lunedì 19 luglio 2010

3RIFUGI VALPELLICE SKY MARATHON 18 luglio 2010


Foto 3Rifugi Val Pellice Sky Marathon 2010

Edizione 2009

Dal racconto dell'OrcoPinoR 

Ebbene si questa volta sono stato il primo....si il primo concorrente ad essere iscritto alla Mitica 3Rifugi ValPellice SkyMarathon...Lo dimostra il mio numero di pettorale il 161... a parte gli atleti di punta a cui sono stai dati i numeri dal 151 al 160.

Come si dice... chi ben inizia è a metà  dell'opera.
Non sono il solo Orco a partecipare alla gara con me...Andrea,Livio,Mauro e la sorella di Livio, un'allegra combriccola che vuole godersi a fondo questa bellissima gara da 'Corridori del cielo'.

E' una gara che ho particolarmente nel cuore ...uno dei miei primi trekking...anni 80.
1 giorno si era partiti dal Pian del Re, colle delle Traversette, sosta serale al rifugio Monviso in Francia nel parco del Queyras.
2 giorno al Rifugio Granero
3 giorno al rifugio Jervis
4 giorno dal colle Barant al Barbara Lawrie
5 giorno ritorno al pian del Re

Un bellissimo ricordo... e adesso pensare di fare il tutto in un solo fiato..quale brivido...quali dolci ricordi.

Arriviamo a Villanova Frazione di Bobbio Pellice, dopo esserci svegliati alle 4 del mattino e aver fatto una colazione da rigetto epatico, con le curve per salire alla partenza che non aiutano.

Una leggera fresca brezza rinfrescante ci sveglia appena scesi dalla macchina, ci fiondiamo a ritirare il pettorale ,espletare i doveri corporali e catapultarci al nastro di partenza dove ci attendono anche Fausto e Anna.
Riesco a farmi tirare una foto con Bert il folletto della ValPellice che a meno di sorprese dovrebbe aggiudicarsi anche questa 35' Edizione della 3Rifugi.

Una gara magica,con 35 anni di storia in una valle anch'essa carica di tradizioni...

Lontani e celeri colli
Lunghe tradizioni
Lingue d'oc
Leggi Valdesi
In valli incantate
da esili Fate


Siamo talmente presi in una discussione (non ricordo quale) che non ci accorgiamo del via dato alla gara, e veniamo trascinati di corsa sulla strada sterrata che ci condurra' al primo ristoro dell'Alpe Crosenna.



L'aria fresca ci fa raggiungere velocemente il colle della Boina, che manco a dirlo e' pieno di grasse vacche al pascolo.
Da qui attraversando residui di nevai raggiungiamo il Colle Boucie.
Prima del colle assisto al lieve malore che ha colto Livio, un lieve giramento di testa di quelli che capitano quando velocemente si fanno 1400D+ in neanche 2ore.
Al colle ci si ricompatta e si riparte alla volta della Francia, di un villaggetto di Galli Taurini dal nome impronunciabile Valpreveyre , quasi come il vulcano Islandese che quest'inverno ha riempito le cronache di tutti i giornali.

La giornata e' splendida il cielo terso e correre in discesa nel parco del Queyras e' sublime...certo non forziamo piu' di tanto...non come l'anno scorso quando iscritti alla Skyrace si cercavo di fare un buon tempo e si andava giù come fossimo inseguiti da uno sciame di vespe.
Sappiamo quello che ancora ci aspetta e il risparmio di energie e' un mezzo per convincerci che la gara sara' portata a termine.

La salita che ci portera' al colle dell'Urina e' un regalo offerto dai fauni del bosco del Queyras...fresca con torrentelli dalle chiare e verdi fresce acque, un sentiero si ripido ma privo di difficolta', morbido e rilassante.

Incontriamo i primi trailer in difficolta'...basta, per non azzeccare la giornata, un ristoro mandato giu' in fretta, una colazione maldigerita oppure come spesso accade, arrivare scarichi e privi di motivi.

La nostra motivazione una sola, divertirsi e stare in compagnia, anche perche' nessuno avrebbe il coraggio di sfidare Bert che vuole scendere a 5h e 15min per la skymarathon.

Velocissima la discesa che dal Colle dell'Urina porta al Rifugio Jervis posto alla conca del Pra....un luogo assai ameno; ampia, soleggiata, dal tipico profilo ad U generato dall’azione di antichi ghiacciai.
Ricco ristoro alla conca del Pra' , visto che e' ora di pranzo non ci facciamo mancare nulla...dal pane e salame al parmiggiano alle banane alla frutta secca e persino c'e' chi entra nel bar per prendersi un caffe'.
Giovani vestali ci servono bevende calde e fredde e occorre alimentarsi, ci attendono ancora 22km con altri 1700D+.

Riprendere la gara dopo la sosta , ed in pieno sole ed in salita e' un vero calvario.
Incontriamo vicino al suo pulmino Soma' che ci rammenta che lo scorso anno lui si era ritirato al COlle Barant...triste presagio le carte dichiarano una Luna nera.

Il tracciato tira dritto su strette accorciatoie evitando la carrereccia ormai in disuso che porta al colle Barant.
Il sentiero a volte e' ripidissimo, e permette solo una cadenzata marcia alpina quella che ha fatto nascere la 1' edizione nel 72', della 3Rifugi.

Salendo al Barant vediamo scendere, dal colle, alcuni atleti che si sono ritirati, ne risulteranno, al termine della gara 7.
E' sempre un dispiacere vedere il ritiro degli atleti. So cosa significa per esperienza, e anche se il ritiro e' un boccone amaro , occorre accettarlo e fa parte dell'esser sportivi...
Ammettere le sconfitte cosi come si raccolgono le vittorie.

Bianchi livori
in menti svuotate
sorrette da gambe
tremanti marcano
sconfitte cocenti


Il rifugio al Baracun e' ormai chiuso, peccato era un buon punto di riferimento per gli escursionisti...probabilmente le difficoltà logistiche e l'esiguita' degli escursionisti ne ha reso impossibile la gestione.

Al colle ci raggiunge Mauro e il gruppo e' ricompattato...chapeau alla classe 1948.

Ripida discesa al Pian delle Marmotte e poi per carrereccia , velocissima corsa verso il vallone dei Carbonieri che termina al rifugio Barbara Lawrie.

I prati del Barbara , come ogni domenica estiva, sono stracolmi di turisti e da lontano con i fumi dei Barbecue sembra una fonderia.
Avrei voglia di acquistare una o due forme del famoso formaggio SARASS' del FEN...è una ricotta stagionata tipica delle valli valdesi, dal gusto delicato e saporito, appartenente da sempre alla tradizione casearia locale. Il Saras viene prodotto con il latte vaccino, ovino e caprino...buonisssssimo.

Il ristoro con ombrellone e tavolino si confonde con i grupppi di turisti, talmente bene che anche noi si sediamo e sboconcelliamo qualcosa prima di affrontare gli ultimi 1000D+.

