venerdì 7 ottobre 2011

Morenic Trail 2 Ottobre 2011


Dal racconto dell'Orco Stefano classificato 25° assoluto in 17 ore.

...Posso confermarvi che non ha il fascino della quota e della conseguente emozionante fatica, ma per tutto il resto le zone toccate sono veramente un territorio unico.
La prima parte che va sino al lago di Viverone è un sentiero nel bosco con scorci di laghi eravigliosi, dove il mio amico Antonio, compagno di allenamenti, mi raccontava di gite in barca molto romantiche...

il successivo tratto che passava tra Masino, Montaldo Dora e Candia era quello del paesaggio canavesano fatto di fiumi, laghi e colline... dove il cielo e le sue nuvole (non presenti durante la gara) sono niente altro che dei meravigliosi quadri di Romano Gazzera (grande pittore ciriacese)...
A Candia c'era il primo ristoro (splendida minestra di verdura) e qui purtroppo ho perso il mio amico Antonio, che a causa di un problema di stomaco ha deciso di rallentare un pò..
Il tratto di Valfrè-San Martino - Torre è proseguito tra colline e gruppi di case isolate.... coronato da un bel tramonto, l'arrivo della prima aria fresca serale e dalla bella sensazione di solitudine che qualche volta l'orco ha bisogno di sentire..

Al secondo ristoro (Ponte Preti), grande piatto di penne al peperoncino e pomodoro... accompagnato da una lattina di birra...
In fine ultimo tratto di notte nella Val Chiusella per i comuni di ; Vistrorio, Alice, Muegliano e finalmente Brosso.. con un tratto di sentiero che domina la vista su tutto il canavese illuminato da mille luci.
In questi ultimi 19 km mi sono accompagnato con Gabriele, ragazzo eporediese che all'arrivo migliorava il suo tempo dell'anno scorso di due ore..
Che dire dopo due ritiri finalmente una gara conclusa.. ora spero di incontrarvi al Monte Casto...
viva i maledetti orchi......ciao Steu

mercoledì 5 ottobre 2011

Cantoca Trail dell'Antola 2 Ottobre 2011


Dal racconto dell'Orco Mauro

E’ ancora notte su Piazza Manin a Genova alle 6 del mattino, quando lasciata l’auto mi dirigo verso la stazione di partenza della ferrovia Genova-Casella.
Percorri la prima via di collina e sotto ti si apre lo spettacolo di Genova illuminata, dalla Val Bisagno, il grande stadio di Marassi, fin giù al centro storico, alla Lanterna, al Porto ed ai moli. Impossibile non ripensare alla struggente canzone popolare di “ Ma se’ ghe pensu’
In un amen raggiungi la Stazione, decisamente retrò con i grandi cancelli in ferro battuto, le pensiline in fusione di ghisa dalle colonnine ritorte.
Non mi sarei meravigliato di vedere partire l’Orient Express per Istambul.
Più prosaicamente, insieme ad altri 40 romantici trailers, abbiamo aderito ala lodevole iniziativa della Società organizzatrice ERGUS-Città di Genova di recarci alla partenza a Casella mediante lo storico trenino.
Un trenino invero che è un gioielo di ingegneria dei trasporti. Ultimato nel 1929, la linea a scartamento metrico ha conosciuto alterne vicende, fino ad arrivare ai giorni nostri ristrutturata e completamente elettrificata. Svolge un importante servizio di collegamento fra la città di Genova ed il suo entroterra, oltre ad avere una sempre più importante funzione turistica.
Risale infatti al 1989 il romantico convoglio della Belle Epoique. Alla testa del treno c’è ancora la più antica locomotiva elettrica ancora funzionante in Italia, una Tecnomasio Brown Boveri costruita nel 1924 per la Ferrovia Sangritana e trasferita sulla tratta Ligure nel 1962.

