domenica 22 aprile 2012

Maratona Alpina di Val Della Torre 22 Aprile 2012


Foto Maratona Alpina Val della Torre 2012
Classifica Maratona Alpina Val della Torre 2012


Edizione 2011
Edizione 2010
Edizione 2009
Edizione 2008

"Credo proprio di aver conosciuto
un mondo ancora immutato dalle sue origini.

Terre estreme, immense e ancora senza storia,
dove nulla muta ma tutto si ripete in un ciclo eterno...

Con la mente ho spaziato sognando
Impossibili orizzonti fino a dare proporzioni umane agli infiniti,
fino a confondermi nell'universo."

Walter Bonatti

Dalla lettera dell'OrcoAntonio


Sono uno degli ultimi arrivati fra gli ORCHI e da subito ho apprezzato lo spirito che lega insieme persone diverse, ma accomunate dalla stessa insaziabile voglia di correre in montagna e all'aria aperta, con l'unico fine di godersi la bella giornata in compagnia.

E' innegabile, però, che dentro ognuno di noi, ci sia una sana competizione, non con gli altri, ma con soprattutto con se stessi, per superare i propri limiti, per buttare il "cuore oltre l'ostacolo". E' una cosa naturale e da promuovere se rimane nei confini del lecito nel rispetto del proprio corpo e degli altri come recita la "pelle dell'Orco", altrimenti non saremo mai progrediti in nessuna delle attività di noi "umani".

Lodare la prestazione sotto le 7 ore come ha fatto Andrea o Pino a mio avviso non significa "premiare" alcuni a discapito di altri o dare troppa enfasi al tempo impiegato.

Per me era la prima esperienza a Val della Torre e la terza volta che correvo su queste distanze (di cui una volta su strada e senza dislivello) e nemmeno sapevo che stare sotto le 7 ore potesse rappresentare una buona prestazione.

Di questa giornata conservo il ricordo di aver fatto con Matteo un buon tratto di gara, di Greg che mi ha raggiunto verso la fine, l'incitamento a seguirlo e a fare l'ultimo pezzo insieme, il dono, da un ragazzo sconosciuto, della sua borraccia piena (io avevo finito la mia riserva idrica ed ero completamente a secco), gli splendidi panorami, il clima di festa in partenza e infine la soddisfazione di aver dato il massimo che potevo dare, di aver lottato fino alla fine, di non aver ceduto alla stanchezza. Solo al traguardo ho saputo di essere 38^ in 6:55, il mio risultato migliore di sempre.

Se questo risultato sia rilevante in senso assoluto o rispetto ad altri non ha nessuna importanza, è importante per me, e credo che per gli altri sia lo stesso, altrimenti correrei su strada, con l'assillo del cronometro, contando in modo maniacale i secondi risparmiati dalla volta precedente.

Se fossimo un Team come quelli che vanno di moda oggi, saremmo sicuramente stati uno squadrone domenica!!!!

W GLI ORCHI

mercoledì 18 aprile 2012

Trail dei Gorrei 15 Aprile 2012


Classifica Trail dei Gorrei 2012 - 45km

Dal racconto dell'Orco Raffaella

Trail dei Gorrei… Acquiterme 15 aprile 2012… una bella lezione…

Questa volta mi ero preparata per benino.. la sera prima avevo messo in carica la macchina fotografica e mi ero ripromessa di fare un bel po’ di foto.. come il nostro presidente mi chiede sempre… per poi lasciarla in camper la mattina della partenza. La prossima gara cercherò anche di ricordarmi di riporla nello zaino!! Promesso!!!

