domenica 5 settembre 2010

BECCA DI NONA 5 Settembre 2010


Foto Becca di Nona dell'OrcoPinoR
Sito Sky Race Becca di Nona

Racconto dell'OrcoVic
La Aosta–Becca di Nona è una corsa in montagna, anzi una sky race, che appartiene al ristretto gruppo delle gare-evento.
E' la più importante della Valle d'Aosta, quella dove l'impegno degli atleti locali e delle risorse organizzative regionali è al massimo.
Vi è abitualmente una qualificata partecipazione anche dalle altre regioni, in particolare Piemonte Lombardia e Triveneto, nonché da Francia,Svizzera e Spagna e questo, oltre che permettere di stabilire contatti e relazioni, aiuta a mettere maggiormente a fuoco i reali valori sportivi in campo.
La Becca di Nona , alta 3.142 m, ha un profilo slanciato e incombe su Aosta dal lato sud .
Da Piazza Chanoux, il salottto della città e luogo della Partenza ,a quota 570, se ne vede perfettamente la cima,così come dalla cima si vede la città , con i viali e i palazzi e forse anche lo striscione di partenza.

Una vera sfida dal sapore antico: salire e discendere dalla Becca, dislivello in salita di 2.600 metri, da ripercorrere poi in discesa.
Arrivo finale nei pressi del luogo della partenza, a Plan Félinaz, dove ci sono gli impianti sportivi di Charvensod con docce,bar,cucina e ogni confort. Km totali circa 30 .
Un tifo incredibile, tantissima gente sul percorso, con la cresta finale della salita e la cima ricoperte da oltre cento persone tra tifosi spettatori ed escursionisti.
Cameraman di Rai e Sky, fotografi professionisti e dilettanti ovunque, un elicottero che volteggia rombante sopra la testa per tutta la mattinata.
Il percorso è ben segnalato e si svolge su ottime stradine e sentieri relativamente poco accidentati. La pendenza però è sempre forte, un’infilata continua di lunghe e feroci salite.
Entusiasmante l'ultima parte , oltre i 2.500 m con il sentiero che si inerpica ripidissimo su una enorme pietraia per arrivare al Col Carrel , con il Bivacco Federigo in alto sopra la testa ,e da lì in cresta innalzarsi ancora verso la vetta. Di fronte,vicinissima, la parete nord dell’Emilius.
A tanta salita corrisponde tuttavia altrettanta discesa , da svolgersi spesso
in piena velocità su fondo pulito e veloce, ma ripidissimo.


Quindi sollecitazioni estreme , che avvengono normalmente dopo tre/quattro/ ore di corsa , e che richiedono prudenza, esperienza, attenzione
ai minimi dettagli dello stile di discesa, delle calzature, delle calze , dei bastoncini,
ecc.
Con queste premesse la partecipazione è ristretta ma molto qualificata.
Quest'anno si è raggiunto comunque il record di partecipanti , circa 300 totali, suddivisi tra le due gareche si svolgono contemporaneamente : 'salita + discesa', e 'sola salita' .

“Ci vuole del coraggio a mettersi sotto certi striscioni”

Questa è la considerazione che io e Pino Ruisi ci scambiamo per rinfrancarci a vicenda.
Siamo partiti alle sei da Cascine Vica , siamo arrivati tra i primi in Piazza Chanoux e ci godiamo l'arrivo alla spicciolata dei partecipanti . Il primo che vediamo si chiama Paolo Rinaldi, di Bergamo, arriverà 7° assoluto. Poi ecco Emanuela Brizio, campionessa mondiale, cordiale
e disponibile per una foto, ci parla del Trofeo Kima , che ha vinto la settimana scorsa, laureandosi Campionessa Mondiale. Ecco poi Raffaella Miravalle, la guardiaparco volante, meravigliosa outsider dell’élite sky running, ha vinto molto quest'anno, ma non finisce ancora di stupire. Ecco ancora, Roberto Giacchetto, il giovane vincitore della Royal Ultra Sky Marathon 2010. Lo vedo accennare un piccolo allungo di riscaldamento, ha movenze elastiche e feline.
Sembra un outsider di talento, non iper dedicato come gli altri intorno, ma che va forte lo stesso e si diverte.
Vedo poi Ornella Bosco ricomparsa dopo un lungo periodo di infortunio , Giancarlo Costa, forte atleta e esperto commentatore di Running Passion, riconosco Giuliano Cavallo, il dominatore del Trail dellaValdigne, e via via alcune presenze piemontesi, non certo casuali: Roberto Garbati, Silvio Galliano,Carlo Degiovanni, l’animatore della 3 Rifugi della Val Pellice,Marina Plavan, Alma Rrikka, Paola Didero,Lelio Boaglio, Massimo Pezzetti, Domenico Morello. Tutta gente tosta, imperturbabile . Come a dire 'Quando il gioco si fa duro ...'.

“Sarà un successo non arrivare ultimi” sussurra Pino. Ma ormai siamo chiusi nel recinto dei leoni. Si parte.
Si imbocca subito il Viale dei Conseil des Commis, alzi lo sguardo, la cima della Becca sopra la testa.. Si attraversa la linea ferroviaria con il sottopasso della Stazione, poi il Ponte sulla Dora e dopo duecento metri in piano….vai con le danze.. salita,salita e ancora salita.

La gara si svolge in modo assolutamente regolare, tempo discreto alla partenza, sole splendente e aria tersa in cima alla Becca, viste grandiose a 360 °, sul monte Emilius ,sul Gran Combin, sulla Grivola e infine il Gruppo del Rutor .Occhiate in lontananza pure su Monte Bianco da una parte, Monte Rosa e Cervino dall’altra.

Ma questo si vede soprattutto dalle foto che Pino Ruisi è abituato a fare ' in corsa', dall’interno della gara, e devo dire che merita in caloroso ringraziamento di tutti. Deve essere una discreta fatica aggiuntiva, anche psicologica.

Comunque siamo riusciti a non arrivare proprio tra gli ultimi.. Pino è soddisfattissimo, riappacificato con la grande montagna dopo il naufragio causa maltempo della sua partecipazione al Trail del Monte Bianco.
Io pure sono contento, anche se ho fatto la seconda metà della discesa quasi camminando, per un fortissimo dolore alla punta dei piedi . Per l’appunto i problemi della discesa, delle scarpe.... che dicevo sopra.
Davanti c'è stato un incredibile duello tra la Campionessa del Mondo Emanuela Brizio e Raffaella Miravalle. Emanuela aveva forse ancora nelle gambe il Kima, ma Raffaella ha attaccato, è passata in vantaggio in vetta, per essere poi messa nel mirino in discesa e battuta in volata per un solo metro! Dietro di loro il vuoto. Grande Raffaella !! Brava Emanuela.


