mercoledì 2 gennaio 2013

Scialpinismo Monte Corquet (Ao) 29 Dicembre 2012


Dal racconto dell'OrcoIng  (effrenato)

Gita da intenditori la salita con le pelli al Corquet.
Siamo qui lontano da ogni forma di civiltà, lontano dai percorsi conosciuti, dai villaggi e lontano soprattutto da Gulliver. Qui non trovi un’anima viva, gli scialpinisti  difficilmente vengono in questa via sul grande nord della Val d’Aosta e pertanto mancano solerti scrittori  ed informatori  che riportano notizie e stelle su  questo vastissimo sito di montagna. La stragrande maggioranza degli sciatori  si riversa sulle grandi classiche, su gite collaudate di cui si hanno in tempo reale tutte le informazioni sullo stato della neve, esposizione e consistenza alla ricerca della  agognata Polvere!
Qui vieni solo  se  conosci,  se hai voglia di  battere la pista  per tutta la gita e se hai voglia di ritrovarti solo in questo paradiso  posto proprio in fronte alla Becca di Nona e all’Emilius. Ma le condizioni meteo degli ultimi giorni ci rassicurano, ovunque è soffiato un forte Foehn, la temperatura è decisamente salita, neve crostosa e non trasformata quasi ovunque  ed è quindi logico optare per una esposizione completamente Nord, percorso molto diretto senza traversate o spostamenti in vallette laterali, e  soprattutto quasi  completamente nel bosco . Tutte condizioni che  dovrebbero garantire un’ottima qualità della neve.
Uscita dell’Autostrada Torino –Aosta a Nus. Un attimo e sei a Fenis, di qui a Saint Marcel, patria del prosciutto. A questo punto comincia una ardita e lunga strada di montagna completamente asfaltata che in circa 12 km  ci arrocca alla frazione  Les Druges quota 1567. Siamo saliti dal fondo valle di ben 1000 metri ed abbiamo seguito le indicazioni per area attrezzata e pista slittino.

Non una anima viva, tutto ricoperto da uno strato di gelo candore. Si parte con gli sci da questa frazione e si seguono le tracce di una pista nel bosco  che con molti zig-zag e spostamenti  raggiunge faticosamente la baita di Praz Permier, quota 2011.
Lascia l’ultima baita e l’ultima traccia , ci inoltriamo nel bosco di faggi e con una risalita di circa 200 metri ed un grosso traverso sulla dx, si raggiunge una grossa radura che da accesso al pendio finale. Da qui ancora 300 metri, su pendii molto sostenuti ed una traccia da battere che risulta molto faticosa, il Corquet ci sovrasta  con pendii molto innevati che generano dubbi sulla tenuta. Evitiamo appunto un traverso basso a dx per risalire direttamente sotto la punta e finalmente raggiungere la cresta Ovest, con un traverso alto. La neve diventa dura tanto da dover mettere i coltelli. Fortunatamente , dopo tanta ombra e freddo, raggiungiamo il colletto in pieno sole .

Il Corquet a questo punto si presenta decisamente lavorato dal sole e dal vento tanto da dover togliere gli sci  e salire gli ultimi 150 m a piedi. La sommità a quota 2527 è in realtà un grande plateau completamente verde con una croce in legno alquanto spartana. Dalla cima sembra di toccare tutta la catena alpina Aostana, dal Massiccio del Bianco alla grande cresta delle Jorasses, fino alla Verte, Dolent e via via Velan, Combin, Cervino e Massiccio del Rosa. Insomma è come fare con gli occhi tutto il Tor De Geants
 Il ritorno avviene sulle tracce di salita  con la prima parte a piedi e poi neve abbondante ma leggermente coesiva sui pendii ripidi.
La pineta dai 2200 ai 1570 del punto di arrivo diventa una esaltazione del Free ride con neve polverosa, serpentine tra gli alberi, qualche caduta  e tanta gioia.
Si impone una doverosa tappa alla piola nella frazione sottostante dove  l’ospitalità dei due giovani gestori ti fa sentire di casa.


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