mercoledì 18 luglio 2018

Sky Race de Montgenèvre (Francia) 15 Luglio 2018

Classifiche Sky Race de Montgenèvre 2018
Sito Sky Race de Montgenèvre

Edizione 2015

Dal racconto dell'OrcoSmigol

15 luglio 2018 , un week al Monginevro all’insegna del trail con un campionato nazionale francese con 7 gare su distanze differenti e piu’ di 2000 partecipanti quasi tutti francesi e pochi italiani.
L’evento è curato da Courir en Brianconnais e i percorsi sono balisati con la collaborazione di Sergio Gallicet (www.sge20.com) che mi propone la partecipazione.
Dopo il consulto col mio coach, in linea con i miei attuali allenamenti e dopo aver smaltito la LUT ( è un  po’ come la peperonata si ripropone per alcuni giorni!!!!) vengo iscritto alla SPRINT 14 km 900 D+.
Al sabato il meteo non è clemente e i temporali si susseguono ma le previsioni fanno ben sperare per la domenica ; comunque sia per una “corta” non sarà un problema.
Il colle del Monginevro alla domenica mattina mi accoglie con cielo plumbeo , freddo e nebbia in quota e menomale che in auto ho sempre dell’abbigliamento per tutte le stagioni ( dal costume da bagno al piumino!).
Il pacco gara prevede uno zaino monospalla e una t-shirt commemorativa che come da prassi scelgo la taglia da donna .
Lo start puntuale alle 9.45 e inizia a gocciolare, sono in seconda fila e cerco di tenere a vista i primI; è l’occasione buona per asfaltare qualche francese ancora alticcio dai festeggiamenti del giorno prima (presa della Bastiglia) ed eccitato dalla finale di calcio che si disputerà nel pomeriggio.
Il percorso , dopo un km di asfalto , inizia a salire sul sentiero verso il colle dello Chaberton per poi virare verso il Vallon des baisses .
Avvolto nella nebbia riesco a correre, corricchiare anche in salita e guadagno qualche posizione; infilo i guanti sapientemente riposti e facili da prendere ma resisto e non indosso l’antivento.
Il basso ragionamento è stato : ho freddo e corro più forte!
Di bere con quel freddo non se ne parla e nemmeno di sudare e si arriva al Col de la Lauze 2530 metri e siamo già al giro di boa arrivando alla Tete de la Forneous 2690 metri .
Peccato per la nebbia e il cielo nuvoloso che riducono il panorama mozzafiato; una sorpresa trovare Patrizia Roussel come di consueto armata di macchina fotografica e via di sorrisone .
Il ritorno si corre attraverso les Crertes du Chalvet, dunque in cresta prima in salita poi in piano; sempre a vista, ma in lontananza, i primi eD un grande senso di libertà su quelle creste. la testa è completamente sgombera, leggera . Sono in forma, le gambe girano e giù dritto in discesa fino a trovare una single track e poi gli ultimi km di “autostrada”  .
Ho corso la discesa sorpassando “quelli della lunga” e urlando “ a gauche, a gauche!” ;
qualche storta, qualche inciampo sulle radici; un pezzo col fango e con della terra che mi riempe le scarpe ma ormai ci siamo e si sente lo speaker.
Pero’ è divertente correre gli Sprint e riconosco davanti a me un runner che era in griglia , altro basso ragionamento: “ allora è della corta “ e via all’inseguimento e le gambe girano proprio bene e mi permettono un sorpasso; sono in paese e all’ultima curva Gallicet mi batte un cinque e via gli ultimi metri, passo sotto al gonfiabile in 1h36’36”.
Anche il terzo tempo è degno di nota con un vero e proprio self service e bicchiere di birra , le classifiche non sono subito rese pubbliche e scoprirò in seguito di essere secondo di categoria Master e 23esimo assoluto.
Niente male per un diesel!
Siamo orchi oltre le gambe c’è di piu’ !

martedì 17 luglio 2018

SkyRace Becca di Nona (Ao) 15 Luglio 2018

Foto Aosta - Becca di Nona 2018
Classifica Aosta - Becca di Nona 2018
Sito Aosta - Becca di Nona

Edizione 2010
Edizione 2012
Edizione 2016

Dal racconto dell'OrcoCamola

Quando da Aosta guardi la Becca di Nona ti assale un certo turbamento.

