giovedì 16 luglio 2026

Trail Verbier St.Bernard X-traversee by UTMB Verbier(CH) 11 Luglio 2026

 


Sito Verbier by UTMB 

Dalle note dell’OrcoPinoR

Trail Verbier X-Traversée – 77 km e 5000 D+


Premessa


Iscrizione alla X-Traversée da 77 km e 5000 D+ con un obiettivo tanto ambizioso quanto realistico: arrivare primo di categoria 65-70 anni. Il piano era semplice: sperare che gli avversari fossero pochi… perché gli altri ormai tutti finiti in RSA o in manutenzione straordinaria.


Poi però esce la lista dei favoriti e compare lui: Willy Bartlome, classe ’57. Uno che nel 2025 ha chiuso la X-Alpine in 31 ore. Un mostro. A quel punto il mio sogno di gloria evapora ancora prima dello sparo di partenza. Contro certi soggetti non gareggi: li guardi passare e applaudi.


Naturalmente iscritti tutti in famiglia, rigorosamente sulla 77 km: OrcoRolfy, OrcoSmaug e il sottoscritto, OrcoPinor.


Logistica


Albergo prenotato con un anno di anticipo. Mica dilettanti.


Due mesi prima arriva però la simpatica comunicazione: prenotazione annullata per cambio proprietà e ristrutturazione. Tradotto: arrangiatevi.


Così, per un fato decisamente bizzarro, ci ritroviamo a dormire a Losanna, grazie alla logistica creativa di OrcoSmaug e OrcoRolfy, a circa un’ora e un quarto dal sito gara.



La sveglia suona quindi alle 4:15 del mattino, giusto per avere il tempo di guidare fino a Verbier-Le Châble, prendere il bus per La Fouly e arrivare alla partenza delle 9:00 (prima onda) e delle 9:20 (seconda onda).


Praticamente eravamo già stanchi ancora prima di partire. 🤪


La gara


Notte pre-gara quasi insonne.


Colpa del caldo afoso di Losanna, ma soprattutto di una cena a base di Rösti, piatto tipico svizzero che, cotto in forno, è riuscito ad aumentare la temperatura dell’appartamento di almeno tre gradi.


Arriviamo finalmente a La Fouly, luogo mitico per chi mastica UTMB. Solo esserci mette i brividi… quelli belli.


Impossibile non fare una foto con Ludovic Collet, la storica voce dell’UTMB. Sono vent’anni, dal 2006, che accompagna le partenze e gli arrivi delle gare più belle del mondo. Un’istituzione.


OrcoRolfy parte nella prima onda alle 9:00 come se dovesse prendere l’ultimo treno. Io e OrcoSmaug alle 9:20, mentre la terza onda scatta alle 9:40.


In totale siamo circa 1500 trailer.


Troppi?


Forse sì.


Le prime sorprese


Dopo due chilometri di asfalto arriva la salita verso il Col Fenêtre.


Poi… il delirio.


Una coda chilometrica causata da una ferratina inserita sul percorso. Il tracciatore, evidentemente, quella mattina aveva fatto colazione con sostanze psicotrope.



Tutti i trailer lo maledicono.


Io invece lo ringrazio sentitamente.


La lunga attesa mi concede infatti il tempo necessario per una rapida evacuazione, gentilmente offerta dal freddo preso in quota e dal Rösti della sera precedente.


Ogni tanto la fortuna gira. 😂


Meteo svizzero: versione lavatrice


Passiamo il Colle del Gran San Bernardo mentre in contemporanea si svolge anche la Gran Fondo ciclistica del Tour du Mont Blanc.


Nel frattempo comincia a piovere.


Al Col de Chevaux, quota 2650 metri, arriva il colpo di grazia: una grandinata monumentale.


Chicchi grossi, dolorosi e democratici: picchiano tutti allo stesso modo.


Fa un freddo cane, ma fortunatamente scendendo la grandine torna pioggia e la situazione migliora. Più o meno.


Siamo completamente fradici.


Base vita


A Bourg-Saint-Pierre troviamo una base vita organizzata alla grande.


Il mitico bouillon (brodo caldo) con pane sembra il miglior piatto stellato mai assaggiato.


