martedì 16 giugno 2015

Licony Trail Morgex(Ao) 14 Giugno 2015

Classifica Licony Trail 2015

Edizione 2014

Dal racconto dell'OrcoDrago alla 25km

Premetto, cari amici orchi, ho un debole per la Valle d'Aosta....e quindi tutte le volte che i miei occhi si posano sul volantino avente come titolo TOUR TRAIL VALLE D'AOSTA....non riesco a resistere.
La tentazione è più forte di me e prende sempre il sopravvento.
L'anno scorso mi ero cimentata con il Monte Rosa Walser Trail e il Mont Avic Trail, belle esperienze ed  inutile sottolineare la bellezza e l'incanto di questi posti, e per di più sempre lo scorso anno ho avuto la fantastica idea di prendere parte ad una gara amica di questo tour ovvero al trek della Valgrisenche (Rifugio degli Angeli, Lago San Grato...insomma 36 km di estasi allo stato puro).
Pertanto quest'anno, già qualche mese fa, ho deciso di non perdermi la prima prova del Tour Trail della Valle d'Aosta : il LICONY TRAIL 25 Km 1650 mt di dislivello che si è svolto a Morgex.
La pioggia battente non ha rovinato la festa, e anzi sembra si sia  raggiunto un numero record di iscritti (intorno ai 700 complessivamente). Unica variazione,causa maltempo, niente salita a La Veulotta (Villottaz), e quindi niente facile «arrampicata» sulle corde fisse, (sarà per la prossima sigh, sigh), ascesa nei boschi, attraversamenti di  torrenti, cascate, prati colmi di fiori variopinti, paesaggi tipicamente montani, conifere,profumi, passaggi nei villaggi di Licony, agglomerati di baite, conservate e curate benissimo e Planaval. Poi, Challancin, La Salle e arrivo a Morgex.

Tanta partecipazione, tutto è filato liscio grazie all'impegno di 200 volontari che si sono prodigati in tutto e per tutto. Bello il percorso. Salita non ripidissima, oserei direi con un dislivello abbastanza graduale e discesa corribile. La discesa sarebbe stato apprezzata molto da OrcoRoccia. Che dire spero di condividere con voi amici qualche trail valdostano, io parteciperò quasi sicuramente al trail della Becca di Viou il 19 Luglio, nuovamente al Monte Rosa Walser Trail il 1°Agosto, e al Granta Parey Tor il 30 Agosto, chissà magari ci si incontra.
W gli orchi e W la montagna.... sempre, anche se bagnata!!


domenica 14 giugno 2015

SkyRace autogestita Gli Orchi nel Vento - Fraz. Adret S.Giorio di Susa(To) 13 Giugno 2015

Foto SkyRace autogestita Colle del Vento

Dal racconto dell'OgreDctor
Mutiamo tutti, da un giorno all'altro, per lente e inconsapevoli evoluzioni, vinti da quella legge ineluttabile del tempo che oggi finisce di cancellare ciò che ieri aveva scritto nelle misteriose tavole del cuore umano. (Grazia Deledda - Premio Nobel per la letteratura nel 1926).



I dati grezzi:
quota di partenza (m):1143 (Adret o Adrit)
quota massima (m):2225 (Colle del Vento)
dislivello +              : 1300
lunghezza (km)      : 17
tipo itinerario        :  (sentiero - difficoltà E)
località partenza   : Parcheggio ad Adret



Piove, non piove, diluvia non diluvia...dai che magari una finestra almeno sabato mattina...ma che giramento di cabasisi!
Nimbus (antica divinità del Pantheon degli Orchi) alla fine sentenzia "Cielo: in parte soleggiato al mattino tra addensamenti e nuvolosità variabile, con cieli più nuvolosi tra Biellese, Lys, Sesia e Verbano; in giornata qualche spazio di sole tra nubi temporalesche in accentuazione e momenti più nuvolosi. Precipitazioni: nelle notte tra venerdì e sabato forti rovesci e temporali tra valli saluzzesi, torinesi, valdostane (specie settori orientali), del Biellese, Sesia e Ossola e in parte su pianure tra Pinerolese, ovest Torinese, Canavese, Biellese, Sesia, Verbano, alto Novarese, con locali nubifragi e grandine; altri temporali intensi con pioggia abbondante su Scrivia e Tortonese. Al mattino pausa in gran parte asciutta ….".

