martedì 21 gennaio 2014

30° Cross della Pellerina Torino 19 Gennaio 2014

Foto 30' Cross della Pellerina 2014
Classifiche 30' Cross Pellerina 2014

Dal racconto OrcoPinoR
La prima gara Fidal per la società TO254-Gli Orchi Trailers ASD  non poteva non essere inserita nella lista degli eventi di questo che si prevede un Ultra 2014.
Pensate che nulla si possa dire su questo sito gara? Niente di più sbagliato.
Una delle motivazioni sull’attribuzione del nome al Parco della Pellerina, potrebbe essere per via della strada Pellegrina, utilizzata dai pellegrini, che dalla Francia portava alla città Santa di Roma.
Il tracciato gara è antistante le non ancora dismesse ex.acciaierie Thyssen-Krupp, chiuse definitivamente dopo il terribile incidente sul lavoro del Dicembre 2007 che ha visto morire 7 operai.
Ogni volta che guardo quel catafalco il pensiero è struggente.

Il parco della Pellerina è il più grande parco all'interno di una città che si conosca in Italia, attraversato dal fiume Dora Riparia è molto utilizzato dai podisti Torinesi poiché offre bei tracciati per allenamenti, su bei viali alberati con sterrati e con piccole collinette.
E’ qui che si allenano gli atleti dell’Atletica Est.
Il fine settimana il parco è molto frequentato per i picnic le passeggiate, le sue passeggiatrici e per la sua piscina estiva.
Oggi il parco offre un tracciato  per la prima gara regionale Fidal di Cross organizzata dalla società GSPT e con la collaborazione degli Amici della Pellerina.
Circa 1000 gli atleti in competizione nei prati del parco dove è stato ricavato un giro ad anello di due chilometri. Il numero di giri da percorrere dipende dalla categoria a cui si appartiene, e i dieci Orchi sono distribuiti in tutte le categorie dei Master.
Siamo sul campo di gare dalle 8.30, umidità e temperature miti mutano il fondo del percorso da morbido a fangoso e dopo che sono partite  le prime batterie  anche a pantano per facoceri.
Per affrontare un tale percorso la scelta delle scarpe… si rivela complessa.
I maestri del cross; OrcoNerio, OrcoAnna, OrcoGiuseppAntonio sono per le chiodate.
Anche OrcoPolare fa lustro di un paio di scarpe chiodate dono di un suo compaesano datate anno 2000. OrcoPolare dice di averci trovato un nido di topi campagnoli all’interno, ma dopo una ripulitura ed una prova sembrano quasi nuove.
Io opto per un paio di CrossLite La Sportiva perfette per questo tipo di gare.
A fare da appoggio logistico al campo gara è la cascina Marchesa, ex rudere del parco riattato dalla società Turin Marathon con servizi e bar annesso dove, tra un caffè e l'altro ammazziamo il tempo in attesa delle proprie batterie.
L'OrcoPippo ci segue come una chioccia; ci consegna i pettorali ed il chip, ci regala le spilline, fa da punto guardaroba prima delle partenze.
Ma l'ora di correre arriva per tutti, anche per me. I dieci chilometri li sfango in 44min e 50sec non male come inizio stagione e per mettere in moto il diesel del Trail.

venerdì 17 gennaio 2014

Trail Blanc di Serre Chevalier 12 Gennaio 2014


Sito Trail Blanc di Serre Chevalier
Edizione 2012

Dal racconto dell'OgreExtreme

Nuova stagione, vecchie gare. Ritorno dopo 3 anni sui sentieri innevati di Serre Chevalier dove quest’anno si disputa la 13^ edizione del Trail Blanc e della Guisanette. La prima con i suoi 28 km e 800 metri di dislivello da sempre attira l’elite francese (e non solo) di questo tipo di specialità della corsa off road. Per chi ha nelle gambe l’allenamento per queste distanze, la difficoltà di questa gara è quasi esclusivamente legata alla natura della neve che si trova sui lunghi tratti di strade interpoderali che attraversano i boschi e che lambiscono l’ingresso a valloni famosi e ben conosciuti a chi ama lo scialpinismo: valloni come quello del Tabuc o del Fonteil sono un vero paradiso per lo skialper, anche quello più esigente.
Ma torniamo a noi. Circa 800 i partecipanti a questa edizione 2014 distribuiti sulle due gare sono pronti a partire. Lo start alle 8:45 dalla piazza di La Salle Les Alpes dove è posta sia la partenza che l’arrivo di entrambe le gare.

