Foto Mezza Maratona a 5 Cerchi 2013
Classifica Mezza Maratona 5 cerchi 2013 21km e 10,5km
Edizione 2012
Edizione 2011
Sito Mezza Maratona a 5 Cerchi
Sito Gli Orchi Trailers ASD
Percorso sulle piste da fondo della Val Troncea, le stesse dell'Olympic Winter Games Torino 2006.
Due le gare, una mezza maratona di 21 km. e 10,5 km. La partenza avviene dal Centro Fondo di Pragelato Borgata Plan.
Dal racconto dell'OrcoGabry
Non vedevo l’ora che arrivasse il tanto desiderato momento:partecipare alla corsa podistica notturna sulla splendida pista olimpica di fondo di Pragelato per la "Mezza maratona a 5 cerchi"in Borgata Plan a Pragelato.
Premetto adoro la montagna e mi piace correre al buio....a maggior ragione se in compagnia dei miei amici orchi. Siamo un bel gruppo! Opto per il percorso ridotto 10,5 Km.Il pomeriggio promette bene, fa freddino (-8 ndr), ma non eccessivamente.
Ore 18:si parteee! Dopo 500 mt…aiuto…si sprofonda, la neve risulta molto farinosa. Che fatica …ma per fortuna e grazie agli organizzatori in seguito come per incanto il manto si presenta fresato alla perfezione.
La bellezza del paesaggio che mi circonda mi ripaga di tutta la fatica avvertita fino a quel momento e che mi accompagnerà per i prossimi 5 km, circa, tutti in salita. Assaporo il calare del sole, il cielo improvvisamente
appare più azzurro con l’imbrunire della sera, le stelle pian piano fanno capolino, appare la luna che sembra mi abbozzi un sorriso. Tutt’intorno un silenzio totale, odo solamente lo scrosciar dell’acqua che scorre lungo un torrente innevato.
Che splendore, il mio sguardo si posa spesso sul manto nevoso,che sembra cosparso di polvere di stelle, che magia, forse è passata Trilli! La mia mente è libera,dimentico lo stress e tutti i miei assilli. Quando mi accingo a tagliare il traguardo....Sorpresa! Alcuni ragazzi dell’organizzazione mi comunicano di essere la prima donna giunta all’arrivo.
Stento a crederci, sono al settimo cielo, ammetto,è stato facile, le mie avversarie sono solo due,Beatrice e Nadia. Ma non importa,ho il cuore contento e son felice! Trascorriamo una bella serata in pizzeria, rilassandoci ulteriormente.
Alla fine,le premiazioni. Che emozione!!! Applausi e festeggiamenti. Tanti premi sorteggiati …. e vinti anche dai miei amici orchi. Che dire? W gli orchi e W la montagna.
domenica 17 febbraio 2013
giovedì 14 febbraio 2013
Scialpinismo Monte Facciabella Val d'Ayas (Ao) 13 febbraio 2013
Da racconto dell'OrcoIng (envied)
quota di partenza (m): 1830
quota vetta (m): 2619
dislivello complessivo (m): 790
quota vetta (m): 2619
dislivello complessivo (m): 790
difficoltà: MS :: [scala difficolta]
esposizione preval. in discesa: Sud-Ovest
località partenza: Mandriou (Ayas, AO)
località partenza: Mandriou (Ayas, AO)
Itinerario da Antagnod- Mandriou
Rientrare in Val d’Ayas è come ritornare a casa dopo tanto
tempo. La ampia conca soleggiata da mattina a sera ti si spalanca
all’improvviso dopo 25 km
di valle. Per poterla gustare appieno devi almeno arrivare a Lignod, l’antica
porta del Comune, con il bellissimo forno nella frazione. E finalmente
pervenire a Antagnod, il centro, sede del Comune di Ayas e ricca di un
delizioso centro storico perfettamente riattato dai valligiani. Due montagne
sovrastano la conca, a destra il
Facciabella, a sinistra la Becca di Nana 3000 mt. Inutile dire quanti ricordi
di Estati trascorse a spasso per queste montagne, ma oggi transitiamo veloci
verso Mandriou , la frazione più alta e punto di partenza della gita.
