venerdì 30 dicembre 2011

La Grolla degli Orchi 28 dicembre 2011


foto Serata Grolla degli Orchi

Gli Orchi per festeggiare l'arrivo del nuovo anno 2012, in barba :
- alle previsioni MAYA
- alla crisi economica
- a tutti i catastrofisti

....ebbene 18 intrepidi Orchi la notte del 28 dicembre 2011 si sono riuniti in punta al magico Monte Musinè, fiduciosi che il 2012 sarà un'anno eccezionale per TUTTI ma proprio TUTTI.

I festeggiamenti che sono iniziati con Pane&Toma&Salame portati da Gaspare, sono proseguiti con Champagne spumanti e panettoni per poi finire con la condivisione della Grolla degli Orchi.
La Grolla simbolo di amicizia è stata fatta girare dal piu' anziano al più giovane.
al termine dei festeggiamenti con qualche peripezia gli Orchi sono tornati alle loro caverne e si sono confusi con il mondo degli uomini.

foto Serata Grolla degli Orchi

mercoledì 7 dicembre 2011

SaintèLyon 4 Dicembre 2011


Dal racconto dell'Orco Steu

Un Percorso mitico da Saint-Etienne à Lione via les crêtes des Monts du Lyonnais :
• 68 km,
• 50% di sentieri e 50% su asfalto
• 1300D+ e 1700m D-
• Punto piu’ alto 850m d'altitudine,
• 5 ristori e 3 punti di riposo.
• 9 punti di cronometraggio

Ciao a tutti…
Questa domenica l’orco steu è andato a trovare gli odiati cugini francesi.. per provare la mitica SaintèLyon … alla sua 55 edizione.
Direi che la prova è riuscita, grazie anche alla compagnia del mitico cinghiale volante Mora Bortolo, membro della trasferta.. insieme alla nostra scorta, la “Renata” per un weekend, l’Orca Raffa… che non ha partecipato alla competizione e dunque non ha potuto battermi.
La gara è stata durissima, a causa della pioggia ed il terreno scivoloso (68 km, 50 % asfalto e 50 % sterrato), ma tutto alleviato da una organizzazione impeccabile.
Settimila atleti, che percorrono la notte come una catena umana luminosa, è uno spettacolo unico… La gente che ti aspetta per tutta la notte con il fuoco acceso, incitandoti a resistere, credo che sia veramente una emozione infinita, che questo sport riesce a trasmettere in modo inequivocabile.

L’orco steu è arrivato sino a 15 km dall’arrivo in discreta condizione, poi il suo fisico è venuto meno e si è trascinato sino all’arrivo in un tempo di 9 h e 15 minuti…. Il GRANDE CINGHIALE VOLANTE, ovvero l’amico bortolo, ha chiuso il suo primo trail lungo, con un tempo eccezionale 7 h e 50 minuti.. posizionandosi attorno alla 700 posizione..
Dopo la gara, una bella colazione nel centro di Lione, a base di birra pane e marmellata, pensando agli impegni dei prossimi mesi, dimenticando la fatica appena terminata, sulle strade infinite del trail.
Ripartendo da Lione, intravediamo ancora l’arrivo di tanti concorrenti, felici di raggiungere l’agognata meta.
A presto l’orco steu

sabato 26 novembre 2011

Trofeo Orco dell'anno 25 Novembre 2011



Il Trofeo Orco dell'anno consegnato all'Orco che nel corso del 2011 ha compiuto più chilometri in gare ufficiali quali:

