giovedì 9 aprile 2015
Tributo video alla Punta dell'Aquila 2119 slm Giaveno(To) 8 Aprile 2015
Foto Punta dell'Aquila Aprile 2015
Video Punta dell'Aquila
Dal post su FB dell'OrcoPinOR
Omaggio Video alla Punta Aquila di Giaveno(To) 2119 slm, il piccolo Tibet della Val Sangone(To)
lunedì 6 aprile 2015
Una Pasqua da ricordare 5 Aprile 2015
Dalle considerazioni dell'OrkoMekkaniko
Up From The Ashes. Ovvero, la Pasqua in tasca
Rassegnatevi, ci ho preso gusto: ad ogni festa uno dei miei sproloqui, o, se preferite, deliri... fidando che, alla peggio, non facciano male a nessuno (alla neuro mi hanno catalogato come innocuo...forse hanno dato un'occhiata alle cartelle col profilo psicologico di quelli cui abbiam dato la guida del nostro paese: con quelli io non son neanche in gara).
Un'altra primavera, per molti sinonimo di un altro anno passato, di età che avanza, con tutte le implicazioni negative sottese, per altri l'arrivo dell'ennesimo calvario di scadenze fiscali, per altri ancora l'inizio della stagione dei monsoni locali o degli starnuti a raffica da allergie sempre più diffuse, invasive, proterve (ma, fateci caso, è sempre colpa del fenomeno millenario della pollinazione fitotropica, l'inquinamento che ci asfalta I polmoni ne esce sempre con la fedina immacolata, un po' come I soliti noti di cui sopra).
Personalmente, sebbene per ora scampato alle allergie, ma vittima di tutti gli altri elementi negativi succitati e , ahimè, sebbene non così ferrato nel lessico da definirmi un letterato, preferisco adoperare per questa stagione la metafora di un accadimento occorsomi ormai qualche anno fa, in occasione di una passeggiata in solitaria all'arrivo del disgelo, alla volta di un rifugio al limitare dei boschi di conifere, approssimativamente a metà della valle, luogo descrittomi come ameno e rilassante, per nulla faticoso da raggiungere.
Essendo in tal periodo particolarmente teso per le sorti altalenanti della mia di allora attività commerciale, ho colto l'occasione per riallacciare gli scarponi e rimetter lo zaino in spalla: dopotutto, una facile escursione che male avrebbe potuto arrecarmi?
Male no, ma di sicuro, quello tornato da quel giro, non fu mai più lo stesso ch'era partito il mattino.
Affrontando il sentiero, dolce pendio tra le fronde, appena intiepidito da un sole gentile, pur pascendomi della piacevolezza di tragitto ed ambiente, ho continuato a rimuginare cupi presagi, avvelenato dalla scarsezza di prospettive, sentendomi vecchio, fallito, stanco, privo di futuro... fino a quell'ultima, fatidica curva.
Superando un piccolo, placido ruscello gorgogliante di acque limpide, ai loro primi passi dal ventre materno dei nevai invernali e subito dopo sbucando da una macchia di maestosi alberi, carichi di gemme e di promesse di stagioni di rigoglio, mi sono ritrovato all'improvviso catapultato in un'altra dimensione. Il rifugio c'era, certo, solido edificio di pietra e legno, spartiacque artificiale tra la fresca oscurità delle fronde boschive e la calda luminosità dei prati degli alpeggi circostanti: quello che non mi aspettavo era tutto il resto.
Bambini, dappertutto, quasi a perdita d'occhio. Girotondi, rincorse, schiamazzi, capriole, cavalline, seduti sulle spalle dei papà o in grembo alle mamme, I più piccoli non arrivavano all'altezza delle mie ginocchia (come ben sapete, non gioco titolare nell'NBA...), eppure sembravan essersi dati appuntamento tutti lì e lo stesso giorno, per correre a perdifiato, giocare e ridere, sotto lo sguardo felice dei loro genitori e quello attento e bonario di alcuni grossi cani da pastore, rimasti al limitare del bosco, a guardia di quel gregge così diverso, caotico, colorato.
Subito dopo essermi quasi tumefatto una mano a suon di pizzicotti, per accertarmi di non esser finito in una dimensione onirica alla vista di quello spettacolo, ho incontrato per un istante lo sguardo di un giovane padre con in braccio la figlioletta di pochi anni.
Non sono di sicuro rinomato per la vista e l'acume d'aquila, eppure in quel momento ho capito.
Ho compreso di esser capitato, mio malgrado, nell'occhio del ciclone: il centro della tempesta, dove tutto è sorprendentemente calmo.
Il centro di tutto il resto del mondo.
Per quell'istante, incredibilmente lungo e dolce, mi sono sentito come un crononauta che, appena sceso dalla sua Delorean ancora fumante per il viaggio nel futuro (vogliate perdonare la grossolana citazione Holliwoodiana), si fosse dato un'occhiata intorno sorridendo e avesse pensato: “E' tutto a posto, posso tornare tranquillo al mio tempo...”
Ho assaporato ancora il più possibile quel momento: quella vista di colori vivaci in movimento, appena sfumati dalle tonalità della Natura al suo risveglio, quei suoni argentini e caldi, che rimbalzavano per tutta l'aria come I richiami delle rondini in città, con la benevola complicità dell'eco delle circostanti vette millenarie e il profumo dolce delle foglie novelle, del tanto vituperato polline e del talco, immancabile accessorio dell'infanzia.
Me ne sono andato subito dopo, reggendo le gambe tremanti con l'aiuto del bastone da trekking, troppo sgomento per quel che avevo provato.
Il Vento di Primavera.
L'immenso, inarrestabile potere dell'Innocenza.
Lo stesso immenso potere che siamo sempre più ansiosi di perdere.
Me ne sono andato perchè mi sono sentito un agente inquinante in un lago di alta montagna, uno sciacallo in un gregge, un peccatore tra I santi.
Prima di imboccare il sentiero del ritorno, però, ho fatto in tempo a sentirlo. Quel suono.
Qualcosa che non veniva da quelle piccole gole: non un risolino, nè l'abbaiare di un cane, nè il richiamo di un genitore.
Qualcosa che veniva dal Mondo, quello con la lettera maiuscola.
L'ho sentito ridere.
A metà tra il fruscio della brezza tra le fronde ed un tuono lontano tra le rocce, ma perfettamente intelleggibile come una profonda risata.
