mercoledì 19 luglio 2017

Vermount endurance run 100 Miles (USA) 15-16 Luglio 2017

Classifiche Vermount 100 Miles 2017
Sito Vermount 100 Miles

Dal racconto di Stefano Ruzza

Il Vermont, “famoso per non essere famoso”, è uno degli stati più anonimi degli Stati Uniti d'America, ed è per questo che è meraviglioso. Incastonato a nord est degli States, al confine con il Canada e non lontano da Boston, fa' di colline, boschi, prati, fiumi e piccoli laghi la sua principale bellezza, con cittadine piccole e accoglienti, lontano dall'immaginario delle metropoli americane.
Perché andare a correre proprio nel Vermont? Quando Eleonora ha intrapreso la strada dell'esperienza lavorativa americana, nello stendere il calendario delle mie gare e dei viaggi a trovarla, la 100 miglia del Vermont si incastrava in modo perfetto, soprattutto dopo le ennesime lotterie perse per partecipare a Western States e Hardrock. Essendo una gara del cosiddetto Grande Slam americano, rientra nelle più prestigiose e storiche 100 miglia a stelle e strisce, seppur meno conosciuta in Europa rispetto alle già citate WS e HR. Purtroppo le iscrizioni sono volate in poche ore, così soltanto io sono riuscito ad iscrivermi alla 100 miglia, mentre Eleonora ha dovuto “accontentarsi” della 100 km, ripiegando sulla Old Dominion dei primi di giugno come personale “100 miglia annuale”, terminata poi ottimamente.

Poco più di 4000 metri di dislivello in 160 km potrebbero quasi far sorridere a chi pensa ai numeri di UTMB o Tor, eppure questi infiniti saliscendi lungo dolci collinette fanno più male di 10 vertical uno dietro l'altro. Diventa una lenta agonia, soprattutto se non si è abituati a correre così a lungo e su larghe e pulite strade di campagna. Così, nonostante una partenza controllata e una rimonta che mi aveva portato a ridosso del podio, la seconda parte di gara si è trasformata in un calvario, perdendo posizioni a causa dell'incapacità di correre per via dei muscoli distrutti come mai mi era capitato prima.
Curiosamente le mie maggiori tribolazioni sono iniziate proprio dopo aver raggiunto Eleonora che stava correndo la sua 100 km, gara partita 5 ore dopo la 100 miglia e con cui condivideva tutti gli ultimi 90 km. Non poche sono state le difficoltà anche di Eleonora, a causa dei problemi ad
alimentarsi nell'ultima parte e di un tibiale sempre più infiammato.
Per entrambi il tempo finale è stato quasi 2 ore più alto del previsto, ma solo dopo averla corsa ci si è resi conto delle difficoltà nascoste di questo percorso, forse “noioso” per chi è abituato alle Alpi, ma per nulla scontato e facile da interpretare.
Ad alleviare parzialmente i patimenti ci hanno pensato la cordialità, la gentilezza e la spensieratezza dei volontari e dello staff organizzatore, nonché di tutti gli altri concorrenti e delle relative crew, sempre pronti ad incitare e incoraggiare ad ogni occasione, facendoci sentire a proprio agio all'interno di un ambiente pulito e dallo splendido sapore bucolico.

Royal Ultra Sky Marathon - Ceresole Reale(To) 16 Luglio 2017

Video Arrivo Royal SkyMarthon 2017
Classifica Royal SkyMarathon 2017
Sito Royal SkyMarathon


Edizione Trofeo Kima 2012 (foto e racconto OrcoCamola)

Edizione Royal Ultra Sky Marathon 2015 ( racconto OrcoRavaning)
Edizione Royal Ultra Sky Marathon 2013 (foto e racconto OgreExtreme)
Edizione Royal Ultra Sky Marathon 2011 (foto e racconto OrcoPino)
Edizione Royal Ultra Sky Marathon 2010 (foto e racconto OrcoVittorio)
Edizione Royal Ultra Sky Marathon 2009 (foto e racconto OrcoGreg)
Edizione Royal Ultra Sky Marathon 2008 (Sito RUSM)