"Caspita ... devo salire lassù?"

Ebbene sì, il nome della gara parla chiaro: Aosta (Piazza Chanoux) Becca di Nona (3142 slm). In mezzo 13 km con 2500 metri D+. In contemporanea si corre anche "l'Aosta - Comboè" che termina nell'omonima conca sulla distanza di 9 km e 1500 m D+.
Otto sono gli Orchi che decidono di cimentarsi con questo 'vertical'; mille i partecipanti!
Alle 7 ci incontriamo al ritiro pettorale, tutti un po' storditi dalla levataccia e concentrati sulla complicata logistica della gara. In base al tempo dichiarato parto nella griglia n.3.
Ore 8.30: si parte! Un km in piano e a Charvensod comincia subito la salita.
La tentazione di superare è tanta ma come ho immaginato la pendenza non molla mai, devo gestire al meglio la fatica.   
I primi km li soffro un po', in particolare patisco gli sterrati ripidi impossibili da correre. Per fortuna il caldo non è eccessivo, si forma qualche coda nei passaggi obbligati ma niente di che.
Bellissimo invece è il tifo delle persone. Nei pressi delle borgate diversi gruppi folcloristici accolgono i corridori con musica e danze.   
Arrivo alla conca di Comboè insieme a OrcoDavide. Qui si chiude la prima gara (2110 slm) e finisce la fatica di OrcoZoppo.
Prima del traguardo una ripida strettoia in salita forza il passaggio degli atleti tra due ali di folla. Il tifo è pazzesco. I Campanacci e le grida di incoraggiamento mi fanno dimenticare la fatica accumulata.
Mangio qualcosa e senza fermarmi continuo per affrontare la parte di salita più montagnosa che porta in vetta. La conca di Comboè è stupenda ma non faccio in tempo a distrarmi che subito la salita riprende inesorabile. La vegetazione scompare e il sentiero passa su tratti di pietraia e dossi morenici lavorati dalle valanghe.
Attraversiamo qualche macchia di neve ed una decisa impennata ci porta ai 2912 m del Col Carrel, dove è ubicato il bivacco Federigo Zullo.
Sto bene anche se la vista della cresta che porta in vetta mi scoraggia un po'; pensavo fosse più vicina.
Il tifo che arriva dall'alto annuncia però che la fatica sta per finire.
Guardo l'orologio ... e con i neuroni in carenza di ossigeno dico al tipo che ho davanti: "Dai che la chiudiamo in tre ore!". Lui si gira,  mi guarda ... abbassa la testa e parte in quarta.
Lo seguo pentito di aver parlato. Il gioco funziona e l'arrivo in vetta è condito da una bella emozione.
Ridiscendo a Comboè con Davide e Luca e ritrovo subito Paolo e Gaetano. La festa è al culmine. Giovani e meno giovani suonano e cantano brani della tradizione ... tutto è molto spontaneo ... bello.
Nonostante l’uso della funivia di Pila il rientro ad Aosta è lungo e faticoso. Pacco gara e pranzo sono allestiti a Charvensod dove incontriamo Adrian e Rezart. Ultime foto e via.
Che giornata!
Gara, montagna e compagni di avventura da '10 e lode'
L'hashtag della gara è #iofacciolabecca ... direi che un #WgliOrchi oggi calza a pennello.

domenica 8 luglio 2018

Bici bdc GranFondo Fausto Coppi (Cuneo) 8 Luglio 2018


Foto GF Fausto Coppi 2018
Video GF Fausto Coppi 2018
Video Tracciato GF Fausto Coppi 2018
Classifiche GF Fausto Coppi 2018

Dal racconto dell'OrcoPinoR

Preludio
Già con l'OgreDoctor nel Gennaio 2017 si parlava di partecipare a questa ormai storica Granfondo del Nord Ovest D'Italia.
Il 12  Luglio 2017 con OrcoNevruz andiamo a visionare la salita della Fauniera  (come i Pro) e ne rimaniamo entusiasti. In particolar modo di tutta la Valle Grana, del santuario di CastelMagno e degli ultimi km che portano al Pian dei Morti ed al Colle Fauniera.
Deciso, nel 2018 ci saremo anche noi alla 31° edizione della GF Fausto Coppi.

Voleremo come Aironi.

