lunedì 29 febbraio 2016

19° ediz. Maratona delle Terre Verdiane Salsomaggiore(Pr) 28 Febbraio 2016


Sito Maratona Terre Verdiane
Edizione 2015

Dal racconto dell'OrcoSmigol

IL RITORNO DI ORCOSMIGOL
Quest’anno per la seconda volta torno a Salsomaggiore per avere un banco di prova sulla maratona a inizio stagione.
Sto preparando la maratona di Parigi del 3 aprile e sfrutto questa gara per fare un allenamento lungo con ripetute ( 4x7000 a ritmo maratona presunto con recuperi da 3000 a 10” in piu’ min/km ).
Si parte di sabato pomeriggio col camper.
Presenti Andrea Sarra del gruppo interforze e Candido Martino della Vigonechecorre baldo sessantenne con un attivo di 280 maratone.
Si viaggia sotto un diluvio universale, nebbia, nevischio e chi più ne ha più ne metta.
Arrivo a Busseto e parcheggiamo praticamente sotto il gonfiabile. Cena in camper con carico di carboidrati e per i miei compagni zabaione e torta sbrisolona.
Continua a diluviare tutta la notte ma al nostro risveglio (ore 5.45) siamo graziati con temperatura sugli 8 gradi.
Trasferimento con navetta verso Salsomaggiore per ritiro pettorale, deposito borse e partenza prevista per le 9,15.
La cittadina e i bar pullulano di runners che si cimenteranno su quattro distanze ( 10 km , 21 km , 30 e 42 km) per un totale di circa 2000 partecipanti.
Il tempo continua a graziarci e arriva il momento dello sparo con le consuete sgomitate dei primi metri.
Il percorso si snoda in mezzo alle campagne, forse non un gran paesaggio con nebbiolina che rende ancora più triste e piatto, ma si attraversano cittadine splendide anche dal punto di vista architettonico.
Fontanellato, Soragna, Roncole paese natale di Giuseppe Verdi ma forse il passaggio più suggestivo e dopo il trentesimo chilometro a Rocca Meli Lupi di Soragna residenza storica ancora abitata dalla nobile famiglia con tanto di Conte che viene aperta per l’occasione e tramite un red carpet si attraversa l’imponente salone per poi passare su un blu carpet nei giardini.
Altoparlanti dislocati lungo il percorso diffondono musica di Verdi e ormai il mio inno è il " Va’ pensiero".
Ma ecco che al 37° chilometro Giove Pluvio fa il suo ingresso e scarica pioggia mista a grandine, vento con  abbassamento della temperatura rendendo gli ultimi km ancora più pesanti.
Tornando a cose meno poetiche, i ristori sono stati scarsi con qualche biscotto e poca frutta ma ripaga il tutto una bella medaglia da finisher una simpatica t-shirt e un pacco gara ricco di prodotti alimentari a base di soja.

Sufficiente il pasta party finale ma con un’ottima spremuta d’arancia fatta al momento.
Chiudo la maratona in 3h35’ che per essere un allenamento mi rincuora e mi incoraggia per gli impegni futuri.
Si ritorna a casa stanchi, sotto un diluvio universale e festeggiando la 280esima maratona del Candido Martino inarrestabile.
Siamo orchi oltre le gambe c’e’ di piu’!



martedì 23 febbraio 2016

9° Marathon de la Clarée Ski de fond Nevache(Francia) 21 Febbraio 2016


Photo Marathon de la Clarèe 2016 Ski de fond
Video Marathon de la Clarèe 2016 Ski de fond
Classifica Resultats Marathon de la claree 2016
Sito Marathon de la Clarée

Dal racconto dell'OrcoPinoR


La Valle Clarea in Francia nel Brianconnais, è terreno sportivo conosciuto dagli Orchi.
- La mezza maratona podistica di Nevache.
- Gite con le ciaspole al rifugio De Buffere.
- Il giro in bici; Oulx, Bardonecchia, colle della Scala, Nevache, colle del Monginevro, Cesana, Oulx.

