domenica 13 luglio 2014

Trail de la Roche (Roche de Rame - Francia) 13 Luglio 2014

Foto Trail de la Roche
Sito Trail de la Roche

Dal racconto dell'OrcoProf

Si dice che, al momento di mettere su famiglia, ad un pilota di Formula 1 si alleggerisca il piede destro, perchè le responsabilità coniugali lo inducono a spingere un po' di meno sul pedale dell'acceleratore. Non so se esista una diceria equivalente per chi corre senza un un'automobile ma a piedi, ma di sicuro il mio matrimonio non mi ha alleggerito nessuna parte del corpo, piuttosto mi ha regalato un generale appesantimento. Passati quindi il fatidico sì, la festa, i brindisi ed il grande pranzo di nozze ho deciso di intensificare i blandi
allenamenti di Aprile e Maggio per puntare a correre bene un trail a Luglio. In caso di forma smagliante ritrovata avrei puntato sulla Tre Alpeggi della Val Pellice ma un obiettivo più realistico mi è stato offerto dagli organizzatori d'Oltralpe: Domenica 13 Luglio ad Argentiere-La-Bessée, pochi chilometri da Briancon, si corre la Sky Race des Ecrins.
La gara, considerata uno dei 10 trail più belli di Francia è lunga 48 km con 3200 metri di dislivello positivo. In alternativa si può scegliere di correre i 28 chilometri del Tour des Lacs o il Trail de la Roche, lungo 17 km. Opto per quest'ultimo, soprattutto per il dislivello non troppo elevato, 650 metri, che può esaltare le mie caratteristiche a metà tra quelle di un trailer puro e di uno stradista.
Per evitare la stessa levataccia mattutina a cui sono stati costretti gli amici Orchi che hanno partecipato alle gare della Val Pellice io e mia moglie organizziamo un week-end con genitori e suoceri nella casa di quest'ultimi a Sagna Longa. Certo una grigliata di carne a pranzo e la pizza a cena nel giorno prima della gara non sarebbero raccomandate da molti allenatori o medici dello sport, ma sono disposto a perdere qualche secondo in gara per guadagnare una giornata gastronomicamente deliziosa.
La sveglia della domenica suona comunque abbastanza presto (ore 6.45) ma moglie e genitori verranno comunque ad incitarmi all'arrivo della gara mentre i suoceri decidono,
dopo essere tornati a dormire un po' (chi può biasimarli?), di godersi il sole dei Monti della Luna. La giornata si preannuncia splendida dal punto di vista atmosferico ma evidentemente avremmo dovuto partire da Sagna qualche minuto prima poiché solamente al volo riesco a ritirare il pettorale, quando i volontari stavano già sbaraccando tutto.

