martedì 15 ottobre 2019

34° ediz Corsa del Musinè Caselette(To) 20 Ottobre 2019


Foto1 Partenza/Arrivo Corsa al Musinè 2019
Classifica Up&Down Corsa al Musinè 2019
Classifica Up Corsa al Musinè 2019

Edizione 2018
Edizione 2017
Edizione 2016
Edizione 2014
Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Edizione 2010

RECORD DELLA GARA 

ALBO D'ORO


LA GARA
Il Comune di Caselette, ValSusa Running Team, Gli Orchi Trailers Asd  organizzano per: Domenica 20 Ottobre 2019 la 34° edizione della Corsa al Musinè

Ritrovo ore 8.00 piazza Cays Caselette(To)
Partenza UP  ore 10.00
Partenza Non Competitiva: 10.15
Partenza Classica ore 10.30

Alla sua 34° edizione, una delle storiche gare nel calendario piemontese di corsa in montagna.

Classic 7km 750metri e 750D+
Gara Classica in salita e discesa UISP

UP  3km 500metri 750D+
Gara di sola salita arrivo alla Croce UISP 
Quest'anno aperta anche alla categoria Allievi 16-17 anni

NON COMPETITIVA   4km  famiglie

CORSA PER I BAMBINI Varie distanze e Categorie ore 12.00

Costo  Iscrizione gara: 8euro giorno della gara 10euro (pacco gara maglietta ricordo)
Pranzo : 7euro

Link Pre-Iscrizioni 

Regolamento gara CORSA DEL MUSINE' 2019

PAGINA FaceBook corsa al Musinè

per ulteriori informazioni
scrivere a info@valsusatrail.it tel:0119643242

lunedì 14 ottobre 2019

Morenic Trail sulle orme del ghiacciaio Brosso(To) 5-6 Ottobre 2019


Foto Morenic Trail 2019
Video Morenic Trail 2019
Classifica Morenic Trail 2019
Sito Morenic Trail

Edizione 2018
Edizione 2014
Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Edizione 2010

Racconto (rigorosamente in staffetta) dei Fantastici 4 Orchi.

 Da runner curioso e un po' anarchico quale sono, nelle mie consultazioni estive mi ero imbattuto nel programma del Morenic trail, ma 119 km sono improponibili e non avendo a portata di mano compagni di avventura non l’avevo neanche preso in considerazione. Poi per caso, parlando con OrcoBee, ho saputo che forse mancava un Orco per partecipare con una staffetta da quattro. Fantastico! Non sono (ancora) un Orco, ma mi piacciono queste formule che uniscono il gusto della competizione in gruppo al piacere di correre.
Il bello, come spesso capita, inizia nella fase di pianificazione. Iniziamo il progetto con OrcoCamola, Orco730 e OrcoGreg, amici ben più esperti di me, che sono un trailer alle prime armi. Non è stato poi tanto difficile scegliere insieme la frazione più adatta a ciascuno di noi, e la logistica a prima vista proibitiva si è di colpo semplificata grazie alla disponibilità messa in campo da OrcoBee, nostro “basista” per l’occasione…
Troviamo anche il nome del team: saremo “I fantastici 4...Orchi”!

Ci siamo, domani si corre! Partono i preparativi, la solita ricerca del materiale che ovviamente non si trova, pantaloncini e maglietta preparati prima di andare a dormire, lo zaino con il necessario e anche il superfluo.
Mi sono aggiudicato la prima frazione (quella più semplice), così il mio tassista d’eccezione passa a prendermi al mattino presto; con lui c'è anche OrcoCiccillo che ha deciso di accompagnarci.
Il meteo è perfetto: cielo azzurro, aria fresca, si sta benissimo e in breve siamo ad Andrate. La vista sulla valle è bellissima, quasi verrebbe voglia di fermarsi a guardare il panorama, invece bisogna prepararsi a partire. Ci sono anche OrcoCambu e OrcoFabry, che correranno in staffetta a due il medesimo percorso (i miei rispetti!).

Caffè, vestizione, qualche patema per il controllo materiale obbligatorio (alla fine ho corso con la lampada frontale in tasca, a’s sa mai…) e…..VIA!
Mi sono posizionato come mio solito nelle retrovie (è più forte di me) e ho iniziato il gioco di riprendere questo, e poi quest’altro... a passo non particolarmente spedito ma regolare.
La frazione è di 25 km leggermente ondulati, lungo i quali  scenderò al lago di Bertignasco: si inizia con una bella salita su asfalto, per poi passare su un sentiero agevole, che corre sulla cresta della Serra fino a Magnano e in più di un tratto ricorda i passaggi più gradevoli del TME.
Anche se siamo a bassa quota, complice la giornata tersa, nei tratti liberi dalla vegetazione la vista sulla valle è molto bella, si sta benissimo e procedo bene aumentando un po’ il passo. Riesco anche a scambiare qualche parola con un simpatico ungherese.
Non ho il bicchiere e perdo la borraccia (in prestito, argh!) ma non è un problema, la giornata è favorevole e vuol dire che risparmierò il tempo della fermata ai rifornimenti.
Aumento ancora, la caviglia debole regge e il passo è più o meno quello target, le discese non sono impegnative e continuo la mia “avanzata” (bella forza, non devo mica correre per oltre 100 km io!), forse avvicinandomi ai miei limiti, faccio un paio di buffi capitomboli ma mi rialzo e proseguo spedito.
Al km 22 le gambe iniziano a girare un po’ meno, ma mi faccio forza (manca pochissimo, e penso con ammirazione a chi questa gara la disputa come singolo) e tengo il mio ritmo, dai che il tempo è buono... Ingaggio anche una piccola sfida (perdendo lo sprint) con un altro staffettista che nel frattempo ero riuscito a raggiungere, e finalmente vedo Orco730 pronta al cambio: le passo pettorale e testimone. L’apprendista Orco ha fatto la sua parte, ora tocca ai professionisti!
Non mi resta che scegliere il nome, se ho superato la prova da oggi in poi sarò OrcoDaddy.

Per una serie di motivi che non starò ad elencare, a me è toccata la 2a frazione, 38 km abbondanti e 800 m  scarsi di dislivello.
Il percorso è interamente corribile e veloce perché si sviluppa su strade asfaltate, strade bianche e sentieri di campagna e, anche quando attraversa i boschi, non è assolutamente tecnico…proprio il genere di gara che patisco di più!

