venerdì 22 ottobre 2010

24 ORE DI TORINO 17 Ottobre 2010


Dal Racconto dell’Orco Andrea

Ho partecipato alla 24 ore di Torino organizzata da Giro d'Italia Run.
La manifestazione ospitava il Campionato Italiano e il Campionato Regionale Piemontese assoluto e master sulle 24 ore.Quella che vado a raccontare è la mia esperienza. Con il racconto spero di trasmettere anche le sensazioni vissute.
La gara si svolge nel Parco Ruffini di Torino e la partenza è sabato mattina alle 10.
Arrivo intorno alle 8 e mi sembra che l'organizzazione sia un po' in ritardo.
Il percorso si snoda su un anello da 1 km e vicino alla partenza c'è la cosiddetta zona di 'neutralizzazione' nella quale possiamo sostare quando non siamo sul percorso. Questa è allestita da due gazebo aperti per il deposito borse ed una tenda con 15 brande per il riposo notturno.
Siamo un centinaio e già durante la preparazione ci accorgiamo che lo spazio è risicato, inoltre i gazebo e la tenda non sono ne illuminati ne riscaldati. Cercare le cose nella borsa di notte sarà un'impresa.
Comunque il clima che si respira è bello, ci sono atleti che arrivano da tutta Italia ed è emozionante trovarsi alla partenza con gli atleti della nazionale. Di loro conosco Stefano Montagner. Riconosco Annemarie Gross, anche lei nazionale e vincitrice del Tor de Geant. Con lei facciamo qualche foto nell'attesa dello start.
Si parte. Del G.S. Murialdo siamo in tre: io, Roberto e Daniele. Da Rivoli c'è anche Nerio Soncin: un mito sulle lunghe distanze e non solo. Nerio, da qualche anno corre per la Turin Marathon ma i legami di amicizia sono sempre gli stessi.
Gran parte del sabato corro con Daniele. Parliamo, ridiamo e ci esaltiamo con lo slogan: "Domani mattina saremo ancora qui !" ed indichiamo il punto nel quale stiamo passando. Il chilometraggio è rilevato dal chip sulla scarpa ed ogni passaggio registrato manualmente dai giudici.

Le prime ore passano bene. Ho un po' di ansia di 'fare km'. Per mia fortuna Daniele è molto preciso e aiutati dal Garmin procediamo regolari. Il tempo non promette nulla di buono, c'è un'aria fredda che fa volare i nastri che delimitano il percorso. Sono partito con mezze maniche e canottiera e in breve mi ritrovo vestito come avevo pensato per la notte. Fortunatamente ho portato una vagonata di cose e non bado a spese nei cambi.
A lato della pista c'è Jerome Debize. Non sapevo corresse per Giro d'italia Run. I suoi incoraggiamenti sono continui: "Forza Andrea, alè, bravò".
In mattinata passano a trovarci Alessandro, Mario, suo figlio e Silvio. La loro presenza mi fa molto piacere.
Le ore passano e i km pure. Verso le tre è pronta la pasta. Camminando mangio con piacere un piatto caldo. Daniele va avanti a parmigiano.
Alle cinque faccio una doccia. Ci metto 15 minuti e l'acqua calda mi rigenera un po'.
Il nostro slogan piano piano si trasforma : "Domani mattina saremo qui ...lunghi distesi " ed indichiamo sempre il punto in cui stiamo passando. Comincio ad alternare due giri di corsa ed uno di cammino.
E' impressionante vedere gli atleti della nazionale, non si fermano mai e soprattutto non smettono mai di correre.

Mentre sto rientrando in pista da una sosta vengo preso sotto braccio da un atleta che mi dice: " Vieni che così mi racconti". Si chiama Marco Vannucci, forte accento toscano e forte andatura. Ha notato il mio smanicato con lo stemma dell'UTMB.
Con lui faccio solo un paio di giri e con il fiatone, almeno io, parliamo delle gare intorno al Monte Bianco alle quali anche lui ha partecipato. Marco non è un atleta qualsiasi. Più tardi ho saputo che è stato in testa alla classifica per gran parte della gara con 111km alla 10° ora.
Dalle 18 il tempo peggiora e cadono le prime gocce di pioggia. Per fortuna arrivano altri amici a trovarci: Pippo e Claudio con le rispettive famiglie. Ci salutiamo dalle transenne. Mi viene di fare gli onori di casa, vorrei fermarmi a parlare, ma loro sono i primi a dirmi "vai, vai".
Anzi ne approfitto e chiedo a Pippo di leggere il mio chilometraggio sulle classifiche aggiornate ogni ora.
Arriva il buio: alterno un giro di corsa e uno di cammino. La pioggia continua fino alle 24.
Alle 23 arrivano Pino, Enrico e Umberto. Alè! Botta di allegria. Ci abbracciano, non riesco a dire ciao che Pino mi ha già scattato 20 foto. L'incontro avviene a metà circuito e li incito a seguirmi nella direzione in cui sto camminando; Enrico mi guarda e: "Andrea sai che non posso correre..." Scoppiamo in una grassa risata. Si fermano fino a mezzanotte ora intorno alla quale scocca il mio centesimo km.
Evviva !

All'una decido di fare una pausa lunga. Devo distendermi e cambiarmi, le gambe fanno male.
La tenda per il riposo notturno è 'al completo ' e con Daniele decidiamo di metterci nel corridoio del Palaruffini che conduce alle docce. Io ho il sacco a pelo e per terra sto bene. Daniele per non soffrire troppo il freddo si sposta nello stanzino riscaldato prima delle docce. Con noi c'è Silvio Deiure. Silvio è andato a ballare e dopo aver riaccompagnato la moglie a casa è ritornato al Ruffini a sostenerci. Sono contento della sua presenza. Ci aiuta con la borsa, ci consiglia e incoraggia. Intanto arriva a fare la doccia Marco Vannuci, sorretto da due persone. Si è fatto male cadendo a terra nel tentativo di schivare una persona nei pressi dalla zona rifornimento. In quel moneto era primo.
E' l'una e Silvio ci avverte che tornerà a chiamarci tra un'ora. L'ora passa in fretta e non riesco a dormire.
Le gambe e le caviglie mi fanno male. Esco dal sacco a pelo e comincio a tremare per la stanchezza.

Silvio arriva, lo guardo e gli dico che non ho proprio voglia di uscire fuori al freddo: "Andrea, non ci pensare, fai una cosa per volta, piano piano". E' tutto difficile, ogni cosa anche le più normali sono uno sforzo mentale. Mi metto la crema a piedi e gambe, indosso maglie asciutte e sono in piedi. Jerome mi ha portato due maglie di cotone che sono più calde di quelle tecniche. Chiamo Daniele che decide di riposarsi ancora.
Ok esco Saluto Silvio che torna a casa, inserisco "la modalità Orco" e ricomincio a camminare.
Non piove, sono le 2:30 e c'è una bella pace.
Cammino e cerco di non pensare. Incontro Nerio con qualche problema di stomaco. Non gli dico nulla.
Ognuno porta a spasso il proprio corpo come meglio può. Mi pongo dei traguardi: il prossimo è il km 120.
Accosto due signori e comincio a parlare. Siamo colpiti da un gruppo di ragazzi che nonostante l'ora stanno giocando a calcio nel campetto adiacente: "In giro a quest'ora ? I nostri genitori ci avrebbero fatto un culo così..." Automaticamente partono i racconti dell'oratorio, dei Salesiani, dei giochi per strada.....finiamo con il problema della vicina di casa che quando fa sesso urla in modo forsennato e sveglia mezzo palazzo. Le nostre strade si separano: "Ciao a più tardi, grazie per la compagnia ".

