martedì 28 luglio 2020

Bici Bdc Pont-Canavese Colle del Nivolet (To) 27 Luglio 2020



Dalle Note dell'OrcoZoppo

Mai lasciare incompiuto la conquista di un colle.
Il Capitano mi ripropone il Colle del Nivolet. Lo scorso anno per problemi fisici  e meteo decisamente avverso (un freddo allucinante) la conquista non mi era riuscita fermandomi al lago dell’AGNELLO, appena sotto il colle. 

Senza pensarci troppo accetto l’idea dell'OrcoPinoR.
Partenza da Pont Canavese. I primi chilometri passano decisamente veloci fino ad arrivare a Ceresole Reale con il suo lago strepitoso. Già salendo sulle rampe della strada secondaria, che da Noasca porta a Ceresole Reale ed evita il fumoso tunnel, mi accorgo che la gamba risponde bene. Si fatica ma senza nessun problema e così il morale è alle stelle.

La salita vera è quella che da Ceresole arriva al Lago Serrù a 2300 Slm, con strappi da lasciarci il cuore. 
Le gambe girano alla grande e così via fino alla conquista del Colle del Nivolet. 
Che spettacolo ragazzi. La mia felicità è doppia. In primis per averlo conquistato ed in secundis per i panorami mozzafiato.

Come dico sempre la fatica viene sempre ripagata. Immortaliamo la conquista con il rito delle foto.
Si riparte per il ritorno, con l'agognata fermata alle FONTI MINERALI di Ceresole per due belle e sospirate birre. E' lunga  l'attesa, più dura che la salita al colle,  per un panino di prosciutto e formaggio che si rivelerà malgrado tutto, ottimo e abbondante.
Ripartiamo per il fondo valle con una terribile caldazza. Terminiamo la gita con 108km e 2300D+.

Dimenticavo il capitano ha pedalato con la sua FRANKESTEIN (come la chiama lui), una MTB modificata da bici da strada causa l’incidente avuto in Francia con la distruzione della sua Specialissima. Frankestein in salita non si riesce a stargli dietro, in pianura fatica un po’ di più, ed allora il gregario fa il suo sporco lavoro.

Anche il colle del Nivolet a 2618 Slm, entra a far parte della mia personale collezione di colli conquistati..

mercoledì 22 luglio 2020

Bici Mtb strada Susa Susa Colli : Moncenisio - Telegraphe - Galibier - Lautaret - Monginevro (Italia-Francia) 20 Luglio 2020




Dalle note dell'OrcoPinoR

Incipit
Remake della Susa<-->Susa stradale dopo sei anni da quella fatta con OgreDoctor nel 2014.
Visto che quest'anno le GranFondo sono state tutte annullate, la GF ce la creiamo noi. Le abbiamo tutte sotto casa a chilometro zero. E questa, signori miei, è una SuperGF. 
In realtà, cari amici lettori, quest'anno è ben il terzo tentativo.

- Il primo tentativo ore 10.30 circa, in solitaria,  risale al 30 Giugno 2020. Mi sono trovato la strada che va a Modane chiusa causa lavori di manutenzione.Mi accorgevo tardi del bivio. Si poteva salire alla borgata di Aussois per poi scendere in Valle. Ma ormai il mio piano era smontato e l'avventura la chiudevo tornando indietro. Nel tragitto di ritorno ho inserito il Colle della Maddalena, il Moncenisio ed il piccolo Moncenisio. Terminavo il giro con  bei  103km e 3000D+.
- Il secondo tentativo ore 10.30 circa, andata buca. Causa l'incidente occorsomi a Termignon, La mia bici veniva distrutta ed io sono finito lungo steso sull'asfalto e portato al Pronto Soccorso di LansleVillard, per fortuna senza grossi danni.

Come si dice, la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo.