Ma per i primi 18 km ho avuto l’onore di essere scortata da due amici Orchi fuori gara, OrcoBee e OrcoCiccillo, che hanno saputo distrarmi dalla fatica con chiacchiere e battute spiritose.
Al ristoro del Castello di Masino ci siamo salutati e ho proseguito da sola, con l’obiettivo di non vanificare la prestazione  degli altri 3 compagni di staffetta.

I km sono passati pensando in generale alla grande amicizia che mi lega al gruppetto di Orchi e sentita in modo particolare in questa occasione.
A poco più di 1 km dall’arrivo, mi sono goduta il divertente attraversamento della Dora Baltea col gommone, ma appena sbarcata ho dovuto affrontare il dislivello più insidioso di tutto il percorso che mi ha condotto al Castello di Mazzè, luogo del 2° cambio.
Qui mi attendeva trepidante l’OrcoGreg, al quale ho velocemente consegnato il testimone: una semplice pietra che, al pari di una staffetta su pista, ho tenuto in mano per tutta la frazione!
La terza tappa di circa 36 km e 830 m D+ aveva come punto di cambio staffetta la piazzetta antistante il castello di Mazzè, nella parte alta del paese. Castello che nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche e integrazioni, con le ultime risalenti al XIX secolo soprattutto in chiave di architettura neogotica. Oggi è di privata proprietà ed è aperto alle visite del pubblico. Ma torniamo al trail…….
Sono arrivato un paio di ore prima dell’arrivo di Orco730 a cui davo il cambio e, questo mio anticipo, mi ha permesso di parcheggiare l’auto nei pochi posti rimasti a 20 metri dal punto di start della mia tappa. A fianco a me, nello stesso istante, si posizionava per la sosta un SUV e insieme scendevano Enzo Paolo Turchi e sua moglie, la mitica  Carmen Russo, oggi splendida 60enne.
Foto, sorrisi e strette di mano con alcuni dello Staff del Morenic Trail e via traballando con i suoi tacchi sul ciottolato verso il castello.
Chi non se la ricorda nelle sexy commedie che ci turbavano il sonno, quando eravamo ragazzi?
Dai pensiamo a correre……
Cominciano ad arrivare i trailers singoli e in staffetta e quasi in contemporanea arrivano OrcoCambu e subito dopo Orco730. Veloce consegna del pettorale e della “pietra Morenica” e via parto io.
Farò un tratto di percorso insieme a OrcoCambu che, sostituito OrcoFabry per problemi fisici da Masino, dovrà gestirsi fino al traguardo di Brosso.
Preso il mio passo costante, la mia tappa risulta tutta corribile, a parte qualche strappetto in salita.
E comunque un continuo saliscendi lungo le colline moreniche della zona di Vialfrè, attraversando boschi di castagni e vigneti di erbaluce. Si fa buio e, a pochi km da Ponte Preti, punto del mio arrivo e terzo e ultimo cambio della staffetta, devo accendere la frontale, rendendo ancora più suggestivo correre nei boschi in solitaria.
L’attraversamento del borgo vecchio di Torre Canavese e l’arrivo a Ponte Preti, con le candele accese sul ponte e con tutti gli amici Orchi che mi aspettano e tifano per me, vale la fatica fatta.
Passo il testimone a Orco Camola e la pietra “filosofale” del Trail, dopo una spasmodica ricerca nello zaino. E lui parte come un fulmine……

Alle 17 vengo scortato da Marcello, Virginia, Herbert a David a Ponte Preti, terzo ed ultimo punto di cambio staffetta.
Alle 18, sono pronto. Ragioniamo sui tempi e ... si ... più o meno Greg dovrebbe arrivare tra 2 ore.
“Siamo partiti per tempo vero Andrea?” (...).
Tra una chiacchiera e l’altra si fa sera e l'umidità del torrente Chiusella comincia a farsi sentire. Come previsto alle 20 arriva Greg e nel cambio mi passa il pettorale ed il 'sasso' che ogni staffettista porta con sé come  testimone da passare al compagno. Nella foga del cambio quest'ultimo non si fa trovare e la lotta con lo zainetto di Greg si fa furibonda. Alla fine abbiamo la meglio. Accidenti … pesa!

Parto, e subito mi ritrovo nel fitto buio del bosco. Il dolore al tallone del piede sinistro non mi permette di correre agevolmente. Devo comunque cercare di dare il massimo per onorare i miei soci che oggi hanno affrontato frazioni di 25, 39 e 38 km.  E' parecchio tempo che non corro di notte, è una bella sensazione anche se i rumori notturni del bosco mi incutono un certo di timore. Il percorso è perfettamente segnato, mi sento bene ed in 2 ore scarse chiudo la mia frazione di 18 km e 700d+.
Sono l'ultimo frazionista e l'arrivo a Brosso si trasforma in una festa vera e propria dove ritrovo tutti i compagni di questa splendida avventura.
Herbert, Gabriella e Greg, insieme abbiamo formato la staffetta ‘I fantastici 4 Orchi’.
I fortissimi Fabrizio e Luca ovvero 'Gli Orchi-1', primi assoluti nelle staffette con 2 frazionisti.
David, Marcello e Virginia che ci hanno assistito nella complicata logistica, e sostenuti per tutta la lunga giornata correndo dei tratti insieme a noi. La buona riuscita della staffetta è soprattutto merito loro.
Un grazie di cuore a tutti, e se in futuro ci sarà l'occasione di organizzare un’altra OrcoStaffetta io ci sarò.

domenica 13 ottobre 2019

Trekking sulle tracce del UltraTrail "le Porte di Poera" MONTE ANTOLA" Cantalupo Ligure(Al) 4 - 5 Ottobre 2019


Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

Totale percorso  68 km (1° gg 33 km, 2° gg 35 km) –                              Tot. D+ 3700 m                   
Per la terza volta con mio fratello Roberto ed Ugo torniamo sui sentieri del Monte Antola,  punto di riferimento dell’escursionismo ligure -alessandrino.
Infatti l’Antola con i suoi 1600 m di elevazione costituisce il  punto terminale della Valle Borbera, ovvero il giro di boa del percorso del celebre  trail delle Porte di Pietra che partendo da Cantalupo, risale tutta il grande  crinale   di   Levante  fino al rifugio dell’Antola per poi   ritornare per il crinale  di Levante.
Siamo  nel punto geografico di intersezione delle tre provincie, Alessandria, Piacenza e Genova, e il paese di Cantalupo ne costituisce il punto di arrivo e partenza.
La lunghezza  del  tracciato classico di circa 70 km  percorso in stile escursionista consiglia   il frazionamento in due giorni con sosta al Rifugio dell’Antola.
Infatti il primo giorno ci aspettano  salite per circa 2000 metri su una lunghezza di 33 km che  impegnano in un continuo saliscendi  fino al Monte Buio ed alla cima Antola,  con un tempo totale di circa 10 ore.
Il secondo giorno prevede  uno sviluppo simile  percorrendo tutta la dorsale dei Monti Carmo , Chiappo, Ebro sempre in un grandioso ambiente aperto verso le catena delle Alpi a Nord e sul Mare a Sud. Anche  qui  un tempo di percorrenza di 10 ore.
Il rifugio Antola gestito da due simpaticissimi giovani con neonata al seguito  riserva una calda accoglienza  ed  un grandioso piatto di pasta al pesto che fa dimenticare la stanchezza.
Il secondo giorno intersechiamo sul percorso il trail della val Borbera con due diverse gare  da 50 e 100 km, di cui la prima prevede un anello , mentre la seconda percorre due volte lo stesso anello , ma in due distinti sensi di marcia.
In conclusione per svariate ore incrociamo  gli atleti in un caos colossale  di persone che salgono e scendono e che non trovando adeguate segnalazioni in alcuni punti, ci  chiedono informazioni sul percorso, di cui ovviamente non sappiamo nulla! Cerchiamo di aiutare gli sventurati con cartine, GPS  e spero utili consigli.
Comunque la bellissima giornata ed il grandioso itinerario ci fanno raggiungere finalmente il punto terminale sopra Cantalupo, ovvero il Monte Giarolo da cui finalmente  con un  terribile tracciato pietroso, rientriamo al paese di partenza.
Per chi desidera percorrere   tutto il  tracciato delle Porte di Pietra,  proponiamo una breve descrizione.

1: CANTALUPO-ROCCAFORTE 7,2 km     D+ 650m    D-  300m
Si parte dalla stele di Pertuso 376m (ove si lascia auto), da qui inizia il sentiero 260 (EE), brevi tratti esposti ma attrezzati su puddinga, ripidi tornanti, lunga salita sino a cresta principale con corde fisse, sino ad arrivare a Croce Alpini stupendo posto panoramico (830m.). Quindi boschetti, radure sino a selletta Monte Cravasana (815m.), si arriva quindi ad un Quadrivio dove bisogna procedere sempre dritti con direzione Roccaforte in una ampia e comoda poderale.

2: ROCCAFORTE-COSTA SALATA 9,6 km   D+ 470m  D- 443m
Dal cimitero di Roccaforte su asfalto 2km con brevi tagli prativi, poi piccola scorciatoia sino alla chiesetta di Borassi, ancora 200m di asfalto poi deviazione a SX in salita. L’asfalto diventa carrareccia in salita nel bosco, aumenta pendenza fino a terrazzino erboso, 4,6km da Roccaforte. Single treck in salita a DX che in breve ci porta sulla cima Bric delle Camere (1018m). Discesa a SX su un sentierino sconnesso che con un paio di risalite ci porta a Caprieto (838m). In mezzo al paese a SX, rampetta, poi asfalto e infine il paese di Costa Salata.

3: COSTA SALATA-MONTE BUIO   9 KM   D+ 793M    D- 181M
Sentierino in salita nel bosco che sale duramente, raggiunto il Bric Cravello il sentiero spiana e diventa carrozzabile; prato e asfalto sotto Cappella di S. Fermo, da qui Inizia la lunga salita al Monte Buio (1402m.)

4: MONTE BUIO-CAPANNE DI CARREGA  10,4 KM  D+ 442M   D- 477M
Dalla cima del Monte Buio scendiamo per prati, breve mezzacosta, poi ancora lungamente nel bosco sino ad arrivare alla Sella dell’Antola. Da qui a dx si scende brevemente al rifugio, a sx si sale in vetta. Dalla vetta comodo sentiero in discesa verso Casa del Romano, pochi minuti prima dev.ne a sx per Capanne di Carrega.

5: CAPANNE DI CARREGAE  COSOLA   8,4KM   D+  604M  D- 490M
Si sale ancora decisamente su una carrareccia nel bosco e poi direttamente su prati fino alla croce di vetta del Monte Carmo. Per i prossimi chilometri il paesaggio è prevalentemente erboso, interrotto qua e là da boschi di castagno. Al 46° km la pausa è finita, uscendo da un boschetto la strada improvvisamente si impenna per condurci sulla cima del Monte Legnà. Attraversiamo una staccionata (memorizzatela bene, sarà la nostra compagna per i prossimi 20 km), affrontiamo una breve discesina e ancora una rampetta per raggiungere la prativa cima del Cavalmurone. Siamo in vista di Capanne di Cosola, in poco tempo ci si arriva.

6: CAPANNE DI COSOLA-M.TE GROPÀ  11,6 KM   D+  544M  D-  615M
Dopo il primo km di falso piano si prende il sentierino in salita sulla DX. Salutiamo gli alberi, per un po’ solo prati...e in caso di nebbia occhio alle "balise". In pochi chilometri raggiungiamo la cima del Monte Chiappo e successivamente quella del Monte Ebro (1700m.). Iniziamo subito la discesa più ripida del percorso che in 1,5 km precipita prima per prati e poi nel bosco sul rifugio Orsi. Continuiamo a scendere, ma più dolcemente fino a incontrare una deviazione non evidentissima sulla SX, ancora percorso ondulato che alterna boschi a incantevoli praticelli fino alla rampa finale che ci conduce al Monte Gropà.