Completamente ristrutturata, con la maggior parte della meccanica ancora originale, si presenta in una sgargiante livrea rosso/crema con fanali e plafoniere merlate. Anche le carrozze Breda del 1929 presentano gli originali arredi in legno di Pitch pine.
La partenza è sempre emozionante, alla luce fioca dei lampioni. Bè in fondo un treno tutto per noi!
Fatto salvo il primo tratto con una discreta acclività, il binario si snoda sulla linea a quota costante tutt’attorno ai monti che fanno da corona a Genova fino alla Alta valle Scrivia, con una impareggiabile vista sulla val Bisagno e val Polcevera, con una portentosa visione del sorgere del sole dietro il monte Fasce, la cintura dei grandiosi forti di difesa , forte dei Ratti, Diamante etc.
Tra una chiacchera e l’altra ci ritroviamo a Casella, appena in tempo per ritirare pettorale e preparativi.
Trail dell’Antola edizione n° 1 è come l’Araba Fenice che risorge dalla iniziale Rigantoca, ovvero Righi-Antola –Caprile di ispirazione più escursionistica.
Infatti il nuovo nato CANTOCA, acronimo di Casella-Antola- Casella , abbandona finalmente i lacci e lacciuoli della commistione con l’ambiente FIE-CAI per tramutarsi in un ambiente decisamente corsaiolo e rivelarsi pertanto nel suo abito più consono di trail di montagna. Un vero trail da non sottovalutare, sia come percorso, sia per natura dei sentieri, ambiente corribilità e lunghezza.
Il trail dell’Antola ha tutte le caratteristiche peculiari per essere definito una vera Maratona di montagna della provincia di Genova, circa 42 km, 2100 metri di dislivello positivo e negativo, anche se il dislivello fra il punto di partenza Casella mt 406 e la vetta dell’Antola mt 1597 raggiunge a mala pena i 1200 mt. Sinonimo di un percorso oltremodo ondulato, continui saliscendi caratteristica tipica dei trail di Liguria, dove tutti i sentieri si rivelano tortuosi, aspri ,tagliati sulle pendici appenniniche o sui lunghissimi crinali.
E di crinali se ne percorrono in questo giro, sia nella prima che nella seconda parte che hanno permesso di godere di eccezionali panorami sulla costa verso Genova o verso Piacenza ed Alessandria, merito anche di una giornata di sole di un altrettanto meraviglioso autunno.
Il percorso si presenta variegato con una piccola percentuale di tratti asfaltati (15%) Sterrati ( 6%) e per la maggior parte sentieri (79%) .
Tutto qui converge verso un unico punto focale, intersezione di vallate e crinali, punto trigonometrico di 1° categoria. Lo sguardo, l’attenzione il desiderio sono inevitabilmente attratti da questa cima di 1597 mt, la montagna per eccellenza dei genovesi.


L’Antola infatti rapresenta l’intersezione di 4 valli principali, la Val Vobbia con il famoso castello della Pietra e la sua puddinga, La val Pentemina, la val Brevenna e l’alta Val Trebbia.
4 grandi dorsali convergono al suo nodo sommitale.
Noi oggi ne percorreremo quasi interamente 2, rinvenendo antichi borghi rurali, manufatti agricoli e fasce terrazzate.
I pochi paesini che si intravedono sparsi su crinali e valli sono spesso come piccoli presepi circondati da una lussureggiante vegetazione, ed i sentieri ivi incredibilmente tagliati come vie di comunicazione di una antica civiltà contadina son oggi teatro dei nostri trails, quasi verdi gallerie fra terrazze e muri a secco.
Sguardo in alto, 150 podisti ma soprattutto consumati trailers, alle 8 del mattino se ne dipartono da Casella.
2 km di stradine e finalmente comincia la salita al Monte Maggio dove si arriva a quota 950 dopo 4,5 km- Bella discesa ed un tratto parzialmente attrezzato ci riportano in cresta con l’affaccio su Crocefieschi. Una lunga cavalcata sulla dorsale tra boschi e radure con tratto stradale ed ecco il rifornimento del Passo dell’Incisa1100 mt, km13,4. Vedo l’Antola sempre troppo lontano, ma una breve salita ed un traverso ci fanno guadagnare la sella del Monte Buio ed il monte Arvego.
Sempre tra castagni finalmente riconosco il sentiero per la cima e finalmente raggiungiamo i resti dello storico rifugio Musante, meta di tante gite.

Bè Musante è sinonimo della cima dell’Antola e difatti in un battibaleno siamo sulla cima, dopo circa 21 km, metà esatta della corsa. A questo punto l’altimetria stampata in un file della mia mente mi dice che adesso rimane la seconda parte tutta discesa. Errore!
Rimangono sì 21 km, tutti da correre ma continuamente ondulati tra i faggi ed i castagni.
Adesso le piccole salite si sentono eccome ed anche dislivelli di 50 metri diventano impegnativi.
Riesco ancora ad apprezzare il paesaggio del lago del Brugneto, incastonato laggiù in fondo.
L’ultimo ristoro alla frazioni Piani è famoso per la focaccia ed il salame di sant’Olcese ma un barlume di buon senso mi fa desistere.
Meno male perché all’improvviso si sale di circa 100-150 metri fino alla sommità del monte Banca su una dorsale esposta al sole delle ore 13,0 – insomma una tortura! – e tra una mandria di vacche magre, non come quelle svizzere, si scende a precipizio tra boschi fino ad Avosso, discesa già conosciuta dalla Rigantoca. Ormai Casella ci aspetta con la sua pasta al pesto.
Sono già passate 6h 10’
Oserei dire una organizzazione efficiente e puntigliosa con posti di controllo con cartellonistica informativa sulle distanze, ha permesso finalmente di non perdere la retta via!