In campo maschile Dennis Brunod, beniamino locale, dominatore delle ultime edizioni, viene battuto per soli 42” dal friulano Tadei Pivk , leader del Campionato Italiano della specialità. Leale riconoscimento di Dennis della superiorità dell’avversario. Due giganti !
Al terzo posto, 10 minuti dopo, Paolo Gotti.
Nella gara di sola salita , grande impresa di Ornella Bosco, che centra un obiettivo regale. Pronosticata da pochi, che evidentemente però sapevano come stavano le cose, dopo qualche gara minore di rodaggio,ritornava in una gara importante dopo quasi due anni di assenza per infortunio.
Un bel successo anche per Silvio Galliano, che arriva primo nella classifica dei Master nella gara di sola salita.
Sontuoso l'allestimento della zona Arrivo, con ogni confort a disposizione e perfetta organizzazione nelle premiazioni.

sabato 4 settembre 2010

ULTRA TRAIL MONT BLANC 27 Agosto 2010


Foto Utmb 2010
Edizione 2009

Dal racconto dell'OrcoPinoR

10 il voto al residence di Chamonix che ci ha ospitato , Balcon du Savoy
9 colli da attraverare
8 lunghissimi mesi a prepararla..
7 anni fa l'ultimo giro intorno al Bianco in 4 giorni
6 scemo a partecipare ad una gara cosi' massacrante...non esplorerai l'estremo...se ti va bene una corsia d'ospedale.
5 gli Orchi iscritti all'Utmb a Gennaio 2010
4 gli Orchi partiti
3 i paesi coinvolti
2 volta che partecipo alla settimana UTMB
1 nessuno centomila....2300 partecipanti
0 Inizio

questo breve racconto sull'UTMB con un velo di malinconia causa il cattivo tempo che ha funestato e fatto interrompere anzitempo questa Ottava edizione del'Ultra Trail del Monte Bianco.

La preparazione per poter partecipare ad una gara di 166km e 9600D+ e' stata programmata dal sottoscritto in modo del tutto autonomo, seguendo alcune indicazioni del MahatmaSilver e tabelle prese qua e la sul WEB.
In sostanza il carico maggiore di kilometraggio lo ho fatto concatenando diverse gare del 2010:

..Gennaio prove percorso www.morenicatrail.it

7 febbraio 2010 Sentieri di santa cristina 30km

14 Marzo 2010 Winter Trail Valle del Cervino 15km

18 Aprile 2010 Maratona Alpina di Valle della Torre 42km 2500D+

24 Maggio 2010 Trail dei due Parchi 35km 2000D+

30 Maggio 2010 Trail del Monte Soglio 60km 2400D+

13 Giugno 2010 Morenica Trail Rivoli 30km

18 luglio 2010 Tre Rifugi Transfrontaliera SkyMarathon t 44km 3800D+

01 Agosto 2010 Chaberton Marathon 42km 3300D+


Nel mese di Agosto durante la vacanza in Irlanda, con la famiglia, brevi corse di mantenimento al :
- Trinity College di Dublino
- Nel bellissimo parco del Castello di Kilkenny
- sul lungomare di Galway

Insomma penso di essermi preparato al meglio con un'ultima uscita domenica 25 Agosto 2010 al Rifugio Daviso con il Capitano.
Penso anche di aver preparato al meglio tutta la fureria e cioe' il contenuto per lo zaino da Chamonix a Courmayeur con un cambio al 40km al Rifugio Col du Bonhomme e pacco da utilizzare da Courmayeur a Chamonix con un cambio per Champex-Lac.

Una settimana prima della gara controllo le previsioni a lungo termine....cattivo tempo.... e si riveleranno vere il giorno dello start.
Viste le previsioni controllo il poncho che gia' avevo utilizzato nel 2003 per il Tour Mont Blanc, un giallo canarino che mi aveva fatto dare, da alcuni francesi di Argentiere, il nome di Pica-chu il famoso Pokemon.

Lo peso e i suoi 500 grammi si fanno sentire, mi precipito ad acquistarne uno piu' leggero , peso 250 grammi cosi' va meglio , ma con la previsione di pioggia lo zaino acquista peso e non va bene.
Partenza da casa Venerdi 27 Agosto 2010 , il giorno stesso della gara.
Due macchine... in una moglie,figlia e suoceri che saranno di stanza a Chamonix, nell'altra io e Andrea che ci fermeremo a Courmayeur per il ritiro pettorale di Andrea.

Previsioni meteo viste Giovedi 26 agosto 2010, per il 27 agosto su Chamonix cielo in apertura dal pomeriggio, per il 28-29 sereno con piovaschi..perfetto.
Arrivati a Courma cielo coperto con pioggia, alle 10.30 sentiemo lo speaker che esegue il count down per la CCC e alle 10.30 s scatena un piccolo temporale...piovera' sulla CCC per 14ore di seguito.

Ritirato il pettorale nel bellissimo centro sportivo di Dolonne ci appoprinquiamo per superare il traforo in circa 1ora di coda e arrivati a Chamonix ritiriamo anche il mio pettorale.

Il programma prima della gara prevede il pranzo nell'alloggio del Balcon du Savoy a base di carboidrati:
- pasta con olio e parmiggiano
- patate (gia' preparate da Andrea a casa)
- pane
- prosciutto cotto
- banane

La preparazione della pasta si rivelera' difficile quanto l'UMTB , i fuochi della cucina sono a piastra e i comandi per utilizzarli quanto mai complicati e sembrano quelli di un Boeing 747...alla fine abbiamo vinto noi con l'aiuto di mia moglie.
Poi una passeggiatina in centro a Chamonix per vedere che aria tira, costeggiamo l'Arve il torrente che scendendo dalla Mer de Glace attraversa prima Argentiere e poi Chamonix.

Dal grande mare di ghiaccio
Scende impetuoso l'Arve
E nell'aria nebulizza
Gocce di nevi eterne
Naso,bocca,occhi,cuore
Tutti i sensi centuplicati
Pronti ad assaporare l'estremo
Vinti o vincitori


L'aria a Chamonix e festosa ed elettrica, sembra una cittadina pronta ad un evento speciale qual'e' la partenza dell'UTMB.
Trailer con le famiglie, turisti arrivati a godersi la gara , volontari, commercianti.
Chamonix oggi e' la capitale mondiale del TRAIL ma su tutto e tutti ecco i ghiacci perenni che ci spiano e davanti a loro non siamo che formichine.
Oggi Chamonix e' una antenna viva come la punta del Musine' dove sulla stele posta in cima e' scritta la seguente frase :

QUI E' L'UNA ANTENNA DEI 7 PUNTI ELETTRODINAMICI
CHE DAL PROPRIO NUCLEO INCANDESCENTE
VIVO LA TERRA TUTTA RESPIRA EMETTE VITA.
QUI OPERANO LE ASTRALI ENTITA' CHE FURONO
HATSHEPUT
ECHNATON
GESU' IL CRISTO
MAOMETTO
CONFUCIO
ABRAMO
IL BUDDHA
GANDHI IL MAHATMA
MARTIN LUTER KING
FRANCESCO D'ASSISI
E ANCHE TU SE VUOI ALLA FRATELLANZA COSTRUTTIVA TRA TUTTI I POPOLI.
PENSACI INTENSAMENTE 3 MINUTI. PENSIERO E' COSTRUZIONE


Ci portiamo sulla zona di partenza per assaporare l'ambiente , nel bar adiacente all'Hotel de Ville sento una voce femminile che mi chiama....chi sara' mai?
E' Federica moglie di Francesco dal Cuore da Sportivo.
Francesco e Federica ci invitano a sederci con loro nel tavolino del bar.
Sono le 13.30 e Francesco che fara' la gara, e' gia' vestito e il suo zaino e' gia' pronto, sta consumando l'altra meta' della sua CarbonCake una sorta di nuovo modo di imbottirsi di Carboidrati.
Francesco potrebbe fare un'ottima gara e pensiamo possa chiuderla tra i primi 10/20 atleti, noi sia pensa solo per il momento a passare i primi cancelli, quelli di Contamines e quello di Le Chapier.

