martedì 11 giugno 2019

Bici Gravel 150 S-MILES Piemonte - Italia 8-9 Giugno 2019

I fortunati che c'erano
Sito 150-smiles

Dal racconto dell'OrcoMami 
Era il giugno del 2018 ed in questi giorni stavo pedalando con Raffa  al  Tuscany trail.
Siamo a  giugno 2019 e cosa c'è di meglio che poter ripetere una  esperienza simile ma in terra nostrana, partendo addirittura in bici da casa !
Ed eccomi infatti alla partenza  ad AVIGLIANA  del 150 S-Miles  egregiamente organizzato da Ciclocentrico, oramai  anima  piemontese di  questa  disciplina di bike gravel, che abbiamo conosciuto in una  serata  in sede  da noi Orchi.
La  pubblicità dell'evento recita: IL PIEMONTE  COME  NON LO AVETE  MAI VISTO,  e posso davvero confermare a posteriori che  è  cosi': sfido chiunque a conoscere questo percorso .Davvero chapeau  agli organizzatori.
In  verita'  mi ero iscritto alla  versione  “adventure”  più lunga sia per km che  dislivello , ma i miei due  soci si sono infortunati, e non me la son sentita,  memore della esperienza  felice in due  del TUSCANY, di affrontare in solitudine  almeno quattro giorni di  bike. Perchè sinceramente il bello di queste avventure è anche  la  condivisione  della  fatica, delle  emozioni ,del  sentirsi uniti in passioni comuni.
Quindi son al via della versione gravel : 230 km con piu' o meno 1600D+ tra  Torinese e Roero.
Il via alle 8 dell' 8 giugno con partenza goliardica che ben presto cede il passo ad una andatura  non certo da passeggiata.
Come  sapete la particolarità di questi eventi è di avere una traccia  rigorosamente off road pre-caricata sul gps posizionato sul manubrio della bici e dell'obbligo di seguirne lo sviluppo fino  alla  fine.
Si parte e subito si lambisce il lago grande di Avigliana  e poi il piccolo, percorrendo il sentierino lato destro  del lago e poi via  verso Sangano, Borgaretto. Entriamo nel  parco naturale   di Stupinigi  e poi  iniziamo lunghi tratturi  fino a  Carignano. Il sole oramai scalda molto e nelle piane di Villastellone l'afa ci avvolge. Passano i chilometri e stiamo entrando nel  Roero e qui iniziano  bei  tratti  di salita che fortunosamente sono pedalabili vista la assenza  di fango. Percorriamo uno dei più  fitti e famosi castagneti della zona per arrivare verso  Santo Stefano  Roero.  La cima Coppi  è il  Santuario dei Piloni a quasi 400mt di quota, che sovrasta  Monta'  d'Alba, dove mi fermo per la  notte.
Il  giorno  seguente  la pioggia ci benedice  alla partenza  ma poco  male almeno fà piu fresco!.
Il fango  aumenta  un pò causa la perturbazione  della  notte e  dobbiamo fare molta  attenzione  a  non “ sghisciare”  con le  bici  cariche causa il bike paking. Transitiamo tutto intorno alla fitta  boscaglia del Lago della Spina e poi giù a Pralormo, con il suo famoso castello sede della  manifestazione Messer tulipano.
Di  qui in avanti la  pianura  la  fa  da  padrone  ma è un  andare leggiadri, sereni ,con rapporti  dolci,immersi  in una  pianura di  campi  di grano e di papaveri  che  non  ci sembra  aver  mai  conosciuto  anche  se  a  due passi da  Torino . I nomi dei  paesi  che  lambiamo  sono straconosciuti( Poirino,  Cambiano, Tofarello ,Moncalieri)  ma  arrivandoci sempre  da  strade  sterrate  o  anche da  semplici tracce di sentiero tra i prati, ogni  volta ci pare  di entrare in paesi sconosciuti, salvo poi riconoscere una  strada  o una  rotonda che ci riportano  la  memoria di quando gia' siamo passati  in auto !
Al  castello di Moncalieri incontriamo l'ultimo  dei 4  chek point  con  timbro e firma da apporre  sulla nostra Carta di Viaggio che attesta il nostro passaggio e l'aver seguito la traccia.
Ora si va verso Torino, poi tutto il lungo Po fino a San  Mauro per poi dirigerci a Venaria ed  entrare  nel  parco  della  Mandria. Un ultimo tratto ancora da  Givioletto, Alpignano e poi eccoci  al traguardo  ad  Avigliana., dove veniamo accolti dal festoso applauso degli organizzatori e subito segue la foto di rito.
Altra  esperienza  archiviata  con la  consapevolezza che se si ama il trail e la natura, anche questo  modo di viaggiare in bici fa  vivere  momenti di gran sintonia con la  natura, lontano dall' asfalto, dagli automobilisti che non ti rispettano e dal bitume sempre piu' dissestato delle nostre strade.