- Cross
- Trail
- Ecomaratone
- SkyRace

1 Livio Castagno con 657km
2 Raffaella Scotto Busato con 478km
3 Silvio Arzenton con 472km

Ecco i tre vincitori ritratti durante la consegna del premio




La classifica Ufficiale

domenica 20 novembre 2011

Ecomaratona di Alba 20 Novembre 2011


Foto EcoMaratona di Alba 2011
Sito EcoMaratona di Alba


Dal racconto dell'OrcoPinoR
La data prevista per questa seconda edizione dell'Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo bianco d'Alba (altro che TOR de Geants) era il 6 Novembre 2011, ma un violento nubifragio che si è abbattuto nell'Italia Nord-Occidentale la settimana dello svolgimento, e che ha causato ahimè 15 vittime in liguria e Toscana, ne ha impedito la regolare attuazione.
Il fine settimana prima della gara, i bollettini davano, come zone di rischio. tutti gli alvei dei torrenti e fiumi ... figuriamoci quindi lo svolgimento dell'Ecomaratona che percorre la piana del fiume Tanaro.
Tant'è che il Venerdì 4 Novembre 2011 il sindaco sospendeva l'Ecomaratona, a data da destinarsi.
Molto saggiamente l'organizzazione sposta la gara al 20 Novembre 2011, la settimana successiva della Turin Marathon.
La decisione, per chi ha intrapreso la Turin Marathon il 13 Nov 2011, di partecipare all'Ecomaratona non e' stata semplice sopratutto se ci si è già iscritti alla 42km (alcuni hanno cambiato al volo il chilometraggio il giorno stesso della gara).
Da parte mia ,partecipo a cuor leggero visto che la mia iscrizione era per i ridotti 21km, e come me anche Jerome ha optato per la gara breve.

Obiettivo, assorbire meglio la maratona di Torino del 13 nov 2011, godere dei trionfi autunnali langaroli, passare un giornata di festa in allegria e inebriarsi dei cibi slow a km zero, che solo il basso Piemonte sa offrire.

L'inverno ormai alle porte
lividi i colori
spoglie le viti,
ma ricche le tavole
di tuberi e frutti.
Su ripide strade
di vecchi paesi,
avide gole
inebriate da
antichi vini,
assaporano
genuini sapori


E' l'Alba quando alle 6,30 di un nebbioso mattino lasciamo casa e con Germana ci dirigiamo ad Alba luogo di partenza della competizione.
In circa un'ora copriamo al distanza autostradale grazie alla nuova bretella che direttamente, senza uscite intermedie, da Torino, ci catapulta in quel di Alba sita sulla riva destra del Tanaro; città romana, medioevale, risorgimentale, contadina, partigiana....insomma carica di storia.
Situata su una vasta piana, circondata dalle splendide colline ricche di vigneti delle Langhe e del Roero.

Ad una ventina di chilometri da Alba ecco Narzole dove ho trascorso gli anni felici della fanciullezza. La stessa terra argillosa che declina con scoscese RIVE verso il Tanaro, la skyLine sulle Alpi con il Re di Pietra guardiano di tutto.
Sembra di essere ritornato bambino, il dialetto piemontese imbastardito di ligure, e poi le dolci colline che ti riempiono gli occhi e non ti stancano mai.

Il ritrovo, per la partenza, e' in piazza Risorgimento in pieno centro storico di AlBA.
La fiera del tartufo è ormai consumata da settimane, ma l'atmosfera ne è ancora intrisa... ed e' un bel preludio per la giornata.
L'arco della partenza montato in piazza Risorgimento e' a pochi metri dall'ingresso del bellissimo DUOMO del 1500 in stile gotico-lombardo.
Stuole di fedeli la domenica si ritrovavano in questa piazza, ed oggi ancora si replica. Ma sono i fedeli della corsa a prendere possesso della piazza e ad officiare.
Trecento i partenti, suddivisi in 100 per la 42 e 200 per la 21km.
Cielo terso, temperatura sui 5 gradi.
Per la 42 il percorso prevede un giro ad anello che da Alba, passando dal comune di Barbaresco, porta a Neive e ritorno, mentre la 21km termina a Neive con rientro ad Alba con Navetta per l'appuntamento, paritetico tra 21km e 42km, del pranzo offerto dalla sponsorizzatissima organizzazione.
La mia personale pianificazione prevede invece, appuntamento con Germana a Neive poi da li, cantina dopo cantina ci sposteremo a Priocca dove ci attendono i proprietari della Sinfonia dei Sapori che ci allieteranno con i loro piatti langaroli.

Se quindi il percorso della gara a detta degli organizzatori sarà splendido , il dopo gara o terzo tempo non sarà da meno.
Partenza alle 9.10 circa, prima per le strade cittadine poi per il parco antistante e a seguire i Sentieri di Beppe Fenoglio quello del libro e film il Partigiano Jhonny ambientato al termine dell'occupazione naziFascista del 1944.
Un breve tratto di sterrato di collina argillosa a seguire la salita su asfalto che porta nel centro del comune di Barbaresco. Ancora asfalto fino al borgo nuovo di Neive dove nel campo sportivo e' sito l'arrivo della 21km.

Gara velocissima e gradevole con le strade non completamente bloccate al traffico privato. Ma essendo una normalissima domenica di fine Novembre, non ho provato ne' disagio ne rancore verso le automobili che ci sorpassavano.