Preludio
Date le premesse, sarebbe meglio fare un salto a Lourdes per una profonda benedizione. Ma niente da fare "Sta GF s'ha da fa". Ma come farla se la mia Specialissima è stata distrutta. Morta e sepolta nel giardino di casa. Tanto è fatta di materiale organico. 
Mi rimangono a casa ancora due bici. Una vecchia SilverStar in ferro del 1994 circa 20kg, oppure la mia MountainBike in carbonio. Decido com'e' logico per la MountainBike a cui cambierò gli pneumatici artigliati con gomme da strada 32 mm.  La alleggerisco come meglio posso:
- tolto la pompa
- tolto il porta ActionCam
- lasciato il campanello (che goduria ogni tanto suonarlo)
- Inserito il supporto per il Computer

Et voilà la MTB si è trasformata in una Frankenstein. La testo sulla salita del Colle del Lys. Mica male, tirando un po', sono riuscito ad impiegare 2 minuti in più rispetto al mio PB. Sono felice come una Pasqua e mat come Garibuja 'n crota

Eppoi trovo un coscritto che mi accompagna, Carlucciu. Lui va come un 'sasin  . Gli premetto che dovrà aspettarmi, ma Carlucciu non demorde e mi dice che la prenderà come gita per visionare il percorso. Alla faccia del bicarbonato di sodio direbbe il Principe De Curtis.

I Numeri:
- Partenza Susa ore 7.30
- Colle Moncenisio
- Lanslebourg
- Saint Michelle de Maurienne
- Colle del Telegraphe
- Colle del Galibier
- Colle del Lautaret
- Briancon 
- Colle Monginevro
- Cesana, Oulx, Susa ore 19.45

Per 207 km 4400D+

Il colle del Moncenisio 
La salita più lunga del tour, 30km e 1600D+. Temperatura splendida, nessuna nuvola in cielo.
Una sosta al colle per rifocillarsi. Prendiamo un ottimo caffè e scambiamo due parole con Christian il proprietario del Bar Ristorante "Le Savoie".


Incidente a Lanslebourg "turna al pian d'i Babi" ore 10.30 circa
Discesa veloce verso Lanslebourg e sosta alla fontana di fronte alla chiesa per riempire le borracce prima del piattume che in 40 km ci porterà a Saint Michelle de Maurienne a 750 Slm.

Una signora, impiegata del Comune, armeggia con la fontana. Apre il tombino di manutenzione della stessa. Inavvertitamente ci finisco dentro con il piede sinistro e con il destro batto la tibia sul bordo del tombino. Risultato; escoriazione sulla gamba sinistra e profondo taglio sanguinolento sulla tibia destra.
Questa è una maledizione, non di Tutankamon ma della Susa-Susa.
Demoralizzato guardo la mia gamba sanguinante. Ma di riandare nuovamente al Pronto Soccorso di LansleVillard non ho nessuna voglia. L'impiegata comunale mi offre alcuni cerotti per le bue da bambino. Li applico, il sangue si ferma come d'incanto. Codesta è una magia. Allora via si riparte verso l'attacco al colle del Telegraphe.

Il colle del Telegraphe
Nel tragitto che dal Lanslebourg porta a Saint Michel de Maurienne, guardo la mia gamba tamponata alla bell'e meglio. A Modane mi fermo in una Farmacia dove con pochi euro compro uno spray antisettico, alcune garze e dei bei cerottoni da applicare sulla carne offesa. Medicazione riuscita, manco fossi OgreDoctor.
Il vento contrario nel tragitto da Modane a Saint Michelle de Maurienne si fa sentire. Arriviamo bene al bivio che indica i 12km e 800D+ mancanti al Colle del Telegraphe posto a 1566 Slm. Un caldo infernale, una caldera vulcanica. Il CicloComputer segna +33°. La mia Frankenstein fa quello che può e tutto sommato si comporta talmente bene che riesco ad impiegare 8 minuti in meno  del Luglio 2017 durante la GF Marmotte des Alpes.
In cima al colle, dove Carlucciu mi attende già da 10 minuti, sostiamo per un panino ed una mega CocaCola. Un via vai di ciclisti che fa piacere.