7: MONTE GROPÀ-CANTALUPO 11,4 KM  D+ 153M    D- 1193M
Salite finite, si percorre l’ampia dorsale prativa fin sotto le antenne del M.te Giarolo, poi solo discesa. Iniziamo subito a scendere lungo una carrozzabile pietrosa per circa 2km, poi con una brusca svolta a sinistra (ATTENZIONE ai segni) entriamo in una faggeta secolare di incomparabile bellezza. Per circa 1,6km il percorso presenta alcuni saliscendi su terreno morbido. Percorsi 3,6km dalla cima, raggiungiamo i piani di S. Lorenzo. La discesa prosegue ancora per altri 4,6 km alternando tratti scorrevoli ad altri più tecnici. Attraversiamo la strada asfaltata, ultimo strappo (10m) poi la discesa continua nel bosco. Siamo ormai al chilometro finale interamente su asfalto che attraversando il paese di Cantalupo ci conduce alla piazza.

martedì 1 ottobre 2019

Bici Bdc CicloLanga 4.0 sulle tracce della Granfondo Nocciola - Alta Langa - S.Stefano Belbo(To) 1 Ottobre 2019

Foto GF Nocciola 2019
Traccia Gpx Granfondo Nocciola


Edizione CicloLanga 1.0
Edizione CicloLanga 2.0
Edizione CicloLanga 3.0

Dalle note dell'OrcoPinoR

CicloLanga 4.0 bella impegnativa quest'anno, seguendo la traccia della Granfondo Nocciola appena svoltasi il 31 Agosto 2019.
Tutti gli Orchi "Cacciatori di Colli" impegnati cosi che mi accompagna oggi, un amico di bici di Alpignano, Ignazio.
Parcheggio dell'ammiraglia alla stazione di S.Stefano Belbo, di fronte alla Locanda Gancia, con una vista sublime sulle vigne di moscato già vendemmiate.
Il link a Cesare Pavese, quando ti trovi a S.Stefano Belbo, impossibile non farlo. Il romanzo "La Luna e i falò" è, secondo il mio parere, il libro più interessante.
Il percorso disegnato dagli organizzatori si snoda per l'Alta Langa in un susseguirsi di noccioleti e vigne. Le strade tutto sommato ben asfaltate si alternano da tratti di provinciali a dimenticate strade comunali che dalle basse  e piccole vallate conducono e s'inerpicano in cima alle pallide colline argillose. Pallide e ricche visti i frutti che il contadini langaroli ne ricavano, non ultimo il tubero più caro al mondo, sua maestà il tartufo bianco.
Le ripide strade comunali che portano dalla bassa in cima alle colline, gli organizzatori le hanno ribattezzate alcune, "le salite dei campioni" dedicate a Bugno, Coppi, Anquetil, Bartali, Bobet ect...
Riusciamo sul percorso a intercettarne 2, quella dedicata a Ugo Koblet e quella di Gianni Bugno. Corte ma belle toste.
Il percorso, downlodato dal sito della Granfondo, lo scarico sul ciclocomputer ornai diventati sofisticatissimi. Seguire la traccia sarà un gioco da ragazzi, impossibile perdersi. Ma so che la batteria al litio del piccolo Garmin Edge 520 Plus non reggerà per tutti i chilometri che faremo, così mi attrezzo con una batteria di ricambio installata sotto il computer.

I numeri:

- Partenza in macchina da Alpignano ore 7,45
- Partenza in bici sa S.Stefano Belbo ore 9.45
- Cossano Belbo, Cortemilia
- Prunetto, Gorzegno
- Bossolasco, Serravalle d'Alba
- Borgomale, Mango, Camo
- S.Stefano Belbo
- Arrivo in macchina ad Alpignano 18.30

Per 125km e 2300D+

Si pedala bene oggi, con il cielo un po' nuvoloso. Le temperature ancora calde. Il mio socio anche se in la' con gli anni ha una gamba temibile e mi spreme già alle prime salite. Ignazio gli dico "Hai visto la statua dedicata al Trifolao ed il suo cane?, ed il castello di Borgomale visto che bello".  "No non li ho notati" mi risponde. Insomma testa bassa e pedalare, o forse sono io che sono troppo cicloturista😜.
I Mangi&Bevi&Crepa si susseguono imperterriti, altro che fermarsi a gustare le prelibatezze langarole. Se si vuole chiudere il percorso bisogna "darsi un andi" come dicono da queste parte.
Per le degustazioni organizzeremo un altro giro più corto, dove avremo il tempo di fermarci e mettere bene le gambe non sulla bici ma sotto un bel tavolo imbandito.


Il Tor secondo Omar Geant Riccardi - Finisher 3volte Tor des Geants - Martedi 1 Ottobre 2019

Ultrarunner,  Finisher 3 volte Tor des Geants
Ore 21.00 Corso Alcide De Gasperi,20 Rivoli(To)
Programma;
- Breve filmato
- Intervista
- domande dal pubbico
- Rinfresco


domenica 29 settembre 2019

Run Forten - Bard(Ao) 29 Settembre 2019


Classifiche Forten 2019
Foto Forten 2019
Sito Forten

Dal racconto dell'OrcoCamola

Il Forte di Bard è a mio avviso uno dei luoghi più suggestivi della Valle D’Aosta.
A Bard vengo sempre volentieri, sia per vedere le mostre allestite nel Forte, spesso per arrampicare sulle strutture di roccia limitrofe o ancora per camminare sulle antiche mulattiere perfettamente conservate.
Oggi sono qui per correre la mitica Forten, ossia la 10 km del Forte, giunta alla terza edizione; in passato era una corsa serale di 8 km (Forteight) dove la partecipazione di personaggi come Linus di Radio Deejay richiamava a Bard molti corridori.
La gara è inserita nel calendario gare del trofeo Orco Strada e nonostante il chilometraggio sia alla portata di tutti, gli Orchi iscritti sono solamente 3: OrcoCamola, OrcoMekkanico e OrcoSelena.
Ci mette lo zampino anche la malasorte e proprio il giorno prima OrcoSelena viene messa fuori gioco da un colpo di frusta subito in auto.
Dispiaciti e sconsolati partiamo ugualmente con l’intento di onorare Selena, che immaginiamo più dispiaciuta e sconsolata di noi.   
La giornata è bella ed il forte di Bard si presenta in tutto il suo splendore.