Sabato pomeriggio io, Stefano e Patrizia arriviamo a Moretti sotto la pioggia che con la sua melodia ci terrà compagnia per tutta la notte. Ad accoglierci parte degli organizzatori, gentili, sorridenti e davvero tanto disponibili a spiegarci il tracciato ed a consegnarci il pacco gara.
Domenica mattina appena svegliati ci affacciamo fuori ed una nebbiolina fa capolino alla partenza insieme a noi, infreddoliti ma sorridenti di incontrarci con volti amici. Ci sono Davide e Bortolo (i miei amici genovesi con cui mi alleno in terra ligure) Gino, Fabio e tanti altri volti familiari. Ma bando alle ciancie.. è il momento della partenza!!!
Il trail dei Gorrei lo considero davvero un gran bel trail. Nonostante la pesantezza del terreno dovuta al fango, I boschi, i passaggi in cresta e l’ultima salita al Berton lo rendono una gara davvero incredibile. Parliamo di km, di dislivello ma poi ogni gara fa storia a se.
Davvero una bella organizzazione, molti volontari sul percorso ed una buonissima pasta e fagioli all’arrivo!!!!!

Personalmente domenica ho nuovamente imparato qualcosa.. Stefano dice che sono più cocciuta di un mulo (non me ne vogliano tutti i muli sulla faccia della terra…). Avevo deciso ancora prima di vestirmi come dovevo fare la gara.. già la gara.. forse l’errore è stato tutto qui.. considerare un trail solo una gara a tempo. E’ stato come perdersi già a priori tutto il piacere di passare qualche ora sui monti. E’ vero, abbiamo un pettorale, siamo lì per metterci a confronto soprattutto con noi stessi. Però, come in tutte le cose, probabilmente la verità sta nella giusta misura. Sono partita cercando di rispettare una mia immaginaria tabella di marcia. Correndo in discesa, verso il 20 km, ho sbagliato strada (peraltro perfettamente segnalata) e ,solo dopo 700-800 metri, io ed un gruppetto ci siamo accorti che non era quello il giusto percorso. Risalgo con l’ansia di aver sbagliato. Volevo recuperare il terreno perso e non mi sono accorta di aver accelerato troppo fino a quando poi è stato il mio fisico a ricordarmelo.
Così ho rallentato il passo ma ormai la frittata l’avevo fatta… ho incontrato Steu che mi è sembrato un angelo (come se già non lo pensassi!!!) e con lui e con Patrizia, che era poco più avanti, ho finito poi la gara. Dopo un po’ di km (e soprattutto dopo aver recuperato le forze…) ritrovo il gusto ed il piacere di assaporare ciò che ci sta intorno..

il profumo dei boschi,
il colore delle pietre..
le nuvole ed il sole
che in certi sparuti
momenti ci viene a salutare.


Insomma noi siamo fatti di testa, cuore, muscoli ed articolazioni.. sta a noi capire la melodia di ogni nostra parte altrimenti ne viene fuori davvero solo una bella cacofonia. Grazie ad un orco che per me incarna davvero tutta l’essenza di questo sport domenica mi sono ricordata il perché passiamo così tanto tempo sui monti con uno zaino sulla schiena..e mi è tornato il sorriso alla prossima..

Orco Raffa

domenica 15 aprile 2012

24 ore di Torino 14 Aprile 2012


Foto 24 ore di Torino 2012
Classifica 24ore di Torino
24ore di Torino preda de' GliOrchi, una corsa sotto una pioggia battente, ecco come hanno trascorso GliOrchi questo fine settimana... ma al fine...

Dal Messaggio dell'Orco Gabriella grandissima prestazione 2'Assoluta:
..Con 141,369 km, tante vesciche e tanto freddo, ho finito 2' assoluta e ho vinto il titolo di Campionessa Regionale!...