Il colle del Galibier
Discesa a Valloire, dove ci fermiamo per riempire le borracce. Il sole ci sta cuocendo. Mancano 18 chilometri e 1300D+ al mostro Galibier. Meglio prenderla con calma ed idratarsi come si vede.
A -10 km dalla cima ,Carlucciu buca. Ci fermiamo 15 minuti per cambiare la camera d'aria. Mentre il socio cristona con gli attrezzi,  io ne approfitto per rifiatare e cercare un po' di vento si da raffreddare il corpo in ebollizione. 
Si riparte per sostare all'ultimo rifugio prima del  Galibier 2642 Slm. Un'altra CocaCola ci ritempra a dovere e ci prepara per gli ultimi chilometri. Le ultime rampe sempre le più belle ed arcigne e vorresti che non finissero mai. Dai scherzo.
Madoj non vedevo l'ora che terminassero e fiondarmi giù al colle del Lautaret per una birrazza rinfrescante.


Il colle del Lautaret
Sosta per una birra marca "Galibier" al colle del Lautaret 2050 Slm. Una vera squisitezza, accompagnata dai nostri panini autoctoni.
Belli riposati ci fiondiamo giù per i 30km che ci porteranno a Briancon.
Chiamatelo culo, chiamatela fortuna, ma un bel vento alle spalle ci spinge forte verso il colle del Monginevro. La maledizione del Susa-Susa qui nella Valle della Guisane sembra sparita. Ma non ha ancora finito di lanciarmi i suoi strali, quasi a Serre Chevalier vengo punto sul dito medio della mano destra da non so quale bestia. Il giorno dopo non riuscivo a piegare il dito.

Il colle del Monginevro
A Briancon 1400 Slm nessuna sosta, Carlucciu ha prenotato una cena con la sua morosa in quel del Sestriere per le 20.00. Abbiamo fretta. Passiamo il colle a quota 1850 Slm, alle 18.30 con l'aria della sera che ci rinfresca piacevolmente. 

Conclusioni
Fortemente voluta questa Susa-Susa. La bici non adatta, il terzo tentativo, la caduta nel tombino; mi sembravano ostacoli insormontabili. L'esperienza di altre gite/gare fallite mi ha aiutato in parte a prendere coscienza delle mie condizioni fisiche e permettermi di concludere questo magnifico percorso. Una galoppata esaltante nell'Ovest delle Alpi Europee.


venerdì 17 luglio 2020

Bici Mtb Anello Susa<-->Susa (To) 16 Luglio 2020



Dalle note dell'OrcoPinoR
Esiste la Susa<-->Susa in bici da strada, un tour duro e splendido. Ma altrettanto bello e suggestivo è il Susa<-->Susa in Mountain Bike.
Un trip da veri "Cacciatori di Colli". Strong quanto basta, e sempre in quota come piace a noi Orchi.
Oggi 16 Luglio 2020 pare il giorno giusto per aggiungere nel carniere questo magnifico Giro.
Mi accompagnano oggi; OrcoZoppo, Carlucciu ed EnzoLingua.

I numeri:
- Partenza Susa ore 7.30
- Colle delle Finestre
- Pian dell'Alpe
- Colle dell'Assietta
- Colle Blegier
- Monte Genevris
- Col Bourget
- Col Basset
- Colle del Sestriere
- Cesana, Ulzio, Gravere, Susa
Per 104km e 2900D+


- Colle delle Finestre
Partenza dall'antica e millenaria Segusia  in Valle di Susa alle 7,30, con quattro scavezzacolli, per trasferirci a Meana di Susa ed attaccare il primo colle della giornata.
Affrontare il Colle delle Finestre di primo mattino è come mangiarsi una "Bagna Caoda" piemontese. Puoi digerirlo e procedere con i piatti/colli seguenti, oppure se ti resta sullo stomaco te lo trascini per  tutto il pasto/giro.  Al colletto di Meana capisco che i due Giannizzeri (Carlucciu ed EnzoLingua), hanno un altro passo. Li lasciamo andare avanti volentieri e li rivedremo a fine gita.
Il colle, la parte più dura del Tour, dopo circa 3 ore è guadagnato con le unghie e con i denti. Rifocillati a dovere, grazie anche alla fontana funzionante, facciamo la conoscenza di due simpatici Veneti venuti apposta da Mestre(Ve) per fare lo stesso nostro percorso.