Mi fermo a magiare qualcosa e sento profumo di caffè.
"Ne vuoi ?" I due ragazzi del ristoro hanno un occhio aperto su quattro.
Sono gentili e disponibili e soprattutto pazienti. Con il caffè mangio una bella fetta di pane e marmellata.
Le gambe chiedono pietà ma resisto fino al km 120. Pausa. Mi infilo nella tenda del riposo notturno. All'interno sento gemiti di dolore ma anche un bel russare; al buio intuisco che c'è gente distesa per terra. Una donna si alza e mi cede il posto; mi distendo e quello della branda accanto si alza e mi butta addosso la sua coperta. Sono veramente stanco, e sono grato per questi gesti.
Penso a cosa posso ancora fare. Sono le 6 e ho 4 ore a disposizione; mi piacerebbe fare ancora una ventina di km (10 km, riposo, 10km). Mi alzo e mentre esco dalla tenda mi accorgo che sulla branda alla mia destra c'è Roberto. Con uno sguardo condividiamo tutto.
Riparto, penso ad un giro alla volta e per paura di perdere il conto ripeto nella mente il giro che sto facendo.
Intanto il Parco Ruffini comincia piano piano a popolarsi. C'è chi porta a spasso il cane, chi corre, e anziani a passeggio che ci guardano stupiti. Vado talmente piano che i podisti della domenica mattina sembrano tutti professionisti.
Sono alla frutta e i giri progettati da 20 diventano 10.
Km 130.

Basta. Va bene così.
Le gambe sono ben oltre il limite e sarebbe sciocco continuare.
L'asfalto al quale sono poco abituato si è divertito abbastanza a massacrare i miei tendini.
Sono le otto, avrei ancora due ore a disposizione ma non mi interessa.
Mi sento svuotato e mi lascio pervadere dal pensiero di una bella doccia calda dopo la quale non devo più correre. Nelle docce incontro i miei compagni di avventura e Annemarie Gross. Stesso atteggiamento : basta
Faccio la doccia e mi presento in pista 30 minuti prima del termine. Seduto, guardo chi continua a girare:
alcuni si sono appena svegliati altri non si sono mai fermati, altri giocano al recupero rosicchiando ancora qualche giro. Poco prima del termine ci consegnano un cono di plastica con il numero di pettorale. Mi incammino con Roberto. 1° sparo. ultimi passi. 2° sparo, stop. Appoggiamo il cono a terra.
Nessuno si deve più dannare. Gli sguardi si alzano dall'asfalto e le facce sorridono felici.
Enzo Caporaso ci abbraccia uno per uno.

Sarebbe bello capire perchè ci si danna in tanta fatica inutile.
Forse non lo sappiamo neppure noi che ci definiamo ultramaratoneti. Ma poi chi se ne frega.

Forse fino a quando tutto ciò rimarrà incomprensibile ci sarà uno spazio libero nel quale rifugiarsi e poter fare cose da pazzi in strada come sui monti.

Ciao Andrea

domenica 17 ottobre 2010

Trail della Ghenza 16 Ottobre 2010


Foto Trail della Ghenza 2010

Dal racconto dell'OrcoPinoR
E' stato Jerome a linkarmi il sito della gara, a lui quindi il merito di avermi portato in questi luoghi che gia' conoscevo per via di un'amico che ha una casa a Coniolo.
A dirla tutta il ricordo di quelle giornate a Coniolo spaziano dalla bellezza delle colline Monferrine alla fastiodisità che davano le zanzare in un fine Settembre di un ventina di anni fa.
Non si riusciva a star fuori casa e ricordo che la raccolta dei grossi fichi maturi, delle nocciole e della visita alle sponde del Po' non erano state cose semplici per via di quell'insopportabile insetto.
A Ottobre pero' di zanzare si spera di non vederne neanche l'ombra e confidiamo nella perturbazione che e' arrivata dalla Svezia che ha fatto precipitare le temperature di parecchi gradi.

Il luogo designato della gara e' Rosignano Monferrato, un paesino abbarbicato su di una ripida collina argillosa.
Di quei paesi che possono solo essere fotografati e meglio ancora dipinti, e chi poteva far meglio di Angelo Morbelli , famosissimo pittore che dava luce ai colori. Spero di far entrare, oggi, nell'obiettivo della mia macchina fotografica buone immagini.

Dicevo Angelo Morbelli, amico e consigliere di quel Pellizza da Volpedo che in lui trovo' più che un amico. Di Morbelli rimane oggi nella Colma di Rosignano Monferrato Villa Maria che lo ha ospitato.
Qui era di casa quindi Pellizza da Volpedo ed è in questi luoghi che ha realizzato il suo il capolavoro pittorico, una raffigurazione del popolo che inzia uno sciopero...il Quarto Stato.
Inoltre mio cognato, appassionato cinefilo, e regista per diletto ,ha realizzato nel 2003 un bellissimo cortometraggio sulla storia del famoso quadro.

Quarto Stato

Chi non ama l'autunno, i suoi colori, i suoi sapori, le brume autunnali.
Attratti da tutte queste prospettive e conscio che i luoghi dove si svolgera' il Trail sono carichi di storia, eccoci iscritti alla gara Pino,Marcello e Vittorio.

Partiamo da Collegno (To), Corso Francia ingresso autostrada augurandoci che il tempo tenga.
Le previsioni sono in peggioramento per il pomeriggio. Per noi andra' bene, ai nostri amici ipermaratoneti, in quel di Torino al Parco Ruffini, che intraprenderanno il campionato italiano delle 24ore un po' meno. Il nostro pensiero e' a loro, a tutte le fatiche e alle prove fisiche e mentali che affronteranno.

Il tragitto lo trascorriamo a parlare di montagne di genti, di gare, con Vittorio che da buon chiaccherone la fa' da padrone.

Arriviamo a Rosignano Monferrato e per qualche oscuro motivo siamo convinti che la gara parta dal paese, cosi che ci inerpichiamo in cima per poi ridiscendernvi e capire che la partenza e' sicuramente piu' vicina ai cartelli che avevamo intravisto sulla statale indicanti --->DOCCE.

Dopo aver peregrinato ed aver chiesto indicazioni ad un indigeno eccoci finalmente alla distilleria e cantina Sociale di Rosignano Monferrato.
Iscrizione,.e visto che per prima della partenza c'e ancora un'oretta, entriamo curiosando nella distilleria.
Due assaggi di grappa (sono le 9.00 a.m.) Marcello acquista una bottiglia e d'infilata andiamo a visitare anche la cantina sociale.
Acquistiamo delle buone bottiglie del famoso Barbera del Monferrato...non si sa mai ....magari a fine gara la Cantina e' chiusa.
Odori del mosto in fermentazione , cavalieri vestiti da caccia alla volpe, vigneti a breve distanza, dolci colline e il forte odore della terra in autunno ci fanno da scenografia mentre ci cambiamo per prepararci ai 24km di sali e scendi tra i comuni di Sala Monferrato, Ottiglio, CellaMonte e Rosignano Monferrato.