Ritorniamo in alloggio per prendere l'ultimo the' e per vestirci ,riempirci di creme antisfregamento a base di Lobocaina, nastrare con cerottoni tutte le zone del corpo soggette a sfregamento :dita, contatto zaino ect..... ci attendono 166km.
La preparazione , questa volta, assomiglia a quelle che i NavySeal eseguono prima di una missione dall'esito incerto.

Ci incontriamo al Salone dell'Ultra con Livio e Greg.... foto di rito fatte da Giacomo , dopodiche' ci spostiamo alla partenza sono le 17.00 manca 1ora e 30min alla partenza.

Arrivati alla Place dell'Eglise ci sediamo a terra e aspettiamo che gli eventi si evolvano....il piu' e' fatto , un'anno di attesa e allenamenti i timori le tensioni le speranze sono finite e come dicono i francesi le jeux sont fait.

Cinquantasei paesi rappresentati, tutte le nazionalita' e' bellissimo , il Trail unisce tutti in un solo Spirito.

NoWar BeTrail
NoViolence BeTrail
NoLogo BeTrail
HumanRight BeTrail
Love BeTrail
Peace BeTrail
FreEdom BeTrail


Durante l'attesa i giudici di gara controllano a campione i trailer , per verificare che lo zaino pesi piu di due chili e che nello zaino ci sia il materiale obbligatorio: giacca a vento, pantaloni lunghi, fischietto, telo astronautico, riserva d'acqua e di cibo, telefonino, frontale di ricambio e pile di ricambio.

Nella folla dei partenti intravedo Steu....eehiii STEU...DAI CHE LA FACCIAMO INSIEME.....
Lo Speaker ci imbottisce di parole e circa ogni 10min ci chiede di scandire il nome della gara UTMB in francese naturalmente :

Uuuuuuuu
Teeeeeee
Emmmmmmm
Beeeeeee



Beati loro che si divertono , le facce dei nostri vicini sono tese, io da parte mi mi stendo sullo zaino e quasi quasi schiaccio un pisolino....
A 20 minuti dalla partenza gli inni nazionali e dunque tutti in piedi , prima quello italiano che cantiamo tutti , Livio ci ricorda che lui 'Siamo pronti alla morte' non lo dira' per scaramanzia.
Poi l'inno nazionale Francese e per finire quello Svizzero.
A seguire i respondabili dei percorsi Francese,Italiano e svizzero ci ricordano che quest'anno sara' particolarmente dura per la pioggia e il freddo.....meno male che ci hanno dato questa notizia perche' noi si pensava di andare a fare un gita a Portofino.

Il cielo e' ormai coperto e qualche gocciolina ci bagna, alcuni tirano fuori gli antipioggia, altri sacchi dell'immondizia....dopo tutti i discorsi sul materiale obbligatorio, difficile capire cosa c'e' dentro il cranio di alcune persone, veramente difficile.

Il Megaschermo mostra le immagini delle prime file, tutti gli atleti piu' veloci li davanti.
Partono per primi i diversamenti abili sulle portantine guidate da gruppi di trailer....non ho parole, incredibili faranno il percorso con queste portantine a 3ruote per 166km.

Tre Due uno....partiti alla musica 'The Conquest of Paradise' dei Vangelis....ho le lacrime agli occhi, l'emozione e' tanta e per le strade di Chamonix ali di folla ci accompagnano.
Tutti ci salutano e tutti ci incitano momenti che rimarrano indelebili.
Il sorriso stampato in faccia Andrea,Livio,Greg,Pino dopo l'imbottigliamento iniziale corriamo verso les Ouches su strada per poi arrivati alla palestra di arrampicata sportiva, immetterci, con la fiumana di trailer, nei sentieri.

Sesto chilometro inizia a piovere e il cielo e' di un colore plumbeo....non penso altro che a correre e la pioggia non esiste, solo dopo mezz'ora decidiamo di fermarci tutti insieme e tirare fuori le mantelline....nei pochi minuti di sosta ci superano almeno 200/300 atleti....incredibile.

Attraversiamo L'Arve per portarci nell'abitato di Les Houches , il tifo delle persone assiepate ai bordi della strada ci da' una carica ed una scossa potente
anche se al momento cosi carichi di adrenalina non ne avremmo bisogno.
Passato Les Ouches inizia la salita al Col de Vouza , che non e' impossibile ma tutti la fanno a mille e anche noi ci adeguiamo, mentre sotto la mantellina siamo ormai bagnati di pioggia e sudore.


Con quello che abbiamo ingerito a pranzo di fame neanche a parlarne ma consumo volentiere i confetti di cui e' imbottito il mio marsupio, con la pioggia pero' , i confetti, si stanno sciogliendo e dunque cerco di consumarne il piu' possibile....che buoni...gnammmmm.

Guardo il serpentone dei trailer con i loro respiri ansimanti, frammisto al sommesso calpestio prodotto dalla corsa sul sentiero ormai diventato fangoso.
Dopo questa percezione un dubbio mi attanaglia, sara' possibile proseguire con questo tempaccio fino a Courmayeur? Conosco la zona del Col du Bonhome, e' cosparsa da rocce montonate che se non rammento male alcune di esse sono annerite da fulmini.
Distolgo questi pensieri e mi concentro nella salita inseguendo i 3 dell'Apolicasse Greg,Livio e Andrea.

Termina la salita al Col de Vouza e un leggero falso piano corribile ci porta alla discesa verso St.Gervais.
Discesa ripidissima,fangosa su cui mi tengo in piedi grazie ai bastoncini.
Intanto e' gia' notte, piove e accendiamo le luminarie...Andrea no... vuole risparmiare le pile, nel suo DNA qualche cromosoma ligure.

Il Dubbio mi ricompare e comincia a solidificarsi, con questo tempaccio potro' arrivare al massimo alle Contamines, di piu' non andro' avanti, ritirarmi al Col du Bonhomme non se ne parla, rientro complicatissimo.... dunque decisione presa abbandonero' la gara alle Contamines, mi cambiero' e potro usufruire di un lauto pasto con comodo rientro a Chamonix.

