Foto 24 Ore di Torino 2016
Classifica 24 Ore di Torino 2016
Sito 24 Ore di Torino
Edizione 2015
Edizione 2014
Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Edizione 2010
Ottava edizione della 24ore di Torino quest'anno nella formula
- 24ore
- 100 km
- 6ore
Meteo perfetto per questa 8°edizione. A disposizione la palestra dello stadio antistante "Premio Nebiolo" ed un circuito, all'interno del Parco Ruffini di 1km 420m.
Per la gara più prestigiosa delle 24ore vittoria e campione regionale per Piercarlo Canta (Cral Reale mutua) con 199,105 Km.
Per il podio femminile Maria Grazia Montabone (Giò 22 Rivera), laureatasi campionessa regionale con 146,097 Km.
sabato 16 aprile 2016
Sci Alpinismo FRANCAIS PELOUXE 2736slm Val Chisone(To)
Caratteristiche tecniche del percorso:
tipo itinerario: attraversa pendii ripidi
difficoltà: Buoni Sciatori Alpinisti
quota di partenza (m): 1570
quota vetta (m): 2772
dislivello complessivo (m):1166
Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga
La foto è di copertina per rappresentare la strana montagna a cui abbiamo deciso di dedicare io e mio fratello Roberto un sabato di Aprile con le condizioni Meteo decisamente avverse.E in effetti oggi di tutto ciò si è visto ben poco. Le mete erano molto più ambiziose, ma un breve spiraglio al mattino nelle previsioni ci ha consigliato di percorrere la val Chisone verso il mitico Francais Pelouse.
Partenza tarda per approfittare della maggiore insolazione su questo pendio e quindi condizioni del manto nevoso decisamente più morbido, tale da rendere la salita e la discesa più abbordabile, per evitare la problematica neve dura delle prime ore del mattino.
Strana montagna in effetti questo Francais. Si presenta infatti come una gigantesca parete di 700 metri di dislivello, tagliata a fetta di salame su un unico piano inclinato e il cui tagliere coincide con il sottostante fortificazioni del Colle delle Finestre.
Già a vederla dal basso fa una notevole impressione per il gigantesco scivolo che ti si para davanti. Più che ad una montagna scialpinistica assomiglia ad un immenso toboga da risalire zigzagando mille volte e da percorrere in discesa tutto di un fiato, possibilmente evitando di cadere. Comunque risalita la val Chisone fino a Pourrierres, si prende per Balboutet e si risale la strada fino al Pian Dell’Alpe, a circa 1900 metri di quota, località decisamente amena, ormai praticamente in fiore. Di qui comincia il portage per circa 45 minuti per il canalone che scende dal Colle e fino al taglio della strada militare sotto il pendio.
Si deve percorrere tutta la spalla di destra del pendio. Sopra di noi il Colle delle Finestre con le sue fortificazioni, a sinistra il Pintas e soprattutto il Ciantiplagna 2849 m. Non riesco a capacitarmi come faccia a passare il giro ciclistico d’Italia in questi ambienti.
Caricati ramponi e piccozza nello zaino, si calzano i coltelli anche se la neve nella prima parte è abbastanza molle. Il grande triangolo è sopra la nostra testa, pendio decisamente ripido e soprattutto con pendenza costante almeno nella prima parte.
La traccia è abbastanza evidente e sopra di noi si intravedono alcuni lontani puntini impegnati sulla parete, i coltelli mordono decisamente bene la neve che presenta uno strato sottile di neve trasformata dal sole del mattino e dalla temperatura mite, trasmettendo un piacevole senso di sicurezza. Nella seconda parte del pendio cambiano però le condizioni della neve che tende ad essere decisamente dura e soprattutto aumenta la pendenza. Ogni inversione con gli sci richiede un attento controllo dell’appoggio e lo sguardo inevitabilmente va sullo scivolo sottostante decisamente impressionante.
Risalgo ancora un pò ma sotto la parte terminale, a circa 15 minuti dalla cima, decido di fermarmi anche perché la discesa potrebbe diventare problematica per la mia tecnica sciistica abbastanza scadente.
Attendo nella nebbia e nel vento che mio fratello salga in vetta e cominciamo la discesa, inizialmente titubando sulla prime curve in neve più dura, ma poi scivolando facilmente sulla neve trasformata primaverile anche sulla pendenze sostenute che caratterizzano tutta la discesa.
Dicevo un gigantesco toboga che in circa 15 minuti ti riporta al piede della nostra parete. Dopo tra ciuffi di erba, lingue di neve e tracce di sentiero si ritorna alla Pian Dell’Alpe e alla autovettura.
Credo che sia difficile trovare nelle nostre montagne un pendio sciistico di tale lunghezza e pendenza. Comunque in ogni caso una gita che deve necessariamente entrare nel carnet di ogni sci alpinista.
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lunedì 11 aprile 2016
14° Tuttadritta Torino 10 Aprile 2016
Classifica 14° Tuttadritta 2016
Sito TuttaDritta
Dal racconto dell'OrcoMile
Ed eccoci alla prima gara con indosso la Maglia degli Orchi trailers , la giornata è meravigliosa , arriviamo con l’auto alla Reggia di Stupinigi, dove ad attendere tutti i partecipanti ci sono una schiera di autobus pronti a portarci nella splendida piazza San Carlo.
La piazza ora è sommersa da tantissimi runners, ognuno con la propria livrea e intenti a fare esercizi di ogni sorta, ai quali ci uniamo anche io e OrcoDaniela ( anche lei NewEntry degli Orchi) correndo per la piazza e per via Roma con la speranza di riscaldarci bene prima della gara.
