domenica 27 marzo 2022

Bici Mtb Alpe Soglia - Corio(To) 25 Marzo 2022

 

 Dalle note dell'OrcoPinor
 
Venerdi mattino libero da impegni, accetto l'invito di Juri che propone la salita all'Alpe Soglia (To)  1723 slm, appena sotto la cima del Monte Soglio.
Ma come faccio a rinunciare?.
A chi ha partecipato al Trail del Monte Soglio non si può fare una richiesta del genere. Accetto di buon grado. Mai stato in bici all'Alpe Soglia.
Poi guardo la distanza 100km, il dislivello  2200D+, il mezzo con cui andare la Mtb e ci ripenso. Con le ruote da 29'' non mi passa più e non riuscirei a stare al passo dei soci propostomi al seguito. 
Il trasferimento di 42km tra sterrati ed asfalto mi fa rabbrividire, cosi che decido di mettere sotto la mia MTB le ruote da gravel 700x40 Gr1 Comp della Bontrager. Veloci, scorrevoli e grip quanto basta per affrontare l'arcigna e scassata salita, con punte al 23-24% che da Pian Audi porta all'Alpe Soglia.
La discesa si rivelerà veloce e tenera per le mie spalle ed i miei  avambracci grazie all'ammortizzazione della Mtb.

I  numeri:
- Partenza Alpignano ore 8.00
- La Cassa, Monasterolo e Tagliafuoco per Lanzo
- Lanzo, Corio, Pian Audi
- Alpe Soglia ore 12.00
Per un Totale di 101km e 2200D+


 


giovedì 24 marzo 2022

Tifo alla Classica Milano-->Torino 16 Marzo 2022

 

Dalle note dell'OrcoPino

St'anno la Milano-->Torino classica d'autunno è stata anticipata a fine inverno, quasi una classica del nord. Una delle più vecchie classiche del mondo, la prima edizione del 1876.
Niente passaggio a Superga (a Maggio è previsto doppio passaggio alla Basilica per il Giro 2022) ed arrivo a Rivoli(To) vicino casa.
Un peccato non andare a vedere il passaggio della carovana.

Ci piazziamo al Truc di Miola, unico strappo fetente del Torinese. 
Arriviamo puntuali al passaggio e spingono come dannati. I tre in fuga stanno per essere ripresi ed il Gruppo li ha ormai afferrati. 
Muscoli, ossa, respiri, cambi meccanici che stridono; vederli dal vivo è tutt'altra cosa. L'eccitazione assale gli astanti ed urliamo come anime in pena.
Davanti a me si para Peter Sagan, con la maglia della sua nuova squadra Total Energie. Quasi mi fa un sorrisetto beffardo quel mattacchione del Peto.
Passano come fulmini ed all'arrivo di Rivoli  quel diavolo di un Cavendish li mette tutti i riga.
Bel pomeriggio con tanti appassionati delle due ruote.







lunedì 27 dicembre 2021

mercoledì 15 dicembre 2021

Running - Un Diecimila Insieme - Rivoli Pista Natta(To)


Dal racconto dell'OrcoCamola

Sabato 11 dicembre 2021 si è svolta, presso la pista di atletica dell'Istituto Natta di Rivoli, "Un diecimila Insieme" 
una Staffetta sulla distanza di 10.000 mt,  dove hanno partecipato 9 squadre composte ognuna da 5 frazionisti.
La stessa corsa si è svolta in contemporanea a Genova e Milano con lo scopo di raccogliere fondi per L'AIRC. 
Tra le staffette presenti anche quella degli Orchi Trailers composta da Orco730, OrcoBee, OrcoCiccillo, OrcoDaddy e OrcoCamola. Nome in codice per l'occasione: GliOrchInPista
Compito di ogni frazionista percorrere 5 giri di pista per un totale di 2 km.  
A causa della recente nevicata la pista si presenta per un 50% ghiacciata e nonostante la bella giornata di sole, la sensazione è quella che possa diventare praticabile solo verso mezzogiorno.
Si discute quindi sul da farsi; qualcuno non è molto convinto, altri propongono di tardare la partenza, altri ancora di rimandare la corsa.
Alla fine, visto le finalità della manifestazione si decide di correre con una soluzione molto semplice: dove c'è ghiaccio si esce dal tartan e si corre sul campo innevato.
 


