sabato 13 maggio 2017

Le Porte di pietra Ultra Trail Cantalupo Ligure(AL) 13 Maggio 2017

Classifica Porte di Pietra 2017
Sito Porte di Pietra

Edizione 2016
Edizione 2015
Edizione 2014
Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011 (solo classifica)
Edizione 2010 (solo classifica)
Edizione 2009
Edizione 2008 (solo classifica)
Edizione 2007 (solo classifica)

Dal racconto dell'OrcoMami

Questa  volta  iniziamo dal..fondo  !
  Ecco laggiù il  gonfiabile  dell'arrivo  :  sono FINISCHER .FINISCHER  !! Porte di Pietra 2017 l'ho portata a casa, com'è solito dire un Orco  che  si rispetti.

E' ormai  buio da due ore. I 370 lumen  della mia  frontale illuminano la mia corsa  solitaria in discesa  tra sassi  polverosi  e rami. Alterno, con fare affannato,  lo sguardo tra la ricerca  attenta  delle   "balise"  ed il quadrante  illuminato dell'orologio, teso  a non sbagliare  strada proprio adesso  e finire  fuori tempo massimo.
Il bosco non finisce  mai.
Ma ecco le prime  case; ecco  che il buio  più nero  diminuisce, vedo il primo lampione del paese  di  Cantalupo Ligure. Scorgo le  frecce  di vernice sparate sull' asfalto ... laggiu' il traguardo.
Finischer dopo 15h,35 min.
Anche  questa  volta finisco la gara, si conclude il viaggio con me stesso.
Poche  righe  prima  dicevo ”la mia  corsa  solitaria”,
Si infatti è stata proprio una gara   in  molti tratti, solitaria.
Sara' la categoria  AM 60( ma no c'è ancora  qualche  esempio  veloce), sara' l'allenamento non perfezionato, sara' la  giornata, sara'.,,sara',  sara',ma ho corso con sempre un occhio  ai  cancelli e in coda  al gruppone.
Ho avuto 15h e35 min...per dedicarmi ad un  pensiero che  suona  all'incirca cosi';  MA  CHE  SENSO HA ?
Gli amici   vari, chi  con spirito di incoraggiamento, chi con fare  scherzoso, chi con sana invidia , ti apostrofano come  già fortunato per  aver  deciso di presentarti al via, come strafortunato di essere  andato avanti; come bravo per essere  finischer.
Si va bene, ma...che  senso ha  essere trailler  over 60, o come  leggo sovente,  ever  green?
 Grazie  alle ben15 h,35 ho trovato  qualche  risposta, che  vorrei condividere con voi.
HA SENSO perchè hai scoperto che  la “resilienza” è uno dei doni che l'eta' ti ha regalato. Superi le crisi, le aspetti , le rielabori ,le capisci e le riaspetti. Ecco questo è già un  buon motivo per dedicarsi ancora a questa passione .Percè la resilienza ti può aiutare  molto nella vita, in quella vera, non solo in quella giocata a cercare le balise.
HA SENSO perche 'partecipando ad un ultra ti fai un regalo che sembra solo per te stesso ma è in realtà è condivisione  con gli “ altri”. Nel passare  dei km di un trail tra monti e valli incontri  gli “altri”.
 Gli altri sono i volontari, i loro  occhi; sai che loro sono lì per te e li ringrazi con quella sincerità che non sempre scaturisce in città.
Gli altri sono quei  concorrenti che per il fatto di avere esattamente il  tuo passo, stanno con te per un po', e ti sembra di essere loro amico da sempre. Non sai nemmeno il loro  nome(non riesci a leggerlo sul pettorale, non hai fiato  per chiederglielo)ma sono “come te”  che  condividono con te un qualcosa ,”una passione, la “tua passione” .
HA SENSO ,infine, perchè  ,secondo me il trail di lunga percorrenza  regala alla nostra mente una  sorta  di purificazione.
Nel trascorrere delle ore, se avete notato ,il cervello non si impegna in pensieri particolarmente  articolati. Con l'aumentare  della stanchezza la mente  entra in uno stato di torpore ove  solo le necessita' primarie vengono focalizzate(la sete,la fame, il dolorino,il prossimo ristoro,,) e il cervello si rilassa. Insomma ci regaliamo una pausa mentale che ci estranea dalle realtà della nostra vita normale  per riportarci poi alla medesima stanchi fisicamente ma ,credo ,piu' rilassati mentalmente.
Insomma HA SENSO  ! E poi anche  nelle  gare come  nella vita ,,ci vuole sempre qualcuno che chiuda..,la gara!!
Forza  Orcacci

domenica 7 maggio 2017

3° Trusignè Belmonte Valperga(To) 7 Maggio 2017

Foto Trusignè Belmonte 2017 (Denis Regis)
Classifica Trusignè Belmonte 2017

dall'intervista all'OrcoGiant

D- Alla sua terza edizione la Trusignè-Belmonte, cosa ti ha spinto ad iscriverti alla competizione.
R-Fa parte del mio continuo spingermi a fare qualcosa oltre i miei limiti, personali e Fismic, ed è alla fine la seconda "gara" di trail del mio cortissimo cursus honorum.