Ma ecco il racconto personale di Gabriella:
Cosa mi ha spinto a iscrivermi ad una 24 ore?
Non trovo risposte, dovevo provare e basta.
Sabato ore 9, Parco Ruffini, parcheggio l’auto, ritiro il pettorale e mi guardo attorno.
All’interno del Palazzetto, incontro l’Orco Andrea e l’Orco Marcello, iscritti alla 6 ore, due parole e via a cambiarmi, si sta facendo tardi.
Nello spogliatoio femminile c’è un bel clima sereno, ci si scambiano consigli, tutte sorridono e scherzano
(quanta differenza con il clima che precede ad esempio una 10 km!).
Usciamo dal Palazzetto, dicono che manchi poco. Io non ho portato il Garmin e neppure un semplice orologio: il mio amico-allenatore-consigliere mi ha detto di fregarmene dell’ora, del passo, dei km e di correre a sensazione.
Mi porto sotto l’arco della partenza, pochi minuti e…..inizia l’avventura!
Con le donne conosciute nello spogliatoio giro per più di un’ora, chiacchierando e divertendomi parecchio, dopodiché ognuna trova il proprio passo e la compagnia cambia.
Mi affianco o vengo affiancata man mano dagli altri runners (ci sono anche altri 2 Orchi, Pippo e Paolo); con tutti, o quasi, scambio qualche battuta e il tempo passa in allegria senza dar troppo peso alla pioggia insistente.
Il pubblico lungo il percorso è piuttosto scarso, a qualsiasi ora del giorno, probabilmente proprio a causa della giornata fredda e piovosa. Resistono solo alcuni parenti e amici dei podisti. Nel pomeriggio anche io ricevo qualche visita e ciò mi spinge a corricchiare un po’ più velocemente per fare ‘bella figura’.
Lungo il percorso compare L’Orco Silvio e l’Orco Pino, ma ho ancora tanta energia che non mi fermo neppure per una foto.
Dopo quasi 10 ore di giri ininterrotti ( anche mangiando la pasta non mi sono fermata e ho camminato per non perdere tempo ) decido di fare una pausa per indossare abiti asciutti e un po’ più caldi in modo da affrontare meglio l’abbassamento della temperatura serale.
Ho portato un borsone pieno di maglie, magliette, pantaloncini, pantaloni, k way, cerate, alcune paia di guanti. Avrei giurato di aver esagerato, invece nel corso della notte utilizzo tutti i cambi perché la pioggia arriva fino alle ossa e mi sento congelare. Entro volentieri nello spogliatoio anche solo per pochi minuti, ma all’uscita me ne pento amaramente perché le gambe non rispondono ai comandi e per riprendere il ritmo mi occorre un intero giro.

Nel cuore della notte una complicanza:enormi vesciche sotto piedi! Per un’ora ad ogni passo avrei voglia di piangere, poi mi abituo al dolore e tiro avanti…..tanto, perlopiù devo camminare….velocemente…
Solo alle prime luci dell’alba mi accorgo di essere tra i primi posti della classifica provvisoria e ciò mi spinge a non mollare. In realtà vorrei che il patimento finisse al più presto perché la pioggia non vuole dare tregua e avverto parecchia stanchezza.
Negli ultimi minuti di gara gli spettatori applaudono, lo speaker scandisce il count down finale e io ritrovo la forza di correre fino allo sparo: E’ FINITA!!!
Improvvisamente e come per magia dimentico il lungo sforzo appena concluso, è come se avessi corso solamente per pochi minuti!!!!
Ho già provato la stessa sensazione dopo i trail più duri, (ma più entusiasmanti), e allora mi piace fare un paragone: una gara tosta è come un parto, subito dopo, le doglie vengono immediatamente dimenticate!
(l’esperienza in materia ce l’ho, visto che di figli ne ho 3)
Orco Gabriella


Chiusa la fatica della 24ore anche per GliOrchi
Pippo 100 km
Paolo 88 km

Nella 6ore si sono distinti GliOrchi
Andrea 11Classificato con 55km
Marcello 13Classificato con 54km

martedì 10 aprile 2012

Trail Autogestiti del Monte Civrari e dei Principi


Dal racconto dell'OrcoPinoR
Non ricordo chi per primo in Italia ha avuto l'idea del Trail Autogestito, cosi si chiamano adesso le vecchie gite che si facevano in comitiva. So' per certo che sono una bella alternativa alle numerose gare diventate sempre più costose tra:
- iscrizione alla gara
- logistica
- tempo rubato alla quotidianità

Coscienti che le vecchie gite da 6 ,7 ore possano essere sostituite, con un buon allenamento podistico, con il veloce trip della mattinata , il network GliOrchi ne ha organizzato due in un breve lasso di tempo.

Lo scopo è quello di fare insieme un bell'allenamento, infarcito di scoperte e conoscenze di nuovi luoghi e paesaggi.