E’ quanto basta per dare la svolta ad un fine settimana nel quale si era appalesato lo spettro funesto dell’IKEA, la versione adulta dei Lego Technic!

Dove andare dunque! Mumble…Mumble….Aprendo un cassetto della memoria, quella ovviamente a lungo termine, tipica di noi “anziani” mi sovviene un ricordo di una gita di 15 anni orsono, stile CAI, quando uno scarpone da solo pesava quanto tutta l’attrezzatura con cui scorrazzo oggi per le montagne: il colle del Vento.
Perché no?! Mettiamoci un po’ di km, una spruzzatina di creste e un dislivello digeribile in una mattinata incerta ed ecco che dalla fedele Fraternali spunta fuori un magnifico anello di 17 km e 1300 metri di dislivello: la SkyRace "Gli Orchi nel Vento"!
Adret, Gravio, Alpe Mustione, Lago Rosso, Colle del Vento, Monte Muretto, Colle Salancetta, Monte Salancia, Piano dell’Orso, Alpe Fumavecchia, Certosa di Monte Benedetto e nuovamente Adret!

Vidit Ferrer!

6.30 solito posto…cosa non si fa per la pace familiare! Ma poi alla fine che si dica torno alle 12.00 o torno alle 13.00, la risposta è sempre la medesima “è questa l’ora di…”, qualcosa anche qui è cambiata, solo che non è più la mamma a pronunciare questa frase!
La nostra casereccia SkyRace, amici Orchi è stata bellissima, è valsa la levataccia, ormai una costante dei nostri sabati; una gioia per gli occhi, una pace per il cuore.
In questo mondo in perpetuo mutamento in cui “La vita passa e noi la lasciamo passare come l'acqua del fiume, e solo quando manca ci accorgiamo che manca”, solo la Montagna sembra non cambiare mai o soggiace a leggi temporali diverse e più lente di noi comuni mortali.
Tutto è come l'avevo scolpito nella memoria: il colle del Vento, che forse proprio per il fatto di essere lì a separare due versanti, ha due facce diverse: una verde che declivia dolcemente verso l’Alpe di Giaveno, l’altra severa impervia, modellata dall’impeto dell’acqua che ora più che mai, gonfiata dal disgelo e dalle piogge attraversa la valle del Gravio confluendo e gonfiando l’omonimo torrente; da una parte le creste dei Picchi del Pagliaio, dall’altra la cresta che cavalchiamo come novelli Connor MacLeod nel film Highlander e che ci apre davanti il grandioso spettacolo della natura. Il “Roccia” con quel pennacchio di neve fresca sembra quasi il Cervino!
Fedeli al nostro continuo mutare, arrivati ad Adret, smettiamo i panni dei mitici corridori tarahumara o di una loro sbiadita versione e torniamo alla civiltà, nei tempi previsti, concedendoci anche una birretta (non guasta mai).
Nel cassetto della memoria dove vado a riporre la versione aggiornata di questa gita, con un me stesso di 15 anni più vecchio, ci infilo anche l’immagine di alcuni quadrupedi striati con a seguito una mamma un po’ più in carne: raramente mi è capitato di imbattermi in un gruppo di piccoli cinghiali, così da vicino e in pieno giorno.

Di cristiani nemmeno l’ombra!
W Gli Orchi, W la Montagna

giovedì 11 giugno 2015

Raid Monte Robinet 2670 slm Val Sangone Coazze(To) 11 Giugno 2015

Foto Raid Monte Robinet 2015
Sito Rifugio Balma

Dal racconto dell' OrcoPinoR
Distanza              : 18km circa A/R
Quota partenza   : 1000slm Borgata Molè
Quota arrivo       : 2670slm Monte Robinet
Dislivello+           : 1700 circa
Traccia sentiero  : Ottima
Difficoltà             :  Escursionistico
Fondi                   : pietroso, poco corribile


Un Raid mattutino prima dell'arrivo dell'ennesima perturbazione atlantica che si appresta a rovinare il fine settimana degli appassionati di outdoor.

Il luogo scelto l'alta Val Sangone, l'obiettivo il Monte Robinet 2670 Slm, alla testata della Val Sangone ed all'inizio dello spartiacque tra la Val Chisone e la Val di Susa.
In cima al monte agli inizi del 1900 è stata costruita la cappella-santuario della Madonna degli Angeli. Luogo di culto per le popolazioni locali.