9° Trail Oasi Zegna VALDILANA LOC.TRIVERO(Bi) 9 Giugno 2019

Foto Trail Oasi Zegna 2019
Classifica Trail Oasi Zegna 2019
Sito Trail Oasi Zegna

Edizione 2016
Edizione 2012

Dal racconto dell'OrcoGreg

Non starò a dilungarmi sugli aspetti tecnici e logistici di questo trail giunto alla sua nona edizione e perciò rodato e perfezionato negli anni in ogni particolare. Un plauso va perciò fatto agli organizzatori e a tutti i volontari per il bel week end che ci hanno regalato, sia per l’impegno profuso che per la cortesia mai venuta meno.
Dall’imprenditore Ermenegildo Zegna “Monsù Gildo” come veniva chiamato da queste parti, prende il nome questo trail che percorre parte dell’oasi da lui voluta.
Dopo aver creato a Trivero, suo paese d’origine, l’impresa che porta il suo nome e aver dato lavoro, case e servizi ai suoi concittadini, progettò e realizzò la riforestazione di queste zone montane facendo piantare mezzo milione tra conifere, rododendri e ortensie e costruendo una strada denominata “panoramica Zegna” per poter far ammirare quanto realizzato.
Certo, un grazie particolare va rivolto anche a Madre natura per i posti che, con l’impegno di mantenimento dell’uomo, ha saputo creare negli anni e di cui noi tutti oggi godiamo.
Gli Orchi a questa manifestazione sono arrivati in 6 (Orco730, Orco Camola, OrcoCocis, OrcoRog, OrcoFabry e il sottoscritto) distribuiti sulle varie lunghezze dei tre percorsi, 59, 31 e 16 K e tutti siamo arrivati alla fine delle nostre fatiche.
Percorsi abbastanza impegnativi e, per quando riguarda me e Fabrizio partecipanti sulla distanza maggiore, molto dislivello su un terreno misto di pietre ed erba, bagnate dalla pioggia, che hanno messo a dura prova gli arti inferiori e la testa (come tenuta mentale).
La testa…….il motore di tutto.


In una gara di corsa in montagna, corta o lunga che sia, si creano dei meccanismi che ci portano a trascorrere i giorni antecedenti l’evento, con quella leggera tensione che, se controllata e ben gestita, può creare stimoli e al termine, portare anche un po’ di autostima. Allenarsi, curare l’alimentazione ma senza esagerazioni, preparare la borsa e i materiali obbligatori, magari anche il necessario per dormire la notte pregara  in palestra, sono tutte attività che per me e penso per molti, fanno già parte della gara stessa, ti proiettano e ti rendono più concentrato su quello che devi fare. E poi la gara, la fatica, i dolori fisici che non mancano mai e il desiderio di arrivare alla fine e qui la nostra testa può fare la differenza, abbandonarci o farci vedere le cose in modo diverso e portarci al traguardo….così è nello sport ma anche nella nostra vita.
 Ma allora, se tutto diventa cosi impegnativo, cos’è che ci fa continuare nel tempo, magari per anni?  Cos’è che ci fa cercare sempre nuove piccole o grandi sfide?
Mi sono posto molte volte queste domande.
Sicuramente la passione per lo sport, qualsiasi esso sia, poi penso il forte desiderio di sentirsi vivi, di passare del tempo all’aria aperta godendoci spazi e natura e il condividerlo con altri, comprese le gioie e i timori.
Certo far parte di una società sportiva come la nostra crea stimoli e da un forte impulso al senso di appartenenza. Gli allenamenti insieme, di corsa, in bici o altro sport che sia, rappresentano momenti di aggregazione e rafforzano l’amicizia tra di noi. Non ha importanza il livello di preparazione individuale, lo scopo è stare insieme, condividendo le nostre passioni sportive.
Penso che dovremmo provare a riappropriarci di queste prerogative, ritornare ed io per primo, a fare gruppo in tanti perché è soprattutto su questi principi che sono nati gli Orchi Trailers. Diversi nuovi soci sono entrati a far parte del nostro gruppo e fanno ben sperare, forze fresche e giovani.
In questi anni, nelle gare in cui ho partecipato, ho spesso constatato piacevolmente come gli Orchi siano conosciuti e stimati, sia perché siamo una delle prime società nate in Piemonte per la corsa in montagna, poi sicuramente per il nostro TME che da anni, con l’impegno di tutti, organizziamo splendidamente ma anche perché siamo “un po’ diversi” dalle altre società per i motivi che ho citato prima.
Non mi resta che dire... buone attività a tutti e come sempre, evviva gli Orchi Trailers.