Il Percorso
A vederlo sulla carta sembra abbordabile. Due salitine, il mostro (Fauniera) ed un'ultima salitina prima dell'arrivo tutto in falso piano negativo. Che vuoi che sia.
Ma mettici, il caldo di Luglio, i primi 43km di piattume ai 35km/h di media, le pendenze sempre sopra 8%,  e la bollita del ciclista è servita

Il viaggio che ti regala questa GanFondo delle Alpi Cozie è superbo.

 In un sol giorno si attraversano le valli:Varaita, Mala, Maira, Grana, Stura, Gesso.

Una cavalcata pazzesca. Ma per godersela occorre arrivarci ben preparati.
Personalmente ci arrivo, segnato, dopo una Sportful Dolomiti Race del 17 Giugno 2018

Sabato 7 Luglio 2018 Vigilia della GF Fausto Coppi
Prenotiamo già a Novembre 2017 presso il B&B Eremes a 2km da Piazza Galimberti dove è sita la location della GF. Di nuova costruzione questo B&B. Esoso il prezzo, 105Euro a testa in una camera tripla(per carità pulita spaziosa ma senza aria condizionata). Con l'aggiunta di 7euro per il garage e 20Euro per usufruire della doccia post gara. Pagamento in contanti senza POS. Giudicate voi.
Arriviamo in una bollente Cuneo alle 15.00 di Sabato. Passeggiata di 2km fino in piazza Galimberti per il ritiro pettorale e cena alla pizzeria Capri in piazza del Seminario. Il menù, quasi del ciclista, prevede: Pasta aglio e olio, pollo alla piastra, patatine fritte e birra a volontà. Avevo premesso quasi del ciclista.


Domenica 8 Luglio 2018 GF Fausto Coppi 31° edizione
Serata passata a guardare alla TV i quarti di finale del Mondiale di Calcio in Russia (Russia-Croazia). Poi il sonno non arriva e si dormicchia alla bell'e meglio.
Colazione superba preparata dai gestore del B&B. Complimenti.
Trasferimento in bici in piazza Galimberti. Tutti indossiamo, obbligatoriamente, la maglia della manifestazione che era presente nel pacco gara. Il mondo dei GranFondisti è diviso su questa scelta obbligata. Alle 7.00 la partenza puntuale della GF. Nessun Gap, forse tre minuti prima che si passasse sotto il pallone della partenza.
Appena usciti da Cuneo ecco subito il, tristemente noto  ponte Nuovo, dove le due distanze si dividono. A sinistra si procede per la medioFondo a destra per la GranFondo.
Da Cuneo a Brossasco si mena senza pietà. Arriviamo alla salita della ValMala con una media di 35km/h. Abbiamo già speso incenti energie. La salita di ValMala fa male.
Veloce e con buon asfalto(strada asfaltata per la GF qualche anno fa) la discesa verso il colletto di Rossana e da cercarsi un trenino per poter portarsi a Dronero senza danni cosi da grimpare la simpatica salita della Piatta di Soprana. Splendido il Castello di  Montemale abbarbicato sul medievale cucuzzolo.
Tecnica la discesa verso la Valle Grana. sono le 10.40 a.m. penso di essere a buon punto. Ma finisco in pasto al mostro. La salita della Fauniera. Il caldo ci cuoce tutti, le pendenze spesso a 2cifre.
Ma questa è la vallata più ricca paesaggisticamente. Conosciuta poichè qui di produce il famoso formaggio Castelmagno.
Condivido la scelta di chi ha fatto la MedioFondo. In effetti le salite di ValMala e Madonna del Colletto non ripagano con paesaggi eccelsi.
Gli Ultimi 6km con l'arrivo alla Fauniera, i più belli di questa GF. Ma attenzione alla discesa dal Colle Fauniera. Un nastro d'asfalto di 2metri senza protezioni e curve ceche. E quando è spazzato dal vento o con la pioggia pregate la Madonna del Ghisallo protettrice dei Ciclisti. Anche oggi due interventi dell'elisoccorso per ciclisti andati, sanguinanti, rovinosamente per terra. Il limite dei 2600 iscritti fa onore all'organizzazione che permette di affrontare queste, tec,niche, discese in sicurezza.