Per finire una poesia di A.Becherucci scritta per la Cantoca e forse anche per orchi e trailer vari:

Siamo nati per vivere, non per sopravvivere
ai bordi della vita che è equilibrio
in movimento sulla strada dell’esistenza.
Non bicicletta accostata al muro dell’inerzia,
ma inforcata e pedalata con gioia.
La vita è strada, non muro.
Abbiamo ancora tante energie da bruciare
e tante strade da percorrere.
Alla fine diremo: “ E’ stato bello.
Sì, dovevamo farlo in nome della vita”
Perché siamo fatti della stessa sostanza
della natura che è pura energia.

A.Becherucci

domenica 25 settembre 2011

Ultra Trail di Oulx 25 Settembre 2011


Foto Ultra Trail di Oulx 2011

Dal racconto dell'OrcoPinoR
Nella vituperata Valle di Susa si svolge questo trail d'inizio autunno, in questa Valle forse la piu' ITALIANA di tutte.
La ValSusa, la via per le Gallie per i romani...e ancora oggi agognata ...che noia...dagli stessi per via della TAV.

E' OULX, la cittadina a 1100 slm che ospita la partenza e l'arrivo e sono gli OulxTrailers l'associazione di VOLONTARI che con vero spirito olimpico hanno organizzato e voluto fortemente questa serie di gare concomitanti con diversi chilometraggi 46k-20k-11k...c'e' ne' per tutti i gusti.
Vi assicuro che per gestire 3 gare in un sol giorno occorre un'organizzazione affiatata, un numero notevole di persone sul percorso, oltre ad aver fatto un'attività propedeutica per gestire/coinvolgere:

- Il Parco naturale del Gran Bosco di Salbetrtand
- La SITAF societa' che gestisce il traforo del Frejus
- il Soccorso Alpino
- I comuni di Oulx-Salbertrand-Beaulard-Savoulx
- Le guardie forestali
- Le federazioni UISP ed FSA
- I volontari per i ristori
- Le forza dell'ordine
- Il servizio di guardia medica
- Gestire il sito internet e le mail
- Far quadrare il bilancio economico
- Aver ritracciato un nuovissimo percorso per l'Ultra
- I pacchi gara
- Le premiazioni
- Il cronometraggio e le classifiche
- Gli sponsor
- ect...
- ect..

Quindi, vi prego quando facciamo (io per primo) le critiche agli organizzatori delle gare, facciamolo perche' aiutano sempre a migliorarsi, ma sempre con COGNITIO CAUSAE.
Alla 3' edizione dell'evento, scevro da qualsiasi altro impegno, mi iscrivo senza ombra di dubbio...la gara attraverserà il paesino di Salbertrand a me caro poichè mio padre vi ha vissuto circa 18 anni e dove ancora oggi vi riposa presso il piccolo cimitero antistante la Dora Riparia.
Certo non mi sarà facile attraversare in gara il paesino, scaccerò la malinconia per quanto possibile.....

Malinconici ricordi 
fiaccano la mente
non il cuore.
Sono qui ad 
inseguir me stesso,
a risalir le chine,
a cercarmi dentro.


Gli Orchi in gran numero, dieci, a tutte le gare.
Il viaggio di andata con Vittorio che, reduce dall'Ultra trail Punt del Diau, decide alfine di partecipare anch'egli per rifinire la preparazione in vista del MorenicTrail....
Per me quindi un punto di arrivo per Vittorio un trail di lancio.
Durante il tragitto in autostrada, un'acquazzone ci coglie e spegne subito le velleità di trascorrere una splendida giornata autunnale.
Arrivati a OULX, cosi come da previsioni metereologiche, i piovaschi cessano lasciandoci sperare nelle agognate schiarite.
Nella palestra dove vengono distribuiti i pettorale, rari trailers l'hanno utilizzata per la notte.
Ecco Matteo al rientro dopo il Trail del Monte Soglio, Silvio, Livio ed Eleonora alla prima gara dopo il leggero stop per infortunio alla RUSM.

Il tempo per un caffè ed è già l'ora della partenza nei giardinetti attigui a piazza Garambois.
Una novantina i partenti, temperatura ottima.Tra gli atleti di punta i nazionali di Ultra Trail Daniele Fornoni e Marco Zarantonello freschi Vice campioni del mondo a squadre in quel di Connemara (Irlanda) nella specialità Ultra Trail gestito dall Federazione IUTA.
Nella foga della partenza all'uscita dei giardinetti inforchiamo in massa via Vittorio Emanuele, invece del corretto percorso di via Monginevro...cose che
capitano...cosi che gli ultimi...come nella famosa parabola... si ritrovano primi.