I T.A. (acronimo di Trail Autogestito) offrono itinerari particolari, sono presentati da un Orco e proposti attraverso mail e link .
L'Orco organizzatore viene chiamato capogita (come nel CAI) ed è lui che decide :
-luogo del ritrovo
-orario di partenza e arrivo
-itenerario da percorrere.

Certo i TA non sono da prendere sottogamba , a tutti gli effetti sono un bell'esercizio al fine di prendere dimestichezza con l'organizzazione di gare TRAIL, e fin qui tutto bene, ma dal punto di vista giuridico in caso di incidenti, l'organizzatore è in parte responsabile. Maggiori info su: Responsabilità penali accompagnatori di gite

In questi due Trail Autogestiti sono stati invitati esclusivamente Orchi conclamati, ciò non esclude per altri Trail l'invito a tutta la variegata fauna degli uomini e delle donne.

Trail Autogestisto del Monte Civrari 31 Marzo 2012
Foto e mappe Trail del Monte Civrari 2012

E' la classica ascesa ad una punta del massiccio del Monte Civrari, in particolare alla Punta della Croce (2.234 m) - VAL DI SUSA

Partenza ore 6.30 a.m. da Caselette (To) con breve trasferimento a Frazione Celle di Rubiana(To) Rifugio Rocca Sella.
CapoGita :OrcoPino
Partecipanti:8Orchi

Tracciato impegnativo con 1300 D+ e 16km di percorso tra andata e ritorno. I sentiero si sviluppa sulla cresta che separa la Val Messa alla valle di Susa in uno scenario di rara bellezza. Sentiero di facile individuazione.
Durante tutto il percorso sempre in evidenza il Monte Pirchirano e l'abbazia della Sacra di S.Michele, secondo la tradizione l'abbazia venne fondata nel X secolo dal santo eremita Giovanni Vincenzo, già vescovo di Ravenna, che si era ritirato in solitudine alle pendici del monte Civrari, sull'altro lato della valle.
Sarebbero stati gli angeli e l'arcangelo Michele, apparsigli in sogno, ad indicare la cima del Pirchiriano come luogo per la costruzione di una chiesa.

Terzo Tempo concluso al Rifugio Rocca Sella , con birra a volontà.

Trail Autogestito del Sentiero dei principi 7 Aprile 2012
Foto e mappe Trail dei Principi 2012

Partenza ore 7.30 Bar della Posta Vecchia Rivoli(To) con breve trasferimento a borgata Sada presso il lago piccolo di Avigliana(To)
CapoGita :OrcoAndrea
Partecipanti:7Orchi
Dislivello 700 D+ km 20.

Percorso di difficile individuazione (segni gialli) OrcoCamola lo ha provato almeno 3 volte prima di poterlo proporre come TA.

Percorso che si sviluppa tra di due laghi di Avigliana in direzione Nord Nord-est verso l'abbazia della Sacra S.Michele dove culmina il percorso.
Il Trail prende il nome dal “Sentiero dei Principi” (partenza Borgata Mortera che i ciclisti conoscono bene) strada realizzata intorno al 1836 e utilizzata quando dal Duomo di Torino furono traslate alla Sacra le salme di alcuni principi e principesse di Casa Savoia.
In circa 15-20’ si perviene alla regione “Pian di Fan” (Cascina Pogolotti), poi la mulattiera inizia a salire. Poco dopo si entra in un ampio e scosceso vallone che si attraversa in leggera salita, per giungere alla zona delle cosiddette “Emme”, una serie di tornanti, al termine dei quali si è alla Punta dell’Ancoccia (Farò), bellissimo punto panoramico.
Da qui si punta in circa 10 minuti all'abbazia della Sacra di S.Michele. Ritorno dallo stesso percorso cosi' come da mappa presente nelle foto.
Terzo Tempo al Bar della Sacra di S.Michele.

giovedì 29 marzo 2012

Trail MareMontana Loano (SV) 25 Marzo 2012


Dal racconto dell'Orco Mauro

E’ notte profonda sul Porto di Genova.
La sopraelevata ci scorre sotto lentamente. Gli ultimi deterrenti elettronici appena installati, tipo telecamere e Tutor, limitano praticamente la velocità ai 50 km/h ma sortiscono il piacevole effetto di potere apprezzare il panorama del porto antico e delle vecchie calate dalla sommità dell’invadente nastro metallico che praticamente costeggia tutta la città vecchia; si susseguono rapidamente il porto antico coi magazzini del Cotone e Porta Siberia, i Silos vinari, il Museo Galata, una enorme nave da crociera in attesa dei nuovi turisti, il traghetto pronto a salpare per la Corsica e la Sardegna dalla magnifica Stazione Marittima.