Veramente la meta sarebbe stata la Becca di Nana, ma l’ora
tarda, la totale assenza di pista ed il canalone fortemente carico e posto sottovento ci fanno ritenere più saggio ripiegare verso
il Facciabella.
Forse una mezza gita data l’esiguo dislivello,ma l’ambiente
strepitoso ed il percorso su una bellissima neve meritano sicuramente la fatica
del viaggio da Torino.
La chiesetta di Mandriou a quota 1830 ci accogli con un sole meraviglioso ed
una vista impareggiabile su tutta la catena del monte Rosa.
Inforcati rapidamente
gli sci, ci si dirige velocemente
su una bella traccia fino all’Alpe Vascoccia ed alla sua Chiesetta, a
quota 2250.
Lasciamo a sinistra gli impianti della Miniera e puntiamo
diritti su per il vallone. Il freddo intenso del fondo valle si è trasformato
in una mite temperatura, tanto da
procedere in maglietta.
Ma innalzandoci su
per il vallone troviamo le prime folate di un freddo vento nordico che sul
colle si trasformano in turbinii di neve. Occorre indossare tutto
l’abbigliamento pesante di cui disponiamo.
La traversata dal Colle Vascoccia mt 2559 fino alla cima del Facciabella è
rapida e sferzata da un vento sempre più prepotente. Velocemente ci addossiamo alla cima (2619 mt) e prima di
ripartire troviamo il tempo di gustare
una incredibile vista a 360° sulla catena.
Comunque la discesa è superba giu’ diritti per i ripidi
pendii iniziali su neve abbastanza soffice e comunque scarsamente rigata.
Mandroiu è ad un tiro di schioppo e la parte finale ci regala anche la polvere data la posizione più fredda.
Siamo arrivati in circa 12 persone del nostro gruppo aperto ma la
giornata finisce solo in 9 ad Antagnod, al Petit Prince a gustare un enorme
tagliere di salumi e formaggi, tra cui un ottima fontina del locale caseificio.
lunedì 11 febbraio 2013
trekking Cesana - Lago Nero - Col Bousson (To) 10 febbraio 2013
Foto trekking Cesana-Lago Nero-Col Bousson (OrcoCamola)
Dal racconto dell'OrcoCamola
Cesana – Lago Nero – Col Bousson (“Passavano sulla terra leggeri”).
Dal racconto dell'OrcoCamola
Cesana – Lago Nero – Col Bousson (“Passavano sulla terra leggeri”).
Domenica ho proprio voglia di pestare un po’ di neve. Siamo a metà febbraio e non ho ancora fatto
una gita sulla neve ….. che non sia una corsa.
Gli Orchi fanno una bella corsa alla Mandria, io sento
qualche amico e propongo di andare al Col Bousson sopra Bousson di Cesana
Torinese. L’idea è quella di fare una
bella camminata sulla neve e di dare un’occhiata al percorso del Trail Bianco
di Cesana che si disputerà a fine mese.
Io Mario e Paolo partiamo da Rivoli alle sette e
raggiungiamo Antonio, Giovanni e Fabio al parcheggio di Bousson intorno alle 8.15. Il
termometro segna -13 e scendere dalla macchina mette alla prova la nostra “orchitudine”.
La parte di montagna che percorriamo è molto bella sia per
il manto nevoso sia per l’assenza di impianti di risalita. La zona è ideale per
chi ama camminare con e senza ciaspole e la vicina Cima Bosco è una classica
dello sci alpinismo. Che
meraviglia, ci voleva proprio. Con un
buon passo raggiungiamo il Lago Nero e poco dopo la Capanna Mautino. Il freddo è intenso, beviamo velocemente te e
caffè e ripartiamo subito per raggiungere il vicino Col Bousson.
Per il Trail Bianco (che si disputerà il 24/02), il colle,
rappresenta il giro di boa. Noi siamo saliti lungo il tratto che la gara percorrerà in discesa.
Sul colle si sprofonda e chi di noi è senza ciaspole fatica parecchio. Il
panorama sulle montagne francesi è bellissimo. Rientriamo soddisfatti. Siamo
ancora capaci di andare piano anche se in discesa, per giocare, ci lasciamo
andare a qualche corsetta.