Il tempo scorre veloce, forse anche per un miscuglio di agitazione e paura. Ci ritroviamo allo Start, attorno a noi 5270 persone, tantissime, ci sentiamo un po' a disagio ma non c'è il tempo di soffermarci su questa emozione perché danno il via, si parte …camminando … 5270 persone non possono correre all’interno della piazza! Superate le chiese di S.Borromeo e S.Cristina, si comincia a “corricchiare” fino alla stazione di Porta Nuova e da li si puó iniziare finalmente a correre- A ritmo sostenuto percorriamo i primi chilometri di strada, la cosa sorprendente é che nonostante ci siano cosi tante persone, il silenzio ne è quasi il protagonista e l’unico rumore che si sente è il suono di 5000 scarpe da corsa che calpestano il l'asfalto.
La corsa scorre tranquilla, i pensieri e i timori della partenza svaniscono, siamo concentrate ma serene e quasi non ci accorgiamo che siamo quasi arrivate. Vedo l’arrivo … e un altro restringimento ! Bisogna lottare per la postazione facendo uno slalom, un ultimo sprint finale ed ecco guadagnato il traguardo.
I nostri volti si dipingono di sorrisi, siamo felici del risultato!
A gara terminata, accettiamo volentieri la bottiglia d’acqua che ci viene offerta. Il punto ristoro non compare nel nostro campo visivo, pazienza, andiamo a sdraiarci in un prato al sole, e ci assaporiamo il momento, con ancora il sorriso sulle labbra
Sito TuttaDritta
Dal racconto dell'OrcoMile
Ed eccoci alla prima gara con indosso la Maglia degli Orchi trailers , la giornata è meravigliosa , arriviamo con l’auto alla Reggia di Stupinigi, dove ad attendere tutti i partecipanti ci sono una schiera di autobus pronti a portarci nella splendida piazza San Carlo.La piazza ora è sommersa da tantissimi runners, ognuno con la propria livrea e intenti a fare esercizi di ogni sorta, ai quali ci uniamo anche io e OrcoDaniela ( anche lei NewEntry degli Orchi) correndo per la piazza e per via Roma con la speranza di riscaldarci bene prima della gara.
Il tempo scorre veloce, forse anche per un miscuglio di agitazione e paura. Ci ritroviamo allo Start, attorno a noi 5270 persone, tantissime, ci sentiamo un po' a disagio ma non c'è il tempo di soffermarci su questa emozione perché danno il via, si parte …camminando … 5270 persone non possono correre all’interno della piazza! Superate le chiese di S.Borromeo e S.Cristina, si comincia a “corricchiare” fino alla stazione di Porta Nuova e da li si puó iniziare finalmente a correre- A ritmo sostenuto percorriamo i primi chilometri di strada, la cosa sorprendente é che nonostante ci siano cosi tante persone, il silenzio ne è quasi il protagonista e l’unico rumore che si sente è il suono di 5000 scarpe da corsa che calpestano il l'asfalto.
La corsa scorre tranquilla, i pensieri e i timori della partenza svaniscono, siamo concentrate ma serene e quasi non ci accorgiamo che siamo quasi arrivate. Vedo l’arrivo … e un altro restringimento ! Bisogna lottare per la postazione facendo uno slalom, un ultimo sprint finale ed ecco guadagnato il traguardo.
I nostri volti si dipingono di sorrisi, siamo felici del risultato!
A gara terminata, accettiamo volentieri la bottiglia d’acqua che ci viene offerta. Il punto ristoro non compare nel nostro campo visivo, pazienza, andiamo a sdraiarci in un prato al sole, e ci assaporiamo il momento, con ancora il sorriso sulle labbra
domenica 10 aprile 2016
Bici Bdc Randonnèe di Vigone(To) 10 Aprile 2016
Foto Randonèe di Vigone
Omologazione 200km Randonèe di Vigone 2016
Sito Randonèe di Vigone
Percorrere e non per correre (motto Audax)
Dal racconto dell'OrcoPinoR
Circa un anno fa a Vigone(To) partecipammo con tanti Orchi, e buon successo, alla mezza maratona podistica di Varenne.
Dopo un anno eccoci nuovamente in piazza Vittorio Emanuele per partecipare, insieme all'OrcoSilver, alla Randonnèe in bici da Strada da 217km e 1500D+ circa.
La decisione di parteciparvi, al modico costo di 10euro, per poter saggiare lo stato di preparazione prima della Granfondo 9Colli che si svolgerà a Cesenatico il 22 Maggio 2016.
L'invito era esteso anche a tutti gli Orchi iscritti alla 9Colli. Oggi alla partenza due Orchi.
Chiedo all'OrcoSilver come funziona una Randoneè. Mi risponde che le Randonèe non sono delle gare ciclistiche, bensi sono legate al circuito Audaux e lo scopo è quello di godere del viaggio in bici con il motto "Spirito randagio; nè forte, nè piano, ma sempre lontano". Le strade non sono chiuse al traffico, viene consegnato un roadbook cartaceo oppure per i più tecnologici si può scaricare la traccia gpx dal sito. Non ci sono ristori sul percorso. Viene consegnato un cartoncino dove a punti prefissati(Bar, panetterie, giornalai) il responsabile mette il timbro di avvenuto passaggio. A manifestazione conclusa si acquisisce il brevetto di chilometraggio; 200, 300, 400, 600 chilometri che potrà essere utilizzato per partecipare alla famosa Parigi-Brest-Parigi o ad altre Randonèe dallo spirito selvaggio.

Dopo aver ritirato il pacco gara alimentare ed il cartellino-foglio di viaggio, dove verranno applicati i timbri dei controlli, siamo pronti alla partenza alla Francese. S'intende per partenza alla Francese un arco di tempo non stabilito. Oggi la partenza era dalle ore 7.00 am alle ore 8.00 am.