La salita della Madonna del Colletto da fare con le unghie e con i denti. Per gli ultimi 20km. da Valdieri a Cuneo, meglio cercarsi un gruppetto per procedere spediti all'arrivo posto sempre in Piazza Galimberti a Cuneo.
La medaglia di Finischer di plastica, unica nel suo genere, ci stupisce; mentre le bottiglie ghiacciate dell'Enervit, di acqua arricchita di NonSoBeneCosa, ci placano una sete dromedarica.




giovedì 5 luglio 2018

Trekking Tour delle Alpi Marittime 29/6/-3/7 2018


Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga
Continua il percorso sulla Grande Traversata delle Alpi, almeno intesa con spirito molto libero alla ricerca di itinerari ed emozioni un pò diversi dai cliche tradizionali.
Dopo il  tour dello scorso anno  da Limone fino a Mentone sul libero percorso della Cromagnon e del  GR 54 nella Valle delle Meraviglie e nel  parco del Mercantour , quest’anno  finalmente si riprende a risalire  verso il Nord, sfruttando i segni inconfondibili della Via Alpina e della GTA.
Due grandi Vie, due viaggi  transfrontalieri che inevitabilmente si incrociano e  si  complementano su tutta la dorsale Alpina, tracciando un itinerario di grande respiro
Tralasciando  tutta la parte  delle Alpi liguri ed il Marguareis, fin troppo conosciuti, il cuore ci porta  nelle Marittime, alla ricerca degli itinerari  parzialmente  battuti  nella nostra giovinezza alpinistica e nelle scorribande invernali con le varie sci alpinistiche.
Le Alpi Marittime presentano la più grande concentrazioni di itinerari alpinistici ed escursionistici di  tutte le Alpi occidentali con la presenza di pochi grandi valloni che dalla pianura cuneese  si inoltrano  in direzione Est-Ovest  verso il confine Francese  e   di una serie impressionante di vallate trasversale che nascondono dei mondi perduti, incastonati all’ombra delle  grandi  vette.
Diverse sono le porte di accesso  al cuore delle Marittime, ma oltrepassato  questi ultimi bastioni della civiltà ,  si apre tutto  il mondo Alpino, fatto di vallate selvagge,  colli ripidissimi,  guglie incredibili,  laghi  tutt’ora  gelati  ed  incastonati in grandi nevai dove l’inverno regna ancora sovrano. Qui l’escursionismo  locale si limita alla percorrenza degli itinerari classici dal fondo valle ai numerosi rifugi alpini  che costellano tutta la zona; al contrario la percorrenza delle GTA è praticamente riservata all’escursionista  Nord Europeo o francese. Difficilmente potremo trovare  gruppi Italiani viaggiare su questi sentieri. Infatti il custode del lontano rifugio Zanotti, vedendoci arrivare   nel suo piccolo paradiso incantato ci si è rivolto  in tutte le lingue, prima di capire che potevamo  meglio comprenderci nel dialetto genovese!
E poi i turisti tedeschi sono organizzatissimi con zaini mostruosi e la cartografia della Fraternali acquistata nelle loro librerie locali.