D- Come giudichi la logistica ed il tracciato della manifestazione.
R-Il tracciato è impegnativo, quasi un trail sprint dati i soli 9 km. La logistica a mio avviso un po' carente, specialmente nell'area partenze con molta confusione sulla gestione del traffico e degli atleti. Direi che gli organizzatori devono ancora imparare molto sulla divisione dei compiti e su come interfacciarmi con le pubbliche amministrazioni per la parte di supporto medico e di pubblica sicurezza.

D- Qualche personaggio tra i partenti ti ha colpito particolarmente.
R-In realtà tutti i bambini/ragazzi delle categorie più giovani: hanno dato un bel l'esempio di impegno e di volontà, quello spirito che ha portato a tutti a concludere, non importa lo sforzo ed anche le lacrime.

D- Come hai trovato la risposta alla partecipazione all'evento da parte di altri atleti.
R- Oltre 600 partenti per, se vogliamo, una competizione molto giovane.

D- Sentieri umidi.
R-Letteralmente, abbiamo sguazzato qua e là nel fango, date le piogge del giorno prima, senza contare che la mia posizione in classifica mi ha fatto passare nei punti critici come dopo l'aratura di una mandria.

D- Qual'è stata la parte piu' impegnativa del percorso.
R- Sicuramente la rampa della processione verso il santuario di Belmonte: sono quasi due km su selciato in pietre di Fiume scivoloso e con un tiro oltre il 20%.

D -Raccontaci del percorso e di qualche peripezia che hai dovuto affrontare durante la gara o le difficoltà che hai dovuto superare.
R-Beh, la discesa nelle Sabbionere è stato il mio momento di svolta, il passaggio verso una tecnica di discesa con alleggerimento continuo, su un percorso arato dai bolero di ogni genere....

D- Nella tua vita da sportivo fai o hai fatto altre attività oltre all'atletica leggera.
R- Faccio arti marziali da oltre 30 anni, indi la fatica non mi ha mai spaventato, ma il trail è veramente un altro pianeta...sei solo tu contro te stesso alla fine.

D- Cosa ne pensi del terzo tempo... cioè ristoro finale , docce, premi.
R-Tanta confusione, partecipazione stile sagra popolare ma sicuramente mancava un tocco organizzativo più preciso e puntuale nei vari momenti. Insisto col dire che mancava una leadership decisa con divisione chiara dei compiti.

Grazie OrcoGiant


TrentaPassi SkyRace Marone(Bs) 7 Maggio 2017

Classifica TrentaPassi SkyRace 2017
Sito TrentaPassi SkyRace

Dal racconto dell'OgreExtreme

Da diversi anni sentendo parlare di questa gara, come tante altre skyrace, mi rendevo conto del livello elevatissimo dei concorrenti che gravitano intorno a queste competizioni.
Salite lunghe, tecniche e discese a rotta di collo su chilometraggi tutto sommato contenuti sono le caratteristiche di questi percorsi dove l'approccio è tutt'altra cosa da quello del trail.
Ritorno così alle origini e dopo aver già l'anno scorso ripreso confidenza con vertical e Sky decido di provare a buttarmi anche in questo genere di gare.
A Marone, paese sul lago d'Iseo, la domenica mattina i preparativi fervono; arrivo dopo tre ore di viaggio e subito vengo rapito dall'atmosfera coinvolgente, intrisa di passione per questo sport, che respiri passando per le vie del paese.
Concorrenti, Volontari e Organizzatori, tutti sono lì solo per lo stesso motivo: correre e far correre a fil di cielo, sognando prima e realizzando poi Il proprio desiderio, quello di salire il più velocemente possibile alla corna Trentapassi, per chi affronta il solo vertical e anche scendere a tutta o a "chiodo", per dirla in gergo, per chi corre sulla skyrace.
I top runner sono presenti quasi tutti, tanti tantissimi volti giovani, alcuni ragazzini che con il loro entusiasmano, contagiano e fanno crescere, se ancor ce n'è bisogno la  passione e l'amore che c'è in me per questo sport o meglio dire, sempre più convinto per questo stile di vita.
Ore 9:15 parte il vertical, gara di sola salita con tratto di trasferimento a velocità controllata lungo il lago d'Iseo. Li osservo transitare, poi alzo lo sguardo alla corna e mi tuffo nei miei pensieri. Per me ogni gara è prima di tutto vivere un'emozione profonda, intensa, coinvolgente dove la mente deve fare il suo dovere pilotando un corpo che deve fare ciò per cui è stato allenato.
Alle 10:15 lo start, si parte; la minima esitazione nel budello del centro storico di Marone e scivolo indietro nel gruppo di quasi 500 atleti rappresentanti 13 nazione; siamo davvero ad una kermesse internazionale.

I primi due chilometri su asfalto e pianeggianti mi danno subito il metro del livello di queste competizioni: ritmi impressionanti già su strada, meglio non pensarci in salita.
Finita la strada, curva secca a destra e immediatamente a sinistra ecco il sentiero; da qui iniziano i 1050 metri di dislivello che in 3 km circa conducono alla vetta.
Grande bagarre, si risalgono posizioni, si esce continuamente dalla soglia per poi rientrarci.
Il sottile gioco fatto di equilibrio psico-fisico per andare al limite è iniziato. Ora sarà necessario gestire al meglio il ritmo evitando fuori giri irrimediabili.