Alle 7.10 dopo il timbro parte il gruppone. La temperatura fredda, con +5°.
Pur essendo una Randonèe, tutti pedalano voracemente per potersi scaldare. Da Vigone prendiamo la direzione per Bricherasio ed a seguire l'ingresso della Val Pellice.
Prima dell'abitato di Angrogna la parte centrale del gruppo cade e una decina di ciclisti sono coinvolti nella caduta. Ci fermiano per valutare i danni ai compagni di viaggio. Qualcuno chiama l'organizzazione poichè alcuni randonneur non sono in grado di proseguire. Ne approffittiamo con OrcoSilver per svestirci e affrontare
le prime salite della parte montana del percorso che ci porterà nelle frazioni di Angrogna: Oddino, Serre, Chiot d'l'Aiga. A quota 900 Slm, i punti più elevati del percorso.
Al negozio alimentare della fraz.Serre nel comune di Angrogna il primo timbro. Segue la discesa fino Torre Pellice. Alcuni strappi a Lusernetta e un lungo drittone con innumerevoli piantagioni di
Kiwi, fino a Castellar, vicino Saluzzo(Cn), dove in un giardinetto con annessa fontana ci aspettano gli organizzatori per il secondo timbro.
Entriamo nella stupenda parte alta di Saluzzo. Proseguiamo poi per strade secondarie di campagna tra forti odori di liquami bovini, l'aria fresca primaverile e alberi carichi di fiori.
Prima dell'arrivo a Vigone troviamo a bordo strada due ciclisti contusi, credo a causa di una caduta. Ci fermiamo per chiedere se hanno bisogno di aiuto. Ci rispondono che è già stata chiamata l'ambulanza.
Dopo 110km rientriamo a Vigone dove termina la Randonèe corta. Un breve ristoro per mangiare un panino e ripartiamo per percorrere il secondo pezzo da 100km che ci porterà a :
- Racconigi con il magnifico castello.
- Bra.
- Le colline del Roero e l'area naturale protetta, dove una minicotta da cibo ci coglie sia me che OrcoSilver.
- Sommariva Perno con il controllo stategico posto alla gelateria dove una coppa di gelato ci rimette in sesto per affrontare gli ultimi 50km.
- Sommariva Bosco
- Racconigi
- Pancalieri
Rientriamo a Vigone alle 17.00 dopo 10ore di bicicletta. Al termine della manifestazione ci viene offerto un pasta party dall'organizzazione.
La splendida giornata di sole, le montagne, la campagna cuneese, le colline del Roero hanno dato un valore aggiunto alla cicloturistica di Vigone, al termine del quale, a differenza dei Trail, puoi: camminare in modo naturale, salire in macchina per guidare e trascorrere piacevolmente ancora la parte finale della Domenica.
Un ringraziamento ad OrcoSilver che strategicamente ha utilizzato il RoadBook cartaceo del percorso, permettendoci di proseguire spediti tra i dedali di stradine campagnole.
Non sono stati pochi, infatti, i randonneur che, nella fretta, si sono smarriti ed hanno percorso più del dovuto. Ma è lo spirito delle Randonèe. Percorrere e non per correre.
Omologazione 200km Randonèe di Vigone 2016
Sito Randonèe di Vigone
Percorrere e non per correre (motto Audax)
Dal racconto dell'OrcoPinoR
Circa un anno fa a Vigone(To) partecipammo con tanti Orchi, e buon successo, alla mezza maratona podistica di Varenne.Dopo un anno eccoci nuovamente in piazza Vittorio Emanuele per partecipare, insieme all'OrcoSilver, alla Randonnèe in bici da Strada da 217km e 1500D+ circa.
La decisione di parteciparvi, al modico costo di 10euro, per poter saggiare lo stato di preparazione prima della Granfondo 9Colli che si svolgerà a Cesenatico il 22 Maggio 2016.
L'invito era esteso anche a tutti gli Orchi iscritti alla 9Colli. Oggi alla partenza due Orchi.
Chiedo all'OrcoSilver come funziona una Randoneè. Mi risponde che le Randonèe non sono delle gare ciclistiche, bensi sono legate al circuito Audaux e lo scopo è quello di godere del viaggio in bici con il motto "Spirito randagio; nè forte, nè piano, ma sempre lontano". Le strade non sono chiuse al traffico, viene consegnato un roadbook cartaceo oppure per i più tecnologici si può scaricare la traccia gpx dal sito. Non ci sono ristori sul percorso. Viene consegnato un cartoncino dove a punti prefissati(Bar, panetterie, giornalai) il responsabile mette il timbro di avvenuto passaggio. A manifestazione conclusa si acquisisce il brevetto di chilometraggio; 200, 300, 400, 600 chilometri che potrà essere utilizzato per partecipare alla famosa Parigi-Brest-Parigi o ad altre Randonèe dallo spirito selvaggio.

Dopo aver ritirato il pacco gara alimentare ed il cartellino-foglio di viaggio, dove verranno applicati i timbri dei controlli, siamo pronti alla partenza alla Francese. S'intende per partenza alla Francese un arco di tempo non stabilito. Oggi la partenza era dalle ore 7.00 am alle ore 8.00 am.
Alle 7.10 dopo il timbro parte il gruppone. La temperatura fredda, con +5°.
Pur essendo una Randonèe, tutti pedalano voracemente per potersi scaldare. Da Vigone prendiamo la direzione per Bricherasio ed a seguire l'ingresso della Val Pellice.
