martedì 6 marzo 2012

Trail Bianco di Cesana 4 Marzo 2012


Tutte le foto del Trail Bianco di Cesana 2012
Classifiche Trail Bianco di Cesana 2012

Dal racconto dell'OrcoAntonio (foto OrcoGreg)

Sono le 6 del mattino del 4 marzo e mi accingo a partire alla volta di Cesana, sperando di non incontrare nessun “No TAV” a sbarrarmi la strada.
Come spesso mi capita alla vigilia di una spedizione, mi domando “...ma chi me lo fa fa...” e questa volta non fa eccezione, complice un non perfetto stato di forma, per uno stiramento all’adduttore sinistro, un muscoletto piccolo, piccolo che ogni volta che mi siedo o mi rialzo mi ricorda la sua, fino ad oggi, muta presenza.
Ma la voglia di correre su e giù per le montagne, perdersi nella natura, ascoltarne i magici silenzi è più forte e allora, in un batter di ciglia (speriamo nell’assenza di autovelox), recupero a Beaulard l’orco Giovanni, compagno di tante avventure, e insieme arriviamo a Cesana.

Anche la pioggerella fastidiosa, che ci aveva accolto al mattino, alla fine se ne va lasciando il posto ad una splendida giornata di sole.

Indossiamo l’armatura da Orchi, compresi i ramponcini per correre sulla neve, salutiamo l’orco Greg già sulla linea di partenza e via, alle 9.30 in punto, la sparuta truppa di trailers comincia la salita verso il lago Nero, passando per la Capanna Mautino e finalmente raggiunge il Col Bousson.
In cima, i 75 corridori del Trail Bianco rimarranno letteralmente abbagliati da un panorama mozzafiato sulle immacolate vette circostanti, una medicina portentosa per l’anima e per il corpo, provato dallo sforzo della salita.
Solo un attimo al cancello per una firma sul pettorale, un rapido saluto e giù a rotta di collo, su un anello che ci riporta alla Capanna Mautino e poi con una bella discesa corribile (per chi può) fino a Bousson.

Sembra fatta, ma appena fuori il paese, dopo l’ultimo ristoro, quando dentro di te pensi di essere ormai all’arrivo, ecco che una piccola sorpresa ci attende: un altro piccolo strappo in salita, un’ultima rasoiata alle gambe, prima di imboccare la strada già percorsa all’andata e giungere all’arrivo, accolti da una piccola folla festosa.

Una bellissima gara, insomma, organizzata molto bene, anche se in alcuni punti del tracciato poco presidiata.
Molto tecnica la discesa per la presenza di un terreno infido (un misto di fango, ghiaccio e neve marcia). A proposito, sicuramente le catene suggerite da l’Orco Pino, in una sua mail, su un tracciato di questo tipo, sono risultate molto più performanti dei classici sotto-suola chiodati. A detta dei partecipanti hanno un’ottima aderenza anche su ghiaccio; solo sulle pietre, come è logico attendersi, non hanno presa.
La prima edizione del Trail Bianco di Cesana è promossa a pieni voti. Meritava sicuramente una partecipazione maggiore (75 all’arrivo del Trail Bianco e 40 per il Mini Trail), ma in un calendario sempre più affollato di gare è davvero difficile scegliere a quale partecipare.

mercoledì 29 febbraio 2012

Cavalcata tra le Grigne 26 Febbraio 2012


Dal racconto dell'OrcoMauro

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto, tra un promontorio a destra e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni... (Alessandro Manzoni)

