domenica 10 maggio 2015

Valle Varaita Trail Brossasco(Cn) 10 Maggio 2015


Foto Valle Varaita Trail 2015
Video Valle Varaita Trail 2015
Classifica Valle Varaita Trail 2015
Sito Valle Varaita Trail

Dal racconto dell'OrcoPinoR
Terza edizione del Valle Varaita Trail. Si corre sui sentieri della Valle Varaita, nei luoghi patrimonio dell'Unesco,con vista sul re di pietra sua Maestà il MONVISO 3848 s.l.m.
Ventidue gli Orchi alla partenza per questa competizione valida per Il Trofeo Orco dell'anno.
Gli Orchi motivati ognuno a modo suo:
- Chi partecipa come tappa di avvicinamento a manifestazioni piu impegnative.
- Chi vuole mettere in cassa punti per il Trofeo Orco dell'anno.
- Chi sfida se stesso.
- Chi "non capita...ma se capita".
- Chi vuole verificare il proprio stato di preparazione.
- Chi vuole verificare il proprio stato d'impreparazione.
- Chi è venuto a tirare foto.
- Chi è venuto per mettere il naso per la prima volta in Valle Varaita.
- Chi è venuto per la compagnia.
- Chi è venuto a fare la gita.
- Chi non sapeva cosa fare.
Insomma, svariate le motivazioni e tutte valide pur di essere al nastro di partenza.
La levataccia per arrivare a Brossasco (Cn) non ce la toglie nessuno. Ore 5.00 e tutti giù dalle brande, ingollare una robusta colazione e poi via per essere puntuale all'avvio della gara dato alle 8.30.
La giornata metereologica è perfetta e dalla parte alta del percorso dovremmo godere di splendidi panorami, per chi avrà il tempo di fermarsi a guardare.
Il percorso difatti è velocissimo, nervoso per via dei "munta & cala", il fondo morbido e quasi privo di pietrume che sistematicamente ti scortica, ad ogni trail, le unghie dei piedi. La salita, ben distribuita fino al 20° chilometro con le punte massime al Bric La Piata con i suoi 1741m s.l.m.. Segue il  deciso strappo dove si tocca la cima Coppi del Monte Ricordone (1750 m, km 20) arrivando dalla ripida discesa sul Colle di Gilba.
Dal Monte Ricordone inizia la discesa, ripidissima, poi più facile su bei sentieri puliti. Al termine si chiude con le strade forestali e un'ultima rampa "spaccagambe", facile, su strada, di 400 metri fino a Borgata Tajant.
I fratelli DeMatteis dominatori assoluti della manifestazione con un tempo da capogiro di 2h44min.
Ma anche gli Orchi si sono difesi il nostro OrcoGriso 1° di categoria M1, classe 1987, 15° assoluto in 3h33min.
La nostra OrcoEle 4° assoluta, classe 1987, in 4h 19min.
Al fine, Gli Orchi Trailers non sono proprio un cimitero di elefanti.....tutt'altro.
Si finisce la manifestazione, ben organizzata in tutto, con le gambe sotto il tavolo. L'OrcoPaolo ci elargisce una bottiglia magnum brut, divisa fraternamente.
E a parte il piccolo malore occorso all'OrcoNevruz senza conseguenze, ci è stata regalata una splendida giornata di sport in natura.