“Exagérè!” , mi dice la signora che mi consegna il pacco gara sottolineando che sono le 8.20 e la gara partirà tra 10 minuti. Uscito dall'edificio situato nel paese devo però raggiungere il punto della partenza della gara che si trova lungo il fiume Durance proprio nel tratto in cui sorge un complesso per la pratica del kayak da discesa. L'ideale per riscaldarsi ma due partecipanti ritardatari si offrono di darmi un passaggio in auto.
Arriviamo in un minuto ma l'autista ha qualche difficoltà nel parcheggio e perdiamo un po' di tempo. Avrei voluto prendere il mio orologio Gps, scaldarmi un po' e riuscire a liberare un po' l'intestino ma...ecco lo sparo! Parto e noto con piacere che vi è una discreta partecipazione e che il ritmo per compiere i primi due chilometri pianeggianti è decisamente alto: a tutti i trail a cui avevo partecipato le gare più corte mi sembrava fossero in qualche modo snobbate dai partecipanti, oggi invece ho la sensazione che la maggior parte dei trailers abbiano preparato questa gara nello specifico e che non vi
partecipi come ripiego.
D'altra parte avevo atteso una partecipazione minore e un po' meno qualificata tanto da promettere ai miei tifosi che questa volta sarei arrivato tra i primi.
Per questo parto forte e nonostante questo non riesco a vedere la testa della corsa e nemmeno a capire quante persone mi sono davanti. Mi sembra di stare come al solito a metà del gruppo e non sento abbastanza energie per accelerare, anzi mi sembra di andare al giusto ritmo per evitare crisi a fine gara. Così comincio a salire nel bosco, lungo una salita abbastanza ripida e lunga.
Riesco a superare qualche concorrente fino a trovarmi in cima in compagnia di due fanciulle. Purtroppo all'inizio della discesa il nostro magnifico menagè-a-trois si interrompe perché una delle due scende troppo veloce e non riesco a starle dietro, la seconda è invece troppo lenta e si stacca. Così mi trovo da solo, la situazione in cui nessun corridore vorrebbe trovarsi, a meno che non si tratti di essere in testa. Ma per questo dovreste leggere i racconti di OgreDoctor, orco dell'anno 2013, a me non capita di essere al comando di una gara dalle Olimpiadi dei Cugini edizione 1989.
Finita la discesa ritrovo la ragazza che mi aveva staccato che ha rallentato convinta di aver sbagliato strada. Insieme corriamo lungo il tratto in piano e anche nella salita
successiva. Purtroppo arriva un'altra discesa e non riuscendo ad emulare OrcoRoccia mi faccio staccare nuovamente. Ancora una salita e conseguente discesa in una delle frazioni del comune di La-Roche, la discesa passa all'interno dei cortili di alcune abitazioni per cui la sensazione di aver sbagliato strada è fugata dai tanti volontari presenti in strada ad indicare il percorso. Poco prima di arrivare nel bel laghetto vicino all'abitato di La-Roche un volontario mi comunica che ho dodici minuti di ritardo dalla testa della corsa.
Sono scettico ma una parte di me vuole sperare che sia vero, l'altra crede di non aver capito la comunicazione in francese. Il lago che segna più o meno la metà del percorso, il punto più lontano dalla partenza dal quale si torna indietro verso il traguardo. I seguenti cinque chilometri di saliscendi mi permettono di intravedere il concorrente davanti a me, riesco ad avvicinarmi ma non riesco a raggiungerlo prima che inizi l'ultima salita, la più lunga.
Ci si arrampica su un costone della montagna seguendo un sentiero che regala scorci molto panoramici su questo tratto della valle della Durance.
Provo a fare la salita velocemente avendo ancora un po' di energia in corpo ma sembra non finire mai. Al culmine della salita si vede il traguardo ma non si scende in picchiata verso la conclusione della fatica,
comincia una discesa che conduce fino all'abitato di Argentiere. Al termine bisognerà tornare indietro verso il traguardo e il tratto molto corribile mi permette di raggiungere finalmente il corridore davanti a me.
Finita la discesa il sentiero finisce in un ruscello e non capisco come continuare. Il volontario mi indica che bisogna correre nel letto del corso d'acqua anche infilandosi sotto un bassissimo ponte sotto la strada asfaltata.
Così raggiungo l'abitato di Argentiere per gli ultimi due chilometri in falsopiano. Dopo i boschi, le
rocce, i lago e qualche casina sparsa l'ultima parte di questo bel trail mi offre un paesaggio totalmente differente, passiamo infatti nella zona industriale della Pechiney, impresa di lavorazione dell'alluminio che ha chiuso i battenti nel 1987. In questo tratto vado a tutta e riesco a guadagnare una posizione, raggiungendo e superare una donna che però non è quella con cui ho duellato ad inizio trail. Vedo finalmente il traguardo ed il mio fans club che mi applaude. Lo speaker annuncia il mio nome ma non credo di essere tra i primi come promesso. Mio padre invece mi dice di averne contati solo 20 prima di me e non ha torto: la classifica dice ventunesimo. Non credevo davvero di essere così davanti ma la classifica definitiva mi gratifica ancor di più mostrandomi il passo medio (5:13 al km) ed il distacco (23 minuti) dal primo in classifica, che il quotidiano Le Dauphinè accredita di un
settimo posto ai campionati francesi di corsa in montagna. Molto soddisfatto e baciato dal sole mi godo il buon ristoro, la doccia offerta dagli organizzatori e la discesa di alcuni giovanissimi canoisti nel tratto di fiume vicino al traguardo della corsa. Ancora qualche applauso per i concorrenti che ancora stanno terminando la propria fatica e posso andare in vacanza con la coscienza a posto. Nonostante l'appesantimento post-nozze ho corso una delle mie più belle gare.