Il ritmo è subito elevato e mal si presta al sottoscritto a cui piace documentare con numerosi scatti questi splendidi Trek-Trail.
Troppo veloci per me Livio,Vittorio,Matteo ed Eleonora.
Nel percorso tra Oulx e Salbetrand, Matteo mi racconta che e' stato punto da una vespa. Anche altri trailers della 46k, raccontano, di vespe arrabbiatissime a cui è stato calpestato o disturbato l'alveare, con il risultato che alcuni di essi sono stati attaccati.
Mentre nella 20k altri atleti sono stati oggetto di punture di tafani, ricorrendo, per i piu' sensibili alle cure dei medici presenti sul percorso.
Presumo sia il prolungamento del caldo estivo, che rende particolarmente irritabili gli insetti la quale normalmente in questa stagione si approprinquano al letargo invernale.

Dopo aver attraversato un tratto dell'abitato di Oulx il percorso della 46k si inoltra in natura seguendo il famoso SENTIERO DEI FRANCHI.

Il sentiero dei Franchi è uno stupendo itinerario che parte da Oulx e che percorre l'intera Valle di Susa fino a raggiungere la Sacra di San Michele, passando per molte tappe nel verde.
Si narra che il sentiero fu percorso la prima volta nel 773 dalle armate di Carlo Magno per sorprendere alle spalle le truppe del re longobardo Desiderio, padre di Adelchi....

Ancora nel territorio del comune di OULX, ecco un trailer fermo per crampi, trattasi di Ranieri gia' vincitore del Trail di 75km UltraTrail Punt del Diau.

Sono solo sul percorso, dietro di me ancora una ventina di atleti....gli altri in fuga avanti a me.
Con riverenza entriamo nel parco Naturale Gran Bosco di Salbetrand, un parco relativamente giovane nato nel 1982.
Si estende sulla destra orografica della Val di Susa (Alpi Cozie Settentrionali), dai 1000 metri slm ai 2600 dello spartiacque con la Val Chisone, con i colli Lauson e Blegier.
Il principale motivo di istituzione del Parco, risiede nel particolare valore naturalistico del Gran Bosco vero e proprio: 700 ettari di foresta mista di abete bianco e abete rosso.Notevole la fauna qui un elenco a memoria :aquila, picchio nero, pernice bianca, gallo forcello ,gufo reale, civetta, lepre variabile, capriolo, camoscio, volpe, lupo, ermellino, donnola, martora, tasso, cinghiale...orco e dau per non dimenticare la formica rufa.

Terminato il bosco, il percorso decisamente si dirige verso l'abitato di Salbertrand... ma c'e' da attraversare l'autostrada e il fiume Dora Riparia.
Gli organizzatori fantasiosi non si sono persi d'animo, ci fanno attraversare l'autostrada dal sovrapasso coperto della Sitaf.
L'attraversamento crea un piacevole diversivo condito con un piccolo ristoro organizzato dal personale SITAF a base di cornetti, cioccolato e qualsivoglia bibitume.
Attraversiamo letteralmente l'area di servizio, percorso unico nel panorama dei Trail in Italia, ed usciamo dal cancelletto che immette nella periferia di Salbertrand transitando vicino al luogo dove mio padre custodiva uno splendido orto che ci regalava ogni anno ortaggi e frutti preziosi.
Eccoci al cimitero, un groppo alla gola...li riposa mio padre...ma chè ci faccio vestito da palombaro e pieno di TUBICINI qui, dove con mio padre si passeggiava a discutere di calcio, a chieder consigli sulla vita, a farmi raccontare dei suoi lunghi anni da prigioniero in Germania durante la 2Guerra Mondiale...
Mi viene voglia di mollare tutto e tornare a casa...magari prendendo il treno nella vicina stazione ferroviaria.

Le gambe però non si fermano e neanche il dito che scatta...clic,clic,clic...ecco la parrocchiale con il suo stile moresco e romanico, la piazza del paese con la trattoria le 2bandiere.
Attraversiamo la Via Roma, le vie che la incrociano e le stalle attigue...ne conosco parecchie, le antiche fontane del '500.
Ormai in Salbertrand non abitano che circa 100 residenti....agli inizi del 900 ne contava quasi 2000, quando funzionavano ;il lago ghiacciaia che produceva ghiaccio per le città, le coltivazioni di patate e di lavanda, il trattamento dei merluzzi che grazie al traforo del Frejus arrivavano dal Nord Europa.