La risata di un grande nonno bonario, che assiste non visto ai nipotini che si accingono a far una marachella, sentendosi per un piacevole istante ancora una volta della loro stessa età.
Chi mi conosce bene sa che, sotto l'aspetto da giullare strafatto di allucinogeni, nascondo un'indole piuttosto controllata, ai limiti del monachesimo: con autocontrollo tutto sabaudo, il mio ego raziocinante (o quel poco che ne rimane) sguinzaglia squadre di spietati Vopos neuronali a reprimere all'insorgere ogni manifestazione trasgressiva... guai a cosa potrebbero pensare gli altri! Proprio per questo sono stato sempre lontano da qualsivoglia agente destabilizzante in tal senso, dagli alcolici alle sostanze psicotrope, vita natural durante.
Eppure ancora adesso, son convinto di ciò che ho sentito, allora.
E me lo ricorderò sempre, vita natural durante.
L'ho salvato lì, da qualche parte, in questo hard disk che mi porto dentro dal mio primo giorno, ormai strapieno di Spam e con le chiavi di lettura un po' malandate, simile ad una presa USB di troppi anni fa che cerca di collegarsi ad un hardware di ultima generazione.
L'ho salvato e lo riporto alla luce ogni volta che mi serve, perchè a differenza di tutti gli altri, sempre più sbiaditi ricordi è sempre lì, come fosse ieri, vivido e pieno di energia. La stessa che mi ha trasmesso quel giorno, quando mi ha suggerito che non tutto era perduto e mi ha ricaricato di forza bastante per tutto il tempo (persino il mio cellulare, da tempo immemore vecchio, stanco e scassato, quel giorno, in quanto a carica, avrebbe surclassato uno smartphone nuovo fiammante), vita natural durante.
Da allora, oltre a considerarmi molto fortunato, ho capito perchè si festeggi la Pasqua in Primavera.
Per chi ci crede, al di là di tutta la retorica dolciaria e commerciale, Pasqua significa Resurrezione.
Per chi è sensibile alle stagioni, (anche quando queste non ci sono più) Primavera significa Rinascita.
Per me, che sono solo un gretto commerciante, abituato a considerare il Dare & Avere, significa Risarcimento.
Risarcimento da tutto quel che I nostri simili sono capaci di farci sopportare, più o meno volontariamente, pur di tirare a campare più e meglio di noi, vita natural durante.
Risarcimento per tutte le volte che quel cliente/capufficio (oggi si chiaman Project Manager, anche se magari a volte si esprimono con lessico sgrammaticato)/burocrate/o qualsivoglia altro turpe personaggio (continuare l'elenco a piacere...) ci ha costretto a salire il nostro personale Golgota, o la vita (che turpe non'è: è semplicemente la vita) ci ha appioppato una carrettata di croci (nella Storia è noto solamente un fortunello ch'è stato costretto a portarne una sola, ma si sa: lui era il figlio del Capo...) da trascinarci appresso, naturalmente sempre in salita , vita natural durante.
Ho imparato allora ad adoperare quel ricordo come antidoto a tutti I veleni che assorbo quotidianamente e da allora mi piace sperare che ogni individuo di questo Mondo si porti dietro un momento tanto prezioso, da utilizzare allo stesso modo nel momento del bisogno: sono ragionevolmente certo che ognuno ne possieda almeno uno, anche se magari non così fuori dai normali canoni, si tratta solo di trovarlo, da qualche parte, lì dentro.
Prima di diventare solo più un consumatore, una statistica commerciale, o peggio, un titolo di cronaca nera, vita natural durante.
Prima di vedere questo Mondo attraverso la lente deformante della depressione, vita natural durante.
Prima di cedere alla disperazione quel poco di umanità che ci rimane e diventare uno di quelli che organizzan passeggiate sul Golgota, per noi stessi e per gli altri, vita natural durante.
In fondo, non è un grande impegno cercare un bel ricordo (meglio ancora sarebbe crearne uno nuovo, magari pure questo anche per gli altri) da usare come scudo impenetrabile alle sferzate della vita, una sorta di Pasqua tascabile, non limitata ad un solo giorno all'anno, per farci risorgere dalle ceneri come Araba Fenice quando ci si credeva sconfitti, in modo da guardare Il nostro aguzzino del momento con piglio alla Leonida (già che siam in tema di citazioni del cinema) e apostrofarlo con le parole “Tutto qui, quel che sai fare?”
Forse sarà quello il momento, in cui sentiremo il Mondo ridere, con quella risata, che in fondo, ci portiamo tutti dentro, vita natural durante.
Buon Risarcimento a tutti
da Stefano
Up From The Ashes. Ovvero, la Pasqua in tasca
Rassegnatevi, ci ho preso gusto: ad ogni festa uno dei miei sproloqui, o, se preferite, deliri... fidando che, alla peggio, non facciano male a nessuno (alla neuro mi hanno catalogato come innocuo...forse hanno dato un'occhiata alle cartelle col profilo psicologico di quelli cui abbiam dato la guida del nostro paese: con quelli io non son neanche in gara).
Un'altra primavera, per molti sinonimo di un altro anno passato, di età che avanza, con tutte le implicazioni negative sottese, per altri l'arrivo dell'ennesimo calvario di scadenze fiscali, per altri ancora l'inizio della stagione dei monsoni locali o degli starnuti a raffica da allergie sempre più diffuse, invasive, proterve (ma, fateci caso, è sempre colpa del fenomeno millenario della pollinazione fitotropica, l'inquinamento che ci asfalta I polmoni ne esce sempre con la fedina immacolata, un po' come I soliti noti di cui sopra).
Personalmente, sebbene per ora scampato alle allergie, ma vittima di tutti gli altri elementi negativi succitati e , ahimè, sebbene non così ferrato nel lessico da definirmi un letterato, preferisco adoperare per questa stagione la metafora di un accadimento occorsomi ormai qualche anno fa, in occasione di una passeggiata in solitaria all'arrivo del disgelo, alla volta di un rifugio al limitare dei boschi di conifere, approssimativamente a metà della valle, luogo descrittomi come ameno e rilassante, per nulla faticoso da raggiungere.
Essendo in tal periodo particolarmente teso per le sorti altalenanti della mia di allora attività commerciale, ho colto l'occasione per riallacciare gli scarponi e rimetter lo zaino in spalla: dopotutto, una facile escursione che male avrebbe potuto arrecarmi?
Male no, ma di sicuro, quello tornato da quel giro, non fu mai più lo stesso ch'era partito il mattino.