In assoluto silenzio affrontiamo la salita al Muro del colle Manzol...2700 slm ,arrivati che siamo in cima un tifo da stadio ci attende.
Per ogni componente del gruppo foto e incitamenti, Andrea particolarmente ricettivo al tifo fa' gli ultimi metri quasi correndo poi come Cristoforo Colombo a S.Salvador, si getta a terra in segno di ringraziamento per aver completato tutto il dislivello positivo.

La salita al colle Manzol la intraprendiamo con basse nubi pomeridiane , un classico in montagna in questa stagione.
Salutiamo i simpatici personaggi al colle e ci tuffiamo verso la tecnicissima discesa che ci porta al Rifugio Battaglione Granero.



E Dal Granero dopo un'ultimo ristoro , in un sol fiato giu' verso la Conca del Pra' ed arrivare tutti insieme Andrea,Livio,Grazia,Mauro,Pino.

Con Andrea e Mauro ci docciamo e consumiamo una veloce e feroce polenta e salsiccia.
Ci incamminiamo verso Villanova per il turistico sentiero e ormai stanchi chiediamo un passagio ad un furgonato dell'organizzazione sulla via del ritorno.
Gentilmente l'autista ci invita a salire sul furgone che ospita gia' due ragazze e dove alla chiusura della porta si rivela nel buio piu' assoluto.
Cerchiamo di sistemarci alla buona tra zaini, scale, scatole, borse dell'immondizia...

A meta' percorso l'incidente seguito da un'urlo di dolore....dal soffitto del furgonato cade in testa a Mauro un cuneo di plastica di quelli che si usano per fermare le ruote in discesa...

La caduta gli procura un taglio in testa di circa 3 cm sul cuoio capelluto che comincia a sanguinare....il dolore a sentirlo e' bruciante.

Stoico Mauro non dice una parola, appena scesi verifichiamo la ferita e trattasi di un taglio che sarebbe da curare....manco a dirlo da li a poco passa l'ambulanza che faceva servizio alla Conca del Pra.
Gli spieghiamo l'accaduto e curano Mauro con tutto il riguardo possibile rapando la ferita e applicandogli cerotti autosaldanti con cerotto finale.

Ormai esausti per un finale che non ci aspettavamo ci coccoliamo con una fresca birra alla trattoria di Villanova.

martedì 29 giugno 2010

CRO-MAGNON Extreme Race 26 Giugno 2010


E quando dai monti 
gli uomini fatti orchi
partirono alla ventura.

E quando tutti insieme
decisero di unirsi
in un solo destino.

Per affrontare
la natura benigna
e maligna, attraversando;
boschi, montagne, nevai
per vedere quello che
le genti liguri raccontavano.

Di un Lago senza fine
chiamato mare.

E alfine che lo videro
capirono quanto
grande e potente
sa essere la Grande Madre.



CRO 2010 Il racconto dell’OrcoMirco
Venerdì 25 giugno dalle ore 18,00 gli Orchi cominciano ad arrivare nella conosciuta località turistica Limone Piemonte , il primo è il mitico Greg con Multipla attrezzata Hymer a seguire Michele , poi io , Livio con famiglia e camper e in fine Pino e Mauro con Berlingo attrezzato a dormitorio pubblico.
Passeggiando tra le vie di Limone incontriamo l’Orco Stefano e altri amici trailers , le sensazione che si colgono sono di grande apprensione e preoccupazione , probabilmente perchè nessuno di noi non ha mai superato la soglia dei 100km.

Alcuni orchi decidono di andare a mangiare una pizza, io e Greg con Michele optiamo per il programma ufficiale partecipando al pasta party , probabilmente con la speranza di trovare un clima più festoso tra i trailers , ma invece l’atmosfera non cambia e le sensazioni si trasformano in certezze aumentando i nostri dubbi………..……e dentro di noi sorge normale domandarsi : ma allora domani cosa ci aspetta?
Il ritrovo è alle 4,15 ultimi preliminari , un te caldo un pezzo di crostata , l’attesa per il sorteggio per il controllo a campione e sono già le 5,10 quando viene dato il via alla CRO 2010.
Il primo tratto è parzialmente conosciuto da chi negli anni precedenti ha fatto la via dei lupi , in poco tempo siamo al Colle della Boaria poi al Colle della Perla , ma dopo il primo ristoro cominciamo a capire cos’è la CRO , arrampicata verso Fort de Giaure corta ma impegnativa , sicuramente molto pericolosa in condizioni meteo difficili , il mio pensiero va all’edizione 2008 come hanno fatto a fare partire dei concorrenti con una nevicata in corso pensando “arrampicarsi” su questa salita sarebbe stato veramente pericoloso , ma per fortuna non è il nostro caso e con molto impegno e fatica io e Pino ci alterniamo in testa spinti da un ritmo molto elevato imposto da Tiffany.

Da li una lunga discesa in una vallata veramente incantevole e presto siamo alle Miniere dove ci aspetta la moglie di Livio , Sabrina , a cui spetta un caloroso ringraziamento è stata veramente eccezionale cercando di sostenere con bevande , frutta fresca , cibarie di vario genere , non solo Livio ma anche gli altri Orchi, in molti punti del percorso.

Ma per me , purtroppo l’incubo inizia proprio qui , infatti cade l’ illusione che i problemi che assillano da 2 mesi il mio ginocchio sinistro si potessero risolvere con uno stop di 2 settimane , ma per fortuna adesso si sale gradualmente e in salita le cose migliorano decisamente .

Intanto mentre saliamo per raggiungere Pas de Colle Rousse cominciamo a vedere i primi trailers che si ritirano , noi con paso costante saliamo mentre un capriolo ci scruta da vicino e con aria stupita , probabilmente lui sa cosa ci aspetta qualche Km dopo, infatti come per magia ci appare una ripidissima salita e siamo costretti a sollevare lo sguardo per vedere la cima , si , dobbiamo andare proprio lassù.
La salita è veramente tosta rimaniamo in gruppo solo io Greg , Michele e Livio , mentre Pino non regge il passo.

Arrivati in sommità , con mio dispiacere inizia la discesa , il dolore al ginocchio comincia a diventare insopportabile , rimango distanziato da Greg , Michele e Livio , orami convinto di un mio imminente ritiro , mi ricordo di avere una bustina di antidolorifico , la prendo e dopo una decina di minuti comincia a fare il suo effetto , è incredibile il dolore è sparito , ricomincio a correre e dopo qualche km riprendo i miei compagni , racconto a loro il miracolo dell’antidolorifico , loro mi confortano dicendomi che hanno altre bustine e se ne avessi nuovamente bisogno non ci sarebbero problemi.
Arriviamo a metà gara a Camp d’Argent dove c’è uno dei pochi ristori con cibo caldo, poco dopo arriva anche Pino, finalmente siamo di nuovo tutti insieme.