Dal racconto dell'OrcoNauta

Io, Orconauta Luca, e OrcoDavide, avevamo deciso alcuni mesi fa di partecipare per la prima volta alla Royal Ultra Sky Marathon del Gran Paradiso.
Questa manifestazione, quest’anno, è stata inserita nella Sky Runner World Series categoria Extreme per via delle sue caratteristiche altamente tecniche.
Chi conosce questa gara sa che oltre alle difficoltà sportive, l’intera logistica non è una passeggiata.
Si parte dal lago Teleccio, a cui si arriva con più di un’ora abbondante di navetta e l’arrivo si trova sulle sponde del lago di Ceresole Reale.
Io e Davide scegliamo di dormire a Ceresole in un rifugio con la famiglia, di puntare la sveglia alle 03:00 del mattino e organizzarci per prendere la navetta che parte nella zona arrivo alle 04:00.
Dopo una veloce colazione e, ancora assonnati, saliamo sul mezzo che ci porta alla partenza.
Si percepisce una buona energia da parte di tutti i concorrenti, la notte è fresca ma non fredda e dopo esserci arrampicati con il pulmino su una ripida stradina di montagna, a volte senza barriere ai lati, tra boschi, torrenti e pietre, arriviamo a quest’immensa diga dove è fissata per le 06:30 la partenza.
Qui troviamo anche il nostro compagno OrcoKambu e OrcoGnoma, iscritti alla gara “corta” Roc Sky Race. OrcoKambu anche lui pronto per quest’avventura ci chiede in quanto tempo pensiamo di finire la Marathon e noi gli diciamo che avevamo, per diversi motivi, già deciso di cambiare il percorso e spostarci anche noi sulla “Roc”.
Data l’importanza dell’evento, alla partenza, troviamo atleti e atlete internazionali d’elite, e tutto lo scenario che ci circonda è decisamente suggestivo.
Alle ore 06:35 circa, i quasi 400 atleti iscritti, si mettono in marcia seguiti da un drone pronto a filmare il via sulla cresta della diga.
Alla partenza, sulla prima salita, si forma subito un lungo serpentone umano che rallenta un po’ tutti, si prosegue così per qualche km, per fortuna, passato questo imbottigliamento iniziale, ognuno di noi, trova il suo personale ritmo e inizia la corsa.
La “Roc” condivide con la Marathon il passaggio al Colle dei Becchi (2990 mt), alla Bocchetta del Ges (2691 mt) e alle Alpe Foges dove si trova il bivio tra le 2 distanze.
Io a quel punto comunico all’organizzazione il cambio di percorso, cosa che farà anche Davide, e proseguo su un tracciato molto “nervoso” e non privo di difficoltà, soprattutto quando ci troviamo in discesa.
Ad un certo punto, dal bosco, vedo il lago di Ceresole e dopo aver costeggiato il lago per circa 3 km mi ritrovo finalmente all’arrivo.
Ritengo la “Roc” una gara, per quello che ho potuto vedere, molto tecnica, molto affascinante, con parecchi passaggi su rocce e nevai, ma soprattutto paesaggi spettacolari immersi nel parco del Gran Paradiso.
Per la cronaca io finisco in 5 ore e 15 minuti, Davide in 6 ore e OrkoKambu in un tempo ottimo di 4 ore e 45 minuti.
Grazie a tutti e arrivederci alla prossima fatica!


lunedì 17 luglio 2017

Bici Bdc Colli Izoard & Vars da Briancon (Francia) 19 Luglio 2017


Foto Bici Colli Izoard & Vars 2017
Video Bici Colli Izoard & Vars 2017

Lo scalatore puro sa di Zola e di Verga,  è dolorosamente verità,  sputa sangue per staccare tutti in salita e poi in discesa il passista,  pesante, strafottente, in due pedalate lo raggiunge e getta in polvere la sua fatica. (Domenico Quirico)

Dal racconto dell'OrcoPinoR

I numeri:
- Partenza Briancon 1300slm
- Colle d'Izoard 2360slm
- Guillestre 1000slm
- Col de Vars 2109slm
- Guillestre 1000slm
- Arrivo Briancon 1300slm