giovedì 7 maggio 2015

Gran Trail Rensen Arenzano(Ge) 3 Maggio 2015

Classifica Gran Trail Rensen 2015
Sito Gran Trail Rensen

Edizione 2014

Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

E’ già trascorso un intero anno dalla edizione del 2014, quando parecchi Orchi parteciparono al Gran Trail Rensen di 60 km.
Però un anno è sufficiente a stemperare i ricordi e quello che ti rimane impresso è solo la soddisfazione personale    e soprattutto il meraviglioso percorso  a cavallo dello spartiacque appenninico ligure.
Tutto il resto, fatica disumana ,dislivelli paurosi  ,  acquitrini, sentieri rocciosi, viene  cassato dalla nostra mente quasi in un salvifico atto di rimozione.
E difatti , complice anche il fatto di tornare a casa, mi ritrovo appunto in quel di Arenzano con alcuni amici Genovesi alle 6 del mattino sotto il gonfiabile della centrale via Bocca.
Mi assale più di un dubbio  ma ormai è troppo tardi e non si torna indietro.
Ritrovo Eleonora  nelle retrovie, Ruzza è già schierato in prima fila. Basta ripensamenti. Alle 7 parte il gran trail con 160 partecipanti sulla distanza di 60 km e 4000 metri di D+. Già le informazioni ufficiose del briefing pre serale lasciavano trapelare un dislivello maggiore fino a 4200 mt. Sotto un cielo plumbeo denso di forte umidità e nebbia persistente si comincia a  percorrere il sentiero che a mezza costa  attraversa tutto il versante mare del Beigua.
Sentiero invero bellissimo, con lieve pendenza e fondo  abbastanza scorrevole che permette un passo decisamente veloce. Si entra in un dedalo di   forre,  strette gole e attraversamenti di torrentelli impetuosi dove , memore della esperienza dello scorso anno, riesco a non finire a mollo. Comincia a piovere e ovunque  una nebbia persistente comincia ad avvolgerti fino ad arrivare al primo ristoro della Baita di Padre Rino al 15° km completamente bagnato.
La baita è in realtà un antro buio ed umidissimo dove pero’  gli ottimi volontari ti servono un te bollente. Ormai da un’ora il sentiero si è trasformato in un acciotolato vischioso in cui il primo problema è riuscire a stare in piedi. Situazione in cui trovi le pietre bagnate ricoperte da una strato viscido dovuto alla conformazione della pietra  serpentinosa, che  in dialetto  si chiama “Lepego”. Basta questo per capirsi tra liguri, meglio andare al passo prima di sfracellarsi.  In questo modo si raggiunge il punto più basso a Sant’Anna di Lerca quota circa 250 metri.
Il trail si svolge lungo i sentieri che conducono sui rilievi appenninici del Parco Naturale Regionale del Monte Beigua, la piu' vasta area protetta della Liguria, in un paesaggio prodigo di emozioni. Le montagne, dai tratti aspri e alpini, paiono protendersi sul mare regalando ai partecipanti panorami mozzafiato. Non  oggi però,  la nebbia ci accompagna praticamente per tutta la corsa, specialmente  durante la salita del  Monte Rama  a quota 1200 e soprattutto sulla cavalcata della dorsale appenninica, dove inizia un forte vento, pioggia e soprattutto freddo. Acqua ovunque, negli acquitrini, nei sentieri, dal cielo, fortunatamente riesco a trovare il rifugio senza perdermi e soprattutto a raggiungere indenne il celebre passo della Gava, crocevia di tutti i  sentieri.
Qui oltre ad un’ottima focaccia con formaggio grana gli organizzatori  ci risparmiano, bontà loro, la discesa dal Faiallo fino a Fiorino e la terribile risalita alla Gava.
 Pertanto  si risale nella nebbia tutto il Reixa  fino al passo del Faiallo dove fortunatamente trovo il ristoro degli alpini; evito persino di prendere il vino causa un forte mal di pancia per il freddo.
A questo punto veloce ritorno al passo della Gava e discesa infernale per una mulattiera scivolosa praticamente fino alle propaggini di Arenzano in cui correre è davvero problematico anche in considerazione della fatica accumulata.
Finalmente inizia la strada di monte che in breve tempo ci fa raggiungere il santuario del Bambin Gesù. Sono solo le 17 e a differenza dello scorso anno trovo la porta della Chiesa aperta.
Si impone una veloce sosta al suo interno dove è anche piacevole ristorare la nostra anima con una preghiera. In fondo non saranno certamente 5 minuti  di sosta ad alterare la mia bassa classifica!
All’arrivo avremo percorso circa 48-50 km con un dislivello di circa 3500 metri. Il mio crono è impietoso , 10 ore 28’ ma certamente lo scarso allenamento  non permetteva prestazioni maggiori su una simile distanza.
Il tracciato si svolge interamente su sentieri rocciosi,  fortemente sconnessi e molto tecnici, caratterizzato da dislivelli molto forti e con percorso poco corribile.
Sul podio sono fini tre atleti importanti,  al primo posto Stefano Ruzza in 5 ore 21’ seguito da Barnes in 5 ore 31’ e a seguire Csaba Nemeth.
La sequenza di incidenti mortali dopo la MareMontana ed Avatrail di due anni orsono e i vari incidenti a seguire testimoniano innanzitutto la difficoltà dei percorsi su sentieri rocciosi ma anche e soprattutto  la scarsa preparazione dei concorrenti che affrontano con leggerezza    tali percorsi in terra ligure certamente molto sottovalutati in quanto ritenuti per lo più di tipo collinare.