Si sale a gran ritmo; per superare bisogna accelerare sempre brutalmente, ma diversamente si rimarrebbe irrimediabilmente intrappolati nel gruppone con i minuti che inesorabilmente passano.
Si arriva al tratto di salita dove tra roccette e cenge con l'aiuto di alcune corde fisse è necessario mantenere lucidità e riflessi per evitare scivolate che potrebbero essere pericolose. Alzo la testa e finalmente vedo l'arco gonfiabile vicino; un ultimo sforzo e in un'ora e due minuti sono in cima. Qualcuno mi comunica che sono ampiamente in gara per giocarmi il terzo posto di categoria. Perché non provarci allora.
La discesa inizia subito, ripida, difficile con fango. Per 10 minuti non si può lasciar andare la gamba. Ma il problema è che oggi in discesa e nei lunghi saliscendi per rientrare a Marone la gamba non gira.
Obbligato cambio passo e prendo un ritmo che mi permette comunque di arrivare al traguardo di Marone in due ore e otto minuti sostanzialmente quanto previsto inizialmente.
Visto il passaggio in vetta qualche rammarico lo porto a casa, ma sapevo comunque che non avevo nelle gambe il solito ritmo corsa degli altri anni
Alla fine comunque un buon 76 posto assoluto e nono di categoria veterani B (45-54 anni) mi fanno sognare per quest'anno ancora Sky e vertical.

21° ediz Granfondo Felice Gimondi Bergamo(Bg) 7 Maggio 2017


Foto Granfondo Felice Gimondi 2017
Video GranFondo Felice Gimondi 2017
Classifica Ganfondo Felice Gimondi 2017
Sito Granfondo Felice Gimondi

 Io ho avuto la sfortuna di trovare sulla mia strada Merckx (Felice Gimondi-ipse dixit)

Dal racconto dell'OrcoPinoR

Gli allenamenti per arrivare alla Granfondo
il training pre-obbiettivo rimane sempre la parte più divertente. Come dimenticare le Scorribande in Val Susa, La Randonnè delle Langhe, La Randonnèè Orchi,


Sabato 6 Maggio 2017 ritiro pettorali
Tre gli Orchi partecipanti alla Granfondo Felice Gimondi: OrcoZoppo, OrcoPolare e OrcoPinoR.
Partiamo da Caselette(To) alle 14.00.
Piove e ci si arrangia come si può per non far prendere acqua alle nostre specialissime. Domopack, Scotch, Naylon, Sacchetti di plastica. Tutto inutile. In autostrada, ai 120km/h, dopo pochi chilometri, è tutto sbrindellato, Non mi dilungo sugli "sfotto" degli Orchi.
Arriviamo all'Hotel S.Marco alle 16.30 circa, ricevuti da gran signori. Il servizio offerto per i ciclisti è di prim'ordine:
- Sala per le bici
- Colazione alle 5.30 visto che la gara parte alle 7.00
- Camere con doccia a disposizione per il post-gara
- Deposito borse
Alle 18.00 andiamo a ritirare il pettorale. Non ci par vero d'incontrare il mito vivente Felice Gimondi.
Non manca la stretta di mano e la foto di rito.
Per la cena ci imbuchiamo alla pizzeria la Caprese. Un locale accogliente, rumoroso per via del sabato, Esoso, poichè tre pizze, tre birre e tre dolci hanno avuto il costo di 70 euro. A pensarci bene avremmo fatto bene a passare la serata all'American Bar adiacente l'Hotel😉,
La pizza mi ha fatto crescere sette nani nell'intestino che ahimè hanno spinto fino a tarda sera. Poi come fossi un pitone dopo aver ingoiato un bufalo, mi sono girato e rigirato nel pagliericcio senza chiudere occhio.


Domenica 7 Maggio 2017 giorno della GranFondo

I freddi numeri, 3 i percorsi da scegliere:
- 90km 1400D+
- 130km 2100D+
- 162km 3000D+

E' stata una domenica di vera festa. Al via della 21°edizione anche Lui Felice Gimondi classe 1942 (ha fatto 20km).
4100 i Ciclisti partiti di cui arrivati
- 1000 sul percorso corto
- 1500 sul percorso medio
- 900 su quello lungo
- 600 ritirati o non partiti

I nostri obbiettivi erano:
- divertirsi
- Non cadere alla partenza
- Superare i cancelli orari molto stretti, si tratttava di passare al 110°km dopo 2100D+ in max 5ore.
- Evitare le famose "cotte" da bici
Obbiettivi tutti raggiunti. alle 18,30 la nostra ammiraglia ci riporta tutti "Felicemente a casa".

domenica 30 aprile 2017

Sci Alpinismo Punta d'Arnas o Ouille d'Arbéron mt 3560 (Francia) 30 Aprile 2017


Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

località partenza: Avèrole (Bessans , 73 )