per un totale di 125km 2900D+
Partenza difficile da Briancon 

Da Briancon al Colle dell'Izoard

Dal Colle dell'Izoard a Guillestre 

Da Guillestre al Colle del Vars

Dal Colle del Vars, passando da Guillestre, a Briancon

domenica 16 luglio 2017

Trofeo SkyRace Orsiera Rocciavrè (To) 16 Luglio 2017

Classifica SkyRace Orsiera Rocciavrè 2017
Sito SkyRace Orsiera Rocciavrè

Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

Mi ritorna in mente una estate di molti anni orsono. Siamo nel 2002, primo anno del nostro amato e vituperato Euro, in un periodo caldissimo che ha visto proliferare per la prima volta su scala industriale i climatizzatori  autonomi di casa, ed  in una famosa  nottata di black out elettrico che ha messo in ginocchio per una giornata quasi tutto il nord Italia.
Quel giorno rinasce per volontà dell’ente Parco Orsiera Rocciavre  e dei suoi guardia parco, D.Miletto in testa, la corsa che era sorta in modo un po dilettantesco negli anni 1991- 1992-1993 ma altrettanto velocemente scomparsa.
Ebbene in quel 2002  vediamo forse per la prima volta in Piemonte proporre una gara atipica di montagna,  la Sky race, che stravolge il vecchio concetto di corsa in montagna a cui noi tutti eravamo avezzi. Forse  30/40 partecipanti radunati nell’area del vecchio Sellerie ancora chiuso  dopo l’abbandono della vecchia gestione. Si era trattato di una fantastica  cavalcata percorsa in senso  antiorario dal Sellerie fino al Sabbione, colle del Villano, Colle del vento, dorsale  verso la val Susa, Alpe Giaveno e ultimi due colli fino al  Colle delle Vallette con terribile discesa su pietraie fino ai laghi e rifugio, forse 25 km percorsi in circa 5 ore. Era già un vero trail secondo l’accezione moderna, ma troppo in anticipo rispetto ai canoni tradizionali della marcia alpina in uso in quegli anni.
Oggi sulle ceneri di quella bellissima  prova rinasce come una araba fenice la Vera  SkyRace Orsiera Rocciavrè, 21 km mozzafiato di salite  terrificanti su almeno 6 colli, e  attraversando praticamente tutto il grande parco da 18.000 kmq denominato recentemente Ente di gestione delle Aree protette Alpi Cozie, sulle pendici delle tre valli che ne  fanno da coronamento, Val sangone, val Susa e val Chisone.

Per volontà del gestore  Massimo Manavella del  Rifugio Sellerie, nel frattempo oggetto di una profonda ristrutturazione da parte della Regione Piemonte, della Associazione  Escuriosando, con la collaborazione dell’ente Parco e dei suoi  guardiaparco,  si ripercorre oggi uno dei più bei tracciati di alta montagna, ai limiti degli insediamenti urbani di pianura. Dicevamo un area protetta di 18000 kmq che accoglie al suo interno tutti gli ungulati alpini: camosci, stambecchi, cervi, caprioli, cinghiali e mufloni,  ma che oggi vede radunarsi  altri 161  ungulati a due zampe, con  un abbigliamento variopinto in modo forse eccessivo, tale da proporre forse un senso di inquinamento cromatico su queste selvagge montagne. Pochi probabilmente, io compreso, capiscono cosa li attende.  Come dice Manavella:  “ Ma noi cercavamo davvero di proporre  una Gara Estrema.
I Cellulari che non prendono mai. Il Senso di Essere Lontani:UNA CORSA A FIL DI CIELO...
... Senza Compromessi.”
Direi obbiettivo perfettamente centrato con una corsa a filo di cresta, sempre  molto lontani da ogni centro abitato, una cavalcata corsa tra i 2023 del Sellerie fino ai 2635 del Colle Robinet, in una  tumultuosa oscillazione su e giu senza respiro. Passato il primo colle del Robinet ancora con  il sacro furore della corsa, comincio ad incontrare  svariati concorrenti  in preda a crisi  fisiche e soprattutto psicologiche  per evidente inadeguatezza alle difficoltà del percorso.

Si parte dalla salita ai due laghetti, con rapida discesa fino alla casa del Parco per poi traversare lungamente verso Est, incrociando  vallette scoscese, grandi dorsali  lungo l’unica pista che ci porterà mica tanto velocemente tra massi, catene etc fino al colle omonimo. Siamo alle propaggini estreme verso la val Sangone, adesso inizia la traversata  di tutto il massiccio. Finalmente al colle trovo un po di liquido, si punta rapidamente in traversata fino al vicino colle che credo  essere  la Valletta.

Grave errore, mi attende circa un’ora della grande traversata nel deserto delle pietre, tra massi giganteschi, pietraie infernali e  nevai, da cui emerge Miletto  posto a  guardia di un mega Boulder.
Non c’è tempo per i ricordi della vecchia gara perché la preoccupazione  costante è la ricerca delle bandierine e del percorso e soprattutto di stare molto attenti; una caduta qui potrebbe avere conseguenze molto serie. Finalmente il colle della Valletta. Ho fatto 7/8 km in un  tempo di tre ore, demoralizzante!  Fortunatamente adesso riconosco tutto il percorso che diventa molto più scorrevole con sentieri direi normali. In mezz’ora infatti raggiungo il Colle del Vento su un meraviglioso sentiero scavato a mezza costa e totalmente pianeggiante e  in veloce discesa la  testata della  valle Gravio al Pian di Cassafrera. Ma qui ormai siamo di casa e la  lunga risalita del Colle del Villano non presenta particolari problemi, camminata veloce e concentrazione. Dal colle la discesa  è molto corribile tanto da raggiungere velocemente il fondo valle e l’alpeggio del Balmerotto.  Errore, ancora il sadismo degli organizzatori ci fa ridiscendere per almeno 200 metri la valle fino alla confluenza dei sentieri provenienti dal sottostante Toesca;  penso intensamente a Omar….
Siamo a circa 1900 metri e so perfettamente che il colle del Sabbione è posto ai 2560, ovvero  il film del nostro recente trail autogestito del sabato precedente.  A questo punto raccolgo lo sconforto di alcuni trailers  che non si aspettavano ancora una tale risalita, incitandoli, raccontando aneddoti e storie di alcune gare storiche. Insomma il colle è raggiunto prima nella nebbia e poi in un sereno meraviglioso. Sembra di vedere in lontananza il mare…. Ma non sono allucinazioni, solo il ricordo della recente esperienza sulla Cromagnon. Correndo in discesa con un compagno di disavventura, dui cui vedrò il volto solo all’arrivo, ci raccontiamo dei nostri malanni fino al gonfiabile del Sellerie.
Insomma siamo di fronte ad una gara molto tecnica, su una lunghezza tutto sommato  moderata ed un dislivello di 2000 nella norma, ma che ha richiesto un  tempo di percorrenza  decisamente elevato. Poche altre sky race possono confrontarsi con questa, superata forse solo dal Trofeo Scaccabarozzi in Grigna o  dal Kima.