Affrontando il sentiero, dolce pendio tra le fronde, appena intiepidito da un sole gentile, pur pascendomi della piacevolezza di tragitto ed ambiente, ho continuato a rimuginare cupi presagi, avvelenato dalla scarsezza di prospettive, sentendomi vecchio, fallito, stanco, privo di futuro... fino a quell'ultima, fatidica curva.
Superando un piccolo, placido ruscello gorgogliante di acque limpide, ai loro primi passi dal ventre materno dei nevai invernali e subito dopo sbucando da una macchia di maestosi alberi, carichi di gemme e di promesse di stagioni di rigoglio, mi sono ritrovato all'improvviso catapultato in un'altra dimensione. Il rifugio c'era, certo, solido edificio di pietra e legno, spartiacque artificiale tra la fresca oscurità delle fronde boschive e la calda luminosità dei prati degli alpeggi circostanti: quello che non mi aspettavo era tutto il resto.
Bambini, dappertutto, quasi a perdita d'occhio. Girotondi, rincorse, schiamazzi, capriole, cavalline, seduti sulle spalle dei papà o in grembo alle mamme, I più piccoli non arrivavano all'altezza delle mie ginocchia (come ben sapete, non gioco titolare nell'NBA...), eppure sembravan essersi dati appuntamento tutti lì e lo stesso giorno, per correre a perdifiato, giocare e ridere, sotto lo sguardo felice dei loro genitori e quello attento e bonario di alcuni grossi cani da pastore, rimasti al limitare del bosco, a guardia di quel gregge così diverso, caotico, colorato.
Subito dopo essermi quasi tumefatto una mano a suon di pizzicotti, per accertarmi di non esser finito in una dimensione onirica alla vista di quello spettacolo, ho incontrato per un istante lo sguardo di un giovane padre con in braccio la figlioletta di pochi anni.
Non sono di sicuro rinomato per la vista e l'acume d'aquila, eppure in quel momento ho capito.
Ho compreso di esser capitato, mio malgrado, nell'occhio del ciclone: il centro della tempesta, dove tutto è sorprendentemente calmo.
Il centro di tutto il resto del mondo.
Per quell'istante, incredibilmente lungo e dolce, mi sono sentito come un crononauta che, appena sceso dalla sua Delorean ancora fumante per il viaggio nel futuro (vogliate perdonare la grossolana citazione Holliwoodiana), si fosse dato un'occhiata intorno sorridendo e avesse pensato: “E' tutto a posto, posso tornare tranquillo al mio tempo...”
Ho assaporato ancora il più possibile quel momento: quella vista di colori vivaci in movimento, appena sfumati dalle tonalità della Natura al suo risveglio, quei suoni argentini e caldi, che rimbalzavano per tutta l'aria come I richiami delle rondini in città, con la benevola complicità dell'eco delle circostanti vette millenarie e il profumo dolce delle foglie novelle, del tanto vituperato polline e del talco, immancabile accessorio dell'infanzia.
Me ne sono andato subito dopo, reggendo le gambe tremanti con l'aiuto del bastone da trekking, troppo sgomento per quel che avevo provato.
Il Vento di Primavera.
L'immenso, inarrestabile potere dell'Innocenza.
Lo stesso immenso potere che siamo sempre più ansiosi di perdere.
Me ne sono andato perchè mi sono sentito un agente inquinante in un lago di alta montagna, uno sciacallo in un gregge, un peccatore tra I santi.
Prima di imboccare il sentiero del ritorno, però, ho fatto in tempo a sentirlo. Quel suono.
Qualcosa che non veniva da quelle piccole gole: non un risolino, nè l'abbaiare di un cane, nè il richiamo di un genitore.
Qualcosa che veniva dal Mondo, quello con la lettera maiuscola.
L'ho sentito ridere.
A metà tra il fruscio della brezza tra le fronde ed un tuono lontano tra le rocce, ma perfettamente intelleggibile come una profonda risata.
La risata di un grande nonno bonario, che assiste non visto ai nipotini che si accingono a far una marachella, sentendosi per un piacevole istante ancora una volta della loro stessa età.
Chi mi conosce bene sa che, sotto l'aspetto da giullare strafatto di allucinogeni, nascondo un'indole piuttosto controllata, ai limiti del monachesimo: con autocontrollo tutto sabaudo, il mio ego raziocinante (o quel poco che ne rimane) sguinzaglia squadre di spietati Vopos neuronali a reprimere all'insorgere ogni manifestazione trasgressiva... guai a cosa potrebbero pensare gli altri! Proprio per questo sono stato sempre lontano da qualsivoglia agente destabilizzante in tal senso, dagli alcolici alle sostanze psicotrope, vita natural durante.
Eppure ancora adesso, son convinto di ciò che ho sentito, allora.
E me lo ricorderò sempre, vita natural durante.
L'ho salvato lì, da qualche parte, in questo hard disk che mi porto dentro dal mio primo giorno, ormai strapieno di Spam e con le chiavi di lettura un po' malandate, simile ad una presa USB di troppi anni fa che cerca di collegarsi ad un hardware di ultima generazione.
L'ho salvato e lo riporto alla luce ogni volta che mi serve, perchè a differenza di tutti gli altri, sempre più sbiaditi ricordi è sempre lì, come fosse ieri, vivido e pieno di energia. La stessa che mi ha trasmesso quel giorno, quando mi ha suggerito che non tutto era perduto e mi ha ricaricato di forza bastante per tutto il tempo (persino il mio cellulare, da tempo immemore vecchio, stanco e scassato, quel giorno, in quanto a carica, avrebbe surclassato uno smartphone nuovo fiammante), vita natural durante.
Da allora, oltre a considerarmi molto fortunato, ho capito perchè si festeggi la Pasqua in Primavera.
Per chi ci crede, al di là di tutta la retorica dolciaria e commerciale, Pasqua significa Resurrezione.
Per chi è sensibile alle stagioni, (anche quando queste non ci sono più) Primavera significa Rinascita.
Per me, che sono solo un gretto commerciante, abituato a considerare il Dare & Avere, significa Risarcimento.
Risarcimento da tutto quel che I nostri simili sono capaci di farci sopportare, più o meno volontariamente, pur di tirare a campare più e meglio di noi, vita natural durante.