Ritiriamo il pettorale e prendiamo il caffe nel bar interno. Ci rechiamo alla partenza e con grande gioia incontriamo OrcoGreg (Greg) e Orco730 (Gabriella) che, al rientro
dal Grivola Trail, decidono di fermarsi a Bard per incontrarci. Che sorpresa! Siamo felicissimi. Facciamo un selfie di gruppo e lo mandiamo subito a Selena per renderla partecipe.
Si parte. I primi 2 km sono veramente duri. Dal Borgo si sale al Forte percorrendo la strada sul lato nord della bastionata, si attraversa il cortile interno posto nel corpo centrale e subito dopo, in forte discesa,
si percorre l’antica strada di accesso posta sul lato sud.
Usciti dal paese si attraversa la statale e si entra nel comune di Hone.
In questo tratto si corre bene, il percorso è a tratti sterrato e ondulato; nel centro storico le vecchie case sono perfettamente conservate e le numerose fontane in pietra piene di acqua fresca sono una continua tentazione.
L’arrivo è posto nel cortile interno che, come accennato, si trova in cima al Forte. Ci tocca risalire.
Ok … Inserisco la modalità Orco: “Giù la testa, respira e non guardare su”.
Mancano un paio di curve e già sento il tifo di Greg e Gabriella che incitano i corridori a non mollare.
OrcoMekkanico si piazza 29° assoluto: grande!
Bella gara! E’ presto e di rientrare subito a casa proprio non se parla.
Nelle vicinanze troviamo una trattoria dove incontriamo altri podisti che hanno avuto la nostra stessa idea.
Stiamo così bene che ogni pretesto è buono per godere il più a lungo possibile una giornata così bella.
W gli Orchi
W OrcoSelena

Bici Bdc Granfondo Loano(Sv) 29 Settembre 2019

Classifiche Granfondo Loano 2019
Sito Granfondo Loano

Dalle note dell'OrcoLallo

I numeri:
100 km
1900 d+
Colle San Bernardo 960m
Colle Quazzo 1350m
Giogo di Toirano 802m

Loano é la mia seconda casa, praticamente da che ero ragazzo.
A Loano ho trascorso una ventina di estati con i miei genitori e gli amici di sempre.
A Loano ho lavorato e vissuto per tre anni, il mio primo lavoro, la mia prima dipartita da casa.
Da quando pedalo, Loano e l’entroterra Savonese sono la mia terra di allenamento e divertimento. Salite dolci, il profumo del mare, traffico assente, colori bellissimi, clima mite.
Quando ho saputo della granfondo di Loano, non ho saputo resistere, finalmente una gara su strade e salite che conosco bene e che so come affrontare al meglio delle mie possibilità.
Arriva il giorno 29 Settembre, partenza ore 10,30, partecipanti poco più di mezzo migliaio, il livello (a mia sensazione) sembra parecchio alto, tanti team conosciuti provenienti anche da Piemonte e Lombardia. Presenti anche ospiti d’onore come Claudio Chiappucci e i professionisti Alessandro De Marchi e Niccolò Bonifazio.
Il livello che avevo fiutato in griglia viene subito confermato ampiamente, la partenza è letteralmente “a razzo”. Si sfreccia sulla via Aurelia a 50 kmh di media sotto una leggera pioggia. Mi pare di volare, resto rannicchiato e tra i “muri” del peloton per sfruttare ogni centimetro di scia. Si vola così fino a Villanova d’Albenga, da qui inizia il lungo Colle San Bernardo, 20km di salita e 960d+. Il San Bernardo non è un colle difficile, ma è lungo, e soprattutto discontinuo, la pendenza non è mai costante e va affrontato con un po’ di strategia. Supero un po’ di gruppetti e trovo finalmente la mia andatura insieme ad un piccolo plotone di ragazzi di una società locale.
In cima al San Bernardo ci aspetta un piccolo punto ristoro e una leggera nebbia che fa subito atmosfera autunnale.
Inizia a seguire una vera e propria picchiata di 6 km verso il comune di Garessio (CN), discesa con strada ampia e ben asfaltata che permette alte velocità senza strozzare i poveri freni, ma che mi fa raffreddare troppo in vista del colle successivo, eh si...il secondo piatto del giorno è il Colle Quazzo: colle aspro e subito sincero, con il suo 8% costante distribuito su 7km. I primi metri sono da vera agonia, il freddo e le gambe imballate mi bloccano. Mi raggiunge però un piccolo gruppo che pare acqua nel deserto, mi metto a ruota per trovare un discreto ritmo, tornante dopo tornante il bosco si apre su un piazzale che indica il nome del colle, anche qui leggera nebbia e picchiata verso Calizzano (SV). La discesa è decisamente più tecnica e pericolosa ma conosco i punti più critici e vado così a raggiungere un po’ di corridori scappati via in salita.
Da Calizzano a Bardineto è tutto falsopiano che percorro in gruppo, buona andatura per scaldarsi un po’ e recuperare un po’ di energie. Si attraversano verdi pascoli e piccoli torrenti qua e là. A Bardineto (SV), inizia la parte che preferisco. Il dolce del giorno è la discesa del Giogo di Toirano. Sono 15 km di puro divertimento e vista mozzafiato. Le montagne russe del Savonese. Questa discesa, solo la scorsa estate, l’ho percorsa 5 volte. La sensazione é un po’ come quella di percorrere il corridoio di casa propria al buio, sai dove mettere i piedi e sai come muoverti. Sorpasso dopo sorpasso sembra quasi di volare, 48 kmh di media tra tornanti e curve cieche, é una bellissima sensazione percorrere quella strada mitica (chiunque in zona lo conosce, un po’ come il nostro colle del Lys) letteralmente planando tra le curve e senza traffico di altri veicoli. Si sentono solo il boato delle ruote in piega, lo stridio dei freni e i colpi sordi di pedale nei rilanci dopo i tornanti.
A fine discesa c’è ancora il piccolo strappo di Boissano, che conduce poi al rettilineo finale. Mi aspetta un lauto pranzo con pasta al pesto alla Ligure e soprattutto i miei genitori ad abbracciarmi.
100 km in 3h40, il risultato mi ha davvero soddisfatto, anche se la piú grande emozione sarà sempre quella di aver corso sulle mie strade liguri sgomitando con molti corridori tra salite e discese con addosso una casacca speciale, quella con il palmo bianco sulla schiena, quella degli Orchi !!