mercoledì 6 maggio 2015

Collaudo nuova SuperFunivia del Monte Bianco Courmayeur(Ao) 6 Maggio 2015

Foto collaudo Superfunivia del Monte Bianco
Sito SuperFunivia del Monte Bianco

Dalla relazione dell'OrcoSherpaMazinga

Direi che è una bellissima cosa proprio da veri Orchi partecipare al sopralluogo della nuova superfunivia del Monte Bianco. In effetti con un po’ di costanza, tanta passione e soprattutto immensa curiosità, riesco finalmente a farmi invitare alle operazioni tecniche di collaudo delle strutture   edili ed impiantistiche.
Oggi però sono solo un ospite al cospetto di tutte le direzioni Lavori, Committenti, Societa delle funivie, Imprese  etc. che hanno lavorato alla Costruzione di questo megaprogetto da 105 milioni di Euro.
Il lavoro è partito nel 2011 e propone una tempistica   di circa 5 anni che appunto scade a maggio del 2015.
Infatti l’avvio ufficiale della Funivia è previsto per i fine maggio, primi di Giugno.
La prima fase dei lavori ha previsto la costruzione di una  grande teleferica di servizio per il trasporto delle attrezzature in quota con sbarco al Pavillon  (2173 mt)  e alla punta Helbronner ( 3462mt), teleferica attrezzata con un grande pianale metallico per  carichi ingombranti fino a 10 ton., inclusi mezzi d’opera, escavatori, muletti etc.. mentre  Il personale ha sempre viaggiato sulla vecchia funivia.