Risarcimento per tutte le volte che quel cliente/capufficio (oggi si chiaman Project Manager, anche se magari a volte si esprimono con lessico sgrammaticato)/burocrate/o qualsivoglia altro turpe personaggio (continuare l'elenco a piacere...) ci ha costretto a salire il nostro personale Golgota, o la vita (che turpe non'è: è semplicemente la vita) ci ha appioppato una carrettata di croci (nella Storia è noto solamente un fortunello ch'è stato costretto a portarne una sola, ma si sa: lui era il figlio del Capo...) da trascinarci appresso, naturalmente sempre in salita , vita natural durante.
Ho imparato allora ad adoperare quel ricordo come antidoto a tutti I veleni che assorbo quotidianamente e da allora mi piace sperare che ogni individuo di questo Mondo si porti dietro un momento tanto prezioso, da utilizzare allo stesso modo nel momento del bisogno: sono ragionevolmente certo che ognuno ne possieda almeno uno, anche se magari non così fuori dai normali canoni, si tratta solo di trovarlo, da qualche parte, lì dentro.
Prima di diventare solo più un consumatore, una statistica commerciale, o peggio, un titolo di cronaca nera, vita natural durante.
Prima di vedere questo Mondo attraverso la lente deformante della depressione, vita natural durante.
Prima di cedere alla disperazione quel poco di umanità che ci rimane e diventare uno di quelli che organizzan passeggiate sul Golgota, per noi stessi e per gli altri, vita natural durante.
In fondo, non è un grande impegno cercare un bel ricordo (meglio ancora sarebbe crearne uno nuovo, magari pure questo anche per gli altri) da usare come scudo impenetrabile alle sferzate della vita, una sorta di Pasqua tascabile, non limitata ad un solo giorno all'anno, per farci risorgere dalle ceneri come Araba Fenice quando ci si credeva sconfitti, in modo da guardare Il nostro aguzzino del momento con piglio alla Leonida (già che siam in tema di citazioni del cinema) e apostrofarlo con le parole “Tutto qui, quel che sai fare?”
Forse sarà quello il momento, in cui sentiremo il Mondo ridere, con quella risata, che in fondo, ci portiamo tutti dentro, vita natural durante.
Buon Risarcimento a tutti
da Stefano
sabato 4 aprile 2015
Trail Autogestito ValSangone Selvaggio Fraz. Coazze(To) 4 Aprile 2015
Foto Trail autogestito ValSangone
"La Valsusa ò ch'a brusa ò ch'a nìa ò che 'l vent la pòrta via"
(detto popolare Valsusino)
Dal racconto dell'OrcoPinoR
distanza : 20km
dislivello : 900D+
partenza e arrivo da Fraz. Selvaggio comune di Giaveno(To)
Dopo sei giorni ventosi, mai visto niente di simile, che hanno messo a dura prova gli uomini, gli animali e le cose, OrcoDavid ci propone un MiniTrail autogestito con un tracciato che si snoda sul versante sud dello spartiacque che separa la Valle di Susa dalla Val Sangone.
Sei gli Orchi partecipanti ; OrcoSakuro, OrcoDavid, OrcoSherpaMazinga, OrcoPinor, OrcoCamola, Orco730
Ritrovo nella piazza dello splendido Santuario di Selvaggio in frazione di Giaveno(To) bassa Val Sangone.
Il Santuario è stato costruito nei primi del Novecento ed è dedicato a Nostra Signora di Lourdes affidato all'ordine dei Paolini.
Il percorso del minitrail si snoda quasi per intero nell'area rimboschita anni fa del 'Bosco Ugo Campagna'
Una strada forestale tra boschi prima di faggi e poi di conifere ci porta velocemente da quota 700 slm a quota 1400 slm.
Il vento di questi giorni ha fatto schiantare per terra gli alberi ed i rami più deboli, il sentiero e la carrereccia si presentano con alcuni alberi di traverso ancora da rimuovere.
Suggestivi i massi erratici trovati sul percorso e non abbiamo potuto fare a meno di scattare alcune foto curiose.
Sulla cresta spartiacque troviamo ancor cumuli di neve delle precipitazioni d questo pazzo Marzo, ed ancora questa notte una spruzzatina di neve ha ricoperto il vecchio manto.
Fa freddo qui a quota 1600 slm del Colle Bione. Un gran fitto nebbione ed un leggero nevischio ci consigliano di procedere nella discesa verso valle.
OrcoDavid ravana un pochino per ritrovare la via di discesa ma poi, una volta ritrovata la retta via, velocissimi procediamo verso il santuario di Selvaggio per lasciarci con i migliori auguri Pasquali.
"La Valsusa ò ch'a brusa ò ch'a nìa ò che 'l vent la pòrta via"
(detto popolare Valsusino)
Dal racconto dell'OrcoPinoR
distanza : 20km
dislivello : 900D+
partenza e arrivo da Fraz. Selvaggio comune di Giaveno(To)
Dopo sei giorni ventosi, mai visto niente di simile, che hanno messo a dura prova gli uomini, gli animali e le cose, OrcoDavid ci propone un MiniTrail autogestito con un tracciato che si snoda sul versante sud dello spartiacque che separa la Valle di Susa dalla Val Sangone.
Sei gli Orchi partecipanti ; OrcoSakuro, OrcoDavid, OrcoSherpaMazinga, OrcoPinor, OrcoCamola, Orco730
Ritrovo nella piazza dello splendido Santuario di Selvaggio in frazione di Giaveno(To) bassa Val Sangone.
Il Santuario è stato costruito nei primi del Novecento ed è dedicato a Nostra Signora di Lourdes affidato all'ordine dei Paolini.
Il percorso del minitrail si snoda quasi per intero nell'area rimboschita anni fa del 'Bosco Ugo Campagna'
Una strada forestale tra boschi prima di faggi e poi di conifere ci porta velocemente da quota 700 slm a quota 1400 slm.
Il vento di questi giorni ha fatto schiantare per terra gli alberi ed i rami più deboli, il sentiero e la carrereccia si presentano con alcuni alberi di traverso ancora da rimuovere.
Suggestivi i massi erratici trovati sul percorso e non abbiamo potuto fare a meno di scattare alcune foto curiose.
Sulla cresta spartiacque troviamo ancor cumuli di neve delle precipitazioni d questo pazzo Marzo, ed ancora questa notte una spruzzatina di neve ha ricoperto il vecchio manto.
Fa freddo qui a quota 1600 slm del Colle Bione. Un gran fitto nebbione ed un leggero nevischio ci consigliano di procedere nella discesa verso valle.