giovedì 10 luglio 2014

Bici bdc Colle della Dieta da Alpignano Fiano Lanzo Viù Mezzenile Pessinetto (To) 10 Luglio 2014

Foto Bici bdc Colle della Dieta

Dal racconto dell'OrcoPinoR

Dalla Telefonata dell'OrcoCicillo Lunedi 7 Luglio 2014
OrcoCicillo  : Pronto OrcoPinOR, ciao, Giovedi sono libero che ne dici di fare un giro in bdc?
OrcoPinoR   : ok non tanto lungo Domenica 13 Luglio 2014 c'e' l'Ultratrail Tre Rifugi Valpellice
Orcocicillo :   Va bene, decidi tu per quanto riguarda il trip.
OrcoPinoR   : Ti propongo il Colle della Dieta, un colle non ancora conquistato da Gli Orchi Trailers

Ne avevo sentito parlare del Colle della Dieta dai ciclisti nostrani per via del suo inserimento nel percorso della Kappa Marathon del 2011.
Il colle della Dieta  posto a cavallo tra la Valle di Viu e la Val D'Ala, è ai più sconosciuto.
Del 2010 la sua asfaltatura che ha permesso di inserire, nelle Valli di Lanzo, un percorso cicloturistico molto bello ed interessante.

La partenza per il trip da Alpignano con OrcoCicillo alle 8.45, il tragitto che intendiamo seguire è il seguente:

- Alpignano 350 slm
- Fiano
- Lanzo
- Viu 785 slm
- Colle della Dieta 1450 slm
- Mezzenile 700 slm
- Pessinetto
- Lanzo
- Fiano
- Alpignano

per un totale di 99 km e 1500D+ 
Giornata meteorologicamente magnifica, con temperature tra i 18° e 25° centigradi per via dei temporali di questa estate corredata da continue perturbazioni atlantiche.
Procediamo sulla provinciale nr.181 che da Alpignano porta a Val Della Torre e Fiano per poi immetterci sulla strada provinciale nr.1 Venaria Lanzo.
A Lanzo il bivio per la strada provinciale nr.32 della Valle di Viù.
Sotto il Pinocchio di Legno di Viù ci concediamo una pausa per riempire le borracce ed una piccola sosta. Scambiamo quattro chiacchere con un ciclista del Team Fantolino, e di discorso in discorso finiamo alla Susa-Susa percorso di 200km 4000D+ che sarà proposto dal gruppo Randoneur Italia il 27/7/2014.
Lasciamo Viù e prendiamo il bivio per le frazioni Tornetti-Asciutti ed  in 9km e 700D+ dovremmo essere al Colle della Dieta.                          
Subito le rampe si fanno decise, e tra piccole borgate e boschi di castagno arriviamo al bivio per la frazione Asciutti.
Le pendenze anche al 15%, ma affrontate con parsimonia le domiamo senza colpo ferire.
La Frazione Asciutti ci offre un bel panorama su questo catino montano che non ha nulla da invidiare ai panorami cosi tanto pubblicizzati del Nord Est italiano.
Ancora rampe al 15% e 16% ed infine ecco il colle della Dieta a 1450 slm, assente sulla cartografia IGC, si potrebbe mettere almeno un cartello indicante il colle e l'altimetria...non mi si dica che mancano i soldi...
      Colle della Dieta 1450 slm

Discesa verso Mezzenile infida per via dell'asfalto martoriato dall'ingiuria del gelo e che ha creato un residuo brecciolino. Facciamo attenzione ai ripidi tornanti ed ai bordi non protetti.
Pensiamo di fermarci in una panetteria a Mezzenile per comprare un panino con la mortazza, ma niente da fare alle 12.30 è già tutto chiuso e seppur il negozio di alimentari è aperto per via del carico merci la padrona ci ricorda che "SIAMO CHIUSI"...non gli hanno fatto pena due ciclisti affamati.
Pazienza al bar del centro commerciale il Borghetto, una bionda Peroni ci consola e ci rifocilla a dovere.
Il ritorno a casa lo facciamo prima immettendoci sulla strada provinciale nr.1 all'altezza di Pessinetto a seguire Lanzo, Fiano e per finire Alpignano...a tutta birra naturalmente.