Nebbie autunnali
velano paesi abbarbicati
su argillose colline
macchiate da ricchi vigneti
gia' vendemmiati.
Alcuni grappoli
lasciati per S.Martino
spengono la sete e
accendono la voglia
di assaporare antichi riti.
Rari Cacciatori
con le loro mute
inseguono nemici
che non sanno
essere se stessi.
Poi...forti odori di
mosto fermentato
ci inebriano e ci
ricordano il legame
con la madre terra


La partenza e' sita dietro la distilleria e siamo circa 130 atleti tra gara lunga e corta.
Si parte con calma olimpica, un Trail SlowRun, e anche se il sole di venire fuori proprio non ne ha nessuna voglia, sara' una splendida mattinata.

Sara' un lungo giro ad anello che ci porta tra vigneti di Barbera e Moscato, tra colline argillose e vecchi casali.
Vittorio e' più veloce di me e Marcello, subito gia' nei primi chilometri lo perdiamo.
Corriamo insieme io e Marcello fermandoci, di tanto in tanto a scattare fotografie da assapore poi a casa, la sera, in quelle lunghe serate infrasettimanali quando ormai fa buio presto, e le giornate di sole estivo sono ormai lontane.

Frequentemente ci fermiamo ad assaggiare qualche grappolo lasciato dai contadini per S.Martino, sono bacche succose, dolcissime, di uva nera Barbera e uva bianca moscato , il suo sapore e' inebriante , niente a che vedere con i gel alimentari o le barrette energetiche...nulla le puo' sostituire.

Ai ristori non ci serve null'altro , quando si ha fame qualche alberello di mele ci offre i suoi frutti maturi , gialli e succosi.

Ecco presi da tutto questi rimaniano soli sui sentieri io Marcello e Rosanna, incominciamo ad avere dei dubbi sul sentieri da seguire, ci siamo distratti ed ...opla' ci ritroviamo al 18km in dirittura d'arrivo.

Qualcuno ci apostrofa :"come fate voi ad essere qui visto che Tagliaferri e' appena arrivato ?."

Ohibo', sentiamo di fatto le voci dello speaker all'arrivo e siamo dietro la cantina sociale il nostro olfatto e' investito dal fortissimo odore di uve raccolte e messe a maturare.
Noooooo...dice Rosanna reduce dal Troi degli Sciamani, io voglio fare tutte e 24 i km che ci sono stati assegnati.

Semplice dico io, adesso per rispettare il chilometraggio torniamo indietro di 3km , quindi 18+3=21, poi al 21km si torna indietro 21+3=24.
Et Voila' detto fatto, con un'antico sciamano dei Trail propongo a Rosanna tale soluzione che immediatamente accettata, portiamo a fondo.

E' curioso vedere trailer che corrono al contrario ma penso siano straniti quanto noi, poiche' tutti chiedono se stanno procedendo nella direzione corretta. Esilarante.
Incrocio Roberto, Vittorio e tanti altri a tutti spieghiamo che stiamo tornando 'Sulla diritta via che avea smarrita' .
Al 21km incrociamo gli atleti della nostra stessa caratura e dunque con un bel dietro fronte ci ridirigiamo verso l'arrivo.

Terminata la gara ci trasferiamo alle famose --->DOCCE ...decidiamo , vista l'ora, di usufruire del pranzo offerto dall'organizzazione nell'enorme magazzino dietro la distilleria.
Marcello acquista una buona Bonarda, e con gli amici trailer che hanno corso con noi, pranziamo stanchi.
Prima di andare via, visto che Vittorio non aveva ancora visitato la Cantina Sociale, ci fermiamo per accontentarlo e per farci offrire, dopo aver curiosato tra i contenitori colmi di vino, un bicchierino di Brandy di uve Barbera.

sabato 9 ottobre 2010

MORENIC TRAIL 3 Ottobre 2010


Su gentile concessione di Vittorio Duregon, pubblichiamo questa sua e mail sulla 1° edizione del MORENIC TRAIL , trail svoltosi nel Canavese il 2 e 3 Ottobre.

Lunedì 4 Ottobre 2010 10:34

Ciao Pino,
eccomi a darti qualche dettaglio in più.
Mi sono ritirato al Posto Tappa di Santo Stefano, una chiesa romanica sopra il Lago di Candia, al 67° km.
Erano le 16 e 20. ero 34° . Stavo abbastanza bene però non riuscivo più a corricchiare- camminare per un dolore fortissimo muscolare all'altezza dell'anca ds.

Ho commesso un errore madornale.....ho usato delle scarpe nuove.... senza averle mai messe.
A parte il fatto che le ho prese troppo giuste, e di nuovo rischio di perdere l'unghia dell'alluce sinistro che mi faceva male, a parte questo, già sufficiente per non rischiare troppo,
la cosa grave è che queste scarpe sollecitano la muscolatura in modo diverso e ne è uscito un dolore insostenibile ai muscoli esterni che fasciano l'anca.
Un'inezia, ancora ieri camminavo storto, oggi sto benissimo.

Un gran rammarico perché non andavo male, quando mi hai mandato l'sms , era il 47°, psicologicamente ero un pò giù, cominciavo a sentire la fatica e iniziavano questi dolori all'anca,non riuscivo a fare le discesine
senza soffrire alla punta dei piedi.
Inoltre credevo di navigare in fondo al gruppo, e invece non avevo capito niente .. ero abbastanza avanti.
Quando sono arrivato al posto tappa del Ponte sulla Dora, al 57°,ho accennato timidamente al ritiro, mi hanno detto in coro che ero 30° assoluto, potevo tranquillamente prenderla calma e camminare,
così ho deciso di proseguire ancora almeno per il posto tappa successivo.
Non è stato facile arrivarci, non avrei potuto fare un metro di più.

Apro una parentesi:
Come sai questo era il mio primo vero 'trail' classico, in più, essendo alla 1° edizione, non ne conoscevo il terreno..
Sta di fatto che avevo idee confuse su quando sarei arrivato, sempre che tutto fosse andato bene.
Speravo comunque di finire nella prima parte della serata, con il buio, ma con il Traguardo molto vicino.
Ho corso quindi con una sola idea fissa: devo correre tutto il giorno, far passare le ore. Niente orologio.
Col senno del poi vedo che avrei potuto terminare fra le 23 e l'una. Almeno,così sono arrivati quelli che avevo vicino.

Il percorso si svolge quasi tutto su terreno boschivo, su sentieri mulattiere stradine sempre ben segnalate.
La prima parte è una lunga discesa nel bosco verso il Lago di Bertignano, con tratti effettivamente sulla schiena d'asino della Serra, sentiero con pietre ,abbastanza tecnico. Da Bertignano in poi
terreno ondulato nel bosco su sterrato facile, a pestare ghiande, ricci di castagno, funghi, con attraversamento di qualche terreno agricolo a mais o a frutteto e di qualche pittoresco paesino.

Divertenti le staffette. La staffetta maschile sembra un film.
Vottero Reis,Giacchetto,e Benedetto, tutti e tre molto giovani, non hanno trovato il quarto componente. Allora Vottero fa le prime due frazioni da solo , ben 56 km ! però.. commette un errore di percorso e da primo passa a terzo,
recupera ma passa il testimone a Giacchetto in svantaggio ancora di 6 minuti, Giacchetto salda il conto già al decimo km della sua frazione, se ne sta un po' tranquillo e poi se ne va passando il testimone in 1° posizione a Erik Benedetto che
sarà così il primo concorrente in assoluto a tagliare il Traguardo a a Brosso.