In poco tempo ci ritroviamo sulla vecchia bretella autostradale che di quartiere in quartiere ci porta fino a Voltri, in un susseguirsi vorticoso di curve mozzafiato e soprattutto incombenti barriere afoniche che in un crescendo esponenziale stanno avviluppando il fatiscente nastro stradale, il tutto in attesa della chimerica Gronda esterna, facendo scomparire l’autostrada nel ventre molle delle delegazioni tra quartieri fantasma e Lavatrici aggrappate ai brulli fianchi collinari.
Senza rendersi conto che pur costeggiando tutto il litorale Ponentino almeno fino ai Piani di Invrea, non si riesce più a percepire la visione del Mare!
Ma oltrepassando la galleria di Orco si entra nella magia dei Trail dei Monti Liguri e nel regno degli …Orchi! Loano è vicina e si raggiunge in un amen, ma la cittadina è ostica alla penetrazione turistica.
Comincia davvero male l’avventura alla Maremontana , effetto della presenza dei Cinghiali!
La ricerca della postazione di partenza sul lungomare richiede annosa esperienza, fiuto, cultura Ligure ( a cui sono avezzo per antica tradizione) ma soprattutto fortuna. Finalmente la casa dei Pescatori, ma sorpresa dove sono i pettorali? A Toirano naturalmente mi dice un boss dell’Organizzazione che si impietosisce e mi trasporta con i sacchi fino all’arrivo per il ritiro dei pettorali! Mi riconosce anche dicendomi che ero quello che si era perso l’Estate scorsa al trail di balla coi Cinghiali in quel di Bardineto.
Oddio, capito l’antifona mi armo di zainetto, telo termico, giacca a vento, maglione, viveri di emergenza etc per eventuale pernottamento di più giorni in mezzo ai cinghiali del Carmo!
Circa 200 trailers di varia natura si accalcano sulla passeggiata, teatro di strusci estivi; è un universo più variegato rispetto ai frequentatori delle corse di montagna , ma pur sempre appassionati e soprattutto allenati per una gara corta di 26km con un D+ di 1500 mt. Niente male per un percorso collinare! Ma il percorso si rivelerà ben presto duro, aspro, lungo ed impegnativo.
La giornata bellissima e l’ora mattutina ci regalano una meravigliosa alba sul mare, rosso fuoco, e un acqua che a vederla ti vien la voglia …di fare un bel bagno
La partenza è proprio sulla spiaggia, 300 metri di pietre, sassi levigati dalle onde, sabbia ancora smossa ed in attesa di essere lavorata.
Poi, per circa 1 km si percorrono i vecchi Carruggi del Borgo Loanense, fino alla Porta di Passorino ed in breve la Madonna di Loreto. Già la Liguria di vecchie Chiese, santuari che la devozione dei secoli ci ha tramandato, ricordi e testimonianze di invasioni piratesche, guerre, atti di fede e di speranza.
Ancora la Madonna della Mercede ed inizia la salita. Un altro Km e si raggiunge il santuario di SS Cosma e Damiano, per poi finalmente entrare al 5° km in Ranzi, transitando tra antichi torchi, case quasi sempre in pietra calcarea di Finale, cappelle votive e tini
Il lavatoio incassato nel vecchio muro a secco costituisce il 1° rifornimento liquido, sicuramente molto apprezzato ed ecologico, niente plastica e acqua pura a 0 km.