Un brevissimo falsopiano nevoso (che non è altro che l’arrivo di una pista da sci) allunga subito il serpentone; attraversato un ponte si svolta a destra e si prende a salire per il terribile muro innevato della stessa pista che permette in pochi minuti (ma è più corretto dire in un paio di minuti) di avere il folto gruppo praticamente in fila indiana.
Le gambe stranamente trovano subito un ritmo accettabile; forse anche l’allenamento mirato a gare più brevi comincia a dare qualche piccolo frutto. Fatto sta che piacevolmente prendo un ritmo che senza problemi,  anche nei tratti più impegnativi con neve soffice, mi permette di arrivare al paesino di Les Boussardes in buone condizioni. Qui è posto il giro di boa; un tratto su neve ben battuta e asfalto permette di tirare il fiato in vista dei chilometri più impegnativi della gara; adesso mi aspettano due salite con pendenze mai proibitive, sempre corribili, ma comunque di una certa lunghezza che con la neve si faranno sentire.
Le discese seguenti alternano ripidi muretti e lunghi tratti dove per fare un minimo di velocità bisogna spingere, ma spingere su questa neve è faticoso e richiede tante energie. La frequenza cardiaca è sempre alta e la corsa si fa dura. Ancora una salita e finalmente l’ultima discesa per arrivare al ristoro di Le Monetier. Sto bene, ma un po’ in riserva. Bevo, mangio un po’ di frutta; ancora cinque chilometri e ci siamo. Cinque chilometri che essendo scorrevoli, con la gamba ancora tonica possono essere un trampolino di lancio verso una buona prestazione diversamente possono diventare un calvario su cui trascinarsi.
Riparto guardingo, poco alla volta provo ad accelerare; ci riesco ancora, prendo una buona andatura.
Un lungo tratto in leggera salita e poi finalmente la discesa leggera, graduale quel tanto che basta per far muovere le gambe un po’ più velocemente ed arrivare al traguardo ancora di slancio e con l’entusiasmo di sempre, un’altra volta, ma come se fosse sempre la prima.
Un’altra stagione di trail è iniziata, altre emozioni mi attendono.

martedì 14 gennaio 2014

Ciaspole Scialpinismo Pointe de la Pierre Aymaville (AO) 12 Gennaio 2014

Foto Point de la Pierre

Dal racconto dell'OrcoDavid

Pointe de la Pierre 2650 m.
Aymaville, fraz Ozein, Valle di Cogne (AO)
disl. 1250 m.

Neve, si diceva settimana scorsa: abbondante e adesso anche abbastanza stabile, per di più in un contesto climatico pre-primaverile.
L'imperativo è sfruttare al massimo l'occasione ed allora, complice l'OrcoCamola,  decidiamo di proporre agli Orchi una classica dello scialpinismo/racchette della Valle d'Aosta.
Le mete invernali sono solitamente cime poco significative dal punto di alpinistico, le vette più importanti sono solitamente raggiunte da scialpinisti forti e ben allenati nella tarda primavera. Pointe de la Pierre non fa eccezione; è poco più che un panettone all'inizio della Valle di Cogne. Ma come ogni elevazione posta all'imbocco delle valli, per di più in quel paradiso in terra che si chiama Valle d'Aosta, anche l'umile Pointe della Pierre è in grado di regalare bellezza a piene mani.

Complice un cielo dipinto dalle sole tonalità del blu, la giornata, di cui io e OrcoCamola siamo gli unici attori tra gli Orchi, scorre veloce nel tentativo inutile di scannerizzare continuamente le montagne che ci circondano, alternando stupore ed emozione di una visione a 360 gradi di cime, creste, guglie, pareti. Ai runner più incalliti evidenziamo che dalla cima si può ripercorrere mentalmente quasi tutto il Tor de Geant poiché la vista spazia dal vicinissimo Emilius e dalla Becca di Nona alle montagne del gruppo del Gran Paradiso, con la Grivola in primissimo piano; per passare dalla zona del Piccolo San Bernardo. In seguito, proprio di fronte a noi, sua Maestà il Bianco con tutti i suoi satelliti, le valli centrali con il Grand Combin e poi passando per la Tete de Valpelline e la  dent d'Herens per arrivare al Cervino e subito dopo al gruppo del Rosa. Scattiamo foto su foto ma c'è sempre qualche altro pezzo che uno vorrebbe prendere e portare a casa, per piazzarlo fuori dalla propria finestra.