 Se a qualcuno di noi fosse venuto in mente di chiedere l’itinerario della Punta d’Arnas, probabilmente avrebbe fatto un bel buco nell’acqua.
Infatti  su tutte le carte italiane la cima è Punta d’Arnas, mentre per i francesi strettamente Ouille d’Arbaron. Che non c’entra niente con il vicino Albaron di Savoie.  Tutte le cime della catena di  confine  della Haute Maurienne  riportano fedelmente lo stesso toponimo sia italiano che francese, a partire dalla Bessanese, Albaron, la vicinissima Punta Maria (sic,  scritta in italiano) e così via. L’unica a fare eccezione è la nostra meta,  stranezze delle cartografie  di confine.
Comunque il sabato  29 Aprile tre Orchi ( il sottoscritto, Palmas e Pozzobon) con mio fratello Roberto ed Ugo  ormai Orchi di adozione dalla vicina Genova, lasciamo Rivoli nel pomeriggio per infilarci nel traforo  stradale del Frejus. La seconda canna del traforo è stata ormai bucata da almeno un anno e mezzo. Vediamo l’imbocco sia lato Bardonecchia che Modane,  ma per adesso dobbiamo accontentarci di percorrere l’unico traforo stradale di cui disponiamo in Piemonte.  
Certo è che se per un miracolo  del teletrasporto immateriale   avessimo potuto  fare arrivare Cavour   un  secolo dopo, avremmo avuto almeno altri due tunnel stradali  tra la Galisia, il colle della Maddalena, il colle di Tenda e la Lombarda, con tutti i vantaggi  di scambi economici transfrontalieri che ne sarebbero conseguiti.
Comunque, oggi il traforo costa circa 55 €  e tra  pedaggi e carburante il viaggio richiede circa 110€.  Conviene riempire decisamente una automobile. Presto detto, presto fatto , il Land Rover di Palmas viene stipato all’inverosimile  con 5 persone ,  10 colli  e 5 paia di sci  legati un po’ artigianalmente ma efficacemente alle barre porta tutto. Da Modane si percorre la parte di valle fino a Lanslebourg, sotto il Moncenisio e di qui imboccare la Haute Maurienne fino a Bessan. Questo è il periodo migliore per lo sci, con tutto il fondovalle profondamente verde  e  fiorito, e le pendici alte dei monti imbiancate anche dalle recentissime nevicate.  A questo punto  ci aspetta  la valle laterale  di Averole, semideserta,  fino all’ultimo borgo alpino a quota 1850 metri, dove viene lasciata la macchina. Sulla nostra destra  la grande parete della Charbonnel, una ostica parete  glaciale  che costituisce uno degli itinerari scialpinistici più complessi in assoluto.
Un po’  di portage  e 20 minuti di pelli  adducono al rifugio d’Averole a quota  2260m. Rifugio  completo con 86 sciatori diretti a tutte le cime del vallone.

E difatti il mattino ci vede insieme a tanti gruppi di sci alpinisti imboccare in leggera discesa  l'evidente valloncello di Oney (direzione SE), a tratti ripido, che seguiamo necessariamente con tratto obbligato,  stando sempre sotto le rocce della Crète de la Vallettaz. Davanti una lunga fila di sciatori che  ci individua il  percorso, dapprima all’ombra, poi in pieno sole. Vincendo due evidenti  risalti del profondo solco vallivo, si perviene in circa 2 ore alla fronte  del Glacier d’Arberon.
A questo punto abbiamo in faccia  la Punta d’Arnas, pardon la Ouille,  e poco prima del col d’Arbéron 3022 m deviamo a sx (est) per evitare una depressione e portarsi all'attacco della cresta ovest dell'Albaron.
Fino ad ora l’itinerario si è svolto prevalentemente con esposizione Nord, e alla quota di 3300 metri circa lasciamo gli sci, per  risalire con piccozza e ramponi tutto il grande crestone sommitale fino ai 3560 metri. Tutta questa parte  ci riserva una brutta neve, ma non ci si può arrendere. L’arrivo in cima è spettacolare, un ultimo passo e sotto di noi tutta la catena  di confine che  riesce a bucare tutto il mare di nubi sottostante, sono passate circa 4,30’ ore dalla partenza con un dislivello di 1400 metri.
Veloce discesa con i ramponi ed un po’ di attenzione perche  qualche placca di neve dura potrebbe creare problemi. Riprendiamo gli sci, neve   parzialmente sciabile solo nella parte centrale, altrove  ancora  leggera crosta cedevole e non trasformata. La gita avrebbe dovuto essere percorsa tra 15 giorni per godere veramente una bella discesa sui magnifici ed ampi pendii che si presentano.
Difficoltà BSA senza particolari problematiche, comunque un ambiente di alta montagna indimenticabile.

giovedì 27 aprile 2017

Trail Giro delle Borgate Caprie(To) 23 Aprile 2017

Foto Trail delle Borgate Caprie 2017 (FabryAge)
Classifica Trail delle Borgate Caprie 2017
Sito GsMoncenisio

Edizione 2016

Dal racconto dell'OrcoVic


Quando ho scelto il Trail di Caprie per il mio 'ritorno' (troppo buono chi l'ha definito così) dopo quasi due anni di infortunio,  ero lieto e positivo per questo evento, per me importante, però mi sentivo un po' di senso di colpa.
Il 23 Aprile da lungo tempo era stato programmato come un giorno campale per gli Orchi,  variamente impegnati in 3 randonnées ciclistiche,  in un TA alla Punta dell'Aquila, con infine un ritrovo  generale ai tavoli del bar ristoro dell'Alpe Colombino.