La gara della 42 km, ha visto vincere Lorenzo Trincheri, già vincitore della prima edizione, davanti a Walter Sartor e a Graziano Giordanengo.
La gara femminile della 42km è stata vinta da Laura Mazzucco davantia Carmela Vergura e Canepa Francesca.
La 21 Km è stata vinta da Franco Chiera detto Franchino del Cus Torino. Franchino si è accaparrato il prezioso e consistente Tartufo Bianco d'Alba che l'organizzazione ha messo in palio.

Al termine della gara, troviamo il tempo per fermarci a degustare lo Chardonay della cantina Francone e successivamente per il pranzo a Priocca presso La Sinfonia dei Sapori con:

Tomino d'Alba avvolto nel crudo
Vitello Tonnato
Risotto al tartufo (7 Grammi di tartufo bianco)
Bunet e Tiramisù
Bonarda dei produttori di Govone


W LE LANGHE


mercoledì 2 novembre 2011

Trail del Monte Casto 30 Ottobre 2011


Classifica Trail Monte Casto 2011
Edizione 2008

Dal racconto dell'Orco Raffaella

Con un pò di ritardo per motivi contingenti a ciò che è successo a Genova vi scrivo due righe del trail del Monte Casto
Mentre subito dopo una gara rimane vivido il ricordo del percorso e dei sentieri, a distanza di 10 giorni rimangono impresse soprattutto le emozioni di 46 km in natura..
Pertenza con le prime luci del mattino, scherziamo, salutiamo gli amici e ci riproponiamo una birra tutti insieme all'arrivo! Bel percorso prevalentemente in mezzo ai boschi, con salite che ci hanno permesso di tenere un buon passo. Dopo una serie di bei boschi, foglie, castagne e colori autunnali, siamo arrivati in una meravigliosa frazione di case in sasso (purtroppo non ricordo il nome....). Sembrava dipinta lì sul momento per noi, per non parlare della vista del Monte Rosa innevato..
Ho corso con Stefano e Gabriella per quasi tutta la gara.. abbiamo riso, faticato e condiviso insieme una parentesi di spensieratezza mentre gambe e polmoni facevano il loro lavoro.

Gli ultimi chilometri sono stati un piacevole saliscendi fino alla discesa finale dove, per la prima volta dopo l'UTMB, sono riuscita a correre in discesa in libertà senza dolori al ginocchio!!! che bella sensazione! A pochi chilometri dall'arrivo un caro amico, Bortolo, compagno di allenamenti nel genovese, ci viene incontro e ci accompagna al traguardo. Aspettiamo insieme Davide e la sua fidanzata Maria Carla al suo prima trail su questa distanza... Tutti felici e soddisfatti. Il tempo di una doccia (fredda a dir la verità...) e condividiamo insieme un'allegra bicchierata e già parliamo delle prossime gare...

venerdì 7 ottobre 2011

Morenic Trail 2 Ottobre 2011


Dal racconto dell'Orco Stefano classificato 25° assoluto in 17 ore.

...Posso confermarvi che non ha il fascino della quota e della conseguente emozionante fatica, ma per tutto il resto le zone toccate sono veramente un territorio unico.
La prima parte che va sino al lago di Viverone è un sentiero nel bosco con scorci di laghi eravigliosi, dove il mio amico Antonio, compagno di allenamenti, mi raccontava di gite in barca molto romantiche...

il successivo tratto che passava tra Masino, Montaldo Dora e Candia era quello del paesaggio canavesano fatto di fiumi, laghi e colline... dove il cielo e le sue nuvole (non presenti durante la gara) sono niente altro che dei meravigliosi quadri di Romano Gazzera (grande pittore ciriacese)...
A Candia c'era il primo ristoro (splendida minestra di verdura) e qui purtroppo ho perso il mio amico Antonio, che a causa di un problema di stomaco ha deciso di rallentare un pò..
Il tratto di Valfrè-San Martino - Torre è proseguito tra colline e gruppi di case isolate.... coronato da un bel tramonto, l'arrivo della prima aria fresca serale e dalla bella sensazione di solitudine che qualche volta l'orco ha bisogno di sentire..