In tre Gli Orchi oggi liberi dal lavoro quotidiano; OrcoZoppo, OrcoBee e OrcoPinoR. Un Raid da svolgere in mattinata poichè il meteo ci regala questa piccola finestra di bel tempo.
Lasciamo le macchine al parcheggio del bivio della borgata Molè, antistante il santuario di Nostra Signora di Lourdes nella frazione Forno di Coazze(To) in Val Sangone.

Il sentiero che parte dalla borgata entra subito nel selvaggio Parco Orsiera Rocciavrè. Tra boschi di faggi, torrenti e rocce il tracciato ci porta in cinque chilometri al Rifugio della Balma a 1980 slm.
Oggi al Rifugio ci sono i preparativi per l'apertura stagionale. Un elicottero ha fatto ben dodici viaggi per portare i viveri occorrenti per tutta la stagione estiva. Nei viveri almeno 100 bottiglioni di vino che renderanno allegre le comitive dei turisti. Contiamo almeno una decina di volontari che stanno preparando l'apertura per il prossimo 13-14 Giugno 2015.

Passiamo veloci dal rifugio promettendoci di fermarci al ritorno dalla cima del Robinet per consumare i nostri panini autoctoni.
Usciti dal rifugio le prime mete sono il lago Sottano e Soprano che ci lasciamo sulla destra a quota 2100 slm.
A quota 2300 slm ecco i sensori nivologici. Ancora un piccolo pianoro ed un'erta salita ci pemette di arrivare alla Fontana del Diavolo o Funtana del Lou.  Eccoci nel vallone a 2500 slm prima della salita finale per il colletto del Robinet.
Dal Colletto del Robinet a 2600 slm, per alcune roccette arriviamo al cappella della Madonna degli Angeli.
Tre operai stanno ripristinando il sistema fotovoltaico che alimenta il piccolo rifugio dotato di alcuni posti letto, in brande, ed un piccolo cucinino.
La nebbia veloce ci avvolge tutti, e dopo alcune foto di rito fuggiamo per il meritato panino che consumeremo al Rifugio Balma.
La pioggia ci fa arrivare bagnati al rifugio dove all'interno i volontari che lo gestiscono  hanno già imbandito le tavolate per il pranzo.
Plateau di formaggi locali, bottiglioni di vino rosso ed una pasta al forno casereccia allieteranno il loro meritato pasto.
Fuori dal rifugio piove. Il nostro panino, le tre birre fornite dal rifugio e l'atmosfera amichevole rifocillano anche noi.
Il ritorno al parcheggio della Borgata Molè ci farà tribolare un po per via delle pietre viscide che vorrebbero mettere a repentaglio il nostro apparato osteoarticolare.

domenica 7 giugno 2015

Mini Urban Trail Fun&Run Alpignano(To) 7 Giugno 2015

Foto Fun&Run Alpignano 2015
Classifica Fun&Run Alpignano 2015
Sito Fun&Run

Edizione 2014

Dal racconto dell'OrcoPinoR
Venti gli Orchi alla quinta prova valida per il Trofeo Orco dell'anno Strada.
L'anticiclone SCIPIONE L'AFRICANO imperversa sul nostro stivale, ma qui nell'estremo Nord-Ovest italico, un bel nubifragio notturno dovrebbe aver rinfrescato un po l'aria. Dovrebbe ... ma non l'ha fatto. Una caldazza tropicale opprime i runners che si apprestano a correre questa corsa non competitiva per le vie antiche di Alpignano ed i boschettti che ne delimitano il territorio comunale.

Due i percorsi non competitivi, la 6km e la 11km chiamata quest'anno Mini Urban Trail.
Seicento gli iscritti tutti forniti di chip MySdam.
Il percorso si sviluppa prima nel centro storico di Alpignano. La salita al collegio Marino meglio conosciuta come Villa Govean. Seguono le “Colline Maledette” e successivamente il bosco del Ghiaro.
Si rientra dal Belvedere per poi terminare nel bellissimo Parco del Castello Provana e chiudere il tracciato al Parco della Pace limitrofo al cimitero.