Dopo pochi minuti intorno alle 21.30 ecco arrivare nel gruppo con cui viaggiamo, i primi Sms di trailer ; dicono che sono stati fermati alle Contamines e la gara e' stata interrotta.
Alcuni sono increduli e vorrebbero non fosse vero....loro... proseguirebbero comunque....Il Mercantour a loro non dice nulla ahime'.

Comunque Fiuuuuuu....l'onore e' salvo.

La delusione e' tanta, ma a mio parere non c'era altra soluzione dopo aver fatto partire la gara.
Decelleriamo la discesa verso San Gervais , dove arriviamo alle 10.00.
Lo speaker ribadisce che la gara e' ormai sospesa, al 21km.
Incontriamo una signora che dichiara essere la moglie di un responsabile dell'assicurazione UFO, gli chiediamo il motivo dello stop, lei ci dice che l'organizzazione insieme all'UFO ha deciso di sospendere la gara causa frane al colle della Seigne e cattivo tempo per le prossime 24 ore.

A questo punto , dopo aver fatto precisamente una mezza, ci precipitiamo ai ristori e da parte mia azzanno due grossi pomodori, banane gia' pelate , arance, e grosse fette di pane al miele, dopo la tensione la fame arriva nheeeeeeee.

Ci cambiamo gli indumenti zuppi d'acqua nel centro sportivo e dopodiche' propongo una grassa bevuta..... tanto ormai....e cosi' ci precipitiamo in birreria in attesa della navetta per Chamonix.


Le navette ci riportano a Chamonix dove arriviamo alle 2.00 a.m. , ci consigliano di andare a prendere i pacchi che dovevano andare a Courmayeur.... dunque non si sono mai mossi da Chamonix !!!!!!!. Atroce dubbio , dunque gli organizzatori sapevano ??!?!?!?.

Sulle rive dell'Arve vediamo arrivare io primi finischer della CCC (400) che non sono stati bloccati, e si' perche' l'organizzazione ha bloccato anche la CCC, alcuni atleti a Trient e alcuni a Vallorcine.
Sono contento per i finischer CCC che applaudiamo e incitiamo con fervore.
Visto che la mensa e' aperta ne approfittiamo per mangiare una minestra calda , poi intorno alle 3.30 ritorniamo in albergo con Andrea mntre con Livio e Greg ci diamo un arrivederci al mattino seguente.

Andrea quella stessa notte e' ritornato a casa.
Il mattino successivo ,con Livio e Greg espletiamo la consegna del Chip e ritiro pacco.
Incontro Steu arrabbiatissimo e mi riferisce che l'organizzazione nella notte ha mandato un SMS dove proponeva ,ai partecipanti dell'UTMB, di ripartire il 28 agosto 2010 Sabato alle 10.15 a.m. da Courmayeur con navetta da Chamonix alle 6.15 a.m.
Mi dolgo di questa notizia perche' io non ho ricevuto alcun SMS e come me anche altri Trailer....ma non sarei comunque partito.....

Visto l'evolversi degli eventi decido di godermi la vacanza a Chamonix , gli arrivi dei Finisher CCC,TDS,UTMB sempre da brivido e per finire il giorno successivo una meravigliosa gita, con trenino da Chamonix-->Montenvers, alla Mer de Glace e alle grotte nel Ghiacciaio.

lunedì 2 agosto 2010

CHABERTON MARATHON 1 Agosto 2010


Foto Chaberton Marathon 2010
Classifica Chaberton Marathon 2010

Edizione 2009
Edizione 2008

Dal racconto dell'OrcoPinoR
Ultima gara in programma prima dell'UTMB 2010.
Tanti amici alla partenza, chi per la 22km chiamata la 'Skyrace K22' chi per la 42km chiamata la 'SkyMarathon dei Forti'.
A differenza dello scorso anno dove il meteo è stato ostile, quest'anno le previsioni ci prospettano un cielo sereno per tutta la giornata.
Ci ritroviamo alle 6.00 a.m. con PinoCar PinoPic e Paolo alla posta vecchia di Rivoli e da li con il nuovo Kangoo di PinoCar ci portiamo in un'ora alla partenza di Cesana Torinese m 1350 S.l.m.
Il tempo di parcheggiare, prendere un caffè e fare le foto di rito ed eccoci partiti.
La 42km con partenza alle 8.00 a.m. mentre la 22km con partenza alle 9.00 a.m.
Dal centro di Cesana(To) ci portiamo in 5km all'abitato di Fenils m.1270 Sl.m. su un comodo sentiero, prima con un sali e scendi su dolci declivi poi con una decisa discesa che ci porta a costeggiare la Dora Riparia, infine una leggera salita ci accompagna al centro del paese di Fenils.

Inizia dal paese il dislivello più importante che ci porterà da quota m.1270 ai m.3131 della punta Chaberton.
La Skymarathon dei Forti è inserita nel calendario dell’International Skyrunning Federation I.S.F., in quanto prova del campionato "2010 Skyrunner world series Races".
In questa gara e' presente l'elite mondiale della specialità ad esempio: Cecilia Mora, Emanuela Brizio, Dawa Sherpa...
I cancelli per non essere eliminati dalla gara sono molto stretti, H4.30 a Claviere per la 42km e h3.00 per il colle Chaberton per la K22.
Il tratto di 5km da Cesana a Fenils e' stato molto veloce e l'inizio della salita  verso Fenils ci coglie un po' in affanno ma è poca cosa....ci si abitua velocemente e il fresco del mattino ci aiuta nella fatica.
Viaggio insieme a Paolo e PinoCar e si spera di fare la gara tutti insieme per tutta la durata.
Per Paolo e' prima Maratona in montagna, è molto preparato essendo un preparatore atletico che lavora a tempo pieno in una palestra di Rivoli.
Ha voglia di correre anche in salita ma gli consiglio di risparmiare energie siamo solo al 8km e la gara e' ancora lunga.
Ci sorpassa di gran carriera Silvio, come al solito noi si era partiti a razzo mentre lui con il suo passo costante da CaterPillar ci raggiunge e supera sempre...al momento.

Ultimo ristoro prima del Colle, Grazia, la sorella di Livio, si unisce al nostro gruppetto.
Le rampe si fanno importanti e il dislivello viene consumato in pochissimi km...ci diamo dentro...abbiamo il timore di non stare nei cancelli orari.

Grazia mi dice che alla punta Chaberton occorre arrivare nelle 3ore...e siccome io non ricordo bene, di gran carriera tiriamo la volata in cima dove arriviamo in 3 ore e 5 minuti con il risultato di aver perso il contatto con PinoCar e Paolo.
In realtà il cancello era alle 3 ore al colle Chaberton per la K22...
La salita alla punta e' stata molto coreografica, tra atleti che salivano e atleti che arrivati gia' in cima scendevano, tra panorami mozzafiato, polvere ,incitamenti e richiami...sembra un vero girone dantesco.