Al secondo ristoro (Ponte Preti), grande piatto di penne al peperoncino e pomodoro... accompagnato da una lattina di birra...
In fine ultimo tratto di notte nella Val Chiusella per i comuni di ; Vistrorio, Alice, Muegliano e finalmente Brosso.. con un tratto di sentiero che domina la vista su tutto il canavese illuminato da mille luci.
In questi ultimi 19 km mi sono accompagnato con Gabriele, ragazzo eporediese che all'arrivo migliorava il suo tempo dell'anno scorso di due ore..
Che dire dopo due ritiri finalmente una gara conclusa.. ora spero di incontrarvi al Monte Casto...
viva i maledetti orchi......ciao Steu

mercoledì 5 ottobre 2011

Cantoca Trail dell'Antola 2 Ottobre 2011


Dal racconto dell'Orco Mauro

E’ ancora notte su Piazza Manin a Genova alle 6 del mattino, quando lasciata l’auto mi dirigo verso la stazione di partenza della ferrovia Genova-Casella.
Percorri la prima via di collina e sotto ti si apre lo spettacolo di Genova illuminata, dalla Val Bisagno, il grande stadio di Marassi, fin giù al centro storico, alla Lanterna, al Porto ed ai moli. Impossibile non ripensare alla struggente canzone popolare di “ Ma se’ ghe pensu’
In un amen raggiungi la Stazione, decisamente retrò con i grandi cancelli in ferro battuto, le pensiline in fusione di ghisa dalle colonnine ritorte.
Non mi sarei meravigliato di vedere partire l’Orient Express per Istambul.
Più prosaicamente, insieme ad altri 40 romantici trailers, abbiamo aderito ala lodevole iniziativa della Società organizzatrice ERGUS-Città di Genova di recarci alla partenza a Casella mediante lo storico trenino.
Un trenino invero che è un gioielo di ingegneria dei trasporti. Ultimato nel 1929, la linea a scartamento metrico ha conosciuto alterne vicende, fino ad arrivare ai giorni nostri ristrutturata e completamente elettrificata. Svolge un importante servizio di collegamento fra la città di Genova ed il suo entroterra, oltre ad avere una sempre più importante funzione turistica.
Risale infatti al 1989 il romantico convoglio della Belle Epoique. Alla testa del treno c’è ancora la più antica locomotiva elettrica ancora funzionante in Italia, una Tecnomasio Brown Boveri costruita nel 1924 per la Ferrovia Sangritana e trasferita sulla tratta Ligure nel 1962.

Completamente ristrutturata, con la maggior parte della meccanica ancora originale, si presenta in una sgargiante livrea rosso/crema con fanali e plafoniere merlate. Anche le carrozze Breda del 1929 presentano gli originali arredi in legno di Pitch pine.
La partenza è sempre emozionante, alla luce fioca dei lampioni. Bè in fondo un treno tutto per noi!
Fatto salvo il primo tratto con una discreta acclività, il binario si snoda sulla linea a quota costante tutt’attorno ai monti che fanno da corona a Genova fino alla Alta valle Scrivia, con una impareggiabile vista sulla val Bisagno e val Polcevera, con una portentosa visione del sorgere del sole dietro il monte Fasce, la cintura dei grandiosi forti di difesa , forte dei Ratti, Diamante etc.
Tra una chiacchera e l’altra ci ritroviamo a Casella, appena in tempo per ritirare pettorale e preparativi.
Trail dell’Antola edizione n° 1 è come l’Araba Fenice che risorge dalla iniziale Rigantoca, ovvero Righi-Antola –Caprile di ispirazione più escursionistica.
Infatti il nuovo nato CANTOCA, acronimo di Casella-Antola- Casella , abbandona finalmente i lacci e lacciuoli della commistione con l’ambiente FIE-CAI per tramutarsi in un ambiente decisamente corsaiolo e rivelarsi pertanto nel suo abito più consono di trail di montagna. Un vero trail da non sottovalutare, sia come percorso, sia per natura dei sentieri, ambiente corribilità e lunghezza.
Il trail dell’Antola ha tutte le caratteristiche peculiari per essere definito una vera Maratona di montagna della provincia di Genova, circa 42 km, 2100 metri di dislivello positivo e negativo, anche se il dislivello fra il punto di partenza Casella mt 406 e la vetta dell’Antola mt 1597 raggiunge a mala pena i 1200 mt. Sinonimo di un percorso oltremodo ondulato, continui saliscendi caratteristica tipica dei trail di Liguria, dove tutti i sentieri si rivelano tortuosi, aspri ,tagliati sulle pendici appenniniche o sui lunghissimi crinali.
E di crinali se ne percorrono in questo giro, sia nella prima che nella seconda parte che hanno permesso di godere di eccezionali panorami sulla costa verso Genova o verso Piacenza ed Alessandria, merito anche di una giornata di sole di un altrettanto meraviglioso autunno.
Il percorso si presenta variegato con una piccola percentuale di tratti asfaltati (15%) Sterrati ( 6%) e per la maggior parte sentieri (79%) .
Tutto qui converge verso un unico punto focale, intersezione di vallate e crinali, punto trigonometrico di 1° categoria. Lo sguardo, l’attenzione il desiderio sono inevitabilmente attratti da questa cima di 1597 mt, la montagna per eccellenza dei genovesi.


