Dal racconto dell'OrcoMami

Dai 35 gradi umidi di questa fastidiosa estate Alpignanese, siamo ora ai 10 gradi secchi di queste terre baciate dal mare di Norvegia.
Siamo in quattro e affittata l'auto iniziamo a viaggiare diretti sempre più' a nord. Meta le Isole Lofoten. Solo i pernottamenti sono già fissati, il resto avventura.
Raccontare questa vacanza in quelle terre, come mille racconti già pubblicati sui social e sui diari di viaggio, sarebbe noioso e riduttivo. Sarebbe una sequenza di denominazioni toponomastiche sovente impronunciabili vista la lingua norvegese,un susseguirsi di visite a luoghi più o meno famosi, uno snocciolare dati chilometrici e quant'altro.
Lascio invece spazio alle sensazioni ed alle immagini fotografiche.
ISOLE
La Norvegia la chiamano la terra dalle mille isole. Arrivando dall'aereo si percepisce subito la verità di questa affermazione: a volte piccolissime, a volte solo poco più che scogli, a volte estese e collegate con immani ponti ad arco. Una moltitudine di pezzi di terra residui di ghiacciai che ti lasciano un senso di infinito e di terribilmente fragile, esposte come sono alle mareggiate del mare freddo ed impetuoso.
LO SPAZIO INFINITO
Se c'è un ricordo che rimarrà indelebile è il senso di infinito che gli orizzonti ci hanno lasciato.
Abbiamo percorso in auto circa 2000 km, ma sovente per moltissimi km vedevamo solo brughiera, fiordi, spiagge bianche e pochissime case.
In occasione delle escursioni a piedi poi la dimensione acquistava ancora più profondità. Dalle modeste punte salite (non piu di 4/500mt D+) l'orizzonte spaziava da un lato verso vallate immense verdissime senza presenza umana e dall'altra verso il mare gelido.
LA LUCE ED IL SOLE
In agosto non si può vedere ahime' il sole di mezzanotte e l'alba boreale, ma la sensazione di luce è fortissima. In zona Lofoten fino alle 22,30 era chiaro e verso le 4 del mattino albeggiava di nuovo. Il sole tramontava tardi alle 21 e ci lasciava mozzafiato calando sull'orizzonte del mare.
Una palla rossa di fuoco che scompariva.
LA PIOGGIA E LE NUVOLE NERISSIME
Come prevedibile alcuni giorno son stati con perturbazione. Ma la velocità con cui cambia il meteo è impressionante. Improvvisi nuvoloni neri lambivano a meta' le montagne e scendevano fin sul mare. Rendevano subito tutto inospitale ma carico di fascino. Le spiagge bianche creavano un contrasto cromatico con il nero delle nuvole. e abbiamo “respirate “ a piu' non posso..
IL MARE
Nei giorni in cui eravamo alloggiati a Svolvaer, centro maggiore delle Lofoten, siamo usciti in mare -
Vestiti da alta montagna con tanto di piumino e sopra giacca di goretex. Ii vento in mare è terribile , non freddissimo ma penetrante.Le foto parlano da sole. Qui la fauna da' il massimo a noi poveri umani: gabbiani a migliaia quasi domestici, aquile di mare che volteggiano vicino alla barca, in lontananza, per chi è più fortunato, l'avvistamento di cetacei, forse balene.
LE RORBU
Le case dei pescatori sapientemente costruite su palafitte che sovente ospitano i turisti.
Coloratissime: o rosse,o gialle o bianche. Una tavolozza di colori sul blu del mare.
L'ODORE
La principale attività delle Lofoten è la pesca e il trattamento del merluzzo.
Ecco un'altra curiosa sensazione olfattiva: in molti luoghi dove avviene la lavorazione, c'è un inconfondibile odore di merluzzo : acro, forte a volte, ma troppo caratteristico .
Nell'epoca invernale quando i pesci vengono esposti per l' essiccazione deve essere ancora più evidente .
Insomma isole dalle svariate sensazioni che lasciano ricordi indelebili negli occhi e nella mente.
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