mercoledì 12 luglio 2017

Bici Bdc Colle Fauniera Valle Grana -->Valle Stura (Cn) 12 Luglio 2017


Foto Colle Fauniera 2017
Video Colle Fauniera 2017

"Chamino que chaminaras, La draio passo i crést,
 s’envello pr’i cuols..."
Trad. dal franco provenzale 
"Cammina e cammina il sentiero valica le creste,
 rotola  per i colli..."

Dal racconto dell'OrcoPinoR

La curiosità di conoscere la parte più "tosta" della "Granfondo Fausto Coppi", il suo Colle Fauniera a 2481slm ci ha portato oggi, dopo una levataccia, qui a Caraglio(Cn), all'ingresso della Valle Grana.
Con L'OrcoNevruz ci regaliamo questa giornata splendidamente estiva in sella alla specialissima.
Passato il comune principale di Valgrana, da Pradleves 824slm , a 21km dal colle Fauniera 2481slm, è un susseguirsi di orridi, agriturismi, venditi del famoso formaggio "Castelmagno".
Le pendenze non danno mai tregua. MAI. In 21km si sviluppano 1650D+.

I numeri:
- partenza Caraglio(Cn) ore 8.30
- Valgrana, Castelmagno
- Colle Fauniera ore 11.30
- Valle Stura, Demonte
- Rientro a Caraglio ore 14.00

Per un totale di  90km 2000D+


Ma l'approccio cicloturisitico e la partenza da Caraglio, ci permette di godere del paesaggio sempre vario.
Una sosta a CastelMagno al bellissimo Santuario di S.Magno , per riempire le borracce alle splendide fontane.
Dal Santuario, la strada si snoda in un piccolo nastro d'asfalto, tutto sommato ben tenuto. Lo scenario di salita è appagante.

Gli ultimi pascoli, con le stalle "Dove osano le Bufale" a quota 2100slm, ma le pendenze adesso sono più abbordabili ed il "Pian dei Morti" con il culmine del colle ormai è a vista.
In cima al Colle Fauniera, una statua in pietra dedicata a Marco Pantani. Facciamo le foto di rito e decidiamo di scendere per la Valle Stura, cosi da chiudere il percorso ad anello.
La discesa del Fauniera è considerata una delle più tecniche delle Alpi, e oggi, affrontata con un ventaccio freddo, la rende ancora più insidiosa.
Non ci fermiamo al Rifugio Carbonetto a quota 1900slm, sperando di trovare qualche panetteria aperta per il nostro panino. Non troviamo nulla fino a Demonte(Cn) dove arriviamo alle 13.00 con tutti i negozi ormai chiusi. Non ci rimane che acquistare due birre al bar sotto i portici e consumarle seduti su una panchina, contando il numero esagerato di TIR che arrivano dal vicino Colle della Maddalena in alta Valle Stura.
In 20km, con vento contro, tirando a turno con OrcoNevruz, rientriamo a Caraglio.

Riviviamo, davanti ad un caffè, il giro appena concluso con un arrivederci, forse, al prossimo 8 Luglio 2018 giorno della 31° Granfondo Fausto Coppi.



martedì 11 luglio 2017

Trekking Sulle Tracce del Cro-Trail UltraTrail du CroMagnon (Alpi Marittime Italia-Francia) Luglio 2017



“ Raccontare un viaggio è viaggiare due volte, fare un selfie è poco  più che inviare una cartolina; Quando invece condividere il viaggio  significa suggerire mete, mettersi in gioco, trasformare una esperienza individuale  in un esperienza  sociale, rendere contagiose  emozioni e suggestioni, storie ed incontri”

Dal racconto dell'OrcoSherpaMazinga

Guido Bosticcio e Andrea Bocconi nella loro guida sulla narrazione del Viaggio ci  ricordano a noi viaggiatori  che   “ raccontare un viaggio è viaggiare due volte, fare un selfie è poco  più che inviare una cartolina; Quando invece condividere il viaggio  significa suggerire mete, mettersi in gioco, trasformare una esperienza individuale  in un esperienza  sociale, rendere contagiose  emozioni e suggestioni, storie ed incontri” Ecco questo è il messaggio da trasmettere con queste brevi note.
 