In cinque giorni, i soliti tre , Io, mio fratello Roberto ed Ugo, praticamente attraversiamo  tutta la frastagliata dorsale alpina  che dal  più meridionale vallone di Entraque  ci permette di arrivare nella alta valle  Stura quasi al colle della Maddalena. Entraque con il suo profondo taglio che si stacca dalla Valle Gesso  fino al gruppo del  Gelas,  è infatti  la  prima valle dopo  le Alpi Liguri e determina l’inizio del  grande parco delle Alpi Marittime
Il primo giorno  presenta una logistica decisamente complessa in quanto occorre lasciare una macchina  nella alta valle Stura  a Ponte Bernardo e con la seconda  raggiungere dopo  circa 70 km di strade di fondo valle la Valle  Gesso di Entraque e la remota località di  San Giacomo di Entraque a quota 1213 metri, ultimo avamposto   civile in un ambiente quasi dolomitico, da dove parte  il nostro Tour  sulle tracce della Via Alpina e delle GTA. Due ore di  rilassante camminata su una strada  sterrata ci permettono di raggiungere il primo rifugio, Ellena Soria  a quota 1840 metri; sopra di noi tutto il Massiccio del Gelas che rappresenta la seconda cima delle Marittime, ancora in condizioni quasi invernali; risulta ormai chiaro che troveremo ancora grandi  nevai  in tutte  i canaloni, in particolar modo sui versanti  nord  e motivo per cui decidiamo di portare con noi piccozza e  ramponi. Decisione  prudenziale e decisamente saggia anche se poi non li useremo, ma  ogni giorno attraverseremo  colli ad una altezza compresa tra i 2500 e 2600 metri di quota con vaste zone  profondamente innevate. Dal Rifugio Soria  risaliamo  il colle di Finestrelle  per poi scendere  su  neve dura fino al grande bacino artificiale del Chiotas dove sul fondo riposa il vecchio rifugio Genova. La discesa si presenta decisamente complessa  per la ricerca del percorso, ma la diga  ci da la giusta direzione e finalmente la strada di fondo valle ci permette di arrivare velocemente al nuovo rifugio Genova, posto su un grande dosso montonato  in fondo alla valle  e su un lago ghiacciato.
Il secondo giorno occorre ripercorrere a ritroso il giro del lago fino alla diga del Chiotas, scendere  su strada e risalire  il coronamento della stessa a quota 1980 metri; inizia ora la   risalita del vallone  del colle del Chiapous al cospetto del massiccio dell’Argentera  fino al colle  del Chiapous e la lunga discesa al sottostante rifugio Morelli e  via via a Terme di Valdieri; siamo sotto il canalone di Lourousa, mille metri di scivolo impressionante  con pendenze media di 45 ° ,  che oggi si presenta in  tristi condizioni data  la riduzione del manto nevoso e soprattutto l’impatto  di grandi frane che ne  impediscono la percorribilità.
Finalmente Terme di Valdieri dopo circa 7 ore e  la presenza di un brulicante mondo di turisti mordi e fuggi accampati ovunque nei prati  per il classico pic nic di inizio Luglio. Ma   la giornata è ancora lunga in quanto occorre percorrere tutto la valle di Valasco con la sua bella casa di caccia e risalire finalmente al rif Questa, raggiunto dopo un totale di 10 ore.  Un  rifugio di antichi tempi passati  rimasto praticamente  come un presidio storico dell’alpinismo del 900, struttura obsoleta e decisamente scomoda, affollatissimo ma nonostante tutto funzionale.
Da qui il giorno dopo una bellissima tappa di trasferimento a quote sempre elevate ci permette di raggiungere ,  attraverso  lunghe  dorsali disseminate di laghetti alpini ancora gelati, il  vallone di Valscura e la Bassa del Druos a quota 2439.  Ovunque si notano i resti di grandi baraccamenti militari, bunker fortificati a difesa dei colli, addirittura una grande caserma ormai pascolo dei camosci e degli stambecchi che provvedono a leccare  gli intonaci interni. A questo punto siamo in territorio francese  e scendendo fin quasi ad Isola 2000, attraverso una zona disseminata di impianti sciistici, attraverso un panoramico sentiero balcone, finalmente si raggiunge il Colle della Lombarda a quota 2351 metri. Strada asfaltata  meta di ciclisti e motociclisti di tutte le età e soprattutto sede di  un paninaro italo Francese con una provvidenziale  salsiccia piccante e birra.
La meta della nostra tappa  viene presto individuata in lontananza su un grande poggio  sede del grande santuario di Sant’Anna di Vinadio. Ancora due ore di veloce camminata sulla panoramica  dorsale  di confine zigzagando tra i  cippi di confine che risultano essere stati traslati  di decine di metri dalla cresta di confine a favore naturalmente  del territorio francese. Rapida discesa fino ai laghi di Sant’Anna ed al suo enorme santuario, affollatissimo. Gitanti e turisti ovunque, oggi è Domenica. La nostra struttura ricettiva è finalmente un albergo con lenzuola e bagno in camera, spartano ma efficiente, gestito dalle comunità religiose.
Il quarto giorno tappa di trasferimento, abbandoniamo il sentiero della GTA e    attraverso il passo di Tesina ed una bellissima e selvaggia valle  ricchissima di acque e pinete, raggiungiamo  la valle laterale di bagni di Vinadio , Callieri e l’ultimo avamposto, San Bernolfo e il rifugio del Dahu; ma è anche mezzogiorno e oggi si mangia pasta fatta in casa con sugo di capriolo e birra artigianale, tutto molto buono e molto costoso! Ancora una lunga risalita  del Passo di Laroussa e finalmente discesa al Rifugio Migliorero, posto a 2100 metri su una incredibile balza rocciosa a presidio della testata della valle.  Anche il quinto e ultimo giorno si presenta come  una lunga  tappa di  trasferimento attraverso numerosi valloni e colli fortificati, toccando il rifugio Zanotti, Talarico e finalmente  lungo il fondo valle con una bellissima strada  alpina fino a raggiungere Ponte Bernardo e la nostra auto.