Simbolo della manifestazione la Lampadina, ricordi del passato Alpignanese.
E' infatti ad Alpignano che Alessandro Cruto.  nel 1886 impiantò la prima fabbrica di produzione di lampadine elettriche. Nel 1927 l'industria venne rilevata dalla Philips dove tanti Alpignanesi hanno lavorato fino alla chiusura definitiva del 2006.

La manifestazione che deriva dalla vecchia AnnunzFest da due anni a questa parte si chiama FUN&RUN. E' stata migliorata con  l'apporto di nuove idee ed il rinnovato appoggio del comune di Alpignano.


sabato 6 giugno 2015

Raid Monte Chaberton 3130 slm (Francia) 6 Giugno 2015

Foto Raid Monte Chaberton 2015

Dal racconto dell'OgreDoctor
I dati grezzi:

quota di partenza (m): 1750 (Claviere)
quota vetta (m): 3130 (Cima M.te Chaberton)
dislivello complessivo (m): 1380
tipo itinerario:  (sentiero - difficoltà E)
località partenza: Parcheggio dopo la vecchia dogana
La giornata si preannuncia calda e soleggiata e ovviamente, anche se è passata solo una settimana dal Passatore e le gambe suggerirebbero di riposare ancora un po', decidiamo di buttare un occhio su quello che, per molti orchi, sarà il prossimo cimento: il Trofeo Monte Chaberton.
Partenza fissata all'alba, per rientrare nelle mura domestiche ad orari normali: 5 orchi (OrcoCicillo, OrcoGiova, Orco730, OrcoGreg e OrcoMazzinga) oltre al sottoscritto, si danno appuntamento al solito posto alle ore 6.30. Alle ore 8.00, dopo una rapida colazione, siamo già in marcia. La temperatura è alta, l'umidità elevata, l'andatura quasi da gara. 
Il sentiero è tutto segnato con bollini in vernice fucsia che ricalcano il percorso della vecchia skyrace, ma sono pensati per il senso di marcia inverso (questo tratto, infatti, verrà percorso in discesa verso Claviere) e in alcuni punti sono difficili da scorgere. Nessun problema, ormai, è una gita che possiamo percorrere ad occhi chiusi. 
Il colle arriva in un lampo (ma quanto andiamo!) e subito affrontiamo la salita finale "dritto per dritto", come in gara. La salita fa male e i quadricipiti mi presentano il conto, ma in 1.50 siamo tutti in vetta, comprese le pause! In cima l'area è frizzantina, si sta da favola. Godiamo di un magnifico 360 su questa cima isolata. 
Purtroppo dobbiamo tornare ed esaurite le foto di rito, ci buttiamo in discesa. E' la parte che mi piace di più. Inevitabile ripensare alla mia prima gara di skyrunning: la K22 del 2010, l'ultima edizione del corsa storica dello Chaberton. Su questo pendio, affrontato per la via seguita in salita, sul pietrisco fine, sembra di sciare e in un attimo siamo di nuovo al colle e in poco meno di 50' alle macchine.
In 2 ore e 28 minuti effettivi siamo andati e tornati senza faticare troppo!
Come siamo cambiati nello spazio di pochi anni...guardando il sito e il blog rimango letteralmente ammaliato dagli innumerevoli resoconti di imprese (corse, randonnee, gite alpinistiche, sci alpinistiche...) che questa fantastica squadra, nata quasi per gioco, nello spazio di qualche anno, è riuscita a collezionare ed è un orgoglio farne parte. 
Ma sono le gite, come quella di oggi, l'espressione più bella degli Orchi, lontani dalla competizione delle gare, in puro spirito di amicizia, scorrazziamo riempendo le vallate alpine delle nostre risate. Per me e credo per molti altri è stato come ritornare bambini, riportare l'orologio indietro di almeno 30 anni.
La sfida più grande sarà quella di trasmettere ai più piccoli questo "sano" modo di concepire lo sport che ci caratterizza e che ha fatto di noi Orchi uno squadrone!
W gli Orchi

domenica 31 maggio 2015

Cortina Dobbiaco Run (Tr) 31 Maggio 2015

Foto Cortina Dobbiaco run 2015
Classifica Cortina Dobbiaco run 2015
Sito Cortina Dobbiaco run