  La CROMANGNON per definizione non è un trail, una corsa  od una esperienza di vita, è semplicemente un viaggio nel nostro mondo, anzi ai confini del nostro mondo, ma molto aderente ad esso.
     Sei nel mondo abitato del nostro Piemonte o della vicina Provence, ma  sei in realtà fuori da tutto. Improvvisamente ti trovi a cavallo della Val Roya o ancora meglio nel cuore del Parco del Mercantour, dove cielo e terra si incontrano nel nulla tra un  susseguirsi infinito sull’orizzonte di vallate, crinali e cime dove probabilmente per mesi  potresti non incontrare  nessuno.
Un viaggio semplicemente nella nostra storia a cavallo tra   Francia ed Italia, dove le tracce dell’una o dell’altra si confondono nei secoli a partire  da un lontano 1860 quando il Regno   Sabaudo e  la monarchia Francese  si accordano per la cessione   della Savoia. Operazione dettata squisitamente  da ragioni geopolitiche, ma che  avrà dentro di se  i germi per un stato di latente  conflittualità non dichiarata ma praticamente continua fino  al 1945.
      Ecco , la Cromagnon in realtà è anche un viaggio nella storia dei conflitti  non combattuti tra due stati che per quasi cento anni  hanno  proceduto alla fortificazione dei confini, in una ambientazione quasi da Deserto dei Tartari..

     Il romanzo di  Buzzati è in realtà  ambientato in un immaginario paese. La trama segue la vita del sottotenente Giovanni Drogo dal momento in cui, divenuto Ufficiale, viene assegnato come prima nomina alla Fortezza Bastiani, molto distante dalla città. La Fortezza, ultimo avamposto ai confini settentrionali del Regno, domina la desolata pianura chiamata “deserto dei Tartari”, un tempo teatro di rovinose incursioni da parte dei nemici. Tuttavia, da innumerevoli anni nessuna minaccia è più apparsa su quel fronte; la Fortezza, svuotata ormai della sua importanza strategica, è rimasta solo una costruzione arroccata su una solitaria montagna, di cui molti ignorano persino l'esistenza.
     La Fortezza Bastiani è in realtà proprio  la cima dell’Authion, raggiunta dopo due giorni di  cammino lento ma incessante. Authion, cima a difesa  dalle eventuali incursioni Italiane dalla val Roja  verso la Provence:
Costruita nel 1897, tra il 1° ed il 10 settembre,  da 50 muratori della valle, rappresenta la prima fortificazione in calcestruzzo armato, vanto della grande tecnologia Francese. Di forma pentagonale eretta sulla  punta terminale dell’Authion, a 2080 mt,  sorveglia la cresta dell’Ortiguè, che conduce al Col de Raus e all’antica frontiera, serviva a proteggere le sottostanti fortificazioni de La Forca et mille Fourches.
Appena sotto l’Authion tutte le fortificazioni di corredo stanziali, ma una ora di cammino oltre entri  nell’ultimo avamposto della civiltà del Mercantour, camp d’Argeant con i suoi impianti sciistici ed il vicino Col Tourini. Oltre questo, il niente solo il Mercantour  da non disturbare nemmeno con le punte  metalliche dei nostri bastoncini da sci.
Già la preparazione teorica della traversata è alquanto complessa in quanto il Gran trail Cromagnon ha modificato molte volte il suo percorso originale, senza trovare  traccia sull’Web dei  primitivi anni, quando il tracciato viaggiava a cavallo del Mercantour. Fortunatamente  mi è venuto in soccorso il grande Pietro, anima storica del gran Trail,  che mi ha fatto pervenire  i road Book della corsa degli anni 2008 e 2012.  Da allora solo percorsi diversi ma non affascinanti , a spasso tra il Marguareis, ormai troppo conosciuto e il solco principale dell Roja. Naturalmente occorre rifornirsi delle eccezionali cartine Francesi  scala 1:25.000 che riportano  la posizione e la numerazione di tutte le Paline di segnalazione con un eccezionale  riscontro  tra  cartografia e sentieristica.