Prima dell'abitato di Angrogna la parte centrale del gruppo cade e una decina di ciclisti sono coinvolti nella caduta. Ci fermiano per valutare i danni ai compagni di viaggio. Qualcuno chiama l'organizzazione poichè alcuni randonneur non sono in grado di proseguire. Ne approffittiamo con OrcoSilver per svestirci e affrontare
le prime salite della parte montana del percorso che ci porterà nelle frazioni di Angrogna: Oddino, Serre, Chiot d'l'Aiga. A quota 900 Slm, i punti più elevati del percorso.Al negozio alimentare della fraz.Serre nel comune di Angrogna il primo timbro. Segue la discesa fino Torre Pellice. Alcuni strappi a Lusernetta e un lungo drittone con innumerevoli piantagioni di
Kiwi, fino a Castellar, vicino Saluzzo(Cn), dove in un giardinetto con annessa fontana ci aspettano gli organizzatori per il secondo timbro.
Entriamo nella stupenda parte alta di Saluzzo. Proseguiamo poi per strade secondarie di campagna tra forti odori di liquami bovini, l'aria fresca primaverile e alberi carichi di fiori.
Prima dell'arrivo a Vigone troviamo a bordo strada due ciclisti contusi, credo a causa di una caduta. Ci fermiamo per chiedere se hanno bisogno di aiuto. Ci rispondono che è già stata chiamata l'ambulanza.
Dopo 110km rientriamo a Vigone dove termina la Randonèe corta. Un breve ristoro per mangiare un panino e ripartiamo per percorrere il secondo pezzo da 100km che ci porterà a :
- Racconigi con il magnifico castello.
- Bra.
- Le colline del Roero e l'area naturale protetta, dove una minicotta da cibo ci coglie sia me che OrcoSilver.
- Sommariva Perno con il controllo stategico posto alla gelateria dove una coppa di gelato ci rimette in sesto per affrontare gli ultimi 50km.
- Sommariva Bosco
- Racconigi
- Pancalieri
Rientriamo a Vigone alle 17.00 dopo 10ore di bicicletta. Al termine della manifestazione ci viene offerto un pasta party dall'organizzazione.
La splendida giornata di sole, le montagne, la campagna cuneese, le colline del Roero hanno dato un valore aggiunto alla cicloturistica di Vigone, al termine del quale, a differenza dei Trail, puoi: camminare in modo naturale, salire in macchina per guidare e trascorrere piacevolmente ancora la parte finale della Domenica.
Un ringraziamento ad OrcoSilver che strategicamente ha utilizzato il RoadBook cartaceo del percorso, permettendoci di proseguire spediti tra i dedali di stradine campagnole.
Non sono stati pochi, infatti, i randonneur che, nella fretta, si sono smarriti ed hanno percorso più del dovuto. Ma è lo spirito delle Randonèe. Percorrere e non per correre.
mercoledì 6 aprile 2016
Marathon de Paris 3 Aprile 2016
Classifica Marathon de Paris 2016
Sito Marathon de Paris
Dal racconto dell'OrcoSmigol
Era da gennaio che correvo su asfalto per preparare questa maratona con annessi un paio di lunghi. Un'altra maratona a febbraio, ancora una mezza maratona, e poi chi più ne ha più ne metta. Il tutto infarcito con le maledette, odiate e a quanto pare utilissime ripetute.
Si parte Venerdi 1 Aprile 2016 con il Tgv e si abbina un'ennesima visita a Parigi sempre splendida e freddina.
Appena arrivato alla stazione macché Tour Eiffel, Campi Elisi o Arco di Trionfo. Ci si fionda al salon du sport, una vera mecca del runner.
Ritiro il pettorale con pochissima gente. Si gira per un paio di ore fra gli stands. Narra la leggenda che il giorno dopo ci siano volute un paio d'ore solo per entrare!
I due giorni prima nessuna corsetta a fondo lento, si galoppa, si trotta per chilometri a piedi per godere al meglio della città di Parigi.
Domenica mattina trasferimento in metro per la partenza della maratona sugli Champs Eliseè.
Start alle ore 9 e in griglia entro le 8,30 con aria molto frizzantina, tant'è che mi avviluppo il telo termico modello Ferrero rocher.
Una fiumana di runners tremanti schierati, il countdown, lo sparo e il delirio.......gooooo.
Si corre, l'emozione, l'ansia e non so che altro, mi fanno correre oltre il mio passo; non riesco a prendere il ritmo, il metronomo che era in me in allenamento non funziona, il garmin fa le bizze ed i palloncini dei Pacers non li vedo. Ma intanto corro.
Courage , courage, alé Maurice!
Vengo svegliato al 12esimo km da una vocina sconosciuta, guardo l'orologio e sto andando troppo forte devo rallentare. Qualche intralcio per la troppa gente, fermarsi ai ristori nemmeno a parlarne e corro.
Arrivo a metà e il ritmo ë elevato ma non bisogna mollare : 21 km, passo sotto i 5min al km, cadenza 180, frequenza 140. Ma accidenti OrcoSmigol, goditi la corsa la città, il tifo l'intrattenimento che é in ogni angolo. Ma intanto corro. Nel frattempo sale un caldo anomalo, tanto che l'organizzazione inizia a raffrescare gli atleti con gli idranti.
Al 27esimo chilometro, una vocina amica , questa volta, urla VAI GARA VAI GARA! E' Elisabetta che mi da la carica, cosi che arrivo al 30esimo chilometro spingo ancora.
Inizia una serie di tunnel fra cui quello dell'Alma.
Sali e scendi, imbottigliamenti e le gambe ne risentono, non mollo e corro ancora. Sono al 37esimo chilometro, devo mollare, devo bere, devo trangugiare qualcosa; adesso il ritmo e sopra i 5min al km ma tengo duro. Entro nell'ultimo tratto della gara, nel parco stupendo del bois de boulogne, ma perfino i metri non passavano più figuriamoci la manciata di chilometri. Si esce dal parco, manca ancora un chilometro prima dell'arrivo davanti all'Arco di Trionfo .