Ranzi è situata in posizione privilegiata, immersa nel verde e con un'ampia vista panoramica sul bellissimo golfo. Il nucleo abitato, ubicato a metà del Monte Chiapparo, presenta le caratteristiche di un vecchio borgo ligure ed è suddiviso in tre borgate dette della SS. Concezione (Dranzù), di Sant'Antonio (Dransciù) e di Santa Liberata (Caselle) che si snodano con i tipici “carruggi”, le case a volta e gli antichi lavatoi intorno alle raccolte piazzette antistanti le piccole Cappelle che danno il nome alle borgate.

All'interno del vecchio borgo, si possono ammirare tuttora i vecchi frantoi “Gumbi”, molto interessanti dal punto di vista storico poiché rappresentano l'evoluzione nel tempo dei diversi metodi di frangitura delle olive., dal più vecchio a trazione umana, ai due a trazione animale, che si differenziano, a seconda che si tratti di trazione equina o trazione bovina, da un diverso sistema di moltiplicazione dei giri della macina, per finire con quello più moderno a trazione meccanica rimasto in funzione sino agli anni recenti
Faticosamente si guadagna la cresta spartiacque del monte Chiapparo fino alla Cappelletta, tra boschi di sughero e querce
A questo punto si comincia a vedere la vetta del nostro monte dominante, il Carmo, che lambiremo costantemente nel nostro peregrinare sulle pendici Sud, e da cui si domina la vallata di Giustenice.

Il percorso in breve cambia dal blu del mare al verde della montagna e diventa tipicamente collinare tra strada sterrate ed ondulate, proseguendo attraverso una vegetazione più fitta costituita nel tratto iniziale soprattutto da pini e querce a cui si aggiungono ben presto noccioli, lecci, castagni e faggi. Superato il Colle delle Pere si giunge a San Martino a circa 450 mt di altitudine dove, nei pressi di un incrocio formato dalle tre mulattiere che salgono da Giustenice, Ranzi e Verzi di Loano, sorge l'omonima chiesetta.
Procedendo su sentiero verso Castagnabianca riconosco il celebre “ U Cabannun”, tipica costruzione in pietra a secco della cultura contadina Ligure del 17° secolo
Di notevoli dimensioni e costruita con eccezionale abilità tecnica, tale da impedire l’infiltrazione di umidità , costituisce l’apogeo della tradizione secolare ligure delle murature a secco tipica dei terrazzamenti.
Pare che servisse per il ricovero dei muli da soma con il loro carico di fieno in occasione degli improvvisi temporali estivi.
A questo punto il percorso diventa impegnativo, sentieri puri di montagna, ostici, canalizzati dalle acque dilavanti, susseguirsi di pietre, saliscendi e finalmente al 12° km la visione bucolica del rifugio delle Bosse a circa 900 mt di quota posto su un balcone pianeggiante che domina Verzi e Loano. Il ristoro con crostata di mele e il confortevole pianoro mi suggeriscono una deliziosa pennicchella ma il dovere di Orchi ci attende ed infatti veloce traversata su ottimo sentiero fino alla rocca dell’Aia o dell’Avio dove il ricordo torna alle prime arrampicate in palestra di circa 40 anni orsono. Visto che il trail non comporta nessuna via di 5° grado, si prosegue indomiti fino ai prati di Peglia e finalmente alla Abbazia Benedettina di San Pietro in Varatella.
E’ collocata sullo sperone roccioso che sovrasta Toirano ed è ben visibile anche dal mare di Loano.
L’abbazia di San Pietro in Varatella sorge sull’omonimo monte, lungo le pendici meridionali del Monte Carmo, vicino al Monte Ravinet, a cui è collegato da un istmo.
Le origini risalgono al secolo VIII, anche se una tradizione medievale vuole che San Pietro, fuggito da Antiochia, prima di recarsi a Roma si fermò in questo luogo e vi trovò le condizioni ideali per la preghiera e la meditazione.
Ma visto che anche i Benedettini nel Quattrocento la abbandonarono per trasferirsi in luogo più comodo come fecero con l’Abbazia di Monte Benedetto in val di Susa, anche noi poveri viandanti, moderni, iniziamo il nostro vero calvario.
Discesa infernale, molto tecnica su sentiero roccioso ed aculeo, come sono tutti i sentieri liguri sul versante marino, .
Tortura pura, e soprattutto vietato cadere per noi poveri tapini avezzi alle cadute sul Musinè.
Qui conviene concentrarsi e ridurre la velocità. In realtà il sentiero è una tipica mulattiera con pendenze ridotte per il passaggio degli animali da soma e difatti lo sterco regna sovrano.
Provi ad evitarlo perche come vuole la superstizione, calpestare la m.. porta sfiga, ma si capisce prontamente che è meglio calpestarla che rovinare tra quelle pietre aguzze.
Finalmente San Pietrino e l’abitato di monte di Toirano, il ponte Romano e il suggestivo Borgo Medioevale di Toirano, arrivo spacca gambe in salita nel parco del Marchese, teatro di notevoli feste estive dei Gumbi.
Accidenti, doveva essere un semplice allenamento collinare e si è rivelato un notevole percorso da trailers maturi.
Mi ricredo all’arrivo, ottima prova degli organizzatori e in fondo un buon tempo di 3 ore 53’
Insomma dal Borgo Marino al Borgo Medioevale.