Domenica 31 Maggio 2015 dal racconto dell'OrcoJoak
Raggiungere Toblach sapevamo essere un viaggio lungo e poco agevole, sia per la distanza (oltre 500 km) sia per gli ultimi 50 km di strada statale molto frequentata da turisti e traffico commerciale. Non avevamo però messo in conto di trovare anche il “grande rientro” dei vacanzieri tedeschi che probabilmente avevano usufruito di una settimana anticipata di ferie e che hanno letteralmente otturato l’autostrada per il Brennero!
Nonostante i rallentamenti e le code, siamo comunque riusciti ad arrivare a Dobbiaco in tempo utile per espletare le formalità pre-gara già il sabato pomeriggio, e la domenica della gara eravamo pronti per dare battaglia ai 5400 partecipanti.
Organizzazione teutonica: decine di navette da Dobbiaco a Cortina con tempo di attesa nullo: si arriva, si sale, si parte.
Arrivati a Cortina si veniva inquadrati in scaglioni a seconda del colore del pettorale.
Trasferimento “coatto” dallo Stadio Olimpico alle gabbie di partenza per gruppi di pettorali scortati da auto civetta in testa al corteo….
Partenze “intelligenti” dalle 9:30 a intervalli regolari di 5 minuti.
Il percorso è veramente spettacolare. Quasi interamente sterrato, per velocisti, lungo una pista che era originariamente una vecchia linea ferroviaria ormai in disuso.
I primi 14 km in leggera salita e il restante percorso in leggera discesa: praticamente un dislivello quasi  nullo.
Passando tra pinete, malghe e prati fioriti di tarassaco, si ha modo di ammirare due laghi alpini e, alzando lo sguardo, un bellissimo scorcio delle Tre Cime di Lavaredo.
L’arrivo al Parco Grand Hotel di Dobbiaco conclude una gara veramente bella sotto tutti i punti di vista tanto che, se dovesse capitare l’occasione, rifarei sicuramente con grande piacere.

Lunedì 1 giugno 2015 dal racconto dell’OrcoCamola
Abbiamo ancora una giornata intera a disposizione e decidiamo di fare una camminata.
Le possibilità escursionistiche nella  Val Pusteria  sono infinite ed essendo in una zona presa d’assalto dai camminatori di mezzo mondo decidiamo di puntare diritti alle Tre Cime di Lavaredo. La stagione turistica non è ancora iniziata e, con i rifugi ancora chiusi, magari riusciamo a non trovare ‘coda’ sui sentieri.
Da Dobbiaco l’accesso più agevole in auto, un po’ meno a piedi  è dalla Valle di Rienza . Ieri durante la corsa ci siamo passati di fronte.
Colazione alle 7.30 e alle 8.15 già camminiamo.  A pochi minuti dal parcheggio si apre un bellissimo colpo d’occhio  sul Gruppo del Cristallo che a quest’ora  è in pieno sole.
Il vallone di Rienza è molto lungo e il dislivello di 1000 metri è concentrato nell’ultimo tratto.  La stanchezza della gara di ieri si fa sentire ma ci accorgiamo che muovere le gambe ci fa bene.
 Non c’è nessuno, l’aria è frizzante e salendo ci godiamo la meraviglia di una prospettiva unica sulle Cime Ovest e Centrale di Lavaredo.
Nel tratto finale il sentiero gira decisamente a destra ed immette sull’altipiano antistante il Rifugio Locatelli.  Siamo estasiati.  Ora capisco perché la zona è Patrimonio Unesco.  Da questo momento la parola ‘bello’ ha un significato in più.  La ciliegina sulla torta è vedere il luogo semi deserto.
Panino, foto,  un po’ di relax e nel primo pomeriggio siamo di rientro alla base.  Il pomeriggio lo dedichiamo all’acquisto di strudel, marmellate e vari souvenir da portare a parenti ed amici. Mario trova un negozio minerali super fornito dal quale, a stento, riusciamo a farlo uscire.  Paolo vuole trasferirsi in zona e cerca di farsi assumere dalla padrona dell’albergo, io mi commuovo di fronte alle vetrine delle pasticcerie. Insomma ci vogliono birra e patatine, seduti su una panchina,  per  allontanare il pensiero che domani si torna a casa.      
Martedì mattina partiamo abbastanza presto perché temiamo le code da ‘rientro ponte’.
Prima di lasciare la Val Pusteria però ci concediamo ancora una deviazione nella valle di Braies per visitare il lago omonimo. Che dire … un'altra meraviglia, un altro regalo per gli occhi che ci portiamo a casa da questa breve ma intensa vacanza nelle Dolomiti.