Polmoni sbuffanti
di genti esuberanti
calcano lunghe pietraie
che furono avvolte
nel ferro e nel fuoco.
Sudori, sangue e fatiche
Corse e ricorsi storici
si avvicendano su
cime transfrontaliere
ormai pacificate


Ci fiondiamo il più velocemente possibile nella lunga discesa che ci porterà a Claviere...il tempo stringe e il cancello delle h4.30 e' per noi una spada di Damocle.
Poco il tempo per parlare solo correre e prestare attenzione al percorso molto tecnico.
Arrivati quasi al torrente che scende a Claviere dietro di noi un urlo di dolore.
Un'atleta della K22 che ci sta per raggiungere , con una discesa a rotta di collo, e' caduto e nel momento in cui mi sono girato e' ancora li' che ruzzola come un sacco di patate.
Immediatamente mi sono fermato e ho cercato di soccorrerlo chiedendogli che se stava male e se riusciva a proseguire con le sue gambe.
L'atleta dell'atletica Tranese, oltre allo spavento passeggero presentava delle leggere escoriazioni alle gambe e assicuratomi che non avesse nient'altro, io e Grazia abbiamo proseguito nella gara sperando di recuperare il tempo dedicato al malcapitato.

Arriviamo a Claviere in 4H e 5 minuti, siamo dentro fiuuuu......
Al ristoro cerchiamo di mangiare qualcosina anche se con il caldo del mezzogiorno e la discesa veloce, di ingerire cibo non se ne' ha la benchè minima voglia....trovo pero' con enorme piacere, che l'organizzazione ha sfoderato delle coloratissime angurie, ne faccio letteralmente incetta mangiandone 4 grosse fettone....ho quasi lo stomaco che esplode accidenti a me e alla mia ingordigia.

Ripartire è una sofferenza...accaldato con dentro lo stomaco sette piccoli nani che spingono. Vedo arrivare al ristoro anche PinoCar e Paolo a cui chiediamo di ripartire. Ci segue solo Paolo PinoCar decide di ritirarsi.
Usciti da Claviere il tracciato prosegue sulle impennate piste da sci che con il caldo ci costringono a a ritmi molto lenti.
Non una nuvola in cielo, il sole sta facendo la sua parte e ci sta cuocendo a dovere e mi sento come un fico lasciato a seccare sulle tavole di legno come si usa nel sud Italia .
Prometto a Paolo che se termina la gara avrà l'investitura da Orco.
La gara e' ancora lunga e al cartello 'Percorso degli Alberi secolari' siamo solo al 25km.
Ci attende la lunga salita al Colletto verde e da li poi proseguire per lo Chenalliet.
Bellissimo l'arrivo al Colletto verde e sensazionale la cima dello Chenalliet inserito nel complesso del sito geologico protetto, qui si trovano resti di un antico vulcano sottomarino.

Lo Chenaillet faceva inoltre parte del complesso sistema di difesa che con il forte Gondrand e Janus costituiva il sistema difensivo Francese delle Alpi.
Dalla cima dello Chenalliet vediamo ormai lo Janus ultimo forte da superare prima della discesa al paese di MontGenevre.
Scendendo mi accorgo di essermi procurato l'ennesima abrasione da sfregamento sulla coscia destra...un bruciore che non mi e' possibile far smettere perchè ho dimenticato sia la Lobocaina sia i cerotti che mi eviterebbero questo fastidio.

Alla salita dello Chenalliet abbiamo perso Paolo e proseguo la gara con Grazia.
Passiamo dal forte Gondrand con una sete feroce e ormai l'acqua nelle borracce e nei CamelBag è un brodo caldo, approfittiamo quindi dell'ultimo ristoro posto alle pendici del monte Janus per bere abbondanti bicchieri di Coca e per farmi bendare dai vigili del fuoco la mia abrasione alla coscia destra.

Mi applicano, con disponibilità e gentilezza una fascia di 2metri (sembro un ferito di guerra), alla coscia che assolve perfettamente alle funzionalità.

Ultima ed esposta salita allo Janus, il forte da cui sono state sparate nella seconda guerra mondiale, le cannonate che hanno abbattuto nel giro di poche ore l'allora forte militare Italiano, dello Chaberton.

Dallo Janus con Grazia, una lunga discesa di 4km verso l'arrivo che raggiungiamo tra torbiere, lariceti e piste da sci, con un ultimo sprint finale sotto lo sguardo ormai riposato di Dawa Sherpa.
Ah a proposito, Paolo ha terminato la gara...un'altro Orco in famiglia.
Tirando le somme una gara di alto livello sia per la difficoltà tecnica del percorso sia per i cancelli orari fatti per veri Corridori del cielo.
Non tutti sono riusciti a chiudere la gara sia per l'asprezza del percorso sia per non aver passato i cancelli orari...il prossimo anno ci si potrà prendere la rivincita...le iscrizioni aperte a Gennaio 2011.
Foto Chaberton Marathon 2010

lunedì 19 luglio 2010

3RIFUGI VALPELLICE SKY MARATHON 18 luglio 2010


Foto 3Rifugi Val Pellice Sky Marathon 2010

Edizione 2009

Dal racconto dell'OrcoPinoR 

Ebbene si questa volta sono stato il primo....si il primo concorrente ad essere iscritto alla Mitica 3Rifugi ValPellice SkyMarathon...Lo dimostra il mio numero di pettorale il 161... a parte gli atleti di punta a cui sono stai dati i numeri dal 151 al 160.

Come si dice... chi ben inizia è a metà  dell'opera.
Non sono il solo Orco a partecipare alla gara con me...Andrea,Livio,Mauro e la sorella di Livio, un'allegra combriccola che vuole godersi a fondo questa bellissima gara da 'Corridori del cielo'.

E' una gara che ho particolarmente nel cuore ...uno dei miei primi trekking...anni 80.
1 giorno si era partiti dal Pian del Re, colle delle Traversette, sosta serale al rifugio Monviso in Francia nel parco del Queyras.
2 giorno al Rifugio Granero
3 giorno al rifugio Jervis
4 giorno dal colle Barant al Barbara Lawrie
5 giorno ritorno al pian del Re

Un bellissimo ricordo... e adesso pensare di fare il tutto in un solo fiato..quale brivido...quali dolci ricordi.

Arriviamo a Villanova Frazione di Bobbio Pellice, dopo esserci svegliati alle 4 del mattino e aver fatto una colazione da rigetto epatico, con le curve per salire alla partenza che non aiutano.

Una leggera fresca brezza rinfrescante ci sveglia appena scesi dalla macchina, ci fiondiamo a ritirare il pettorale ,espletare i doveri corporali e catapultarci al nastro di partenza dove ci attendono anche Fausto e Anna.
Riesco a farmi tirare una foto con Bert il folletto della ValPellice che a meno di sorprese dovrebbe aggiudicarsi anche questa 35' Edizione della 3Rifugi.

Una gara magica,con 35 anni di storia in una valle anch'essa carica di tradizioni...