Beh, l’Incipit dei Promessi Sposi ben si adatta a questa maestosa cavalcata tra le due grandi cime delle Grigne, ad Occidente la Grignetta 2200 mt, terra di guglie e pinnacoli, ad Oriente il maestoso Grignone, che con i suoi 2410 mt ne costituisce la sommità.
Ed è proprio dalla cima del Grignone, o meglio ancora tra i vari buchi della cresta che si precorre in senso discendente che all’improvviso ti appaiono incredibili scorci sul ramo del lago di Lecco e immediatamente sullo sfondo vedi anche il ramo di Como.
Lo sguardo li percorre ansioso e i due rami naturalmente si ricongiungono al loro tronco principale in quel di Bellagio.
La gita in programma è una grande classica da sempre, arrivo in macchina al Pian dei Resinelli 1300mt, traversata bassa fino al rif. Pialleral q.1400 mt, salita diretta su per la via invernale alla cima del Grignone e rif Brioschi 2410mt. Pernottamento. La mattina si percorre in discesa tutta la cresta , prima su sentiero poi su roccette anfratti, buchi, traversi, ferrate, gole fino al Buco di Grigna 1800mt- Volendo si risale in Grignetta per il vallone e ferrata del canalino Federazione e poi discesa per la cresta Cermenate.con ritorno ai Resinelli.
La traversata invernale invece costituisce un fascino già alpinistico, quasi un racconto di altri tempi.
Due grandi amici, Mauro e Raffaele si ritrovano Sabato mattina ai Resinelli.
Il piano naturale trasuda storia e ricordi di Alpinismo eroico, credo che qui siano passati tutti i grandi alpinisti da Bonatti a Cassin, Carlo Mauri, ai Ragni di Lecco tutti. Ma il piano è anche uno stridente artificiale contrasto di edilizia senza regole degli anni 70 con un incredibile grattacielo, una serie sterminata di casette a schiera, negozi, prefabbricati a pioggia ed uno storico rifugio Porta.
Comincia la traversata bassa su sentiero con chiazze di neve che ti fanno perdere la strada fino al Pialleral in 2 ore, poi su diretti per prati e via via sempre più neve fino alla cresta, mezz’ora di crestina in neve ed ecco apparire il rif Brioschi in cima, con la sua Croce:

Sono quasi le 18,00 il sole comincia a tramontare dietro la Grignetta, è l’ora per Raffaele , valoroso fotografo di montagna di accingersi al suo gravoso impegno.
La serata è lunga e fino a sera tardi il tempo passa tra lunghe esposizioni.
La pianura Milanese è impressionante per lo scintillare delle luci delle varie città, paesi, frazioni e la umanità brulicante. Mai come da quassù si può apprezzare l’ingegno e l’operosità umana!

Rifugio meraviglioso il Brioschi, sulla sommità del Grignone al congiungimento delle sue numerose creste, estremamente accogliente, cena pantagruelica preparata dal giovane gestore Alessandro, che non sa più cosa fare per farti stare a tuo agio. Ti senti veramente a casa!
Altri tempi con le vecchie generazioni di scorbutici gestori di bettole maleodoranti, ostili ad ogni forma di turismo ed incapaci di preparare una pur misera cena! Largo ai Giovani montanari!
Comunque il mattino ci riserva una splendida alba ed un incredibile cielo terso. La temperatura ancora molto bassa della notte ha gelato il manto nevoso e la discesa si effettua con i ramponi. Purtroppo la poca neve, ancorchè molto dura rende tutto più problematico in quanto occorre camminare con i ramponi tra erba , sassi e neve.

Finisce il sentiero ma finisce anche la neve. I ramponi non si riescono a calzare ed inizia il traverso accidentato tra le roccette, e le varie crestine, canaloni, ferrate doline.

Finalmente si arriva al punto più basso della traversata, il buco di Grigna circa 1800 mt.
la risalita verso la Grignetta è ancora lunga e si decide di girovagare per la parte mediana del gruppo su una traccia poco battuta che purtroppo si rivelerà in neve marcia e parecchio profonda, Circa 3 ore di annaspamenti su neve fonda, una rapida discesa fino al basso della traversata inferiore, ma prima di arrivare numerose attraversamenti di canaloni impervi e ghiacciati ti mettono alla prova. Qualche corda fissa ci aiuta qua e là. Uffa finalmente la stradina ed il piano. La in fondo i Resinelli con la loro umanità non sempre tollerante ci aspettano.
Per finire una poesia di Raffaele che riassume l’animo profondo della Grigna:

Giardino di Pietra
Nel Giardino di Pietra della Grigna
crescono Aghi, Torri, Guglie , Funghi
tutti protesi verso il cielo nel loro
splendido, fragile, incerto equilibrio.
Nel Giardino di Pietra della Grigna,
gigantesca palestra di gioco e di vita,
si librano leggeri i giovani rocciatori
fra spigoli, fessure placche e diedri.
Nel Giardino di Pietra della Grigna
si intrecciano i sentieri,
si incontrano le persone,
nascono e si saldano le amicizie.
Ma nel Giardino di Pietra della Grigna
non puoi distrarti, non puoi sbagliare
c’è sempre una lapide a ricordare

domenica 19 febbraio 2012

Mezza Maratona a 5 cerchi Pragelato 18 Febbraio 2012


Tutte le foto della Mezza Maratona a 5 Cerchi Pragelato 2012
Classifiche della Mezza Maratona a 5 Cerchi Pragelato 2012


Percorso : ad anello di 10,5km per la mezza maratona da percorrere due volte

Ecco una breve intervista all'Orco Paolo che ha partecipato alla 10,5km classificandosi 8' assoluto.