Alcune tracce di animali sono un capolavoro per gli occhi: essenziali,
leggere, composte. Le mie sono pesanti e disordinate (… non è colpa mia se sono
un Orco)
Per fortuna la natura mi manda sempre qualche messaggio. Su
questa terra devo passare ‘leggero’.
Se non lascio troppe tracce sarà più bello per chi passerà
dopo di me. Giusto. Grazie per avermelo ricordato.
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Lago Nero,
trekking
domenica 10 febbraio 2013
SciAlpinismo Monte Viridio Valle Varaita (Cn) 6 febbraio 2013
Dal racconto dell'OrcoIng
SCIALPINISMO AL MONTE VIRIDIO ( 2498 m )
Gulliver e la Fioca Ven
Mola impazzano.
Ed allora Mercoledì 6 Febbraio gli Evergreen del gruppo di
Trekking e del Cai Torino con tanto di
Presidente decidono di andare a vedere questo famoso Viridio.
Già, nutrito gruppo di amici, probabilmente quasi tutti pensionati o nei dintorni tra
cassa integrati, mobilitati o peggio esodati alla Fornero.
La carta di identità, la crisi economica e la locomotiva tedesca ha alfine
creato un vasto gruppo di amici che insomma il Mercoledì si ritrova a spasso
con le pelli di foca nelle vallate Piemontesi.
Oggi è giorno di trasferta decisamente più lunga, ma nelle vallate Torinesi e Aostane, le scarse
precipitazioni e il vento di Foehn che
implacabile soffia da giorni hanno reso il manto nevoso alquanto limitato e
soprattutto scarsamente sciabile.; ragion per cui si decide, complice Gulliver,
di partire per la Valle
Varaita.
Si raggiunge Demonte, nella bassa valle e seguendo la strada
per il colle Faunera, teatro di grandi avventure ciclistiche, si perviene by
car a San Giacomo di Demonte, quota 1312 m .
La gita prevede il Monte Viridio a quota 2498 con un dislivello complessivo di 1186 m ed un notevole
spostamento.
Infatti a fine gita il GPS ci darà uno spostamento
complessivo di quasi 17 km .
Si segue infatti lungamente la strada per il colle per oltre
5 km ,
fino agli ampi pianori del Gias Viridio a quota 1877 m . La lunga strada, la
conversazione, le vicine elezioni con il conseguente dibattito da bar, ci fanno
impiegare circa 1,45’
h. Qui finalmente si comincia a fare sul
serio. Il Viridio è sulla nostra testa, 600 metri più sopra.
Esposizione costante Sud-Est. Gita valutata MS con pendii
perfettamente da sci, ampi ed una bella traccia ci portano direttamente sotto
il colle che divide il Viridio dal
Viriblanc.
La maggior parte di noi con Gaspare, Costanzo, Bruno
Finestre Cormo, Bruno Trekking ed altri decide di puntare al colle e in breve
per crestina si raggiunge la
cima. Altri puntano a
sinistra del Viridio su un bel pendio. Cima e gita affollata. Giornata
meravigliosa, con vista diretta sull’Argentera, monte Matto. Vediamo anche la
linea del Canale di Lourousa. Sotto di
noi precipizio su Castelmagno. Tempo impiegato nella salita 3, 15’
In discesa la prima parte è su neve un po’ pesante , talvolta crosta portante.
La seconda metà ci regala invece già la neve trasformata primaverile.
Peccato che le baite Viridio siano già li. Dopo, la lunga strada diventa invece
scorrevole e tra rotaie, neve dura raggiungiamo velocemente San Giacomo di Demonte . Bella sciata,
complessivamente 3 stelle.
mercoledì 6 febbraio 2013
Racchette in Valle Sestriere (To) 3 febbraio 2013
Foto Racchette in Valle 2013 (Christian Olivetti)
Classifica Racchette in Valle 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Sito Racchette in Valle (Turin Marathon)
Sito Gli Orchi Trailers ASD
Dal racconto dell'OrcoPolare
Ciao a tutti
intanto ne approfitto per presentarmi. Mi chiamo Christian e sono Caselettese da generazioni, pratico il Musinè (che sovrastà il paesino di Caselette-To), da quando ero bambino ma non si finisce mai di scoprirlo, ogni uscita si può rivelare una sorpresa.