Tra le staffette femminili una vittoria scontata , c'èra in gara un quartetto formato da Alma Rikka,Maria Luisa Riva,Raffaella Miravalle,Ornella Bosco.
Hanno battuto anche Giuliano Cavallo, il primo assoluto maschile !

Cavallo ha vinto alla sua maniera, con un distacco importante. Ha detto che non sapeva cosa succedeva dietro. Non sapeva che Zucconi si era ritirato.

Altrimenti si sarebbe risparmiato , visto che vuole correre 7 giorni dopo la 3 Comuni di Albissola.

Francesco si è ritirato circa al 50°,era secondo o terzo, ho sentito che aveva gambe dure,crampi ma non ci siamo ancora visti.

domenica 3 ottobre 2010

CORSA AL MUSINE' 3 Ottobre 2010


foto Corsa al Musinè 2010
foto Festa al Musinè Settembre 2010

Dal racconto dell'OrcoPinoR
Incipit
I Racconti sinora redatti riguardano Trail di medio lunghe distanze , mal si pone quindi una gara da 8 chilometri nel corollario dei racconti di corse in montagna.
Questa gara però ha per me un sapore speciale , perche' si svolge nella mitizzata , magica , favolosa , storica montagna dal nome MUSINE'.

Preludio
La prima volta che sentii la parola Musine' fu intorno alla meta' degli anni 70' , ad opera di mio fratello Vito che tra un Petrus e una MS, dopo pranzo, nella casa di Via Ormea n.8 in Torino, al 1'Piano sopra la panetteria oggi gia' gastronomia ,mi raccontava come dal suo Uffico delle ex-Acciaierie Teksid di Corso Mortara, si faceva spiegare da un suo collega i nomi delle montagne da li' rimirabili....Il Pirchiriano con la Sacra di S.Michele, Il Musine, il Civrari....ed io li ad ascoltarlo con curiosita' e interesse.
E dire che mio fratello non ama particolarmente la montagne e mai fino ad oggi sono riuscito a portarlo in vetta al Musine'.

Prologo
La prima volta che sono salito in vetta, risale al 1986 quando con gli amici della palestra di Karate 'Arashi Doyo' di Corso Dante (To), abbiamo intrapreso una gita di puro divertimento, per stare una giornata insieme.
Non ricordo la gita come un evento particolarmente piacevole e anzi faccio fatica a focalizzarlo.
Sono ritornato in cima al Musinè con gli amici un'altra volta nel 1988 e di questa ne ho un ricordo piu' nitido, forse per via delle foto che scattammo salendo al monte, eravamo io Marco, Piero, Fausto veri amiconi nella vita e sul lavoro...

Piu' assidue le salite si sono fatte quando ,ormai solo in casa dacche' mio padre si era trasferito a Salbertrand  (To), il tempo da non trascorrere in solitudine si era ampliato.
Cosicche' alcune domeniche mi piaceva scorrazzare solingo e selvaggio per il Musinè, lontano dalla caotica città , libero dai rumori e dalle cose.
Tornavo sereno e in pace ed il Lunedi di lavoro mi angosciava meno.

Quante genti
Hai visto passare
Quanti cuori pulsare
Quante menti felici
E quanti qui su di te
A risolvere problemi
A cercarsi dentro
A estraniare il mondo
A buttar giu' passi
Alle tue pendici
In amori fuggevoli
Sui tuoi fianchi
In un amore per sempre


Anni sono passati prima che risalissi al Musine' la famiglia,il lavoro hanno pienamente occupato il tempo.
Poi nel 1997 decido che era tempo di dedicare qualche ora allo Sport....certo che di iscrivermi in una palestra o associazione non ne avevo nessunissima voglia visto che arrivavo da 11 anni di palestra e Federazioni di Arti marziali....no proprio nessuna voglia.
Volevo essere libero...e quale miglior palestra del Musine'.... a pochi minuti da casa una montagna Pret-a-Porter.

Le salite si sono succedute almeno 1 volta alla settimana....salivo solo se il tempo era buono, ciò nonostante mi sono goduto gli ultimi scampoli del gruppo di appassionati che ha frequentato il Musinè tra la meta' degli anni 80' e la fine degli anni 90'.
Li sentivo parlare di ripetute giornaliere al Musine 4,5 volte, di numero di Volte in un anno 200, 250. Figure mitiche che hanno onorato la montagna e ne hanno scritto un pezzo di storia.

Paolo, Andriano, Marco, Riccardo, Mario, Enzo, Salvatore, Cristina, Marcello, GianMarco, Rocco, Perrone....e mi scusino quelli non citati.

Su tutto il compleanno di Cristina , a dir la verità non ricordo piu' l'anno penso il 1999 o 2000 non so... avevano sparso la voce per i festeggiamenti, come al solito, Vito e Marco.
In cima la sera del compleanno, una splendida serata estiva, eravamo una trentina di persone...un ricordo indelebile.Tutti avevano portato qualche leccornia e insieme si era fatto festa.
La discesa con la luna piena indimenticabile.

Ricordo di momenti bellissimi:
-Le grandi nevicate invernali con la neve sulla pancia
-L'utilizzo dei ramponi sui ripidi pendii a Nord
-Gli scialpinisti che veloci sfrecciavano
-Le fredde giornate di gennaio con il Verglass sulle rocce
-Le salite estive accompagnato dal canto delle Cicale
-Le notturne al chiarore della luna con le luci di Torino

-Gli incontri curiosi con cinghiali, camosci, caprioli, lepri e minilepri
-Le raccolte delle erbe aromatiche dall'erba cipollina al finocchio selvatico e all'asparago selvatico
-Le Poiane che alte inseguivano gli Alianti ed entrambi galleggiavano sulle calde correnti ascensionali
-I Pranzi preparati dal nostro Vito, ormai cuoco di fiducia
-I fungaioli che scendevano con i cestini pieni di Porcini e mazze di tamburo
-I neofiti del DownHill che cercano, senza mai riuscirci, di domare la montagna
-Le salite a chi arriva primo e le discese a discutere di Politica
-La raccolta delle more per le marmellate.
-La via Crucis Pasquale per le edicole che portano a S.Abaco
-Le ascese con le nebbie che coprivano la pianura

e tante e tante altre cose....su questa incredibile e viva montagna.

Eppoi in cima, se il tempo ti assiste, sei premiato dopo 750 metri di dislivello positivo , a 1150 S.l.m , con un bel panorama sulle alpi Marittime, Cozie e Graie

Lo sguardo a 360 gradi
Dalle Marcarolo al Cadibona
Dal Monviso al Granero
Dal SanGiorgio all'Aquila
dal Rubinet al Rocciavrè
Dalla Cristalliera all'Orsiera
Dal Pelvous al Ciusalet
Dal Rocciamelone al Civrari
Dalla Ciamarella al Soglio
Dal GranParadiso al Rosa
Poi le nebbiose lande Padane
Sono in cima nulla da temere



Al Musine' ho avuto modo di incontrare personaggi come Valerio Bertoglio o il sindaco di Torino Chiamparino, ritrovare vecchie amicizie...perche' qui prima o poi ci vengono tutti almeno una volta nella vita , quasi in processione e allora vivide si fanno le Fiaccolate di Gennaio per la festa di S.Abaco, che poi finiscono nel grande falo' di piazza Cays a Caselette con le bevute di Vin brule' ......