Passaggio al gonfiabile dell'arrivo in 3h37' sono emozionato ma non completamente soddisfatto, medaglia molto bella, bella t-shirt da finisher con mantella.
Il percorso é splendido con passaggi attraverso le vie più belle, i monumenti storici e i due parchi cittadini, il lungo Senna.
Anche questa è fatta, ma non voglio diventare, essere, un runner da asfalto che pensa solo ai tempi, voglio correre e divertirmi e condividere gioie e dolori anche durante le competizioni ; questo capita nei trail ma su asfalto NO ! Su asfalto sei tu e lui IL TEMPO e nessuno fiata , si guarda in continuazione l'orologio e all'arrivo se mai dovesse capitare di incrociare un sorriso uno sguardo scatta la domanda "in quanto l'hai chiusa?"
E poi se riesci a tenere una conversazione di un paio di minuti scatta la seconda è fatidica domanda : " ma New York l'hai fatta ?" E tu hai un bel da dire che ti piace correre in montagna , che ti piace la salita che ti dicono che sei un ultra trailers , tu non hai fatto New York .....ma quest'anno....ma quest'anno .....
Siamo orchi oltre le gambe c'è di più !
PS i runners fighetti che ho incontrato sul TGV all'andata, che se la tiravano li ho asfaltati tutti!
Sito Marathon de Paris
Dal racconto dell'OrcoSmigol
Era da gennaio che correvo su asfalto per preparare questa maratona con annessi un paio di lunghi. Un'altra maratona a febbraio, ancora una mezza maratona, e poi chi più ne ha più ne metta. Il tutto infarcito con le maledette, odiate e a quanto pare utilissime ripetute.Si parte Venerdi 1 Aprile 2016 con il Tgv e si abbina un'ennesima visita a Parigi sempre splendida e freddina.
Appena arrivato alla stazione macché Tour Eiffel, Campi Elisi o Arco di Trionfo. Ci si fionda al salon du sport, una vera mecca del runner.
Ritiro il pettorale con pochissima gente. Si gira per un paio di ore fra gli stands. Narra la leggenda che il giorno dopo ci siano volute un paio d'ore solo per entrare!
I due giorni prima nessuna corsetta a fondo lento, si galoppa, si trotta per chilometri a piedi per godere al meglio della città di Parigi.
Domenica mattina trasferimento in metro per la partenza della maratona sugli Champs Eliseè.
Start alle ore 9 e in griglia entro le 8,30 con aria molto frizzantina, tant'è che mi avviluppo il telo termico modello Ferrero rocher.
Una fiumana di runners tremanti schierati, il countdown, lo sparo e il delirio.......gooooo.
Si corre, l'emozione, l'ansia e non so che altro, mi fanno correre oltre il mio passo; non riesco a prendere il ritmo, il metronomo che era in me in allenamento non funziona, il garmin fa le bizze ed i palloncini dei Pacers non li vedo. Ma intanto corro.Courage , courage, alé Maurice!
Vengo svegliato al 12esimo km da una vocina sconosciuta, guardo l'orologio e sto andando troppo forte devo rallentare. Qualche intralcio per la troppa gente, fermarsi ai ristori nemmeno a parlarne e corro.
Arrivo a metà e il ritmo ë elevato ma non bisogna mollare : 21 km, passo sotto i 5min al km, cadenza 180, frequenza 140. Ma accidenti OrcoSmigol, goditi la corsa la città, il tifo l'intrattenimento che é in ogni angolo. Ma intanto corro. Nel frattempo sale un caldo anomalo, tanto che l'organizzazione inizia a raffrescare gli atleti con gli idranti.
Al 27esimo chilometro, una vocina amica , questa volta, urla VAI GARA VAI GARA! E' Elisabetta che mi da la carica, cosi che arrivo al 30esimo chilometro spingo ancora.
Inizia una serie di tunnel fra cui quello dell'Alma.
Sali e scendi, imbottigliamenti e le gambe ne risentono, non mollo e corro ancora. Sono al 37esimo chilometro, devo mollare, devo bere, devo trangugiare qualcosa; adesso il ritmo e sopra i 5min al km ma tengo duro. Entro nell'ultimo tratto della gara, nel parco stupendo del bois de boulogne, ma perfino i metri non passavano più figuriamoci la manciata di chilometri. Si esce dal parco, manca ancora un chilometro prima dell'arrivo davanti all'Arco di Trionfo .Passaggio al gonfiabile dell'arrivo in 3h37' sono emozionato ma non completamente soddisfatto, medaglia molto bella, bella t-shirt da finisher con mantella.
Il percorso é splendido con passaggi attraverso le vie più belle, i monumenti storici e i due parchi cittadini, il lungo Senna.
Anche questa è fatta, ma non voglio diventare, essere, un runner da asfalto che pensa solo ai tempi, voglio correre e divertirmi e condividere gioie e dolori anche durante le competizioni ; questo capita nei trail ma su asfalto NO ! Su asfalto sei tu e lui IL TEMPO e nessuno fiata , si guarda in continuazione l'orologio e all'arrivo se mai dovesse capitare di incrociare un sorriso uno sguardo scatta la domanda "in quanto l'hai chiusa?"
E poi se riesci a tenere una conversazione di un paio di minuti scatta la seconda è fatidica domanda : " ma New York l'hai fatta ?" E tu hai un bel da dire che ti piace correre in montagna , che ti piace la salita che ti dicono che sei un ultra trailers , tu non hai fatto New York .....ma quest'anno....ma quest'anno .....
Siamo orchi oltre le gambe c'è di più !