Mi piace la corsa in generale anche se prediligo quella in montagna, a seguire le maratone stradali. Appartengo al gruppo degli Orsi Polari, quelli che si tuffano l'ultima domenica di gennaio nelle fredde acque del Pò. Stavo infatti pensando al nome in codice "ORCOPOLARE" cosa ne dite ??
Bene, passiamo alla ciaspolata di domenica scorsa che mi ha purtroppo lasciato un pò di amarezza !
Non sò se a qualcuno di voi è mai capitato di "sbagliare strada " durante una corsa, ebbene a me è successo domenica.
Che tristezza, soprattutto se si ragiona sul fatto che ad un punto cruciale (poco dopo il km 6 ), gli organizzatori non hanno pensato di mettere qualcuno a dare le giuste indicazioni !.
Così realizzato di aver sbagliato con un certo numero di compagni di sventura abbiamo ripercorso il tratto in senso contrario e poi imboccato finalmente il giusto sentiero. Nel frattempo i tempi ed il morale erano andati a farsi benedire !!A parte questo piccolo inconveniente e ciaspole in affitto simili a 2 canoe che impediscono qualsiasi movimento agevole, una giornata stupenda, in un contesto davvero strepitoso. Si forse un pò freddino (-10) ma per un Orco cosa volete che sia ... un saluto ... Orco Polare
CLASSIFICHE
Uomini
1 Stephane Ricard FRA 31’19”
2 Alex Baldaccini ITA 33’33”
3 Gerd Frick ITA 32’34”
Donne
1 Isabella Morlini ITA 39’14”
2 Laia Andreu Trias ESP 39’41”
3 Djamila Bengueche FRA 42’45”
Classifica Racchette in Valle 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Sito Racchette in Valle (Turin Marathon)
Sito Gli Orchi Trailers ASD
Dal racconto dell'OrcoPolare
Ciao a tutti
intanto ne approfitto per presentarmi. Mi chiamo Christian e sono Caselettese da generazioni, pratico il Musinè (che sovrastà il paesino di Caselette-To), da quando ero bambino ma non si finisce mai di scoprirlo, ogni uscita si può rivelare una sorpresa.
Mi piace la corsa in generale anche se prediligo quella in montagna, a seguire le maratone stradali. Appartengo al gruppo degli Orsi Polari, quelli che si tuffano l'ultima domenica di gennaio nelle fredde acque del Pò. Stavo infatti pensando al nome in codice "ORCOPOLARE" cosa ne dite ??
Bene, passiamo alla ciaspolata di domenica scorsa che mi ha purtroppo lasciato un pò di amarezza !
Non sò se a qualcuno di voi è mai capitato di "sbagliare strada " durante una corsa, ebbene a me è successo domenica.
Che tristezza, soprattutto se si ragiona sul fatto che ad un punto cruciale (poco dopo il km 6 ), gli organizzatori non hanno pensato di mettere qualcuno a dare le giuste indicazioni !.
Così realizzato di aver sbagliato con un certo numero di compagni di sventura abbiamo ripercorso il tratto in senso contrario e poi imboccato finalmente il giusto sentiero. Nel frattempo i tempi ed il morale erano andati a farsi benedire !!A parte questo piccolo inconveniente e ciaspole in affitto simili a 2 canoe che impediscono qualsiasi movimento agevole, una giornata stupenda, in un contesto davvero strepitoso. Si forse un pò freddino (-10) ma per un Orco cosa volete che sia ... un saluto ... Orco Polare
CLASSIFICHE
Uomini
1 Stephane Ricard FRA 31’19”
2 Alex Baldaccini ITA 33’33”
3 Gerd Frick ITA 32’34”
Donne
1 Isabella Morlini ITA 39’14”
2 Laia Andreu Trias ESP 39’41”
3 Djamila Bengueche FRA 42’45”
domenica 3 febbraio 2013
Racchette punta dell'Aquila Val Sangone 3 febbraio 2013
foto Racchette Punta dell'Aquila Val Sangone (To)
Dal racconto dell'OrcoIng
Dal racconto dell'OrcoIng
Beh, il nome di per se stesso è già altisonante.
Seggiovie Dell’Aquila
srl – Villaggio Alpe Colimbino (non Colombino) n° 1, Giaveno, Torino
-Tel 011- etc Si capisce benissimo che
esiste solo il n° 1 e poi il nulla.