Poi prosciutto, tacchino a fette e si riparte.



Pantaloni antipioggia, poncho impermeabile e via.


La perturbazione meteorologica è stata di una precisione chirurgica.


Per fortuna verso le 18 il cielo decide finalmente di collaborare. Ci cambiamo, asciughiamo quello che possiamo e si torna a correre con un altro spirito.


Psicoterapia gratuita


Con OrcoSmaug passiamo ore a parlare.


Di tutto.


Famiglia, gare, vita, ricordi…


A tratti sembra una seduta di psicoanalisi con lettino incorporato.


Per conoscerci meglio, evidentemente, bastava una passeggiata da 77 km e 5000 metri di dislivello. 🤪


La notte


Poi arriva lei.


La notte stellata.


Le frontali accese.


La spettacolare passerella sul ghiacciaio.


E infine il muro finale da 1200 metri di dislivello positivo, quello che ti fa rivalutare persino le scale di casa.


Una volta conquistata l’ultima cima resta solo la lunga discesa verso Verbier, ridente località della riccanza sciistica, dove anche i cani probabilmente hanno lo skipass stagionale.


L’arrivo


Tagliamo il traguardo alle 6 del mattino.


Nel frattempo gli atleti della 42 km e della 20 km stanno serenamente facendo colazione e preparandosi alla loro partenza.


Noi, invece, sembriamo reduci da una spedizione himalayana.



Al ristoro finale troviamo una pasta che definire al dente sarebbe offensivo. Più che pasta underdog, sembrava pasta solo for dog.


Un dolcino, un sorriso e via in cabinovia per tornare alla macchina.


Poi ancora un’ora e un quarto di auto fino a Losanna.


Perché il recupero va sempre fatto con calma.


Epilogo


Il pomeriggio, come ogni atleta che ha appena corso 77 km sotto acqua, grandine e freddo, decidiamo che la cosa più sensata da fare sia…


…un bel bagno nel Lago Lemano.


Occasione perfetta per collaudare il SUP di OrcoSmaug.



Perché in fondo il corpo era già abbastanza maltrattato e mancava giusto un ultimo test prima di rientrare.


Alla fine il podio di categoria è rimasto un sogno. Sono Arrivato 6’ di categoria e sono felice visti i 400 ritirati. 


Ma le risate, la compagnia degli Orchi, il meteo impazzito, la grandine, il Rösti assassino e una notte intera passata tra montagne spettacolari valgono molto più di qualsiasi coppa.


Anche se, l’anno prossimo, un’occhiata alla lista degli iscritti della mia categoria la  farò comunque per un’altra 100k 🤣🤣🤣.


martedì 25 novembre 2025

Torino City Marathon 23 Novembre 2025

 


Classifica Torino city Marathon 2025

Dalle note dell’OrcoPinoR

Maratona di Torino – 23 novembre 2025: cronaca di una gelida epopea


Ah, la Maratona di Torino! Anche quest’anno il percorso ha deciso di fare i capricci: via Pietro Micca prende il ruolo di protagonista assoluta per via dei lavori di ristrutturazione in via Roma. Il resto? Una giostra di andate e ritorni da Corso Tazzoli e Corso Settembrini, passando per Beinasco e la regale Palazzina di Caccia di Stupinigi, per poi infilarsi tra Nichelino e Moncalieri, prima di affrontare il sottopasso di Corso Massimo d’Azeglio, Valentino, e quel terribile via Po in salita, lastricato micidiale incluso. Finale trionfale in Piazza Castello, attraversando i Dioscuri come eroi stanchi ma felici.



Alla partenza, cinque orchi pronti a tutto. Temperatura sotto zero: il freddo è talmente gelido da far sembrare le mie gambe dei bastoncini di ghiaccio. Circa 2.500 i temerari alla linea di partenza – applausi agli organizzatori, perché far crescere questa maratona anno dopo anno è quasi magico.



Le griglie? Un mondo a parte: uomini con sacchi neri (non chiedetemi perché), pluribol, tute da imbianchino e persino polizia scientifica. La varietà è tale da far sembrare la Maratona un mix tra sfilata di carnevale e missione segreta.