- Come sei venuto a conoscenza della gara.
Mi ha messo a conoscenza della gara L'orcoPino, gli ho telefonato Giovedi 15feb2012 per sapere se nel week-End si prevedeva un'uscita e lui in risposta mi ha presentato la gara.

- Fai spesso queste gare ...diciamo un po' fuori dal normale.
No è la mia prima gara in notturna su percorso innevato.

- Hai fatto qualche allenamento specifico per la gara.
No nessun allenamento specifico.

- Come sei arrivato a Pragelato, hai condiviso il viaggio con qualcuno per risparmiare sul caro carburante.
No sono venuto da solo, con la mia macchina...non sono riuscito a convincere la compagna ad essere della partita.

- Nella tua vita da sportivo fai o hai fatto altre attività oltre all'atletica leggera.
Ciclismo, nuoto e camminate in montagne.
- Con quali risultati
Nel Ciclismo sono stato un'ottimo agonista nel nuoto me la cavo.

- Che scarpe hai usato per correre sulla neve.
Scarpe da trail le Trabucco 14 dell'azienda ASICS, tenuta fantastica anche sulla neve

- Come lampada frontale , che modello avevi.
Una Tikka della Peztl , ha illuminato anche il percorso all'OrcoPinoR

- Qual'è stata la parte piu' Impegnativa del percorso.
Dopo il 1km in discesa, i piu' duri sono stati i 5km in salita....su' per la Val Troncea.

- Come hai trovato l'organizzazione dell'evento.
Organizzato benissimo in tutto e per tutto

- Ritornerai il prossimo anno.
Sicuramente... e perche' no .il prossimo anno magari mi iscrivo alla 21km.

- Un commento personale sulla manifestazione.
Gara spettacolare sotto le stelle nello splendido scenario della ValTroncea ed un magnifico percorso innevato, suggestivo ed emozionante

domenica 12 febbraio 2012

Racchette in Valle Pragelato 12 Febbraio 2012


Tutte le foto Racchette in Valle Pragelato 2012
Classifica Racchette in Valle Pragelato 2012

Il Blizard, il Buran, i venti Siberiani e le perturbazioni dai regni di Iperborea hanno tentato di fermare la 12esima Racchette in Valle 2012, senza risultati.

Quest'anno GliOrchi si presentano in forze alla Racchette in Valle , PinoR, PinoPic, Paolo e Roberto.
Prima edizione per tutti e prima gara con le nuove ciaspole Baldas della Ferrino per PinoPic e Paolo.Il freddo intenso di questi giorni, che ha fatto fermare la colonnina del mercurio a temperature ben al di sotto dei -20' gradi Centigradi, non ci fara' paura (speriamo...sig...dura essere dei duri).

Siamo a Pragelato alle 9.30 temperatura intorno a -15', da rabbrividire.
La neve caduta a grossi fiocchi freddi ,scarsa rispetto alla pianura, sul tracciato di gara non e' compatta e sara' difficile correrci sopra, saranno avvantagiati atleti potenti di gambe e veloci di cuore.

Il ritiro pettorali a casa Pragelato, una costruzione in legno a travi incrociati stile TRAPPER del NordAmerica.
Calda ed accogliente la casa con i numerosissimi volontari, chi alle iscrizioni, chi a distribuire le ciaspole , chi ai pacchi gara.
Gli 800 iscritti di questo 2012 sono pochi rispetto ai 2.000 iscritti dello scorso 2011, causa il battage dei Media che dichiaravano ,senza verificarlo ,per Domenica 12 feb 2012 tempeste di neve come nella Baia di Amundsen.

Il tempo di prendere un caffè, una visita al Campo Base della Ferrino, due battute per ammazzzare la tensione pre-gara e poi eccoci a cambiarci all'aperto per poi allinearci alla linea di partenza...senza preriscaldamento.
Non sento piu' il naso...Oddio l'ho perso....fiuuuu non ancora.
La mascella...Ohh Grande Madre.... non sento la mascella mi sembra anestitizzata...
La gola, come faro' a respirare questa gelatissima aria, penso ai racconti degli Himalaysti , di quanto scrivono della gola intaccata dal ghiaccio con dolori fortissimi alle alte vie respiratorie.