E quindi perchè no, ci sta tutta anche una maratona con gli sci stretti.
Siamo alla 9° edizione di questa maratona a tecnica libera, inserita nel circuito francese della SKI MARATHON.

Tre le distanze 42km, 24km, 10km.
Con me alla 42km anche l'OrcoCamola molto più preparato di me sulla tecnica Skating.
Arrivo a questa Maratona con un buon fondo atletico e la partecipazione il 7 Feb 2016 alla famosa Marcia Gran Paradiso a tecnica classica alla sua 35Ediz.
La partenza della manifestazione è nel paesino di Les Alberts all'ingresso della Valle Clarea, a due passi da Briancon, appena sotto il colle del Monginevro nelle Alpi Cozzie.

Il tempo di ritirare i pettorali ed è già tempo di andare alla linea di partenza ritardata di 15minuti, e qindi start  alle 9.30 per dare il tempo alla neve di trasformarsi in qualcosa di meno ghiacciato. Temperatura alla partenza -5°. In Italia a Cesana Torinese, il termometro segnava +10°.

Lo sparo dato dal paratone di fronte al Campeggio di Les Alberts, 250 gli atleti maschi alla 42km.
Dopo circa 500 metri sono l'ultimo concorrente. "Ahi Ahi oggi marca male" mi ripeto tra me e me.

Dove sono finiti tutti. Ragazzi c'e' qualcuno?.
Dietro di me solo la SCOPA con la radio che comunica che il pettorale 254, il sottoscritto, è l'ultimo a chiudere il tracciato.
Mi muovo sugli sci senza sprecare troppo energia, la tecnica scarsa ma la volontà tanta fa si che arrivo al 21km di Nevache con 10min di ritardo sul cancello orario delle 2h.
Accidenti ma sul regolamento non c'era scritto nulla. Ma tant'è da buon sportivo seguo i consigli dell'organizzazione.
A malincuore consegno il pettorale e mi faccio riportare alla partenza di Les Alberts dalla navetta messa a disposizione dall'ineccepibile assistenza sul percorso.
Attendo l'arrivo dell'OrcoCamola che finisce brillantemente la sua gara. Decidiamo di pranzare con il REPAS della gara ma dopo aver visto il menù che prevedeva il solito pastone pasticciato di pasta-formaggio-ufo,  ci incamminiamo verso casa.
Una splendida giornata di sport in natura con la voglia di rifarmi il prossimo anno. Mi presenterò agguerrito e ben preparato per la 10°edizione.


Duathlon Corri e Pedala 1ediz Pascorsano(To) 21 Febbraio 2016

Foto Corri e Pedala Prascorsano 2016

Dal racconto dell'Orco730

Finalmente posso dire di aver provato l'ebbrezza del duathlon!
La voglia mi stuzzicava già da tempo e l'occasione mi è giunta con la I edizione della CORRI E PEDALA non competitiva, organizzata dalla Nuova Proloco di Prascorsano in collaborazione con ASD Monte Soglio Trail e Protezione Civile.
Il volantino invitava a partecipare singolarmente o in squadre di due persone (una di corsa e l'altra in bici).
Devo ammettere che dapprima ero titubante e ho cercato un socio ciclista per fare così la sola frazione a piedi.
Ma l'OrcoTartaro, è riuscito a farmi cambiare idea ed ora gliene sono veramente grata perché è stata un'esperienza molto divertente.
Il duathlon si è svolto su strade asfaltate e sentieri sterrati ed era così composto: un giro di corsa, due giri di MTB, di nuovo un giro di corsa e per ultimo un giro di MTB. Il circuito era pressoché identico per le due frazioni, circa 4,8 km per la corsa, con un "taglio" di poche centinaia di metri per quello in bici.

