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martedì 30 ottobre 2012

Trail del Monte Casto 28 Ottobre 2012

Foto Trail del Monte Casto 2012 di Alessio Parauda
Classsifica Trail del Monte Casto 2012 WedoSport

Edizione 2011
Edizione 2008


Sito Gsa Pollone
Sito Maurizio Scilla

Dal racconto dell'OrcoMatteo


Ragazzi fino a prima della partenza lo avevo solo sentito dire e raccontare da altri trailers che il Trail del Casto  fosse una festa ,ma da domenica,è diventata una  realtà anche per me. Saranno stati il clima,la neve, sarà stata la presenza di tanti “big” mescolati con tanti “non-big”  sia alla partenza sia nel dopo gara, sarà stata la “bionda Signora Menabrea”, chissà, ma in quel di Adorno Micca ieri è stata festa grande.
Gaetano ed io siamo giunti ad Adorno la sera prima, in camper, sotto un violento acquazzone che lungo la strada ha sradicato pali della luce e gettato sulla strada cavi elettrici…cominciamo bene!ci siamo detti.
Il nostro sonno è stato interrotto da continue secchiate d’acqua sul camper e dalla paura di combinare qualche pasticcio col cambio dell’ora. Ma al mattino,dopo pane e nutella (la colazione del campione come dice Fabrizio) eravamo pronti per partire,già bagnati, ma pronti.
Il percorso è stato accorciato di 16 km ,per decisione del saggio Mau, ma non per questo è diventato meno spettacolare.
foto Kappadocio

La pioggia si è trasformata in neve già durante la prima salita,quella verso il Monte Casto,salita di circa 600mt D+ in 6 km. Dopo la vetta siamo scesi un po’ fino al km 7,5 dove c’era il primo ristoro.Dopodichè abbiamo ripreso a salire verso il Bocchetto Sessera fino ai 1450 mt.Qui la neve era abbondante e lo spettacolo non è mancato.
Molto suggestivo è stato anche il tratto di lunga ma leggera discesa che ci ha riportati verso Adorno:mentre percorrevamo questo tratto di bosco le nuvole si sono diradate e un pallido sole ha fatto risaltare i rossi, i gialli , i marroni delle foglie ormai secche delle querce delle betulle presenti lungo il sentiero.
Verso la fine del percorso sono stato superato da diversi bravissimi trailers della 21 km ,che spettacolo vederli passare…
 foto Kappadocio

Complessivamente quindi un’ottima giornata di corsa e compagnia. Un’ esperienza che a questo punto posso consigliare a tutti.
Al prossimo anno!

Grazie a Kappadocio per le foto.


domenica 23 settembre 2012

Ultra Trail di Oulx 23 Settembre 2012

Foto Ultra Trail di Oulx 2012 23km 11km
Foto Ultra Trail di Oulx 2012 50km
Classifca Ultra Trail di Oulx 2012 50km-23km-11km
Sito Ultra Trail di Oulx

Edizione 2011

Ti ou tziment out ai muort dre a Trail 
 (trad, dall'Occitano "Tu il buon senso l'hai perso dietro al Trail")

Dal racconto dell'OrcoAntonio alla 50km
Sindrome da overtraining
L'esercizio fisico sollecita a mettere in atto tutta una serie di aggiustamenti:
  • metabolici; 
  • neuroendocrini; 
  • cardiorespiratori;
che ci consentono di far fronte alle aumentate richieste metaboliche imposte dal carico di lavoro. Se l'intensità dell'esercizio fisico è notevole e pari alle nostre capacità massime (intensità massimale) e lo sforzo si protrae nel tempo, tali aggiustamenti diventano progressivamente meno efficienti (fanno "fatica" ad adeguarsi) e l'organismo avverte e mostra i sintomi della  fatica acuta.

La fatica acuta è un fenomeno complesso

Può essere definito come  la "limitazione acuta della prestazione che implica sia un aumento della percezione dello sforzo necessario per sostenere un determinato carico, sia un'incapacità di sostenere l'intensità, la durata ed eventualmente il ritmo imposto".

  • La fatica è caratterizzata da due elementi.
  • Calo della prestazione (oggettivo).
  • Aumento della percezione dello sforzo (soggettivo).

L'atleta ("o presunto tale" n.d.r.) non riesce più a sostenere un determinato sforzo e avverte che questo è diventato molto più "faticoso" e non è più in grado di sostenerlo.
Ieri mi sentivo così!  Vuoto, di glicogeno (il carburante dei nostri muscoli) e di motivazioni (la benzina del nostro cervello).
Ma in realtà è dal Grand Trail Valdigne che avverto la stanchezza di una stagione tirata al massimo delle mie possibilità.

L'entusiasmo, lo spirito di competizione, un errata valutazione delle mie possibilità oggettive hanno fatto sì che non ascoltassi il saggio consiglio di Roberto, allenatore della Podistica Torino, che mi disse, a luglio, di smettere di gareggiare, se volevo mantenere un ritmo di allenamento e di performance per "l'anno successivo", pari o migliore a quello di quest'anno.

"Performance". Il punto è proprio questo. Voler essere a tutti i costi competitivo.

Oltre all'overdose di allenamento e gare è la competitività la pericolosa droga che mi ha privato ieri della possibilità di gustarmi una bellissima giornata di trail ed è soprattutto questa la deriva da evitare: non voler essere solo un "Finisher", ma correre per la classifica e non per il puro gusto di correre;  è chiaro che se ci si rende conto di non potersi esprimere al meglio vengono meno tutte le motivazioni per continuare.

Il vero spirito del trail è quello che mettiamo nei tanti T.A. che hanno caratterizzato questa stagione: avventura, scoperta, amicizia, divertimento. 

E' da queste motivazioni che ripartirò.
W gli ORCHI



Dal racconto dell'OrcoCamola alla 50km


Oggi ad Oulx è stata una giornata stupenda.
Il luogo, il clima, l’organizzazione  ma soprattutto la presenza di tanti amici mi hanno regalato una giornata felice. Approfitto per ringraziare Antonio per le cose che ha scritto. Ci vuole una bella dose di umiltà.  
“Sai Antonio siamo tutti competitivi, altrimenti non faremmo le gare. Andare forte piace a tutti.  La differenza è che ci sono soggetti  come il sottoscritto ai quali finora è andata bene solamente  perché sono pigri. Tu hai avuto il coraggio di metterti  in gioco completamente e con entusiasmo”.
Sabato pomeriggio sono andato ad arrampicare con l'OrcoUmberto che all’ultimo momento ha chiuso il negozio ed è passato a prendermi.  Risultato? Alla sera ero tutto dolorante per uno sport che non pratico da tempo ….. l’ideale prima di una 50 km!  Mah si l’autunno è una stagione troppo bella per fare queste attività, infatti domenica correre è stato una meraviglia. 
Il resto lo hanno fatto gli amici,  il percorso e l’organizzazione di un trail bellissimo.   
Vorrei  spendere due parole per fare i complimenti a gli Orchi Vittorio ed Eleonora ai quali ho cercato di stare appresso per tutta la gara.
Eleonora complimenti per il 6° posto assoluto. Sono riuscito a starti dietro solo perché recuperavo terreno nei tratti  in discesa.
Vittorio hai un nuovo nome: “La Belva”. Se avessi corso da solo saresti  arrivato con almeno 30 minuti di anticipo.  Due tornanti in salita ed eri già scomparso alla mia vista e questo per 50 km.
Grazie per lo stimolo e la compagnia.  
W l’autunno
W gli Orchi