Appena ripartiti siamo nuovamente divisi Greg e Michele ci precedono e io Livio e Pino formiamo un affiatato terzetto all’inseguimento dei due fuggitivi e prima del mont Gialabella siamo nuovamente tutti e cinque insieme.

Quando inizia la lunga discesa che ci porterà a Sospel il riacutizzarsi del dolore al ginocchio e’ diventato nuovamente insopportabile , decido di prendere la seconda bustina di antidolorifico gentilmente fornite da Livio e Greg , l’effetto non è immediato ,comunque il dolore diventa meno invasivo e a fatica riesco restare dietro i miei compagni che mi distaccheranno solo negli ultimi km prima di Sospel.

Finalmente arrivati a Sospel i miei compagni Orchi sono già li da qualche minuto , appena arrivo mi viene gentilmente offerta da Sabrina la moglie di Livio della frutta fresca, che meraviglia riesco a gustarmi seduto una fresca fetta di melone , ma appena mi rialzo per andare a prendere qualcosa da bere mi accorgo che non sono più in grado di camminare , zoppico vistosamente, e chiaro se mi fermo e mi raffreddo sono perduto , avverto i compagni che devo assolutamente ripartire e cosi faccio , certo che loro mi raggiungeranno in pochissimo tempo.

Subito si sale al col de Castillon in salita vado come una spia , poi iniziano delle discese e dei falsi piani , il dolore ritorna e decido di prendere la terza bustina di antidolorifico , ormai capisco che il suo effetto e limitato sia come intensità che come durata , a questo punto cerco di fruttare questo momento per macinare più km possibili , ormai le luci la musica delle discoteche intorno a Montecarlo mi accompagnano in questa fase di solitudine , la strada e corribilissima, probabilmente una tagliafuoco, i km passano e rapidamente mi trovo al penultimo ristoro , bene da qui mancano solo 20 km.

Questo particolare ristoro, posto prima dell’ultima salita, ha qualcosa di diverso che immediatamente non capisco , perché sono intento a consumare rapidamente la solita minestrina calda, andando avanti e indietro per non fermarmi , mentre faccio questa fobica consumazione il mio sguardo viene attirato da numerosi trailer che stanno tranquillamente seduti su una panchina a raccontarsi le proprie esperienze, mi domando che strano questi stanno li , ormai manca poco …..…perché?.

All’ arrivo Pino mi fornirà la motivazione di questo strano comportamento, i trailers seduti aspettavo le forze per poter ripartire e affrontare i primi metri ripidissimi , la montagna li aveva già respinti indietro almeno un paio di volte , infatti appena riparto devo mettere tutte le mie rimanenti forze per superare questa salita , ma ormai in salita non mi ferma più nessuno , facciamo altri 500 metri e vedo un trailer francese che ritorna indietro dicendomi ,…..no balise, come no balise non e possibile non c’erano deviazioni , a queso punto arrivano altri trailers, io mi offo per proseguire , non posso stare fermo vado avanti per 800 metri e niente nessun segnale , torno indietro ormai il gruppo dei trailers fermi sono gia una decina , decidiamo di riprovare ad andare nuovamente avanti cercando di spingerci oltre,proseguiamo per oltre 1 km ma nessuna balise, la cosa sembra strana , a questo punto un francese telefona all’organizzazione , che ci comunica che in questo tratto non ci sono segnali per 1,5 km , ripartiamo e ritroviamo la ricercata segnaletica .

Finalmente siamo all’ultimo sforzo , da tutti temuto e la dura salita de Cime de Baudon , io tiro il gruppo che si era fermato alla ricerca delle balise, dopo poco mi volto e mi accorgo che solo uno regge il passo, oggi devo ammettere che in salita sono veramente in forma , in poco tempo siamo in cima , a questo punto devo lasciarlo andare perché in discesa il dolore è veramente insopportabile , dopo alcuni gradoni non riesco più a piagare il ginocchio , per cui devo saltellare rischiosamente su una sola gamba. Mi rimane una sola bustina di antidolorifico , decido di prenderla l’effetto non è immediato ma qualcosa fà .

Riesco a proseguire alternando cosetta e marcia, in una discesa che passa vicino a bellissime ville e al famoso Golf Club di Montecarlo ormai quando sono in procinto dell’ultimo ristoro sento una voce chiamarmi è Livio finalmente mi ha raggiunto è solo , gli altri sono indietro e Greg non dovrebbe tardare , arriviamo all’ultimo ristoro e con stupore e felicità troviamo Greg ad aspettarci , ha involontariamente tagliato l’ultimo km , al ristoro troviamo l’instancabile moglie di Livio , ormai siamo consci di avercela fatta , io riparto quasi subito ma non riesco più a piegare il ginocchio che viene ormai trascinato , insisto e gradualmente riesco a riprendere le funzionalità minime per affrontare l’ultima discesa.

Sono passate 22,06 ore dalla partenza da Limone e io Greg e Livio tagliamo il traguardo tenendoci per mano a braccia sollevate , siamo Finischer della Cro , immediatamente ci viene incontro il mitico Mauro che onorevolmente si è ritirato a Cap d’Argent , dopo un’oretta arriva Pino e infine Michele . È finita possiamo tornare a casa

mercoledì 9 giugno 2010

MORENICA TRAIL 6 Giugmo 2010


Foto Morenica Trail 2010 Partenza
Foto Morenica Trail 2010 Reano
Foto Morenica Trail 2010 Moncuni
Foto Morenica Trail 2010 Arrivo


Dal racconto dell'OrcoRoberto.

La mattina della MT, alla consegna del pettorale, Pino mi ha chiesto di scrivere un breve resoconto della gara da pubblicare sul blog.
Sin dall’inizio ho pertanto assaporato ogni istante, ogni emozione, ogni colore che il percorso ha saputo offrirmi perché volevo testimoniare con dovizia di particolari l’esperienza. Ma giunto al 22° KM…., le gambe si sono trasformate in due tronchi ed ho iniziato a dubitare fortemente di giungere al traguardo con un tempo perlomeno dignitoso; i pensieri si sono trasformati ed ho iniziato a vedere tutto nero…. oltre agli altri concorrenti che mi passavano davanti e la volontà di scrivere una testimonianza si è trasformata in atroce dubbio: “scriverò una testimonianza o il mio testamento?!?!”Ma procediamo con ordine.
Alle 7:30 mi presento alla partenza e mi dedico alla vestizione che, osservando anche gli altri concorrenti, assomiglia al rito dei Samurai che si preparano alla guerra dove ogni dettaglio è curato sin nei minimi particolari, si respira eccitazione ed attesa ed ognuno scarica le proprie tensioni secondo un proprio metodo ormai consolidato nel tempo. Io lo faccio al bagno del bar più vicino, e non sono il solo…..
Ore 8:40 circa si parte, tutti dietro agli Orchi sino al Castello e poi via nella “selva oscura”; mi piacerebbe riportare tutti i luoghi come solitamente fa Pino nei suoi resoconti, ma sono un vero pivello ed a me molti luoghi sono del tutto sconosciuti.