Con un po' di fantasia gli organizzatori tracciano un anello di circa 370 metri che possa prima di tutto garantire la sicurezza degli atleti.
Gli specialisti della pista non sono felicissimi ma nessuno rinuncia a correre. A quanto pare le finalità della manifestazione sono più importanti del gesto atletico.
Per quanto riguarda GliOrchInPista nessun problema, anzi, siamo più a nostro agio nella fangazza che sul tartan. 
Si parte. La nostra prima frazionista è Orc730. Ovviamente, nonostante si tratti di una manifestazione non competitiva, si va tutti a manetta spinti da un tifo a bordo pista bello potente.
Il percorso è faticoso; ci sono 2 curve a 90 gradi: la prima sulla neve, la seconda nel passaggio tra la neve e il tartan; ogni volta bisogna rallentare per poi rilanciare.

Alcuni atleti sono veramente forti e viaggiano ad una media di poco superiore ai 3 min al km.
Devo dire che noi Orchi ci difendiamo bene e, nonostante la nostra indole di capre di montagna chiudiamo i 10 km (9250 m) ad una media dei 4 min al km in 6 posizione.
Siamo stupiti di noi stessi e felici di aver partecipato nonostante i dubbi dei giorni precedenti.
Grazie a gli Amici dell'Atletica Rivoli per averci invitato e per aver organizzato l'evento, e grazie ai componenti degli GliOrchInPista per aver partecipato a qualcosa di insolito.
Chiudiamo la mattinata con un meritato aperitivo.
W gli Orchi
W l'Atletica Rivoli





domenica 14 novembre 2021

34° Turin Marathon 14 Novembre 2021

 

Classifica Turin Marathon 2021

Edizione 2018
Edizione 2017
Edizione 2016
Edizione 2015
Edizione 2014
Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Edizione 2010

Dalle note dell'OrcoPinoR

Dopo tre lunghi anni, eccola la Maratona di Torino. Si riparte dopo un'edizione annullata per nubifragio (2019) ed una non andata neanche in onda(2020) causa Pandemia da Covid-19.
Che bello ritornare a correre nel salotto buono della città e gustarsi gli ultimi chilometri in pieno centro. Il drittone di via Roma con arrivo in piazza Castello, impagabile.
Sbagliato. Causa, penso, le ATP Finals di Tennis che hanno come location Torino, la partenza ed arrivo della 34° edizione della Maratona di Torino viene relegata al Valentino, lungo il fiume Po.
Alla mia decima Maratona (tutte a Torino, quasi da maniaco), ho visto cambiare il percorso drasticamente per ben quattro volte. Quest'anno O' famo strano per copiare il titolo di un vecchio film Trash di Carlo Verdone.
Il percorso anche questo è cambiato, l'organizzazione lo da come più veloce, ed a sensazione sembrerebbe di si. Facendo però il confronto con il 2018 risulta che la perdita di dislivello, secondo il calcolo STRAVA, risulta di 23m. Dislivello Turin Marathon 2018 123m D+. Dislivello Turin Marathon 2021 103m D+. Quindi una differenza inesistente praticamente. 
A favore del nuovo percorso si pone il tracciato che dalla Reggia di Stupinigi si inoltra nel Parco omonimo, con svolta al 21km all' IRCC (Istituto Ricerca Cancro Candiolo) sempre emozionante.
Un applauso all'organizzazione che per ogni pettorale ha devoluto 5 euro all'IRCC.
Come dicevo, il tratto del Parco di Stupinigi di circa 10km tra andata e ritorno, fa incrociare i runners più veloci ed i più lenti. Ad alcuni può sembrare un visione demotivante, a me personalmente piace vedere incrociare i campioni che viaggiano ai 3min al chilometro. Degutibus non disputandum est.
Location di ritiro e deposito borse presso la storica palestra di scherma di Villa Glicini al Valentino, a mio parere da rivedere. Il mattino un caos indicibile. Tutto troppo stretto.
Partenza ed arrivo ottima, localizzata sul lato posteriore del Castello del Valentino, spazio per tutto e tutti.
Pacco gara da manifestazione patronale non competitiva, ma presumo che eravamo in molti iscritti del 2019 e che hanno spostato l'iscrizione nel 2020. E poi la devoluzione dei 5euro per pettorale all'IRCC fa perdonare tutto.