lunedì 7 luglio 2014

Cervino X-Trail Antey-Saint-André (Ao) 6 Luglio 2014

Foto Cervino X-Trail 2014
Classifica Cervino X-Trail 2014
Sito Cervino X-Trail

Edizione 2012

Dal racconto dell'OrcoJoak

Il Cervino X-Trail è sicuramente una gara dal forte richiamo. Sarà perchè porta il nome di una delle più belle montagne delle Alpi, oppure i suoi 55 Km e 4000 m di dislivello positivo che ne fanno una gara sicuramente impegnativa. Infatti, anche quest’anno si sono ritrovati al via alcuni tra i più forti atleti a livello italiano in questo tipo di competizioni. E i risultati parlano chiaro: 5.34 ore per coprire l’intero percorso da parte del vincitore è un risultato che si commenta da solo.
La gara parte presto la mattina e alle 7 è previsto il solito briefing per le ultime indicazioni su percorso, meteo, ristori, punzonatura, ecc.
Abbiamo quindi scelto di pernottare in zona per evitare l’ulteriore fatica di una levataccia nel cuore della notte. L’alberghetto che ci ha ospitato a Valtournanche si è dimostrato modesto ma economico e confortevole e ci ha permesso di passare un sabato pomeriggio da turisti nella valle. Abbiamo iniziato con una visita alle belle Gouffres des Busserailes una sorta di grotta/orrido scavato nella roccia da un torrente che si infila impetuoso nella montagna dove cade in una fragorosa cascata tra rocce nere levigate nel tempo dalla forza dell’acqua.
Ma non potevamo mancare di far visita a Cervinia nei luoghi dove, meno di un anno fa, Kilian Jornet stabiliva il nuovo record di salita e discesa dal Cervino, record  che per 18 anni era rimasto imbattuto dopo l’expolit di Bruno Brunod nel 1995!

La gara.
Dopo un breve tratto pianeggiante rivolto verso il fondovalle che serve giusto da riscaldamento, si attacca subito la salita allo Zerbion che, con i suoi 1700 m di dislivello, rappresenta il salto più impegnativo di tutta la giornata. Raggiunta la vetta si ridiscende verso il lago Croux dal quale riparte la salita verso il monte Tantanè. La discesa ci porta alle sorgenti Foresus dove è posizionato il cancello delle 10 ore e di qui si risale al Col di Nana che rappresenta il terzo e ultimo salto della gara. Quest’anno al santuario di Clavalitè gli organizzatori hanno deciso per un cambio di percorso: invece di proseguire in cresta verso il colle di Cheneil, cresta franosa e ritenuta troppo pericolosa, siamo scesi verso Cheneil (località) per poi raggiungere il lago di Lod e di qui iniziare la discesa verso Chamois e finalmente Antey Saint Andrè traguardo finale della gara.
La stanchezza della giornata è stata sicuramente ripagata dalla bellezza del percorso, sempre vario e mai monotono con l’alternarsi di laghi, alpeggi, foreste di larici ricoperte da una fioritura di rododendri veramente spettacolare, torrenti e prati.
L’unica cosa che ci è mancata è stata una bella vista sul Cervino a causa dei nuvoloni scuri che si sono rincorsi per tutta la giornata. Ci siamo comunque consolati per aver scampato i possibili acquazzoni estivi. Sarà per la prossima volta!

domenica 6 luglio 2014

Corsa in salita Giaveno Aquila (To) 6 Luglio 2014

Foto corsa Giaveno Aquila 2014
Classifica Corsa Giaveno Aquila 2014

Dal racconto dell'OrcoPinoR
Quinta edizione di questa corsa in salita che è ormai diventata una classica nel panorama podistico della provincia torinese.
Settima prova dello Speciale Trofeo Orco dell'anno 2014 con la partecipazione oggi di sei Orchi.
Il tracciato della gara si sviluppa partendo da Giaveno(To) piazza S.Antero a 500 slm. Si prosegue per:  Corso Vittorio Emanuele, la frazione Ponte Pietra, la frazione La Maddalena ed infine l'Alpe Colombino a quota 1232 slm
Un percorso per veri specialisti che si snoda in 11 km e 700D+ tutto su asfalto.
In questa gara il peso potenza dell'atleta ha la meglio. Occorre, quindi, gestire con un minimo di strategia il percorso per non trovarsi a camminare gli ultimi 2 km che presentano pendenze anche del 15%.
A seguire gli Orchi stradisti oggi anche un gruppetto di quattro Orchi ciclisti venuti a dare man forte con il loro tifo.
Non crediate che in bici sia cosa semplice, affatto. A mio parere penso sia più dura, prova ne è il fatto che i ciclisti che salgono all'Alpe Colombino sono piuttosto rari anche oggi in una giornata festiva.
Per quanto riguarda la logistica essendo la partenza e arrivo dislocati in luoghi diversi, occorre consegnare il sacco con il cambio a Giaveno. All'arrivo troviamo i nostri sacchi ed una navetta che fa da spola per riportare gli atleti a Giaveno.