venerdì 29 giugno 2018

Trail Autogestito Resistente al Colle del Lys(To) 30 Giugno 2018


Foto Trail Resistente 2018
Video Trail Resistente 2018
Sito Colle del Lys

Sabato 30 Giugno 2018 Vi aspettiamo alle ore 17.00 nel piazzale del Colle del Lys (To) per un Trail Autogestito di 10km 500D+ (gratuito e assicurazione) a seguire cena al Colle (7euro)
La corsa è inserita nel programma delle manifestazioni per ricordare L'Eccidio del Colle del Lys dove 26 Partigiani della 17° Brigata Garibaldi vennero catturati, torturati e uccisi dai nazifascisti il 2 luglio 1944.
Iscrizione Gratuita sul posto (T.A. assicurazione Uisp-Marsh)

Il percorso
La Cena
La manifestazione 

giovedì 28 giugno 2018

Lavaredo Ultra Trail Cortina d'Ampezzo(Bl) 24 Giugno 2018

Classifiche LUT 2018
Sito LUT

Edizione 2017
Edizione 2015

Dal racconto dell'OrcoSmigol

E’ un anno che aspetto di correre la LUT da quando al 35esimo km (base vita Federavecchia ) mi sono dovuto arrendere a causa di un ‘infiammazione tendinea che mi faceva vistosamente zoppicare.
Quest’anno voglio correrla non per riscatto, rivalsa o altro ma per il piacere di portarla a termine e fare cassetto nel mio palmares.
Io corro perche’ mi piace, mi da gioia, mi permette di affrontare la mia vita quotidiana e i suoi “piccoli” intoppi con maggiore serenità e sicurezza.
Da circa un mese sto cercando di risolvere un piccolo infortunio ma il risentimento al gluteo e’ sempre un po’ presente.
Ho lavorato alla preparazione con grande attenzione da parte del mio coach Sergio Benzio con allenamenti dedicati per “non forzare” sulla parte dolorante e poi bici, tapis roulantes in salita e varie sessioni di core stability, proprioccetiva, allenamenti di gruppo sport2win capitanati sempre dal coach.
Lo start è fissato per venerdi 22 alle ore 23,00 e arrivo a Cortina il giorno precedente tanto per acclimatarmi, sbrigare le pratiche relative al ritiro pettorale con controllo materiale obbligatorio, visita all’expo con un paio di incontri per alcuni sponsor.
Il Giovedi parte la skyrace alle 17 sotto un diluvio che si protrae fino all’arrivo degli ultimi dopo 3h30’ e si spera che migliori per il giorno successivo. Non riuscirò a vedere la partenza perchè sono rimasto addormentato tanta era la stanchezza .
Le previsioni daranno sole ma abbassamento delle temperature .
Dedico il venerdi ad un assoluto relax, qualche breve passeggiata e alimentazione controllata; l’ansia da prestazione si avverte in paese dove trailers sbucano anche dai tombini tutti tappati già dal primo pomeriggio.
La cena prevede un menu perfetto da casa di riposo: riso in bianco , petto di pollo ai ferri .
La vestizione ha inizio un‘oretta prima con i consueti dubbi circa l’abbigliamento ( lungo, corto , antivento, ventina, goretex ), si fa la spunta di quello che si vuole portare, carico di acqua e ci si avvia verso le griglie di partenza gia’ affollate.
Accerchiato dai miei amici Cavrones di Finale Ligure attendo la partenza ma decido di correre da solo; ho troppe cose da dirmi e dopo un tentennante sparo dribblo e mi porto in avanti mantenendomi vicino alle transenne per un saluto a Elisabetta.
Due ali di folla accompagneranno per qualche km il plotone dei 1600 ma una volta iniziato il sentiero , un po’ di imbottigliamento e poi ci si sgrana.
Le luci di Cortina sono gia’ lontane siamo ancora bassi ma l’aria e il freddo già si fanno sentire e dopo un paio di ore una volta che l’adrenalina si e’ assestata si fa sentire anche il sonno e al ritmo dei bastoncini chiudo gli occhi e procedo in salita con la mente che inizia a girovagare.
Riesco a tenere un buon  ritmo e sobbalzo perchè mi scivola di mano un bastoncino a causa delle mani ghiacciate. Non mi sono accorto del freddo cosi intenso e con manovre da Houdini cerco di aprire la zip dello zaino ( a casa ci riuscivo!!!).
Allungo il passo e raggiungo un francese e senza fermarsi mi aiuta a prendere i guanti; percorriamo qualche chilometro insieme, si fa un po’ di elastico e poi il silenzio della montagna di notte con un cielo stellato, sono piacevolmente solo con il mio team (un neurone, due gambe, due polmoncini).