Vecchia stazione del Pavillon,  sulla dx il rifugio  tutt’ora esistente.
Il progetto ha previsto pertanto il mantenimento della vecchia funivia fintanto che non fossero ultimati i lavori di costruzione della nuova. Ed è stato scelto come luogo di partenza il grande piazzale  esistente vicino all’imbocco del Tunnel, praticamente contiguo ad Entreves ed alla Funivia della Val Veny.
Scelta praticamente obbligata  per poter disporre  di una facilità di accesso dalla strada statale del Monte Bianco e di grandi spiazzi di parcheggio che il piccolo villaggio di la Palud nella vicina Val ferret non poteva assolutamente permettere.
Infatti insieme alla  avveniristica stazione di partenza è stato costruito un grande parcheggio interrato da circa 350 posti auto.
In alto sulla punta Helbronner a quota 3462 è stato smantellato  il terzo segmento della vecchia funivia che collegava il rifugio Torino (nuovo)  alla Punta Helbronner, sul confine Italo francese e punto di arrivo della  piccola cabinovia a tre moduli che effettua la trasvolata della Mer de glaces  fino ai 3800 mt della Aguille du Midi. Per tutti questi anni quindi il collegamento  sulla cresta è stato affidato alla famosa e  faticosa scalinata di circa 200 scalini scavati in un lungo tunnel con arrivo in punta.
Punto saliente di questa costruzione è il profondo pozzo scavato nelle viscere della punta Helbronner, con il duplice scopo di  creare  un vano ascensore di collegamento verticale tra la Helbronner ed il Torino e contemporaneamente garantire l’ancoraggio delle grandi strutture metalliche della stazione di arrivo.
Lavoro immane che solo la grande tecnologia  delle imprese italiane  ha saputo realizzare in un contesto  climatico- ambientale estremamente difficile, e grazie soprattutto alle incredibili maestranze impiegate in questi anni che hanno saputo coniugare professionalità, dedizione e coraggio, da meritarsi veramente l’appellativo di eroi.
La nuova astronave atterrata sulla Punta Helbronner
La stazione intermedia del Pavillon a quota 2173 mt è stata costruita  in aderenza alla vecchia funivia con coperture tridimensionali in ferro alluminio del tipo nave spaziale, superfici curve  su tutte le dimensioni,  che racchiude al suo interno l’ arrivo della prima funivia, partenza del secondo tronco, ristoranti,  bar, zone comuni, terrazze, solarium, cinema, bar etc,  insomma  presenta  tutte le caratteristiche di un centro commerciale  avveniristico in alta quota. E attualmente è visibilissimo il contrasto tra il vecchio rifugio, tutt’ora agibile, la stazione di arrivo della vecchia funivia ed il grande Dome della nuova funivia.
E’ poi questo in ultima analisi l’obiettivo principale della mega funivia, trasportare in quota il più grande numero possibili di turisti, creare un ambiente confortevole con microclima artificiale, e permettere a tutti la visita dall’interno  del massiccio del  Mont Blanc, il meraviglioso Espace conosciuto in tutto il mondo, con vista sul Dente del Gigante, cresta di Rochefort, e via via  verso il gruppo vero e proprio con la cima del Monte Bianco di Courmayeur a 4748,  il grande ghiacciaio della Brenva e la inconfondibile Aguille de Peterey, simbolo della Val Veny.
Da Giugno, data di ultimazione dei lavori funiviari, si procederà allo smantellamento della vecchia funivia, almeno per quanto riguarda la parte meccanica, funi, piloni  rinvii, argani etc. Probabilmente verrà ristrutturata la parte edile della funivia al Pavillon e anche il Rifugio Torino nuovo. Il vecchio rifugio Torino, sede storica dell’alpinismo mondiale al Monte Bianco verrà probabilmente lasciato a se stesso.
L’impianto funiviario vero e proprio prevede la costruzione di due tronchi  con sistema a doppia fune portante, cavo traente e sistema a doppia cabina va e vieni.
Nel primo tratto sono stati realizzati tre sostegni intermedi, di cui i primi due sulle grandi pendici  valangose del mont Frety, motivo per il quale è stato praticamente rivisto il complesso sistema di paravalanghe.

Nel secondo tratto sono stati realizzati due sostegni intermedi che permettono un grande altezza rispetto alla configurazione orografica sottostante. Le cabine sono interamente rotanti sull’asse centrale verticale e permettono una rotazione completa nel tempo di percorrenza della tratta , tanto da permettere una vista a 360°   a tutti i passeggeri. Cabine davvero avveniristiche da 80 persone con una portata oraria di circa 800 persone/ora.
Ma la parte più entusiasmante è senz’altro lo sbarco della grande cabina alla stazione terminale di Helbronner dove ti sembra di entrare davvero nell’astronave madre in sosta nello spazio….. E una volta sbarcato nello spazio, vi attende la salita alla piattaforma aerea posta 14 metri più in alto con una vista  incredibile su tutta la Valle’ Blanche.
Dimenticavo di dire che se per caso  la nostra astronave dovesse  accidentalmente  guastarsi, sono state previste due cabine di soccorso  con motore diesel per il recupero  aereo delle persone viaggianti, quindi nessuna paura.