Il sito ufficiale ci accompagna con Google maps e l’Omino di
Street View- Con la telecamera si vede
l’ultimo tornante giusto in prossimità dello stacco segnalato dal nostro onnipresente CAI per la Rocca Parei , la Villa
adiacente ed un tratto di strada. Poi più nulla- Anche Google si è vergognato
del nostro scempio! La famosa Alpe Colombino ,
come meglio ce la ricordiamo, è li davanti, a circa 1250 m di quota , su un brullo piazzale in
terra battuta, tra la pista del ghiaccio e la ambiziosa casetta prefabbricata della scuola
di Sci. Peccato che a corollario ci sia anche il famigerato Condominio anni 70.
Sorto ad immagine ma non somiglianza
dello Ski total delle stazioni
Francesi tipo Avoriaz o Tignes in
formato petit, riesce a condensare in una
unica realtà, una pizzeria, bar, ristorante, mini condominio ed albergo.
Pretesa invero eccessiva che infatti deve scontare la nostra megalomania degli
anni del nostro boom, senza averne avuto gli investimenti e soprattutto la
lungimiranza di insediamento sul
territorio in una valle povera che tutto aveva bisogno tranne che orrendi
insediamenti ricettivi di squallida
presenza ed ancor peggio di impianti di
risalita meccanizzati per recuperare frotte di turismo domenicale che
risalivano faticosamente la grande strada
Romana che da Ponte Pietra,
attraverso la Maddalena e Pra Fieul
adduce sull’Alte Vette.
Ma finita la ubriacatura del Boom economico e dello sci domenicale, il Condominio resta
immutato a ricordarci le nostre passate velleità e la nostra piccola Grandeur, e
pur continuando a somministrare un pessimo caffe’ a € 1,10 ,
si percepisce chiaramente che moltissimo è cambiato.
In circa 23 anni di
dismissione dei famigerati impianti, 1
seggiovia e 3 skylift, lentamente il turismo eco-sostenibile si sta riappropriando della montagna. Un
turismo quasi a km 0 che in poco
spazio-tempo ci proietta nel cuore dell’Orsiera,
giusto in faccia al Rocciavre’.
Scialpinisti, camminatori, racchettari, corridori, Orchi –trailers, giovani ed un po’ meno
giovani, anzi vecchi, donne per nulla alpiniste, diventano
per un giorno i veri attori non protagonisti della montagna. La risalita
della brutta pista che ancora ferisce il primo tratto della montagna fino al
primo skilift, è un tripudio della
democrazia alpestre, la vera democrazia
del Pedestre Umanoide, che vede risalire per l’ acclive pendio uno folto stuolo di ansanti camminatori.
Ed ecco che 6 Orchi 6, Pino R, Pino Car, Marcello, Antonio,
Praturlon ed il Mauro sottoscritto, dopo il caffè di cui sopra(sig!), decidono
di affrontare la Lotta con L’Alpe (Colombino).
Beh le intenzioni invero erano smodate ma il caldo ed il
Foehn ci rappresentano una risalita piuttosto spelacchiata. Lasciate sci, pelli e qualche ciaspola , ci
si incammina per la strada.
La giornata meravigliosa in assenza totale di vento,
incredibile, ci fa gustare la bellissima gita.
Finalmente troviamo tracce di neve verso la intermedia della
seggiovia che presto si trasforma in una pista di neve dura. Le pedule
permettono una veloce risalita, qualcuno calza le Ciaspole.
La crestina dopo l’arrivo del grande impianto è alquanto
dura e occorre prestare attenzione all’appoggio. La facilità dei passaggi non
deve far dimenticare che una scivolata
può essere fatale su questi pendii.
Comunque finalmente si arriva in cima. Vista eccelsa con tanto di fotografia
panoramica e anche piccolo studio per una prossima gita esplorativa per collegamento dalla punta fino ai Tre
denti di Cumiana, passando per il Colle Esperina.
Unica nota dolente, che in punta, il duo Praturlon- Mauro,
133 anni tot, deve aspettare lungamente
la retrostante ed ansante schiera degli Orchi!