Cinque gli Orchi alla Maratona; OrcoRolfy, OrcoSmaug, OrcoKambu, OrcoMegaflex e OrcoPinoR. OrcoCamola alla Mezza Maratona.
Tutti chiudono il loro obiettivo. Da segnalare i tempi di OrcoMegaflex 2h54min 6 di categoria SM50 e 3h39min di OrcoSmaug 4 di categoria SF.
Speriamo che il prossimo anno la Maratona di Torino vada in onda, Da annunci giornalistici (Sabato 13 Nov 2021 su LA STAMPA) ci sarà una unione di forze tra gli attuali organizzatori della Maratona "Team Marathon"  e gli organizzatori di "Una Corsa da Re" Base-Running. Unendo le forze e lavorando in sinergia, credo e spero ne verrà fuori un evento degno della citta Sabauda, prima capitale d'Italia  





domenica 17 ottobre 2021

1° Trail del Musinè (Caselette) 17 Ottobre 2021

 


                                            

Niente, neppure una pandemia ha potuto fermare la corsa al Musinè, anche la 36° edizione è andata in onda, fortemente voluta dal Comune di Caselette, Il team Valsusa Running e  Gli Orchi Trailers in sordina ma c'eravamo anche noi.
Quest'anno si aggiunge alle 2 classiche Up & Upa&Down anche il Trail del Musinè alla sua prima edizione con 16km e 900 D+. 
120 atleti partenti sulle 3 gare.


TRAIL del Musinè
50 Atleti in pettorale Giallo
Alla sua prima edizione. Un percorso da vero Trail running con 16km e 900D+. I primi 10km da correre a perdifiato con circa 300D+, poi il muro del Musinè arcigno e beffardo. Discesa, la stessa della classica Up&Down, tecnicissima. 
Si aggiudica il primo Trail del Musinè Borgesa Daniel con 1h 25'

Corsa al Musine Classica UP&Down
25 Atleti in pettorale verde.
Si aggiudica la classicissima Gianluca Ghiano con 45'07'' e per le ragazze Gilardi Nora in 1h 07'55''.


Corsa al Musinè UP
36 Atleti in pettorale bianco
Si aggiudica la sola salita Manfredi Eric in 30'16'' per le ragazze Veronesi Ilari 35'41''

Gli Orchi volontari alla 36° edizione 
La manifestazione si è svolta nel migliore dei modi 
Complimenti a chi ha gareggiato!  
Grazie a tutti gli Orchi-volontari che si sono prodigati   
- nella stesura del piano sicurezza della manifestazione
- nel trasporto dell'acqua in cima 
- nel rilevamento dei tempi 
- nel presidiare il percorso
- nel fare le foto a gli atleti in gara
- allestire mostra fotografica






martedì 12 ottobre 2021

Bici Mtb Alta via del Sale (Italia-Francia) 9-10 Ottobre 2021

 