Tuttavia il trail è il mio primo amore, e, come si sa, nulla meglio delle gare può aiutare a raggiungere un buon livello di forma, che può portare ad altre gare più impegnative, ecc. ecc.
Credo che il meccanismo psicologico di tutto questo sia il ricercare continuamente il Riconoscimento degli altri, i nostri simili ovviamente, quelli del nostro gruppo.
Non so  perché  ora proprio nella corsa, come da giovane invece era stato nella montagna attiva, però non mi dispiace.
Non è soltanto una fuga da cose forse più impegnative, anche se la fuga spesso ha i suoi buoni motivi. Trovo che questo sport della corsa, in tutte le sue forme, è innanzitutto molto democratico perché è estremamente accessibile e dà uguali possibilità a tutti.
Dimmi quali trail hai fatto, e massimo rispetto per te, chiunque tu sia.
Ti arricchisce di rapporti umani, ti  obbliga, ma è una opportunità bellissima, all'incontro con gli altri al di fuori di qualsiasi gabbia ed etichetta sociale.
Da dove eravamo partiti? Ah si Caprie e gli Orchi.
Anche se ho marinato, gli Orchi mi hanno tenuto compagnia perché ne ho trovati comunque quattro o cinque in gara, ormai siamo in tanti, e abbiamo anche  rimediato  quattro bottiglie di vino utili per la prossima riunione sociale.
E non mi dispiaceva salutarne qualcuno mentre arrancavo quasi solitario nelle retrovie.

Però il fatto più strano, perfino emozionante , è stato che appena uscito dal bosco,  alla fine della mia dura salita,sulla colletta di Celle, ho sentito gridare 'FORZA VITTORIO'  ho visto delle maglie rosse, erano gli Orchi Bikers  tre o quattro che stanno transitando in senso opposto. Anche loro stavano rifiatando. 'Stiamo facendo il Giro dei quattro Colli' mi grida il Presidente rapidamente informativo e quasi in tono istituzionale.
Era la maggiore delle randonée in programma. Realizzo che saranno circa al 60°km e che mancano ancora i due colli, i più duri.
Ma non c'è tempo,  già ci stiamo allontanando nelle rispettive discese, loro verso Caprie, io verso Torre del Colle.  Un secondo,forse due in tutto.
Qualcosa di strano?  Il magico mondo degli Orchi è così!

Avevo un ottimo ricordo di Caprie, Trail che avevo fatto due anni fa. Dove lo trovi un trail duro il punto giusto ma breve, comodo e con una partenza addirittura alle 9.30?
E se tagli il traguardo nella seconda metà , questione di un quarto d'ora, stanno già facendo le premiazioni e poco dopo tutti si salutano.
C'è ancora il tempo di comprare il giornale e passare in pasticceria.
E tutto questo con soli 10 euro, senza nulla perdere del tradizionale menu che la corsa in montagna in bassa Val di Susa offre : dure salite e discese veloci e sicure su mulattiere e stradelli perfetti.
E comunque 900 m di dislivello su 16,3 km non sono uno scherzo, la sostanza c'è tutta.

Il territorio di gioco , Caprie,Celle,Torre del Colle,Novaretto, inutile dirlo, è tra i più nobili e fascinosi che si possono immaginare a Torino. Mentre correvo, l'occhio, le gambe e i miei pensieri si inseguivano. La Rocca di Caprie il più grande centro di arrampicata della Val di Susa, cara anche a numerosi Orchi, La Sacra di San Michele che troneggia sul lato opposto, così come le belle cime del gruppo Orsiera Rocciavrè, il Musinè e il Rocciamelone. Poi le gambe macinano la lunga discesa sul costone della Seja dove negli immancabili 'picniccatori' di oggi puoi riconoscere gli stessi abituées del posto che hanno lasciato manufatti preistorici oggi visibili nell'apposito museo di Rivodora.
Di qui lo stato maggiore dell'esercito italiano osservava le esercitazioni nella piana di Almese nel 1940 poco prima della pugnalata alla schiena della Francia.
Qui erano collocate le inefficaci postazioni della contraerea nei lunghi anni della guerra.
Di qui, ancora nel dopoguerra passavano gli alpinisti  torinesi che per allenamento salivano al Roccasella o alla Punta della Croce ,dopo essere scesi dal mitico Torino-Bardonecchia alla stazione di S.Ambrogio.

E quanti campioni valsusini e tutta la storia del Giò Rivera su queste levigate mulattiere!
Mi intriga un pensiero: quale sarà stato il percorso esatto del record di Pierluigi Chiampo
(il fratello forte di Piergiorgio !!) nella Novaretto-Roccasella? Sicuramente passava su questi sentieri.