Usciamo dall'abitato dirigendoci verso OULME e verso il campeggio del GRAN BOSCO, per poi prendere decisamente un sentiero che ci porta verso le strade militari costruite per servire i forti Pramand 1900 slm e Jafferau 2600 slm.

Non si vede anima viva a parte i volontari sul percorso, il silenzio rumoroso del bosco e' assordante.
Velocissimi ed indaffarati gli scoiattoli saltano da un ramo all'altro, il canto di qualche tetraonide e il fischiare di rari piccoli ucceli stanziali mi accompagnano in questo tratto di salita, duro e impegnativo.
All'altezza della grotta nera raggiungo Matteo cosi chè al secondo ristoro, sito sulla strada militare che porta al forte Pramand, ci rifocilliamo insieme prima di affrontare la galleria del Pramand di 800metri, conosciuta anche come galleria dei Saraceni o galleria del Seguret.
La galleria e' stata costruita nel 1925, in previsione del riutilizzo dei forti, in seguito alla Prima Guerra mondiale, per prevenire il costante crollo di massi sulla strada dalle pendici del Monte Seguret. I lavori di costruzione della galleria proseguirono per 4 anni, fino al 1929.
La galleria va affronata con le pile frontali e con una giacca impermeabile, all'interno buoi completo, piove dal soffitto causa la vicinanza (si sente il
rumore) di vene d'acqua che alimentano i torrenti vicini, non consigliabile il transito ai soggetti claustrofobici......

Siamo a quota 1900 slm , ci attende lo strappo di 700D+ per il colle del Vin Vert dall'omonimo monte.
La salita su ampi pratoni, ripida con splendido fondo prativo di fine estate, ancora si possono vedere le stelle alpine ormai quasi sfiorite.

Splendido il panorama sulla Rognosa di Etiache e in basso verso la valle di Susa.

Affronto questa salita consumando le ultime castagne bollite ieri sera a casa, ottimo corroborante se innaffiate da abbondate acqua gasata di cui ho fatto il pieno all'ultimo rifornimento.
Al Colle Vin Vert, la vista si appaga con la veduta a nord della Valfredda ed a ovest delle fortificazioni dello Jafferau, il percorso di gara vi arriva appena sotto attraverso la strada militare, poi invece di procedere con i tornanti che portano al forte, inforca il sentiero nr.735 che precipita verso la frazione di Villards in 1400D-.

Giù a valle ri-attraversiamo in modo rocambolesco l'autostrada Torino-Bardonecchia e attacchiamo la breve e splendida salita verso l'abitato di PUY.
Da qui iniziano i 10km ,corribilissimi per chi ha ancora muscoli saldi, di munta e cala tra zone adibite a pascolo e boschive fino portarci nell'abitato di Chateaux Beaulard e all'ultimo ristoro.
A Chateaux transitiamo davanti al ristorante L'EITABLE...quanti pranzi di Pasquette trascorse con mio padre, il menu' ormai perfezionato : polenta Taragna con spezzatino, formaggi oppure coniglio, lingua con bagnetto rosso o verde, acciugne al verde, panna cotta o bounet.
Gli organizzatori al breafing ci ricordavano dell'ultima salita a OULX, su nero bitume, che precede l'arrivo...la affrontiamo al passo di Nordic walking , poi d'incanto ecco OULX e il gonfiabile dell'arrivo.....tutto in sol fiato quasi in apnea, mentre i turisti della domenica sono sulla via di ritorno nelle popolose città.
Ottima la prestazione degli Orchi della 46k, Vittorio 2' di categoria ed Eleonora 3' assoluta tra le donne.

foto Ultra Trail di Oulx

giovedì 22 settembre 2011

IVREA - MOMBARONE 18 Settembre 2011


Edizione 2008
sito Ivrea Mombarone

Dal racconto dell'Orco Mauro

La terza domenica di Settembre l’appuntamento fisso è con una semplice corsa di montagna, ma non una gara qualsiasi, bensì la corsa alla Colma di Mombarone, quota 2371.
La Colma è il primo rilievo della grande costiera che adduce lentamente e sonnecchiosa verso il Monte Rosa.
Grande viaggio di cresta di circa 3-4 giorni, ma noi semplici escursionisti corridori la vediamo come un punto di arrivo.
Per i Canavesani ed un po’ per i Torinesi questa è una vera festa della montagna, una antica tradizione che vede una folta partecipazione di folla.
Con questo fanno 35 anni sempre di corsa, partendo dalla Piazza Ottinetti di Ivrea a quota 220 mt, 20 km, 2100 mt di dislivello, sempre e solo salita, da correre, da camminare e da arrancare.
La storia comincia nel lontano 1922, vicinissimi alla marcia su Roma, ma qui si cammina da Ivrea alla Colma e ritorno.
Tempi eroici ed il primo vincitore, Rinaldo Bovo, impiega 5h 35’ tra salita e discesa su un percorso praticamente libero.
Pensare che l’anno prima , il 1921, la Maratona acquisisce il percorso ufficiale di 42,195 mt e si subisce ancora il fascino indiscusso di Dorando Pietri, primo Maratoneta della storia nostrana che detiene il primato della corsa su strada in 2h 38’.
Le eroiche gesta di questo piccolo Italiano riecheggiano ancora dal non tanto lontano 24 Luglio 1908 sulla pista di Londra e sul suo spaventoso tracollo.
Ma il nostro Rinaldo Bovo impiega praticamente un tempo che attualmente è alla portata della maggior parte dei partecipanti odierni
Tre edizioni disputate fino al 1925 , e poi lunga interruzione fino al 1977, anno della 1° riedizione.