Oggi 6 Luglio 2014, un meteo variabile ed un'umidità palpante ha fatto arrivare tutti in cima all'Alpe Colombino sudati fradici, compresi i primi classificati arrivati con tempi da 50 min.
In cima il ristoro, un piccolo scroscio d'acqua un po di nuvolaglia sparsa, poi le premiazioni ed alle ore 12.00 la manifestazione si chiude.
Complimenti all'ottima e semplice organizzazione della società Tranese. Sarebbe bello per il prossimo anno proseguire con la gara fino in punta al monte Aquila a 2100 slm. Verrebbe fuori una bella Skyrace che partendo dal centro cittadino di Giaveno arriva su per i BRIC con una nuova distanza di 16km e 1600D+.


venerdì 4 luglio 2014

Bici bdc Oulx - Nevache - Colle Scala - Briancon - Col D'Izoard - Guillestre - Colle Monginevro 3 Luglio 2014

Foto Bici bdc Oulx - Nevache - Colle Scala - Briancon - Col D'Izoard - Guillestre - Colle Monginevro

Due cerchi magici
oppure un otto, 
o ancora due anelli
componenti la catena
di un mezzo; la bici,
strumento di fatica
e passione degli Orchi.
Al centro l'Izoard
un mitico colle
per mitici cuori.

Dal racconto dell'OrcoPinoR

E' questa la cicloturistica più lunga a memoria d'Orco.
Cercata, studiata, agognata e fortemente voluta anche se in realtà non si era granchè coscienti di cosa si andava a fare. Ma cosi è, con i troppi se e le titubanze non si va da nessuna parte.
La chiamano i cicloamatori "l'8 dell'Izoard", un numero con due cerchi magici, a mio parere il più bel giro di tutte le Alpi occidentali.
In due gli orchi presenti OgreDoctor fresco Finisher del Gran Raid du Cro Magnon  e OrcoPinoR ancora con le gambe imballate da una tirata SkyRace Biella Monte Camino.
Il meteo splendido ma anche questo cercato; una parentesi di calma tra giornate temporalesche e umide di pioggia.
Veniamo ai numeri:

- Partenza Ore 7.30 a.m. da Oulx(To) 1100 slm
- Da Oulx al Colle della Scala 1762 slm , 24km e 700D+
- Dal colle della Scala a Briancon(Francia) 1300 slm , 27km  
- Da Briancon(Francia) al colle dell'Izoard 2360 slm, 18km 1100D+
- Dal Colle dell'Izoard a Guillestre 900 slm, 30km
- Da Guillestre ad Argentiere 1200 slm ed a seguire Briancon 1300 slm, 32km 600D+ 
- Da Briancon al colle del Monginevro 1800 slm, 12km 600d+
- Dal colle del Monginevro a Oulx 1100 slm, 22km , rientro ore 18.00