domenica 9 giugno 2019

Bici Bdc 1° Cicloturistica GRAIE 3000 Valli di Lanzo - Ceres(To) 9 Giugno 2019

Classifiche Graie 3000 2019
Sito Graie 3000

Dalle note dell'OrcoLallo 

Graie 3000 -Manifestazione Cicloturistica su strade di Montagne con prove cronometrate in salita.
I numeri:
- Partenza da Ceres(To)
- Passo della Croce, passando dal versante di Ceres (frazione Fé);
- Colle della Dieta, passando dal versante di Viù.
- Ceres - Balme – Pian della Mussa
- Rientro a Ceres

Partenza a Ceres(To), paesino incuneato tra la confluenza della Val Grande e della Val  D'ala,  umida con 250 partecipanti.
La pioggia mi risparmia fino al Colle della Dieta, sul quale, nelle ultime tostissime rampe, ci si mette anche il diluvio che mi segue fino al Pian della Mussa.

Arrivo in salita tra una leggera nebbia, poca luce e tanta acqua. La discesa è veloce, fredda e dolcissima verso una doccia bollente e un super pranzo sempre in quel di Ceres(To).
Ottima l'organizzazione generale dei punti ristoro, del pranzo al villaggio di partenza con a seguire la premiazione e premi a sorteggio per tutti.
Esperienza davvero bella anche se, ancora, più faticosa del previsto.
Diversi sono stati i forfait sull'ultima salita causa condizioni atmosferiche, ma questo non è un atteggiamento da Orco.
Finisher Graie 3000!!




giovedì 6 giugno 2019

Triathlon Pietra Ligure(Sv) 2 Giugno 2019

Classifica Triathlon Pietra Ligure 2019
Sito Triathlon Pietra Ligure

Dal racconto dell'OrcoCocis

Ed eccoci qui dopo il fallimento e la delusione di Candia OrcoCamola e OrcoCocis (ex Pablito) agguerriti e vogliosi di immediato riscatto e pronti per il triathlon di Pietra Ligure a detta degli esperti forse il più duro d’Italia visti i 1000 mt di dislivello della parte ciclistica
Il primo problema è mettersi d’accordo sull’orario di partenza (la zona di cambio chiude alle 12 e la gara parte alle 13) dove OrcoCamolaAnsia vorrebbe partire alle 3 di notte e OrcoCocisAltoRischio alle 10; compromesso si parte alle 7.30 accompagnati da una grandiosa fotografa (mia moglie il Furer).
Ore 10 arriviamo in quel di Pietra, ricerca parcheggio (siamo in Liguria) e via diretti ad espletare le cosine burocratiche (pettorale, pacco gara etc.).
Subito dopo depositiamo nella zona cambio le scarpe da corsa, le bici con scarpe e casco e portiamo con noi solo la muta per il nuoto.
Nel frattempo l’ambiente inizia a caricarsi con l’arrivo della massa di triatleti saremo quasi 500 suddivisi in (ordine di partenza) donzelle e uomini-vips dal n. 50 al 100, mediocri dal n. 100 al 200 e i Peones dal n. 200 al 480 (indovinate dove siamo noi?)
Ore 11 è giunto il momento di riempire la panza; il Furer ci aveva preparato uno squisito (?!...) riso con olio e parmigiano che ci ingolfiamo seduti su un muretto in riva mare
Entrambi però abbiamo una ossessione che ci perseguita: “Riusciremo questa volta a completare la frazione nuoto senza soffocare come a Candia?”
11,30 ci infiliamo la muta ed andiamo a provare …

