martedì 15 gennaio 2019

Trail Autogestito dei Forti di Genova(Ge) 12 Gennaio 2019

Foto Trail Forti di Genova 2019

Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

Nel viaggio autostradale antelucano verso il mare  penso che finalmente sarà la volta buona.  Finalmente dopo due tentativi andati a  vuoto nel 2018, oggi  si parte verso la prima attività societaria del 2019, ovvero verso quei mitici  Trail Autogestiti che da sempre hanno costituito la proposta aggregante degli Orchi e ne costituiscono pure l’anima più  schietta e semplice. Si ricomincia con un’organizzazione ruspante, il numero dei partecipanti cambia di ora in ora per defezioni varie e nuovi arrivi, ma al mattino ci ritroviamo in 7 Orchi a Rivoli; buon segno, Gli Orchi non Mancano mai agli appuntamenti importanti!
Boccadasse ci aspetta ma prima   dobbiamo  scavalcare  il fantasma del   ponte Morandi; ed allora, dalla nuova uscita dell’Aeroporto   ci attende  un veloce transito in Genova attraverso la nuova strada a mare fatta in fretta e furia tra  l’Italsider e Sampierdarena. Direi un percorso affascinante tra le strutture industriali del vecchio e nuovo porto, passiamo rasentando  le grandi officine, alcune letteralmente fatiscenti, altre in piana attività.
25km 1500D+