lunedì 26 marzo 2012

Electric Trail Pont S.Martin 25 Marzo 2012



Classifica Electric Trail 2012

Dal racconto dell'Orco Antonio
Ragazzi che corsa!
The “Elettric Trail” è proprio il nome che si addice a questa gara.
Perché si chiami così non lo so, forse perché passa più volte vicino ad una centrale elettrica. Sicuramente la “scossa” più forte è quella che ha dato alle gambe degli atleti sollecitate per tutto il percorso da un susseguirsi di salite durissime (alcune sono vere e proprie scalinate con gradoni e gradini in pietra) a discese tecniche da fare con gli occhi spalancati, perché ogni errore può essere fatale.
Bello anche il passaggio con le corde fisse, che si incontra nella discesa verso Bard, attrezzato come una ferrata e presidiato da veri e propri alpinisti.
294 gli atleti in gara, qualcuno in più dei 250 previsti come tetto massimo dagli organizzatori, che hanno dovuto riaprire le iscrizioni, chiuse nella serata di giovedì per dare spazio ai numerosi trailers che all’ultimo momento hanno cercato di iscriversi.

Un percorso di 19 km con un dislivello complessivo di 2700 metri all’ingresso delle Alpi Valdostane che assomiglia più ad una Skyrace a quote più basse che ad un Trail.
E’ un continuo sali-scendi sulla sinistra di Pont Saint Martin. Nei tratti, in cui l’attenzione non era fissa sul tracciato, per evitare di cadere, si sono potuti ammirare alcuni scorci panoramici sulla valle e sulle montagne circostanti.
Organizzazione perfetta, impossibile perdersi sul percorso segnalato magnificamente e presidiato dai volontari ad ogni crocevia.
Ad Enzo Mersi non è bastato abbassare il record della passata edizione (1.45.23”) per avere ragione di Paolo Bert, che ha vinto la gara con uno strepitoso 1.43.35. Piazza d’onore per Fenaroli Maurizio (1.46’.27”).
Perrico Enrica si è invece aggiudicata la gara femminile con il tempo di 2.02’.57 abbassando il record della passata edizione detenuto dalla Glarey Sonia (2.07’.31”) che ha chiuso al terzo posto con il tempo di 2.14’.14”, dietro a Cecilia Mora (2.08’.23)

283 gli atleti, che hanno completato la gara, con solo 11 i ritiri.
Unico a difendere la bandiera degli orchi (Vittorio non si è visto), ho concluso la mia fatica con il tempo di 2.31.30, stanco, ma soddisfatto.
Un’altra bella domenica di corsa!
Ci vediamo alla Maratona Alpina di Val della Torre.

domenica 11 marzo 2012

Morenica Trail Rivoli (To) 11 Marzo 2012


Foto Partenza Morenica Trail 2012
Foto Moncuni Morenica Trail 2012
Foto Percorso Morenica Trail 2012
Foto Arrivo Morenica Trail 2012
Foto Premiazioni Morenica Trail 2012