Il percorso, lo confesso, è rognosetto: tre andate e ritorni tra Tazzoli, Settembrini e Palazzina di Caccia. A Moncalieri mi raggiunge Orcosmaug, giusto in tempo per assistere alla mia crisi delle gambe – sembra un film drammatico, ma con effetti speciali gratuiti: crampi e disperazione a volontà.


Il finale, fortunatamente, è bello libero, anche se bisogna fare i conti con la mezza maratona partita da Nichelino alle 10:15. Arrivo in Piazza Castello: 10 e lode, applausi e qualche lacrima di soddisfazione. 

La mia 14ª Maratona di Torino si chiude in grande stile, celebrata come si deve con… mezzo litro di kefir. Perché sì, anche i maratoneti hanno i loro rituali bizzarri. 😂





lunedì 21 luglio 2025

Monterosa Walserwaeg by UTMB - Gressoney St.Jean(Ao)19 luglio 2025

 


Sito Monterosa Walserwaeg

Dalle note dell’OrcoPinoR

Monterosa 2025 – Cronaca (quasi) eroica di un trail da 41 km e 2800 D+


La partenza è fissata per le 9.00 del 19 luglio 2025, ma tutto comincia ben prima, a settembre 2024, quando mi iscrivo alla 50k con OrcoSmaug e OrcoRolfy. Siamo una squadra… o meglio, lo eravamo. Dopo pochi mesi i due giovinastri decidono di passare alla 120k. E vabbè, ci sta: beata gioventù e articolazioni fresche.



Io, invece, decido di farla tutta in giornata: niente albergo a Gressoney. Svegliarsi alle 4 del mattino? Facile. Dormire la notte prima? Eh.


Nei mesi precedenti, trail ne vedo pochi: l’autunno, l’inverno e la primavera sono dominati dalla bici per prepararmi alla Hero Dolomites MTB del 14 giugno. Trail running e mountain bike si amano poco, ma alla mia età bisogna fare economia di cartilagini. Per non farci mancare nulla, due settimane prima della Walserwaeg partecipo anche alla GF Sestriere. Follia? Sicuro. Ma ormai è il mio sport principale.


Gli unici allenamenti trail veri? Un’uscita al Monte Robinet (17 km e 1600 D+), due giri sulla Musinè (17 km / 1000 D+), e poi solo qualche corsetta con 500D+ qua e là. Speriamo che la bici abbia fatto il suo dovere.


Giorno della gara – 19 luglio 2025


Sveglia alle 4.00, partenza da casa e alle 6.30 sono già a Gressoney. Dai 33° gradi di Alpignano ai 13° gradi della valle… un bel frigo naturale. Mi infilo nel primo bar che trovo e chi ti vedo? Franco Collé, il mito vivente del Tor des Géants, oggi in versione organizzatore-showman, che intrattiene i presenti con il carisma di un profeta valdostano. Lo saluto con deferenza e vado a ritirare il pettorale. Nessuna coda, nessun problema. Gressoney dorme ancora, ma ai traguardi arrivano già i finisher della 100k, mentre quelli della 120k sono in ballo da ieri.



Ammazzo il tempo con un tè in pasticceria vicino al laghetto. Rifletto sullo zaino, che sembra pesare come uno zaino da spedizione himalayana. Dentro c’è tutto: fischietto, telo termico, maglia e cappello di ricambio, guanti, giacca antipioggia, caramelle, borracce (una con sali, una con maltodestrine), 2 barrette, 4 gel, pastiglie di sali, maltodestrine in polvere e telefono. Non l’ho pesato: preferisco vivere nell’illusione.


Ore 9.10 – Si parte (con la seconda “vague”, ça va sans dire)


La gara è sotto l’egida UTMB, quindi francese è pure il vocabolario: vague anziché ondata. Iscritti? Tanti. Forse troppi. Prezzi? Lievitati. Ma l’organizzazione è perfetta.



Silvano Gadin in sottofondo annuncia per la quindicesima volta “…godetevi il viaggio tra le montagne della Valle d’Aosta…” – ormai potrei doppiarlo. Via!