Dai Chiabrera dai sto' VIA, altrimento non parto piu.

Corsa gelata, pochi i tifosi sul percorso, fortissimi i primi tre del Team Baldas Ferrino, ottima la prestazione degli Orchi.
Speaker d'eccezione STefania Belmondo la campionessa di sci Fondo Medaglia d'oro Olimpica ai giochi olimpici invernali di Albertville(Francia) 1992 e Salt Lake City (Stati Uniti) 2002.
Umile, piccola e grande nello stesso tempo non mi sono potuto esimermi da una foto con la :

Campionissima piemontese
Regina assoluta delle nevi
Piccola nel piccolo schermo
Grande a vederti realmente
Sorridente e solare
Orgoglio di generazioni
Signora delle fatiche


Sito Ufficiale di Stefania Belmondo

Al termine della gara , pranzo in localita' Plan alla pizzeria il Mulino:

- Polenta con Cinghiale
- Polenta con formaggi
- Pizza
- Crem caramell e vino della casa.


La campionissima Stefania Belmondo regina delle nevi

giovedì 9 febbraio 2012

SENTIERI DI S.CRISTINA 5 Febbraio 2012


Classifica Sentieri di S.Cristina 2012

Dal racconto dell'Orco Mauro
Faceva davvero freddo quella mattina del 5 Febbraio sui Sentieri di Santa Cristina.
Un pugno di eroi o forse di svitati parte alla mattina prestissimo per il Novarese. Terra di pianura, di grandi vini, all’inizio della val Sesia, tra i vitigni del Ghemme e del Fara Novarese. Terreno ondulato su grandi pianure ma anche con dolci rilievi dove si aggrappa la vigna ansiosa di ricevere i benefici raggi del sole. Tre Orchi, Antonio, Michele e Mauro forti di un potente GPS si avvicinano a questa strana frazione nella campagna Borgomanerense.
Il Tom-Tom dice che siamo arrivati, in realtà si intravede solo qualche sperduta cascina. Improvvisamente il piccolo agglomerato di Santa Cristina, frazione o borgata che sia, ci riceve nella sua veste nebulosa e agghiacciata, più tipica invero della tundra siberiana che della collina Novarese.
La solerte organizzazione si manifesta già alle prime luci con i bracieri di legna accesi per mitigare la rigida temperatura.
Siamo nella terra di Barbara e Cecilia, perfette padrone di casa e soprattutto perfette organizzatrici.
Chi avrebbe mai pensato di organizzare un trail invernale in queste campagne dimenticate da tutti. Terra di confine al margine di due regioni mittelEuropee.
Da una parte i Piemunteis , dall’altra i Lumbard, con ricchissimi terreni di gioco in montagna, per tutti i gusti e per tutte le ambizioni atletiche, con vallate e montagne incredibili.

Eppure in circa tre anni di vita , questo strano trail, complice la moda imperante, il periodo invernale certamente orfano di offerte degne di tal nome e la posizione geografica strategica riesce ad attirare il meglio della Gioventù Padana.
Ed è così che riesci ad intrecciare e ad amalgamare dialetti e fortissimi atleti Piemontesi e Lombardi.
Scopri la presenza di Canetta, Cavallo Giuliano, Fornoni Daniele, la Emanuela Brizio e vari bergamaschi scesi dalle valli e dalla Valetudo Skyrunning.
259 atleti nella 17 Kilometri, 453 nella gara lunga da 30 km, partenza sfalsata di 30minuti, si ritrovano nella gelida mattinata.
Ogni gesto rimane difficile, vestirsi, allacciare le scarpe o finanche riuscire ad afferrare un pezzo di pane e marmellata con i guanti senza impiastricciarci la faccia.
La presenza femminile è sempre più numerosa, grintosa e agguerrita , segno del mutare dei tempi e della forza schiacciante della metà più importante dell’universo umano e del nostro cielo.
Immediatamente dopo la partenza, neanche 500 metri di asfalto, tanto per gradire la risposta elastica e confortevole della strada, ti ritrovi su una pista perfettamente innevata in mezzo ai campi di meliga.
Tutto è bianco, dentro e fuori il villaggio, ed anche i Sentieri di Santa Cristina presentano il loro candido e verginale vestito da Sposa. La pista si presenta quasi uniformemente con un soffice strato di neve polverosa grazie anche e soprattutto alla rigida temperatura dei -17° del mattino.
Perfetto percorso da Fartlek, ondulato ma non troppo per i primi kilometri in aperta campagna.