Basta, o non mi fermo più.

Ho solo da aggiungere un mio desiderio, una richiesta piccola, se qualche lettore, Orco o no, è arrivato fin qui.
Vorrei che in una delle prossime calde sere d'estate, quando le giornate sembrano non finire mai, qualcuno mi tenesse compagnia in un  T.A. (trail autogestisto).
Partiremo la sera da Caprie e andremo a Celle, per questi antichi sentieri. Vi arriveremo all'imbrunire e apprezzeremo la frescura dei 900 m , il silenzio di questo sito appartato,
Affacciato sulla pianura, con la Sacra di fronte, troveremo il rifugio aperto per una birra un un caffè,  e scambieremo poche battute, illuminati dalle fioche luci dell'illuminazione che lasciano intravedere la chiesa romanica con il suo bel campanile e il piccolo antico cimitero addossato, la piccola facciata barocca che ha chiuso le antiche celle dei  monaci.
Più di mille anni fa i monaci abbandonarono questo luogo per spostarsi sul lato opposto per iniziare la costruzione del a Sacra di San Michele.

Poi scenderemo alla luce delle frontali e ci terranno compagnia le bianche edicole votive sul percorso mentre nell'aria chissà, ci sembrerà di sentire qualche eco dello scontro sottostante tra Franchi e Longobardi.
Quasi che fosse vera quella leggenda che ho sentito o forse letto o sognato. Che molti Longobardi presi alle spalle nella famosa battaglia delle Chiuse, si siano salvati fuggendo disordinatamente nei boschi e sulle montagne di Caprie e Almese, avrebbero passato di notte i colli del Lys e della Portia , per poi ritrovarsi al mattino dopo a Brione.
Di qui avrebbero fatto una ritirata a tempo di record  per salvarsi e riorganizzarsi a Pavia, la loro capitale. Erano capaci di grandi distanze.
Però amano ancora adesso ritornare sui luoghi di quella terribile notte.
E questa sarebbe la vera origine degli Orchi trailers




martedì 25 aprile 2017

Ultra Trail Tuscany Crossing Castiglione D'Orcia(Si) 21 Aprile 2017

Sito Tuscany Crossing
Video FB

Edizione 2016

Dal racconto dell'OrcoSmigol

UN SOGNO LUNGO 105 KM così viene menzionato questo ultra trail.
Anche quest'anno con il neo Orco "nonsabenecosa" partiamo alla volta di Castiglione d' orcia con la sua Rocca , patrimonio dell'Unesco.
Il mezzo di trasporto é il camper battezzato come da modello OrcoElliot40 .
Il viaggio è lungo più di 500 km e arrivati in Liguria nei pressi di Genova il nostro fedele elliot inizia a tossire e a strizzare uno strano occhio nel cruscotto.obbligati a fermarci la tecnologia ci viene incontro con una video chiamata al meccanico di fiducia che guida le nostri mani in antri sconosciuti del vano motore . Ahimè tutto inutile si continua a boccheggiare e si prosegue fino alla prima uscita nella ridente cittadina della riviera: DEIVA MARINA! Telefoniamo al meccanico che ovviamente era già chiuso per pranzo (erano le 12,20!) e avrebbe riaperto tra le 14 e le 14,30. Parcheggiamo davanti all'officina e non ci facciamo prendere dallo sconforto e dalla cambusa tiriamo fuori il carico di carboidrati e si mangia tanto per ingannare l'attesa .il meccanico arriva dopo le 14 e sintetizzo l'accoglienza con questo link su YouTube LiguriaStyle. Alla fine con qualche fascetta, una stretta qua e la rimettiamo in pista Elliot.
Arriviamo a destinazione per le 18,30 per ritirare il ricco pacco gara e per il pasta party tutto sempre ottimo e abbondante con pasta (i consueti pici al sugo) verdura , pollo e uova sode.
Partenza della gara alle 5,15 con sveglia prima delle 4 colazione genuina per riempire il serbatoio. Fa'  freddino alla partenza ma nulla in confronto al diluvio dell'anno prima e si gode davvero il suggestivo percorso con le prime luci del mattino, morbide colline verdi con file di cipressi accompagnano i nostri occhi e spaccano le nostre gambe con continui saliscendi. Ma i primi 50 km di gara sono uno spasso, un vero divertimento, si corre e si chiudono in meno di sei ore.