Dal racconto dell'OrcoMatteo alla 50km 

Sono trascorsi poco più di una ventina di giorni dalla CCC.I ricordi sono ancora lì,freschi,nitidi,basta chiudere gli occhi e vedi il Gran Col Ferret,la neve,il fango,l'amico Pino che sorseggia tremando la sua minestra,senti ancora il tifo,i campanacci,e ci sono ,nitidi come i ricordi,i dolorini qua e la,i segni lasciati dallo zaino dopo tante ore di corsa,le gambe legnose...ma nonostante tutto siamo di nuovo qua.La passione per questo sport ci spinge giù dal letto,verso una nuova sfida,un nuovo giorno da passare con gli amici.
Ad Oulx,di amici ce ne sono tanti,ci sono Pino e Mauro ,pronti per la 23km,ci sono Orchi dappertutto,Ci sono Antonio,Vittorio ed Eleonora,Gaetano,Silvio,Moreno,tutti felici già solo per il fatto di esserci.In più c'è anche il sole...dai che magari oggi finiamo asciutti!
Alle 8 si parte.I primi km volano via veloci,ci sono un po' di saliscendi nel bosco, al di qua dell'autostrada, lungo il sentiero dei Franchi.Al 9°km c'è già il primo ristoro,situato all'interno  del cavalcavia sull'autostrada:un ristoro mitico(croissant al cioccolato,marmellata,pizza,coca,biscotti, mortadella...mmm la mortadella mi ucciderà) ma forse poco apprezzato perchè nei primi km di corsa.
Attraversata l'autostrada si arriva in Salbertrand:siamo a 1000mt s.l.m.Di qui inizia la salita che piano piano ci porterà fino al Colletto Vin vert a 2700mt circa.
Durante la salita mi raggiunge Moreno,che nonostante sia ai primi trails sta bene è contento e motivato,litiga con le bacchette nuove e intanto butta l’occhio qua e la in cerca di qualche fungo
Poco prima della galleria dei Saraceni,situata a 2200mt,incontriamo Virginia.Mi dice che è stanca,non ce la fa,ha indossato la giacca ma ha ancora freddo,è reduce da una dura 24ore.Dai Virginia piano piano andiamo su....Continuiamo a salire insieme,arriviamo alla galleria,è lunga 800mt,è buia ,fredda e umida.Usciti di nuovo alla luce il sole ci scalda con i suoi raggi.Scoprirò solo all’arrivo che Virginia si è ritirata subito dopo la galleria.Alla prossima Virginia!
Prima di arrivare in vetta incontriamo AntonioDiego che torna indietro, ha deciso di fermarsi ma è felice :il 30 % lo fanno le gambe e il corpo, il restante 70% la testa, e se questa non c’è…ma Antonio la testa l’ha avuta,Grande Antonio!
Arriviamo ai 2700mt circa del colle Vin Vert verso mezzogiorno,qui siamo al 24°km circa.Si prosegue per qualche km sull’ampia strada militare che porta verso il Forte Pramand,costruzione imponente,affascinante,ma ormai quasi inagibile.
Ci lasciamo il forte sulla destra e iniziamo la discesa di 10 km che ci riporta verso la Dora e verso valle.
Durante la discesa Moreno accusa un po’ di dolori ad un piede e qualche crampo e rimane un po’ indietro.Rimasto per un lungo tratto da solo ho tempo di pensare alla scorsa edizione:in questo tratto ero conl’OrcoPino,eravamo stanchi,provati dalla lunga discesa,ma ridevamo e scherzavamo, e parlavamo di evoluzione,di uomini preistorici che cacciano o scappano dai predatori,uomini che corrono …corrono sempre…un po’ come gli Orchi,ti ricordi Pino?Che ridere…
Senza quasi accorgermene arrivo al fondo della discesa.Qui sono in compagnia di Fausto col quale passo per Puys e poi per Beulard condividendo con lui l’ultima manciata di arachidi rimasta nello zaino.
Manca poco Fausto!Ci sono i cartelli degli ultimi 3km,ultimi 2,dai c’è l’ultimo km…quando sembra sia finita…si ricomincia a salire…noooo c’è ancora uno strappo,non è né lungo né duro,ma le gambe son legnose,sembra eterno.Finalmente un cartello dice”BASTA SALITA… PER OGGI!”.
E’ fatta 500 metri in discesa e arriviamo!Ultimo sprint per passare sotto l’arco…Ci siamo messi in tasca anche Oulx.
W gli ORCHI
W la mortadella .

giovedì 13 settembre 2012

2 ORCHI al TOR DES GEANTS 12 Settembre 2012

Foto Tor Des Geants 2012
Classifica Tor des Geants 2012
Sito TOR DES GEANTS

..C'è chi spiega gli impulsi che portano a simili imprese tirando in ballo teorie Freudiane o quanto meno presunte insoddisfazioni, frustrazioni, squilibri.
Ma se tutto ciò può veramente dare risultati come quelli da me ottenuti  ebbene, allora io dico ben venga questa "Follia", una virtu' sempre piu' rara in un mondo che sta diventando sempre piu' 
"ragionevole" e incline al risparmio di se stessi... (Walter Bonatti)

Dal racconto degli OrcoRaffa con l'OrcoSteu Finisher al Tor des Geants
Provare a raccontare il Tor in poche righe.. impossibile. Un pensiero per riassumere il nostro Tor: abbiamo vissuto un’esperienza unica. Mentre accarezzo il braccialetto della gara ancora al polso e chiudo gli occhi e penso a cosa è stato..il primo pensiero è libertà. Libertà di non ricordarsi il proprio nome, di imparare a conoscere i mezzi del proprio fisico, di sapere quanto la determinazione sia forte, di essere riconoscenti col cuore a chi si prende cura di noi. Di apprezzare i piccoli gesti e le piccole cose della vita.

 Per chi vuole leggere.... Il nostro Tor:

Da quando siamo riusciti ad iscriverci al Tor des Geants molti mesi fa, senza volerlo, questo appuntamento ha scandito tutte le giornate della primavera e dell’estate. Un sottile pensiero, un filo continuo che ci ha portato fino al giorno della partenza. La settimana prima della gara una frenesia incredibile animava i miei pensieri. Mi sembrava di essere una liceale che aspettava il ballo di fine anno!! Ed eccoci a Morgex in campeggio, i preparativi, il ritiro della sacca. Ma ci starà tutto dentro??? Quante maglie porto? E barrette?  Abbiamo fatto e rifatto i conti.. chiudevo gli occhi e ripassavo mentalmente sentieri, boschi,  pezzi di percorso… ma che succede?? Non ho mai sentito così l’emozione di una partenza… Eccoci al via e tutto passa. Siamo con il nostro zaino sulle spalle, i bastoncini nelle mani.. Steu vicino.. tutto sembra facile. Con noi Patriza e Tonino. Mesi di allenamenti insieme, di chiacchiere e risate.. finalmente ci siamo!!!!
Corriamo tra ali di folla a Courmayeur,  sorridiamo e  mi riprometto che se arriverò a Courmayeur l’arrivo dovrà essere così.. di corsa!!  La prima giornata ci porta  fino a Valgrisanche dove arriviamo a sera inoltrata. Passiamo per la Thuile dove troviamo Daniele e Silver che ci aspettano!!! Che bello sapere che sono lì per noi.. ci sentiamo felici  di aver condiviso con loro parte del percorso. Negli occhi sorridenti  di Silver leggo la voglia di provare l’emozione del Tor  e la consapevolezza che sarà dura, che arrivare lì è stato davvero solo l’inizio. Ci incoraggiano e ci accompagnano per un pezzo. Li salutiamo riconoscenti ed arriviamo al Rifugio  Deffeys; da lì Passo Alto fino al Bivacco Promoud. Saliamo poi a Col Crosatie.  Steu, in prossimità del colle, inizia a non stare bene, non riesce ad alimentarsi a dovere ed il suo passo rallenta. L'ultimo tratto di salita al Colle per Steu diventa difficile. Un misto di ansia, preoccupazione assale anche me. Come una magia, in quest’ultimo tratto, sentiamo il suono dolce di un flauto; la musica entra nel nostro cuore e fa diventare unica quest’ascesa tra le rocce e così poco alla volta arriviamo in cima. Un signore francese è lì per noi a suonare..incredibile!!!