sabato 28 settembre 2019

Grivola Trail Aymavilles(Ao) 28 Settembre 2019

Foto Grivola Trail 2019
Sito Grivola Trail
Classifica Grivola Trail 2019

Dal racconto dell'OrcoGreg

Prevista nel calendario gare per l’Orco dell’anno 2019 il “Grivola Trail” di Aymavilles (AO), alla sua seconda edizione, è sicuramente una delle gare paesaggisticamente più belle che ho fatto negli ultimi anni.  Tanta natura rigogliosa, pinete, boschi e prati che facevano da sfondo ad una splendida giornata di sole.
Due i percorsi competitivi previsti, da 25 e 35 km e una passeggiata non competitiva di 5 km.
L’idea di questa corsa in montagna è scaturita da un nativo di Ozein, Abele Blanc alpinista e guida alpina con un palmares che comprende la scalata di tutti i 14 ottomila, di tutti i 4000 delle Alpi e 30 spedizioni extraeuropee. Un vero mito e non solo da queste parti.
La manifestazione rientrava come ottava e ultima prova del circuito Trail Valle d’Aosta 2019.
Il tracciato più lungo con 3000 metri di dislivello positivo prevedeva, dopo una lunga ma costante salita iniziale, il passaggio a Pointe de la Pierre (2653 m) con una visuale mozzafiato a 360° sui giganti valdostani e la vista ravvicinata “dell’ardua Grivola bella” come la chiamava Giosuè Carducci che con i suoi 3969 m, domina il territorio di Aymavilles.

Poi, dopo una lunga discesa verso Ozein e al successivo attraversamento del ponte acquedotto romano di Pont d’Ael, ricominciava la salita verso Poignon con un bel muro di 700 m e
con una discesa finale verso il punto di conclusione della gara, situato sempre ad Aymavilles.
Bel tracciato impegnativo, su bei sentieri molto ben segnalati da parte dell’organizzazione.
E a proposito dell’organizzazione che va il mio plauso per l’efficienza, la cordialità e la grande disponibilità.
Basti pensare che, con la tendina da campeggio, siamo stati ospitati nel prato di casa dal vicepresidente organizzativo Luigi Pepellin, a 30 m dal punto di partenza della gara, usufruendo pure del suo bagno di servizio ed evitandoci cosi di doverci recare presso un camping non proprio vicino e comodo come logistica.
Discreto il numero di partecipanti, in gran parte valdostani, molti dei quali con gli zoccoli al posto dei piedi.
E’ il caso di Dennis Brunod e di Scilla Tonetti vincitori sulla distanza più lunga e di Simone Truc e Gloriana Pellissier primi sulla 25 km.
Per quando riguarda noi due Orchi, io e 730, siamo arrivati alla fine dei 35 km in buone condizioni fisiche e soddisfatti della nostra prestazione.



venerdì 27 settembre 2019

Bici Bdc Tour del Porcino (To) 26 Settembre 2019


Dalla "Snuffiata" dell'OrcoPinoR

Ghiacciai che si sgretolano, non ultimo quello del Planpiceux nel massiccio del Monte Bianco in Val Ferret(Ao). Artide e Antartide in via di scioglimento con mari che conquistano le terre emerse e fanno scomparire le città rivierasche; un esempio per tutti l'Indonesia che creerà una nuova capitale prima che Giacarta, l'attuale, finisca sott'acqua.
La Terra ha la febbre, ed il popolo verde di Greta Thunberg, la ragazzina che sta sensibilizzando il mondo sugli inesorabili cambiamenti climatici, chiede che chi  può decidere delle azioni, per il cambio di rotta sulle emissioni di Co2, lo faccia al più presto.
Proprio il cambiamento climatico, che ha fatto innalzare le temperature del globo terracqueo, ci sta permettendo, a noi cicloturisti, delle stagioni in bici da favola. Nel clima temperato, dove viviamo, noi Orchi sezione Cacciattori di Colli, la stagione invernale era lunga. Gli autunni freddi, gli inverni rigidi e le primavere pazze, davano poco spazio al pedale. Con il surriscaldamento di Gaia è tutt'altra faccenda. Tant'e' che i chilometri ed il dislivello macinati sono quest'anno da record.
Viste dunque le  temperature miti e vista la stagione del fungo oggi è giorno di Porcino Tour.

I caldi numeri:
- Partenza Alpignano
- Almese, Villardora, S.Ambrogio di Susa
- Laghi di Avigliana
- Salita alla Mortera
- Giaveno, Coazze
- Potepietra, Monterossino, Borgata Tora
- Provonda, Giaveno
- Colletta di Cumiana, Piossasco, Sangano, Villarbasse, Rivoli
Per 90km e 1500D+

La fiera del fungo a Giaveno si svolgerà quest'anno dal 6 al 13 Ottobre, ma noi anticipiamo ad oggi.
Il Tour ben collaudato da diverse uscite, risulta ostico per via dei Mangia&Bevi&Crepa. Se poi lo si fa con un compagno che per tutta la salita della Mortera, già da Avigliana, ti piazza,in faccia, fisso, un 50-18 allora so' ceci😂😂.
Credo che la parte più bella del percorso sia il tratto da Avigliana alla Colletta di Cumiana. I boschi umidi profumano di humus e funghi. Numerosi i cercatori micologici stamattina che tentano di accaparrarsi il "Boletus edulis", Sua maestà il Porcino. Ma la raccolta migliore si fa al mattino presto.
Ci fermiamo, per una breve sosta, a Giaveno dai maestri "Bulaiet" che vendono i funghi. Prezzi da 23Euro ai 10euro al Kg, tutto dipende dal grado di freschezza, profumo e bellezza del prodotto.
Dopo la sosta ci attende la salita a Coazze e a seguire la più dura, ma ben asfaltata, di borgata Tora. Nome che spero non gli sia stato dato per gli avvenimenti della II Guerra Mondiale, l'attacco giapponese a Pearl Harbor, quando il comando nipponico trasmise la parola in codice per segnalare l’inizio dell’attacco: “Tora, tora, tora”.


giovedì 26 settembre 2019

Pellegrinaggio Kumano Kodo (Giappone) Settembre 2019


Dal racconto dell'OrcoRolfy

Ho sempre amato viaggiare e raggiungere terre e paesi lontani. Aprirsi al mondo conoscendone i popoli, le usanze, e il cibo, permette di crescere, imparare ed avere una più ampia conoscenza e consapevolezza del pianeta in cui viviamo.
Amo l’Oriente fin da quando ero bambino: la sua cultura millenaria, le sue tradizioni, i templi e l’energia che trasmette nei suoi luoghi più selvaggi e sacri. Il 2019 per me è la volta del Giappone, il paese del Sol Levante dove tecnologia, tradizione e spiritualità coesistono insieme.