1° giorno
Si lascia la vettura al Colle di Tenda, per evitare la lunga salita  al Colle della Boaria. Siamo nella patria delle grandi fortificazioni, Fort Centrale, fort Pepin, fort Pernante, fort  de la Giaure, lunga traversata fino alla bassa de Peyrefique  e finalmente Casterino. Circa 20 km.
2° giorno
Grande tappa di oltre 30 km con D+ di circa 2000 m. con circa 10 ore di cammino costante.   Invece di ripetere il Cro Magnon, puntiamo diritto verso la Valle della meraviglie e all’omonimo rifugio, per incontrare il grande percorso francese del GR 52 che ci condurrà dopo 3 giorni al mare di Mentone. E’ un susseguirsi di grandi e piccoli laghi, con il colle più alto(Col du Diable ) a 2460 mt). Ormai siamo nel cuore del Mercantour, il sentiero si perde a vista d’occhio  scavalcando innumerevoli colli e crinali e grandi traversate fino a raggiungere l’Authion e il vicino  Camp d’Argeant.

3° giorno
Da Camp d’Argeant a Sospel lungo tutto il GR 52. Anche oggi sono circa 25 km con 1400 m D+, a cavallo tra le fortificazioni,  i resti dei carri armati, bunker fino alla sommità del Mangiabo a 1860 mt.  Qui finisce la montagna e comincia la lunga discesa su Sospel quota 380 mt,  in un caldo micidiale: iniziamo a vedere il mare.
4° giorno.
Da Sospel a Menton sempre attraverso il GR 52; si inizia con una lunga risalita delle dorsali  sopra Sospel per poi mantenersi lungamente sulla quota 1000 mt, prima nel bosco poi nella macchia mediterranea. Sono circa 20 km da percorrersi in 6/7 ore. Il colle di Berceau, ultimo ostacolo ci riserva  all’improvviso  il mare e la costa sottostante. Ma la tortuosità del sentiero ed il caldo africano delle ore 13 ci impongono ancora due ore  di discesa.
La sensazione più forte degli ultimi due giorni è stata certamente la grande sete, ma non dimenticherò il senso di frustrazione e tristezza   generato dall’incontro con i poveri migranti neri di Ventimiglia che  tentano di scappare in Francia ed i loro stracci abbandonati sui sentieri.

sabato 8 luglio 2017

Trail autogestito del parco dell'Orsiera Rocciavrè (To) 8 Luglio 2017

Foto T.A. Orsiera 2017
Edizione 2013

“Lo diceva Neruda
che di giorno si suda
(ma la notte no!)”  (R. Arbore – Ma la notte - 1985)

Dal racconto dell'OrcoDelleNevi

In un caldissimo sabato mattina di luglio, otto orchi si ritrovano davanti al bar della posta di Rivoli, destinazione trail autogestito nel parco dell’Orsiera-Rocciavrè.
Lasciato il caldo della pianura alle spalle, alle 8.10 guidati da OrcoSherpaMazinga partiamo da Travers a Mont (San Giorio di Susa) in direzione Rifugio Amprino (1385 mt.) e dopo aver attraversato il bel alpeggio della Balmetta arriviamo al Rifugio Toesca (1710 mt.). Due parole e un caffè con il rifugista e la bella rifugista e poi si riparte in direzione Colle del Sabbione.
Salita splendida e mai troppo dura con il Rocciamelone sullo sfondo e poco prima delle 10.30 siamo al colle (2560 mt.).
Dal Colle del Sabbione traversiamo sotto la cima della Cristalliera e arriviamo al Colle Malanotte (2587 mt.) punto più alto del nostro giro.

Sarà l’altitudine, o il caldo patito nei giorni precedenti o più semplicemente che anche gli Orchi vengono colti da attacchi di stupideria e quindi decidiamo di celebrare il passaggio al colle dedicandogli l’omonima canzone di Renzo Arbore (e di immortalare la performance canora in un video!)
Giù veloci nel vallone fiorito sotto il colle e arriviamo al Piano delle Cavalle. Attraversiamo il gelido rio che alimenta il laghetto Rosso (1970 mt.) e incontriamo OrcoCamola che ci è venuto incontro salendo dal Rifugio Val Gravio.

Nonostante i quasi duemila metri di quota il caldo si fa sentire e spinti dal desiderio di una birra ghiacciata scendiamo senza sosta al Rifugio Val Gravio (1390 mt.) dove ci fermeremo per il pranzo. Purtroppo le nostre speranze si scontrano con la dura realtà di una birra appena fresca, ma poi la polenta, il vinello e la compagnia ci ristorano dai 15km e 1400 mt. di dislivello che abbiamo alle spalle.
Dal Rifugio ripartiamo dopo un ammazzacaffè al Serpillo (servito tiepido!?!) e i 5km del sentiero dei franchi che ci riportano a Travers a Mont sono troppo belli per non essere fatti di corsa nonostante le pance piene.
Bellissima giornata, bellissimo giro, bellissima compagnia.

lunedì 3 luglio 2017

Bici Bdc Granfondo Marmotte Des Alpes 174km 5000D+(France) 2 Luglio 2017


Foto Granfondo Marmotte des Alpes 2017
Video Granfondo Marmotte des Alpes 2017
Classifica Granfondo Marmotte des Alpes 2017
Sito Granfondo Marmotte des Alpes