E alfine le gare di Corsa in Montagna,dalla classica salita che quest'anno e' alla sua 25'Edizione ,alla Maratona Alpina di Valdellatorre gia' alla 3'Edizione e che ha nel Musine' uno dei suoi punti di riferimento.

La Cronaca della gara
La partecipazione alla gara, per me, e' stata in forse fino all'ultimo giorno.
In primis la concomitanza con la gara di società del GS Murialdo la 'Tetti Valfre'' , in secundis un terribile raffreddore di inizio autunno che mi ha colpito alcuni giorni prima della gara.
Ma al fine eccoci alle 8.00 in piazza Cays con un meteo non del tutto consono alla gara, freddo , nebbie e pioggerellina ottobrina.
La gara e' dedicata alla memoria di Cesare Bonino e siamo in circa 60 atleti iscritti tra maschi e femmine, pronti a sfidarsi su un percorso di quasi 8 km con 750 D+.

Alla gara partecipano diversi Orchi PinoCar, Marcello, Paolo, PinoPic e inoltre un folto gruppo di atleti del Gs Murialdo.
Appena trovati d'obbligo il caffe' , tutti mi rimproverano la levataccia visto che la gara parte alle 9.45...ma tant'e' ne approfittiamo per raccontarci delle ultime settimane ;tra gare fatte , malanni osteoarticolari , e pianificazione per eventuale gare future.

Alla partenza anche Fausto che , dopo la distorsione di appena 2 settimane fa' alla gara 3Denti di Cumiana, grazie alla sua infermiera di fiducia, sua moglie Anna, e' gia' in grado di partecipare a questa corta ma durissima gara di montagna.

...E poi PinoPic in forma smagliante ed esente da corsi di arrampicata, non ci vuole rivelare come in pochi mesi abbia perso 10kg di peso...la bici...?...L'arrampicata..?

Uscito dal piccolo chiosco in piazza Cays incontro Riccardo che io ho soprannominato Jambo per via della sua escursione ad inizi anni 2000 al Kilimangiaro la montagna simbolo dell'Africa Equatoriale.
Lui e' un vero afficionados del Musine' e anche se non iscritto a nessuna societa' quest'anno vuole partecipare alla gara nelle file degli atleti non competitivi.

Ultimi preparativi , con riscaldamento , sulla strada del viale incontriamo l'assessore allo sport della Comunita' montana delle valli di Lanzo , promotore dell'ULtraTrail Punt del Diau che si disputa nelle Valli di Lanzo , gara neonata in pianificazione per l'autunno 2011.

Ore 9.45 la partenza, dopo lo sparo da piazza Cays all'inizio della salita circa 400 metri da correre come una gara su pista, cosi' che si arriva alle prime rampe gia' con il fiatone.

Corriamo tutto l'acciotolato che porta alla chiesetta dedicata ai santi martirizzati nell'antica Roma nel I sec. d.c. , Abaco, Maria, Marta, Audiface.
La chiesetta è conosciuta ai piu' come chiesa di S.Abaco e ad ogni edicola ,ognuna fatta costruire dalle associazioni di artigiani, prego affinche' nella tecnicissima discesa che ci attenderà dopo la croce, non ci accada nulla.

Paolo sta andando forte, il suo passato nell'atletica leggera la dice lunga ....seguiamo a ruota io e Fausto che seppur con la caviglia frantumata riesce a starci dietro senza neanche troppo sforzo.
Al pianoro di Pian a Granda Paolo ha gia preso quasi 100 metri di distacco, io dietro e dietro di me Fausto.

Saut d'la Vulp con le sue catene , Paolo non lo vedo piu' mi dira', a gara finita, che e' transitato in cima in 39minuti mentre io passo in punta alla croce al minuto 41esimo...spugnaggio ed inizia la discesa fangosa su rocce scivolose , piove una pioggia lenta... e giu in picchiata.
Fausto e con lui altri due atleti mi superano , li faccio passare.
Il mio scopo e' non farmi male , ho il terrore di sfracellarmi su qualche roccia cosi come succederà a Roberto Garbati . che si e' guadagnato un bel taglio da suturare sulla gamba.

Al termine della discesa e arrivato al viale di rientro in piazza Cays vedo in fondo la sagoma di Paolo....accidenti ho recuperato 2 minuti in discesa.....ancora 500 metri e avrei potuto fare lo sprint finale con lui.....peccato sara' per il prossimo anno.

I vincitori della 25 edizione ,dedicata alle memoria di Cesare Bonino, sono Taziano Odino e Debora Cardone.
Odino dell’Atletica Valpellice ha chiuso la gara in 49'43” seguito a 47” Claudio Garnier del GASM Torre Pellice e a 58' da Luca Vacchieri del Des Amis. Per Lorenzo Oria del Giò 22 Rivera quarto posto in 51'08” davanti a Massimo Garnier del GASM in 53'09”.

Per le ragazze vittoria alla Cardone dell’Atletica Giò 22 Rivera, che ha concluso in 56'22” davanti a Marina Plavan del Baudenasca in 1h03'49 e Paola Martoglio del La Salle Giaveno in 1h10'08”.

In attesa delle premiazioni, beviamo il the e mangiucchiamo qualche biscotto, lo speaker annuncia le società vincitrici a punti....e con sorpresa che la GS Murialdo si aggiudica la 1' Posizione con una coppa da incorniciare.

foto Corsa al Musinè

domenica 5 settembre 2010

BECCA DI NONA 5 Settembre 2010


Foto Becca di Nona dell'OrcoPinoR
Sito Sky Race Becca di Nona

Racconto dell'OrcoVic
La Aosta–Becca di Nona è una corsa in montagna, anzi una sky race, che appartiene al ristretto gruppo delle gare-evento.
E' la più importante della Valle d'Aosta, quella dove l'impegno degli atleti locali e delle risorse organizzative regionali è al massimo.
Vi è abitualmente una qualificata partecipazione anche dalle altre regioni, in particolare Piemonte Lombardia e Triveneto, nonché da Francia,Svizzera e Spagna e questo, oltre che permettere di stabilire contatti e relazioni, aiuta a mettere maggiormente a fuoco i reali valori sportivi in campo.
La Becca di Nona , alta 3.142 m, ha un profilo slanciato e incombe su Aosta dal lato sud .
Da Piazza Chanoux, il salottto della città e luogo della Partenza ,a quota 570, se ne vede perfettamente la cima,così come dalla cima si vede la città , con i viali e i palazzi e forse anche lo striscione di partenza.

Una vera sfida dal sapore antico: salire e discendere dalla Becca, dislivello in salita di 2.600 metri, da ripercorrere poi in discesa.
Arrivo finale nei pressi del luogo della partenza, a Plan Félinaz, dove ci sono gli impianti sportivi di Charvensod con docce,bar,cucina e ogni confort. Km totali circa 30 .
Un tifo incredibile, tantissima gente sul percorso, con la cresta finale della salita e la cima ricoperte da oltre cento persone tra tifosi spettatori ed escursionisti.
Cameraman di Rai e Sky, fotografi professionisti e dilettanti ovunque, un elicottero che volteggia rombante sopra la testa per tutta la mattinata.
Il percorso è ben segnalato e si svolge su ottime stradine e sentieri relativamente poco accidentati. La pendenza però è sempre forte, un’infilata continua di lunghe e feroci salite.
Entusiasmante l'ultima parte , oltre i 2.500 m con il sentiero che si inerpica ripidissimo su una enorme pietraia per arrivare al Col Carrel , con il Bivacco Federigo in alto sopra la testa ,e da lì in cresta innalzarsi ancora verso la vetta. Di fronte,vicinissima, la parete nord dell’Emilius.
A tanta salita corrisponde tuttavia altrettanta discesa , da svolgersi spesso
in piena velocità su fondo pulito e veloce, ma ripidissimo.