- Colle dell'Assietta
Dal Colle delle Finestre 2176 Slm ci si precipita per la Val Chisone e verso il Pian dell'Alpe dove a quota 1950 Slm, con bivio a destra, inizia la strada militare che porta al Colle dell'Assietta a quota  2472 Slm  e alla testa dell'Assietta a quota 2566 Slm. Da qui inizia anche il percorso della gara in mtb Assietta Legend che da qualche hanno prende il via nel mese di Luglio e dove Orcozoppo ha già partecipato due volte.
La strada militare tutto sommato è ben tenuta e in compagnia le rampe
che portano in quota passano senza fatica. Fastidiosi i mezzi motorizzati; Jeep e Moto che alzano sempre un bel polverone. Se non si desidera mangiare la polvere occorre scegliere i giorni di Mercoledi e Sabato quando l'accesso alla strada dell'Assietta è vietato ai mezzi motorizzati.  
Al colle dell'Assietta  si arriva con un fondo ben pedalabile, tant'è che uno dei ragazzi Veneti l'affronta con una GravelBike. Al Colle il nulla più assoluto a parte i cartelli ed il bivio che a destra, porta al Gran Serin ed al Ciantiplagna. 
Durante il breve ristoro al colle, una carovana di Jeep Wrangler Rubicon, targate CH e D,  percorre la nostra stessa strada. Neanche fosse un corteo nuziale, Nei loro paesi di provenienza, mi dicono, che le strade sterrate sono interdette ai mezzi motorizzati. Qui nel Bel Paese, anche  in zona Parco Naturale, trovano la loro manna. Insieme agli amici Veneti li salutiamo tutti con un forte :

                                                                QUOTA MARE

in separata sede, vi spiegherò cos'intende dire quest' auspicio.

Procediamo tutti insieme per la testa dell'Assietta  a quota 2566 Slm. Anche qui il nulla più assoluto. Dalla carovana di Jeep che segue ci facciamo offrire due belle borracce d'acqua. I motoristi si fanno perdonare il polverone che ci hanno fatto mangiare, Vabbhè dai, tutto finisce a tarallucci e vino... ops... acqua.

- Colle Blegier
Discesina verso il Colle Blegier a quota 2381 Slm. I ragazzi Veneti ci lasciano per scendere giù a Salice d'Ulzio e ritornare a Susa. Li attendono ancora 500 km in macchina per il ritorno a casa.
Noi Orcacci si procede, il prossimo obiettivo è il Monte Genevris.


- Monte Genevris
Tornanti arcigni quelli che portano al Monte Genevris. Siamo in pieno parco Naturale "Bosco di Salbertrand". Quasi s'intravede il cimitero di Salbertrand  dove è seppellito il mio vecchio che lo scorso 1 Luglio 2020 avrebbe compiuto 102 anni. Ciao Nunzio.
In cima al monte, vicino alla strada militare, è presente un faro di orientamento degli Alpini.

                                            

- Col Bourget
Un colle minore, la bollita sta per arrivare. Ci salva la quota ed i panorami mozzafiato di questo percorso a cavallo di due Valli magnifiche.



- Col Basset
Ben conosciuto questo colle, a quota 2424 Slm, dagli Orchi Trailers per via delle gare di Trail running che li ha visti negli anni protagonisti; dal Via Lattea Trail  al Trail del Sestriere.
Lo si conosce a memoria. Sopra di esso il monte Fraiteve con le sue orribili antenne.
Personalmente arrivo al Col Basset con una fame nera e l'ultimo panino nella mia dispensa da EtaBeta  mi salva. Le salite sono terminate, sono quasi dispiaciuto a dire il vero. Il pomeriggio e l'aria fresca invogliano ancora a salire. L'OrcoZoppo mi invita a salire al Fraiteve, mi tenta ma per oggi basta cosi. Il troppo stroppia.


- Colle del Sestriere
Lunga discesa verso il colle del Sestriere per arrivare ai campi da calcio ed alla pista di atletica. Quale ORRORE 😱😱😱, la pista è stata asfaltata di fresco. Che disastro, probabilmente la soluzione più economica. Ma chi verrà ad allenarsi in quota?. Già la pista in tartan mette a dura prova ossa, muscoli e tendini, figuriamoci con il fondo in nero bitume. Spero che sia solo il fondo per poter in seguito applicare la copertura in tartan. Probabilmente i lavori non sono ancora terminati.
Al Jolly Market, che Dio li conservi, ci facciamo preparare due panini e due birre da urlo, al modico costo di 6euro e che ci sbraniamo confusi e felici al fontanone storico del Sestriere con vista grattacieli e piste da sci Motta e Banchetta.
Come dolce, una sosta ad Ulzio per un gelato spaziale prima di affrontare ancora le ultime rampe di Salbertrand ed arrivare a Susa nel tardo pomeriggio.