Poco dopo iniziamo ad usare le frontali, arriviamo a Planaval e da qui a Valgrisanche. Ci cambiamo mangiamo e decidiamo di riposare. Dopo un’ora che sono sdraiata in un letto (vero però!!) mi tiro su, non riesco a dormire; troppi  rumori, troppa gente e troppa adrenalina forse. Vado da Steu e lo tiro letteralmente giù dal letto.. dai è l’ora di ripartire!!!!!! Lui (che proprio mi deve volere un bene infinito!!!) si alza senza dire niente e ripartiamo!! Che bella la salita fino al Rifugio d'Epee. Silenzio, ancora notte che ci avvolge, il rumore cadenzato dei nostri bastoncini…  penso che sia bellissimo condividere con un coniuge questi momenti. Non esiste la stanchezza in quel momento. Arriviamo al rifugio; piccola sosta per rifocillarci e, mentre è ancora buio, ci incamminiamo verso Col Fenetre.
Un pensiero ai nostri amici.. a Patrizia e Tonino ed a Mauro che è molto più avanti di noi.
La discesa da Col Fenetre è una di quelle che più mi preoccupano. La prima parte un po’ ripida, a tornanti stretti, terrosa. Anche se un po’ lentamente per colpa mia, la scendiamo e senza accorgerci arriviamo a Rhemes ND. Steu continua a dirmi che non gira bene.. che ha nausea.. che mangiare  proprio non riesce. Dai!! Saliamo piano.. togliamoci anche questa salita .. dai Steu!. La salita a Col Entrelor per lui diventa davvero faticosa. Lo conosco, non è da lui. Ci fermiamo spesso, non ha energie. Io forse non lo aiuto come dovrei. Queste salite sono quelle che adoro ripide, lunghe… ma perché divento impaziente?? Penso ancora alla classifica.. non ci credo.. il lumicino dell’agonismo non si spegne neanche qui che devo fare 330 km..che testa che sono. Poi guardando Steu si ridimensiona tutto. Noi siamo qui insieme per goderci questa avventura, per poter aggiungere questo tassello alla nostra vita che si sta componendo!
Guardo il cielo, il grigio delle rocce che ci circonda, gli altri compagni di viaggio e mi sento libera. La discesa da Col Entrelor è facile, riusciamo anche a corricchiare un po’. Nella discesa  ci troviamo a condividere l’arrivo a Eaux Rousses con Federico (genovese pure lui!!!) con il quale passeremo tante ore insieme.
Arriviamo ad Eaux Rousses mi sembra verso l’ora di pranzo, mangiamo e poi ci godiamo un’abluzione nella fontana del paese. Alla fine non riuscirò più a ricordarmi in quante fontane ho messo i piedi!! Sono state la mia salvezza soprattutto dopo che il ginocchio ha iniziato a fare male.
Qui ci raggiunge Tonino che a Valgrisa  ha dormito un po’. Insieme a Federico ci incamminiamo verso il Loson. Come per arrivare all’Entrelor, l’ascesa per Steu è dura ma quasi in cima la sua vita cambia quando riesce a mangiare finalmente in poco tempo 4 pastiglie di Enervit! Come se si fosse risvegliato da un sonno profondo inizia ad andare ed io non riesco quasi a stargli dietro!!!! Nell’ultimo tratto di salita condividiamo il sentiero con il Makoto Yoshimoto, il mitico giapponese con lo zaino gigante;  incredibile la fatica che sta facendo: i muscoli tesi, lo sguardo fisso a terra poi, in discesa, ci lascerà tutti  corricchiando e salutandoci con il suo meraviglioso sorriso.
Ecco il Rifugio Sella!! Qui inizia a diluviare.. per fortuna però per poco.. e finalmente Cogne!! Decidiamo  per una sosta un po’ più  lunga.. ci cambiamo, doccia (mitiche docce rigeneranti!!!) e cena..

Guardandomi intorno mi accorgo di quante persone sono lì per noi.. per darci da mangiare, passarci il borsone, medicare i nostri i piedi, regalarci semplicemente la loro presenza ed il loro sorriso… e  vorrei poterli abbracciare tutti, prendere un microfono e spiegare a tutti quanto loro in questi strani e magici giorni siano davvero degli angeli custodi.

Il sonno per me non arriva. Sdraiata sulla branda mi riaffiorano i ricordi delle guardie in ospedale di tanti anni fa. Penso di essere al lavoro, ma che lavoro faccio?? Sono in un dormiveglia da cui poi mi svegliano strani dolori articolari che mi accompagneranno in ogni mio riposo.
Dai ragazzi si riparte!!!
È buio, sempre noi 4 partiamo alla volta del Rifugio Sogno. Che sonno prima dell’alba. Il rifugio in qualche modo arriva; io e Steu ci lasciamo andare a 10 minuti di riposo mentre Tonino e Federico decidono di andare avanti. Mentre albeggia passiamo Col Fenetre per poi arrivare al Rifugio Dondena e da qui a Champorcher.
Io di umore grigio. Il mio ginocchio sinistro dopo mesi di letargo mi chiede il conto.. no non ora!! Stai buono ancora un po’!!!!  Ghiaccio secco ed un bendaggio con il tensoplast ti devono bastare per ora! Non essere egoista proprio oggi! Aspetta ancora qualche giorno poi sarai coccolato per tutto il tempo che vorrai….
In allenamento questo pezzo era stato per me infinito.. al Tor è stato relativamente veloce arrivare a Donnaz. Qui solito rituale, doccia, cambio vestiti e pranzo. Steu ormai sta bene e mangia come un lupo!! Che bello!! Se solo il ginocchio fosse a posto.. ok facciamo un patto io vado piano in discesa e tu mi fai finire il Tor… va bene?
Nel pomeriggio e nel caldo afoso ripartiamo. Siamo noi due; saliamo, scendiamo ed arriviamo a Pont St Martin. Risaliamo ed arriviamo a Perloz. Ma questo sentiero così ripido chi l’ha inventato?????? Perloz ci accoglie quasi con un tifo da stadio.. è commovente la partecipazione della popolazione valdostana! Altro giro in una fontana e poi si parte per salire al Sassa. La salita ripida non ci coglie impreparati mentre viene buio.. la conosciamo e le diamo del lei. Arriviamo al Sassa mentre inizia a piovere. Decidiamo di ripartire subito per il Coda. Condividiamo questa salita  con Carlo.. peccato aver percorso solo pochi km di gara insieme. L’arrivo al Coda alle 11 di sera è sotto la pioggia ed un vento fortissimo. Ci accorgiamo che il meteo è cambiato, fa freddo ed è arrivato tutto insieme.
Salutiamo calorosamente Cristina, la custode di questo bellissimo rifugio. Ci coccoliamo con un arrosto e purè che ci rimettono al mondo per poi infilarci in un letto. Ma perché non riesco a dormire? Cos’è questo dormiveglia che mi attanaglia? Ma starò riposando?  Ad ogni risveglio sono sempre lucida, so quello che sto facendo, quindi anche questo riposo deve essere ristoratore.
Qui ci ricongiungiamo con Antonio e Federico e nella notte si riparte! Arriviamo a Lago Vargno. Che bello!!! Pasta al sugo!! Devono essere la 4 del mattino!! Perché ho sempre fame?? Ma che buona questa pasta… senza accorgercene io e Steu ci addormentiamo sul pavimento ma dopo 10 minuti siamo di nuovo in piedi e via verso Col Marmontana. Quasi al Colle chiedo a Steu altri 10  minuti di riposo e senza accorgermene sembro una lucertola spalmata su una roccia; fa però troppo freddo e dopo qualche minuto ci si risveglia e si riparte. L’alba ci coglie quando siamo a Col Marmontana, scendiamo a Lago Chiaro e di qui la Salita alla Crena du Ley. Salita corta ripida tra rocce. Che bello! Qui ci siamo arrivati!! Il cielo è grigio.. qualche goccia ci accompagna. Iniziamo la ripida discesa. Il  tratto per arrivare a Colle della Vecchia mi sembra infinito…

Le ore del Tor poco a poco si dilatano.. ma quanto è durato? Ore? Giorni? Mesi? 
Steu si accorge che io non vado più, che il sonno, la fame o forse la noia per la monotonia di questo pezzo di percorso mi stanno facendo sprofondare e fa una cosa unica. Mi dice “basta corriamo!!!!!!” La corsa ci rigenera, ci dà forza, energia.. ci esalta e senza accorgercene arriviamo a Niel!!!!! Anche qui pasta!!!!!! Siamo di nuovo galvanizzati. Dobbiamo andare! Mi sembra di essere Bianconiglio, guardo l’ora e sentenzio che siamo in ritardo!! Andiamo andiamo!! Steu, come me trasformatosi in un roditore, parte deciso, ed io con lui, alla volta del Col Lasoney e poi fino all’alpe di Ober Loo. La discesa è in in compagnia di un gruppo di amici di Settimo Vittone che da questa parti hanno un sacco di tifosi.  Voglio correre, voglio arrivare. Che bello avere energia. Salutiamo calorosamente chi è ad assisterci all’Ober Loo (ma li avrò ringraziati tutti a dovere?????) e via verso Gressoney!!

Gressoney 200 km… sono le 16.. ma di che giorno????? Doccia, pranzo, branda, ripranzo. Le brande sono in un posto che mi sembra magico: silenzio, luce ovattata. Chiudo chi occhi e nel mio solito dormiveglia ringrazio che stiamo bene, che non abbiamo avuto grossi problemi se non quelli che più o meno avevamo messo in conto. Mi alzo e cammino bene. Incredibile!! Nessun dolore muscolare.. solo questo benedetto ginocchio mi ricorda che non bisogna esagerare…

Ho sempre odiato disfare le valigie dopo un viaggio..
Mentre per l’ennesima volta disfo il borsone giallo e rifaccio lo zaino… penso che sia la cosa più bella del mondo fare e rifare la borsa.. potrei continuare per sempre.. mi sembra d’averlo sempre fatto.. potrei andare avanti all’infinito in questi rituali…

Ci riuniamo io, Steu, Antonio e Fede… c’è poco tempo da perdere. Stanotte è previsto molto freddo ma non dovrebbe piovere o nevicare. Siamo ben equipaggiati, io ho addirittura  un piumino da sci alpinismo. Possiamo partire. Alle 20 siamo pronti ed altra grande sorpresa… i nostro compagni Orchi.. il mitico presidente, Andrea e Pino ci stanno aspettando!! E' come ritornare nel mondo vero!! Ma allora non siamo naufraghi del tempo…siamo al Tor!!! Che regalo che ci hanno fatto! Forse neanche loro se ne rendono conto del tutto. Che magia il loro sorriso ed il loro entusiasmo. Gli proviamo a raccontare tutto in pochi minuti. Ora sorrido!! Sarò sembrata una matta!! Racconto a Pino di come la mia lingua tagliata non mi faccia mangiare e soprattutto parlare!!