PS i runners fighetti che ho incontrato sul TGV all'andata, che se la tiravano li ho asfaltati tutti!
martedì 5 aprile 2016
Trail Maremontana Loano(Sv) 3 Aprile 2016
Classifica Maremontana 2016
Sito MareMontana
Edizione 2015
Edizione 2013
Edizione 2012
Dal racconto dell'OrcoSherpaMazzinga
Inizia bene il nostro confronto sportivo a Loano, presso lo stand di partenza, con il titolo benaugurante “La gestione della crisi in corsa”, un momento di confronto e discussione tra atleti di élite sul tema della crisi e della sua gestione durante una competizione, moderato dello psicologo e psicoterapeuta Cesare Picco.
In effetti l’avvenimento agonistico è veramente interessante con molti atleti di spicco presenti alla grande manifestazione ligure che sta diventando un appuntamento di prim’ordine nel panorama dei trails nazionali.
Dopo i tristi avvenimenti degli anni scorsi, abbinata ad una superficiale gestione e controllo del territorio , la manifestazione ha assunto quest’anno un taglio decisamente professionale, tale da competere ormai con le gare più blasonate.
I numeri la dicono lunga: circa 800 iscritti sulle tre gare, con percorsi da 60 km, 45 km e 20 km.
La gara regina riservata agli specialisti delle lunghe distanze ha visto circa 190 iscritti con 172 arrivati ed un podio di eccezione con tempi altrettanto sbalorditivi, dai 6h,23’ di Ornati, ai 6h,38’ di Ruzza al terzo Fornoni con 6,40’, praticamente schierati in 17 minuti su un percorso durissimo e altamente selettivo, 60,6 km, dislivello D+ di 3370 metri, quasi 80% di sentieri. Da notare che il tempo dell’ultimo è stato di 13 h, 07’
La gara centrale ha visto arrivare 198 atleti su un percorso similare da 45 km, un dislivello di D+ 2514 metri, con tempi di arrivo dal primo di 4 h e 22’ al 10h, 03’ dell’ultimo.
Infine la gara mignon da 20 km con dislivello di D+ di 986 metri, la più partecipata con 312 atleti e tempi che vanno dal primo, Cavalletti 1h, 36’ all’ultimo con 4h, 21’
Interessante notare che la differenza percentuale tra i tempi del primo concorrente e dell’ultimo rivelano un taglio più amatoriale dei partecipanti al percorso corto, e una partecipazione decisamente più qualificata alla gara lunga. Infatti l’ultimo arrivato sulla 60,6 k ha avuto una velocità media di circa 4,5 km/h, certamente molto elevata se paragonata alla difficoltà del percorso e non riscontrabile nella stragrande maggioranza dei trails più importanti.
Ma oltre i freddi numeri della gara, va sottolineato come la presente edizione abbia presentato un percorso completamente modificato sia nella altimetria che nel tracciato rispetto alle scorse edizioni. Un percorso meraviglioso completamente ad anello, intorno alla grande piana compresa tra Borghetto Loano e Pietra ligure, da percorrere in senso orario prima sulla dorsale montana Ovest, lato Albenga, per raggiungere il Gioco di Toirano e ritornare a Loano attraverso la dorsale montana Est lato Pietra Ligure e Giustenice. Il percorso attuale della 45 k con partenza ed arrivo a Loano on the beach si è rivelato il più interessante di tutti i vari trail liguri, per asprezza , varietà del tracciato, panorama mozzafiato tra mare e montagna e sentieri sempre molto tecnici tra gole e dorsali infinite.
Organizzazione davvero possente su una distanza di 45 km, dove praticamente sono stati presidiati e controllati tutti i punti pericolosi, gli incroci, i torrenti, con un imponente spiegamento di volontari e soccorso alpino. Anche tutte le zone di sosta e ristoro erano controllate con numerosi volontari ed una logistica imponente con tendoni, gonfiabili, corridoi, da fare invidia alla grande UTMB.
Partenza antelucana per le gare lunghe alle ore 6,00 del mattino con circa 400 atleti.
4 orchi si ritrovano al buio del lungomare di Loano per il trail da 45 km ma non accendiamo neanche la frontale; inizio brutale sulla spiaggia con veloce rientro alla passeggiata a mare da percorrere tutta fino a Borghetto, meglio correre qui perché sarà poi l’unica parte davvero scorrevole e semplice; infatti inizia presto la lunga risalita da Borghetto al monte Piccaro, la prima parte percorsa alla scarna luce dell’aurora tra la macchia mediterranea, poi con il sole nascente dietro Finale. Raggiunta la sommità inizia un lunghissimo traverso con panorama sul golfo di Albenga fino al Monte Acuto, in un tripudio di colori e soprattutto di odori mediterranei, tra il timo, la menta il rosmarino.
Continua l’oscillazione altimetrica sulle cime della cresta fino a raggiungere il santuario di Monte Croce, anzi veramente il cantiere della nuova Chiesa ed il primo ristoro. A questo punto il ritmo cresce in funzione del percorso molto più scorrevole e la presenza anche di varie piste agricole, transitando dal villaggio di Rocca Barbena, al monte Subanco e finalmente al Gioco di Toirano, 24,2 km, punto mediano della corsa. Sono passate quasi 4 ore e la sosta si impone, anche perché non ci si può alimentarsi con solo gel!