Primi 4 km di falsopiano e salitelle, poi si inizia a salire davvero: un sentiero tecnico, stretto, che porta dai 1300 m fino all’Ospizio Sottile a 2500 m. Dopo i primi 300 D+ il traffico si sfolla e si riesce a tenere un buon passo. Nebbia fitta sopra i 2000, quindi del panorama promesso dal sito ne vediamo ben poco. L’ospizio appare all’improvviso come un miraggio alpino.



Ristoro veloce e si riparte verso il Colle Valdobbiola, con terreno pietroso e insidioso. Poi… la discesa killer: 1300 D- in un sol colpo. Bastoncini indispensabili. Le gambe iniziano a protestare in aramaico antico.


Arrivati in valle, si corre per 2 km su terreno più gentile per poi attaccare la seconda salita del giorno, quella che porta alla Diga del Gabiet (2363 m). Chi ha gestito bene la discesa può ancora spingere. Io… diciamo che trotterello.



A metà salita ci becca la pioggia. Ma siamo caldi, praticamente termosifoni ambulanti. Il tratto verso il rifugio Gabiet è pieno di sfasciumi e rocce viscide: ogni appoggio è una scommessa. Ristoro, cambio d’assetto: tiro fuori giacca e guanti. Fa freddino.



Si scende verso Staffal (Gressoney-La-Trinité). Altra discesa tecnica e bagnata: trail runner doloranti scivolano davanti a me come birilli. Qualcuno cade, ma si rialza. Io mi limito a evitare di imitarli.


Da Staffal si procede verso Gressoney-La-Trinité, poi ancora su e giù verso Alpenzu. Sentieri muscolari, impegnativi, soprattutto con già 30 km nelle gambe. Al ristoro di Alpenzu festa grande: musica, tifo, gente che applaude anche i camminatori accasciati.


Poi l’ultima discesa verso Gressoney Saint-Jean. Ma… a 2 km dall’arrivo, sorpresa! I sadici tracciatori infilano un’ultima salitina bastarda, come se 2800 D+ non bastassero. L’orologio segna 7h55… chiudo in 8h01. Crudele. 😂



Post-Gara


Doccia? Con bottiglia d’acqua naturale. Mangiare al tendone? Impossibile: code che manco ai saldi di Zara. Mi rifugio in un bar, con una birra di consolazione. Alle 21.00 sono a casa, confuso e felice. E con le gambe di legno.


⸻


Conclusione


Una gara splendida, tosta e ben organizzata. La Walserwaeg ti prende per mano… e poi ti scrolla come un tappeto. Ma è bella proprio per questo.



Alla fine, ti resta quel mix di fatica, freddo, nebbia, panini ai ristori e pietre viscide che chiamiamo trail running. E già pensi: “L’anno prossimo?”

…magari con meno salite finali. O con le docce più vicine.





lunedì 7 luglio 2025

Granfondo Sestriere 6 Luglio 2025

 


Classifica Granfondo Sestriere 2025 

Dalle note dell’OrcoPinoR 

Granfondo Sestriere 104km – 3100D+

Ci siamo iscritti a febbraio, io e l’OrcoRog – ormai per tutti semplicemente “Roglic” – con l’idea romantica di farla insieme, questa Granfondo. Ma come spesso succede nella vita e nello sport, i piani cambiano. Cristian, per problemi fisici, ha dovuto rinunciare alla partenza, ma ha mantenuto la promessa: c’era comunque, al mio fianco. Mi ha accompagnato in macchina e parcheggiato a Sestriere, pronto a supportarmi. Ore 6:45 del mattino, 6 luglio 2025.



E lì, in quel momento, ho avuto il primo assaggio di giornata: 7 gradi. Sì, sette. Dopo settimane a boccheggiare in pianura sotto i 35° dell’anticiclone africano “Pluto”, mi ritrovo in quota a tremare come una foglia. In quel momento, avrei barattato volentieri la mia bici con una stufa a legna.

Ma le sorprese non sono finite: quest’anno cambia tutto, e dopo aver già fatto l’iscrizione, scopro che la partenza non è più da Sestriere ma da Cesana Torinese. Lo trovo sinceramente scorretto da parte dell’organizzazione, e lo dico chiaramente anche a loro mentre ritiro il pettorale.