OrcoDavid ravana un pochino per ritrovare la via di discesa ma poi, una volta ritrovata la retta via, velocissimi procediamo verso il santuario di Selvaggio per lasciarci con i migliori auguri Pasquali.
venerdì 3 aprile 2015
SciAlpinismo stagione 2015
Foto SciAlpinismo 2015
Dal resoconto dell'OgreExtreme
SKIALP O SCIALPINISMO, RACE O TOURING: BREVE RIFLESSIONE DI FINE STAGIONE.
Lo Skialp, o meglio lo scialpinismo può e deve essere interpretato in tutte le sue forme e sfumature. Dal lato agonistico delle gare a quello dello sci ripido e per finire a quello più accessibile a tutti, ovvero quello del touring.
Da novembre in casa nostra si respira aria di skialp; la mia fortuna è quella di avere due figli che, probabilmente in modi diversi, praticano questo sport e molte volte però convergono nel medesimo modo di viverlo.
Così si alternano le uscite dove si ricerca il solo piacere della discesa a quelle dove la salita riveste la parte più interessante, diventando spesso un solo e mero allenamento, a quelle dove l’ambiente e la solitudine ne sono il perno portante.
Che poi sia di sera, in notturna, sulle montagne vicino a casa o nei templi dello skialp, questo poco importa, l’importante è la ricerca continua del piacere di evadere che questa disciplina come poche altre è in grado di regalare a qualsiasi suo praticante.
Questa è la breve, concisa riflessione su una stagione scialpinistica, che se vista da una determinata prospettiva è arrivata alla fine o quasi (quella delle gare) mentre l’altra, quella touring, entra ora nel vivo con la montagna che poco alla volta si apre alle grandi vette, ai 4000 e alle grand course.
Volutamente in queste poche righe non ho descritto e citato itinerari, vette salite e discese, tempi e classifiche; lo scialpinismo è altro: è immaginare di tracciare linee evanescenti ed effimere sfiorando cime, creste, ghiacciai, consapevoli che tutte le volte queste svaniranno pochi istanti dopo portandosi con se il sogno cullato nel tempo e lasciandoci solo un ricordo indelebile, intenso, ma comunque un ricordo.
Dal resoconto dell'OgreExtreme
SKIALP O SCIALPINISMO, RACE O TOURING: BREVE RIFLESSIONE DI FINE STAGIONE.
Lo Skialp, o meglio lo scialpinismo può e deve essere interpretato in tutte le sue forme e sfumature. Dal lato agonistico delle gare a quello dello sci ripido e per finire a quello più accessibile a tutti, ovvero quello del touring.
Da novembre in casa nostra si respira aria di skialp; la mia fortuna è quella di avere due figli che, probabilmente in modi diversi, praticano questo sport e molte volte però convergono nel medesimo modo di viverlo.
Così si alternano le uscite dove si ricerca il solo piacere della discesa a quelle dove la salita riveste la parte più interessante, diventando spesso un solo e mero allenamento, a quelle dove l’ambiente e la solitudine ne sono il perno portante.
Che poi sia di sera, in notturna, sulle montagne vicino a casa o nei templi dello skialp, questo poco importa, l’importante è la ricerca continua del piacere di evadere che questa disciplina come poche altre è in grado di regalare a qualsiasi suo praticante.
Questa è la breve, concisa riflessione su una stagione scialpinistica, che se vista da una determinata prospettiva è arrivata alla fine o quasi (quella delle gare) mentre l’altra, quella touring, entra ora nel vivo con la montagna che poco alla volta si apre alle grandi vette, ai 4000 e alle grand course.
Volutamente in queste poche righe non ho descritto e citato itinerari, vette salite e discese, tempi e classifiche; lo scialpinismo è altro: è immaginare di tracciare linee evanescenti ed effimere sfiorando cime, creste, ghiacciai, consapevoli che tutte le volte queste svaniranno pochi istanti dopo portandosi con se il sogno cullato nel tempo e lasciandoci solo un ricordo indelebile, intenso, ma comunque un ricordo.
mercoledì 25 marzo 2015
21° Maratona di Roma 22 Marzo 2015
Classifica Maratona di Roma 2015
Sito Maratona di Roma
Dall'intervista all'OrcoSmigol
D: 21° edizione della Maratona di Roma una manifestazione da 12.000 partecipanti. Quest'anno anche Papa Francesco, dopo l'Angelus, ha salutato i fedeli ed i maratoneti. Quanta è stata l'emozione di correre nella città eternaR:É stato davvero emozionante e al di lâ dell'aspetto religioso passare dal viale davanti a San Pietro è impagabile. Patrimonio storico da ammirare ovunque in quasi tutto il percorso, per non parlare dell'arrivo tra l'Altare della Patria ed i Fori imperiali.....sarà l'età ma mi è scappata la lacrima.
D: Come giudichi la logistica ed il tracciato della manifestazione.
R:Per la moltitudine di partecipanti e il caos cittadino è bene organizzata, mancavano solo gli spogliatoi che sono stati sostituiti da due gazebo gonfiabili ovviamente freddi e affollati.
Il tracciato è spettacolare, unico neo sono una decina di chilometri sui sanpietrini per di più bagnati e con pozzanghere ovunque, il tutto condito da continui cambi di direzione.
D: Quando hai iniziato la preparazione della Maratona?...hai un preparatore atletico che ti segue?
R:La preparazione specifica é partita da metà gennaio ma mi faccio seguire già da mesi da Sergio Benzio , Dott. in Scienze motorie e sportive, Maestro di sci di fondo e telemark, allenatore F.I.S.I. sci fondo 2°livello, preparatore fisico, Istruttore di nordic walking.
D: Quale personaggio tra i partenti ti ha colpito particolarmente.
R:Giorgio Calcaterra che dopo aver terminato la maratona in 2h34' ë stato fermato un'ora e venti minuti dall'antidoping e poi ripartito nuovamente per una nuova maratona (chiusa in 3h ndr) accompagnando l'ultimo concorrente all'arrivo.
D: Quale il tratto del percorso dove hai trovato maggiori difficoltà o il momento di crisi che in una maratona spesso arriva.
R:Dal 37essimo cholometro ho provato ancora a spingere ma le gambe non andavano e sono passato al 40esimo chilometro in 3h21min, ma gli ultimi due km non sono riuscito a correrli sotto i 5min/km chiudendo in 3h32min.
D: Maratona funestata dalla pioggia ti ha aiutato oppure è stato un problema da gestire.
R:Personalmente la pioggia la patisco e di certo non mi ha per nulla aiutato.