Prima parte del percorso vado che è una meraviglia, i primissimi kilometri li corro addirittura insieme al gruppo di testa,…poi solo polvere. Tutto fila liscio fino al Monte Cuneo, splendidi sentieri mai percorsi si immergono nella natura e penso: “ma come si fa a gareggiare sulle strade in mezzo al traffico, ai rumori ed agli odori pungenti tutt’altro che gradevoli??”.

In “vetta”, un viso amico mi si palesa dinanzi, è Pino P. che mi offre alcune parole di conforto e mi dice che due Orchi sono a pochi minuti avanti….è già una buona notizia, il poco allenamento ma mirato che riesco a fare, probabilmente sta dando i suoi frutti.


Dal Moncuni è quasi tutta discesa su di un percorso ricco di radici affioranti e pietre insidiose, sembro un ottuagenario sulle gambe malferme ma non posso farmi male, ho un lavoro ed una famiglia esigenti cui devo dare conto!!!
Giungiamo a Reano ed ecco Pippo che solerte offre tocchi di banana, caramelle e sali. Grazie Pippo!!

Da lì percorro un breve tratto insieme a Mauro M. ma dopo poco, l’infaticabile Orco mi distanzia con il suo passo costante e tenace.
Ancora sofferenza e finalmente il castello di Rivoli si staglia all’orizzonte con la sua imponenza; privo di notizie fresche, ero convinto che la gara finisse lì con ad attendermi due ali di folla festanti e invece….un alpino (della vecchia guardia) mi incita a continuare perché il traguardo è al punto di partenza! GULP!! Non importa, fatto 30 si può fare 31 e via giù lungo Via Piol in mezzo allo struscio domenicale. Rinfrancato da qualche sparuto applauso e qualche bella signora, ringalluzzito e favorito dalla discesa sparo a 4 min/km sino all’arrivo chiudendo in un “brillante” 3 h (circa).



Sta diventando un vizio, una sorta di droga. Quando soffri, pensi che sarà l’ultima volta e non ti farai più fregare, e invece giungi all’arrivo e….pensi già alla prossima avventura.
Grazie ORCHI!

lunedì 31 maggio 2010

TRAIL DEL MONTE SOGLIO 30 Maggio 2010


Foto Traildel Monte Soglio 2010
Classifica Trail del Monte Soglio 2010

Dal racconto dell'OrcoPinoR
Inutile raccontare questo Trail quando già esiste da anni una poesia che lo sintetizza tutto :

Su le dentate scintillanti vette
salta il camoscio, tuona la valanga
da' ghiacci immani rotolando per le
selve croscianti :
ma da i silenzi de l'effuso azzurro
esce nel sole l'aquila, e distende
in tarde ruote digradanti il nero
volo solenne.
Salve, Piemonte!

Giosue' Carducci


Provo comunque a raccontare questo Trail ancora per me a chilometri zero.
La decisione di essere presenti è stata presa in sintonia con gli altri Orchi nel mese di dicembre 2009, quando alla riunione annuale abbiamo deciso i Trail dell'anno che verrà.
Il Trail del Monte Soglio appariva come un punto di passaggio per arrivare preparati ai grandi viaggi estivi.
Il TMS, cosi ormai è abbreviato, e' in realtà un Trail che ben si presta a mio parere ad essere il Trail dell'anno.

Bene si integra nei Trail a chilometri zero che coprono tutto l'arco alpino della provincia di Torino, adatti a diventare il circuito dei Trail Olimpici.

- 3Rifugi ValPellice
- Trail dei due parchi
- Morenica Trail (Rivoli)
- Chaberton Marathon
- Trail di Ulzio
- Maratona Alpina di Val della Torre
- Trail del Monte Soglio
- Morenic Trail (Ivrea)
- Royal Ultra Sky Marathon
- Isangarda Trail


All'inizio un'idea un pò folle. Chissà forse solo un sogno nel cassetto.

Riprendo, dopo piccola digressione il racconto del TMS.

Gli Orchi sono iscritti in buon numero Pino'C, Mirko, Livio, Greg, Andrea, Mauro, Silvio, Steu, Giorgio... mancava solo Andrea ma in zona Cesarini riusciamo a iscriverlo grazie a Roberto che lo ha messo in lista d'attesa.
Arriviamo presto alla palestra delle scuole di Forno Canavese per poter usufruire delle brandine e materassi messi a disposizione dall'organizzazione.
A gestire la palestra, due addetti (mi scuso per non sapere i nomi) che con teutonico cipiglio dovranno affrontare circa 150 trailers.
Non penso avranno difficoltà almeno prima della partenza, tutti troppo presi a cercare energie interiori per poter affrontare i 60km e i 3400 D+ che domattina di buon'ora li attendono.

Ritiro pettorali, preparazione del zainetto per l'indomani...tutto si svolge per me come un rito solenne.

E' già ora di cena...siamo imbottiti di carboidrati, ma la cena va fatta egualmente.
Ci approprinquiamo al capannone che viene utilizzato dalla Comunità di Forno anche per altre manifestazioni e prima di cena, Roberto presenta il percorso. Indica i tratti più complessi. Domani però non sono previste precipitazioni e il percorso sara' in perfetto stato.

Per il dopo cena l'organizzazione ci propone il film su Marco Olmo 'Il Corridore' con la presentazione del protagonista. Seguiamo il film per una mezz'ora poi ci precipitiamo in palestra per cercare di riposare.

L'addetto alla palestra alle 11.00 spegne le luci. Nessuno si lamenta, nessun manifestazione di intemperanza. Sembra di essere a naia ma qui è un'altra cosa. Quando passava il sottufficiale a spegnere le luci della camerata gli epiteti i versi e quant'altro si sprecavano. Qui no, anche se sembra un ambiente cameratesco il rispetto del silenzio e del riposo è sacro.

Ore 4.15 un trailer già vestito di tutto punto borracce piene comprese, si aggira come un fantasma tra i sacchi a pelo della palestra. Credo non abbia chiuso occhio, che il dio Albios lo protegga.

Arrivano anche Andrea e Mirko che non avendo dormito a Forno, hanno preferito la levataccia delle 3.30. Siamo alla partenza. Ore 6.00, leggere ed umide nebbie avvolgono le montagne, cosi partono 350 atleti chi per il gir lung e chi per il gir curt.

Il primo obiettivo è il Mulin Val, logo del TMS. Steu ieri sera mi spiegava che il Mulino è stato fatto costruire da una famiglia in memoria del loro unico figlio morto per un incidente.
La costruzione è in muratura mentre il movimento è stato costruito in Olanda. Essendoci poco vento le pale sono mosse da corrente elettrica, ed il movimento, segno di vita, conforta i genitori.