Penso poi ad Ilaria, ai nostri familiari  ed amici che ci stanno seguendo da giorni. 
Dobbiamo farcela, dobbiamo finire questo Tor. Se la salute ci assiste, dobbiamo arrivare al traguardo!!! Salutarli è stato come abbandonare una boa luminosa in mezzo al mare.. ma dobbiamo salire, ci aspetta Col Pinter. Sosta all’Alpenzu per un buonissimo caffè e poi salita in mezzo al vento ed al freddo ma anche questo colle lo conquistiamo!!!  Nella notte credo di essere una pronipote di Magellano o di Vasco de Gama... anch'io ho il compito di conquistare questo viaggio verso l'ignoto...
La discesa è una nota dolente per me, devo proprio andare piano. Con il bendaggio però va tutto bene. Freddo, molto freddo. Raggiungiamo il rifugio Crest dove ci concediamo 2 ore di sonno e poi ripartiamo alla volta di Saint Jacques ma poco prima dell'ultima discesa veniamo fermati al rifugio Ferraro dalla  splendida responsabile che ci dice “la gara è sospesa, venite dentro. Dovete aspettare qui che ci diano notizie!”. Gara annullata???? Passano 5 ore o giù di lì, lei ci accudisce e rifocilla… e poi raggiungiamo Sanit Jacques.  Poco dopo però ci autorizzano a riprendere il nostro vagare. Arriviamo al Rifugio Tournalin. Altro giro di pasta, minestra di verdura, formaggio... e raggiungiamo Col Nana e Valtournanche. Che bello anche fin qui siamo arrivati!! Un passo dopo l'altro ed incredibilmente siamo riusciti a fare 240km!!!! Qui non dormo però mi concedo un massaggio e nel pomeriggio ripartiamo. Siamo sempre noi 4. Che gioia aver condiviso insieme questa avventura.. Federico si racconta e noi con lui.. sembra che ci sia sempre stato. Magia del Tor.
Si riparte novamente dopo i soliti rituali. Al rifugio Barmasse incrociamo un'icona dell’alpinismo Christophe Profit. Non lo conosco. Scopro chi è dalle parole di ammirazione che i volontari sul percorso spendono col cuore per lui. Un uomo che ha fatto davvero imprese epiche e che ora è lì come noi. Quante storie diverse si accavallano in questi giorni? Quali pensieri vivono gli altri partecipanti? Cammino e vedo le orme delle persone che ci hanno preceduto. Quanti passi, quanta gioia, dolore, esaltazione, agonismo, disperazione in quelle orme.
Penso a Patrizia che si è fermata a Valgrisanche... so quanto le sarà costato. 
Viene buio e raggiungere il bivacco Reboulaz sembra volerci un tempo infinito. Non ricordo assolutamente il percorso. Ma hanno spostato il bivacco??? Ci arriviamo stanchi, infreddoliti ed affamati. Il bivacco è bellissimo, piccolo ed accogliente come fantasticamente accoglienti ed affettuosi sono i volontari e gli organizzatori che lo stanno abitando. Ci rifocilliamo e dormiamo. Per la prima volta dormo davvero!! Ma è giovedì!!! Sono serena, piena di dolori ma felice di essere lì in quel mondo che sembra uscito da un altra dimensione.. sono vicino a Steu e mi sento a casa, sogno il nostro camino acceso e mi sento felice...
Il risveglio mi riporta alla realtà.. bisogna arrivare al Rifugio Cuney!! Forza e coraggio. Ripartiamo nella notte fredda, i rigagnoli sono parzialmente ghiacciati ma sto bene e non sento la temperatura così bassa. Al Rifugio Cuney decidiamo di  riposare un'altra oretta. E' ancora notte quando poi ripartiamo salutando calorosamente i ragazzi che gestiscono il rifugio  che già ci aveva ospitato qualche settimana prima.  Arriviamo all'alba al bivacco Clermont, posto magico.. durante la gara dalle parti di Champoluc avevamo incontrato i ragazzi che hanno gestito la costruzione di questo bellissimo bivacco edificato in memoria di un loro amico. Dopo esserci rifocillati con una pasta squisita saliamo a Col Vessonaz. Un mese prima sono rimasta seduta al colle per un tempo infinito. da qui si vedono tutti i 4000 della valle con la sola esclusione del Cervino.
Courmayeur è là... ormai sappiamo già che la nostra gara si fermerà a St. Remy. Che peccato non fare il Malatrà anche se abbiamo già corso più di 250 km ci spiace non poter arrivare a Courmayeur ma è la montagna che governa e comanda. Va bene così. Il Tor  per noi rimane tale anche senza l'ultimo colle.
Arriviamo a Closè con il sole. Ennesimo bagno in una fontana, pranzo e via. Prossima tappa Ollomont. Federico rimane a farsi curare un po' i piedi mentre io, Steu e Tonino ripartiamo. Fa molto caldo e noi abbiamo i calzoni lunghi.  I miei due compagni di viaggio decidono che non ha senso patire così il caldo e via che decidono di andare in boxer... li invidio un po' a dir la verità!! una fotografa del Tor a vederli ride parecchio ed alla fine sentenzia  “beh anche questo è Tor!!!”.

La salita  a Col Brison è dura e nella parte finale piuttosto ripida. All'arrivo al Colle vediamo molto più sotto Ollomont!!! Ma quanto dobbiamo scendere???? Vabbè forza e coraggio ormai nulla ci butta più giù di morale!!! Quanto vorrei poter correre ma il ginocchio continua a farsi sentire; nella parte in piano però proprio non ci riesco a stare ferma e corricchio. Ingresso trionfale alla base vita!!!! Qui troviamo Marco Gazzola che ci saluta e che fa il tifo.. che esempio di sportività!
Doccia, anche se praticamente all'aperto, pranzo che è sembrato di più un vero e proprio banchetto, qualche coccola ai piedi da parte del personale infermieristico  e pronti via di nuovo!!!
Grazie infermieri che con il sorriso ci avete medicato!!!
Capiamo che tra 20 km il Tor è finito. Ci guardiamo negli occhi noi tre, compagni di viaggio e di emozioni che ci uniranno per sempre e siamo tutti un po' tristi. Questa avventura che è stata il concentrato di mille emozioni diverse sta per finire; non siamo contenti ma già malinconici. Ma che ci è successo? Ci godiamo l'ultima salita come se fosse l'ultimo cucchiaino del nostro gelato preferito nella vaschetta che sta finendo. Già iniziamo a ricordare tutto ciò che abbiamo passato e mentre si fa sera raggiungiamo il Rifugio Letey. Decidiamo di goderci una cena per festeggiare il Tor nel Tor e di darci il tempo per assimilare tutte le emozioni che ci pervadono. I cancelli orari sono lontani come la voglia di considerare la classifica. Ci riposiamo due ore e saliamo con entusiasmo Col Champillon . La discesa è in compagnia di Gabriella di Biella con cui ci siamo incrociati più volte ed infine l'arrivo a St. Remy. Sono le 3 del mattino siamo stanchi, storditi  ma penso tutti e tre sereni.
Ora è tempo di goderci il momento e poi sarà il tempo di tornare nel mondo, ognuno con i propri ruoli di mariti, mogli, padri, figli.. di tornare a ciò che ci appartiene... e di sognare ancora un po'. 

Con gli occhi che ancora oggi si velano al ricordo di quel tempo infinito che è stato il Tor..  ogni tanto mi perdo nei pensieri e nelle emozioni che sono ancora così vividi... e sussurro “ arrivederci Tor...”.



Un tifoso al Tor des Geants dal racconto dell'OrcoPinoR
Deciso, quest'anno con 2 orchi partecipanti al TOR occorre andare a far il tifo per incitare e caricare Raffa&Steu.
Ma dove andare a fare il tifo?

Il percorso è lungo, di andare alla partenza a Courmayeur o la Thuile neanche a parlarne, i trailers sono troppo freschi e la carica che gli vorremo dare non servirà a nulla.
Consulto la classifica dell'anno precedente, la distanza da Torino e la scelta cade sulla BASE VITA di Gressoney al km 200 !!!!, Mercoledi 13 Set 2012.
E' qui che avranno bisogno di tutto il nostro sostegno e della nostra carica.
Saremo li nel pomeriggio inoltrato sperando che si fermino a riposare e rifocillarsi.
Il programma condiviso con L'OrcoCamola e L'OrcoPinoP prevede.
- partenza da Torino alle 18,00 dopo il lavoro
- ritrovo Auchan C/so G.Cesare
- arrivo a Gressoney per le 19,00
- costo totale tra benzina e autostrada 36euro da dividere in 3.