D: Come ha trovato la risposta dei cittadini romani.
R:Molto accoglienti ed una grande partecipazione specie nelle zone centrali della città.
D: E adesso i numeri, quale il tuo tempo finale e ... soddisfatto.
R:Come già detto chiusa in 3h32min, sono molto soddisfatto e ho migliorato il mio personale di 11 minuti e se penso ad un mese fa che ho corso la maratona delle terre verdiane ho recuperato ben 18 minuti.
D: Cosa ne pensi del terzo tempo... cioè ristoro finale , docce, premi...ect.
R:Ristoro finale con la solita frutta , thè , biscotti e gatorade a fiumi essendo uno degli sponsor,
docce inesistenti e spogliatoi all'aperto.
Pacco gara con zaino e maglia tecnica New Balance più altri prodotti, medaglia di finisher con incisione pagando 8 euro.
D: Nei tuoi programmi futuri Trail oppure ancora gare su strada.
R:Prossimo appuntamento importante il 30 maggio il Passatore e in questi due mesi penserò ad un trail ( Maratona alpina di Val della Torre (To) ???) e poi qualche mezza.
Da quando sono orco vado più forte!!!
Grazie OrcoSmigol e...buone corse
Trail Maremontana Loano(Sv) 22 Marzo 2015
Classifica Maremontana 2015
Sito Maremontana
Edizione 2013
Edizione 2012
Dal racconto dell'OrcoMamy
E anche questa è andata!!!!
Con Tommaso e Salvatore,due amici in odore di Tor, questo 22 marzo 2015 sono andato in terra ligure per prendere non il sole in maglietta …ma una, anzi due, giacche di freddo e pioggia !
Tutti gli amici ORCHI erano impegnati nel trail dei 2 Monti ed io, ormai conscio della grande sfida estiva che mi aspetta, essendo ufficialmente iscritto al TOR DE GEANTS, ho preferito portarmi avanti con ….gli allenamenti e mi sono presentato al via di questo ormai famoso (6° edizione) trail di medio chilometraggio con i suoi 50 km e 3000 metri di dislivello positivo.
Niente di più azzeccato poteva essere il testo della locandina di presentazione del trail che propone “DALLA SABBIA ALLA NEVE”: siamo partiti infatti dalla spiaggia di Loano calpestando a fatica la sabbia per arrivare, alla quota di circa 1100 Slm con la neve abbondante che ricopriva il sentiero e che scendeva dal cielo!
Letta cosi’ sembra quasi una bella descrizione di un emozionate proposta di un “TRAIL VARIO E STIMOLANTE PER PAESAGGI E CAMBI DI AMBIENTE”,ma a VIVERLA è stata una di quelle esperienze di corsa che certamente ti lasciano qualcosa dentro. Non a caso nel pacco gara oltre ad altre amenita’ ,c’è una sacca con su scritto”NON TI DICO SARA’ FACILE MA,TI DICO CHE NE VARRA ‘ LA PENA “
Dormiamo sul posto ed al mattino alla sveglia delle 5.00 si capisce già come sara’ la giornata: pioggia a dirotto e vento forte. Previsioni idem fino a tardo pomeriggio…
Bingo!
Lo start alle 7.00 ….e via iniziamo ..la doccia!
Il primo quarto d’ora si corre sulla spiaggia di Loano, poi piccolo giro nel paese e dopo 3 km si attacca la mulattiera che ci porta sulla prima di una lunga serie di creste che fan da contorno a questo tratto di Liguria.
Molte volte ho preso acqua durante i trails( Valdigne, SainteLyon, UTMB) ma raramente cosi’ intensa.
Tipico della Liguria , mi dicevano, è il vento che accarezza queste alture, ma unire Eolo alla pioggia battente ora forte, ora di traverso ,ora a pallini ghiacciati ,ora mutata in neve ..è davvero tanto.
Dal bagnasciuga al Santuario di Santa Croce ;dal Giogo di Toirano ai Prati di San Petrino, dal rifugio Pian delle Bosse a Verzi e poi giù di nuovo a Loano.
Un percorso che abbraccia tutto l’arco di questo tratto di montagne liguri formando un semicerchio tipo il percorso della nostra maratona alpina di Val della Torre.
Tante le salite la prima è la più lunga; dal livello del mare a 950 slm. Le altre, tante, ora ripide ora dolci per un totale di circa 3000D+.
Tante le discese (ovvio): tecniche (cioè non corribili!), viscide, lastricate di pietre, inzuppate di fango e poche davvero poche quelle dove potevi rilassarti un attimo.(santi i bastoncini! SENZA DI LORO SAREI ANCORA LA’ INVECE CHE A SCRIVERE QUESTE RIGHE)
Il fondo dei sentieri era davvero impegnativo causa una marea di fango che unita alla continua caduta di pioggia creava torrenti dentro i quali giocoforza bisognava passare oramai incuranti del totale fradiciume di scarpe ed indumenti.
Al Giogo di Toirano la neve copriva il sentiero sapientemente battuto e tagliato dalla organizzazione e ben balisato. La pioggia ora trasformata in nevicata ha creato molti problemi di ipotermia ed i ritiri sono stati molto frequenti.
Poi scendendo di quota la temperatura si stabilizzava e pur continuando sempre a piovere, la progressione diventava possibile.
Che dire, peccato non aver goduto del bel panorama che si intuiva da quelle alture ,sul mare…ma tant’è.
E’ stato un allenamento con i controfiocchi perché nove ore e più di pioggia continua mi mancavano nell'esperienza di trailer. Un grande test sia per i materiali che per la testa .
Siam partiti in tre amici e siam tutti e tre FINISCHER tra le 9h e le 10h di gara in condizioni veramente impegnative.
250 erano gli iscritti; alla partenza nel diluvio si son presentati meno di 210 e al traguardo ne sono arrivati 164.. con una cinquantina di ritiri.
I numeri parlano da soli.
Gran suddisfa come son solito dire e un bel tassello in più verso …..
….il TOR !!
Sito Maremontana
Edizione 2013
Edizione 2012
Dal racconto dell'OrcoMamy
E anche questa è andata!!!!
Con Tommaso e Salvatore,due amici in odore di Tor, questo 22 marzo 2015 sono andato in terra ligure per prendere non il sole in maglietta …ma una, anzi due, giacche di freddo e pioggia !Tutti gli amici ORCHI erano impegnati nel trail dei 2 Monti ed io, ormai conscio della grande sfida estiva che mi aspetta, essendo ufficialmente iscritto al TOR DE GEANTS, ho preferito portarmi avanti con ….gli allenamenti e mi sono presentato al via di questo ormai famoso (6° edizione) trail di medio chilometraggio con i suoi 50 km e 3000 metri di dislivello positivo.