Arriviamo al Mulino gia' fradici di sudore, un po' per la veloce corsa ma sopratutto per la forte umidità mattutina. Seconda tappa la chiesetta della Madonna della Neve. Si viaggia tra boshi di Faggi , castagni, noccioli. Un percorso veloce molto adatto a chi ha una buona preparazione su strada.
I luoghi che attraversiamo si prestano a fiabe e racconti d'altri tempi:

Si racconta di quando

uomini con la coda 

e con una forza bestiale,
uomini forastici 
vagavano selvatici 
per i boschi e non 
bastavano dieci gendarmi
a fermarli.
Quando con la luna piena 

cercavano nei luoghi abitati
giovani fanciulle da rapire


Viaggio con Andrea e Mauro, riusciamo ad un bivio a perdere le tracce, era talmente evidente ma eravamo troppo presi dalla conversazione per riuscire a ritrovare il percorso, Andrea e Mauro puntano due direzioni diverse e assicuratoci che non c'e' nessun segno rosa torniamo indietro sui nostri passi e riprendiamo il sentiero per passare il cancello nr.2 di Pratialdo località presumo di origine Longobarda.

Perdiamo litri di liquidi nella corsa veloce del sentiero che ripristiniamo immediatamente integrando il tutto con pastiglie di sali, 1 ogni 2 ore circa...io da parte mia continuo a nutrirmi di datteri, fichi e frutta disidratata.
Siamo nell'oasi del Sacro Monte di Belmonte, il percorso attraversa sentieri naturalistici che si snodano lungo un percorso circolare, attraverso un bosco di querce e castagni secolari punteggiato da grosse rocce granitiche rossastre.
Si narra che il santuario fu fatto costruire da re Arduino per grazia ricevuta intorno all'anno mille.
Al cancello nr.3 al 32km di S.Colombano, un ristoro più ricco ci attende anche con panini al prosciutto, banane, grana,fette biscottate con nutella. Occorre fermarsi ci attendono ancora altrettanti chilometri ed il dislivello più importante.

Alla salita al Mont Suffiet, al cambio di ritmo, da corsa veloce a salita, le gambe non vanno. Il passo si fa lento e rallentiamo notevolmente....bhe vorrei vedere voi al km 36 iniziare mentalmente una salita da 1500D+.

L'obiettivo è ormai cima Mares. Con Andrea ci arriviamo con una ricca dose di Gel corroborante e poi, con il diradarsi delle nubi la vista spazia sulla nostra destra su tutta la valle dell'Orco (o Locana) su parte della Val Soana e ci ripaga di ogni fatica, di ogni negatività:


Aldila' della valle

L'antica terra dei Salassi

Aldiqua' i luoghi della Legione Tebea
Splendide cime, immani vette
La vista dell'Orco e
Termina la Tribolazione.



Fino alla cima del Soglio ci accompagna il massiccio del GranParadiso, due terzi della RUSM sono davanti a noi, riconosciamo il vallone del Piantonetto, il colle dei Becchi ancora coperto di neve.

In Punta al Soglio una webcam mobile ci attende, ma Enrico, da casa,  non ci ha visto passare.
Foto di rito, un breve ristoro e ripartiamo per la breve discesa di 13km che ci attende.
Qui sulla cresta del Soglio si svolgevano antiche transumanze che portavano i margari dalla pianura del canavese alle valle di Lanzo passando dalla cima dell'Angiolino e dalla Vaccarezza, da li poi all'Alpe Cialma per proseguire per Coiro e Lanzo.
La discesa dal Soglio passando dall'alpe Soglia ci regala ancora un piccolo colle che affronto con un lieve fastidio alla pianta del piede. Pensavo fossero bolle in realtà trattasi di un'irritazione a qualche nervetto dovuto al cambio di scarpa.

All'ultimo cancello di Milani ci concediamo una birra dopodicheè come inseguiti da 20 venti Masche dopo 60km corriamo verso l'agognato arrivo sono le 17.40.

Docciato, mi complimento con Greg che con le sue 8.40 ha fatto un tempone , mi prometto di pagargli un litro di birra.
Mi precipito al Bar del Capannone per usufruire del mio buono consumazione ma l'omone che lo gestisce mi appone un timbro sul dorso della mano ordinando ai due giovani baristi di darmi tutto cio' che chiedo AD LIBITUM.

lunedì 24 maggio 2010

TRAIL DEI DUE PARCHI 23 Maggio 2010


Foto Trail 2 Parchi 2010

Dal racconto dell'OrcoPinoR
La prima segnalazione del Trail dei due parchi ci arriva dal calendario Uisp dei trail provinciali.
Inserito tra la Maratona Alpina di Val della Torre e il Trail del Monte Soglio ,questo nuovo trail alla sua prima edizione ci ha subito interessato perchè in un sol fiato permette di attraversare una larga fetta del territorio alpino della provincia di Torino.
Attraversa due magnifici parchi regionali, il parco Monte Tre Denti-Freidoir e il parco del Monte S.Giorgio.
Il Trail dei due Parchi non era inserito nel calendario annuale degli Orchi, volentieri pero' lo affronteremo per conoscere nuovi luoghi e come possibile trampolino di lancio per il Trail del Monte Soglio.
Per poter spaziare su un cosi ampio territorio, partenza ed arrivo non sono siti nel medesimo luogo ma bensi : partenza a Roletto e arrivo sotto il M.te S.Giorgio praticamente Piossasco(To).
Sveglia alle 5.30 e ritrovo in piazza Martiri a Rivoli(To) con gli altri Orchi, Umberto, Andrea, Giancarlo ed in ritardo di mezz'ora PinoCar.
Da qui ci spostiamo a Piossasco a casa di Marcello che ci accompagna al parcheggio vicino alla zona tiri del M.te S.Giorgio dove lasceremo la macchina per spostarci a Roletto.
Nel tragitto prima di lasciare Piossasco, raccogliamo anche il fratello di Marcello già vestito da gara..nessun zainetto, borraccia o armamentario da trail...e non ha tutti i torti la giornata si prospetta calda, afosa e finalmente estiva.
Roletto p.zza principale, si rimane sempre favorevolmente impressionati quando un tranquillo paesino di provincia viene reso vivo da trailers eccitati e pieni di adrenalina, la piazza già di per se ben tenuta, con tutto i colori degli atleti vive un giorno di gloria.
Indossato il grande pettorale di lana, fatte le foto di rito...il direttore della gara ci invita a 30 secondi di silenzio per ricordare l'incendio del 6 Febbraio 1999 sul Monte S.Giorgio che ha imperversato per più giorni e che ha visto morire il giovane David Bertrand che faceva parte del gruppo Antincendio Boschivo del parco.
Umberto partira' con qualche minuto di ritardo , ha deciso di fare la 10km che si fermerà al rifugio Mellano rinnovato dalla nuova struttura in legno chiamata Casa Canada perchè nelle Olimpiadi di Torino 2006 ha ospitato la delegazione Canadese.
La partenza e' tranquilla e si procede, almeno per noi, a velocita' adatta per una 37km, tanti saranno infatti, i chilometri registrati dal navigatore GPS.
Il percorso e segnato benissimo e mai si viene abbandonati dal bollo giallo con la scritta nera SDB sentiero David Bertrand, inoltre bandierine rosse sono poste circa ogni 10/20 metri, impossibile perdersi..