Comincia adesso la parte impegnativa , risalendo lungamente le pendici del Carmo fino ai grandi prati di Peglia, per poi scendere a precipizio in un selvaggio vallone di cui non avrei mai immaginato la presenza. Pensavo di correre finalmente su terreni conosciuti, ma evidentemente la orografia del Carmo è decisamente molto più complessa delle mie conoscenze. Profonda e selvaggia gola su sentieri molto tecnici fino all’attraversamento del Rio Fissone e la successiva risalita faticosa alla Rocca dell’Aia con conseguente inizio di crisi calorica; si impone il Gel! Ma comunque finalmente sbattiamo materialmente contro il rifugio Pian delle Bosse, situato in una meravigliosa radura ad 800 metri sulle pendici Sud del Carmo, e qui mi sento di casa, peccato che mi accorgo di aver sfasciato le mie scarpe Cascadia; vista però la mancanza di alternative si prosegue, non prima di avere assaggiato la nostra focaccia ligure e le torte della brava Valentina, gestrice del Rifugio.
A questo punto si rotola su sentieri disastrosi fino a Verzi, per poi farci risalire con grande sadismo di altri 200 metri, quando ormai vedevamo il mare di Loano.
La conseguente discesa dal monte verso Loano è, se possibile ancora più difficoltosa su un tracciato da … montagne liguri. Ma ormai il mare è laggiu’, non ci ferma più nessuno, a parte gli ultimi 800 metri sulla sabbia!
4 Orchi, Palmas 6h,30’ Mazzino e Vicari 8h 14’, Tasso 8h, 17’ arrivano al traguardo e questo è già un grande successo, e sicuramente da rifare!
Sito MareMontana
Edizione 2015
Edizione 2013
Edizione 2012
Dal racconto dell'OrcoSherpaMazzinga
Inizia bene il nostro confronto sportivo a Loano, presso lo stand di partenza, con il titolo benaugurante “La gestione della crisi in corsa”, un momento di confronto e discussione tra atleti di élite sul tema della crisi e della sua gestione durante una competizione, moderato dello psicologo e psicoterapeuta Cesare Picco.
In effetti l’avvenimento agonistico è veramente interessante con molti atleti di spicco presenti alla grande manifestazione ligure che sta diventando un appuntamento di prim’ordine nel panorama dei trails nazionali.
Dopo i tristi avvenimenti degli anni scorsi, abbinata ad una superficiale gestione e controllo del territorio , la manifestazione ha assunto quest’anno un taglio decisamente professionale, tale da competere ormai con le gare più blasonate.
I numeri la dicono lunga: circa 800 iscritti sulle tre gare, con percorsi da 60 km, 45 km e 20 km.
La gara regina riservata agli specialisti delle lunghe distanze ha visto circa 190 iscritti con 172 arrivati ed un podio di eccezione con tempi altrettanto sbalorditivi, dai 6h,23’ di Ornati, ai 6h,38’ di Ruzza al terzo Fornoni con 6,40’, praticamente schierati in 17 minuti su un percorso durissimo e altamente selettivo, 60,6 km, dislivello D+ di 3370 metri, quasi 80% di sentieri. Da notare che il tempo dell’ultimo è stato di 13 h, 07’
La gara centrale ha visto arrivare 198 atleti su un percorso similare da 45 km, un dislivello di D+ 2514 metri, con tempi di arrivo dal primo di 4 h e 22’ al 10h, 03’ dell’ultimo.
Infine la gara mignon da 20 km con dislivello di D+ di 986 metri, la più partecipata con 312 atleti e tempi che vanno dal primo, Cavalletti 1h, 36’ all’ultimo con 4h, 21’
Interessante notare che la differenza percentuale tra i tempi del primo concorrente e dell’ultimo rivelano un taglio più amatoriale dei partecipanti al percorso corto, e una partecipazione decisamente più qualificata alla gara lunga. Infatti l’ultimo arrivato sulla 60,6 k ha avuto una velocità media di circa 4,5 km/h, certamente molto elevata se paragonata alla difficoltà del percorso e non riscontrabile nella stragrande maggioranza dei trails più importanti.Ma oltre i freddi numeri della gara, va sottolineato come la presente edizione abbia presentato un percorso completamente modificato sia nella altimetria che nel tracciato rispetto alle scorse edizioni. Un percorso meraviglioso completamente ad anello, intorno alla grande piana compresa tra Borghetto Loano e Pietra ligure, da percorrere in senso orario prima sulla dorsale montana Ovest, lato Albenga, per raggiungere il Gioco di Toirano e ritornare a Loano attraverso la dorsale montana Est lato Pietra Ligure e Giustenice. Il percorso attuale della 45 k con partenza ed arrivo a Loano on the beach si è rivelato il più interessante di tutti i vari trail liguri, per asprezza , varietà del tracciato, panorama mozzafiato tra mare e montagna e sentieri sempre molto tecnici tra gole e dorsali infinite.
Organizzazione davvero possente su una distanza di 45 km, dove praticamente sono stati presidiati e controllati tutti i punti pericolosi, gli incroci, i torrenti, con un imponente spiegamento di volontari e soccorso alpino. Anche tutte le zone di sosta e ristoro erano controllate con numerosi volontari ed una logistica imponente con tendoni, gonfiabili, corridoi, da fare invidia alla grande UTMB.
Partenza antelucana per le gare lunghe alle ore 6,00 del mattino con circa 400 atleti.
4 orchi si ritrovano al buio del lungomare di Loano per il trail da 45 km ma non accendiamo neanche la frontale; inizio brutale sulla spiaggia con veloce rientro alla passeggiata a mare da percorrere tutta fino a Borghetto, meglio correre qui perché sarà poi l’unica parte davvero scorrevole e semplice; infatti inizia presto la lunga risalita da Borghetto al monte Piccaro, la prima parte percorsa alla scarna luce dell’aurora tra la macchia mediterranea, poi con il sole nascente dietro Finale. Raggiunta la sommità inizia un lunghissimo traverso con panorama sul golfo di Albenga fino al Monte Acuto, in un tripudio di colori e soprattutto di odori mediterranei, tra il timo, la menta il rosmarino.Continua l’oscillazione altimetrica sulle cime della cresta fino a raggiungere il santuario di Monte Croce, anzi veramente il cantiere della nuova Chiesa ed il primo ristoro. A questo punto il ritmo cresce in funzione del percorso molto più scorrevole e la presenza anche di varie piste agricole, transitando dal villaggio di Rocca Barbena, al monte Subanco e finalmente al Gioco di Toirano, 24,2 km, punto mediano della corsa. Sono passate quasi 4 ore e la sosta si impone, anche perché non ci si può alimentarsi con solo gel!