Anche idratarsi con quel freddo per me è un problema non riesco a deglutire l’acqua delle borracce , dopo il primo sorso mi si gelano le budella e riuscirò a gestire l’idratazione con del thè caldo ai vari ristori. Ma passerà anche questa notte gelida e bisogna correre per arrivare con le prime luci sotto le tre cime ma nuovamente uscito dal rifugio Auronzo il freddo mi frusta e mi costringe ad un cambio al volo e non previsto ( qualche grammo in piu’ nello zaino sono stati provvidenziali, ve li consiglio!)
Dopo una bella discesa si arriva oltre metà percorso, la base vita di Cimabanche è affollata, non ben attrezzata di panche e devo perdere una manciata di minuti per fare la coda per una minestrina, tempo ben speso anche per un cambio di abbigliamento e si riparte come “nuovi “ o quasi .
Una telefonata a Elisabetta che mi aggiorna sulla tifoseria e sull’andamento (posizione , velocita’) ed e’ sempre una bella spinta .
Il mio cruscotto interno è sul chi va la’ pronto ad accendere una spia al primo sintomo; mi devo concentrare sulla respirazione ( diaframma, dolore al basso ventre e cose del genere ) e il gluteo se ne sta al suo posto.
Intorno a me paesaggi incantati, verde anche sopra i 2000 metri, ruscelli , cascate e vegetazione mi accompagnano e sembra veramente che “la fatica non esiste” (cit. Nico Valsesia) ma la gara inizia al 72esimo per una ventina di km davvero impervi attraversando la valle Travenanzes .
Qui il problema e’ la gestione del caldo e il continuo attraversamento di corsi d’acqua con piedi a mollo e conseguente rischio di vesciche ma una volta arrivati al Col Gallina dovrebbe essere fatta.
Arrivo al pelo con le riserve di acqua al ristoro successivo e nei corsi di acqua mi bagno le giunture e la testa , sento le gambe bollire, i muscoli che spingono e spero che tengano.
Scacciare i brutti pensieri, godere di quello che ci circonda , determinati e puntare all’obiettivo ; mi ricordo che nello zaino ho messo delle coccole , qualcosa che nei momenti di crisi ti offre quello strock mentale che ti fa andare avanti e funziona !
In realtà, ci sono ancora venti km di sali e scendi e devo conservare le gambe per il discesone finale di 15 km e se finisco le gambe non voglio rischiare di camminare tutto il tempo diventerebbe una Via Crucis. Rallento il ritmo e perdo qualche posizione ; sono in compagnia di un ragazzo di Bergamo che ha un problema al ginocchio ma dopo avergli rifilato un FENS salta come un camoscio e non finisce di ringraziarmi, scaliamo l’ultima forcella insieme e non a caso utilizzo il verbo “scalare”.
Ritelefono a Elisabetta per comunicare la mia posizione e non riesco a preventivare il tempo per la discesa, le gambe rispondono e cerco di divertirmi.
Dietro di me un giapponese che mi grida  “I follow You”  e “you’re crazy” , va bene seguimi pure ma non possiamo fare un tratto a testa o devo sempre trovare io gli appoggi giusti e prendere le storte al tuo posto ?
Infinita, massacrante, impervia e non so quale altro aggettivo appioppare a questa ultima discesa; recupero diverse posizioni ma di Cortina nemmeno l’ombra e dopo l’ultimo check-in mancano ancora più di due km. Il sole e’ ormai tramontato e corro contro il tempo per non rimettere la frontale e finalmente esco dalla pineta e vedo l’asfalto e mai ho apprezzato tanto il nero bitume .
Devo ancora fare uno strappo in salita prima di percorrere la via centrale affollata di gente che urla il tuo nome, il gonfiabile è a una cinquantina di metri, cerco con gli occhi gli urlanti e scampanellanti Elisabetta e Mirko, batto al volo un paio di mani e attraverso la linea con un real time di 22h54’59” .
Dopo il ritiro del giubbotto da finisher cerco di farmi passare la nausea con una birra e poi tremante mi avvio in albergo. Anche qui per un attimo mi si spegne l’interruttore e come mi capita durante queste gare mi vedo dall’alto con la mia andatura scanzonata, mia moglie che mi accompagna, eh si ! Sono fortunato!
E’ un bel risultato, un obiettivo raggiunto con impegno, fatica e timore di non riuscire ma grazie al coach Sergio Benzio, alle sapienti manone del fisio Claudio Bazzini, alle preziose prescrizioni del Dott Massasso ne esco da finisher con le gambe e il fisico in generale che non gridano vendetta .
Un grazie speciale a NOENE che accompagna i miei piedi e non solo.
Ringrazio Gianmarco Bardini e i miei soci di runnerpillar.com, i miei amici Mirko Fioravanti e Andrea Sarra sempre presenti, la mia speciale lepre Paola Barzanti, Mauro Fontana e tutti gli amici della Podistica Torino .
Siamo orchi oltre le gambe c’è di più.