La seconda parte é caratterizzata sempre da panorami stupendi. Boschi e giardini, cascate e sorgenti ma è concentrato tutto il dislivello con salite da 6/7 km con il massimo all'80° km dove penso di aver sentito le mie gambe imprecare.Il tempo passa veloce tra il paesaggio, due chiacchiere, due battute e i ristori che sono davvero ben forniti .
Si fa' il pieno di minestrone e crostini e le gambe girano quasi come nuove, la testa è ingannata e i km scorrono non veloci ma scorrono. Mentre corri pensi alla strada che hai fatto ai paesi che hai attraversato (Bagno Vignoni. Pienza, Montalcino, S.Quirico, Vivo D'Orcia )e dopo Campiglia sei quasi arrivato e decidiamo di fare una diretta Video FB  per testimoniare l'ultima salita, la schiantapetto. 
Avevamo bisogno di un po' di tifo e alla fine ce l'abbiamo fatta in 15h 20' ben un ora e quaranta in meno dello scorso anno. Una bella medaglia , un bel terzo tempo insieme a bella gente con la passione per la corsa senza frizzi e lazzi; si corre, si condividono le gare fatte e perché no una birra un bicchiere di vino e un sano ruttino!
Non c'è il due senza il tre!
Siamo orchi oltre le gambe c'è di più !
Orcosmigol & OrcoNosabenecosa

lunedì 24 aprile 2017

Randonnèe Orchi Bike&Trail 23 Aprile 2017


Foto Randonnèe Orchi 2017
Video Randonnèe Orchi 2017
Edizione 2016

Dalla Cronaca dell'OrcoPinoR

Lo scorso 2016 nasce la Randonnèe Orchi. Quest'anno si propone in tre versioni

Raid Trail 10km 900D+ alla Punta dell'Aquila di Giaveno 2100slm

Partenza dall'Alpe Colombino con escursione alla Punta dell'Aquila.
Ritrovo alle 9,30 presso il parcheggio adiacente il ristorante. L'OrcoSherpaMazinga a batttere la pista per i cinque Orchi che scelgono questa opzione. In cima un po di foschia ed ancora neve. alle 12.00 rientro al parcheggio per il pranzo.


Bici Bdc 2Cime 70km 1800D+ Rivoli-->ColleBraida-->Alpe Colombino
Dieci Gli Orchi che scelgono l'opzione Randonnèe in bici.
Partenza alle ore 9.00 da Rivoli. Conduce la carovana L'OrcoBee.
Prima salita al Colle Braida 1007 slm e seconda salita all'Alpe Colombino per il ritrovo del pranzo.




Bici Bdc 4 Cime 150km 3300D+ Caselette-->Lanzo-->Colle del Lys-->Colletto Celle-->ColleBraida-->Alpe Colombino

Tre Gli Orchi che decidono l'opzione dello scorso anno.
Partenza antelucana alle 6.30 da Caselette. In un'ora si arriva a Lanzo per poi ascendere prima al Colle del Lys 1300Slm, segue il colletto Celle a 900slm, il Colle Braida a 1007slm e per ultimo L'alpe Colombino a quota 1260slm.
Alle 14.15 i tre Orchi si uniscono al pranzo con il resto della banda di Orcacci,



Pranzo Finale al Ristorante Aquila di Giaveno

Il pranzo, al modico prezzo di 10euro, con 24 Orchi e loro familiari, a base di:
- Pasta al sugo
- Frittata di zucchine
- Insalata mista
- Crostata alla frutta
- acqua Valmora
- caffè

sabato 22 aprile 2017

Sci Alpinismo Cima di Collalunga mt 2759 da San Bernolfo Vinadio(Cn) 22 Aprile 2017


Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

Gita scialpinistica di  respiro, in ambiente molto aperto ed in stagione decisamente avanzata.
Ma nonostante i cattivi presagi di scarso innevamento, ma  con  Gulliver sempre pronto a darti preziose informazioni, anche verso la fine  di questo caldo Aprile si riesce a fare una bella gita.
Ma il Cuneese è la patria dello scialpinismo e dovunque in queste enormi vallate trovi gite per tutte le stagioni e per tutte le esigenze.
Con mio fratello Roberto ed Ugo oggi percorriamo la Valle Stura verso il Colle della Maddalena. La meta odierna è la valle laterale di Vinadio, famosa per le sue grandi Terme  di inizio Novecento. E difatti si raggiunge terme di Vinadio per poi proseguire circa un chilometro più avanti fino a Strepeiss. Fino ad oggi queste sono state le mie colonne d’Ercole, ma oggi puntiamo in alto fino al bellissimo borgo di San Bernolfo. La strada è aperta e completamente pulita, cosa che ci  fa risparmiare un lunghissimo avvicinamento invernale.  Difatti raggiunto il paesino, poco sopra il ponte sul Rio Corborant, si lascia la macchina, certo in buona compagnia viste le numerose auto parcheggiate. Oggi siamo gli ultimi, anzi  appena partiti  incontriamo i primi sciatori di ritorno!
Due possibilità per fare la Cima di Collalunga, la prima parte direttamente sotto San Bernolfo, si infila sulla  stradina del Vallone di Collalunga per raggiungere il Rifugio del Laus e poi il colle di Collalunga, la seconda invece parte direttamente sopra il paese prendendo  il vallone di Seccia