martedì 5 maggio 2015

Wings For Life World Run Verona 3 Maggio 2015

Sito Wings for life World run

Dal racconto dell'OrcoGianni

Domenica 3 Maggio 2015 a Verona si è corso a favore della ricerca per le lesioni del midollo spinale con la gara Wings For Life, partita in contemporanea con altre 40 location mondiali.
La gara di Verona è sicuramente una delle più belle per il paesaggio naturale e quello architettonico che accompagna i runners. E' anche uno dei tracciati più duri con molti tratti collinari talvolta impegnativi.
Una gara sentitissima da tutta quella gente che ti applaude e ti incoraggia; da balconi o cortili, dai bimbi che non si stancano mai di dare il cinque a chi passa.
L'organizzazione monumentale della gara, completa la scenografia dando a chi corre un momento tra sogno e realtà; con elicotteri targati Red Bull che sfrecciano, bike che seguono i gruppi, TVmoto e la tanto temuta catcher-car che ti insegue.
Si respira un'atmosfera diversa da altre gare, si corre senza sapere per quanto si correrà ed al sopraggiungere della catcher-car... beh le urla di gioia miste allo speaker che incoraggia lo scatto finale sono emozioni grandi.
Sono le 12:45 ed io con i miei compagni d'avventura siamo in griglia di partenza divisi per settori di chilometraggio.
Nella prima ci sono i Top Runner, nella seconda dai 42 km in su , la terza dove ero io ed i miei compagni dai 20 ai 42 km, mentre l'ultima dietro a tutti dai 5 ai 20 km.
Si parte, sono le 13.00 spaccate. Il botto con miliardi di coriandoli che ci danno la carica giusta.
I primi 10 km si corre nel centro di Verona tra zone vecchie, le vie antiche ed i negozi.
Cominciamo ad uscire dal centro e qui si comincia seriamente con salite lunghe ma non impegnative. La media oraria al chilometro è di  4min40sec, mi attacco al palloncino dei 35km ma purtroppo vanno troppo forte per me.
Cominciano le salite impegnative ed il ritmo cala, ma siamo al 25esimo km e non voglio mollare, mi passa il palloncino dei 30km così decido di attaccarmi a loro.
Faccio scorta di energia al ristoro e poi via fino a quando tra salite e curve sento arrivare la catcher-car . Ultimo strappo per arrivare ai 30km per festeggiare con la macchina il mio traguardo.
Dopo 30Km l'unica pecca da segnalare è il ritardo del servizio navetta che non è stato all'altezza di gestire il sorprendente numero di partecipanti all'evento.
In piazza Bra davanti all'Arena di Verona, con i vari maxi-schermi, prima di andare via, si è seguita la gara di Giorgio Calcaterra che ha regalato emozioni a tutti noi, seduti per terra o in piedi a fare il tifo mentre correva contro altri Top Runner in Austria e Cile.
Italia quarta con Giorgio, stancante, ma veramente unica.


domenica 3 maggio 2015

Mezza maratona di Varenne - Vigone(To) 3 Maggio 2015


Foto Mezza Maratona di Varenne 2015
Video Mezza Maratona di Varenne 2015
Classifica Mezza Maratona di Varenne 2015
Classifica 11km di Varenne 2015
Sito Mezza Maratona di Varenne
Sito di Varenne