L’Antola infatti rapresenta l’intersezione di 4 valli principali, la Val Vobbia con il famoso castello della Pietra e la sua puddinga, La val Pentemina, la val Brevenna e l’alta Val Trebbia.
4 grandi dorsali convergono al suo nodo sommitale.
Noi oggi ne percorreremo quasi interamente 2, rinvenendo antichi borghi rurali, manufatti agricoli e fasce terrazzate.
I pochi paesini che si intravedono sparsi su crinali e valli sono spesso come piccoli presepi circondati da una lussureggiante vegetazione, ed i sentieri ivi incredibilmente tagliati come vie di comunicazione di una antica civiltà contadina son oggi teatro dei nostri trails, quasi verdi gallerie fra terrazze e muri a secco.
Sguardo in alto, 150 podisti ma soprattutto consumati trailers, alle 8 del mattino se ne dipartono da Casella.
2 km di stradine e finalmente comincia la salita al Monte Maggio dove si arriva a quota 950 dopo 4,5 km- Bella discesa ed un tratto parzialmente attrezzato ci riportano in cresta con l’affaccio su Crocefieschi. Una lunga cavalcata sulla dorsale tra boschi e radure con tratto stradale ed ecco il rifornimento del Passo dell’Incisa1100 mt, km13,4. Vedo l’Antola sempre troppo lontano, ma una breve salita ed un traverso ci fanno guadagnare la sella del Monte Buio ed il monte Arvego.
Sempre tra castagni finalmente riconosco il sentiero per la cima e finalmente raggiungiamo i resti dello storico rifugio Musante, meta di tante gite.

Bè Musante è sinonimo della cima dell’Antola e difatti in un battibaleno siamo sulla cima, dopo circa 21 km, metà esatta della corsa. A questo punto l’altimetria stampata in un file della mia mente mi dice che adesso rimane la seconda parte tutta discesa. Errore!
Rimangono sì 21 km, tutti da correre ma continuamente ondulati tra i faggi ed i castagni.
Adesso le piccole salite si sentono eccome ed anche dislivelli di 50 metri diventano impegnativi.
Riesco ancora ad apprezzare il paesaggio del lago del Brugneto, incastonato laggiù in fondo.
L’ultimo ristoro alla frazioni Piani è famoso per la focaccia ed il salame di sant’Olcese ma un barlume di buon senso mi fa desistere.
Meno male perché all’improvviso si sale di circa 100-150 metri fino alla sommità del monte Banca su una dorsale esposta al sole delle ore 13,0 – insomma una tortura! – e tra una mandria di vacche magre, non come quelle svizzere, si scende a precipizio tra boschi fino ad Avosso, discesa già conosciuta dalla Rigantoca. Ormai Casella ci aspetta con la sua pasta al pesto.
Sono già passate 6h 10’
Oserei dire una organizzazione efficiente e puntigliosa con posti di controllo con cartellonistica informativa sulle distanze, ha permesso finalmente di non perdere la retta via!

Per finire una poesia di A.Becherucci scritta per la Cantoca e forse anche per orchi e trailer vari:

Siamo nati per vivere, non per sopravvivere
ai bordi della vita che è equilibrio
in movimento sulla strada dell’esistenza.
Non bicicletta accostata al muro dell’inerzia,
ma inforcata e pedalata con gioia.
La vita è strada, non muro.
Abbiamo ancora tante energie da bruciare
e tante strade da percorrere.
Alla fine diremo: “ E’ stato bello.
Sì, dovevamo farlo in nome della vita”
Perché siamo fatti della stessa sostanza
della natura che è pura energia.

A.Becherucci