Morale? Prima ancora di pedalare, mi tocca scendere 10 km al gelo, da Sestriere a Cesana. Una vera e propria “sberla alpina” alle 7 del mattino. Arrivo alla partenza ghiacciato come un surgelato, cercando disperatamente un raggio di sole come una lucertola ibernata. Intorno a me, circa 600 ciclisti: l’aria è tesa ma carica. Partenza puntuale alle 8:30.

I primi chilometri sono una lunga discesa fino a Meana di Susa, da affrontare con testa e prudenza: si guadagna poco, ma si può perdere tutto. E poi arriva lui: il Colle delle Finestre. Un nome che fa tremare, e non solo per il freddo.

Le condizioni sono ideali: sole, aria fresca e cielo che promette nuvole solo dopo mezzogiorno. Il terreno è chiuso al traffico: si pedala in silenzio, nel bosco, come in un sogno. Ma quando la pendenza morde e lo sterrato ti sbatte in faccia la verità, il sogno si trasforma. Il Colle mette tutti a tacere: chi parla, qui, è solo il fiato corto.

La Mediofondo finisce al termine della salita al Colle del Sestriere. La Granfondo, invece, è per chi non ne ha abbastanza: si scende di nuovo a Cesana e si risale, ancora, verso il traguardo.

Io ci metto anima e gambe, sperando in un buon piazzamento di categoria. Miglioro i miei tempi, supero i miei PB, ma… niente. Quasi arrivato “merdesimo”, come lo chiamo io. Nella mia categoria (SGA), un 62enne chiude la Granfondo in 3h59min e mi rifila un’ora e mezza netta. Io chiudo in 5h25min. I dubbi mi assalgono, così do in pasto i dati del vincitore all’intelligenza artificiale, che non ne esce convinta. Ma il ciclismo è anche questo: battaglie personali e fantasmi da pedalare via.



Alla fine, la soddisfazione personale rimane. Ho dato tutto. Nonostante i cambi di percorso, il gelo, la salita che ti scava dentro, l’ho portata a casa.

Evitiamo con decisione il pessimo pasta party e ci fiondiamo a Oulx per un toast caldo e una Leffe Rossa che ci rimette in sesto. E con un sorso alla volta, ci dimentichiamo delle polemiche, dei misteri sportivi e delle porcherie che girano nel mondo dei tapascioni della domenica.



La Granfondo è finita. Ma certe salite, dentro, restano.



martedì 17 giugno 2025

Hero Dolomites Uci Marathon mtb - Selva di Val Gardena(Bz) 14 Giugno 2025

 

Sito Hero Dolomites

Dalle note dell'OrcoPinor

Erano dieci anni che sognavo questa gara. L’avevo vista su YouTube: quei ciclisti che affrontavano le pendenze impossibili delle Dolomiti, con i paesaggi mozzafiato e quell’atmosfera da leggenda. Ogni volta mi dicevo: “Un giorno la farò anch’io.” Ma quel giorno sembrava sempre lontano… finché nell’autunno del 2024 ho deciso: ora o mai più.
Mi sono iscritto alla versione lunga della Hero Dolomites, 86 chilometri con 4.500 metri di dislivello positivo. Un mostro da domare. Sapevo che per affrontarla non bastava la passione: ci voleva preparazione, tecnica e testa.



La preparazione
Ho iniziato gli allenamenti seriamente da settembre 2024, grazie all’aiuto dell’instancabile OrcoPinoP. Ci siamo concentrati sulla collina morenica di Rivoli e sui sentieri del Monte Musinè. Le uscite diventavano sempre più intense, e io sempre più consapevole: forse ce la posso fare davvero.
In inverno ho continuato a lavorare grazie allo smart trainer, il mio prezioso alleato nelle giornate fredde. L’obiettivo era arrivare a giugno con almeno 6.000 km nelle gambe e 100.000 metri di dislivello. Ho studiato i video del percorso, analizzato ogni curva, ogni single track. Ho perfino cambiato la corona anteriore da 34 a 32 denti (ma forse ci sarebbe voluto anche il 30, con quelle pendenze al 30%…).