Dal nitrito dell'OrcoPinoR
Sesta edizione della Mezza Maratona a Vigone dedicata al "Capitano" figlio del vento.
Il mitico cavallo pluricampione VARENNE, forse il miglior trottatore di sempre al mondo.
Adesso Varenne, nato nel 1995, riposa in uno degli allevamenti equini di Vigone, mentre noi Orchi per rimediare si corre.
Eccome se si corre...anzi si trotta.
Nelle mezze maratone si cerca di dare tutto essendo una gara per cosi dire "veloce".
Il paese di cinquemila anime è stato coinvolto con un mare di volontari. Complimenti a chi ha avuto l'idea e la forza per muovere una simile moltitudine.
Dodici Gli Orchi oggi a Vigone;  tre alla 10km ed otto alla 21km. La gara è valida quale prova dell'ormai famoso Trofeo "Orco dell'anno 2015".
Il percorso composto da due giri di 10km cadauno con partenza dal centro del piccolo comune di Vigone(To). A seguire un giro ad anello che tocca i famosi allevamenti di cavalli tra cui la cascina Rondello dell'allevamento il Grifone dove pensiona il mitico Varenne.
Senza la pioggia ed il sole, che a maggio sa essere cattivo, è il giorno ideale per correre ed alla partenza ci contiamo in circa mille atleti.
Al termine della manifestazione oltre all'abbuffata di squisite arance, ci accorgiamo che il nostro OrcoPippo risulta primo di categoria.

Caro Varenne, come vedi Gli Orchi anche se in là con gli anni corrono ancora mentre tu, tra un vernissage ed una puledra, ti sei ormai definitivamente arrugginito.

sabato 2 maggio 2015

Sci Alpinismo Monte Thabor - Vallée Etroite (Francia) 2 Maggio 2015

Foto Sci Alpinismo Monte Thabor

Dal racconto dell'OgreDoctor

quota di partenza (m): 1769
quota vetta (m): 3178
dislivello complessivo (m): 1400
tipo itinerario: pendii ampi
difficoltà: BS
esposizione preval. in discesa: Sud-Est
località partenza: Grange di Valle Stretta (Névache, 05)
punti appoggio: Rifugio III Alpini - Rifugio Re Magi




Audentes fortuna iuvat. E si abbiamo avuto una fortuna strepitosa, azzeccando l'unica giornata di sole in questo weekend, per il resto dominato da un tempo grigio. Era probabilmente l'ultima possibilità di portare a termine questa gita con le pelli, già programmata per il 25 aprile e abbondonata per mal tempo.
Ci abbiamo creduto fortemente, anche al mattino presto (5.30) quando, facendo capolino fuori dalla finestra, Giove Pluvio sembrava non darci nessuna chance!
Alle 6.30, puntuale come un orologio svizzero, mio cognato OrcoFabio (orco ad honorem) mi raccatta, assonnato, in quel di Savoulx e insieme recuperiamo l'OrcoGinnastico, al secolo Giovanni. Ci dirigiamo verso le Grange di Valle Stretta, che , in questa stagione, si raggiungono con la macchina.
Di prendere un caffè, prima di avviarci, non se ne parla: il Rifugio Re Magi, forse sarebbe meglio chiamarlo Ristorante Re Magi (li poss...), è chiuso, dormono tutti; il III Alpini, invece, è aperto, ma non troviamo nessuno. L'imperativo: espletare i bisogni fisiologici! Risolto questo arduo compito, reso "infuocato" dalla pizza calabra (cipolla rossa di Tropea, 'nduja e aglio), la gita appare sicuramente in un'altra luce!
Finalmente si parte. Fino alla Maison de Chamois, viaggiamo in scarpette da trail con sci e scarponi attaccati allo zaino. A questa quota di neve nemmeno l'ombra. Dietro la colonia alpina cominciano le prime lingue di neve che si riveleranno continue e ci permetteranno di non togliere gli sci fino in cima.
Il percorso è tracciato con delle bandierine rosse e comunque sono visibili, almeno nella prima parte, vistose tracce lasciate da altri sci alpinisti. Oggi, in realtà, non siamo in molti su questo percorso, nonostante la bella giornata! Qualche ciaspolatore e altri due o tre sciatori.
Mano a mano che si sale, il manto nevoso è compatto e lo strato di neve in cima è almeno di un metro e forse oltre. La neve è ormai pesante. Sul pendio finale, che porta alla Cappella del Thabor, un vento di tormenta ci spazza come foglie. E' talmente forte e radente che la traccia fra me e Giovanni, dietro di 50 metri, letteralmente scompare. Ma non ci sono pericoli oggettivi e arriviamo agevolmente in vetta. In realtà la vera vetta è poco dietro alla cappella, ma nessuno si è avventurato oltre e così, anche noi, soprassediamo.
Salire è la parte facile! Con l'allenamento da trailer, nonostante il peso della mia attrezzatura, i 1400 metri di dislivello sono volati; solo passati i 3000 metri, la poca abitudine alla quota si è fatta sentire, costringendomi a rallentare la marcia. In discesa mi arrabatto e verso la fine riesco a fare anche qualche accenno di serpentina. Considerando che questa è la mia prima e ultima gita dell'anno di sci alpinismo, mi ritengo più che soddisfatto.
Una bella giornata, insomma, in un ambiente di una bellezza da togliere il fiato.
Alla fine i km saranno 18 e il dislivello 1400. L'unico neo di questa gita è l'avvicinamento, ma oramai a noi Orchi non ci spaventa più nulla! Cosa saranno mai 18 km!
W Gli Orchi