Classifica Morenica Trail 2012

Edizione 2011
Edizione 2010

Dal racconto dell'Orco Raffaella
Morenica Trail... poche settimane fà non avevo preso in considerazione di partecipare al Morenica Trail perchè la Mezza Maratona delle Due Perle, con gli odori ed i colori della mia terra ligure, mi aveva attirato... Però probabilmente inizio a vedere questi monti….. come un pezzo di casa.. e così mi ritrovo alla partenza accompagnata dagli amici con cui mi alleno e fantastico sui km futuri che ci aspetteranno!!!
Un pò d'ansia.. sono vestiti tutti come se questo fosse un trail veloce... ma è un trail veloce!!!! Io e Patrizia partiamo in fondo e, subito dopo il via, ci ritroviamo praticamente sole... ma dove vanno tutti così svelti????

Il mio spirito agonista, che ahimè non mi abbandona mai..., mi fa provare un filo di invidia ed ammirazione per chi ha la velocità nelle gambe... però poi mi dico che ognuno deve andare al proprio passo.. e così inizio questo bel trail...
Immersa nei sentieri tra sali e scendi continui, mi guardo intorno ed assaporo il profumo dell'aria quasi primaverile che ci circonda... Patrizia ed io corricchiamo fino al primo ristoro incontrando molti volontari gentili sul nostro percorso. Non avevo mai corso su queste colline e continuo ad ammirare il paesaggio, trovando poco a poco un ritmo che continua a permetterci di chiacchierare, ridere e scherzare.. insomma anche questo è spirito trail.. condivisione con una cara amica di un percorso nuovo, di sensazioni, di pensieri in libertà.. già libertà.. quando sono su un sentiero, sia con che senza un pettorale, è questa la sensazione magica che provo... grazie a chi organizza gare per permetterci di provare questa sensazione..

L'arrivo al Moncuni è quasi improvviso.. due sole brevi salite un po' più ripide.. che panorama!!!!! beh non si vedrà la Lanterna di Genova, le navi in porto, la Corsica in lontananza.. ma lo spettacolo riempie il cuore!!!!!
Dal Moncuni scendiamo qualche km poi con qualche pezzo asfaltato, se non ricordo male, si raggiunge l'ultimo ristoro... due chiacchiere con i volontari e poi via verso il castello di Rivoli. Quando lo vedo rimango un po' lì ad ammirarlo.. e mi riprometto di venire a visitarlo. Ormai sentiamo l'arrivo vicino e corriamo il più velocemente possibile per ritrovarci io e Patri all'arrivo insieme!!! Penso ad un'altra cara amica..Ilaria..ferma per un infortunio al piede occorso poche settimane prima al Trail di Laigueglia.. e penso che le sarebbe piaciuto un sacco essere lì con noi.. e penso all'orco Steu che un po' mi è mancato..
Bella giornata davvero.. che termina con un buonissimo pasta party!!
grazie agli organizzatori!!!! ed .. alla prossima...
Orco raffa



Gli Orchi Organizzazione
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Camoletto Andrea Premiazioni, pacchi gara Sito&Segreteria
Ruisi PinoR Iscrizioni, classifiche E Sito&Segreteria
Cante Franco Percorso e rapporti con gli enti comuni,regione,prov Bisterzo Giancarlo Volontari sul percorso rapporti con Alpini&Carabinieri
Duregon Vittorio Speaker gara
Piccione PinoP Riprese aeree con Deltaplano a motore
Zoppis Paolo Controllo e foto al Moncuni
Riciputo Giuseppe Punto di ristoro Reano 16km
Cecu Trevisan Controllo percorso bici
Molinario Enrico Rilevamento chip sotto il Moncuni
Palmas Antonio Rilevamento chip sotto il Moncuni
Capitaneo Umberto Punto di Ristoro Reano 8km
Zatti Ulrico Scopa da Reano 16km
Vicari Marcello Scopa 30km

Gli Orchi Concorrenti
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Scotto Busatto Raffaella Atleta concorrente
Mazzino Mauro Atleta concorrente
Rotondo Giuseppe Atleta concorrente
Gregorio Giuseppe Atleta concorrente
Scanu Matteo Atleta concorrente