La partenza
Partiamo da Alpignano. Otto ore di viaggio, rallentati da incidenti in autostrada. Arriviamo a Selva di Val Gardena un po’ stanchi, ma l’hotel Acadia, un 4 stelle da favola, ci accoglie benissimo. Selva è splendida, un gioiello incastonato tra le montagne.
La sera prima della gara si dorme poco: tensione, emozione, un misto difficile da gestire. A cena ci carichiamo di carboidrati alla Pizzeria Bellavara: pasta in bianco, strudel e tanta voglia di dare tutto.



Gara
Ore 7:00, griglia 6. Sono con Simone, pronti a partire. Alle 7:35 spaccate, si parte.
Prima salita: la mitica Dantercepies. Muro. Un vero muro di 7 km fino a 2.300 metri. Alcuni tratti li facciamo a piedi, le pendenze sono folli. Poi giù in discesa tecnica verso Corvara. Si risale verso Pralongia’ e al primo cancello ci arriviamo con un’ora e mezza di anticipo. Ottimo.
Seconda salita: Passo Campolongo, facile da ricordare ma non da affrontare. Discesa verso Arabba, ristoro, e via sulla salita più dura: l’Ornella. Due chilometri a piedi, perché lì non si pedala. Stop alla Saurasas per liquidi e poi giù… dove succede l’imprevisto: cado.
Escoriazioni, dolore, sangue. Ma la bici è ok. Mi pulisco come posso su un cumulo di neve. Il sole picchia forte, ma oggi siamo eroi e si va avanti.
Temporale al Duron e imprevisto finale
Arriva il Passo Pordoi, bellissimo. L’ho già fatto in bici da corsa nel 2021, poi a piedi nella Lavaredo Ultra Trail nel 2022. Oggi in MTB. Emozione pura.
Scendiamo su tratti di bike park fino a Canazei. Da lì si risale la Val Duron e qui il cielo cambia: temporale violento, pioggia e grandine grosse come noci. La temperatura crolla, i sentieri diventano torrenti. Sembra impossibile proseguire.
Arrivati al Passo Duron 2200 s.l.m , troviamo il camion fuoristrada del soccorso alpino. Al fondo della discesa del Duro , a 10km dall’arrivo, ci comunicano che la gara è interrotta causa maltempo.
Interrotta? Dopo tutto questo? Dopo mesi di allenamento? No, non può finire così. Con altri biker decidiamo di proseguire su un percorso alternativo per rientrare sul tracciato gara.
E ci riusciamo. Eccolo lì il cartello dell’ultimo chilometro. E poi l’arrivo.



L’arrivo
Medaglia al collo. Sotto la pioggia. Fradici, stanchi, feriti, ma felici. Anzi, felicissimi. 86 km e 4.500 metri di dislivello. Siamo Eroi, nel cuore e nelle gambe.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato a realizzare questo sogno. La Hero Dolomites è una delle gare più belle, più dure, più emozionanti che si possano vivere su due ruote.
Ci vediamo alla prossima. Sempre più forti. Sempre più eroi.

Sono un finisher della HERO. E sì, sono un vero mountain biker. 💪🚵‍♂️🔥



martedì 25 febbraio 2025

Granfondo Laigueglia (Sv) 23 Febbraio 2025

 

Classifica Granfondo Laigueglia 2025

Dalle Note dell'OrcoPinoR

Sui sentieri di Laigueglia, l’aria si fa magica, dove il mare abbraccia la montagna, una miscela esplosiva, tra ulivi che svettano come guardiani antichi, e salite che sfidano la resistenza, svelando il vero agonismo.

 La Granfondo, amata da chi sa pedalare con cuore e fiato, si fa poesia di velocità, di ruote che masticano asfalto, di sguardi fissi sull’orizzonte, la fatica che spinge e ogni chilometro che diventa un battito in più. Gli ulivi si susseguono, testimoni di storie di sudore, mentre il vento di mare mescola l’odore della terra e del sale.

 L’ultima salita, il salto a “Colla Micheli”, un’impennata di forza, il cielo che sembra avvicinarsi. Ogni pedalata è una promessa, ogni curva una sfida, la Granfondo di Laigueglia, un ricordo che rimane, nella mente e nel cuore, come un sogno conquistato sotto il sole e le stelle di una terra che non si dimentica.