E’ la Genova che non conoscevamo, una  totale dicotomia tra le nuove  avveniristiche strutture   a mare del porto con le enormi gru a  cavaliere per lo smistamento dei containers  ed i vecchi capannoni in  disuso. Ancora un breve viaggio per riprendere la nostra cara e  orribile sopraelevata che  si rivela sempre più una risorsa indispensabile alla caotica viabilità cittadina. A questo punto il porto  lascia spazio ai grandi terminali dei traghetti e della navi passeggeri,  il porto turistico e finalmente la Fiera del mare! Enormi condomini della MSC attraccati ai moli  attendono la loro partenza per le crociere nel Mediterraneo.
Ma finalmente Boccadasse, o meglio il fondo di Corso Italia, giacchè si intravede solo la chiesa storica posta a guardia del borgo in posizione nettamente sopraelevata. Il paventato problema parcheggio si risolve velocemente con la carta di credito per risolvere i problemi economici del Comune di Genova.
5 ore è quanto abbiamo a disposizione per l’intero viaggio, un po’ tirato  ma è meglio sbigarsi….
Le presentazioni tra i tre amici di Genova, Ugo, Vittorio e Enzo, con noi Orchi, al secolo, Marcello, Davide, Duregon, Pasquale, Stefano , Paolo e il sottoscritto.
Ovviamente  incontro sulla spiaggia ciottolosa  tra barche e turisti ancora infreddoliti, foto di rito, anche senza la mitica Livia,  eterna  fidanzata di Montalbano.
Sembriamo 10 escursionisti medi della zona se non fosse per lo strano abbigliamento, ma è arcinoto che i genovesi sono grandi appassionati di montagna, tanto da suscitare la curiosità dei passanti.
Ci aspetta per le prossime 5 ore uno dei più bei percorsi trail  della Liguria, anche se assolutamente non conosciuto; ovvero  la risalita della cinta fortificata  della città lato levante con i forti in sequenza di San Martino, di Santa Tecla ed il Richelieu  fino a quello  più  grande di Forte dei Ratti. Da questo punto si segue tutta la dorsale di cresta direzione Levante fino a Bavari e la lunga e sospirata risalita  della catena appenninica alla nostra cima Coppi, ovvero il Monte Fasce. Dalla sua sommità si  scende lungo tracce di sentiero  tutta la dorsale a mare  verso  Quarto , Sturla per poi rientrare in Boccadasse con la chiusura  della traversata ad anello.
Oggi il meteo è eccezionale, temperatura fresca ma non fredda, aria secca, visibilità quasi alla Corsica, sole tiepido e .. tanta voglia di correre.
Già la partenza è traumatica, attraverso Corso Italia e le vie interne fino a raggiungere il primo forte di San Martino, sempre in affanno a rincorrere gli assatanati davanti e soprattutto a non perderli. Fortunatamente lasciato il quartiere di san Martino ed il suo  il mega ospedale, cominciamo a risalire tutte le vecchie crose che si arrampicano sulla collina fino ai Camaldoli. Finisce qui la parte urbana o quasi del viaggio per iniziare la parte  sentieristica, direi naturalistica dell’intero viaggio; una sequenza infinita di sentieri rocciosi, arcigni che costituiscono l’animo duro dei liguri e dei suoi percorritori. Pietre serpentinose, acute e pericolose, guai a cadere ci accompagnano a questo punto lentamente fino al forte Richelieu ed alla grande cava di materiale lapideo utilizzata per la costruzione dei  grandi palazzi storici Genovesi.
Si aggira su un veloce traverso verso ponente  e la risalita fino al Forte , posto sulla sommità del Monte Ratti a circa 600 mt di quota. Uno sperone del forte   si propende come prua della nave verso il mare a guardia della sottostante città. Ma il forte dopo un veloce giro panoramico al suo interno ci rivela tutta la  maestosità della sua costruzione in pietra, con dimensioni  davvero  rilevanti tali da contenere una guarnigione di  circa 1000 soldati. Esso costituiva un baluardo anche e soprattutto verso  monte per invasione dalla  vicina val Bisagno.  Verso  Ponente  si nota invece la dorsale fortificata  che prosegue fino  al Righi ed oltre;  da percorrere in un prossimo trail.
Si riprende la nostra corsa lungo tutta la dorsale  e con rapidi Sali e scendi mozzafiato raggiungiamo il punto più basso, ovvero la frazione di Bavari, dove attraversiamo la strada  del Bus che raggiunge Genova.  Ma un trail deve riprendere  necessariamente il suo percorso montuoso ed iniziamo la parte più tosta che in circa 1,50 ore ci permette di raggiungere la cima del Monte Fasce  con un percorso  accidentato. Siamo alla quota di 830 mt , una strada  di servizio ci adduce  alla selva di antenne ed alla croce di vetta.
Devo dire che le antenne di tutti i tipi sono prolificate notevolmente , tanto da costituire  un richiamo direi turistico;  da vedere però decisamente da lontano perché  in quel punto l’inquinamento  elettromagnetico è  elevatissimo. La croce ed il suo traliccio tuttavia giacciono a terra  distrutte dalla tempesta di circa due mesi orsono  come un tragico segno del destino, anche il Nostro Signore si è arreso al progresso!
Ma si deve rapidamente divallare  lungo tutta la dorsale fronte mare con una vista spaziale su tutto il golfo Ligure,  sembra di poter toccare con mano anche il promontorio di Portofino.
Discesa veramente su sentieri accidentati per circa 30 min, fino alla osteria del Liberale, dove inizia la vecchia mulattiera, ancora in buono stato che ci fa raggiungere velocemente le prime case. 
A questo punto è una sequenza velocissima di crose in discesa, decisamente spacca gambe tra le vecchie case ligure contornate da muri a secco, nei loro inimitabili color pastello, il giallo ocra, il rosa antico.
Attraversiamo finalmente Sturla e Corso Europa fino al mare.
Ci attende tuttavia ancora il viaggio tra le case del porticciolo di Sturla, di Vernazzola e finalmente capo di santa Chiara, proprio sopra Boccadasse, su crose sempre più  faticose.
Sono trascorse 4 ore e 50’ con un percorso di 25 km ed un D+ di circa 1300 mt. Ci attende la focaccia al formaggio…