A rafforzare il controllo sul percorso, sono presenti le Guardie Ecologiche Volontarie, Gli Alpini, i guardia parco ..insomma mi riferiranno che sul percorso ci sono circa 200 volontari.
Sono certo che la prossima edizione il numero di iscritti raddoppiera', lo spiegamento di forze lo merita.
Il trail lo corriamo in compagnia ; con noi Livio, sua sorella, Andrea, PinoCar, Marcello...
Boschi di faggi si alternano a macchie di rovere e boschetti di roverelle, nel luoghi più asciutti ed in quota ecco i pini silvestri e mi hanno riferito di alcuni impianti di Pino nero.
Sui versanti a nord e più umidi una buona forestazione di larici....
La fauna con tutto il baccano che abbiamo fatto tra i volontari e gli atleti...latita e ne ha ben donde.
Ecco i Tre Denti e il Freidoir, giriamo intorno per arrivare al ristoro della Rocca Sbarua paradiso dell'arrampicata sportiva...c'e' anche il tifo, non male per essere la prima edizione.
Questa e' secondo me la parte più bella del percorso, grossi massi di granito cui fanno da contorno faggi e querce centenarie...si rimane senza parole.....

Antiche vie
Luoghi ameni
Nani e folletti
Genti di montagna
Nei sei mesi d'inverno
Nelle stalle a raccontare
Nei sei mesi d'inferno
Nei boschi a lavorare
E le carbonaie ad annerire



La nostra compagnia viene superata dal fratello di Marcello...ci aveva ben predetto che sapeva il fatto suo.
Siamo al cancello del 20 km al colletta di Cumiana, Messner ci segue come un'ombra lo vediamo sbucare da ogniddove, scatta le foto e fugge al prossimo incrocio con qualche strada provinciale o sterrata.
Dopo il cancello , scendendo da un pendio disboscato da poco, Marcello incappa in una brutta storta alla caviglia sinistra che di prim'acchito sembra grave...ma dopo pochi minuti riesce a recupera e ripartre anche senza bastoncini.
Affrontiamo la lunga discesa e incominciamo a vedere Il Monte S.Giorgio, ma il caldo si fa sentire e noi diamo fondo alla ultime riserve alimentari e all'ultimo ristoro preziosissimo prima dello sforzo finale.
Marcello si attarda con il cibo e noi proseguiamo fiduciosi che ormai la caviglia calda lo porterà al termine senza problemi.
Ultima discesa prima dell'arrivo, Marcello rinvigorito ci supera e con noi il fratello...penso che tra i due ci sia una rivalita' non dichiarata.
Superiamo anche noi il fratello di Marcello e a 500 metri dal traguardo rincontriamo Marcello dolorante, un'altra leggera storta alla stessa caviglia.
Gli cedo i bastoncini per gli ultimi metri, il gruppo procede insieme al traguardo...segue a pochi minuti, con mia sorpresa il fratello di Marcello...e dopo poco anche Marcello tenendo i denti stretti conclude questo bellissimo Trail.

martedì 20 aprile 2010

MARATONA ALPINA DI VAL DELLA TORRE 18 APRILE 2010

Foto Maratona Alpina 2010

Dal racconto dell'OrcoPinoR
Settembre 2009 , ecco il mese in cui Alfredo ha iniziato a parlarmi della 3' edizione della Maratona Alpina di Val della Torre.
Mi trovavo al Cai di Val della torre per partecipare al corso di roccia che annualmente, in autunno, si tiene presso i locali del Cai sito proprio sotto la vecchia torre restaurata del comune, cosi che' con Alfredo si e' deciso di :
- Rendere la gara competitiva iscrivendola alla UISP
- richiedere agli Organizzatori dell'Ultra Trail du Mont Blanc ,
la certificazione affinche' la Maratona Alpina possa diventare qualificante come punteggio per l'UTMB.
- Strategie per far conoscere la gara , iscrizione al calendario di Spirito Trail e WedoSport e volantinaggio feroce in tutte le gare di cross invernale.

Dulcis in fundo , la proposta di partecipazione alla gara ad atleti che potessero dare del filo da torcere ai vincitori dell'anno precedente.
L'organizzazione perfetta di Alfredo e la pulizia dei sentieri in autunno 2009 da lui stesso fatta e la visibilita' della gara hanno triplicato, rispetto all'anno precedente, gli atleti che il 18 Aprile 2010 si sono presentati alla linea di partenza.

Con gli Orchi negli ultimi due mesi , in quattro sessioni, abbiamo provato divertendoci tutto il percorso di gara.

..Poi per scongiurare il cattivo tempo il giorno della gara , nel mese di febbraio 2010,scrivo al sito di www.Nimbus.it la seguente mail:

Ciao a tutti
Quest'anno si svolgera' la 3' Edizione della Maratona alpina di Valle della Torre
http://www.sportinsiemevdt.it/Maratone_index.htm
ebbene per 2 edizioni consegutive la pioggia, la neve, il vento, hanno funestato questa bellissima maratona alpina non permettendo agli atleti di ammirare i

fantastici panorami:

- sulle valli di lanzo
- sulla valle di susa
- sulla Val ceronda e casternone
. sulla Val Messa
- sulla piana torinese
-ect..

Ci appelliamo a voi come gesto scaramantico , a voi moderni stregoni metereologici affinche' possiate darci per il 18 Aprile 2010 una previsione del tipo:
- Alta pressione sulle Alpi, cielo sereno, assenza di precipitazioni temperature primaverili, lieve brezza rinfrescante.

Grazie Un caro saluto


E loro...seri e professionali:

come di consueto le previsioni saranno possibili circa una settimana prima dell'appuntamento.
per ora non si può sapere nulla, salvo che aprile sulla nostra regione è in genere un mese molto piovoso!


Il gesto scaramantico in parte ha funzionato, certo non una giornata con sole mediterraneo ma le precipitazioni hanno latitato per tutto il giorno.
Il mattino di domenica 18 Aprile 2010 la localita' di Grange di Brione pulula di atleti ben 170.
Ci ritroviamo con gli Orchi gli amici di cuore da Sportivo e del Gs Murialdo alle 6.30 , montiamo il piccolo punto iscrizione della gara combinata la www.morenicatrail.it ed in batter d'ali e' ora di partire.

Oggi gli Orchi sono con un Cuore da Sportivo

Rapide foto di rito , i Soma' , Greg , Livio, Ulrico ...e' proprio una festa.
Non trovo tensione almeno tra noi che partiamo dietro le prime file.