martedì 14 luglio 2020

Bici Gravel Anello Colle delle Finestre ValSusa--ValChisone(To) 10 Luglio 2020


Dalle note dell'OrcoPinoR

I colli che fungono da congiunzione per percorrere, in bici, l'anello tra le Valli di Susa & Chisone possono essere, a mio parere tre:
    
- Colle delle Finestre da Meana di Susa (sterrato gli ultimi 8 km)
- Colle Blegier da Salice d'Ulzio (sterrato da Monfol ultimi 6 km), da Salbertrand (sterrato 10km)
- Colle del Sestriere da Cesana (total asfalto)

Era da tempo che anelavo ed agognavo l'anello del Colle delle Finestre, ma per via dello sterrato "Spakka Specialissime" di 8 km dal Colletto di Meana, non l'avevo mai voluto affrontare. Di farla in Mtb neanche per idea. Lunghissimi 142 km sulle ruote grasse, c'è da farsi un SideB a capanna..

Con la GravelBike la distanza ed il dislivello mi sono parsi fattibili, anche se su questa Gravel Kona Libre, prestatami dal negozio "Le Tre Tacche" (bontà loro), i copertoni sono delle stesse dimensioni di quelle di un Mtb e la monocorona anteriore da 34 denti non aiuta certo ad andare avanti in pianura.
Cosi vuole il momento, la voglia di pedalare in questa mia seconda vita è tanta, le giornate sono lunghe e nessun dovere al momento mi insegue. 

I numeri :
- partenza Alpignano ore 7.30
- Susa dopo 40km di piattume
- bivio Meana Colle delle Finestre 9.05
- Colle delle Finestre 2.176 Slm
- Villar Perosa, Pinerolo, Piossasco, Bruino, Sangano, Villarbasse, Rivoli, Alpignano

Per 142km 2.030D+ circa

I quaranta chilometri prima dell'attacco del Colle delle Finestre a Susa, sono sempre infiniti. Conosco talmente bene il percorso che lo potrei farli bendato e potrei raccontarvi di ogni singola buca sull'asfalto, di ogni bar, o delle  ultime aziende rimaste in Valle. 
La salita al Colle delle Finestre sono 20 km di sudore e fatica, conditi gli ultimi 8 km dal Colletto di Meana, da polvere che ricorda imprese ciclistiche epiche. 
La Gravel sullo sterrato-facile da il meglio di se. Il traffico motorizzato di turisti tedeschi è sempre fastidioso e difatti le condizioni dello sterrato va via via rovinandosi per il passaggio dei panzer sassoni.

La cima Coppi arriva. La stele ed il cartello in punta al Colle sono stati rimesse in ordine( a Maggio 2020 qualche vandalo le aveva brutalmente sbattute a terra) e la fontana funziona che è una meraviglia. 
Dopo il carico d'acqua mi getto giù come un fulmine verso Usseaux, ma sbaglio uscita del paese e finisco  a Balboutet. Mi perdo per le strade campagnole. Nessun problema con mappa cartografica sul Garmin e Gravel sotto il culo, puoi decidere di percorrere qualsiasi tipo di percorso.
La quasi assenza di vento in discesa mi grazia cosi da arrivare alla Pinerolo Cavallerizza ancora bello pimpante. 
Non trovo l'ottima gelateria dove in un altro giro mi ero fermato con l'OrcoZoppo, e cosi decido per un gelataccio confezionato presso il bar adiacente l'Alpina di Roletto. Che tristezza.😌, sia bar che gelato.