Quello che è successo prima passa quindi in secondo piano ma vale la pena di essere descritto. La gita parte da  uno spiazzo poco oltre l'abitato della frazione di Ozein e percorre una strada forestale, che è possibile “tagliare” in più punti e  che raggiunge gli alpeggi prima di Romperein e poi di Champcheneil. A questo punto il bosco finisce e l'itinerario segue la dorsale per massima pendenza.
Lo scarsissimo sviluppo metrico (5,77 Km) fa si che ci sciroppiamo i 1200 metri di dislivello in meno di tre ore, pause comprese. In cima una stranissima assenza di vento ci permette di scattare altre foto e di gustare i nostri “sanguis” (sandwiches in versione barotta).
E' ora di scendere, la neve di oggi non è più la farina di domenica scorsa, il caldo fuori stagione se da un lato “coccola” escursionisti di solito infreddoliti, dall'altro ha reso la neve crostosa ed il vento ha contribuito a spelacchiare un po' la cresta e a riempire  gli avallamenti del terreno. Ma oggi tutto passa in secondo piano, io come ciaspolatore poi non necessito della “powder” per cui stravedono gli scialpinisti, ma anche OrcoCamola, oggi sci-munito (ma forse è meglio scrivere munito di sci, a scanso di equivoci...) si dimostra soddisfatto mentre in discesa disegna ottime curve su un pendio letteralmente “arato” dal passaggio di molti predecessori nei giorni precedenti.
In poco tempo ci troviamo agli ultimi  tornanti della strada forestale e poi alla macchina, con il sole che filtra nel bosco, ancora abbastanza alto nel cielo. Si scende a valle, siamo consci che sta finendo una di quelle giornate che costituiscono uno dei regali più grandi che la montagna ci possa fare.  A noi Orchi spetta il compito di conservare e divulgare sempre lo spirito  che  permetta di apprezzare ed amare tali regali.
W la montagna, W gli Orchi

mercoledì 8 gennaio 2014

Ciaspole Madonna del Cotolivier Chateau Beaulard(To) 6 Gennaio 2014

foto Ciaspole Madonna del Cotolivier

Dal racconto dell'OrcoDavid

Madonna di Cotolivier 2110 mt. Valle di susa
Partenza Chateau Beaulard
dislivello 750 mt circa

E' un inizio di  inverno assai strano, questo della stagione 2013/2014. Le temperature sono miti (ma a questo siamo ormai piuttosto abituati), ma le precipitazioni sono state molto abbondanti, con nevicate 1200-1300 mt in su!
Agli Orchi, la neve piace come pochi elementi al mondo.
Risveglia sentimenti fanciulleschi, ingentilisce l'animo di questi esseri descritti come brutti  e cattivi ma in fondo bambinoni cresciuti.
Il prologo bianco c'era stato ad inizio dicembre, con il Night winter Kilometer di Sansicario, corsa notturna di 1000 metri di dislivello su per una pista da sci. Allora la neve non era ancora molta e tutto sommato è andata bene così.
Poi, a più riprese la bianca signora ha ammantato le nostre montagne di una coltre spessa e morbida, lasciando a noi, orchi di pianura, pioggia e fango.

Le prime sortite per prendere confidenza con la neve, sono state le bellissime uscite con gli sci stretti in quel di Pragelato e di Brusson. L'ultimo dell'anno altri Orchi hanno affrontato la classicissima a noi più comoda, la salita alla Punta dell'Aquila in Valsangone, lasciandomi la voglia di sgambettare sul bianco.
L'occasione si è presentata il 6 gennaio con gli amici Marco ed Emma, accompagnatori naturalistici che hanno in programma  un censimento sull'avifauna dalle parti del Cotolivier, nei pressi di Beaulard.
Ottimo! Si possono unire le due cose, li accompagno volentieri.
La Cappella della della Madonna del Cotolivier è situata a quota 2100 mt. circa sul culmine di un pendio boscoso spartiacque tra Oulx e Beaulard. Quando c'è neve, come adesso, è una classica scialpinistica/ciaspolatoria facile, sicura e bella.
In extremis, il sabato pomeriggio mi chiama l'OrcoCamola, che ha proposto agli altri una gita quasi identica, che trovate relazionata sopra. Decidiamo di provare a darci un gancio direttamente sul posto, ma gli altri orchi sono senza ciaspole. Oggi però è impossibile senza gli sci o i plasticoni salire su sentieri che non siano più che ben battuti. Loro infatti si dirigono verso il rifugio Rey, noi siamo già sui pendii del Cotolivier. Ci si sente per telefono e ci si saluta...alla prossima cari orchi, se non si mette a fare troppo caldo, ci saranno sicuramente altre occasioni.
Sul percorso oggi ci sono parecchi scialpinisti e ciaspolatori. La giornata scorre tranquilla con un ritmo rilassato su splendidi pendii innevatissimi con un clima mite, più simile a marzo che ad inizio gennaio. Oggi va bene così, godiamoci il momento, domani le parole d'ordine saranno di nuovo  la fretta, il caos, e la frenesia della città.
W la montagna, W gli Orchi!!!