La partenza e' veloce e penso di aver caricato eccessivamente lo zainetto...bho sara' tutto l'armamentario che mi porto sempre dietro neanche dovessi partire
per un Trekking; gps,machina foto(manca mai) telefono ...fax..(no quello no) telo,fischietto e un sacco di altri ammennicoli...la volta che riusciro a liberarmene magari guadagno un'oretta.

Hei...adesso che ci penso sono mesi che pensiamo a questa gara e adesso eccomi qua...
Il tratto veloce di 5 km che da Grange di Brione porta alla chiesetta di Val della Torre antistante il cimitero sgrana il gruppo, sembra fatto apposta per non creare quelle fastidiose code da ufficio Postale.

Procediamo in fila indiana ed entriamo in natura...
se non che' dopo qualche decina di metri mi accorgo che c'e' qualcosa che non va', il sentiero cambia forma , strane case che non ricordo compaiono sulla
destra....domanda ...Alfredo ha cambiato qualcosa ?...oppure abbiamo sbagliato bivio ?....buona la seconda abbiamo sbagliato bivio...HEIIII VOIIII TORNATE INDIETRO PER DI QUA ....FIIUUUUU li ho beccati in tempo...e cosi che succede come nelle parabole ...beati gli ultimi perche' saranno i primi.
Andrea, Silvio li vedo arrivare da dietro e il gruppo si compatta ancor di piu', sul lungo sentiero in traverso che raggiunge il Mont Baron si corre che e' un piacere, con scorci panoramici sulla piana Torinese .

Facciamo ancora la salita al Mont Baron e il pianoro del parapendio dopodiche' prima della punta del Monte Rosselli basse nuvole coprono tutto e addio viste
panoramiche....

Nubi veloci
si rincorrono da nord
fredde e leggere
provo a seguirle
e farmele amiche
dovrei fermarmi
e inalarle ma
non c'e' tempo
non oggi...non oggi



Siamo alla Bassa delle Sette ecco che inizia la veloce discesa che ci porta al sentiero Vdt3 e a Fontana Bruna, molto particolari i sentieri tracciati su
antiche frane , un capovaloro di sentieristica apprezzata tutt'oggi.

L'attacco della salita al colle della Lunella e' ancora lontano, si corre decisamente cercando di spendere poche energie....eccolo l'attacco alla Lunella e'
l'ora dei corroboranti.. stavolta mi sono munito di :

- radice di zenzero
- grossi datteri Libici
- kiwi e melone disadratati

Mangio lo zenzero ....forse troppo...ho la bocca in fiamme...che accidente ho esagerato e cosi cerco di spegnere il fuoco con acqua abbondante...ci metto un
po' perche succhiarla dal tubo e un disastro....non ne azzecco una.

Salgo alla Lunella 1400slm in un bagno di sudore e su al colle con tutta quella neve fa freschetto , dal colle della Lunella al colle del Lys viaggio con Marcello e Roberto...siamo sui sentieri dei partigiani quelli della 17' Brigata Garibaldi che tanto filo da torcere diede ai Nazifascisti , e le date della gara ricordano il 25 Aprile 1945... date che ormai per molti non significano niente...
Per roccette arriviamo al rifugio Ana del colle della Portia, dove facciamo il pieno di The caldo prima di intraprendere la discesa verso la fontana Barlot e a seguire la carrereccia per il colle del Lys di circa 4km.

Ecco il colle del Lys in teoria dovrei trovare moglie,figlia,suoceri,cognata .. ho prenotato loro il pranzo al rifugio del Lys , nel contempo mi fanno da appoggio logistico.



Colle del Lys ore 11.45 dopo l'ultima salita tra fango e neve...neve e fango che costeggia il Tapis-Roulant dello snowpark dello Yeti, tutti che ripartono alla veloce ....io no mia moglie mi apre il vano posteriore della macchina...cambio maglia e cappellino poi.... nutrizione con pane di Mompellato cotto nel forno a legna e una ricca fetta di formaggio locale....una goduria....mi ingolfa un po' ma pazienza i sapori sono impagabili.

Passo sotto il pallone per il controllo del tempo alle 11.50, incontro Pino 'Carozziere e Mauro Dot.Ing.Cav. , mi chiedono di attenderli e cosi aspetto che si rifocillino e poi si riparte alla volta della salita del monte Arpone dove raggiungeremo 1600 slm.
Saliamo tranquilli, io imbottito di pane e formaggio e i miei due compagni di viaggio attuali.
Raggiungiamo l'anticima dell'Arpone in circa 20/30 minuti, la vera cima e' un centinaio di metri piu' a Nord.
La parte finale e' costellata da chiazze di neve cosi come parte della cima e la leggera discesa che ci portera' alla Madonna della Bassa.
Con i due compagni di viaggi e' un vero spasso....io parto con Ba-baciami piccina sulla Bo-Bocca piccolina e dammi.... Pino O'Carozziere preferisce Battisti... poi eccoci a solleticarci e a schernirci a vicenda....
Non e' una gara e' puro divertimento.

Arriviamo all'impegnativa discesa che porta alla Madonna della bassa e in religioso silenzio l'affrontiamo...discesa difficile e molto tecnica ,il giorno dopo la gara so' che Michele al fondo della discesa si e' strappato il quadricipite femorale tant'e' che ha chiuso la gara accompagnato all'arrivo dalla perfetta macchina organizzativa.
Prima della Madonna della Bassa mi congedo da Pino e Mauro e cerco di esprimere le ultime risorse che mi rimangono.
Alla Madonna della Bassa altro ristoro con generose bevande e crostate....dai che e' quasi fatta ancora 20km e l'arrivo e vicino.

Il Santuario della Madonna della Bassa e' nato per via di un tizio certo Nicol che si ruppe una gamba nella zona detta della Bassa e, rivoltosi alla Madonna, fece voto di costruire un pilone in quel posto.
Risanato immediatamente dall’intervento divino, il Nicol poté far ritorno in paese e, come spesso succede, si scordò della promessa.
L’anno successivo, lavorando nella stessa località, il Nicol fu colpito dalla stessa disgrazia. Pentito del suo comportamento passato, pregò la Vergine Maria
perché, anche questa volta, venisse in suo aiuto.
La Madonna accolse le preghiere e gli consentì di raggiungere la propria abitazione.
Il Nicol non disattese più il voto fatto. Egli fece costruire un pilone che costituì l’origine dell’attuale santuario e pose in esso la statua della Vergine Maria tutt’oggi venerata in quel luogo.

Dopo il Santuario si rifiata per una leggera discesa e poi ci si inerpica per seguire la cresta della destra orografica del catino di Val Della Torre.
Da qui per roccette si raggiunge il Mont Curt a 1340 slm ...

Rocce taglianti
Rocce mordenti
Rocce cretacee
emerse dalle viscere
della madre terra
Mi fate compagnia
in questo viaggio
senza tempo.




E' proprio il caso di dirlo, rocce taglienti quelle della discesa dal Mont curt , discesa da prendere con assoluta padronanza e presenza ZEN di tutto il corpo.
Terminata la discesa dal Mont curt si intravede in lontananza l'agognato Musine', a vederlo sembra distante 20mila Leghe...

