mercoledì 15 giugno 2016

MOR Morning Orchi Running Novalesa Rifugio Stellina (To) 15 Giugno 2016

Foto Trail Autogestito Novalesa Rifugi Stellina 2016

L'impiego di metodi per accelerare (la concentrazione su un punto invece della consapevolezza aperta, o cambiamenti della chimica del corpo attraverso intensi esercizi fisici o droghe) può produrre esperienze spirituali che sono trasformative, perchè l'io è sospeso ma non risolto.
( da "La Via del Risveglio"  - autore Dhiravamsa)

Dal racconto dell'OrcoPinoR


Nuova vita hanno preso le gite degli Orchi Trailers con i mini progetti:
M.O.R Morning Orchi Running
S.O.R. Sunset Orchi Running
M.O.B. Morning Orchi Bike
S.O.B. Sunset Orchi Bike

Oggi è giorno di MOR (svecchiato il termine T.A.) da Novalesa(To) al rifugio Stellina, sito alla testata di Carolei, sinistra orografica del torrente Cenischia, che a Susa(To) si getta nella Dora Riparia.

20km e 1800D+
In sei gli Orchi presenti : OrcoPinoR, OrcoZoppo, OrcoVale, OrcoRoccia, OrkoMekkaniko e OgreDoctor che ci raggiungerà ASAP.
Il percorso si inerpica dal centro dell'abitato di Novalesa, quasi al termine della via Maestra.
Subito brutale, sulla bastionata rocciosa che accede agli alpeggi d'alta quota, con pendenze importanti , tra il latrare dei cani da cascina che avvisano tutti che Gli Orchi sono partiti.
Il bosco è fitto e selvaggio, poco frequentato dagli umani. La ricerca del sentiero non sempre immediata ma confidiamo in OrkoMekkaniko che frequenta queste zone da anni.
Con una piccola deviazione visitiamo le cascate e lo splendido orrido di Novalesa.
A metà percorso, circa, dopo qualche traversia, ci raggiunge OgreDoctor, in tempo prima di arrivare all'Alpe Prà Piano cosi da poter condividere il timore di essere rincorsi e azzannati dai Cani Pastore che tanto ci ricordano i Mannari del fù J.R.R. Tolkien.
Loro, i cani-mannari, fanno il proprio lavoro. Difendono le pecore dai malintenzionati. Da parte nostra era legittimo aver paura di questi grossi maremmani abituati a scontrarsi con il lupo. Senza ombra di dubbio più feroce di noi Orchi Trailers.
Passiamo indenni il territorio dei Mannari e su pratoni velocemente guadagniamo l'Alpe Carolei e la testata di Carolei dove ci attende il Rifugio Stellina, posto in punto strategico. Proprietario il comune di Novalesa, deve il suo nome alla divisione partigiana guidata dal comandante Giulio Bolaffi nome di battaglia "Aldo Laghi".
Lo Stellina è una tappa fondamentale per l'ascensione alla Vetta del monte Rocciamelone(3538 m.) da Ovest passando dal Passo Novalesa (3238 m.) oppure dalla Punta Marmottere (3384 m.) come ci ha raccontato OrcoRoccia, che circa dieci anni fà è salito con suo figlio OrcoGas.
Ci infiliamo nel rifugio, sempre aperto. Infreddoliti consumiamo e condividiamo la nostra magra merenda. Le foto di rito e poi fuggiamo via per la prevista perturbazione pomeridiana come d'uopo nel mese di Giugno ormai amazzonico da qualche anno a questa parte.
Ci ritocca passare a far visita ai nostri mannari-maremmani che già latrano al sentire le nostre voci e sperano di assaggiare, oggi, qualche polpaccio depilato di Orchi. Ordunque, di comune accordo prendiamo decisioni degne di uno stratega militare quale era il mitico Aldo Laghi:
1) Uniti e compatti per dare unità al gruppo.
2) Non si corre, per non instillare ai mannari il processo preda-predatore
3) I bastoncini da usare come lance, stile falange macedone.
4) Passare il più lontano possible dai mannari per non creare problemi con il territorio da loro controllato.
La strategia ci permette di passare indenni, ma il campo di ortiche che siamo costretti ad attraversare ci reca non pochi problemi. Fatta eccezione dell'OrcoRoccia che a quanto pare, ne è immune.
Passati i mannari, cosi come scritto nella legge di Murphy, perdiamo il controllo del sentiero di discesa. Si finisce tutti sulla strada asfaltata che scende giù dal comune di Moncenisio(To). Il più piccolo comune d'Italia.
La gita la terminiamo parlando di Annibale e dei sui Aruspici, di Carlo Magno e di suo figlio Carlomanno. Poi di Napoleone e degli ultimi famosi Maroni, montanari che trasportavano su bastini a forma di sedie; uomini e cose, da Novalesa fino al Colle del Moncenisio e poi in Maurienne a Lanslebourg.
Dopo la gita, un caffè all'antico ristorante della Posta e a seguire una breve visita alla famosissima Abbazia della Novalesa.



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