Per i 30 km rimanenti la mia esperienza da SukkiaRuote si palesa. Mi aggancio ad un Gravelista di Piossasco di ritorno da Bagnolo. Et Voilà, eccomi a casa in men che non si dica. 
Gita magnifica che mi sento di consigliarvi.


giovedì 9 luglio 2020

Bici Gravel Susa-->Rifugio Cà D'Asti (To) 8 Luglio 2020



Dalle note dell'OrcoPinoR

Periodaccio per me questo primo scampolo d'Estate 2020. 
Dopo la scomparsa di mia sorella Rosetta, avvenuta il 25 Giugno 2020 in quel di Trapani, il 4 Luglio 2020 sono incorso in un brutto incidente in bici da strada mentre con OrcoLallo e OrcoRolfy ripetevo la Susa-Susa. Al curvone che porta a Termignon, un veicolo leggero assomigliante ad un Quad imparentato con un'ApeCar, mi investiva in pieno spedendomi  a gambe all'aria e facendomi assaggiare il gusto del nero bitume. La mia bici Leader Olympia è stata disintegrata, manco fosse stata colpita da un ordigno nucleare. Da buttar via.
                                  
Umore nero e morale a pezzi. Ecco, dopo il LockDown ci volevano non una, ma due ciliegine sulla torta. Documentazione infinita per le Assicurazioni che spero serva a farmi ricomprare la mia amata Specialissima. Ferite da leccare. 
Preventivi fatti dal ciclista "le Tre Tacche" che bontà sua mi propone in prestito d'uso una GravelBike Kona Libre. E qui si apre un nuovo mondo. Vuoi vedere che non tutto il male viene per nuocere. La testa è persa tra percorsi nuovi da fare, tra cui un piccolo sogno nel cassetto; portare una bici al Rifugio Ca' D'Asti 2854 Slm.


Parto il mattino dell'8 Luglio 2020, da Susa, senza troppa convinzione. Appena montato in bici, volgo uno sguardo in cielo verso il Rocciamelone. Nuvole nere oscurano tutto. Le rampe di Mompantero sono importanti, il morale sempre scuro come le nuvole che coprono il Roccia. 
Tetro il paesaggio che da Pietrabruna porta al Truc. L'incendio del 2017 è stato terribile, la foresta di conifere è stata completamente distrutta. Che devastazione. 
Al Rifugio La Riposa, 2250 Slm, sono deciso a salire per scattare qualche foto sul sentiero. Le nuvole però coprono qualsiasi cosa. Poi d'un tratto, dopo una folata di vento, la RoccaRomolea appare. Magnifico e granitico come sempre.
Rincuorato dai panorami mozzafiato, dal peso della bici in carbonio assai leggera, procedo spedito senza pensare. Sfogo la frustrazione degli eventi in questa fatica ristoratrice.
Al cartello Corto/Lungo intravedo il Rifugio Cà D'Asti. E' deciso oggi arrivo in bici al Rifugio. Guardo l'altimetro, orrore mancano ancora 500 D+. StiKa.  
In alcuni tratti occorre caricarsi la bici in spalla. Mi sento un corpo unico, Carbonio, Ossa & Carne. Tutto insieme, sempre più su.
Incontro alcuni escursionisti che stanno scendendo. Mi guardano con facce attonite. Gli chiedo per cortesia di non ridere, e mi giustifico dicendo che oggi la mia SCIMMIA ha deciso cosi. 
Incrocio anche il vecchio gestore del Rifugio Ca' D'Asti, Fulgido Tabone. Abbiamo ricordato i fine anni '70 inizi '80, quando il santuario in punta, dedicato alla Madonna, era in costruzione e noi escursionisti si portava in cima i sacchetti di sabbia e cemento.

Il Rifugio Cà D'Asti arriva, e la soddisfazione personale e la mia autostima sono appagate. Salgo in sella sul piazzale, arrivando da dietro, basendo il giovane e barbuto gestore del rifugio.
500 ml di birra mi rimettono in sesto per affrontare una discesa non meno arcigna della salita. Naturalmente non salgo in bici manco una volta, rischierei e mischierei tutte le mie 207 ossa. 
Arrivo alla Riposa, l'intenzione è quella di prendere un caffè. All'interno un baccano infernale di una comitiva che ha tirato in lungo il pranzo. Sono le 14,30 e l'alcool a quota 2000 ha effetti devastanti. 

Consumo il mio frugale pranzo e giù a rotta di collo per 20km in una discesa da brivido, come del resto è stata tutta la mattinata.