per un totale di 166km 3000D+

Da Oulx al Colle della Scala 1762 slm , 24km e 700D+
Levataccia anche stamane alle ore 5.00 a.m. per essere puntuali all'appuntamento a Rivoli e prelevare OgreDoctor che da casa è arrivato in bici.
A Oulx arriviamo alle 7.00 e tra la "tazzuliella" di caffè e gli obblighi fisiologici partiamo alle 7.30 a.m.
Appena partiti,  siamo fermi per almeno 10 minuti al passaggio a livello di Oulx in attesa di veder passare un treno merci e due treni passeggeri. Spontanea mi sorge una domanda: ma con tutti i soldi spesi per la TAV perchè non fare un sottopasso? Il motivo rimarrà. per me, un mistero sospettoso,
Il freddo, delle umide giornate precedenti, all'ombra, si fa sentire ed il primo intoppo della giornata ci accade nel rettilineo appena passato l'abitato di Beaulard(To). OgreDoctor in un momento di distrazione tocca con la sua ruota anteriore la mia ruota posteriore e non può evitare una caduta sul ruvido e duro asfalto.
Mi accorgo subito della situazione, fortuna che non passava nessuna macchina. Accertiamo l'entità del danno prima sulla pelle dell'Orco, abrasioni; al gomito, al ginocchio ed alla mano.
Poi sulla sua bici Wilier; il deragliatore un po ammaccato, il manubrio un po storto.
Ma sia la pelle dell'Orco che la Wilier possono continuare la cicloturistica sono entrambe fatte di materiale indistruttibile, quasi fosse Criptonite. E cosi dopo aver dato un'aggiustatina al manubrio e un colpetto al deragliatore proseguiamo verso una sonnolenta Bardonecchia a 1300 slm.
Dopo aver passato il casotto della frontiera Italo-Francese all'altezza della piccola diga, si presentano le brevi e secche rampe  che ci portano al colle della Scala 1762 slm , in francese Col dell'Echelle.
Belli e suggestivi  i due mini tunnel di una decina di metri cadauno scavati nella roccia viva che ci immettono in una bella pineta a due chilometri dal colle.

Dal colle della Scala a Briancon(Francia) 1300 slm , 27km 
Fa freddo qui nell'altipiano del Colle della Scala, ed occorre coprirsi bene per questa bella discesa che si immette nella Valle della Clarée.
La discesa l'abbiamo fatta con calma per verificare che i danni alla bici, dopo l'incidente, non abbiano compromesso la stabilità alla Wilier Triestina dell'OgreDoctor.
A Pamplinet una sosta per la seconda colazione (con torta con la ricotta, uva passa e limone di Sorrento) in vista della prossima salita al colle dell'Izoard.
Il resto della discesa ce la godiamo curiosando tra i paesini già intenti alle faccende giornaliere.

Da Briancon(Francia) al colle dell'Izoard 2360 slm, 18km 1100D+
Briancon ci accoglie con un bel caotico traffico cittadino, stanno riasfaltando anche il parcheggio vicino alla cittadella che è poi il centro storico.
Non vediamo l'ora di toglierci di torno e di inforcare la mitica salita della D902 la GRAN ROUTE DES ALPES
Briancon è una delle località più piacevoli da visitare di tutto il versante alpino francese: il centro storico è rinchiuso in una cinta muraria medievale che le da un aspetto da fortezza.
Le stradine sono a misura d'uomo, troverete simpatiche botteghe artigiane e potrete fare pranzo con la tipica raclette un piatto tipico montanaro fatto con  formaggio fuso da mettere sulle verdure lesse o sottoaceto.
Noi non ne abbiamo il tempo e dopo aver attraversato la Durance troviamo i cartelli con l'indicazione per il Col D'Izoard.
La strada nei suoi splendidi 18 km si snoda; semplice, sicura per via dello spazio dedicato ai ciclisti, panoramica ed assolata.
Vorremo spingere qualcosa in più ma sapendo quello che ci aspetta dosiamo bene le energie.
La salita con un sole splendido, tra pinete, montagne, paesini tipici come Cervieres e tutto ci mette di buon umore, riusciamo anche a fare due chiacchere da salotto; la partenza domani di OgreDoctor per la Sardegna, l'esame di maturità scientifica appena concluso,  ieri 2 Luglio 2014 di mia figlia.
L'arrivo al colle dell'Izoard dopo aver percorso tornanti mitici che hanno visto transitare ben trenta Tour de France e qualche giro D'Italia. Quest'anno la Grand Boucle transiterà qui al colle il 19 Luglio 2014 nella tappa Grenoble-Col du Lautaret-Briancon-Col D'Izoard-Risoul.
Al colle un MUSEO dedicato al Tour de France ed un locale dove si smercia: souvenir cibi e bibite.
Ciclisti da tutta Europa, qui al colle per percorrere gesta mitiche, è un piacere condividere la fatica con gli altri.
Due parole con tre ciclisti Olandesi di Amsterdam, una battuta con una stagionata ciclista italiana.
Si mangia un panino autarchico ed una birra comprata al chiosco, si scattano le foto di rito e ci si veste per la discesa che ci porterà nello splendido Queyras.