Lontani e celeri colli
Lunghe tradizioni
Lingue d'oc
Leggi Valdesi
In valli incantate
da esili Fate


Siamo talmente presi in una discussione (non ricordo quale) che non ci accorgiamo del via dato alla gara, e veniamo trascinati di corsa sulla strada sterrata che ci condurra' al primo ristoro dell'Alpe Crosenna.



L'aria fresca ci fa raggiungere velocemente il colle della Boina, che manco a dirlo e' pieno di grasse vacche al pascolo.
Da qui attraversando residui di nevai raggiungiamo il Colle Boucie.
Prima del colle assisto al lieve malore che ha colto Livio, un lieve giramento di testa di quelli che capitano quando velocemente si fanno 1400D+ in neanche 2ore.
Al colle ci si ricompatta e si riparte alla volta della Francia, di un villaggetto di Galli Taurini dal nome impronunciabile Valpreveyre , quasi come il vulcano Islandese che quest'inverno ha riempito le cronache di tutti i giornali.

La giornata e' splendida il cielo terso e correre in discesa nel parco del Queyras e' sublime...certo non forziamo piu' di tanto...non come l'anno scorso quando iscritti alla Skyrace si cercavo di fare un buon tempo e si andava giù come fossimo inseguiti da uno sciame di vespe.
Sappiamo quello che ancora ci aspetta e il risparmio di energie e' un mezzo per convincerci che la gara sara' portata a termine.

La salita che ci portera' al colle dell'Urina e' un regalo offerto dai fauni del bosco del Queyras...fresca con torrentelli dalle chiare e verdi fresce acque, un sentiero si ripido ma privo di difficolta', morbido e rilassante.

Incontriamo i primi trailer in difficolta'...basta, per non azzeccare la giornata, un ristoro mandato giu' in fretta, una colazione maldigerita oppure come spesso accade, arrivare scarichi e privi di motivi.

La nostra motivazione una sola, divertirsi e stare in compagnia, anche perche' nessuno avrebbe il coraggio di sfidare Bert che vuole scendere a 5h e 15min per la skymarathon.

Velocissima la discesa che dal Colle dell'Urina porta al Rifugio Jervis posto alla conca del Pra....un luogo assai ameno; ampia, soleggiata, dal tipico profilo ad U generato dall’azione di antichi ghiacciai.
Ricco ristoro alla conca del Pra' , visto che e' ora di pranzo non ci facciamo mancare nulla...dal pane e salame al parmiggiano alle banane alla frutta secca e persino c'e' chi entra nel bar per prendersi un caffe'.
Giovani vestali ci servono bevende calde e fredde e occorre alimentarsi, ci attendono ancora 22km con altri 1700D+.

Riprendere la gara dopo la sosta , ed in pieno sole ed in salita e' un vero calvario.
Incontriamo vicino al suo pulmino Soma' che ci rammenta che lo scorso anno lui si era ritirato al COlle Barant...triste presagio le carte dichiarano una Luna nera.

Il tracciato tira dritto su strette accorciatoie evitando la carrereccia ormai in disuso che porta al colle Barant.
Il sentiero a volte e' ripidissimo, e permette solo una cadenzata marcia alpina quella che ha fatto nascere la 1' edizione nel 72', della 3Rifugi.

Salendo al Barant vediamo scendere, dal colle, alcuni atleti che si sono ritirati, ne risulteranno, al termine della gara 7.
E' sempre un dispiacere vedere il ritiro degli atleti. So cosa significa per esperienza, e anche se il ritiro e' un boccone amaro , occorre accettarlo e fa parte dell'esser sportivi...
Ammettere le sconfitte cosi come si raccolgono le vittorie.

Bianchi livori
in menti svuotate
sorrette da gambe
tremanti marcano
sconfitte cocenti


Il rifugio al Baracun e' ormai chiuso, peccato era un buon punto di riferimento per gli escursionisti...probabilmente le difficoltà logistiche e l'esiguita' degli escursionisti ne ha reso impossibile la gestione.

Al colle ci raggiunge Mauro e il gruppo e' ricompattato...chapeau alla classe 1948.

Ripida discesa al Pian delle Marmotte e poi per carrereccia , velocissima corsa verso il vallone dei Carbonieri che termina al rifugio Barbara Lawrie.

I prati del Barbara , come ogni domenica estiva, sono stracolmi di turisti e da lontano con i fumi dei Barbecue sembra una fonderia.
Avrei voglia di acquistare una o due forme del famoso formaggio SARASS' del FEN...è una ricotta stagionata tipica delle valli valdesi, dal gusto delicato e saporito, appartenente da sempre alla tradizione casearia locale. Il Saras viene prodotto con il latte vaccino, ovino e caprino...buonisssssimo.

Il ristoro con ombrellone e tavolino si confonde con i grupppi di turisti, talmente bene che anche noi si sediamo e sboconcelliamo qualcosa prima di affrontare gli ultimi 1000D+.

In assoluto silenzio affrontiamo la salita al Muro del colle Manzol...2700 slm ,arrivati che siamo in cima un tifo da stadio ci attende.
Per ogni componente del gruppo foto e incitamenti, Andrea particolarmente ricettivo al tifo fa' gli ultimi metri quasi correndo poi come Cristoforo Colombo a S.Salvador, si getta a terra in segno di ringraziamento per aver completato tutto il dislivello positivo.

La salita al colle Manzol la intraprendiamo con basse nubi pomeridiane , un classico in montagna in questa stagione.
Salutiamo i simpatici personaggi al colle e ci tuffiamo verso la tecnicissima discesa che ci porta al Rifugio Battaglione Granero.



E Dal Granero dopo un'ultimo ristoro , in un sol fiato giu' verso la Conca del Pra' ed arrivare tutti insieme Andrea,Livio,Grazia,Mauro,Pino.

Con Andrea e Mauro ci docciamo e consumiamo una veloce e feroce polenta e salsiccia.
Ci incamminiamo verso Villanova per il turistico sentiero e ormai stanchi chiediamo un passagio ad un furgonato dell'organizzazione sulla via del ritorno.
Gentilmente l'autista ci invita a salire sul furgone che ospita gia' due ragazze e dove alla chiusura della porta si rivela nel buio piu' assoluto.
Cerchiamo di sistemarci alla buona tra zaini, scale, scatole, borse dell'immondizia...

A meta' percorso l'incidente seguito da un'urlo di dolore....dal soffitto del furgonato cade in testa a Mauro un cuneo di plastica di quelli che si usano per fermare le ruote in discesa...

La caduta gli procura un taglio in testa di circa 3 cm sul cuoio capelluto che comincia a sanguinare....il dolore a sentirlo e' bruciante.

Stoico Mauro non dice una parola, appena scesi verifichiamo la ferita e trattasi di un taglio che sarebbe da curare....manco a dirlo da li a poco passa l'ambulanza che faceva servizio alla Conca del Pra.
Gli spieghiamo l'accaduto e curano Mauro con tutto il riguardo possibile rapando la ferita e applicandogli cerotti autosaldanti con cerotto finale.