Quindi sollecitazioni estreme , che avvengono normalmente dopo tre/quattro/ ore di corsa , e che richiedono prudenza, esperienza, attenzione
ai minimi dettagli dello stile di discesa, delle calzature, delle calze , dei bastoncini,
ecc.
Con queste premesse la partecipazione è ristretta ma molto qualificata.
Quest'anno si è raggiunto comunque il record di partecipanti , circa 300 totali, suddivisi tra le due gareche si svolgono contemporaneamente : 'salita + discesa', e 'sola salita' .

“Ci vuole del coraggio a mettersi sotto certi striscioni”

Questa è la considerazione che io e Pino Ruisi ci scambiamo per rinfrancarci a vicenda.
Siamo partiti alle sei da Cascine Vica , siamo arrivati tra i primi in Piazza Chanoux e ci godiamo l'arrivo alla spicciolata dei partecipanti . Il primo che vediamo si chiama Paolo Rinaldi, di Bergamo, arriverà 7° assoluto. Poi ecco Emanuela Brizio, campionessa mondiale, cordiale
e disponibile per una foto, ci parla del Trofeo Kima , che ha vinto la settimana scorsa, laureandosi Campionessa Mondiale. Ecco poi Raffaella Miravalle, la guardiaparco volante, meravigliosa outsider dell’élite sky running, ha vinto molto quest'anno, ma non finisce ancora di stupire. Ecco ancora, Roberto Giacchetto, il giovane vincitore della Royal Ultra Sky Marathon 2010. Lo vedo accennare un piccolo allungo di riscaldamento, ha movenze elastiche e feline.
Sembra un outsider di talento, non iper dedicato come gli altri intorno, ma che va forte lo stesso e si diverte.
Vedo poi Ornella Bosco ricomparsa dopo un lungo periodo di infortunio , Giancarlo Costa, forte atleta e esperto commentatore di Running Passion, riconosco Giuliano Cavallo, il dominatore del Trail dellaValdigne, e via via alcune presenze piemontesi, non certo casuali: Roberto Garbati, Silvio Galliano,Carlo Degiovanni, l’animatore della 3 Rifugi della Val Pellice,Marina Plavan, Alma Rrikka, Paola Didero,Lelio Boaglio, Massimo Pezzetti, Domenico Morello. Tutta gente tosta, imperturbabile . Come a dire 'Quando il gioco si fa duro ...'.

“Sarà un successo non arrivare ultimi” sussurra Pino. Ma ormai siamo chiusi nel recinto dei leoni. Si parte.
Si imbocca subito il Viale dei Conseil des Commis, alzi lo sguardo, la cima della Becca sopra la testa.. Si attraversa la linea ferroviaria con il sottopasso della Stazione, poi il Ponte sulla Dora e dopo duecento metri in piano….vai con le danze.. salita,salita e ancora salita.

La gara si svolge in modo assolutamente regolare, tempo discreto alla partenza, sole splendente e aria tersa in cima alla Becca, viste grandiose a 360 °, sul monte Emilius ,sul Gran Combin, sulla Grivola e infine il Gruppo del Rutor .Occhiate in lontananza pure su Monte Bianco da una parte, Monte Rosa e Cervino dall’altra.

Ma questo si vede soprattutto dalle foto che Pino Ruisi è abituato a fare ' in corsa', dall’interno della gara, e devo dire che merita in caloroso ringraziamento di tutti. Deve essere una discreta fatica aggiuntiva, anche psicologica.

Comunque siamo riusciti a non arrivare proprio tra gli ultimi.. Pino è soddisfattissimo, riappacificato con la grande montagna dopo il naufragio causa maltempo della sua partecipazione al Trail del Monte Bianco.
Io pure sono contento, anche se ho fatto la seconda metà della discesa quasi camminando, per un fortissimo dolore alla punta dei piedi . Per l’appunto i problemi della discesa, delle scarpe.... che dicevo sopra.
Davanti c'è stato un incredibile duello tra la Campionessa del Mondo Emanuela Brizio e Raffaella Miravalle. Emanuela aveva forse ancora nelle gambe il Kima, ma Raffaella ha attaccato, è passata in vantaggio in vetta, per essere poi messa nel mirino in discesa e battuta in volata per un solo metro! Dietro di loro il vuoto. Grande Raffaella !! Brava Emanuela.


In campo maschile Dennis Brunod, beniamino locale, dominatore delle ultime edizioni, viene battuto per soli 42” dal friulano Tadei Pivk , leader del Campionato Italiano della specialità. Leale riconoscimento di Dennis della superiorità dell’avversario. Due giganti !
Al terzo posto, 10 minuti dopo, Paolo Gotti.
Nella gara di sola salita , grande impresa di Ornella Bosco, che centra un obiettivo regale. Pronosticata da pochi, che evidentemente però sapevano come stavano le cose, dopo qualche gara minore di rodaggio,ritornava in una gara importante dopo quasi due anni di assenza per infortunio.
Un bel successo anche per Silvio Galliano, che arriva primo nella classifica dei Master nella gara di sola salita.
Sontuoso l'allestimento della zona Arrivo, con ogni confort a disposizione e perfetta organizzazione nelle premiazioni.

sabato 4 settembre 2010

ULTRA TRAIL MONT BLANC 27 Agosto 2010


Foto Utmb 2010
Edizione 2009

Dal racconto dell'OrcoPinoR

10 il voto al residence di Chamonix che ci ha ospitato , Balcon du Savoy
9 colli da attraverare
8 lunghissimi mesi a prepararla..
7 anni fa l'ultimo giro intorno al Bianco in 4 giorni
6 scemo a partecipare ad una gara cosi' massacrante...non esplorerai l'estremo...se ti va bene una corsia d'ospedale.
5 gli Orchi iscritti all'Utmb a Gennaio 2010
4 gli Orchi partiti
3 i paesi coinvolti
2 volta che partecipo alla settimana UTMB
1 nessuno centomila....2300 partecipanti
0 Inizio

questo breve racconto sull'UTMB con un velo di malinconia causa il cattivo tempo che ha funestato e fatto interrompere anzitempo questa Ottava edizione del'Ultra Trail del Monte Bianco.