Il 31 agosto, dopo 12 ore di volo, metto finalmente piede a Tokyo, capitale del Giappone. Il mio viaggio inizia nella futuristica megalopoli di quasi 38 milioni di abitanti per poi proseguire fino al Monte Fuji (famoso vulcano e punto più alto del Giappone a 3776M, quindi a Kyoto. La città, dalla storia millenaria, e’ piena di templi,Geisha e parchi, che in primavera e in autunno mostrano tutta la loro bellezza grazie ai colori dei fiori e delle foglie. Proseguo per Osaka, con la sua vibrante vita notturna e il suo buonissimo street food e il Koyasan, senza dubbio il posto più mistico, tappa di meditazione e di templi shintoisti, e luogo del più grande cimitero del Giappone.
Ma il vero viaggio inizia a Tanabe, una piccola cittadina marittima punto di partenza del Kumano Kodo, il pellegrinaggio più antico del Giappone. Tanabe si sviluppa lungo l’estremità più a sud della penisola di Kii, in una regione sacra che in passato prendeva il nome di Kumano. Kumano è infatti considerato un luogo di benessere, la dimora degli dei, e nel 2004 divenne Patrimonio Unesco dell’Umanità. Oggi è una straordinaria opportunità, per giapponesi e stranieri, di immergersi nella spiritualità e nella più antica cultura nipponica, riscoprendo tradizioni ormai perdute.
Il Kumano Kodo presenta molte vie e sentieri ma la più importante è la Nakahechi , “la via Imperiale”. La Nakahechi Route ha inizio a Tanabe, in particolare dal tempio di Takijiri-oji, confine dell’antico regno di Kumano. Da qui il pellegrinaggio si muove verso est, immergendosi nel cuore della penisola di Kii, scoprendone le montagne, e raggiungendo infine il gran santuario Kumano Hongu Taisha. Dopo aver pagato il tributo al santuario di Hongu, i pellegrini viaggiavano in barca lungo il Kumano-Gawa River fino a Kumano Hayatama Taisha, il secondo dei tre grandi santuari. Una visita poi al Kumano Nachi Taisha completava il pellegrinaggio. Ancora oggi è così: si raggiunge infatti il santuario di Hayatama Taisha tramite barca e il santuario di Nachi Taisha per mezzo di un ulteriore tratto a piedi. Generalmente il percorso di circa 70 km è percorribile in 4-5 giorni completamente a piedi ,salvo tifoni ,piogge torrenziali , caldo e umidità opprimente, che sono molto frequenti nella zona. Io e OrcoSmaug, la mia compagna di viaggio e di vita, abbiamo cercato in completarlo in tre. Ecco com’è andata.

Prima tappa
Lunghezza: 18 km 1231 m d+
Inizio: Tanabe, tempio di Takijiri-Oji
Fine: Nonaka

Partenza da Osaka alle 7 del mattino con treno regionale che dopo circa 3 ore giunge alla Stazione di Kii-Tanabe. Dopo aver chiesto informazioni riguardo al percorso e orari dei pullman nell’ufficio turistico locale, prendiamo la navetta fino al tempio di Takijiri-Oji . Sono ormai le 11 passate e per la fretta e la paura di non riuscire ad arrivare a Nonaka entro le 5 del pomeriggio, ora massima per effettuare il check-in (i giapponesi sono molto precisi e puntuali quindi arrivare in ritardo potrebbe significare non avere un letto per la notte), non abbiamo comprato cibo per il pranzo. Vicino al tempio però, in un altro ufficio turistico, compriamo dei noodles istantanei molto economici che ci vengono serviti in poco tempo dalla signora della reception, con la solita gentilezza che contraddistingue i locali. Ancora affamati, ma con qualche barretta energetica e molta acqua nello zaino, ci incamminiamo verso il monastero accanto al Tonda river. Il sentiero inizia con una salita ripida nel bosco fitto e ricoperto di muschio. Il caldo è opprimente. Resisto con la maglietta per
qualche centinaio di metri e alla fine sia io che OrcoSmaug ci togliamo gli indumenti superflui sperando di patire meno il caldo. Il sentiero è deserto, tranne due escursionisti australiani che ci fanno gli auguri per l’inizio del nostro cammino. Nel continuo saliscendi del bosco attraversiamo i villaggi di Takahara e di Chikatsuyu fino ad arrivare a Tsugizakura-oji. Siamo sudati come non mai e neanche l’ombra del fitto bosco ci dà tregua. Affrontiamo l’ultima discesa verso Nonaka, con un cartello che avverte di fare attenzione ai serpenti velenosi: e infatti poco dopo scorgo tra le radici di un albero, perfettamente mimetizzato, un bel rettile strisciante lungo più di un metro che ci osserva diffidente! Scattiamo qualche foto e con molta attenzione scendiamo fino al nostro ryokan ( albergo tradizionale giapponese ) dove ci facciamo finalmente la meritata doccia e assaporiamo una gustosa cena con un’ottima tempura (tipica frittura molto leggera di vegetali e pesce giapponese) . Nel complesso percorriamo 18 km e poco più , i dislivelli non sono impegnativi, e si arriva a un’altezza massima di 700 metri. I punti ristoro sono diversi, sparsi lungo il percorso, e il paesaggio dei boschi si alterna a piccoli villaggi tra i campi di riso .