Spettacolo di mute, quella di OrcoCamola super nuova e la mia noleggiata di alto livello.
In acqua si vola e l’ansia accumulata nell’esperienza di Candia svanisce completamente.
Sappiamo entrambi che la gara la “porteremo a casa” sicuro.
12.30 tutti in spiaggia suddivisi in batterie per lo start
Noi entriamo in acqua alle 13,13 tra calci pugni schiaffi e testate (200 persone in contemporanea) e subito si veleggia alla grande di boa in boa, per arrivare dopo 1500 mt al termine della prima frazione. Nel cambio dobbiamo perfezionarci … ma chi se ne frega.
Frazione in Bici. Giù a pedalare … e qui esce l’OrcoTrailers e Bikers che c’è in noi abituati alle grandi vette. Nei tratti di salita sorpassi come moto a fianco di tricicli 
Le salite sono principalmente tre: la prima al km 3 di 4 km 350D+, la seconda al km 17 di km 8 500D+ e la terza al km 32 di 3 km 150D+; poi giù a rotta di collo verso Pietra.

Per la frazione di corsa ci attendono 10 km suddivisi in due anelli uguali da percorrere come criceti all’interno del paese … poi finalmente l’amato traguardo.

P.s.: OrcoCamola buca in bici per fortuna molto vicino alla zona cambio
Speciale ringraziamento alla fotografa
W gli orchi

domenica 2 giugno 2019

Bici Bdc 13° Granfondo Marcialonga Cycling 135km 3900D+ - Passo Costalunga/Passo Pampeago/Passo San Pellegrino/Passo Valles - Predazzo(Tn) 2 Giugno 2019


Foto Marcialonga Cycling 2019
Classifica Marcialonga Cycling 2019
Video Marcialonga Cycling 2019
Sito Marcialonga Cycling

Dal racconto dell'OrcoPinoR 

Premessa
Lo scorso Giugno 2018, durante la Dolomiti Sportful Race, mentre "grimpavo" verso il Passo Rolle, un giovane universitario di Forlimpopoli mi decantava la bellezza del percorso della Marcialonga Cycling. Il tarlo nella mia "mirudda" era già entrato.
Conoscevo la Marcialonga di sci di fondo a tecnica classica 70km tostissima da Cavalese a Moena e ritorno, a cui avevo già provato ad iscrivermi senza aver mai potito partecipare.
Conoscevo la Marcialonga running di 26km da Moena a Cavalese.
L'occasione è da veri ghiottioni delle Granfondo.

La tromba d'aria del 29 Ottobre 2018
Si rimane senza parole a vedere i boschi di conifere devastati da quel che sembra un bombardamento con armi non convenzionali. La furia del tempo colpì l'Italia dall'Alto Adige a tutta la costa adriatica, provocando sette morti a causa della caduta di alberi.
Nei paesi della Valle di Fiemme e Fassa, oggi 1 Giugno 2019, non c'e' segno di cotanto disastro, ma appena alzi gli occhi al cielo, verso le montagne ed i boschi, lo scempio è evidente.
La gente Trentina è tosta. Lavorano senza sosta per eliminare i tronchi abbattuti dalla tempesta ed evitare che la marcescenza del legno crei microorganismi che possono intaccare gli alberi sani dei boschi rimasti. Il disastro si palesa in tutta la sua evidenza al Lago di Carezza e salendo verso il passo Pampeago.

Il percorso

- Partenza da Predazzo ore 8.00 quota 1000Slm
- Passo Costalunga
- San Valentino
- Passo Pampeago
- Passo San Pellegrino
- Passo Valles
per 135km e 3900D+


Passo Costalunga
I veci dicevano che era un "passo" pedalabile, ed in effetti fatto in "difesa", si arriva a quota 1750slm senza danni. Non arrivo ancora  in cima e la macchina di fine corsa mi coglie. Da questo momento le strade sono aperte al traffico veicolare. Viste le pendenze, però, superiamo qualsiasi cosa, fosse anche anche una Huracán.
Discesa verso il lago di Carezza e a seguire il primo ristoro di Nova Levante.