La preparazione per poter partecipare ad una gara di 166km e 9600D+ e' stata programmata dal sottoscritto in modo del tutto autonomo, seguendo alcune indicazioni del MahatmaSilver e tabelle prese qua e la sul WEB.
In sostanza il carico maggiore di kilometraggio lo ho fatto concatenando diverse gare del 2010:

..Gennaio prove percorso www.morenicatrail.it

7 febbraio 2010 Sentieri di santa cristina 30km

14 Marzo 2010 Winter Trail Valle del Cervino 15km

18 Aprile 2010 Maratona Alpina di Valle della Torre 42km 2500D+

24 Maggio 2010 Trail dei due Parchi 35km 2000D+

30 Maggio 2010 Trail del Monte Soglio 60km 2400D+

13 Giugno 2010 Morenica Trail Rivoli 30km

18 luglio 2010 Tre Rifugi Transfrontaliera SkyMarathon t 44km 3800D+

01 Agosto 2010 Chaberton Marathon 42km 3300D+


Nel mese di Agosto durante la vacanza in Irlanda, con la famiglia, brevi corse di mantenimento al :
- Trinity College di Dublino
- Nel bellissimo parco del Castello di Kilkenny
- sul lungomare di Galway

Insomma penso di essermi preparato al meglio con un'ultima uscita domenica 25 Agosto 2010 al Rifugio Daviso con il Capitano.
Penso anche di aver preparato al meglio tutta la fureria e cioe' il contenuto per lo zaino da Chamonix a Courmayeur con un cambio al 40km al Rifugio Col du Bonhomme e pacco da utilizzare da Courmayeur a Chamonix con un cambio per Champex-Lac.

Una settimana prima della gara controllo le previsioni a lungo termine....cattivo tempo.... e si riveleranno vere il giorno dello start.
Viste le previsioni controllo il poncho che gia' avevo utilizzato nel 2003 per il Tour Mont Blanc, un giallo canarino che mi aveva fatto dare, da alcuni francesi di Argentiere, il nome di Pica-chu il famoso Pokemon.

Lo peso e i suoi 500 grammi si fanno sentire, mi precipito ad acquistarne uno piu' leggero , peso 250 grammi cosi' va meglio , ma con la previsione di pioggia lo zaino acquista peso e non va bene.
Partenza da casa Venerdi 27 Agosto 2010 , il giorno stesso della gara.
Due macchine... in una moglie,figlia e suoceri che saranno di stanza a Chamonix, nell'altra io e Andrea che ci fermeremo a Courmayeur per il ritiro pettorale di Andrea.

Previsioni meteo viste Giovedi 26 agosto 2010, per il 27 agosto su Chamonix cielo in apertura dal pomeriggio, per il 28-29 sereno con piovaschi..perfetto.
Arrivati a Courma cielo coperto con pioggia, alle 10.30 sentiemo lo speaker che esegue il count down per la CCC e alle 10.30 s scatena un piccolo temporale...piovera' sulla CCC per 14ore di seguito.

Ritirato il pettorale nel bellissimo centro sportivo di Dolonne ci appoprinquiamo per superare il traforo in circa 1ora di coda e arrivati a Chamonix ritiriamo anche il mio pettorale.

Il programma prima della gara prevede il pranzo nell'alloggio del Balcon du Savoy a base di carboidrati:
- pasta con olio e parmiggiano
- patate (gia' preparate da Andrea a casa)
- pane
- prosciutto cotto
- banane

La preparazione della pasta si rivelera' difficile quanto l'UMTB , i fuochi della cucina sono a piastra e i comandi per utilizzarli quanto mai complicati e sembrano quelli di un Boeing 747...alla fine abbiamo vinto noi con l'aiuto di mia moglie.
Poi una passeggiatina in centro a Chamonix per vedere che aria tira, costeggiamo l'Arve il torrente che scendendo dalla Mer de Glace attraversa prima Argentiere e poi Chamonix.

Dal grande mare di ghiaccio
Scende impetuoso l'Arve
E nell'aria nebulizza
Gocce di nevi eterne
Naso,bocca,occhi,cuore
Tutti i sensi centuplicati
Pronti ad assaporare l'estremo
Vinti o vincitori


L'aria a Chamonix e festosa ed elettrica, sembra una cittadina pronta ad un evento speciale qual'e' la partenza dell'UTMB.
Trailer con le famiglie, turisti arrivati a godersi la gara , volontari, commercianti.
Chamonix oggi e' la capitale mondiale del TRAIL ma su tutto e tutti ecco i ghiacci perenni che ci spiano e davanti a loro non siamo che formichine.
Oggi Chamonix e' una antenna viva come la punta del Musine' dove sulla stele posta in cima e' scritta la seguente frase :

QUI E' L'UNA ANTENNA DEI 7 PUNTI ELETTRODINAMICI
CHE DAL PROPRIO NUCLEO INCANDESCENTE
VIVO LA TERRA TUTTA RESPIRA EMETTE VITA.
QUI OPERANO LE ASTRALI ENTITA' CHE FURONO
HATSHEPUT
ECHNATON
GESU' IL CRISTO
MAOMETTO
CONFUCIO
ABRAMO
IL BUDDHA
GANDHI IL MAHATMA
MARTIN LUTER KING
FRANCESCO D'ASSISI
E ANCHE TU SE VUOI ALLA FRATELLANZA COSTRUTTIVA TRA TUTTI I POPOLI.
PENSACI INTENSAMENTE 3 MINUTI. PENSIERO E' COSTRUZIONE


Ci portiamo sulla zona di partenza per assaporare l'ambiente , nel bar adiacente all'Hotel de Ville sento una voce femminile che mi chiama....chi sara' mai?
E' Federica moglie di Francesco dal Cuore da Sportivo.
Francesco e Federica ci invitano a sederci con loro nel tavolino del bar.
Sono le 13.30 e Francesco che fara' la gara, e' gia' vestito e il suo zaino e' gia' pronto, sta consumando l'altra meta' della sua CarbonCake una sorta di nuovo modo di imbottirsi di Carboidrati.
Francesco potrebbe fare un'ottima gara e pensiamo possa chiuderla tra i primi 10/20 atleti, noi sia pensa solo per il momento a passare i primi cancelli, quelli di Contamines e quello di Le Chapier.

Ritorniamo in alloggio per prendere l'ultimo the' e per vestirci ,riempirci di creme antisfregamento a base di Lobocaina, nastrare con cerottoni tutte le zone del corpo soggette a sfregamento :dita, contatto zaino ect..... ci attendono 166km.
La preparazione , questa volta, assomiglia a quelle che i NavySeal eseguono prima di una missione dall'esito incerto.

Ci incontriamo al Salone dell'Ultra con Livio e Greg.... foto di rito fatte da Giacomo , dopodiche' ci spostiamo alla partenza sono le 17.00 manca 1ora e 30min alla partenza.

Arrivati alla Place dell'Eglise ci sediamo a terra e aspettiamo che gli eventi si evolvano....il piu' e' fatto , un'anno di attesa e allenamenti i timori le tensioni le speranze sono finite e come dicono i francesi le jeux sont fait.

Cinquantasei paesi rappresentati, tutte le nazionalita' e' bellissimo , il Trail unisce tutti in un solo Spirito.

NoWar BeTrail
NoViolence BeTrail
NoLogo BeTrail
HumanRight BeTrail
Love BeTrail
Peace BeTrail
FreEdom BeTrail


Durante l'attesa i giudici di gara controllano a campione i trailer , per verificare che lo zaino pesi piu di due chili e che nello zaino ci sia il materiale obbligatorio: giacca a vento, pantaloni lunghi, fischietto, telo astronautico, riserva d'acqua e di cibo, telefonino, frontale di ricambio e pile di ricambio.