martedì 7 gennaio 2014

Gita Rifugio Guido Rey Beaulard(To) 6 Gennaio 2014

Foto Gita Rifugio Rey

Dal racconto dell'OrcoCamola

Le festività sono giunte al termine e domani si ricomincia la vita scandita dagli orari lavorativi.
Non amo particolarmente le feste natalizie ma quest'anno sono state importanti per recuperare un po' di stanchezza. Ci sono state delle buone nevicate e vorrei chiudere questi giorni di vacanza con una gita in montagna.
Chiamo i miei soci Orchi abituali e propongo loro una gita sugli sci da fondo.
Niente ... bocciata.
Va beh ...
"Andiamo comunque a pestare un po' di neve... approfittiamo del bel tempo!".
"Rifugio Rey sopra Beaulard? ..." Ok, venduto.

A Beaulard si arriva in fretta e con il rifugio abbiamo un punto di appoggio per mangiare al caldo. Partiamo senza ciaspole ma siamo confidenti che il tracciato molto frequentato sia percorribile con gli scarponi.
Gli Orchi 730, Joack, Camola e Zoppo sono della partita. Chiamo anche OrcoDavid che si è appena organizzato con altri amici. Il caso vuole che anche lui venga a camminare nella stessa zona verso la Madonna del Cotolivier.
Alle 9.30 circa siamo a Chateau Beaular e tentiamo anche noi di dirigerci verso il Cotolivier confidenti di incontrare OrcoDavid. Ci rendiamo subito conto che la traccia poco battuta non ci permette di procedere senza ciaspole; ok puntiamo diretti al Rifugio Rey poi se vogliamo da li possiamo salire ancora.
La neve asciutta e farinosa è ancora sugli alberi: il bosco è splendido.
Siamo contenti e in meno di un'ora siamo al rifugio. Incontriamo alcuni colleghi di lavoro che salgono con gli sci e l'amico Luigi del Cai di Val della Torre che conosciamo per l'organizzazione della Maratona Alpina.
Abbiamo ancora voglia di salire e decidiamo di continuare verso San Giusto. Dopo 200 metri ci rendiamo conto che senza sci e ciaspole è impossibile continuare, si sprofonda fino alla vita. Nessun problema per non stare fermi si scatena un 'tutti contro tutti'. Basta una spintarella per trovarsi intampati fino alle orecchie.
Particolarmente agguerriti sono Orco730 e OrcoZoppo che rimedia una bacchettata sul naso (che male!).
Foto di gruppo e indietro al Rifugio dove pranziamo e ci cambiamo al calducio.
Rientriamo corricchiando e la traccia percorsa in discesa sembra una pista da bob: Paolo e Gabriella simulano le curve come se fossero sul bob. Siamo sfiniti dalle risate.
"Dai facciamo ancora qualche foto"
Mario ci spiega che l'autoscatto fatto con la macchina in mano si chiama 'selfy'.
Il pianoro finale è illuminato da una bella luce laterale e sembra quasi che nessuno di noi voglia raggiungere l'auto.
Ok allora vai di selfy ... ogni scusa è buona per far durare il più a lungo possibile un momento bello come questo.



Mini Trail Val Ceronda Vallo Torinese (To) 5 Gennaio 2014

foto Mini Trail Val Ceronda

Dal racconto OrcoPinoR
Le festività sono al termine e per scacciare la malinconia del ritorno al tran-tran quotidiano ci concediamo ancora un mini-trail a chilometri zero nella vicina Val Ceronda.
Poco conosciuta questa piccola valle del Torinese con i due comuni di Vallo e Varisella.
La prima perturbazione di Gennaio 2014, ci ha regalato una spruzzata di neve anche a bassa quota.
L'intento è quello di salire al Passo della croce per ammirare i fantastici panorami sulla Valle di Viù con i due monti cardini della valle il Rocciamelone e la Ciamarella  senza  dimenticare l'Uia di Mondrone e la torre D'Ovarda.