Ormai esausti per un finale che non ci aspettavamo ci coccoliamo con una fresca birra alla trattoria di Villanova.

martedì 29 giugno 2010

CRO-MAGNON Extreme Race 26 Giugno 2010


E quando dai monti 
gli uomini fatti orchi
partirono alla ventura.

E quando tutti insieme
decisero di unirsi
in un solo destino.

Per affrontare
la natura benigna
e maligna, attraversando;
boschi, montagne, nevai
per vedere quello che
le genti liguri raccontavano.

Di un Lago senza fine
chiamato mare.

E alfine che lo videro
capirono quanto
grande e potente
sa essere la Grande Madre.



CRO 2010 Il racconto dell’OrcoMirco
Venerdì 25 giugno dalle ore 18,00 gli Orchi cominciano ad arrivare nella conosciuta località turistica Limone Piemonte , il primo è il mitico Greg con Multipla attrezzata Hymer a seguire Michele , poi io , Livio con famiglia e camper e in fine Pino e Mauro con Berlingo attrezzato a dormitorio pubblico.
Passeggiando tra le vie di Limone incontriamo l’Orco Stefano e altri amici trailers , le sensazione che si colgono sono di grande apprensione e preoccupazione , probabilmente perchè nessuno di noi non ha mai superato la soglia dei 100km.

Alcuni orchi decidono di andare a mangiare una pizza, io e Greg con Michele optiamo per il programma ufficiale partecipando al pasta party , probabilmente con la speranza di trovare un clima più festoso tra i trailers , ma invece l’atmosfera non cambia e le sensazioni si trasformano in certezze aumentando i nostri dubbi………..……e dentro di noi sorge normale domandarsi : ma allora domani cosa ci aspetta?
Il ritrovo è alle 4,15 ultimi preliminari , un te caldo un pezzo di crostata , l’attesa per il sorteggio per il controllo a campione e sono già le 5,10 quando viene dato il via alla CRO 2010.
Il primo tratto è parzialmente conosciuto da chi negli anni precedenti ha fatto la via dei lupi , in poco tempo siamo al Colle della Boaria poi al Colle della Perla , ma dopo il primo ristoro cominciamo a capire cos’è la CRO , arrampicata verso Fort de Giaure corta ma impegnativa , sicuramente molto pericolosa in condizioni meteo difficili , il mio pensiero va all’edizione 2008 come hanno fatto a fare partire dei concorrenti con una nevicata in corso pensando “arrampicarsi” su questa salita sarebbe stato veramente pericoloso , ma per fortuna non è il nostro caso e con molto impegno e fatica io e Pino ci alterniamo in testa spinti da un ritmo molto elevato imposto da Tiffany.

Da li una lunga discesa in una vallata veramente incantevole e presto siamo alle Miniere dove ci aspetta la moglie di Livio , Sabrina , a cui spetta un caloroso ringraziamento è stata veramente eccezionale cercando di sostenere con bevande , frutta fresca , cibarie di vario genere , non solo Livio ma anche gli altri Orchi, in molti punti del percorso.

Ma per me , purtroppo l’incubo inizia proprio qui , infatti cade l’ illusione che i problemi che assillano da 2 mesi il mio ginocchio sinistro si potessero risolvere con uno stop di 2 settimane , ma per fortuna adesso si sale gradualmente e in salita le cose migliorano decisamente .

Intanto mentre saliamo per raggiungere Pas de Colle Rousse cominciamo a vedere i primi trailers che si ritirano , noi con paso costante saliamo mentre un capriolo ci scruta da vicino e con aria stupita , probabilmente lui sa cosa ci aspetta qualche Km dopo, infatti come per magia ci appare una ripidissima salita e siamo costretti a sollevare lo sguardo per vedere la cima , si , dobbiamo andare proprio lassù.
La salita è veramente tosta rimaniamo in gruppo solo io Greg , Michele e Livio , mentre Pino non regge il passo.

Arrivati in sommità , con mio dispiacere inizia la discesa , il dolore al ginocchio comincia a diventare insopportabile , rimango distanziato da Greg , Michele e Livio , orami convinto di un mio imminente ritiro , mi ricordo di avere una bustina di antidolorifico , la prendo e dopo una decina di minuti comincia a fare il suo effetto , è incredibile il dolore è sparito , ricomincio a correre e dopo qualche km riprendo i miei compagni , racconto a loro il miracolo dell’antidolorifico , loro mi confortano dicendomi che hanno altre bustine e se ne avessi nuovamente bisogno non ci sarebbero problemi.
Arriviamo a metà gara a Camp d’Argent dove c’è uno dei pochi ristori con cibo caldo, poco dopo arriva anche Pino, finalmente siamo di nuovo tutti insieme.

Appena ripartiti siamo nuovamente divisi Greg e Michele ci precedono e io Livio e Pino formiamo un affiatato terzetto all’inseguimento dei due fuggitivi e prima del mont Gialabella siamo nuovamente tutti e cinque insieme.

Quando inizia la lunga discesa che ci porterà a Sospel il riacutizzarsi del dolore al ginocchio e’ diventato nuovamente insopportabile , decido di prendere la seconda bustina di antidolorifico gentilmente fornite da Livio e Greg , l’effetto non è immediato ,comunque il dolore diventa meno invasivo e a fatica riesco restare dietro i miei compagni che mi distaccheranno solo negli ultimi km prima di Sospel.

Finalmente arrivati a Sospel i miei compagni Orchi sono già li da qualche minuto , appena arrivo mi viene gentilmente offerta da Sabrina la moglie di Livio della frutta fresca, che meraviglia riesco a gustarmi seduto una fresca fetta di melone , ma appena mi rialzo per andare a prendere qualcosa da bere mi accorgo che non sono più in grado di camminare , zoppico vistosamente, e chiaro se mi fermo e mi raffreddo sono perduto , avverto i compagni che devo assolutamente ripartire e cosi faccio , certo che loro mi raggiungeranno in pochissimo tempo.

Subito si sale al col de Castillon in salita vado come una spia , poi iniziano delle discese e dei falsi piani , il dolore ritorna e decido di prendere la terza bustina di antidolorifico , ormai capisco che il suo effetto e limitato sia come intensità che come durata , a questo punto cerco di fruttare questo momento per macinare più km possibili , ormai le luci la musica delle discoteche intorno a Montecarlo mi accompagnano in questa fase di solitudine , la strada e corribilissima, probabilmente una tagliafuoco, i km passano e rapidamente mi trovo al penultimo ristoro , bene da qui mancano solo 20 km.

Questo particolare ristoro, posto prima dell’ultima salita, ha qualcosa di diverso che immediatamente non capisco , perché sono intento a consumare rapidamente la solita minestrina calda, andando avanti e indietro per non fermarmi , mentre faccio questa fobica consumazione il mio sguardo viene attirato da numerosi trailer che stanno tranquillamente seduti su una panchina a raccontarsi le proprie esperienze, mi domando che strano questi stanno li , ormai manca poco …..…perché?.