Sono emozionatissimo, la lunga statale che da Pont St.Martin attraversa tutta la valle di Gressoney ci porta dopo 30km a Gressoney St.Jean.
L'alta Valle di Gressoney e' abitate da popolazioni Walser cosi come la Valle D'Ayas e le valli piemontesi dell'Ossola e della Val Sesia.
I Walser sono una popolazione di origine germanica che abita le regioni alpine attorno al massiccio del Monte Rosa. e sono giunti attorno all'VIII secolo causa il sovrappopolamento dell'alto Vallese svizzero e grazie alla deglaciazione del periodo medioevale 1300 d.c. , che ha permesso l'attraversamento con facilità dei valichi alpini:
- Passo del Teodulo
- Passo del Monte Moro
- Colle del Lys

Salendo la Valle dopo Gaby si iniziano a vedere  le case tipiche Walser con questi enormi balconi usati per fa seccare le granaglie ed il fieno, i magazzini rialzati ed a sostenerli i funghi in pietra deterrenti per i roditori.

Ad 1 km dal paese ecco un concorrente del TOR DES GEANTS che al passo si dirige verso il palazzetto dello Sport adibito a Base Vita.
Per strada nessuno, sono le 19.10 e non c'e' anima viva.... ma siamo sicuri che qui passa il TOR?
Parcheggiamo ed in 5 minuti ci travestiamo da Trailers, potremmo dare da bere ai supereroi americani che si cambiano nelle cabine telefoniche.
Temperatura 8 gradi sopra lo zero.
Veloci entriamo nel palazzatto... luci sparate... ecco i tavoli dove stanchissimi trailers si leccano le ferite, mangiano, si fanno coccolare da parenti, amici, e tifosi come noi.
Cerco con avidità la presenza di Raffa&Steu... non li trovo... ecco però GIULIANO PAVAN.

G I U L I A N O ... come stai !!!  sei bravissimo ... forza ... siamo qui per voi... per incitarvi e consolarvi... siete ...G R A N D I.
Vedo Giuliano  provato e affaticato un lungo bendaggio blu, sulla coscia, il viso scavato, la moglie che lo cura con gli occhi ed il cuore...
Gli chiedo se ha visto Raffa e Steu e mi dice che sono nella palestrina attigua adibita a dormitorio.
Mentre cerco di sbirciare all'interno del dormitorio , ecco Tonino l'amico d'infanzia di Steu...
T O N I N O... come stai? ... come va?
Tonino Audo mi dice:
"Gli organizzatori hanno detto che su in cima al colle Pinter dopo l'Alpenzu , farà molto brutto... ed io... ed io ho famiglia e non sò se continuerò...vediamo anche cosa dicono Raffa e Steu".
Cerchiamo di fargli forza,  condividendo  che già essere arrivati al 200km à un'impresa,
Concordiamo con Tonino che noi si và sul sentiero del TOR DES GEANTS, per un'oretta, al ritorno siamo sicuri di incontrarli.
Partiamo entusiasti del sentiero e fermandoci a tifare e sostenere tutti i concorrenti all'urlo
ALE' TRAIL ....  ALE' TOR

In particolare intraprendiamo la salita all'Alpenzu con un francese Cirille ed un canadese Weddie, li incoraggiamo, gli parliamo delle montagne qui intorno, mi offro di portare lo zaino...

E' già sera e le frontali sono accese... decidiamo di fare dietro fornt e di andare incontro a Raffa e Steu.
Nel mentre Steu mi telefona e mi chiede dove sono... mi propone di rientrare alla Base Vita perchè fuori fà freddo, gli rispondo che li stiamo aspettando sulla salita al Pinter 2776 slm.
Scendendo dall'Alpenzu incontriamo diversi partecipanti al Tor;
- con 1 giapponese conto fino a 10 nella sua lingua madre.
- con 2 spagnoli scherziamo sulla santità dei concorrenti a questo durissimo trail.
- con 1 francese dai lineamenti peruviani decantiamo in spagnolo le bellezze del Camino Real, solo alla fine del discorso ci spiega che non parla spagnolo e...lui è di Lione....

Ma eccoli Raffa e Steu con Tonino ed un'altro compagno di sventure... baci ed abbracci si sprecano.
Sono felici di vederci e noi piu' emozionati di loro.
Ci raccontono del ritiro di Patrizia a La Thuile per un problema muscolo articolare.
Steu ci dice che ad inizio gara ha avuto problemi di stomaco e solo da ieri (martedi 11 set 2012) riesce a mandare giu' qualcosa, prima vomitava anche l'acqua.
Raffa ci racconta delle sue crisi di nervi, dei pianti, dell'unica ora che sono riusciti a dormire qui a Gressoney da Domenica 9 Set 2012 (oggi e' mercoledi !!!)
E ancora Raffa ci racconta dell'impossibilità di riposare alle prime BASI VITA, troppa gente e neanche la possibilita' di sdraiarsi, della sua lingua gonfia e piena di tagli...
Intanto eccoci nuovamente alla salita all'ALPENZU e a seguire il PINTER.
STEU ci annuncia che da questo momento non parlerà piu', per risparmiare le forze... capiamo e a questo punto salutiamo gli avventurieri e delicatamente ci togliamo di torno per lasciarli al loro destino.

Ritornando verso il palazzetto, eccomi a tifare piu' forte che mai per tutti i trailers sul percorso... sembro un forsennato talmente urlo la mia voglia di soffrire con questi umani che vogliono sfidare se stessi, che vogliono consumarsi e non risparmiarsi per poter dire alla madre Terra:

"Ecco Grande Madre mi hai dato un corpo nuovo, ne ho fatto buon uso e l'ho consumato tutto. GRAZIE la mia vita è stata intensa e non mi sono risparmiato".

L'OrcoPinoR


domenica 9 settembre 2012

GranFondo Ultra Trail Punt del Diau 8 Settembre 2012



Dal racconto di Mario

La soddisfazione di …… arrivare ultimo.
Corro da un paio d’anni e ho già fatto diverse gare su strada. Gare più o meno affollate, laggiù nel piano, sull’asfalto, nel mezzo di una anonima classifica: dieci posizioni più avanti, quindici più indietro.
Ma qui è diverso, lo si capisce già dalla partenza: ci si può contare ad occhio. E lo si capisce ancor meglio quando il sentiero inizia ad inerpicarsi su per il monte Baron e poi ancora verso il Rosselli. Mille metri di dislivello,  un fondo difficile, dove lo sterrato lascia ben presto il posto ad una continua pietraia, ora a vista, ora ricoperta dallo strato insidioso di erba tagliata. Per non parlare dei lunghi traversi esposti al sole: un caldo “africano” e una sete che non si riesce ad appagare. Lungo la salita incontro Vincenzo (nome di fantasia).
Mi chiede “Siamo ultimi?”.
Rispondo “No, ho visto altri, due tornanti più sotto”.
E Vincenzo: “A te importa se arrivi ultimo?”
“No, non credo” rispondo io.
“Corriamo insieme?” mi propone Vincenzo.
“Ok” gli rispondo.

Ma non abbiamo lo stesso passo. Ben presto mi accorgo che comincia ad essere in difficoltà. Rallentiamo. Gli ultimi ci raggiungono, ci superano. Ora si, siamo gli ultimi. Poco prima del primo ristoro Vincenzo inciampa e a fatica riesce a non cadere tra le pietre. È il primo segnale. Raggiungiamo il secondo ristoro e Vincenzo sembra non voler ripartire: si attarda a parlare con i volontari e il tempo passa inesorabile. Alla fine lo convinco e ripartiamo. Poche centinaia di metri e questa volta Vincenzo cade inciampando su una radice sporgente: stiramento agli adduttori della coscia destra. Vincenzo non se la sente più di proseguire e decide per il ritiro. Resto solo: davanti a me nessuno, dietro a me nessuno. Guardo il GPS: 14,7 Km. Manca ancora molto all’arrivo. Devo trovare una motivazione. Mi viene in mente Cecilia (altro nome di fantasia): ci aveva superati durante la salita al Rosselli. 