Il ritrovo in piazza S.secondo a Vallo Torinese dove parcheggiamo le macchine.
Su un ripido nastro d'asfalto ci portiamo subito alla Cappella di S.Rocco sito in un bel bosco di querce, betulle, pini silvestri ed con alcuni vecchi ippocastani che fanno da ingresso alla cappella stessa, dove scattiamo le classifiche foto di rito con gli otto orchi partecipanti a questo mini Trail. Ecco i numeri:

- Distanza 8km andata e ritorno
- 800D+
- Partenza ed arrivo Vallo Torinese(To) piazza s.Secondo
- Localita Val Ceronda

Salendo subito a vista e' possibile vedere il Passo della Croce sito 1256 slm, alla sua destra il Monte Turu mentre alla sua Sinistra il Monte Druina ben conosciuto, da Gli Orchi, per via di una escursione del 2007.

Superiamo il guado sul Rio Tronta che da il nome all'omonimo vallone e ci portiamo su un bel sentiero tracciato, il fondo non proprio agevole ma oggi non abbiamo nessuna fretta.
Il sentiero da quanto si sa, fu utilizzato per il commercio con la Valle di Viu in epoche passate e più recentemente utilizzato nella seconda Guerra Mondiale.
A circa 800 metri la prima neve e man mano che si sale la precipitazione nivologica si fa più abbondante raggiungendo poi al Passo della Croce circa i venti centimetri.
In cima, troviamo già quattro Orchi che ci avevano di buona lena preceduto.
Un casotto aperto da un pò di riparo dal vento che spira freddo dalla Val di Viù. E'  li che troviamo i quattro Orchi infreddoliti...
Ci spostiamo in cima al passo dove si trovano  una croce ed una  statua dedicata alla Madonna, il panorama sulla Valle di Viu' imbiancata è a dir poco mozzafiato, le foto che potrete ammirare ampiamente lo dichiarano.
Dopo i panorami e le foto insieme ci dividiamo orchescamente la crostata di frutta portata dall'orco730, trasformatasi nel frattempo nella Befana degli Orchi ed il thè portato dall'OrcoPinoR.
Un veloce ristoro poichè gli Orchi arrivati per primi ed infreddoliti vogliono presto scendere nelle terre degli Uomini.


domenica 5 gennaio 2014

BUON 2014

Auguri dall'OrkoMekkaniko

Auguri Orki

Dicono che gli orchi
siano un popolo che odia chiunque
non appartenga alla stessa stirpe.
Gli ORCHI che conosco io
sanno che esiste solo un'unica stirpe,
sotto lo stesso cielo.

Dicono che gli orchi
divorino i bambini.
Gli ORCHI che conosco io
i bambini li vezzeggiano e li coccolano,
anche quando non sono i loro.

Dicono che gli orchi
vivano al riparo delle tenebre.
Gli ORCHI che conosco io
le tenebre le scacciano
con le pile tascabili
e la forza della loro allegria.

Dicono che gli orchi
venerino divinità lugubri e crudeli.
Gli ORCHI che conosco io
venerano la millenaria
maestà delle montagne.

Dicono che gli orchi
amino pascersi
delle sofferenze dei più deboli.
Gli ORCHI che conosco io
i più deboli li aspettano
per continuare la strada insieme
sino al traguardo, ovunque esso sia.

Dicono che gli orchi
rechino solo morte.
Gli ORCHI che conosco io
portano con sé
l'energia più antica
e inarrestabile dell'universo,
quella della vita.

Dicono che gli orchi
amino la vista dei paesi in fiamme.
Gli ORCHI che conosco io
amano la vista che si gode dalla
vetta appena conquistata,
dopo tanta fatica.

Dicono che gli orchi
si delizino al suono delle urla di dolore.
Gli ORCHI che conosco io
vivono per il silenzio delle cime innevate
e per l'eco delle risate dei loro amici.

Dicono che gli orchi
abbiano già conquistato questo mondo,
rendendolo un posto triste e pauroso.
Gli ORCHI che conosco io
mi hanno insegnato che questo mondo
si può ancora cambiare
e l'anno e il futuro che verranno
ora fanno molto meno paura.

Buon 2014 a tutti,
Amici ORCHI!

Da Zte, l'Orkomekkaniko