Dal racconto dell'OgreDoctor

La tradizione vuole che ad ottobre si debba organizzare un giro da ricordare. 
L’anno scorso era stata la volta del mitico Selvaggio Blu. Quest’anno optiamo, invece, per l’Alta Via del Sale.
Il sale, un elemento che oggi ci può sembrare addirittura banale, che nell’antichità è stato invece prezioso, al punto di essere considerato per secoli una merce di scambio per eccellenza. Per il sale sono state combattute addirittura sanguinose guerre; alcune zone alpine del basso cuneese, per difendere antichi privilegi legati all’esenzione dal pagamento di questa imposta hanno combattuto una guerra durata decenni e conclusa con migliaia di morti, incendi dei villaggi, deportazione delle famiglie che si erano ribellate al potere.
Non deve meravigliare quindi che alcune strade che collegano la pianura con il mare, fonte naturale di questo prezioso elemento, siano ricordate ancora oggi con questo nome.
L’organizzazione del giro fin dall’inizio è stata travagliata. Il percorso che si voleva inizialmente fare, era quello classico dalle alpi al mare, attraverso la via Pigna, con partenza a Limone e arrivo a Ventimiglia. Dopo l’alluvione dello scorso inverno, la geografia di alcuni di questi luoghi è cambiata radicalmente e molte vie di comunicazione appaiono ora come un cumulo di macerie. La valle del Roya, lungo la direttrice che sale al Tunnel del Tenda è un susseguirsi di cantieri per il rifacimento della strada, completamente sbranata dalla furia delle acque. Arrivare a Ventimiglia sarebbe stato possibile, ma assai complicato tornare a riprendere le auto in quel di Limone. 
Il meteo era un'altra fonte di dubbio alla vigilia. Probabilmente un giro in mountain-bike che tocca quote al di sopra dei 2000 metri doveva essere fatto in un periodo di calendario più favorevole; ottobre in effetti è sempre un rischio, ma mettere d’accordo tutti non è cosa facile e quindi si è arrivati all’unico weekend disponibile, quello del 9-10 ottobre.
Alla fine rimaniamo in quattro, stoici ed eroici compagni di avventura. L’alternativa scelta sarà quelle della Ciclovia del Mediterraneo, un giro sempre di tutto rispetto di 95 km e quasi 3000 metri di dislivello positivo che percorre tutto il primo pezzo della via Pigna, fino alle Basse di Sanson per poi tornare indietro, passando da La Brigue (Briga Marittima) e risalendo al Colle di Tenda.
Per dormire, dopo affannosa ricerca, troviamo posto al Rifugio La Terza, un vero gioiellino, che si raggiunge percorrendo la variante del Redentore, direi quasi una tappa obbligata prima di arrivare al Passo Tanarello, visto che si tratta, alla fine, di soli 3 km e circa 150 metri di dislivello.
Ma veniamo al primo giorno. Allo Chalet delle Marmotte da cui inizia l’Alta Via del Sale, ci coglie un po’ di smarrimento e dentro di noi accarezziamo l’idea che forse sarebbe stato meglio stare a casa! Vento gelido, non superiamo i 5 gradi e nebbia che non consente di vedere a 20 metri di distanza e ci priva di un bel pezzo di panorama.
Ma ormai siamo in ballo e dobbiamo andare avanti. Passiamo il famoso tornante della Boaria, arriviamo al Colle dei Signori, nei pressi del Rifugio Don Barbera e giungiamo al Passo di Framargal quota 2218 metri. Abbiamo percorso 20 km al freddo e nella nebbia, ma finalmente qualcosa sta cambiando, il cielo si sta aprendo, la nebbia si dirada e cominciamo a intravedere lo scenario per il quale siamo venuti fino a qui.