Ma dove sarà adesso? Quanta strada avrà già percorso? Al posto di controllo chiedo informazioni: “ Si, sarà passata 10 o 12 minuti fa, al massimo un quarto d’ora, non di più”. Ringrazio e riparto. Ma quanto valgono 15 minuti in una gara così? Che valore hanno lo spazio e il tempo? Non trovo risposte e continuo a correre. Dopo la Ca’ Bianca, la strada curva a sinistra e riprende a salire. Alzo lo sguardo e vedo Cecilia in punta alla salita.
 Si, obiettivo raggiunto! Facciamo l’ultima parte della corsa insieme e finalmente arriviamo al traguardo sfiniti ma soddisfatti.
La soddisfazione di …… arrivare: 29 partenti, 2 ritirati, 27 arrivati. Dal palco annunciano: “ la prossima edizione si terrà il 5 ottobre 2013: vi aspettiamo numerosi ..………”.

venerdì 31 agosto 2012

Ultra Trail du Mont Blanc UTMB 31 Agosto 2012

Foto UTMB partenza CCC Courmayeur Champex Chamonix 2012
Foto UTMB CCC TDS PTL 2012
Video UTMB CCC 2012
Classifica UTMB 2012
Edizione 2010
Edizione 2009
Sito Ultra Trail du Mont Blanc



UTMB  103km 6000D+ partenti :2482  arrivati:2126(85,66%)  ritirati:356 (14,34%) --- percorso ridotto per meteo avverso ---
TDS   112km 7000D+     partenti :1465  arrivati:633 (43,21%)    ritirati:832 (56,79%) --- meteo avverso ---
CCC   90km  5000D+     partenti :1913  arrivati:1585(82,85%)   ritirati:328 (17,15%) --- percorso ridotto per meteo avverso ---


Dal racconto dell'OrcoPinoR alla CCC


Memore della CCC del 2009, una gara perfetta con uno splendido sole e tanti Orchi con cui abbiamo condiviso uno splendido trail ... decido per il 2012 di ripetere l'esperienza per festeggiare il 10 anno dell'Ultra Trail del Monte Bianco.
Sarà un festa, doppia se riuscirò a chiudere la gara magari sotto le 24ore.
Arrivo alla CCC preparato con una buona dose di attività in montagna Trail e bici, vediamo se a fine gara riuscirò a non avere  quei fastidiosi dolori alle masse muscolari.
Quindici giorni prima della gara consulto il meteo, la sentenza è già pronta ... sono previsti temporali e pioggie con temperature in netto calo.
Ebbene su 10 edizioni 7 hanno avuto il meteo favorevoli mentre le edizioni:
- 2003 meteo avverso, ero presente intraprendevo il TMB
- 2010 meteo avverso, ero presente ed iscritto all'UTMB (166km)
- 2012 meteo avverso, iscritto alla CCC

Non mi pronuncio, ma pare che la mia presenza stimoli anche quella di GIOVE PLUVIO.

Mercoledi 29 Agosto 2012 arriva la mail di conferma dall'organizzaione dell'UTMB:
- Neve in quota sopra i 2000, zero termico a 2300slm, si consigliano indumenti invernali, 4 strati 

Ed eccomi inserire nella borsa tutta l'attrezzature pesante invernale, compreso un piumino leggero.
Tutta la burocrazia a fine Gennaio 2012 e' gia' espletata:
- iscrizione
- prenotazione ,per la famiglia che mi seguirà, all'Albergo Mercure di Chamonix (lo consiglio).
- gare da intraprendere per la preparazione

Quest'anno il ritiro pettorali anche per la CCC occorre farlo solo a  Chamonix, niente distribuzione a Courmayeur.
Per via di questo cambio organizzativo decidiamo di partire il Giovedi 30 Agosto 2012  e di pernottare al Rifugio Monte Bianco in Val Veny  con il seguente programnma:
- Arrivo in mattinata a Courmayeur
- Sistemazione al Rifugio Monte Bianco in Val Veny (lo consiglio).
- Utilizzo delle navette dell'organizzazione UTMB per spostarci a Chamonix per il ritiro pettorali.
- Ritorno a Courmayeur per la cena e la notte presso il Rifugio Monte Bianco in Val Veny.
- Partenza gara alle 10.00 a,m. dal centro di Courmayeur.

Il soggiorno al rifugio Monte Bianco e'  da incorniciare, peccato il meteo avverso, fronte al rifugio il ghiacciaio della Brenva, l'Aguille Noir de Peuterey e tutta la Val Veny fino a intravedere il colle della Seigne e le Pyramide Calcare.

Gentilissimi i gestori, genuina la cucina e un bijoux le stanzette con letto a castello.
Sono arrivato qui al Rifugio Monte Bianco con l'OrcoMauro, e con noi la sera anche l'OrcoVittorio, cena rilassante a parlare di monti, ad aprire cartine e chiederci che meteo fara' domani.
Eccolo nel frattempo il messaggio che arriva dall'organizzazione che ci rammenta del cattivo tempo previsto per il 31 agosto 2012.

Saliamo in stanza e scegliamo gli indumenti da portare nello zaino oltre a quello che vestiremo il giorno della gara:
- un pantalone impermeabile della CAMP
- una giacca leggera impermeabile della MONTURA
- una mantellina leggera della CAMP
- 2paia di calze
- mutande
- guanti
. telo termico astronautico
- fischietto
- bande elastiche cerotti e pomata antisfregamento
- un maglia Wind stopper della Gore
- 2 maglie intime
- un pantalone lungo leggero
- 3 Gel
- confetti
- una barretta energetica
- una pila fontale con stilo di ricambio
- macchina fotografica
- 3 cappellini invernali
- coprizaino antipioggia
- bicchiere
- telefono cellulare
- miniasciugamano in microfibra della Ferrino
- 1 litro di acqua nel camel bag

Non ho una bilancia ma presumo che il peso si aggiri sui 3.500 grammi....
Preparo la branda come fossi un ufficiale giapponese prima del Seppuku.

alle 22.00 siamo già a letto con la sveglia puntata alle 7.00, il sonno arriva presto ed anche la sveglia ...
 alle 4.00 il mio orologio interno mi dice che già ora, Mauro e Vittorio ronfano  da sembrare una coppia di tagliaboschi canadesi.
Che fare fino alle 7.00... penso a tutto ed a niente, alla gara di domani con le difficoltà che comporterà.. c'e' la farò? come gestire la neve, il freddo, gli indumenti bagnati... mi ritirerò a qualche ristoro?... i battiti aumentano e sotto la coperta sento caldo..
ahufff, che pizza ..meglio non pensare , domani sarà quel sarà, mi concentro sui paesaggi della Val Veny visti ieri.

Nel cuore 
il cuore maggiore
di Courmayeur
e poi spigoli puntuti
ghiacci sovrastanti
morene verdeggianti
e poi brezze purissime
ed enormi bianchi giganti 
dai colori cangianti


Mattino della gara 31 agosto 2012.
Colazione al Rifugio Monte Bianco, poi alle 8.00 ci spostiamo al parcheggio di Dolonne fraz.Courmayeur per lasciare la macchina e portarci in zona partenza dove troviamo tutti;Matteo, Eleonora e Fabrizio.
La tensione e' palbabile e ciliegina sulla torta altro messaggio dall'organizzazione dell'UTMB
- il percorso della CCC sarà tagliato delle salite alla Tete de la Tronche (Italia Val Sapin)) e Tete aux Vents (Francia dopo Vallorcine)
 
Coscenziosa l'organizzazione che alla fine taglierà :
- Per la CCC per un totale tagli di 10km e circa 1200D+,  rimanenti 90km e 4800D+
- Per l'Utmb  riducendola dai 168km a 103km e 5500D+ da percorrere solo in Francia.
Pochi minuti alla partenza, facce sempre più tese.
Cosa ci aspetta sul percorso, riusciremo a chiudere la gara?
Alla partenza con me anche moglie e figlia che mi allentano la tensione.

Partenza scaglionata con un'emozione che ti prende dentro e che ti fà dimenticare a cosa andremo incontro.
Partiti, ci aspetta la prima salita al Bertone 2000slm   dai 1200slm di Courmayeur.
Compare un timido sole e i 1800 trailers si tolgono le giacche antipioggia,,,,

Inizia a piovere e iniziamo ad indossare le giacche impermeabili, fa anche freddo ci saranno circa 12-13 gradi, Mauro ed Eleonara li perdiamo mentre Fabrizio era partito a razzo con lo scaglione dei 5000... rimaniamo a fare gruppo io e l'OrcoMatteo.

Dopo la partenza scaglionata non ci  sono code sul sentiero, un plauso, nuovamente all'organizzazione, gli altri anni si cumulavano anche 30-40 minuti di coda nei primi 10km.

Ci fingiamo felici vedendo questo pallido sole, ma appena valicato il Bertone (primo ristoro) ci si para davanti la Val Ferret e laggiù in fondo verso il colle du Grand Ferret, la tempesta si palesa.
A 6 km dal Rifugio Bonatti ecco il nevischio ghiacciato che come piccoli aghi ci punge gli occhi, inforchiamo nuovamnete la giacca che non toglieremo più fino a Chamonix.
Rifugio Bonatti , secondo ristoro, in coda per la minestrina che suggiamo con avidità.
Mentre Matteo finisce la sua minestra entro nel Rifugio Bonatti per scattare alcune fto dell'interno e per rendere omaggio al grande esploratore, alpinista, fotografo, documentarista, scrittore.... Walter Bonatti.