Adesso il sentiero si fa veloce a volte anche corribile, in un amen sono al Musine'.
Il monte è conosciuto anche come "Montagna della croce", per via di una grande croce che si erge sulla sua cima, inaugurata per la prima volta il 10 novembre 1901 e restaurata in seguito nel 1974 e nel 1990. Tale croce, oltre a rappresentare un simbolo di fede, vuole anche ricordare la famosa battaglia, del 312 d.C. , avvenuta forse nella vicina pianura (ondulata, per la verità!) dei territori di Grugliasco – Collegno, tra le truppe dell’imperatore Costantino e quelle ben più numerose di Massenzio. La leggenda racconta di una profetica visione di Costantino: una croce luminosa apparsa nel cielo con il messaggio premonitore: "HORC SIGNO VINCES", come difatti avvenne.

Si prosegue sulla discesa che porta a Rivera di Almese, il tempo e' , migliorato e la vista sulla collina Morenica da Rivoli a Reano e' molto bella.
Anche questa discesa e' molto tecnica e occorre prestare molto attenzione sopratutto per la stanchezza accumulata e la non piu' perfetta risposta dei riflessi, sono 6h e 30' di gara.
Scendo leggero al ritmo dei ragli degli asini del colleggio di Marino di Alpignano.

A meta' della discesa trovo L'orco STEU, felice di vedermi ci tiriamo a vicenda corricchiando leggiadri .
Al termine della discesa siamo a Pian Dumini luogo utilizzato dai partigiani per ricevere aiuti via aerea o come pista per aeroplani di piccolo cabotaggio.
Raggiungiamo Marcello e Alessandro, poi siamo al campo sportivo di Caselette a dissetarci usando come tavolo l'altarino di pietra sito all'inizio del sentiero che sale la normale del Musine'.
Su questo tavolo di pietra quante soste fece Valerio Bertoglio nel corso dei suoi allenamenti che gli portarono il record, tutt'ora imbattuto , di dislivello nelle 24 ore di salita al Rocciamelone.
3 volte su e giu e poi ancora una volta fino al Truc, partenza Mompantero 500slm Arrivo Roccialemone 3538slm.

Abbiamo ancora da affrontare i 4/5 km che distano da Grange di Brione.
Iniziamo con una carrereccia appena rifatta e ricolma di grosso pietrisco , seguono paludi acquitrinosi come quelle in Florida per intenderci e poi Torbiere intrise di acqua dove non sai se da un momento all'altro sarai inghiottito per essere catapultato in un mondo parallelo.

Alfine con STEU e un'altro maratoneta delle Alpi raggiungiamo l'agognata rotonda di Grange di Brione , mia moglie scatta l'ultima foto, attraversiamo il cancelletto della palestra e....Massimo l'istruttore di roccia del cai di Val della Torre ci prende tempo e pettorale.
Il Viaggio e' finito...a quando il prossimo ?.

sabato 20 marzo 2010

IL BATTESIMO DEL TRAILER



Il Racconto di Roberto al suo primo Trail (Winter Trail del Cervino 14 Marzo 2010).

Ho appena (sono le 14:46 del 16 marzo 2010) terminato di leggere il post pubblicato da Pino sul blog degli Orchi, e mi sto domandando: “…e adesso cosa scrivo che Pino ha già raccontato tutto con tale dovizia di particolari??”.
Beh….forse posso raccontare delle emozioni vissute in questa mia PRIMA GARA di corsa in assoluto; infatti, fino a domenica scorsa, neanche una banale “Stratorino”.

I giorni che hanno preceduto l’evento, da buon novellino, ho tempestato di mail Pino (che mi ha sempre risposto gentilmente ed in maniera esaustiva ndr) chiedendo se avessi dovuto portare con me cibo, “bastoncini”, giacche a vento, moon boots….

Ero eccitato come un bimbo che deve partire per la gita di scuola, cercando di immaginare la gara ed il suo percorso, i partecipanti ed il contesto, poi la realtà si è dimostrata ben diversa.

Domenica mattina siamo partiti di buon’ora, ed a Collegno ci siamo incontrati con Marcello ed Andrea e poi via verso la meta. Anche se “nuovo” del gruppo, i miei compagni di viaggio mi hanno accolto con calore ed abbiamo subito rotto il ghiaccio. Si è parlato di tutto ma sono rimasto in religioso silenzio (anche perché non avrei avuto nulla da dire…) quando si conversava di ascese, arrampicate, persone e vette da conquistare.
Giunti sul posto, mentre mi scaldavo con Pino R. a suon di calci e pugni e gli altri partecipanti ci osservavano come fossimo marziani (o forse tamarri???), ho ritirato il mio primo pettorale e poi tutti a cambiarci all’interno del bar tra gli sguardi estasiati delle belle e prorompenti avventrici (ma quando mai!!!!!)
Ci scaldiamo sulla pista di fondo battuta e morbida al contempo, da illuso ed inesperto mi attendo di coprire la distanza in un’oretta e mezzo, una e tre quarti al max. Ma dopo 5 minuti dallo start, l’amara sorpresa; il percorso si inoltra nel bosco in uno stretto camminamento dove i caduti (ed io tra essi) giacciono a manciate su ambo i lati.
Ad un certo punto mi “insabbio” sino alla vita ma come un sole, una dolce oncorrente dal peso stimato di 50 Kg, mi aiuta a rialzarmi con mio immenso imbarazzo.

Il resto della gara per me è solo “lacrime e sangue” ; cado a ripetizione, sento il respiro affannoso di coloro che mi seguono ed io che li lascio passare perché non voglio esser d’intralcio. Al 5° KM uno sparuto gruppetto si sostiene a vicenda e tra i componenti conosco un neofita come me (Flavio) e con lui, alternativamente, ci “trainiamo”.

Al 7° Km come un miraggio, mi si palesa dinanzi il primo (ed unico) ristoro; trangugio qualsiasi cosa le attempate ma cordialissime signore mi offrono….e poi via di nuovo nel bosco, verso morte certa! Corro ormai da solo, i primi saranno già a casa ed i pochi dietro di me distano circa 100-200 m; penso alla famiglia, al mio cucciolo di 3 anni e trovo la forza di arrivare all’ultimo KM.
E’ tutta salita sino al traguardo, cammino e la mente è vuota ed il corpo mi sta ormai abbandonando, ma intanto osservo i monti che mi circondano e la FORZA della natura mi sospinge sino all’arrivo. Giungo al traguardo (per la cronaca quart’ultimo), mi ristoro e mi dirigo all’auto di Pino P per cambiarmi e qui….. un pianto rigenerante mi libera di tutte le tensioni, fatiche, emozioni e pensieri che mi hanno tenuto compagnia lungo il percorso. Sono felice, ce l’ho fatta!
Grazie ORCHI!