W le Dolomiti

100 km del Passatore Firenze(Fi) 30 Maggio 2015




Stefano Pelloni, detto il Passatore (Boncellino di Bagnacavallo, 4 agosto 1824 – Russi, 23 marzo 1851), è stato un brigante italiano, attivo nella Romagna di metà Ottocento, il più efferato tra i briganti romagnoli. Fu ucciso nel marzo 1851 nei pressi di Russi dal sussidiario della Gendarmeria pontificia Apollinare Fantini. Il soprannome gli venne dal mestiere di traghettatore (o "passatore") sul fiume Lamone esercitato dal padre Girolamo; viene chiamato anche Malandri, dal cognome della donna che sposò un suo bisavolo.
Alla figura del Pelloni è intitolata la 100 km del Passatore, una competizione podistica che dal 1973 si svolge annualmente con partenza da Firenze e arrivo a Faenza. (Wikipedia)

Dal racconto dell'OrcoBee

Ci sono gare che senti nominare dai corridori più esperti quando si comincia a correre.
Oltre alle classiche distanze arriva sempre, inesorabilmente, il momento in cui un corridore ti chiede:
“Hai fatto il Passatore?”
“No, di che cosa si tratta?”
“Come, non lo sai? 100 km di corsa da Firenze a Faenza. E' la gara più famosa sulle ultra distanze che si disputa in Italia, a fine maggio...”
A questo punto nel tuo cervello malato di masochismo si insinua un tarlo, che se ne può stare dormiente per molti anni ma che, se si continua con la corsa, viene inesorabilmente, prima o poi, risvegliato.
Nonostante gli Orchi prediligano montagne e boschi, anche molti di loro, a distanza mi citano il Passatore. E' una gara unica, assolutamente da fare, benchè sia tutta sull'odiato bitume.
Eccolo lì, il tarlo si risveglia e comincia ad essere nutrito di racconti e anedotti, emozioni, sensazioni di altri Orchi che hanno affrontato l'impresa. All'inizio  2015 si dice che OrcoSmigol e OrcoZoppo siano passati dalle parole ai fatti e si siano iscritti.
Con OrcoCiccillo e Ogredoctor l'intenzione ci sarebbe ma tentenniamo fino ad aprile, poi ci caschiamo, il tarlo ormai ha vinto...ci iscriviamo!
Un secondo dopo l'ultimo click sprofondo nel panico...100km! su asfalto!.Perchè l'ho fatto?
Spero in ultimo messaggio del tipo ma se proprio sicuro? Clicca qui per annullare questa scelta e per disiscriverti da tutte  le gare fino al 2038...
Il tarlo adesso si ritira ed arriva il cugino, Taz il diavolo della Tasmania dei Looney Tunes che mi devasta di incertezze, ansia e preoccupazione.
Non ce la farai mai, mancano troppo pochi giorni per una preparazione ad una 100 Km, i tuoi compari di corsa hanno più esperienza ed allenamento, tu hai fatto al massimo una maratona ed il giorno dopo non ti muovevi più.
Ormai la frittata è fatta. Ogredoctor ci manda un programma che praticamente prevede che la vita sia votata alla corsa per i prossimi 55 giorni. Per la cronaca non rispetteremo neanche una riga di quella tabella...
Cominciamo però una serie di allenamenti con l'obiettivo di portare a casa l'impresa, sono allenamenti basati soprattutto sulla distanza, per abituare il corpo a lunghe ore di fatica. In poco più di un mese calcolo  circa 350 Km di corsa, quasi la metà di quelli fatti nei 4 mesi precedenti. Il tempo però passa in fretta e siamo alla fine maggio, arriva presto il giorno della verità.
Il giorno prima della gara siamo  in tre a scendere a Faenza perchè l'OrcoSmigol ne approfitta per una microvacanza a Firenze e OrcoZoppo ha dovuto a malincuore rinunciare per i postumi di una brutta caduta in montagna. Abbiamo una stanza in un b&b alle porte di Faenza che decidiamo di tenere anche per la notte in cui arriveremo a Faenza, a piedi.