Sito Cacciatori di Colli

„Se non ci si confronta con nessuno, diventiamo ciò che siamo.“ (Jiddu Krishnamurti).😱

Dal racconto dell'OrcoPinoR

Premessa
Sono venuto a conoscenza della manifestazione lo scorso autunno 2016 da riviste e siti specializzati. "Grimpare" nella stessa giornata quattro mitici colli: Glandon,Telegraphe, Galiber, Alpe D'Huez
, per gli appassionati delle ruote, pensavo sarebbe stato un bell'obbiettivo dell'anno.
Detto fatto. A Novembre 2016 procedo senza dubbi ed entusiasta all'onerosa iscrizione della 35°ediz.

Partenza
In dubbio questa breve vacanza, causa alcune vicissitudini, legati alla salute, famigliari. Ma in zona "Cesarini" tutto è andato per il verso giusto.
La partenza della manifestazione alle 7.00 dal paesino di Bourg d'Oisans, mentre l'arrivo all'Alpe d'Huez 1900slm. Alberghi già tutti prenotati. Trovo un  Hotel Royal Ours Blanc all'Alpe D'Huez .
Forse la soluzione migliore, ma ahimè il mattino della Granfondo occorre scendere in bici a Bourg d'Oisans per la partenza. La discesa ben coperti, per non rischiare di compromettere la massa muscolare. Alla base della discesa, per i più fortunati, quelli che hanno dietro l'organizzazione, c'e' il deposito del materiale utilizzato per scendere.
Per i poveri tapini ci sono due soluzioni. La prima vestirsi con materiale vecchio e poi gettare tutto. La seconda, scelta anche da me, utilizzare attrezzatura leggerissima da Trail running e poi riporre il tutto nello zainetto al seguito, tanto al Colle del Galibier sono previste nelle ore centrali 5° gradi.
Vi assicuro che 14km 1100d- alle 6.00 del mattino, dopo colazione, non è da sottovalutare.
Mi ritrovo in griglia, appena fuori dal paesino di Bourg D'Oisans, 1h15min in anticipo. Che si fa'?.
Due chiacchere con i vicini di griglia. Sono all'ottanta per cento ciclisti provenienti da Inghilterra , BeneLux e Spagna. Rari gli Italici.
Sgranocchio qualcosa. Ilarità generale quando alle 7.15 si accende l'irrigazione automatica che ci bagna tutti. Siamo riusciti a chiudere l'acqua dal vicino pozzetto.
Puntuali alle 7.50 aprono la griglia dei tapascioni e alle 8.00 passiamo sotto il pallone, in centro paese,dove è posto il crono.
Bourg D'Oisans 700slm -->Col du Glandon 1950slm
Sono tanti quasi 40km per salire al Col du Glandon a quasi 2000slm. Altro che salita dolce. Battiti cardiaci sempre sotto controllo. Se vado fuori giri adesso sono spacciato. Si pedala intruppati, andatura tranquilla, rarissimi gli incidenti. il colle arriva appena dopo un invaso della EDF. Nebbia fitta, freddo.

Vedo il vapore del mio fiato caldo e quello degli altri compagni di sventura. Fa molto freddo. Cento metri prima del colle, per evitare intasamenti, cambio e butto la maglia strasudata nel bidone
dell'immondizia, mi copro per benino e mangio i miei panini autoctoni. Riparto. Al col du Gladon è l'inferno in terra. Nebbia fittissima, non si vedono neanche i tavoli del ristoro. Tutti a piedi.
Proseguo senza entrare nell'area del ristoro. Non riesco a fare nessuna foto, troppa bolgia. Non c'e' tempo da perdere.

Col du Glandon 1950slm --> St.Marie de Cuines 520slm
La discesa è un piccolo nastro d'asfalto umido. L'attenzione sempre massima. Dal colle il cronometraggio è stoppato per evitare che qualche testa calda faccia la mattana del giorno. Il crono riprenderà a St.Marie de Cuines.

St.Marie de Cuines 520slm--> St.Michel de Maurienne 700slm
Trenta chilometri da percorrere sulla statale, da fare ben coperti con i trenini naturali che si formano. A St.Jean de Maurienne, sullo snodo ferroviario per Modane, attenzione alle rotaie dei treni sul pavimento stradale che hanno causato due incidenti ciclistici.

St.Michel de Maurienne 700slm --> col du Telegraphe 1500slm
Il percorso lo ricordo bene per via della cicloturistica Susa-Susa dell'Agosto del 2014 fatta con OgreDoctor. Per fortuna, questa volta, il cielo è coperto e la temperatura è gradevole.
Strada bloccata al traffico, Salgo al colle senza danni. Al Telegraphe, dopo aver ingollato il mio panino dolce con prosciutto e formaggio, tiro qualche foto e preparo la mente per il mostro sacro, il Galibier.