Da allora si corre sempre, con circa 3-400 partecipanti all’anno.
Un tempo questa era considerata una gara mitica, quasi di extreme endurance.
Oggi sono tanti i grandi appuntamenti di prestigio internazionale e realmente estremi sia come impegno che lunghezza, che ci fa quasi sorridere. Praticamente concomitanti sono il Tor Des Geants ed il Trofeo delle Grigne, di ben altra complessità , durata e lunghezza.
Ma il fascino della Mombarone, di questa corsa che partendo da una città sonnecchiosa ci porta in vetta alla montagna per eccellenza che la sovrasta, non è diminuito, anzi aumenta con il passare degli anni.
Bè è veramente fascinoso partire dal salotto buono degli Eporediesi, dai grandi caffè del centro storico, lambirne i portici che scimmiottano la capitale Torino, calpestare l’antico porfido, alzare lo sguardo e vedere lontano una irraggiungibile vetta, la nostra meta!
Le premesse erano tutte assolutamente negative, un meteo pessimo, tanto da prendere pioggia fino al momento della partenza e soprattutto un clamoroso depistaggio da parte della Fidal che dichiarava annullata la gara.
Ma il nostro Signore e Protettore dei corridori di montagna smentisce le catastrofiche previsioni e ci regala una mattinata soddisfacente e neanche fredda.
Quanto alla Fidal, non occorre disturbare il Padreterno. I soloni burocrati della nostra piccola Casta vengono smentiti clamorosamente dalla folta partecipazione.
Oltre agli storici Salizzoni, Garbati e company, il Parterre dei partecipanti annovera Jean Pellissier, Enzo Mersi, Vaccina e Lenzi.

Vorrei qui citare per mero dovere di cronaca anche i tre Orchi 3 , Rusinà, Antonioli e Mazzino, da non confrontare con i sopra citati ma comunque molto impegnati.
Si parte quasi trascurati dai residenti, tanto che non si trova un bar aperto in centro.
Ma man mano che si esce da Ivrea, lambendone la periferia si comincia a vedere la presenza del pubblico.
Superato il lago Sirio, si raggiunge Bienca, Andrate per le vecchie mulattiere, nei paesi, nelle borgate, nelle frazioni si percepisce il tifo degli abitanti. Si corre quasi tra la folla
Incredibile l’elemento folla in una corsa di montagna.
Roba da non crederci per noi orchi montanari abituati per la maggior parte alla solitudine ed al silenzio dei sentieri.
Par di essere il povero Lorenzo Tramaglino nella Manzoniana folla di Milano, incitati, sospinti. Ovunque persone, sui laghi, nei primi paesi. A San Giacomo poi è un vero tripudio, gli ultimi 100 metri di strada sono tra due cordoni plaudenti, roba da Maratona olimpica.
In effetti non ricordo un’altra Corsa di montagna con una simile partecipazione
Bè dopo 14 km di strada e corsa, la fatica comincia a farsi sentire, ma ti senti Pellissier quando affronti il sentiero, quasi correndo dopo San Giacomo.
Naturalmente è un fuoco di paglia perché subito dopo si prende il passo alpino, passando per le baite Pinalba, Valneira, e Fornelli.