W La Montagna

Maratona del riso Santhià(Vc) 1 Maggio 2015

Classifica Maratona del riso 2015
Sito Maratona del riso

Dal racconto dell'OrcoPolare
Come trascorrere la giornata del 1°Maggio, festa di tutti i lavoratori ? Perchè non fare qualcosa di tranquillo, tipo una grigliata con gli amici, una mangiata in agriturismo ? No, faccio una Maratona ! E così sia. Ore 5,30 giù dalle brande, si parte direzione Santhià, Maratona del riso !
Partenza fissata per le ore 9.00 da piazza Aldo Moro in Santhià, si percorreranno i fatidici 42km e 195 metri attraversando i paesi di Bianzè, Carpeneto, Crova, Salasco, San Germano, Tronzano. Circa 350 i maratoneti partenti, prevista anche una maratonina, una 10 km, la Stra Santhia e per non farsi mancare nulla, anche la corsa dei bambini.
Giornata piuttosto nuvolosa, senza pioggia e temperatura attorno ai 12 gradi, clima ideale per correre. Decido di correre con le lepri delle 3:15 nella speranza di riuscire a migliorare il mio personale, ma non sarà cosi … Ore 9:00 in punto, sparo. Si parte ! Si esce dal paese in direzione Bianzè, dopo un paio di chilometri iniziano gli interminabili campi coltivati a grano le mitiche risaie del vercellese.
Paesaggio tanto caratteristico quanto disarmante nei momenti di crisi. Lunghissimi rettilinei pianeggianti spersi in mezzo ai campi, quà e là qualche casolare dove sembra che il tempo si sia fermato. Corriamo bene, teniamo un passo di 4,35 – 4,40, passiamo i 10000 a circa 45 min, la mezza a circa 1h40 ma al 26 esimo arriva la prima crisi, sono costretto a ridurre l'andatura, se vado avanti così scoppio e non ho alcuna intenzione di farlo ! Così riduco l'andatura di qualche secondo, mi sento meglio e recupero un po' di terreno.
Cerco di non pensare alla stanchezza che km dopo km si fa sentire sempre più pesantemente . La monotonia del paesaggio circostante non aiuta un gran chè … e menomale che il sole è nascosto da grandi nuvoloni grigi altrimenti sarebbe stata una tragedia. Ma i km in qualche modo li devi far passare, stringi i denti, cerchi di divagare con la mente, ti auto convinci che sei una bestia e non devi mollare per nessuna ragione e così triti km su km fino al traguardo.
Ed il traguardo finalmente arriva, un gruppetto di spettatori attende i maratoneti al bordo delle transenne. Fermo il mio cronometro a 03:25:42 , un'altra sfida portata a termine !
E dopo tanta fatica una bella mangiata in agriturismo a Viverone (Casale Veneria), ottimo cibo e vino ad un prezzo veramente contenuto. Fortemente consigliato !

Viva gli Orchi