Dal Colle dell'Izoard a Guillestre 900 slm, 30km
Discesa indimenticabile tra la famosa Casse Deserte, tipiche formazioni rocciose contornate da ampi conoidi di deiezione.
Il manto stradale perfetto e le pendenze decise, fanno toccare punte di velocità da brivido cosi che prima dell'abitato di Arviex, il Garmin edge500 segna 78km/h ...che scarica di adrenalina ragazzi.
Passato l'abitato di Arviex ecco le gole sul fiume Guil, suggestivi orridi e laghi artificiali paradiso per campeggiatori e canoisti.
Troviamo ancora tracce del Gran Raid Queyras della scorso 28 Giugno 2014, alcuni striscioni che ci ricordano anche la partecipazione degli Orchi al Gran Raid Queyras 2013
Ecco il bivio per il Colle dell'Agnello 2744 slm salito dagli Orchi nel 2012, che da qui si trova a circa trentacinque chilometri.
Arrivati a Guillestre ci permettiamo una visitina al centro del paese, sia per riempire le borracce e sia per visitare il centro del paese punto di arrivo e partenza del Gran Raid Queyras.
Qui a Guillestre 900 slm il caldo si fa sentire, ci saranno circa 30 gradi ed il sole picchia maledettamente, ci aspettano 32km di sali e scendi prima di arrivare a Briancon 1300 slm.


Da Guillestre ad Argentiere 1200 slm ed a seguire Briancon 1300 slm, 32km 600D+
I trentadue chilometri di distanza tra Guillestre e Briancon si snodano sulla strada nazionale N94, piuttosto trafficata da mezzi pesanti.
I sali e scendi sono terribili ed il caldo a 35 gradi fa il resto, solo un gel della ZipVit ed una bella fontana fresca ci salvano dalla cottura finale.
Arriviamo a Briancon belli sfatti ma fiduciosi del fatto che la salita al colle del Monginevro non presenta distanze e dislivello impossibili.

Da Briancon al colle del Monginevro 1800 slm, 12km 600d+
Ci fermiamo all'interno della cittadella per riempire le borracce e prendere un po' di tregua prima dell'ultima salita.
Ahimè quanto è dura combattere con il vento a sfavore quando hai già 130km sulle gambe, ognuno di noi sale al colle del Monginevro come può.
Salita come dicevo non impossibile ma che ci ha messo a dura prova. Occorreva alimentarsi con qualche zucchero, queste le considerazioni a posteriori. Difatti arrivato al colle del Monginevro mi sono beccato da perfetto novizio una cotta da fame e carenza di zuccheri.
Un consiglio per me e per voi che ci leggete; meglio avere nello zaino qualche carboidrato/maltodestrine/zucchero in formato Gel in più.
Comunque alle 17.00 con OgreDoctor siamo con le gambe sotto il tavolo di una birreria del colle del Monginevro a quota 1800 slm a gustarci la nostra biere a pression 50cl.
Dal colle del Monginevro a Oulx 1100 slm, 22km
Ci attende adesso una lunga discesa verso Claviere, Cesana Torinese ed infine Oulx.
Per via della stanchezza ho indossato tre strati di vestiario, l'attenzione sempre massima su queste lunghe e velocissime discese con tornanti secchi e tre gallerie a cui occorre prestare un occhio di riguardo.
Atterriamo a Oulx alle ore 18.00 p.m.. Il tempo per l'ultimo caffè che ci permetterà di restare svegli per il viaggio di ritorno a casa e smettere di sognare...per il momento.


mercoledì 2 luglio 2014

Allenamenti a COSTA EST - PORTOCOLOM (MALLORCA SP) 2-15 Luglio 2014


Dal racconto dell'OrcoGreg
Sebbene i principali rilievi montuosi siano situati in prossimità della costa ovest (Serra de Tramuntana) piena di sentieri per il trekking e, dove si svolge anche un Ultratrail ad aprile, con partenza a mezzanotte da Andratx e arrivo a Pollenza per la bellezza di 107 Km e 4200 D+, le mie vacanze di mdare le ho trascorse a sud-est dell'isola spagnola, soddisfando comunque l'esigenza dell'orco di pestare un pò di pietra e di sentieri, anche il salita.
Posto tranquillo Portocolom, turismo non eccessivo, più che altro i soliti tedeschi e qualche russo, local simpatici e gentili, cibo e birra (San Miguel) buoni.
Non essendo molto da spiaggia, ho fatto con la consorte, una vacanza prevalentemente di movimento, visitando molti posti su tutta l'isola grazie al noleggio di un'auto.