All’ arrivo Pino mi fornirà la motivazione di questo strano comportamento, i trailers seduti aspettavo le forze per poter ripartire e affrontare i primi metri ripidissimi , la montagna li aveva già respinti indietro almeno un paio di volte , infatti appena riparto devo mettere tutte le mie rimanenti forze per superare questa salita , ma ormai in salita non mi ferma più nessuno , facciamo altri 500 metri e vedo un trailer francese che ritorna indietro dicendomi ,…..no balise, come no balise non e possibile non c’erano deviazioni , a queso punto arrivano altri trailers, io mi offo per proseguire , non posso stare fermo vado avanti per 800 metri e niente nessun segnale , torno indietro ormai il gruppo dei trailers fermi sono gia una decina , decidiamo di riprovare ad andare nuovamente avanti cercando di spingerci oltre,proseguiamo per oltre 1 km ma nessuna balise, la cosa sembra strana , a questo punto un francese telefona all’organizzazione , che ci comunica che in questo tratto non ci sono segnali per 1,5 km , ripartiamo e ritroviamo la ricercata segnaletica .

Finalmente siamo all’ultimo sforzo , da tutti temuto e la dura salita de Cime de Baudon , io tiro il gruppo che si era fermato alla ricerca delle balise, dopo poco mi volto e mi accorgo che solo uno regge il passo, oggi devo ammettere che in salita sono veramente in forma , in poco tempo siamo in cima , a questo punto devo lasciarlo andare perché in discesa il dolore è veramente insopportabile , dopo alcuni gradoni non riesco più a piagare il ginocchio , per cui devo saltellare rischiosamente su una sola gamba. Mi rimane una sola bustina di antidolorifico , decido di prenderla l’effetto non è immediato ma qualcosa fà .

Riesco a proseguire alternando cosetta e marcia, in una discesa che passa vicino a bellissime ville e al famoso Golf Club di Montecarlo ormai quando sono in procinto dell’ultimo ristoro sento una voce chiamarmi è Livio finalmente mi ha raggiunto è solo , gli altri sono indietro e Greg non dovrebbe tardare , arriviamo all’ultimo ristoro e con stupore e felicità troviamo Greg ad aspettarci , ha involontariamente tagliato l’ultimo km , al ristoro troviamo l’instancabile moglie di Livio , ormai siamo consci di avercela fatta , io riparto quasi subito ma non riesco più a piegare il ginocchio che viene ormai trascinato , insisto e gradualmente riesco a riprendere le funzionalità minime per affrontare l’ultima discesa.

Sono passate 22,06 ore dalla partenza da Limone e io Greg e Livio tagliamo il traguardo tenendoci per mano a braccia sollevate , siamo Finischer della Cro , immediatamente ci viene incontro il mitico Mauro che onorevolmente si è ritirato a Cap d’Argent , dopo un’oretta arriva Pino e infine Michele . È finita possiamo tornare a casa

mercoledì 9 giugno 2010

MORENICA TRAIL 6 Giugmo 2010


Foto Morenica Trail 2010 Partenza
Foto Morenica Trail 2010 Reano
Foto Morenica Trail 2010 Moncuni
Foto Morenica Trail 2010 Arrivo


Dal racconto dell'OrcoRoberto.

La mattina della MT, alla consegna del pettorale, Pino mi ha chiesto di scrivere un breve resoconto della gara da pubblicare sul blog.
Sin dall’inizio ho pertanto assaporato ogni istante, ogni emozione, ogni colore che il percorso ha saputo offrirmi perché volevo testimoniare con dovizia di particolari l’esperienza. Ma giunto al 22° KM…., le gambe si sono trasformate in due tronchi ed ho iniziato a dubitare fortemente di giungere al traguardo con un tempo perlomeno dignitoso; i pensieri si sono trasformati ed ho iniziato a vedere tutto nero…. oltre agli altri concorrenti che mi passavano davanti e la volontà di scrivere una testimonianza si è trasformata in atroce dubbio: “scriverò una testimonianza o il mio testamento?!?!”Ma procediamo con ordine.
Alle 7:30 mi presento alla partenza e mi dedico alla vestizione che, osservando anche gli altri concorrenti, assomiglia al rito dei Samurai che si preparano alla guerra dove ogni dettaglio è curato sin nei minimi particolari, si respira eccitazione ed attesa ed ognuno scarica le proprie tensioni secondo un proprio metodo ormai consolidato nel tempo. Io lo faccio al bagno del bar più vicino, e non sono il solo…..
Ore 8:40 circa si parte, tutti dietro agli Orchi sino al Castello e poi via nella “selva oscura”; mi piacerebbe riportare tutti i luoghi come solitamente fa Pino nei suoi resoconti, ma sono un vero pivello ed a me molti luoghi sono del tutto sconosciuti.

Prima parte del percorso vado che è una meraviglia, i primissimi kilometri li corro addirittura insieme al gruppo di testa,…poi solo polvere. Tutto fila liscio fino al Monte Cuneo, splendidi sentieri mai percorsi si immergono nella natura e penso: “ma come si fa a gareggiare sulle strade in mezzo al traffico, ai rumori ed agli odori pungenti tutt’altro che gradevoli??”.

In “vetta”, un viso amico mi si palesa dinanzi, è Pino P. che mi offre alcune parole di conforto e mi dice che due Orchi sono a pochi minuti avanti….è già una buona notizia, il poco allenamento ma mirato che riesco a fare, probabilmente sta dando i suoi frutti.


Dal Moncuni è quasi tutta discesa su di un percorso ricco di radici affioranti e pietre insidiose, sembro un ottuagenario sulle gambe malferme ma non posso farmi male, ho un lavoro ed una famiglia esigenti cui devo dare conto!!!
Giungiamo a Reano ed ecco Pippo che solerte offre tocchi di banana, caramelle e sali. Grazie Pippo!!

Da lì percorro un breve tratto insieme a Mauro M. ma dopo poco, l’infaticabile Orco mi distanzia con il suo passo costante e tenace.
Ancora sofferenza e finalmente il castello di Rivoli si staglia all’orizzonte con la sua imponenza; privo di notizie fresche, ero convinto che la gara finisse lì con ad attendermi due ali di folla festanti e invece….un alpino (della vecchia guardia) mi incita a continuare perché il traguardo è al punto di partenza! GULP!! Non importa, fatto 30 si può fare 31 e via giù lungo Via Piol in mezzo allo struscio domenicale. Rinfrancato da qualche sparuto applauso e qualche bella signora, ringalluzzito e favorito dalla discesa sparo a 4 min/km sino all’arrivo chiudendo in un “brillante” 3 h (circa).



Sta diventando un vizio, una sorta di droga. Quando soffri, pensi che sarà l’ultima volta e non ti farai più fregare, e invece giungi all’arrivo e….pensi già alla prossima avventura.
Grazie ORCHI!