Col du Telegraphe 1500slm --> Col du Galibier 2642slm
Breve discesa di 5km verso il paesino di Valloire. Conosco quello che mi attende, questa volta al ristoro posto dopo l'abitato, mi fermo  per un arancio e mezza banana.
Siamo quasi al 100km ma non abbiamo ancora fatto neanche metà del dislivello complessivo di 5000D+. Caro il mio OrcoPinoR, mettiti il cuore il pace, controlla che i BPM non salgano oltre i 160 e la cima prima o poi arriverà. Con gli altri tapascioni al seguito, facciamo a gara ad avvistare le marmotte indaffaratissime e anche un po' spaventate da tutti noi. Non fischiano, a quello ci pensano già i nostri polmoni.
La segnaletica indicante il numero di chilometri mancanti al Col du Galibier, è di conforto. Come i grani di un rosario. Ogni chilometro, un mantra, una preghiera affinchè la salita finisca presto.
E alfine la cima è conquistata. Come previsto da Meteo France il colle è al gelo del 5gradi. Poggio lo zainetto sul sacro fango del colle, cambio la maglia fradicia, mi copro come un palombaro e mi getto verso la discesa, verso il colle del Lautaret a quota 2000slm.

Col du Galibier 2642slm --> Bourg D'Oisans 700slm
Le strade per fortuna sono chiuse al traffico fino alle 18.00, cosi che si possono prendere delle belle velocità. Accendo le luci di posizione, ci attendono tre tunnel poco illuminati.
Perdiamo 2000D- in men che non si dica. A due terzi della discesa verso Bourg D'Oisans mi fermo in un bar per una coca-cola e l'ultimo panino autoctono. Mi preparo per i 21 fatidici tornanti dell'Alpe D'Huez.

Bourg D'Oisans 700slm --> Alpe d'Huez 1900slm 21Tornanti
Sono le 17.20, la chiusura dell'unico cancello orario è previsto per le 18.15. Sono in anticipo di 55min
Se passi il cancello orario hai diritto a scalare l'Alpe D'Huez. 21 terribili tornanti. Il sole cattivo stavolta mi cuoce. Chi ha dietro l'organizzazione può liberarsi di tutto e salire leggero. Da parte mia faccio una borsata di tutto quello che non mi serve e nascondo l'involucro nel boschetto del 21°tornante. Lo recupererò il giorno dopo sulla strada verso casa. Attenzione però, se farete come me, occorre nasconderlo bene,. Ci sono in giro bande di monelli che fanno incetta di materiale abbandonato dai ciclisti. Questi monelli fanno un baffo persino ai nostri "scugnizzi".
Mi godo la salita all'Alpe d'Huez, ormai quasi certo di avere portato la "marmottina a casina". Diversi i rifornimenti di sola acqua.
Arrivo all'Alpe D'Huez alle 19.15 ma il crono segnerà 10h31min per via dello stopCrono della discesa dal col du Glandon. I regali finale dell'organizzazione ufficiale sono un cappellino di cotone con Logo Marmotte, l'immancabile medaglia ricordo e il brevetto d'argento che userò "nonSocome nonSodove".

I numeri :
7500 partenti
6292 arrivati
1208 non arrivati

Ringraziamenti
Grazie a tutti gli Orchi "Cacciatori di Colli" che mi hanno accompagnato nella preparazione invernale, nell'obbiettivo primaverile della Granfondo Gimondi e nelle uscite estive ai colli vicino casa.


domenica 2 luglio 2017

Bici Mtb Assietta Legend Sestriere(To) 2 Luglio 2017


Classifica Assietta Leged 2017
Sito Assietta Legend

Dal racconto dell'OrcoZoppo

Dopo 19 anni dall'ultima gara in MTB, rieccomi qui, e non potevo esordire se non con la più classica delle gare
 LA LEGGEND ASSIETTA (58 KM 1758 D+ decisione dell'ultima ora perché sapevo a cosa andavo incontro.
Diciamo che di km nelle  gambe ne ho messi, di salite pure, ma la gara è gara specialmente su quei sentieri e su quelle pendenze.
Un conto è pedalare sull'asfalto, mentre è molto più faticoso, a mio parere, sullo sterrato.
Seppur faticando alla grande (ma forse la fatica fa parte di me) , sono riuscito a godermi anche i paesaggi grazie a un meteo spettacolare.
L'Organizzazione stupenda, rifornimenti alla grande anche in quota.
Che dire, 19 anni fa' ero più giovane e forse la fatica la sentivo meno, oggi ho faticato tanto ma in ogni caso mi sono difeso alla grande.