mercoledì 9 gennaio 2019

Goulotte Grassi-Tessera (Monte Ferra) - Celle di Bellino(Cn) 4 Gennaio 2019



Foto Cascatismo goulotte Grassi-Tessera


Dal racconto dell’OgreDoctor

Nell’alpinismo la goulotte è una formazione nevosa o di ghiaccio troppo dritta e ripida per essere sciata, distinguendosi così dal couloir e per la cui salita è necessaria la tecnica dell’arrampicata su ghiaccio.
Solo a vederla incute terrore e un sacro rispetto, sapere poi, che fu Giancarlo Grassi a percorrerla per la prima volta, ne aumenta il fascino.
Non avrei mai pensato di affrontare una salita valutata TD, ovvero “molto difficile”; fino a questo momento il massimo grado di difficolta era stato un AD “abbastanza difficile”, salendo il Dente del Gigante.
Ma nella vita c’è sempre una prima volta e la squadra è quella giusta, affiatata e collaudata.
La sveglia è di quelle che fanno male: 3.30 del mattino. Ritrovo a Carmagnola alle 4.30 e partenza per Celle di Bellino, un vallone laterale della Valle Varaita, che dopo la terza uscita, nel giro di due settimane, dovrebbe darci la cittadinanza onoraria.
Alla luce delle frontali saliamo il sentiero u23, che conduce al colle Bondormir (2757 m). Dal colle con un traverso a sx ci si sposta verso la goulotte che risulta evidentissima sotto la muraglia centrale del Monte Ferra (3094 m).
Il manto nevoso è duro, lavorato dal vento. I ramponi incidono la neve e percorrendo l’esile traccia, lasciata da chi ci ha preceduto, arriviamo al conoide di deiezione, un canale di 50°, per fortuna su neve portante. Ci vorranno 1200 metri di dislivello e circa 3 ore di cammino per arrivare ad indossare l’imbrago e legarci per iniziare la scalata.
La base della goulotte è situata a quota 2800 metri e ha uno sviluppo di circa 200 metri, articolato in quattro tiri, tutt’altro che semplici, 70, 80 gradi con alcuni tratti a 90°. Il ghiaccio è lavorato dalle cordate che ci hanno preceduto, nota positiva, in quanto riduce lo sforzo degli arti superiori per piantare le picche, andando, dove si può e si riesce, in aggancio.
La temperatura si mantiene per tutta la giornata al di sotto dello zero, il che è un bene, considerando quello che si sta facendo e la poco rassicurante cornice che si staglia sulla cima della montagna, al di sopra delle nostre teste.

Ma al di là di qualche inevitabile pezzo di ghiaccio misto a roccia che, accompagnano costantemente questo tipo di ascensioni, la nostra progressione procede senza intoppi.
L’ultimo tiro lo percorriamo su un ghiaccio spaccoso e duro come la pietra, ma alla fine arriviamo in cima, pronti per buttare giù le corde per le quattro doppie.
Ripercorriamo il conoide di deiezione che faccia a valle è ancora più impressionante; guai a scivolare. La neve dura e i ramponi fanno il loro lavoro egregiamente e, in men che non di dica, siamo di nuovo al colle Bondormin, che a differenza del versante teatro della nostra scalata, esposto a Nord-Est, in ombra per tutta la giornata, è scaldato da uno splendido sole.
Arrivati ad una piccola baita diroccata, svestiamo i panni umidi e mangiamo qualche tarallo misto a scaglie di parmigiano, ormai un “must”, durante le nostre scalate. Riposto il materiale e tolti i ramponi ci apprestiamo a percorre gli ultimi metri di dislivello, fortunatamente in discesa.
Alla macchina spengo il gps e do una rapida occhiata ai dati: 10 ore e mezza di gita, per un dislivello totale in salita di 1400 metri e uno spostamento di circa 16 km. Niente di speciale, se guardo i dati con la mente di un trailer, abituato a percorre dislivelli e chilometraggi decisamente superiori, ma ci sono i 10 e più chili sulle spalle di materiale che fanno un enorme differenza.
Pregustiamo già la consueta birra accompagnata da cibarie deliziose al Risto-Bar la Spada Reale a
Frassino. La proprietaria ormai entrando ci riconosce, tante sono le volte che dopo aver salito una cascata passiamo a rifocillarci nel suo locale. Questa volta ci va male, troviamo le imposte chiuse e ci accontentiamo di un bar qualsiasi.
Arrivato a casa ho difficoltà a prendere sonno, nonostante la fatica. Negli occhi semi chiusi passano le istantanee della giornata appena trascorsa: i colori dell’alba, il bagliore accecante della neve, il freddo che ti entra nelle ossa quando sei in sosta, l’adrenalina che ti incendia la mente quando sali, i cristalli di ghiaccio e le scaglie di pietre che ti martellano incessantemente il casco, il sorriso dei compagni di cordata e l’abbraccio fraterno quando tutto è finito e giunti alle macchine ci salutiamo con lo sguardo di chi sta pensando: a quando la prossima!