Passo Pampeago
La salita più della Granfondo. Tra boschi di conifere non devastati, si pedala da veri signori. A Obereggen scatta la cronometro per vedere chi ci mette meno tempo a salite al passo Pampeago. Tra le retrovie nessuno scattta. Siamo coscienti che le salite e i dislivelli sono ancora tanti.
Al passo Pampeago, ancora un po' di neve ed un ristoro. Segue una discesa in picchiata verso i paesi di Stava e Tesero che mi avevano visto protagonista nella Stava SkyRace del 2011.
Il computer di bordo segna la velocità massima di 86km/h.
Si chiude il giro del massiccio del Latemar e si ritorna a Predazzo dove si può scegliere tra la Mediofondo (80km), che si chiude a Predazzo e la Granfondo(135km) che prosegue nuovamente verso Moena per affrontare i passi S.Pellegrino e Valles.

Passo San Pellegrino
Questo, dicono sia uno dei passi alpini teatro di allenamento dello Squalo di Messina. Occorre quantomeno onorarlo. La salita inizia da Moena 1200slm, con pendenza subito toste. Si sviluppa in 12km e si arriva a quota 1918slm.
Paesaggi spettacolari, qui la furia del maltempo è stata clemente. In cima, visto che sono in anticipo di circa un'ora abbondante dall'ultimo cancello orario, cerco un bar per un gelatino. Tutto chiuso, i locali riaprono la prossima settimana con la chiusura delle scuole.
Segue una furiosa discesa verso Falcade, ma non si arriva al paese. A destra un muro ci devia verso il passo Valles.
 


Passo Valles
E' il colle più alto posto a 2045slm. A confine tra Trentino e Veneto.
Si da fondo agli ultimi gel di maltodestrine senza badare a spese. Anche qui scatta la crono per i più assatanati. Sparo anch'io le ultime cartucce... ma le polveri sono bagnate e il botto finale me lo riservo per la prossima Granfondo.

Arrivo
La discesa dal Passo Valles è stata meravigliosa, a tutta birra, sapendo che le salite sono terminate e ci attendono a Predazzo per metterci al collo la meritata medaglia di partecipazione.
Post Gara
Non poteva mancare l'acquisto di qualche etto(suma rancin nhè) del famoso formaggio Puzzone di Moena, Parbleu se puzza.
Ci concediamo, dopo la GF, ancora un giorno di riposo a Levico Terme in una dimora da favola   limitrofi all'amonimo e fantastico lago.
Il mattino del giorno dopo non poteva mancare il classico giro del Lago, in modalità pedestre, per defaticare il dislivello del giorno prima.

ValSusa Trail - Chiusa S.Michele(To) 2 Giugno 2019

i
Classifiche ValsusaTrail 2019
Sito ValSusaTrail


Edizione 2018
Edizione 2017
Edizione 2016
Edizione 2015
Edizione 2014
Edizione 2013

Dal racconto dell'OrcoTrainer


Quando il ”cazzeggio” su Facebook si unisce a riflessioni più profonde circa il tempo che passa, capita che una si ritrovi sulla pagina del Valsusa trail e pensi: “Cavoli, saranno secoli che non salgo fino alla Sacra di San Michele” e così eccomi intenta a guardare quali distanze vengono proposte!
42km -hero- ecco, perchè un po’ eroe devi esserlo per cimentarti in una prova del genere! Vado avanti a leggere...
21km...ci penso un pochino di più, sebbene non sarebbe la prima volta in cui mi cimento in una distanza del genere, non mi sento del tutto pronta...sarà per la prossima
9km -trail verde- eccoti qui! Trovata!