Niente di più azzeccato poteva essere il testo della locandina di presentazione del trail che propone “DALLA SABBIA ALLA NEVE”: siamo partiti infatti dalla spiaggia di Loano calpestando a fatica la sabbia per arrivare, alla quota di circa 1100 Slm con la neve abbondante che ricopriva il sentiero e che scendeva dal cielo!
Letta cosi’ sembra quasi una bella descrizione di un emozionate proposta di un “TRAIL VARIO E STIMOLANTE PER PAESAGGI E CAMBI DI AMBIENTE”,ma a VIVERLA è stata una di quelle esperienze di corsa che certamente ti lasciano qualcosa dentro. Non a caso nel pacco gara oltre ad altre amenita’ ,c’è una sacca con su scritto”NON TI DICO SARA’ FACILE MA,TI DICO CHE NE VARRA ‘ LA PENA “
Dormiamo sul posto ed al mattino alla sveglia delle 5.00 si capisce già come sara’ la giornata: pioggia a dirotto e vento forte. Previsioni idem fino a tardo pomeriggio…Bingo!
Lo start alle 7.00 ….e via iniziamo ..la doccia!
Il primo quarto d’ora si corre sulla spiaggia di Loano, poi piccolo giro nel paese e dopo 3 km si attacca la mulattiera che ci porta sulla prima di una lunga serie di creste che fan da contorno a questo tratto di Liguria.
Molte volte ho preso acqua durante i trails( Valdigne, SainteLyon, UTMB) ma raramente cosi’ intensa.
Tipico della Liguria , mi dicevano, è il vento che accarezza queste alture, ma unire Eolo alla pioggia battente ora forte, ora di traverso ,ora a pallini ghiacciati ,ora mutata in neve ..è davvero tanto.
Dal bagnasciuga al Santuario di Santa Croce ;dal Giogo di Toirano ai Prati di San Petrino, dal rifugio Pian delle Bosse a Verzi e poi giù di nuovo a Loano.
Un percorso che abbraccia tutto l’arco di questo tratto di montagne liguri formando un semicerchio tipo il percorso della nostra maratona alpina di Val della Torre.
Tante le salite la prima è la più lunga; dal livello del mare a 950 slm. Le altre, tante, ora ripide ora dolci per un totale di circa 3000D+.
Tante le discese (ovvio): tecniche (cioè non corribili!), viscide, lastricate di pietre, inzuppate di fango e poche davvero poche quelle dove potevi rilassarti un attimo.(santi i bastoncini! SENZA DI LORO SAREI ANCORA LA’ INVECE CHE A SCRIVERE QUESTE RIGHE)
Il fondo dei sentieri era davvero impegnativo causa una marea di fango che unita alla continua caduta di pioggia creava torrenti dentro i quali giocoforza bisognava passare oramai incuranti del totale fradiciume di scarpe ed indumenti.
Al Giogo di Toirano la neve copriva il sentiero sapientemente battuto e tagliato dalla organizzazione e ben balisato. La pioggia ora trasformata in nevicata ha creato molti problemi di ipotermia ed i ritiri sono stati molto frequenti.
Poi scendendo di quota la temperatura si stabilizzava e pur continuando sempre a piovere, la progressione diventava possibile.
Che dire, peccato non aver goduto del bel panorama che si intuiva da quelle alture ,sul mare…ma tant’è.
E’ stato un allenamento con i controfiocchi perché nove ore e più di pioggia continua mi mancavano nell'esperienza di trailer. Un grande test sia per i materiali che per la testa .
Siam partiti in tre amici e siam tutti e tre FINISCHER tra le 9h e le 10h di gara in condizioni veramente impegnative.
250 erano gli iscritti; alla partenza nel diluvio si son presentati meno di 210 e al traguardo ne sono arrivati 164.. con una cinquantina di ritiri.
I numeri parlano da soli.
Gran suddisfa come son solito dire e un bel tassello in più verso …..
….il TOR !!
domenica 22 marzo 2015
Trail dei due Monti Rivera di Almese(To) 22 Marzo 2015
Foto Trail2Monti 2015 Partenza/Arrivo
Foto Trail2Monti 2015 sul Percorso 1
Foto Trail2Monti 2015 sul Percorso 2
Foto Trail2Monti 2015 Premiazioni 1
Foto Trail2Monti 2015 Premiazioni 2
Foto Trail2Monti 2015 di Podoandando Ernesto Ceraulo
Classifica Trail2Monti 2015 22km
Classifica Trail2Monti 2015 11km
Sito Trail2Monti
Edizione 2014
Dal post su FB dell'OgreExtreme
Un trail due Monti che non tradisce le aspettative. Ottima organizzazione del Giò Rivera e de Gli Orchi Trailers che hanno addomesticato condizioni tracciato e meteo in maniera ottimale.
Gara Dura resa ancor più insidiosa dalla tanta neve nel tratto Musinè-Mon Curt con temperatura inoltre prossima allo 0.
Con un allenamento un po' così così, condizionato da uno stato influenzale nelle ultime settimane, mi batto con gente tosta e veramente forte. Sino a -3 km resisto in sesta posizione; dopo braccato da due fortissimi corridori che sui tratti di corsa pura mi "asfaltano" con un ritmo da veri stradisti mollo e arrivo al traguardo in 8^ posizione assoluta e 1° nella categoria V2.
Un solo rammarico: aver visto qualche trailer furbetto senza la dotazione obbligatoria. A me personalmente ... ma su in alto con il nevischio, la nebbia e le basse temperature anche una banalità che ti impone una sosta un po' prolungata può portare delle complicazioni. Speriamo in un cambio di atteggiamento di chi ancora non capisce.
Grazie a tutti per il bellissimo terzo tempo e premiazione conclusiva
Dal reportage dell'OgreDoctor
Domenica 22 marzo alle ore 8.30 195 trailers, 151 sulla gara lunga (22 km – 1500 d+) e 44 sul percorso corto (11 km – 800 d+) hanno sfidato il tempo inclemente e si sono dati battaglia all2 2°edizione del Trail dei 2 Monti e della Val Messa (Rivera di Almese – TO),
gara valida per il Campionato Trail UISP regionale, organizzata dall’Atletica Giò 22 di Rivera e dagli Orchi Trailers ASD di Rivoli.