Sono consapevole di aver portato a termine una salita al di là della mia immaginazione e di quelle che pensavo essere le mie capacità e che oltre questo limite sarà impossibile andare, l’asticella è salita ben in alto, questa volta. Al di sopra del TD nella scala delle difficoltà alpinistiche francese esiste solo ED (estremamente difficile) e qualche salita denominata ABO (abominevole).
Molti si domanderanno che senso abbiano certe imprese, dove si sfida il limite e conseguentemente la sorte.
Non ho una risposta. Terray Lionel definì nel suo celebre libro, gli alpinisti con il termine “conquistatori dell’inutile” che sintetizza perfettamente quello che significa scalare le montagne: uno sforzo senza scopo per raggiungere un orizzonte che si allontana con lo stesso passo con cui si cerca di raggiungerlo.

Ma fatte le dovute proporzioni, per il tipo di rischio a cui si sceglie consapevolmente di sottostare praticando l’alpinismo a certi livelli, non vi trovo alcuna differenza rispetto a correre una 100 miglia, che sia in montagna o su strada, un Tor de Geants o una duecento chilometri in bicicletta.
Sono tutte imprese che guardate dall’esterno, da chi non le fa, vanno al di là delle logiche quotidiane. Che senso ha sopportare fatiche immani, arrivare al limite per il solo gusto di toccare una cima, tagliare un traguardo? 
Forse, nessuno.
Ma questa sera mi addormento, sfatto, consapevolmente felice di aver realizzato un’impresa priva di senso logico e attendo, nella mia stupidità, impaziente, di programmare la prossima.
W Gli orchi, W la montagna

venerdì 4 gennaio 2019

Triste giorno per Gli Orchi Trailers 4 Gennaio 2019


Oggi 4 Gennaio 2019 è mancato l'OrcoJoack (Mario Gioacchino Cravotto)


Il messaggio della figlia OrcoSelena

Cari amici, 

La mia famiglia si é imbattuta in un evento del tutto inaspettato nel bel mezzo della vita, proprio mentre tutto andava così bene.

Lo abbiamo attraversato con l'idea che valesse comunque la pena vivere ogni giorno al massimo delle nostre possibilità di quel momento.
Proprio come abbiamo sempre fatto. 
Alcuni mesi fa ci é stato ricordato che abbiamo un tempo limitato, ma poi ci siamo accorti che lo sapevamo fin dall'inizio, eppure ciò non hai mai impedito a nessuno di impegnarsi, dedicarsi, divertirsi a fondo. 

In questi mesi abbiamo trovato ostacoli altissimi nella burocrazia, nella malattia e in alcune persone.
Altre però ci hanno aiutato a dare valore a ogni giornata con la loro professionalità, positività e personalità. Le voglio ringraziare. 