Dopo il passo e la foto di rito entriamo nel bosco delle Navette; un pallido sole filtra fra il fitto bosco e ci scalda le membra intirizzite dal freddo, accumulato nei chilometri percorsi fino a quel momento. Dal passo della Porta arriviamo alla Margaria di Loxe dove inizia un tratto in salita con diversi tornanti, su sterrato perfetto, che conduce al Passo Tanarello. In prossimità dell’ultimo tornante, imbocchiamo una deviazione che porta al Monte Saccarello e alla famosa statua del Redentore (2164 metri). Da queste cime, per quanto modeste si gode un panorama a 360 gradi, verso la Francia (La Brigue), dove scenderemo il giorno seguente e verso la Liguria (Monesi di Tiora, Realdo).
Siamo ormai giunti alla fine delle nostre fatiche. Scendiamo al Rifugio La Terza e smessi i panni da ciclista, fatta una doccia calda, e una breve pennica, ci gustiamo la nostra sontuosa cena (fagottini al sugo, cinghiale con polenta taragna o patate fritte e dolce, il tutto condito con dell’ottima birra).
Non resta che dormire per raccogliere le forze per il giorno dopo, dove ci aspetta un viaggio sicuramenrte più lungo e faticoso per riconquistare il Tenda e la nostra macchina.
Dopo il freddo patito durante la giornata, riposare al caldo sotto un piumone imbottito, non pare nemmeno vero. Marcello, miracolosamente non russa e la chiacchera lentamente lascia il posto al sonno ristoratore.
Arrivano le 7.30 ed è ora di prepararsi e di annusare che aria tira fuori. 
La giornata si annuncia in tutto il suo splendore. Cielo terso (un sospetto lo avevo avuto alla sera prima alzando gli occhi verso un cielo trapuntato di stelle), nemmeno una nuvola. Rapida capatina per qualche foto e per gustarsi l’alba dalla Cima Vallette della Punta (2093 metri), giusto in tempo per vedere una piccola mandria di caprioli scappare verso valle, intimoriti dalle persone e dagli spari dei cacciatori.
Colazione, sistemazione delle borse sulla bici e si parte. La prima salita è veramente spacca gambe e considerato quanto ci aspetta decidiamo di andare a spinta per riguadagnare il dislivello che si separa dal Redentore. 
Finalmente si rimonta in sella, discesa rapida e poi breve risalita al Passo Tanarello, dove inizia la lunghissima discesa che dai 2040 metri del Passo ci porta fino ai 700 metri scarsi di La Brigue, passando per la bella cappella di Notre Dame des Fontaines.
Dopo la Brigue continuiamo a scendere fino ad un bivio sulla destra che ci segnala il Colle di Tenda. Inconsapevolmente sbagliamo il percorso, perché la direzione prevista per Casterino e le Basse di Prefique era dalla parte opposta. 
Scopriremo alla fine della faticosa risalita, che il giro da noi fatto era comunque l’unico percorribile perché l’altro, quello originariamente pensato era interrotto. 
La risalita al colle di Tenda cuba 15 km e 1500 d+. Arrivati al Tunnel deviamo ancora sulla sinistra per la vecchia strada militare che con innumerevoli tornanti si inerpica per la montagna fino a raggiungere il colle e il suo forte che domina la valle del Roya.
Sporgendoci dall’altro lato del colle per capire quanto ci resta ancora da soffrire, intravediamo con stupore lo Chalet delle Marmotte a poche ruote di MTB e realizziamo, non senza meraviglia, di essere ormai giunti alla fine del nostro viaggio.
Ricompattato il gruppo, percorriamo allegramente gli ultimi metri che ci separano dal parcheggio e dalla nostra meritata merenda.
È stato un magnifico viaggio, attraverso posti meravigliosi. Spezzare il giro in due giorni oltre a renderlo più umano, consente di godere a pieno della compagnia e dell’amicizia.
Ad anni da oggi quello che ricorderemo non sarà la metà raggiunta o la prestazione, ma il viaggio fatto per arrivarci, la miriade di stupidaggini dette e le risate che lo hanno accompagnato.
È un orco un po’ spelacchiato quello che vedo allo specchio, ma pur sempre un orco rimane e vende ancora cara la sua Pelle!