Si riparte alla volta di Arnuva 1700 slm, un vocabolo sulla Val ferret, ultima microlocalità prima di salire al Col du Grand Ferret posto a quota 2600slm. In fila indiana i trailers scendono ad Arnuva, il cancello è stretto ore 14.30 di venerdi 31 agosto 2012, riusciamo a passarlo con Matteo alle 13.35 con 55min di anticipo... accidenti bastava un minimo intoppo ed eravamo fuori.
Ci fermiamo al ristoro e ci imbottiamo le guance come criceti di banane, porto via delle barrette da consumare salendo al Col du Grand Ferret...il prossimo ristoro e' in Svizzera a La Fouly tra 15km.

Ed eccola la salita al Col du Grand Ferret, tra le viste maestose del ghiacciaio del Triolet e del Pre De Bar.
Si sale tra fango abbondante e pochi centimetri di neve, il freddo si inizia a sentire ma siamo ben coperti.
Si sale senza vedere il colle tra dense e fredde nubi, sembriamo pinguini in marcia migratoria, nessuno parla.. Il colle arriva ed e' immerso in un'atmosfera invernale, le tende gialle degli scorsi anni hanno lasciato il posto ad una  costruzione in plexigas trasparente, piu' calde e nello stesso tempo permettono di vedere i trailers che arrivano a turme.
La frontiera è attraversata ed eccoci in Svizzera con una lunga discesa verso localita La Fouly dove e' posto il 4 ristoro. Il nevischio adesso si trasforma in pioggia debole che definitivamente ci bagna tutti.

RIstoro de La Fouly, ci sediamo un'attimo per mangiare l'ennesima minestrina e banane, non scordando di idratarci con abbondante thè e succose arance dei giardini di Valencia.
Usciamo dal ristoro bagnati ma non ancora infreddoliti, un piovasco ci coglie ... ma nulla possiamo fare se non correre questi 10km pianeggianti che da La Fouly ci portano a Praz de Fort alla base della salita verso Champex Lac.
Questi 10km sono da prendere con le molle, la voglia di correrli a perdifiato è tanta, ma occorre procedere com prudenza a passo di trailer... quindi con una leggera corsa, i km da fare sono ancora tanti.
A Praz de Fort incontriamo Eleonora, a cui chiediamo come ha potuto esserci passata davanti.
Eleonara ci spiega che ha saltato i ristori del Bonatti ed Arnuva, scavalcando diverse posizioni, ma adesso ci spiega, ha dei problemi al ginocchio sinistro e non sa' se proseguirà.
Alfine Eleonora decide di proseguire.
Siamo bagnati dentro e fuori e non vediamo l'ora di arrivare a Champex per cambiarci e fare la cena con la pasta al sugo offerta dall'Organizzazione.
Il ristoro di Champex in realtà è un girone infernale, centinaia di trailers che si avvicendano ai tavoli del ristoro, che si cambiano, che fanno rifornimento...e noi con loro. Vi assicuro, cari amici, che riuscire a procedere con la cena ed il cambio indumenti in una bolgia come questa è una cosa complessa e
occorre tenere la mente salda sull'obbietivo prefisso.

Riusciamo a svolgere il tutto in circa 15-20 minuti poi usciamo dal calduccio e fuori e' gia' quasi notte, appena pochi passi e siamo costretti a metterci i pantalanoni antipioggia che non toglieremo fino a Chamonix, siamo al 45 km ne mancano altri 45.

L'imbrunire ci coglie, prima della lunga salite verso Bovine. Piove, gli animi sono accesi ma non sappiamo quello che ci aspetta.
Inizia la lunga salita di 800D+ e il sentiero ripido e pietroso si è trasormato in torrenti di acqua e fango, poi la pioggia si trasforma in neve, e noi trailers bagnati nei nostri gusci di giacche impermeabili siamo preda del freddo del vicino ghiacciaio di Trient. Anche se si volesse impossibile ritirarsi qui, occorre almeno salire al ristoro di Bovine.

La neve cade copiosa
grandi fiocchi
ci accarezzano
si posano su noi
i vicini ghiacciai 
ci vogliono con loro
ma siamo qui
solo di passaggio

Il ristoro di Bovine e' una stalla attrezzata, gli altri anni solo un gazebo, quest'anno con la temperatura sotto lo zero gli organizzatori si sono ben sistemati.
Dentro la stalla, mi turbina nei meandri encefalici l'idea di ritirarmi, ma non qui non c'e' nulla... proverò a scendere a TRIENT il motivo ?
Sono bagnato fradicio e la temperatura e' sotto lo zero termico (-10), e ... non ho nessun indumento per cambiarmi.
I bicchieroni di thè caldo mi riscaldano leggermente ma non basta. Io e Matteo ripartiamo dopo 5 minuiti, veloci giù verso Trient in un mare di fango,neve nel buio piu' completo.
Le frontali fanno il loro lavoro, man mano che si scende di quota il freddo e' piu' sopportabile, la neve si trasforma in pioggia e cosi decido di non ritirarmi a Trient, tanto c'e' solo piu' una salita a Catogne poi giu' a Vallorcine e a 15km c'e' Chamonix ... ahime' quale errore sottovalutare Catogne.
Ecco Trient, il punto ristoro è stato trasformato in discoteca per i tifosi, addirittura un DJ ... una barriera come fossimi animali da zoo ci divide dai tifosi mi immagino che il DJ urli agli astanti:
ECCO A VOI SIGNORE & SIGNORI I SINISTRATI DEL TRAIL, GUARDATELI MENTRE PERCORRONO 100KM CON IL FREDDO LA NEVE E IL FANGO.

Ripartiamo da Trient bagnati e infreddoliti, continua a piovere, altri 700D+ e le salite sono terminate, dai OrcoMatteo , dai OrcoPino questa se la finiamo dobbiamo raccontarla.
Lunga, fredda, fangosa e ancora neve a Catogne procediamo in silenzio senza dirci una parola.
Formiamo un gruppo di 10 con altri trailers, cerco di respirare dentro la giacca per creare calore, maledetta POPPEA questo il nome della perturbazione che chirurgicamente ha in parte mandato all'aria la festa della 10 edizione dell'UTMB.
Ci sono a Catogne 5 cm di neve ghiacciata, gli abeti sono bianchi e quasi quasi ci facciamo gli auguri di NATALE.
Discesa a Vallorcine penosamente ripida e fangosa, senza i bastoncini quasi impossibile non cadere.
Penultimo ristoro a Vallorcine, Matteo ha quasi esaurito le energie, promette di fermarsi un po', ma io insisto per ripartire.
Nel tendone del ristoro è presente una lampada a gas di quelle che si usano all'esterno dei bar nelle mezze stagioni, i trailers cercano di farci asciugare maglie. giacche guanti, ci provo anch'io ma quasi ustiono la maglia.
Sparo l'ultima cartuccia ... tolgo la giacca impermeabile e la sostituisco con la mantella leggera, cambiando la maglia bagnata con quella meno bagnata che avevo dismesso a Champex Lac.
Dai Matteo usciamo da qui, perchè se non lo facciamo non partiamo più... io vado. Matteo mi segue.
Eccoci fuori, dopo pochi metri sono costretto a fermarmi troppo freddo, sopra la mantella mi rimetto la giacca bagnata della Montura, cosi va meglio, corricchio e riesco a scaldarmi ... c'e' mancato poco e sarei rientrato al ristoro senza piu' uscirne.
Ci attendono 15km da percorrere sotto il ghiacciaio di Argentiere, un lungo falsopiano che ci porterà prima ad Argentiere,ultimo conttollo e ristoro e poi da li sempre per bassa valle fino all'agognata Chamonix.
A 4km dall'arrivo ci superano il primo e il secondo classificato dell'UTMB, il percorso da Argentiere è condiviso.
a 1km dell'arrivo arriva l'SMS a mia moglie mentre mia figlia mi viene incontro per percorrere insieme gli ultimi 500m, ci diamo un contegno e corricchiamo ormai la gara è terminata.
Pochi tifosi in giro per Chamonix solo le 6.00 del mattino di Sabato 1 Settembre 2012 dopo 20 ore tra Pioggia,Fango,Vento e Neve ... una gara da ORCHI.




domenica 27 maggio 2012

Trail del Monte Soglio 27 Maggio 2012

Foto Trail del Monte Soglio 2012
Classifica Trail del Monte Soglio 2012
Sito Trail del Monte Soglio
Sito Gli Orchi Trailers ASD

Edizione 2011
Edizione 2010

Dal racconto semiserio dell'OrcoPinoR

Primavera con piogge copiose, queste le previsioni meteo per la 4edizione del Trail del Monte Soglio.

No ragazzi di affrontare il Soglio sotto l'acqua nessunissima voglia e poi magari un bel temporale con le bacchette che fanno 'giacomo...giacomo'.
Preparo gli scongiuri offrendo sacrifici di birra agli Dei del Trail la settimana antecedente l'evento (tutto sommato e' servito).