Certo ho riposato anche le membra al sole, ma un pò di corsette, a giorni alterni e al mattino presto (sempre intorno alle 6.00) sul fresco e incontrando quasi solo pecore, non sono mancate. Rocce appuntite sui sentieri a picco sul mare, poderali ondulate e polverose, coltivazioni di capperi, di mandorli, di olivi e limoni e campi di erba medica ingiallita per mangine ai bovini è quello che si incontra scorazzando appena un pò nell'entroterra.

Gran Paradiso Trail & Granta Parey Tour Rhêmes-Notre-Dame (Ao) 28 Giugno 2014

Classifica Gran Paradiso Trail & Granta Parey 2014
Sito Gran Paradiso Trail & Granta Parey

Edizione 2013

Dal racconto dell'OgreExtreme
Questa volta lo racconto da spettatore, da cronista, bello lo stesso ma comunque è mancato qualcosa.
Ma ne è valsa la pena, perché seguire Edoardo in questa sua cavalcata di 22,5 chilometri e 1400 metri di dislivello valeva ampiamente il prezzo : quello di rinunciare alla gara.
Dopo il Licony Edoardo si rimette in gioco; alla sua età queste distanze sono decisamente importanti e richiedono la giusta motivazione. Parliamoci chiaro: a quindici anni sicuramente ci sono cose più piacevoli.
Qui si fatica, si suda e dopo, forse, alla fine, arriva la ricompensa, quella della soddisfazione personale di avercela fatta.
La gara, sì parliamo anche di questa, è veloce tecnica, nervosa, insomma difficile se la affronti provando a gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Edoardo la imposta subito con un’andatura da portarlo a viaggiare sul filo del rasoio, i battiti sono sempre al limite e la bravura è quella di saperli limitare quando è il momento per non andare oltre e saltare.
Edo corre da veterano, più che altro corre, limitando al massimo la camminata  e in discesa come suo solito vola. Al rifugio Benevolo arriva in 23 ma posizione, arriva correndo, l’emozione sale. Mi commuovo. Le parole stentano ad uscire, qualcosa mi blocca completamente, sono veramente emozionato, mentre lui, beh non si ferma neanche al ristoro un fugace sguardo, gelido, teso, sicuramente lo specchio della sua concentrazione e via verso la dura salita che porta sopra il rifugio. Lo seguo ancora con lo sguardo una decina di minuti, ora è lassù in alto, cammina ancora a buon ritmo.
Inizia ora un lungo traverso e lo vedo che appena il sentiero spiana parte di corsa. Questo mi tranquillizza.
In breve scompare dietro il lungo costone della montagna e allora anche io riprendo la mia discesa verso il fondo valle, verso Thumel.
Lo attendo all’inizio del lungo tratto in piano che riporterà al traguardo. Sono 4 lunghi chilometri pianeggianti con alcune brevi salite.
Finalmente arriva: ora la sua corsa è quella da ultra e non più da sky. Regolare, lenta, misurata impregnata di fatica quella da gestire se non vuoi saltare.
Riprendo la mia discesa e arrivo al traguardo.
Ora piove: sembra un copione già scritto per rendere ancora più indelebile il ricordo del suo arrivo.
Seguo con gli occhi nervosamente il sentiero a ritroso,  non arriva, comincio a temere che la fatica gli abbia presentato il conto. Invece finalmente intravvedo la sua sagoma, riconosco la sua corsa contenuta e sempre composta.
Gli ultimi metri; finalmente lo posso vedere , rubargli negli occhi sguardi e sensazioni, la tensione è ancora palpabile questa volta ha veramente fatto la gara, la vissuta, subita  a tratti , ma con grande caparbietà gestita
Bravo Edo anche il Granta Parey tor dopo il Licony è tuo.