La gara è il 2 giugno nella prima giornata (finalmente!!!) di sole dopo settimane di tempo becero e pioggia; ho pure convinto la prole a venire ad aspettarmi all’arrivo, per cui sono felice. Io. Vi lascio immaginare la gioia di due adolescenti nell’essere buttati giù dal letto la domenica mattina...
A farmi compagnia in gara Massimo ed Andrea, i due soci con cui corro. Max è una garanzia: parla  e dice cavolate rendendo meno pesante la salita e mi rifila qualche dritta in discesa cosicchè i miei figli non debbano venire a raccattarmi col cucchiaino in fondo a qualche scarpata! Andrea è quello serio del gruppo ogni tanto, guardandoci, ha lo stesso sguardo che aveva la mia maestra dell’asilo quando ne combinavo una delle mie...
            La partenza è puntualissima e vede schierati sulla linea sia i partecipanti del trail verde che quelli della 21km, 10 minuti dopo partiranno cani e padroni per la dog endurance.
            I primi due km sono divertenti, veloci ed in discesa, ci portano a Sant’Ambrogio, dove poi inizierà la salita attraverso la mulattiera.

 Il sentiero è pulitissimo, largo e all’ombra quanto basta per non farmi stramazzare al suolo per il caldo; sono 3km di salita ripida, ma non esageratamente, così posso vedere le cappelle della via Crucis che mi fanno compagnia lungo il percorso. Mi ritrovo a pensare che ‘sta salita ricorda parecchio il tratto iniziale del Musinè e comincio ad immaginarmi, dietro ogni curva, di veder spuntare la cappella di Sant’Abaco, che non appare, ma dopo un paio di km ecco la frazione di San Pietro, ai piedi della Sacra. Alzo lo sguardo ed eccola lì, maestosa ed imponente, forza, 1000 metri ancora e ci siamo. Ogni tanto c’è anche un leggero venticello che scongiura una mia prematura dipartita sul Monte Pirchiriano.
            Finalmente la cima! Chissenefrega, tiro pure fuori il cellulare e faccio una foto al volo perchè è davvero uno spettacolo (ehi, l’ultima volta che sono arrivata fin quassù Cossiga era presidente della Repubblica, per cui ci sta che voglia immortalare il momento). Bevo al ristoro, un po’ di sali. Solo a me ricordano il Biochetasi? Li trovo sempre buonissimi comunque...
Giro intorno ai resti di fronte alla Sacra ed inizio la discesa...che spettacolo!!! Puro divertimento, 4km corribilissimi: torno ad avere 10 anni quando con mio padre “tiravamo giù” dritto dal Musinè. E’ un attimo, in un niente mi ritrovo a leggere il cartello “Ultimo Km” e la didascalia piccolina che dice “...se sei arrivato fino a qua...”
Gli ultimi mille metri hanno qualche lieve salita, ma la voce dello speaker è sempre più vicina e dietro ad una curva spunta pure il figlio n.2 che mi accompagna fino al traguardo.
Giornata splendida, tempo bellissimo e gara ottimamente organizzata. Mi resta l’immagine di tanti volti sorridenti e volontari gentilissimi, un’esperienza da ripetere sicuramente, magari facendo 21km!




sabato 1 giugno 2019

Trail Autogestito – Rifugi Gravio e Amprimo - Valle di Susa (To) 1 Giugno 2019

Video T.A. Rifugi Grazie e Amprimo 2019

Dal racconto dell'OrcoCamola
Il weekend promette un meteo splendido e finalmente questo giro ad anello, progettato da tempo, è diventato fattibile.

I luoghi sono quelli abituali sul versante ValSusino del Parco Orsiera Rocciavrè.
Partiamo da località Cortavetto (San Giorio di Susa) dove, un bel sentiero boscoso e corribile, ci permette di raggiungere velocemente il Rifugio Val Gravio.
A rallegrare la compagnia oggi ci sono i due cani di OrcoUlrico: Ziva e Teo, il gigante e il nanerottolo. Insieme sono un vero spasso.
Dopo il rifugio la salita al Colle Aciano si presenta come al solito bella tosta. Ripida, continua e non sempre evidente.
Nella parte alta sono evidenti i segni delle valanghe e dalla consistenza del terreno si capisce che la neve è andata via da pochi giorni.
La vista dal colle Aciano sulla Val di Susa è splendida ed il Rocciamelone, in pieno sole mattutino, è ancora tutto bianco.
Dopo una breve sosta mangereccia ripartiamo in discesa sul sentiero di larici che raggiunge direttamente l’Alpe della Balmetta posta trai rifugi Toesca e Amprimo.
I nostri amici a 4 zampe sono sempre più scatenati e sulle macchie di neve danno spettacolo con salti e ruzzoloni.