Siamo rimasti sconvolti dagli eventi eppure siamo andati avanti con la potente consapevolezza che mai un'occasione era stata sprecata fino ad ora per stare insieme, correre, viaggiare, gareggiare, studiare, sorseggiare un caffè, fotografare, parlare, togliersi uno sfizio, progettare.
Per questo non é stato  necessario accelerare, ma solo continuare a vivere. 
É questa consapevolezza che auguro a tutti voi.

Mio papà stanotte non si é sentito bene e al mattino é mancato.

Ci tenevo a dirvi che il funerale sarà martedì  8 Gennaio 2019 alle 10.30 a Rivoli(To) alla chiesa della Stella in via fratelli Piol, 

potete comunicarlo a chi pensate possa essere legato a mio papà. Mi farà piacere vedervi.





Mario era un uomo eccezionale.
Buono, gentile, riservato. Per noi un grande esempio.
Attento a gli altri e umile in tutte le cose che faceva.
Aveva la capacità di farti sentire importante; parlava poco e ti sapeva ascoltare.
Mario era un genitore premuroso, un grande professionista ed uno sportivo tenace.
“Ciao Mario, ci piacerebbe vederti adesso, totalmente a disagio per i complimenti.
Ci siamo sempre divertiti a prenderti in mezzo; tu con i tuoi modi gentili alle prese con due caciaroni da portare in giro. Anche se non proferivi parola ti accusavamo di metterci l’ansia da rientro post gara.
Che risate.
Abbiamo condiviso fatica, gioie, delusioni e momenti tristi e felici. Un bel pezzo di vita.
La tua compagnia ci ha arricchito fino alla fine, anche quando le parole che avevi in mente faticavano ad uscire. Non importa, ci siamo intesi con lo sguardo.

Grazie Mario.
Grazie per la tua preziosa riservatezza.
Grazie per le corse serali in barba a giornate di lavoro sempre più difficili. 
Grazie per la birra del sabato pomeriggio.
Grazie per i viaggi in Italia e all’estero ad inseguire l’emozione di una corsa importante.
Grazie per la dignità e la forza con cui hai vissuto la malattia.
Grazie per come insieme abbiamo cercato di esorcizzare la paura per quello che sapevamo sarebbe successo.
Grazie per i progetti futuri che non abbiamo realizzato insieme ma nei quali sarai "sempre con noi”.

OrcoCamola, OrcoZoppo

W OrcoJoack





domenica 30 dicembre 2018

sabato 22 dicembre 2018

La Grolla degli Orchi 21 Dicembre 2018

Foto Grolla degli Orchi 2018

Edizione 2017
Edizione 2016
Edizione 2015
Edizione 2014
Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Edizione 2010

Dall'afflato dell'OrcoPinoR

Trenta gli Orchi in punta al Monte Musinè per festeggiare l'inizio della Terza Era degli Orchi con il nuovo Presidente OrcoCamola.
Dopo la leggera nevicata di Giovedi 19 Dic 2018, il sentiero nell'ultimo tratto si è rivelato arcigno per via della leggera patina di ghiaccio sulle roccette terminali. Il "Saut d'la Vulp" era viscido in salita e da "attenzionare" in discesa.

Tutti sono arrivati in cima al Monte e le cibarie non sono certo mancate. Regina della serata la N'Duja calabrese. Spalmata su qualsiasi materiale disponibile.


 Il connubio di OrcoCiccilo (neo Garibaldino) con Pane-N'duja-AcciugheAlVerde ha praticamente pacificato, finalmente, il Sud ed il Nord Italia in un'estasi di sapori ExtraTerrestri ed ExtraSensoriali.


La Grolla Finale Ha messo in fila per ordine di età gli astanti. dal 1948 fino al 2005. Tutte le generazioni erano rappresentate.
L'OrcoPinoR, trasformatosi in Druido per l'occasione, ha offerto la Grolla agli Orchi presenti. L'OrcoCiccillo "Grande Cerimoniere" ha scandito le classi di nascita come un banditore della "Vucciria".