Comincia adesso la parte impegnativa , risalendo lungamente le pendici del Carmo fino ai grandi prati di Peglia, per poi scendere a precipizio in un selvaggio vallone di cui non avrei mai immaginato la presenza. Pensavo di correre finalmente su terreni conosciuti, ma evidentemente la orografia del Carmo è decisamente molto più complessa delle mie conoscenze. Profonda e selvaggia gola su sentieri molto tecnici fino all’attraversamento del Rio Fissone e la successiva risalita faticosa alla Rocca dell’Aia con conseguente inizio di crisi calorica; si impone il Gel! Ma comunque finalmente sbattiamo materialmente contro il rifugio Pian delle Bosse, situato in una meravigliosa radura ad 800 metri sulle pendici Sud del Carmo, e qui mi sento di casa, peccato che mi accorgo di aver sfasciato le mie scarpe Cascadia; vista però la mancanza di alternative si prosegue, non prima di avere assaggiato la nostra focaccia ligure e le torte della brava Valentina, gestrice del Rifugio.
A questo punto si rotola su sentieri disastrosi fino a Verzi, per poi farci risalire con grande sadismo di altri 200 metri, quando ormai vedevamo il mare di Loano.
La conseguente discesa dal monte verso Loano è, se possibile ancora più difficoltosa su un tracciato da … montagne liguri. Ma ormai il mare è laggiu’, non ci ferma più nessuno, a parte gli ultimi 800 metri sulla sabbia!
4 Orchi, Palmas 6h,30’ Mazzino e Vicari 8h 14’, Tasso 8h, 17’ arrivano al traguardo e questo è già un grande successo, e sicuramente da rifare!
domenica 3 aprile 2016
Trail Giro delle Borgate Caprie(To) 3 Aprile 2016
Foto Trail Giro delle Borgate Caprie 2016
Classifiche Trail Giro delle Borgate Caprie 2016
Sito Trail Giro delle Borgate Caprie
dal racconto dell'OrcoBandana
La sveglia domenica suona alle 6:15, ma io sono sveglia già da un pò reduce da una notte agitata: parteciperò alla mia prima gara di trail (9,5km 400+).Poco più di un anno fa ho iniziato a correre, ma da sempre la mia passione è la montagna, praticata con mio marito responsabile del "contagio"(escursioni, ciaspolate, sci alpinismo, sci in pista, alpinismo, ferrate), così abitando vicino alla collina morenica e mal sopportando lo smog e i rumori della strada ho iniziato a correre assaporando la natura dietro casa.
Finalmente mi convinco a partecipare a una 10Km su strada e da lì il passo è breve:decido di iscrivermi ad una società e così dopo una ricerca su internet scopro GLI ORCHI che mi convincono subito grazie alla loro scelta di correre in natura e ai loro ideali da me condivisi; per cui, a marzo, mi presento in sede e vengo subito accolta calorosamente da tutti i presenti.
E' la conferma che aspettavo: ho fatto la cosa giusta!
Timidamente confesso che non ho mai fatto corse in montagna, ma vengo rassicurata sulla loro fattibilità, così decido di partecipare alla gara di Caprie.
Ma torniamo a domenica: sono le 8:15 e sono già sotto il gazebo per l'iscrizione, prendo la bottiglia di vino e aspetto.
Finalmente dopo un breve riscaldamento mi avvio alla partenza dove incontro i miei compagni di squadra, gli Orchi, timidamente mi avvicino e mi presento, mi sento un pò imbarazzata, ma la loro giovialità e cordialità mi contagiano e mi fanno sentire subito una di loro.
Dopo le foto di gruppo OrcoMagoo mi dà due dritte sul percorso e mi mette in guardia sull'ultima salita, quella di Novaretto.
9.15, partenza: partimo tutti affiancati per poi disporci in fila indiana alla prima salita,il terreno è scivoloso, ma i profumi del sottobosco mi riempiono le narici e senza accorgermene sono già al bivio delle due corse, le strade per me e OrcoSciamano, che mi precede, si dividono.
Alla prima discesa nel bosco una leggera nebbia ovatta tutto quello che c'è intorno anche il rumore dei miei passi, il terreno è soffice e piacevole da percorrere, ma un'altra salita si fa nuovamente sentire.
A pochi metri dall'arrivo vedo OrcoMagoo, che già arrivato mi corre incontro e mi affianca fino al traguardo incitandomi.
Sono felicissima, ho fatto il mio primo trail!!
Ad aspettarmi all'arrivo c'è un magnifico gazebo dove hanno allestito un abbondante ristoro... mancava solo la polenta con lo spezzatino!
Ma il tempo scorre veloce ed ecco che arrivano gli amici Orchi che hanno fatto il lungo, la giornata non può terminare meglio di così, tutti sono contenti, affaticati e soddisfatti.
Ci salutiamo, la domenica per fortuna è ancora lunga, a casa mi aspetta la famiglia, così dopo un resoconto dettagliato e un pranzo consumato voracemente il divano diventa invitante e il sonno ristoratore che mi è mancato la notte prima, finalmente mi raggiunge!!
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