No ragazzi di svegliarmi alle 3.00 a.m. fare colazione!!? ed essere a Forno Canavese (To) per le 5.30 a.m. (partenza gara ore 6.00 a.m.) non gliela fò...cosi che decido di trascorre la serata a Forno Canavese e dormire nella palestra messa a disposizione dall'organizzazione.

E poi c'e' la cena , le chiacchiere con gli altri Trailer...il cameratismo etc....

Ma sono l'unico degli Orchi a fare cena a Forno, ma non l'unico a dormire in palestra, con me il segretario degli orchi l'OrcoMauro che mi raggiungerà nel dopo cena.
L'arrivo a Forno Canavese mi mette già di buon umore , incontro Graziella (ci conosciamo dalla 1 edizione della Chaberton Marathon 2008) che pubblicizza il suo Trail nelle Langhe in quel di S.Stefano Belbo Primo Trail del Moscato il 30 Settembre 2012 sulle distanze di 50 e 20km, mi regala una bottiglia di moscato di quelle ricche terre promettendogli di partecipare ad una delle due gare.
Il volontario innanzi alla palestra mi assegna 4metri quadri di suolo dove trascorrerò la notte, mi appresto a gonfiare il materassino ma ahimè mi accorgo di aver preso la pompa per il materassino piccolo, cosi che mi tocca spolmonare come un tricheco per dare la giusta consistenza al mio giaciglio... al termine sono sudato e senza fiato...iniziamo bene.

Gli Orchi che abitano nel Canavese o zone limitrofi li incontro già nel primo pomeriggio...due chiacchiere ed e' gia' ora del Briefing, con Roberto che ci illustra meticolosamente tutto il percorso.
I partecipanti a questo tipo di Trail è quanto mai eterogenea l'età dalle classi dal 1990 al 1945 , provenienti da tutti gli sport di fatica :

- bike
- alpinismo
- trekking
- podismo
- arti marziali
- sci alpinismo
- sci di fondo

...e cosi che a cena mi trovo gomito a gomito con scialpinisti, rocciatori, podisti.

La serata tra una portata e l'altra vola via con piacere tra bottiglie di Bonarda dell’Oltrepo Pavese , fino al dolce e allo Zibibbo di Pantelleria offerto da organizzatori di Trail Siciliani, per poi finire con l'arrivo di Mauro che ingurgitato un'enorme panino al salame alla velocità della luce, mi racconta della sua giornata in Liguria e del suo pranzo a base di pesce in quel di Bogliasco (Ge).

Ore 22.30 il piantone di servizio spegne le luci della palestra , manca solo Nini Rosso che suona il silenzio, gli ultimi ritardatari si infilano nel sacco a pelo e presto sarà ora di partire per questo Trail del monte Soglio The Impegnativ Edition .

Ore 4.15 a.m., trailer agitati vagano per la palestra alla ricerca del pallone della partenza, non vedono l'ora di liberare l'adrenalina accumulata in questa notte insonne...calmi ragazzi avrete il tempo e i km per sfogarvi ...ancora qualche oretta e potrete scatenare l'inferno....(beati voi).

Ancora prima di alzarmi preparo il mio cibo segreto per le lunghe distanze , un grosso casco di banane proveniente da paesi lontani...una la ingurgito subito , un'altra la offro a Mauro e l'altra la ficco nello zainetto..la consumerò dopo un'ora dalla partenza...altro cibo segreto nelle tasche dello zaino i mitici confetti quelli delle occasioni importanti ma che si trovano in qualsiasi pasticceria ed adesso anche nei SuperMercati.
Alla colazione ahime' non troviamo il pane ma fette biscottate , biscotti (brrrrr...) e piccole confezioni di marmellata il tutto innaffiato con the....accidenti magra la colazione ma compensa con l'abbondante cena di ieri sera.
ore 5.45. a.m., al controllo materiali severo e preciso, scoprono il mio cibo segreto.... la banana, la commissione antidoping dilettantistica viene subito avvertita ma tutto finisce a tarallucci e vino quando gli spiego che faccio parte del network GliOrchi.

ore 6.04 a.m. parte la 4 edizione del Trail del Monte Soglio.

Si inizia con le code lungo gli stretti e fangosi sentieri che portano al Mulino Val, nessuno sgomita ma tutti sudano la stessa umidità della boschina di roverelle e nocciole dei 550 slm della periferie di Forno.

Mulino Val , Milani e poi giù nel sottobosco ad inseguirci, a sfiatare e il pensiero và al salitone del Soglio per affrontarlo prima che il sole cuocia tutti o prima che arrivi il temporale.

Si corre al Trail del Monte Soglio... sorbole se si corre, i primi 30km, a parte la salita che porta al 1' cancello (alpe Bellono) occorre essere buoni podisti per non rischiare di restare fuori gara.
Arriviamo al Cancello 2 del MonTSuffiett, con buon anticipo e ci concediamo il nostro pranzo , dadini di mortadella e formaggio con cracker e taralli... mentre accanto i volontari su un bel fuoco di legna stanno cuocendo delle ottime costine e sulle pietra magnifici quarti di pollo...

Dai Mauro scappiamo via e prendiamo la strada del Monte Soglio che qui si soffre molto..ma molto di piu'...

Il sole aveva fatto capolino al MontSuffiett con mio terrore... ma adesso (cosi come da previsioni) veloci nuvole di calore salgono fredde verso il Soglio e ci assicureranno fresche temperature.

Ecco Cima Mares con l'Alpeggio omonimo, poi finalmente la salita al Soglio... causa le nuvole si intravede appena la valle Dell'Orco.
Il Monte Soglio in cui, secondo la leggenda locale, si riunivano le streghe del posto per i loro rituali “Sabba” e sempre il Soglio la montagna dei Partigiani durante la II guerra Mondiale perso e riconquistato durante le dure battaglie con i NaziFascisti.

Ai  piedi del Soglio
in  umidi e fangosi sentieri
dai forti odori di bosco
di  acque gorgoglianti
da cime spartiacque

Splendido il panorama dal Soglio se il tempo lo permette, ma oggi la nebbia tutto nasconde e a malapena a 100 metri dalla vetta del Soglio si vedono i Gazebo dei volontari per il controllo del 3 Cancello e per il breve ristoro.
Sulla cresta spartiacque tra il Canavese e la Valle dell'Orco il freddo adesso si fa sentire , noi si arriva dall'ascesa al Soglio, ma il vapore acqueo emanato dalle nostre bocche la dice lunga sui gradi presenti in quota...dopo circa 5 minuti siamo costretti a coprirci con le cerate e non farebbero male neppure i guanti.

Siamo sul punto di affrontare il traverso impegnativo (dato come EE) sotto L'Uia di Corio, un traverso riscoperto dagli organizzatori ormai andato perso e ripristinato grazie al lavoro dei volontari che hanno zappettato per circa 4km un pendio erboso altrimenti impraticabile per la pendenza.

Squadre del soccorso alpino di Lanzo assistono i Trailer durante l'attraversamento...encomiabili, il freddo a star fermi si fa sentire.

Eterno questo traverso che leggermente prima di arrivare all'Angiolino si precipita nuovamente nel Canavese fino a raggiungere il rifugio Peretti Griva (Cai Lanzo), dove ci attende un breve ristoro, i trailer arrivano a frotte si fermano poco, il cancello di Pian Audi per le 18.30 ci attende.

Un calvario la discesa dal Rifugio Peretti Griva 1800 slm alla località Piano Audi 800 slm , una lunga discesa prima su rododendri poi su bei faggeti.
Mauro mi consiglia di andare se ho ancora fiato,,, e cosi seguo il suo consiglio, i confetti sono finiti e
per poter dare birra ai muscoli , mando giù un Gel della Enervit l'effetto boost dura almeno 10km almeno fino a Pian Audi dove gente in festa ci accoglie come fossimo all'UTMB.

Calma e gesso , mancano ancora 14km all'arrivo e il Colle del Bandito e' ancora lontano , ma tutto si fà corribile e allora inserendo la velocita' di crociera (al bando però Schettino) ci avviamo a chiudere in solitaria questo Trail fangoso e impegnativo.

Ore 18.32 taglio il traguardo ancora integro e con la voglia  di correre…. potenza delle banane.

Memore della 2edizione del Soglio ,quando pieno di birra mi sono messo in macchina brillo, questa volta scambio il mio buono birra con un buon caffè che mi permetterà di arrivare a casa alle 20.00 per la cena senza intoppi e sopratutto sobrio e con i punti sulla patente invariati.
Mauro arriva pochi minuti dopo e a seguire tutti gli altri fino alla chiusura della gara per le 20.00
Daniele Fornoni vince con 6ore e 55minuti per gli uomini , mentre Raffaella Miravalle la guardiaparco volante, si aggiudica il podio femminile con 7ore e 50minuti.