 1914 mt. uno spuntino veloce e un caffe’ nel dehor del rifugio e siamo pronti per ripartire.
percorso circa un centinaio di metri ci ritroviamo sulla sponda del ghiacciaio e un escursionista del luogo, evidenziandoci di quanto si sia ridotto in pochi anni, ci indica che per l’attraversamento dobbiamo seguire le paline rosse piantate tra le pietre che lo ricoprono
L’ambiente e’ spettacolare e noi ci sentiamo cosi’ bene che riusciamo a correre lungo tutta la cresta che conduce al rifugio Zamboni, situato su un largo pianoro a oltre 2000 mt. siamo ai piedi del Monterosa, a turno punta Gnifetti con la Capanna Margherita, Zumstein, Dufour e Norden fanno capolino dalle nuvole che si spostano velocemente; sono incantata ma bisogna proseguire perche’ la strada e’ ancora lunga.

Il sentiero balconata e’ davvero panoramico e, se non fosse per la presenza di alcune lingue di neve che rallentano il passo, ci consentirebbe di percorrere velocemente parecchia strada. 
intimoriti dalla neve, decidiamo di tenerci un po’ piu’ bassi rispetto al tracciato di gara e cosi’ perdiamo quota verso l’alpe Rosareccio a circa 1800 mt.
Quando il sentiero entra nel bosco comincia la parte piu difficile muscolarmente perche’ la pendenza e’ notevole e il terreno e’ ricoperto di foglie con pietre e radici.  sono momenti interminabili e non mi sto affatto divertendo, poi pero’ il fondo diventa piu pulito e ritorno ad apprezzare la mia corsa.
poco dopo il lago secco, si ritorna a salire fino all’alpe Bletz, passando per l’alpe schilt; un’altra ripida discesa scivolosa e ci troviamo sulle rive del lago delle fate in Val Quarazza.
Non ci resta che scendere la carrozzabile fino all’abitato di Isella e abbiamo chiuso il giro.




domenica 7 giugno 2020

Sci Alpinismo Punta Sommeiller - Bardonecchia(To) 31 Maggio 2020



OrcoVigna & Son all'ultima "Pellata", obiettivo Punta Sommeiller al confine tra Italia  Francia.