Con difficoltà, per via della "Giassa" si è scesi dal Monte e per premio la birra presso il "Kiosko" non poteva mancare per concludere in allegria  a'nuttata.

venerdì 14 dicembre 2018

Trofeo Orco dell'anno 2018 PontePietra Giaveno (To) 14 Dicembre 2018


Foto Premiazioni Trofeo Orco dell'anno 2018
Regolamento Trofeo Orco dell'anno e Albo D'oro


Il 14 Dicembre 2018 presso la pizzeria ORCHIDEA  di PontePietra Giaveno(To)  Gli Orchi Trailers hanno chiuso l'anno sportivo 2018.

Gare Trail & Strada 2018

Classifica Finale 2018


TROFEO ORCO DELL'ANNO 2018
Santalucia Gaetano alias OrcoMegaflex OrcoMegaFlex

TROFEO ORCO TRAIL 2018


2) Pastore Patrizia alias OrcoPatty
3) Borrione Fabrizio alias OrcoFabri
TROFEO ORCO STRADA 2018

1) Ruisi Giuseppe alias OrcoPinoR
2) Giardiello Valentina alias OrcoVale
3) Pasquale GiuseppeAntonio alias OrcoTerra 

MIGLIOR FOTO 2018 Galleria foto Concorso 2018
Giudice associazione LFoto del concorso ha espresso il suo giudizio sulle 90 foto che hanno partecipato al concorso.
1)  Cipiano Gabriella alias Orco730 Link Foto
2)  Ruisi Giada alias OrcoSmaug link foto
3)  Palmas Antonio alias OgreDoctor  link foto
MIGLIOR RACCONTO 2018
Giudice Prof.ssa Elena Gallizio
1)  Ruisi Giuseppe alias OrcoOtziPinoR con il racconto  Granfondo SportFul Dolomiti Race 2018
MIGLIOR VIDEO 2018 Galleria Video Concorso 2018
Giudice Emilio Mandarino Good Luck 99 Cinema
1) Rolfini Alessandro Alias OrcoRolfy - Nepal & Everest-Base Camp Link Video
2) Camoletto Andrea alias OrcoCamola - Via degli Dei  Link video
3) Vignolo Paolo alias OrcoVigna - Mtb Passo della Mulattiera Link video

domenica 9 dicembre 2018

Staffetta dell'Amicizia Rivoli(To) 16 Dicembre 2018

Foto Staffetta dell'Amicizia 2018
Classifica Staffetta dell'Amicizia 2018

Il Gruppo Sportivo Atletica Rivoli ,Tiger Sport Running Team. Gli Orchi Trailers Asd

organizzano Domenica 16 dicembre 2018
La Staffetta dell’Amicizia

ritrovo ore 9.00 c/o TIGER SPORT
Via Nizza 5 Rivoli (TO) Centro Commerciale La Piazzetta

Il percorso si trova a 200 m dal negozio Tiger Sport dove potremo cambiarci e lasciare le borse
Lunghezza: 800 m.
Ogni atleta lo dovrà percorrere 3 volte per un totale di 9 giri a staffetta rispettando la sequenza
testa di serie - mezza testa di serie - larva.

L'iscrizione, sul posto,  è di 3 euro ad atleta. Il denaro verrà usato per premiare le prime tre staffette.
- 2 uomini e 1 donna
- un atleta per società
- ogni staffette dovrà avere:
1 Testa di serie (4’ km)
1 Mezza Testa di serie (tra i 4' e i 5' a km)
1 Larva (dai 5' al km in su)

Gli atleti appartenenti ad altre società verranno inseriti nelle staffette

40 atleti di 3 società diverse che assieme a alcuni amici "affezionati", hanno dato vita ad una bella gara, dove competitività, ma anche e sopratutto allegria e gioia hanno caratterizzato questi 40' dello star bene insieme..