Seconda tappa
Lunghezza: 26km 1270 m d+
Inizio: Nonaka
Fine: Yunomine-Onsen

Questo tratto di 26km si sviluppa lungo magnifici sentieri di montagna in mezzo alle foreste. Non ci sono punti di ristoro, quindi occorre portarsi cibo e abbondante acqua. Partiamo poco sopra Nonaka dove la gentile signora del ryokan ci porta con la sua macchina . Il sentiero attraversa il fitto bosco e il fresco del mattino rende la camminata piacevole fino alle 10h00 , quando di nuovo l’umidità e il caldo rendono tutto più insopportabile e faticoso  . Il nostro pranzo è a base del solito agglomerato di riso ripieno di radici e salse locali gentilmente preparato dalla signora del ryokan di cui non abbiamo tutt’ora capito il nome. Un altro serpente che sembra non curarsi della nostra presenza passa sopra i miei piedi mentre divoriamo voracemente le nostre scarse scorte di carboidrati. Ormai ci stiamo quasi facendo l’abitudine e continuiamo il nostro banchetto tranquillamente . Con lo stomaco parzialmente pieno, visitiamo l’Hosshinmon-oji, conosciuto come “la porta del risveglio dell’aspirazione verso l’illuminazione”, quindi Fushiogami-oji, un punto panoramico dal quale si vede per la prima volta, in lontananza, il santuario di Hongu. Giù per il sentiero, dopo 20 km dalla partenza, raggiungiamo finalmente il Gran Santuario di Kumano Hongu Taisha. Situato su un crinale, circondato da giganteschi cedri e cipressi, lo visitiamo con una guida locale che ci accoglie poco prima del tempio (non avevamo alcun bisogno delle sue spiegazioni, ma lui comunque insistendo ci guida verso tutti i
punti sacri del luogo, parlando un misto di giapponese, italiano e inglese che ci sfinisce quasi quanto il caldo opprimente) . Terminata la visita ai templi, ci rechiamo presso il Kumado Kodo World Heritage Center al quale consegnamo il nostro foglio preso alla partenza da Tanabe con i timbri che attestano il completamento della prima via fino al santuario. Essendo il Kumano Kodo gemellato con il Cammino di Santiago, se avessimo anche percorso quest’ultimo avremmo potuto prender parte alla cerimonia dei due pellegrinaggi spirituali completati, tuttavia ci attestano solo il completamento del percorso giapponese . Usciti dalla struttura camminiamo fino a un’imponente porta in acciaio, la Otorii, alta 40 metri e larga 42 metri, eretta nell’anno 2000. Questa, oltre a segnare l’entrata all’area sacra del santuario, traccia una netta linea tra il mondo secolare e quello spirituale. Scattiamo qualche foto e continuiamo la nostra marcia. La giornata infatti non è ancora finita: mancano ancora 4 km all’arrivo. La notte dormiremo a Yunomine-Onsen, famosa località termale tra le sorgenti naturali di acqua calda e le verdi colline della valle. Percorriamo, sudatissimi e un po’ affaticati, l’ultimo tratto di dislivello di circa 300 m, che ci portano rapidamente in cima alla collina che domina la zona, per poi discendere fino al piccolo villaggio incastrato nella stretta valle, dove ci rifocilliamo con una bella birra fresca . Il nostro ryokan, poco distante dalla fine del sentiero, è molto bello. Dispone addirittura di un’Onsen all’aperto con acqua termale (tipico bagno giapponese, l’equivalente delle nostre terme) nel quale possiamo rilassarci. Alle 6 in punto, dentro le stanze dell’albergo, ci viene servita l’ennesima cena tradizionale a base del loro tanto amato riso in bianco seguito da tempura, sashimi di tonno, zuppa di miso, verdure, e radici di cui non conosciamo il nome .Ci sentiamo meglio, il bagno e la cena ci hanno fatto ritrovare un po’ di energie, e poco dopo le 9 andiamo a dormire pensando alla tappa finale di quasi 32 km e 1700 m d+ che ci aspetta il giorno seguente.

Terza tappa
Lunghezza: 32 km 1730 m d+
Inizio: Yunomine-Onsen
Fine: Nachisan


Dormo poco la notte precedente, il rumore della forte pioggia sui tetti e il vento che piega gli alberi e i bamboo, mi tengono sveglio. Il percorso che ci aspetta è molto impegnativo e senza punti di appoggio. Il poco tempo a disposizione e le cattive condizioni del sentiero mi fanno pensare a un piano alternativo. Ci alziamo alle 6:30 e facciamo colazione. Fuori non accenna a migliorare: anzi una pioggia battente, vista poche volte nella mia vita, mi fa capire che non sarà possibile percorrere l’intero percorso. Con i nostri impermeabili marciamo comunque per circa 6 km scendendo dalla valle. Il fiume è in piena, quasi al livello delle case, e la pioggia torrenziale ci rende bagnati come se stessimo facendo una doccia. Noi comunque continuiamo, e le poche persone che incontriamo ci guardano come alieni dall’asciutto delle loro case. Per 1 ora e 30 resistiamo, poi davanti a una fermata cediamo e saliamo su un pullman per raggiungere Nachisan. Impeghiamo un’ora e mezza tra pullman e treni in direzione della nostra tappa finale. Siamo ancora super bagnati e l’aria condizionata sparata a mille dei trasporti giapponesi ci fa quasi prendere una bronchite! Giungiamo
finalmente a Nachisan in un’atmosfera da film apocalittico. Nessuna persona in giro, stradine deserte, pioggia torrenziale e nebbia ; tutto questo rende però ancora più magico questo posto. Dopo una breve salita mi trovo davanti al Gran Santuario di Kumano Nachi Taisha (Il santuario ha una lunga storia e in passato veniva usato per l’allenamento dei monaci di montagna che praticavano Shugendo, un mix religioso di credenze indigene e straniere). Il santuario e’ magnifico, e fa da sfondo a una vista indimenticabile sulla cascata di Nachi-no-Otaki che, alta 133 metri, è la più alta di tutto il Giappone. Scattiamo alcune foto e riprese video e poi puntiamo dritti nel nostro Ryokan dove attendiamo con pazienza la rigida puntualità per effettuare il check-in dei giapponesi, i quali nonostante le difficili condizioni climatiche ci fanno attendere più di 2 ore per avere una doccia calda e una camera. Non importa, sono perdonati. Il paesaggio mistico è di una bellezza tale che non ci arrabbiamo neanche…troppo . Si conclude così il nostro viaggio nella bellissima penisola di Kii in uno degli scenari più mistici e selvaggi del giappone : non è un addio, ma un arrivederci. Arigato Gozaimasu!