Il tracciato mai banale, alterna salite e discese tecniche, per veri specialisti dello skyrunning, reso ancora più insidioso dalla pioggia copiosa caduta durante tutta la settimana, ha raccolto la soddisfazione di tutti i partecipanti, infreddoliti, fradici ma sorridenti all'arrivo.
La competizione ha visto la vittoria sulla gara lunga maschile del portacolori della Atletica Giò 22 Rivera Papiro Luigi con il tempo spettacolare di 2.17.42, seguito dal compagno di squadra Gronchi Luca a soli due minuti di distacco.
Sul gradino più basso del podio si è piazzato Bracco Alfonso della Atletica Monterosa con il tempo di 2.22.36.
Per le donne prima piazza per l’inossidabile "Guardiaparco Volante" Raffaella Miravalle che ha chiuso al 17° posto assoluto con il tempo di 2.44.11, seguita dall’atleta della Valle D’Aosta Trailers Casse Lorena con il tempo di 2.50.27 e dall’atleta di casa Isabello Monica con il tempo di 3.18.23.
Nella gara corta si sono imposti Vinassa Fabrizio con il tempo di 1.17.49 e per le donne Belmondo Sandra, sesta assoluta con il tempo di 1.38.10.
L’Atletica Giò22 RIvera e gli Orchi Trailers danno appuntamento a tutti gli atleti alla prossima edizione, speriamo baciata da una giornata di sole primaverile.
Classifica 11km
Uomini
1. Vinassa Fabrizio - Atletica Moncenisio
2. Audisio Walter - Atletica venaria Reale
3. Minuz Maurizio - gio22 rivera
Donne
1. Belmondo Sandra - gio22 rivera
2. Viotti Giulia - gio22 rivera
3. Curatolo Federica - running Atletic Time
Classifica 22km
Uomini
1 Papiro luigi - gio22 rivera
2 Gronchi Luca - giò22 rivera
3 Bracco Alfonso - Atletica Monterosa
Donne
1 Miravalle Raffaella - Atletica Monte Rosa
2 Casse Lorena - Atletica Susa
3 Isabello Monica - gio22 rivera
Foto Trail2Monti 2015 sul Percorso 1
Foto Trail2Monti 2015 sul Percorso 2
Foto Trail2Monti 2015 Premiazioni 1
Foto Trail2Monti 2015 Premiazioni 2
Foto Trail2Monti 2015 di Podoandando Ernesto Ceraulo
Classifica Trail2Monti 2015 22km
Classifica Trail2Monti 2015 11km
Sito Trail2Monti
Edizione 2014
Dal post su FB dell'OgreExtreme
Un trail due Monti che non tradisce le aspettative. Ottima organizzazione del Giò Rivera e de Gli Orchi Trailers che hanno addomesticato condizioni tracciato e meteo in maniera ottimale.
Gara Dura resa ancor più insidiosa dalla tanta neve nel tratto Musinè-Mon Curt con temperatura inoltre prossima allo 0.
Con un allenamento un po' così così, condizionato da uno stato influenzale nelle ultime settimane, mi batto con gente tosta e veramente forte. Sino a -3 km resisto in sesta posizione; dopo braccato da due fortissimi corridori che sui tratti di corsa pura mi "asfaltano" con un ritmo da veri stradisti mollo e arrivo al traguardo in 8^ posizione assoluta e 1° nella categoria V2.
Un solo rammarico: aver visto qualche trailer furbetto senza la dotazione obbligatoria. A me personalmente ... ma su in alto con il nevischio, la nebbia e le basse temperature anche una banalità che ti impone una sosta un po' prolungata può portare delle complicazioni. Speriamo in un cambio di atteggiamento di chi ancora non capisce.
Grazie a tutti per il bellissimo terzo tempo e premiazione conclusiva
Dal reportage dell'OgreDoctor
Domenica 22 marzo alle ore 8.30 195 trailers, 151 sulla gara lunga (22 km – 1500 d+) e 44 sul percorso corto (11 km – 800 d+) hanno sfidato il tempo inclemente e si sono dati battaglia all2 2°edizione del Trail dei 2 Monti e della Val Messa (Rivera di Almese – TO),
gara valida per il Campionato Trail UISP regionale, organizzata dall’Atletica Giò 22 di Rivera e dagli Orchi Trailers ASD di Rivoli.
Il tracciato mai banale, alterna salite e discese tecniche, per veri specialisti dello skyrunning, reso ancora più insidioso dalla pioggia copiosa caduta durante tutta la settimana, ha raccolto la soddisfazione di tutti i partecipanti, infreddoliti, fradici ma sorridenti all'arrivo.
La competizione ha visto la vittoria sulla gara lunga maschile del portacolori della Atletica Giò 22 Rivera Papiro Luigi con il tempo spettacolare di 2.17.42, seguito dal compagno di squadra Gronchi Luca a soli due minuti di distacco.
Sul gradino più basso del podio si è piazzato Bracco Alfonso della Atletica Monterosa con il tempo di 2.22.36.
Per le donne prima piazza per l’inossidabile "Guardiaparco Volante" Raffaella Miravalle che ha chiuso al 17° posto assoluto con il tempo di 2.44.11, seguita dall’atleta della Valle D’Aosta Trailers Casse Lorena con il tempo di 2.50.27 e dall’atleta di casa Isabello Monica con il tempo di 3.18.23.
Nella gara corta si sono imposti Vinassa Fabrizio con il tempo di 1.17.49 e per le donne Belmondo Sandra, sesta assoluta con il tempo di 1.38.10.
L’Atletica Giò22 RIvera e gli Orchi Trailers danno appuntamento a tutti gli atleti alla prossima edizione, speriamo baciata da una giornata di sole primaverile.
Classifica 11km
Uomini
1. Vinassa Fabrizio - Atletica Moncenisio
2. Audisio Walter - Atletica venaria Reale
3. Minuz Maurizio - gio22 rivera
Donne
1. Belmondo Sandra - gio22 rivera
2. Viotti Giulia - gio22 rivera
3. Curatolo Federica - running Atletic Time
Classifica 22km
Uomini
1 Papiro luigi - gio22 rivera
2 Gronchi Luca - giò22 rivera
3 Bracco Alfonso - Atletica Monterosa
Donne
1 Miravalle Raffaella - Atletica Monte Rosa
2 Casse Lorena - Atletica Susa
3 Isabello Monica - gio22 rivera
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