Al rifugio Amprimo scattiamo qualche foto di gruppo, poi giù di corsa fino all’auto facendo lo slalom tra i numerosi escursionisti che nel fine settimana frequentano la zona.
Sono salito su queste montagne centinaia di volte ma questo è uno di quei luoghi nei quali non mi stufo mai di ritornare. Oggi, grazie a gli Orchi, ne è valsa ulteriormente la pena.
Approfitto per dire che questi trail autogestiti sono pensati per essere alla portata di tutti. Chi non partecipa perché teme di non essere in grado, si sbaglia. Certo, si cammina svelti, dove possibile si corre e spesso si torna stanchi, ma lo spirito di gruppo, come si evince dal video è l’aspetto più importante.
Quindi, più che mai non perdetevi l’occasione di scorrazzare in compagnia e magari di scoprire luoghi e sentieri bellissimi non lontani da casa. 
W gli Orchi… e a presto!



giovedì 23 maggio 2019

Bdc Sulle Tracce Tappa 14° Giro D'Italia 102. Aosta-->Courmayeur 14 Maggio 2019


Foto Sulle Traccia Tappa 14° Giro D'Italia 2019
Video Sulle Traccia Tappa 14° Giro D'Italia 2019

Dalle note dell'OrcoPinoR

Sabato 25 Maggio 2019 è prevista la seconda Tappa alpina del Giro d'Italia allla sua 102° edizione. Pianifichiamo di pedalarlo il giorno antecedente l'evento, cosi da avere:
- Le strade tirate a lucido
- Gli striscioni già preparati per i media
- I tifosi, tra i fumi del'alcool, già a bordo strada con i loro Camper, che ci fanno il tifo.
- Forze dell'ordine che non ti obbligano a rispettare i tempi.

Ci tocca anticiparlo ad oggi Giovedi  23 Maggio 2019 per via del maltempo pomeridiano previsto Venerdi. Mi accompagna l'OrcoZoppo.
Di tracce del percorso gara, piuttosto complesso, non trovo info sul WEB. Non capisco perchè l'organizzazione RCS non le metta a disposizione. Ma non mi perdo d'animo, tra tracciati ufficiali, normative del blocco stradale dei comuni interessati, riesco a mettere giù la traccia.
Saltiamo la prima salita che da St.Vincent porta a Verrayes. Come si dice in piemontese "Esageruma nen".

I numeri:
- Partenza da Aosta alle ore 8.30
- 1° salita Verrogne
- 2° salita Truc D'Arbe
- 3° Colle S.Carlo
- Arrivo a Courmayeur ore 16.00
- Ritorno ad Aosta dalla SS.26

per 125km 3200D+


Salita di Verrogne
Da non sottovalutare, trattasi di 14km con 1000D+, ed all'inizio pendenze spakkagambe.
Discesa su St.Nicolas, Villeneuve

Salita Truc D'Arbe
Si grimpa già per arrivare a Introd, e  con 10km e 600D+ si arriva al Truc D'Arbe
Discesa verso Arvier.

Salita al Colle S.Carlo
Prima di attaccare il colle, occorre sciropparsi 10km di falsopiano in salita, che sommati ai 2000D+ già fatti ti segnano e ti preparano per la "bollita" fnale.
Il Colle S.Carlo, difatti, non perdona. Lui è un ragioniere con i suoi 10km e 10% di pendenza media con tratti all'inizio del 14-15%. Lo grimpiamo con le unghie e con  denti.
Discesa verso la Thuile e Pre-St.Didier.

Arrivo a Courmayeur
Gradito l'arrivo a "Courma". Ci rifocilliamo a dovere con panini, birre e gelato. Il bar scelto quello di fronte alle partenze della gare di Traul running CCC TDS e TOR DES GEANTS. L'OrcoZoppo in un impeto amoroso per questi eventi, bacia il sacro suolo.

Ritorno ad Aosta
Dalla SS.26 con un bel vento a favore, finalmente.