Sabato 30 maggio 2015, la fatidica data è arrivata. Parcheggiamo la macchina in un piazzale a metà strada tra la stazione ferroviaria e l'arrivo della gara e prendiamo un bel trenino regionale che attraversa la splendida Valsenio ed arriva in tre ore a Firenze fermandosi in quasi tutti i paesi che toccheremo tra qualche ora. Siamo a Firenze alle 12.00, ritiriamo il pettorale e comincia una interminabile attesa pre gara piuttosto snervante, limitata solo dalla bellezza della città di Dante. Poco prima della partenza incontriamo anche l'OrcoSmigol in compagnia della moglie e di due amici con cui farà la gara.

Arrivano finalmente le 15.00, si parte. In pochi minuti, complice la calca e le vie strette perdo subito di vista i due amici Orchi. Nonostante gli sforzi di tutti e complice un primo ristoro molto confuso non riusciamo più a trovarci. Ammetto che l'idea di dover affrontare 100 km da solo mi ha provocato un po' di ansia. Per fortuna incrocio l'OrcoSmigol con cui scambio qualche parola. Con lui e con i suoi amici ci incontreremo di tanto in tanto. La strada fino a Fiesole sale piuttosto decisa, fa caldo e io decido di frenare ulteriormente l'andatura, salgo con calma e scatto qualche foto fino al primo scollinamento che avviene a 16 km dalla partenza.
Dal 16° km  al 32° km la strada scende, prima più decisamente poi più gradualmente fino a Borgo San Lorenzo. E' un bel tratto, vario e abbastanza ombreggiato, me lo godo, i vari piccoli acciacchi della partenza sono spariti e mi sento bene, di fiato e di gambe.
Dopo Panigallia la strada ricomincia a salire, incontro per l'ultima volta l'Orcosmigol, allungo leggermente e mi preparo mentalmente alla parte di salita più dura che ci porterà in una quindicina di km al Passo della Colla, cima Coppi della gara.
Poco dopo Ronta, verso il 40° km scorgo due maglie rosse che mi sembra di riconoscere...sono loro!! allungo un po' il passo e raggiungo OrcoCiccillo e Ogredoctor. Rinfrancato nello spirito, finalmente in compagnia affrontiamo insieme, camminando gli ultimi km di salita. Sono quasi le 21.00, dopo 5 ore e 48 minuri di corsa siamo alla Colla di Casaglia, 913 metri slm. Ci cambiamo, beviamo qualcosa di caldo e siamo pronti per affrontare la discesa, nel buio dello splendido versante romagnolo dell'appennino.
Il Prossimo paese è Marradi, credo il paese più esteso d'Italia perchè vediamo il primo cartello a pochi km dallo scollinamento e poi si  susseguono  varie frazioni. Il capoluogo è quasi 10 km più sotto. Al 70° km e oltre continuiamo a vedere il cartello “Marradi”.
Dal km 65 al km 85 la strada scende ma con estrema gradualità, alternando anche alcune brevi risalite.
E' il momento più difficile. E' buio pesto,  abbiamo già 8 ore di corsa nelle gambe e nella testa ed ai ristori (ogni 5 km gestiti da  gentili volontari, chapeau!!) si fa fatica ad ingurgitare qualcosa.
Personalmente dal 70° all'80° km ho pensato più volte di ritirarmi, solo il fatto di essere in compagnia di altri Orchi mi ha fatto desistere dall'insana decisione.
Stringiamo i denti ed arriviamo a Brisighella, dicendoci che da qui mancano 12 km all'arrivo, come una corsetta serale per cui ci siamo trovati molte volte in questi ultimi mesi.
Dopo Brisighella la strada scende decisamente per un paio di km. La visione dei 90 km  rinvigorisce soprattutto OrcoCiccillo che si mette alla testa del gruppo e come un novello Stefano Pelloni, conduce gli altri due briganti fino a Faenza, dove i tre taglieranno il traguardo dopo 12 ore e 45 minuti circa di fatica, sudore e sacrificio.
Adesso la fatica si trasforma per un attimo in gioia ed orgoglio, soddisfazione e compiacimento, è stata dura ma il Passatore è fatto!!
Ritiriamo medaglie e diplomi, premi e borse scattiamo foto e  poi affrontiamo  l'ultima grande impresa, 400 metri per arrivare alla macchina trascinandoci a fatica con almeno tre tappe intermedie per prendere fiato!
W il Passatore e W Gli Orchi!!