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racchette,
Val sangone
sabato 2 febbraio 2013
Bici MTB Morenica Trail Rivoli 2 Febbraio 2013
Foto bici MTB Morenica Rivoli (to)
Dal racconto dell'OrcoPinoR
In memoria di Gian Piero Cupia mancato a soli 33 anni il 25 aprile 1970, qui un estratto del suo libro "ALPIGNANO COM'ERA" stampato post mortem.
Circa 230 mila anni fa' il clima cominciò a cambiare.
A tutta prima non parve essere nulla di catastrofico.
Il limite delle nevi persistenti scese a 1000-1200 s.l.m.: la temperatura media estiva diminuì di qualche grado; le precipitazioni annue aumentarono; gli esseri viventi dovettero avvertire il cambiamento, ma senza soffrirne troppo.
Poi il meccanismo climatico così messo in moto, parve non potersi più arrestare a causa del suo stesso procedere: le condizioni ambientali negative richiamarono altre precipitazioni che condensarono in neve finchè nevati e valanghe rovinarono tuonando nei circhi sottostanti e lungo i pendii delle montagne ad ammucchiarsi a valle e qui, continuamente alimentati si consolidarono in ghiaccio che cominciò ad avanzare.
L'avanzata durò 45 mila anni.
Era ormai la terza volta, dall'inizio di quel periodo della storia della terra che i Geologi avrebbero chiamato Pleistocene.
In cima alla nostra Valle scaldandosi fra loro vari rami, un solo fiume di ghiaccio sboccò per la stretta di Chiomonte a Susa; qui si fuse con quello che scendeva dal Cenisio e raddoppiata la mole si gettò alla conquista della pianura sottostante.
Rupi e creste dei contrafforti laterali scomparvero sotto la plumbea coltre; anche la vetta del Pirchiriano che avrebbe ospitato -molti millenni più tardi- l'Abbazia di S.Michele, ne venne coperta.
Le rocce erose, sbriciolate, striate, levigate, segnarono per sempre il cammino.
Infine, allo sbocco della vallata il ghiacciaio non più sostenuto sui lati dalle montagne, s'accascio dilagando nella pianure ed allargando la sua fronte in un amplissimo semicerchio.
Soltanto con il mutar delle condizioni ambientali, un clima più temperato provocò la lenta ritirata dei ghiacci, che tornarono ad annidarsi tra le vette ed i dirupi lasciando a segnare il limite estremo cui erano giunti, colline di detriti trasportate a valle nel millenario procedere; sabbia, ghiaia, ciottoli, massi immani.
Le morene. In qualche caso, esse crearono veri anfiteatri collinari (così detti per la loro disposizione a semicerchi), ed in tal modo nacque l'anfiteatro di Rivoli.
Ed è su questo splendido anfiteatro che oggi si svolge il nostro trip.
Ritrovo al castello di Rivoli con gli Orchi : Fiorenzo, PinoP, PinoR, Antonio, PieroNipote
A fare strada il Piero nipote dell'Orco PinoP.
La vendetta è un piatto che va consumato freddo. Così si dice, e così è stato a parere mio.
Neofiti dei single track che la collina morenica offre, sia io che l'OrcoAntonio e l'OrcoFiorenzo.
Addirittura l'OrcoFiorenzo credo che sia alla prima uscita in MTB.
Nessun problema sino al lago Pessina, ma una volta inforcati i single track, le difficoltà iniziano a palesarsi e il mezzo diventa un cavallo imbizzarrito che decide di fare ciò che gli pare.
Ripide salite su pietre viscide affioranti, ripide discese con massi disposti a piacere ... ci vincono e spesso e volentieri finiamo a terra.
L'OrcoFiorenzo con poca dimestichezza delle bici scopre l'esistenza delle marce, ma con un coraggio da leone le discese le aggredisce e le salite le vola.
Piero si prende la sua rivincita dopo il trip dell'autunno passato a cui rimando ;
Gita MTB al Collombardo
Abbiamo solo da imparare da questi ripidi e tecnici sentieri ma al fine arriviamo al Monte Cuneo (Moncuni) quasi sani e salvi.
Per la discesa Piero sceglie l'ormai famoso il sentiero delle radici, non propriamente facile e da fare a tutta velocità. Poi sempre su bei sentieri veloci chiudiamo il trip ritornando al castello.
Mi regalo una foratura che definitivamente mi farà decidere di cambiare una camera d'aria più volte riparata.