Non riconosco nulla del tracciato degli anni scorsi, ma le condizioni della neve smossa o talvolta dura impegnano fortissimamente la nostra attenzione e soprattutto le nostre caviglie.
Tutta la concentrazione dei nostri sensi è rivolta all’appoggio dei piedi, per non scivolare, ruzzolare o anche solo finire nelle buche, talchè non riusciamo a godere del paesaggio siberiano che ci si dipana in fronte.
Invero il lungo percorso di vita e di corsa nei campi innevati, nei boschi e nella campagna è un continuo itinerare alla ricerca degli agglomerati o dei cascinali, meglio delle Isbe siberiane che tali ci sembrano quando la nostra pista li lambisce, li costeggia o li penetra tra stalle e fienili.
Non sarebbe stato molto strano vedere dei veri contadini “Muzik” uscire da queste Isbe costruite con mattoni, tavole di legno vicino alle strade interpoderali e accanto alle stalle.
Le grandi nevicate degli ultimi giorni hanno ricoperto tutta a la campagna, i viottoli e finanche le strade.
La seconda parte del percorso, lasciata la pianeggiante campagna Novarese comincia ad inerpicarsi tra avvallamenti, collinette, dune e soprattutto terribili discese perfettamente ghiacciate dalla abrasione dello strato fresco da parte della mandria.
Ecco venire bene le tecniche dello scialpinismo nella boschina, rami, scivolate etc. Mai fermarsi, mai aspettare, sempre avanti anche con il di dietro:
“ Correre per me stesso e la mia libertà, cibo buono per il mio gusto di essere vivo”
Nel peregrinare negli spazi sconfinati che sanno del Grande Nord, ecco apparire la betulla, bianca, leggiadra che si moltiplica all’interno del bosco, mai però invadente per non turbare l’ecosistema, mai dominante.
Essa è Pianta Regina.

Narra la Leggenda:“Un ramo soltanto riserverà agli Uomini perchè possano costruire le loro case e quant’altro gli occorre, disse la Betulla allo Sciamano nel suo viaggio di iniziazione.
Con gli altri rami costruirai 3 tamburi, uno per le donne che partoriscono, uno per allontanare le malattie, e uno per ricondurre a casa gli uomini confusi nella tempesta.
Lo Sciamano utilizzava spesso la betulla come una sorta di scala verso il cielo.”


Simbolo della rinascita della luce e della nuova ascesa del Sole dopo il Solstizio di inverno, la Betulla, Calendario degli alberi, simboleggia il primo mese lunare al 21 Gennaio, “Aurorale” in quanto dispiega per prima le sue foglie.
Ed è così che circa 700 runners dispiegano la loro speranza di luce, sole e calore nel candore siberiano di Santa Cristina.
Canetta,Cavallo,Bolcato e Fornoni si presentano all’arrivo nel breve battito di 90 secondi (circa 2;23;00) ma tre Orchi sono appena lì dietro.

sabato 28 gennaio 2012

WINTER DUATHLON Pragelato 28 Gennaio 2012


Tutte le foto Winter Duathlon Pragelato
Classifica Winter Duathlon Pragelato 2012

Davide Nerattini e Alberto Rovera i due motori di Italia Triathlon gli organizzatori di questa seconda edizione del Winter Duathlon (la prima a Pragelato).
Due veri professionisti nell'organizzare gare di ogni genere, due veri appassionati di sport che ho avuto modo di conoscere nel 2008 alla prima edizione
dell'ormai famosa VIA DEI LUPI in quel di Limone Piemonte.

Il Winter Duahtlon è una gara per veri triathleti, da affrontare sulle nevi dell'olimpica Pragelato presso le piste di fondo di borgata PLAN ed e' composta da :
- 4 km di corsa
- 10 km di sci di fondo
- 2 km di corsa

La gara mi e' stata proposta con partecipazione in Staffetta dall'Orco Andrea che parteciperà alla frazione dello sci di fondo mentre io alle frazioni di corsa.
Un inverno cosi poco invernale era da tempo che non si vedeva, la neve tarda ad arrivare mentre già in questo caldo Gennaio le primule fanno un prematuro capolino.
Ma il 28 Gennaio giorno del Winter Duathlon ecco arrivare dalla Siberia una perturbazione che non si vedeva da 27 anni ovvero dal lontano 1985.
Inizio della perturbazione pomeriggio del 28 Gennaio , almeno cosi dice Nimbus ore 15.30 naturalmente partenza della gara.