mercoledì 27 giugno 2018

Bici Bdc Montoso & Pian del Re (Cn) 26 Giugno 2018


Foto Montoso & Pian del Re 2018
Video Bici Montoso & Pian del Re 2018

Dalle note dell'OrcoZoppo
Anche questa volta il mio capitano, OrcoPinoR, mi propone un giro in bici, da lui pensato.

OrcoZoppo : Ok dimmi orcaccio.
OrcoPinoR: Roletto A/R passando da Bibiana, salita di Montoso, Bagnolo, Crissolo, pian del Re
OrcoZoppo: Bene ci troviamo ore 7.00 a Roletto
OrcoPinoR: Vedrai sarà una splendida gita

125km 2800D+

La salita di Montoso da Bibiana è a noi sconosciuta. Io ero salito, tempo fa,  da Bagnolo Piemonte(To) è già lì non perdona, ma da Bibiana lascia già il segno. E' come dice il Capitano una salita brutale che non lascia respiro per lunghi 10 km.
Per fortuna è solo la prima quindi siamo ancora belli freschi. Arrivati in cima un piccola pausa mangereccia e poi giù a picco verso Bagnolo, Zio Pian del Re ci aspetta.

Finita la dscesa un tratto di falso piano fino a Barge, e da lì si inizia a risalire per la Colletta di Barge. Dopo l'ascesa di Montoso è una salita che fa ridere. Questa ci porta verso il comune di Paesana, ed eccoci in Valle Po. Si attraversa Paesana tranquillamente per poi salire gli ultimi 20 km che mancano al Pian del Re.
Da Calcinere in poi si ritorna a salire alla grande, ma memore del consiglio di un collega, si passa dal centro del paese di Calcinere per evitare un muro di 1km. Dove si puo' si va al risparmio,  le gambe ringraziano.
Adesso si sale fino alla fine. Crissolo(Cn) arriva abbastanza in fretta.
Al Pian della Regina forse c'è ancora forza nelle gambe. Mancano ancora gli ultimi tre km per arrivare ai piedi del RE PIETRA (Monviso ndr).
Inserisco Cuore e Testa perché le gambe iniziano a essere un po' pesanti (almeno per me).
Eccoci al pian del Re, una breve pausa per attendere che il VISO si faccia vedere, ma niente è rimasto nascosto tra le nuvole.
Pazienza non si può avere tutto, poi via si ritorna a casa.
Per Fortuna è tutta discesa fino a Barge. Da qui  il capitano passa lui a fare il gregario. Io inizio ad essere un po' bollito.
In attimo si arriva a Pinerolo, per fortuna perché in pianura inizia anche far caldo. Pausa caffè allo storico Bar GALUP ma è chiuso così che optiamo per un bar vicino.
Ultime pedalate verso Roletto.
Che dire anche oggi di salite ne abbiamo macinate, ma la fatica viene sempre ripagata.
Dimenticavo...quando il Capitano chiama il Gregario risponde...