Dal racconto dell'OrcoPinoR
In memoria di Gian Piero Cupia mancato a soli 33 anni il 25 aprile 1970, qui un estratto del suo libro "ALPIGNANO COM'ERA" stampato post mortem.
Circa 230 mila anni fa' il clima cominciò a cambiare.
A tutta prima non parve essere nulla di catastrofico.
Il limite delle nevi persistenti scese a 1000-1200 s.l.m.: la temperatura media estiva diminuì di qualche grado; le precipitazioni annue aumentarono; gli esseri viventi dovettero avvertire il cambiamento, ma senza soffrirne troppo.
Poi il meccanismo climatico così messo in moto, parve non potersi più arrestare a causa del suo stesso procedere: le condizioni ambientali negative richiamarono altre precipitazioni che condensarono in neve finchè nevati e valanghe rovinarono tuonando nei circhi sottostanti e lungo i pendii delle montagne ad ammucchiarsi a valle e qui, continuamente alimentati si consolidarono in ghiaccio che cominciò ad avanzare.
L'avanzata durò 45 mila anni.
Era ormai la terza volta, dall'inizio di quel periodo della storia della terra che i Geologi avrebbero chiamato Pleistocene.
In cima alla nostra Valle scaldandosi fra loro vari rami, un solo fiume di ghiaccio sboccò per la stretta di Chiomonte a Susa; qui si fuse con quello che scendeva dal Cenisio e raddoppiata la mole si gettò alla conquista della pianura sottostante.
Rupi e creste dei contrafforti laterali scomparvero sotto la plumbea coltre; anche la vetta del Pirchiriano che avrebbe ospitato -molti millenni più tardi- l'Abbazia di S.Michele, ne venne coperta.
Le rocce erose, sbriciolate, striate, levigate, segnarono per sempre il cammino.
Infine, allo sbocco della vallata il ghiacciaio non più sostenuto sui lati dalle montagne, s'accascio dilagando nella pianure ed allargando la sua fronte in un amplissimo semicerchio.
Soltanto con il mutar delle condizioni ambientali, un clima più temperato provocò la lenta ritirata dei ghiacci, che tornarono ad annidarsi tra le vette ed i dirupi lasciando a segnare il limite estremo cui erano giunti, colline di detriti trasportate a valle nel millenario procedere; sabbia, ghiaia, ciottoli, massi immani.
Le morene. In qualche caso, esse crearono veri anfiteatri collinari (così detti per la loro disposizione a semicerchi), ed in tal modo nacque l'anfiteatro di Rivoli.
Ed è su questo splendido anfiteatro che oggi si svolge il nostro trip.
Ritrovo al castello di Rivoli con gli Orchi : Fiorenzo, PinoP, PinoR, Antonio, PieroNipote
A fare strada il Piero nipote dell'Orco PinoP.
La vendetta è un piatto che va consumato freddo. Così si dice, e così è stato a parere mio.
Neofiti dei single track che la collina morenica offre, sia io che l'OrcoAntonio e l'OrcoFiorenzo.
Addirittura l'OrcoFiorenzo credo che sia alla prima uscita in MTB.
Nessun problema sino al lago Pessina, ma una volta inforcati i single track, le difficoltà iniziano a palesarsi e il mezzo diventa un cavallo imbizzarrito che decide di fare ciò che gli pare.
Ripide salite su pietre viscide affioranti, ripide discese con massi disposti a piacere ... ci vincono e spesso e volentieri finiamo a terra.
L'OrcoFiorenzo con poca dimestichezza delle bici scopre l'esistenza delle marce, ma con un coraggio da leone le discese le aggredisce e le salite le vola.
Piero si prende la sua rivincita dopo il trip dell'autunno passato a cui rimando ;
Gita MTB al Collombardo
Abbiamo solo da imparare da questi ripidi e tecnici sentieri ma al fine arriviamo al Monte Cuneo (Moncuni) quasi sani e salvi.
Per la discesa Piero sceglie l'ormai famoso il sentiero delle radici, non propriamente facile e da fare a tutta velocità. Poi sempre su bei sentieri veloci chiudiamo il trip ritornando al castello.
Mi regalo una foratura che definitivamente mi farà decidere di cambiare una camera d'aria più volte riparata.
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