A noi si unisce anche l'Orco PinoPic che vuole approfittare del pomeriggio di Sabato, suo spazio vitale, per provare le nuove ciaspole da run sulle piste di
Pragelato in vista della Racchette in valle del 12 Febbraio 2012.

Alle 12.00 a.m. un pranzo a base di pasta in bianco, prosciutto cotto e un mandarino.
La Macchina e' stracolma di attrezzature per scivolare,mordere,calpestare una neve sparata dai cannoni di innevamento artificiale:
- 3 paia di sci di fondo con relativi bastoncini e scarpe
- scarpe da running
- Ciaspole da running

Un caffè e 4 chiacchere al Bar di Pragelato e poi su a borgata Plan presso il centro dello sci di fondo per il ritiro dei pettorali e le ultime pratiche burocratiche per partecipare al Winter Duahtlon.
L'atomsfera e' famigliare molti triathleti a noi sconosciuti e altre facce note ;Marco Abba, Nadia DalBEN con marito, l'onnipresente Pavan, Bausano Pierangelo ....

Piccolo Briefing di Nerattini che ci informa che la pista per la frazione di corsa è ghiacciata e occorre prestare attenzione.

Prima della partenza il trio si scalda con gli sci di fondo, nevica una neve pesante e la pista è estremamente lenta, per chi dovra' fare la frazione con gli sci ' A SARA DURA'.

Ore 15.30 e il via viene dato dal giudice di gara con una trombetta rossa da stadio, a momenti mi viene un'infarto non l'avevo vista.
I primi 200 metri e i grandi (i migliori atleti) sono piccoli (li vedo in lontananza), difficile stare in piedi con ghiaccio e neve, alla prima discesa

perdo l'equilibrio... lo recupero quasi...ma l'altra gamba trova solo ghiaccio così che cado rovinosamnete scivolando... interpretando la caduta e giocando sull'inerzia sono subito in piedi e recupero brillantemente la posizione.
Il secondo giro và un po meglio e chiudo la frazione dei 4km in circa 22min.
Ecco andrea alla zona cambio, veloce gli passo il pettorale nr.100, ed eccolo partire a razzo...almeno mi è sembrato.
Sudato fradicio vado in macchina con PinoPic per cambiarmi la maglia e metterne una asciutta per non rischiare , in attesa della 3 frazione di corsa, di non prendermi un'infreddatura che potrebbe tramutarsi, non si sà mai, in una BroncoPolmonita asmatica bilaterale con complicazioni pneumologiche.

Andrea deve compiere 4 giri di un'anello che presenta 4 piccole ma terribili salite ,le avrete viste alle gare delle Olimpiade invernali di Torino 2006.
Ammazzo l'attesa bevendo un thè caldo e scattando qualche foto... ma Andrea dov'è...eccolo che conclude il terzo giro.
I primi duathleti terminano la gara.....
Eccolo Andrea sfinito da 10 km durissimi conclusi in 44minuti, non male per essere dei neofiti del fondo e alla prima uscita stagionale.

Ci scambiamo nuovamente il pettorale e cerco di partire a razzo per correre l'ultima frazione di 2km di corsa, il piu' veloce possibile.
Supero qualche atleta riconoscibile dal pettorale con numero inferiore al 100.
Chiudo la frazione in 12min, bho forse non mi sono scaldato abbstanza o forse non sono mai entrato nello spirito di questo tostissimo duathlon.

Davide Nerattini al traguardo incita tutti, e per tutti una battuta e un apprezzamento.. altro che alcuni telecronisiti di RAI Sport.
Su 13 staffette terminiamo 12esimi, l'onore è salvo.

Al termine della gara ci attende un ristoro a dir poco lussuoso; Torta casalinga, crostata, the caldo, barrette energetiche e udite udite la cioccalata con panna.
Le Docce calde del centro di fondo sono una favola, reinfilare i bagagli in macchina un po' meno, ma a suon di calci e pugni entra tutto e possiamo partire per affrontare una ghiacciata statale che ci riporta nelle lande Padane.

Tutte le foto Winter Duathlon Pragelato
Classifica Winter Duathlon Pragelato 2012