Fortunatamente la strada bianca ci permette di accennare una breve corsa tanto per ritemprare i nostri poveri muscoli, almeno fin tanto che crampo non ci separi..
I ristori davvero numerosi ci portano di bicchiere in bicchiere fino al lago Pasci quota 2119.
Bè a questo punto è quasi fatta, la cima è solo a due passi e ormai non ci fa più paura!
Aumenta il ritmo sospinti dalla nostra ferrea volontà, il rifugio ed in un amen la cima.
Ricordo circa 15 anni orsono la prima volta ed il penoso arrivo in punta quasi strisciando su quella maledetta scalinata, con le foto e la didascalia ( Se questo è un Uomo!)
Quest’anno il riscontro crono è un po’ migliorato ma soprattutto l’arrivo è invero dignitoso e fiero a testa alta!
Il ristoro in punta ci nega clamorosamente il vino, miraggio di tutta la salita, pazienza!
Con una K Way travestita da tuta da imbianchino in tessuto non tessuto ci dirigiamo baldanzosi verso valle.
Per la cronaca i tre detti Orchi impiegano:
Rusinà Giorgio 2h 49’
Antonioli Michele 2h 07’
Mazzino Mauro 3h17’
Onore al merito!

venerdì 16 settembre 2011

Bici BDC Lago di Malciaussia da Lanzo (To) 16 Settembre 2011


Dal racconto dell'OrcoPinoR
Tre gli Orchi a questo appuntamento per l'escursione in bici da corsa da Lanzo al Lago di Malciaussia; OrcoPinor, OrcoPinoP, OrcoCamola.
Non siamo molto allenati cosi che preferiamo partire da Lanzo(To) 400 slm.
Il trasferimento con la mia macchina; due bici sul tettuccio, ed una all'interno, grazie al sedile sdoppiabile.
Di buon ora, sono circa le 8.00 partiamo da Lanzo(To) con assoluta tranquillità. Ci attendono 40km e 1400D+ al lago di Malciaussia in alta valle di Viù a 1800 Slm.
Si inizia subito con le rampe che portano a Pian Bausano, ma in seguito si sale dolcemente senza strappi fino a Viù la cittadina più  popolosa della Valle omonima.
A Viù scattiamo due foto ricordo sotto l'enorme Pinocchio di legno alto 6 metri e 53 cm scolpito da Rocchetti S., una vera rarità e stranezza, ne approfittiamo anche per  una sosta per affrontare la prossima tappa che ci porterà ad  Usseglio (To) 1265 slm.
Arriviamo ad Usseglio, località conosciuta dai torinesi per lo sci di fondo e per la frescura estiva, caricatissimi tant'e' che nel rettilineo che immette in paese scattiamo come fossimo al gran premio della montagna.
Ci fermiamo per rifornirci di acqua ed acquistare un po di cibo nel negozio di alimentari appena fuori il paese.
Alcuni autoctoni ci chiedono dove andiamo e noi gentili gli spieghiamo che la nostra intenzione è conquistare  il lago di Malciaussia con le nostre specialissime.
Gli indigeni invece di darci conforto ci dicono che per salire al lago occorre avere grossi ZEBEDEI e che è durissimo.
Insomma l'accoglienza non delle migliori com'è d'uopo in queste vallate dimenticate; naturalmente non ci lasciamo spaventare e ce la ridiamo sotto i baffi.
Fino a Margone nessun problema, poi rampe serie al 12-15% ci fanno tribolare non poco.
Al fine eccoci tutti arrivati al lago artificiale di Malciaussia  1800 slm.
Al rifugio Vulpot ci fermiamo per una improponibile pasta, una buona birra e con la vista di sua maestà il Rocciamelone 3538 slm.






domenica 11 settembre 2011

Granfondo UltraTrail Punt del Diau 10 Settembre 2011


foto Ultra Trail Punt del Diau
L'unione, delle comunità montane delle Valli di Lanzo e della comunità montana Val Ceronda e Casternone, avvenuta nel 2008, recente e non ultimo taglio ai costi della politica ha prodotto sinergie forse prima non possibili.
Uno di questi risultati, e spero non l'unico, è stata l'invenzione (perchè di questo si tratta) dell'Ultra Trail Punt del Diau.
Il Don Chisciotte del nuovo ULTRA, Alfredo Bianchi, il già direttorissimo della 'Maratona Alpina di Val Della Torre',collaudata gara che si svolge nel catino naturale del comune omonimo.

Nell'autunno del 2010 sono iniziate le riunioni per :
- stabilire il percorso di gara
- coinvolgere i comuni per la pulizia del percorso
- Interessare i media all'evento
- Trovare un nome ed un logo accattivante

A tutti è sembrata, all'inizio, un'impresa improba ed invece con la caparbietà e la serietà che contradistingue Alfredo, eccolo il Trail Punt del Diau....vanno i miei complimenti sinceri a tutti i fautori che ci hanno creduto.

Sul percorso di 75km 5300D+ è stata ricavata anche la Granfondo di 26km 2100D+ che da Val della Torre porta a Lanzo.
La gara Lunga prosegue,dopo Lanzo, per Viu e da li per Chiaberge, poi Richiaglio, Colle della Lunella, COlle Portia, Colle del Lys , Monte Arpone, Santuario della Madonna della Bassa ed infine proseguire per Val della Torre e Brione luogo di partenza ed arrivo.