Nella folla dei partenti intravedo Steu....eehiii STEU...DAI CHE LA FACCIAMO INSIEME.....
Lo Speaker ci imbottisce di parole e circa ogni 10min ci chiede di scandire il nome della gara UTMB in francese naturalmente :

Uuuuuuuu
Teeeeeee
Emmmmmmm
Beeeeeee



Beati loro che si divertono , le facce dei nostri vicini sono tese, io da parte mi mi stendo sullo zaino e quasi quasi schiaccio un pisolino....
A 20 minuti dalla partenza gli inni nazionali e dunque tutti in piedi , prima quello italiano che cantiamo tutti , Livio ci ricorda che lui 'Siamo pronti alla morte' non lo dira' per scaramanzia.
Poi l'inno nazionale Francese e per finire quello Svizzero.
A seguire i respondabili dei percorsi Francese,Italiano e svizzero ci ricordano che quest'anno sara' particolarmente dura per la pioggia e il freddo.....meno male che ci hanno dato questa notizia perche' noi si pensava di andare a fare un gita a Portofino.

Il cielo e' ormai coperto e qualche gocciolina ci bagna, alcuni tirano fuori gli antipioggia, altri sacchi dell'immondizia....dopo tutti i discorsi sul materiale obbligatorio, difficile capire cosa c'e' dentro il cranio di alcune persone, veramente difficile.

Il Megaschermo mostra le immagini delle prime file, tutti gli atleti piu' veloci li davanti.
Partono per primi i diversamenti abili sulle portantine guidate da gruppi di trailer....non ho parole, incredibili faranno il percorso con queste portantine a 3ruote per 166km.

Tre Due uno....partiti alla musica 'The Conquest of Paradise' dei Vangelis....ho le lacrime agli occhi, l'emozione e' tanta e per le strade di Chamonix ali di folla ci accompagnano.
Tutti ci salutano e tutti ci incitano momenti che rimarrano indelebili.
Il sorriso stampato in faccia Andrea,Livio,Greg,Pino dopo l'imbottigliamento iniziale corriamo verso les Ouches su strada per poi arrivati alla palestra di arrampicata sportiva, immetterci, con la fiumana di trailer, nei sentieri.

Sesto chilometro inizia a piovere e il cielo e' di un colore plumbeo....non penso altro che a correre e la pioggia non esiste, solo dopo mezz'ora decidiamo di fermarci tutti insieme e tirare fuori le mantelline....nei pochi minuti di sosta ci superano almeno 200/300 atleti....incredibile.

Attraversiamo L'Arve per portarci nell'abitato di Les Houches , il tifo delle persone assiepate ai bordi della strada ci da' una carica ed una scossa potente
anche se al momento cosi carichi di adrenalina non ne avremmo bisogno.
Passato Les Ouches inizia la salita al Col de Vouza , che non e' impossibile ma tutti la fanno a mille e anche noi ci adeguiamo, mentre sotto la mantellina siamo ormai bagnati di pioggia e sudore.


Con quello che abbiamo ingerito a pranzo di fame neanche a parlarne ma consumo volentiere i confetti di cui e' imbottito il mio marsupio, con la pioggia pero' , i confetti, si stanno sciogliendo e dunque cerco di consumarne il piu' possibile....che buoni...gnammmmm.

Guardo il serpentone dei trailer con i loro respiri ansimanti, frammisto al sommesso calpestio prodotto dalla corsa sul sentiero ormai diventato fangoso.
Dopo questa percezione un dubbio mi attanaglia, sara' possibile proseguire con questo tempaccio fino a Courmayeur? Conosco la zona del Col du Bonhome, e' cosparsa da rocce montonate che se non rammento male alcune di esse sono annerite da fulmini.
Distolgo questi pensieri e mi concentro nella salita inseguendo i 3 dell'Apolicasse Greg,Livio e Andrea.

Termina la salita al Col de Vouza e un leggero falso piano corribile ci porta alla discesa verso St.Gervais.
Discesa ripidissima,fangosa su cui mi tengo in piedi grazie ai bastoncini.
Intanto e' gia' notte, piove e accendiamo le luminarie...Andrea no... vuole risparmiare le pile, nel suo DNA qualche cromosoma ligure.

Il Dubbio mi ricompare e comincia a solidificarsi, con questo tempaccio potro' arrivare al massimo alle Contamines, di piu' non andro' avanti, ritirarmi al Col du Bonhomme non se ne parla, rientro complicatissimo.... dunque decisione presa abbandonero' la gara alle Contamines, mi cambiero' e potro usufruire di un lauto pasto con comodo rientro a Chamonix.

Dopo pochi minuti intorno alle 21.30 ecco arrivare nel gruppo con cui viaggiamo, i primi Sms di trailer ; dicono che sono stati fermati alle Contamines e la gara e' stata interrotta.
Alcuni sono increduli e vorrebbero non fosse vero....loro... proseguirebbero comunque....Il Mercantour a loro non dice nulla ahime'.

Comunque Fiuuuuuu....l'onore e' salvo.

La delusione e' tanta, ma a mio parere non c'era altra soluzione dopo aver fatto partire la gara.
Decelleriamo la discesa verso San Gervais , dove arriviamo alle 10.00.
Lo speaker ribadisce che la gara e' ormai sospesa, al 21km.
Incontriamo una signora che dichiara essere la moglie di un responsabile dell'assicurazione UFO, gli chiediamo il motivo dello stop, lei ci dice che l'organizzazione insieme all'UFO ha deciso di sospendere la gara causa frane al colle della Seigne e cattivo tempo per le prossime 24 ore.

A questo punto , dopo aver fatto precisamente una mezza, ci precipitiamo ai ristori e da parte mia azzanno due grossi pomodori, banane gia' pelate , arance, e grosse fette di pane al miele, dopo la tensione la fame arriva nheeeeeeee.

Ci cambiamo gli indumenti zuppi d'acqua nel centro sportivo e dopodiche' propongo una grassa bevuta..... tanto ormai....e cosi' ci precipitiamo in birreria in attesa della navetta per Chamonix.


Le navette ci riportano a Chamonix dove arriviamo alle 2.00 a.m. , ci consigliano di andare a prendere i pacchi che dovevano andare a Courmayeur.... dunque non si sono mai mossi da Chamonix !!!!!!!. Atroce dubbio , dunque gli organizzatori sapevano ??!?!?!?.

Sulle rive dell'Arve vediamo arrivare io primi finischer della CCC (400) che non sono stati bloccati, e si' perche' l'organizzazione ha bloccato anche la CCC, alcuni atleti a Trient e alcuni a Vallorcine.
Sono contento per i finischer CCC che applaudiamo e incitiamo con fervore.
Visto che la mensa e' aperta ne approfittiamo per mangiare una minestra calda , poi intorno alle 3.30 ritorniamo in albergo con Andrea mntre con Livio e Greg ci diamo un arrivederci al mattino seguente.

Andrea quella stessa notte e' ritornato a casa.
Il mattino successivo ,con Livio e Greg espletiamo la consegna del Chip e ritiro pacco.
Incontro Steu arrabbiatissimo e mi riferisce che l'organizzazione nella notte ha mandato un SMS dove proponeva ,ai partecipanti dell'UTMB, di ripartire il 28 agosto 2010 Sabato alle 10.15 a.m. da Courmayeur con navetta da Chamonix alle 6.15 a.m.
Mi dolgo di questa notizia perche' io non ho ricevuto alcun SMS e come me anche altri Trailer....ma non sarei comunque partito.....

Visto l'evolversi degli eventi decido di godermi la vacanza a Chamonix , gli arrivi dei Finisher CCC,TDS,UTMB sempre da brivido e per finire il giorno successivo una meravigliosa gita, con trenino da Chamonix-->Montenvers, alla Mer de Glace e alle grotte nel Ghiacciaio.