La seconda è più diretta e partiamo  sul versante  destro molto innevato ma anche molto valangato. Ormai la montagna è certamente sicura visto  che tutti i pendii hanno abbondantemente scaricato. Però la prima parte su valanga è accidentata e faticosa  per mancanza di traccia e  neve fortemente grottuluta e compattata. Finalmente si comincia a salire per pendii relativamente dolci, sempre con esposizione  Nord Ovest,  con vari gradoni che ci fanno raggiungere il colle di Seccia a circa 2600 mt.  Siamo esattamente sul confine Francese, sotto si apre la grande valle della Tigne’ ed in epoca bellica tale valico era stato fortificato con baraccamenti militari ed una strada di servizio.
Oggi sono bellissimi pendii sciabili. Poco sopra  si aggira la spalla verso il versante  francese fino a raggiungere la cima Di Collalunga. Giornata spaziale  ma la neve è ormai  cotta  e l’ultimo pezzo di salita è veramente faticoso proprio per la  inconsistenza del manto.
La discesa  ci riserva la prima parte diretta sul vallone su pendii molto ripidi che in breve ci conducono  sotto il colle. Di qui fino al Paese è una lunga e facile sciata. Del resto itinerario classificato giustamente MS.
Però una bella giornata sugli sci merita certamente una visita alla locanda di San Bernolfo,  Dahu de Sabarnui, una antica baita in pietra e legno sapientemente ristrutturata, come quasi tutto il villaggio. Il rifugio è quasi sempre aperto e si riesce a mangiare praticamente a tutte le ore, sui grandi tavoli all’aperto a gustarsi l’itinerario percorso ed un fantastico panino con le acciughe e aglio! Da non perdere!

venerdì 14 aprile 2017

Bici bdc Giro del Sestriere Valle Chisone e Valle Susa (To) 14 Aprile 2017


Foto Bici Giro del Sestriere 2017
Video Bici Giro del Sestriere 2017

Edizione 2016
Edizione 2014
Edizione 2013

Dalla cronaca dell'OrcoPinoR

Una primavera nuovamente con un caldo anomalo, ci fa' decidere di anticipare il classico Giro del Sestriere al Venerdi Santo pre-pasquale.
Partiti alle 7.30 da Alpignano dalla "Gelateria Mazzini" in due gli Orchi: OrcoPinoR e OrcoNevruz.
Come una locomotiva OrcoNevruz, con ottima pedalata, ci porta a Rivalta, Bruino, Piossasco e alla sosta per il caffè al rinnovato Bar Galup di Pinerolo.
Il meteo è splendido, tra una chiacchera e l'altra, percorrendo la Valle Chisone, alle 12.15 siamo al Colle del Sestriere. Qui al colle si scia ancora. Sono ben innevate le piste del Fraiteve, Banchetta e Borgata. Acquistiamo delle birre al Market di fronte alle piste per accompagnare e consumare i nostri panini autoctoni sotto un sole rabbioso.
Sempre da sogno la discesa che da Sestriere porta in Valle di Susa, ma odioso il vento contrario che da Cesana Torinese ci accompagnerà fino a Susa e tutta la Basse Valle omonima. Ci concediamo un caffè ristoratore a Susa per poi chiudere il giro con:

-175km
-2100D+
-7ore di bici
-6euro di spesa totale



domenica 9 aprile 2017

10°ediz Maratona Alpina di Valle Della Torre (To) 9 Aprile 2017


Foto Maratona Alpina 2017
Video Maratona Alpina 2017
Classifica Maratona Alpina 2017
Sito Maratona Alpina di Val della Torre

Edizione 2016
Edizione 2015
Edizione 2014
Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Edizione 2010
Edizione 2009
Edizione 2008

Dal racconto dell'OrcoVale

Mezza maratona di Val della Torre: inedito percorso di cui sono rimasta piacevolmente sorpresa, probabilmente perché i commenti precedenti alla gara lasciavano poco spazio all'ottimismo ( sarà forse per il brutto tempo imperversante delle passate edizioni? maybe...).
Scriverei essenzialmente delle belle sensazioni provate, anziché tediarvi sui saliscendi, condizioni del percorso, tracciature e ristori vari, magari chi leggerà queste poche righe avrà voglia di aumentare la partecipazione non proprio copiosa di questa edizione (azzardo ragione preminente nella navetta da attendere).
Profumi primaverili su tre ore e 27 di gara, minuti vari di saltelli su letti di pietre che nemmeno quando giocavo alla settimana da piccola, correre sui sentieri pianeggianti dopo salite spezzagambe e godersi (due o tre secondi al massimo sennò mi sarei sfracellata ) la vista della valle in uno stato climatico perfetto che per i maratoneti amici orchi diventerà calura insopportabile!
Vera protagonista Masha, un golden retriever stupendo che mi ha fatto compagnia per un tratto di gara...la vedevo salire sicura lasciando indietro il suo padrone e io a chiedermi come facesse a non sbagliare strada, e il padrone, serafico "segue il segno blu! ". Grande Masha, se solo lui sapesse quanto lo prendi per il naso!

Salendo, il margine di osservazione diventa più ampio e con grande soddisfazione scorgo betulle molto giovani, alte un metro scarso, sparse un po' dappertutto, che fanno ben sperare sullo stato dei luoghi che si abbelliscono ulteriormente
Finale con incoraggiamento dagli amici OrchiBikers e guadagno una dignitosa medaglia di legno. Il prossimo anno spero di far parte dei maratoneti di questa bella gara . W gli orchi in mezzo alla natura, ovunque siano, e ovunque proteggi la grazia dei loro cuori (cit.Vinicio)