Una prima edizione partita con una eccezionale presentazione in Torino a Palazzo Cisterna sede dell'ancora esistente Provincia di Torino , un pò piu in sordina nel mondo dei Trail, come spesso avviene per le prime edizioni.


Percorso delle due gare molto tecnici su terreni mai banali.
Gli Orchi a partecipare sono 4.
Livio,Vittorio e Silvio per la lunga 75km , PinoR per la GranFondo.

Nei giorni antecedenti la gara, il generossimo Silver si è prestato a dare una mano ad Alfredo per la ricognizione di parte del percorso, rimediandosi nel tratto tra il Monte Rosselli e Lanzo un'attaco di vespe.
Decido di iscrivermi alla 26km, non sono carico per una 75km a cosi basse quote....e quando non sei convinto e deciso mentalmente a intraprendere un'Ultra....meglio non farle si rischia di non chiuderle e alla peggio di farsi male.

Sono invece stuzzicato dall'idea di poter congiungere itinerari diversi che normalmente facciamo in inverno, piccole gite della mattinata unite insieme da un unico percorso:
- La salita al Monte Rosselli
- La passeggiata dal Santuario di Maria Ausiliatrice di Givoletto alla Madonna della neve
- Il trek da Varisella al Colle della Carminera
- L'ascesa da Vallo al Passo della Croce per scrutare il Rocciamelone visto dalla valle di Viu.
- La gara a Cafasse con la salita alla Ca' Bianca

Distribuiti equamente tra Ultra e Granfondo, gli atleti alla partenza, alla palestra U.Barrera di grange di Brione, sono circa 80....non male come prima edizione.
Per l'Ultra la partenza è prevista alle 6.00 mentre per la Granfondo (approvata FIDAL) partenza alle 9.00.

L'ultima coda dell'estate imperversa in Italia ed il caldo afoso ci accompagnerà anche oggi 10 Settembre 2011.Temperature previste e rispettate intorno ai 30 gradi.

Decido di partire, senza 'Sac a Dos' (lo zaino in francese), per essere più leggero e veloce.
Non crediate che la 26km sia una banalitaà, anche se ad onor del vero rispetto all'Ultra è una formichina ma ricordate che ci sono sempre 2100D+ al sole, umidità elevata e 30 gradi.
Ed infatti, dopo la salita al Rosselli, l'insidiosa discesa a Varisella il mezzacosta di Vallo, vado in Tilt per la disidratazione....
Alla salita della Ca' Bianca forse ho avuto delle visioni...ma non ne sono certo, ne parlerò con il parroco del mio paese.

Lo sforzo e il pensiero
dell'uomo singolo
può risultare vano
solo la collaborazione
del lavoro di gruppo
esalta la solidarietà
reciproca e porta alla
costruzione delle cose
in una naturale simbiosi
del braccio e della mente
-Targa alla Ca'Bianca di Cafasse(TO)-

Mi direte.....hai bevuto poco...niente di piu' falso:
- 2 giorni prima cura idrica
- durante la gara ho bevuto fino a Vallo circa 2 litri di acqua.

Niente da fare...a salvarmi Andrea che mi raggiunge nella discesa di Lanzo.
Andrea che per puro diletto è partito in bici da Rivoli e parcheggiatala a Lanzo in zona arrivo , mi è venuto incontro per darmi conforto. Io ero completamente scoppiato.
Riesco ad apprezzare la discesa a Lanzo con vista sul paese di Balangero e Lanzo, il letto del fiume Stura e il famosissimo Ponte del Diavolo che attraversa il fiume.

Il nome del ponte deriva dalla leggenda secondo la quale fu il diavolo a costruire il ponte dopo che per ben due volte ne era stato edificato uno, sempre crollato. In cambio il diavolo avrebbe preso con sè l'anima del primo a transitare sul ponte, e per questo venne fatto passare un cagnolino. Il diavolo, adirandosi, avrebbe sbattuto violentemente le sue zampe sulle rocce circostanti formando le caratteristiche "Marmitte dei Giganti" (azione delle acque del fiume, sulle rocce, aiutate da enormi sassi).
Suggestivo l'attraversamento del Ponte, con personaggi in costumi che ne fanno un evento unico, memorabile l'attraversamento della collegiata, e poi l'interno del paese per arrivare nella piazza del mercato felice e disidratato.

Il pranzo sotto i portici dell'area mercato e le premiazioni concludono una splendida giornata.

E gli Orchi dell'Ultra? ... felicemente concludono da finisher dopo circa 16 ore, entusiasti del percorso e di aver scritto il loro nome sulla 1' edizione
dell' Ultra Trail Punt del Diau.

foto Ultra Trail Punt del Diau