Sono stata colpita positivamente quando ho visto che di fianco al gonfiabile della linea di partenza, l'organizzazione aveva preparato con cura l'area per il cambio-frazione, con la struttura per sistemare le bici. E io che pensavo fosse un duathlon improvvisato e alla buona...
Dopo un briefing di pochi minuti tenuto da Roberto Negri, inizia l'avventura.
Completo la prima frazione insieme a Matteo; velocemente indossiamo il casco e cambiamo le scarpette, poi partiamo in MTB. A metà giro però sorgono dei problemi e sono costretta a rallentare: l'attacco della scarpetta sinistra non aggancia più, forse perché "maltrattato" poco prima in un tratto pieno di pietre e capisco che dovrò affrontare le successive salite con maggiore potenza e impegno...oppure a piedi.
L'inevitabile scoraggiamento compromette anche le discese tecniche, che affronto ancora più prudentemente del solito, tanto da perdere parecchie posizioni acquistate con la corsa.
Mai fidarsi della scritta NON COMPETITIVA, anche qui si sono presentati tutti agguerritissimi!
Ma il mio scopo, oggi, è quello di fare un'esperienza nuova e portare a termine la prova, cosicché, nonostante lo spiacevole imprevisto, riesco a divertirmi sul serio.
Al traguardo ritrovo Matteo e non possiamo che scambiarci commenti positivi, la gara è stata dura, ma siamo tutti e due soddisfatti.
Non ci resta che approfittare delle docce calde, poi ci dirigiamo verso la tecnostruttura per il pranzo, che si rivela di ottima qualità.
Le condizioni meteorologiche per la gara sono state perfette, l'organizzazione impeccabile e anche il "secondo tempo" diventa molto piacevole; seduti accanto ad altri amici assistiamo alle premiazioni dei vincitori e all'estrazione dei premi a sorteggio, condotte da Federico Bruna, altro componente dell'ASD Monte Soglio Trail.

Io e Matteo ci sentiamo "un po' stanchini", ma per smaltire lo zabaglione finale, concludiamo la piacevole e calda giornata di sport con...una bella camminata verso il santuario di Belmonte!


lunedì 22 febbraio 2016

Corso di ghiaccio 2016 della Scuola di Alpinismo Giampiero Motti (To)


Dall'autointervista dell'OgreDoctor

Rompere il ghiaccio!

Con il weekend di Cogne si conclude l'avventura del Corso di ghiaccio 2016 della Scuola di Alpinismo Giampiero Motti.

Piaciuto?
Si moltissimo.
Ma con me è fin troppo semplice, si sfonda una porta aperta.
Sono un entusiasta per natura e quando si tratta di attività Outdoor che coinvolgono l'ambiente alpino è difficile trovare qualcosa che non mi piaccia fare o provare.
Le cascate però sono sempre state un tabù. Il ghiaccio si è sempre portato dietro quell'alone di pericolosità irrazionale, di scarsa sicurezza, di grande imprevedibilità e così mi ci sono tenuto sempre a debita distanza.


Cosa è cambiato, dunque?
Innanzitutto l'aver conosciuto la Motti.
La capacità di trasmettere sicurezza, l'attenzione maniacale alle manovre e la passione per l'insegnamento dell'alpinismo che traspare da molti degli istruttori hanno creato quella magia, quella fiducia indispensabile perché un allievo si affidi totalmente al proprio maestro e lo segua anche dove la testa gli direbbe di non andare, anche se la mia in quel senso funziona assai poco!
Non voglio assolutamente dire che il cascatismo sia un'attività scevra da pericoli, anzi il pericolo lo respiri, lo percepisci sulla pelle. La stessa gestione degli attrezzi, quasi delle armi improprie nelle mani di noi neofiti, rappresenta un problema e un pericolo. Ma essere accompagnato, preso quasi per mano e guidato nella conoscenza di un'attività per molti aspetti nuova e sconosciuta, da persone con decine di anni di esperienza, hanno reso questo corso indimenticabile.
L'ambiente invernale, poi, è qualcosa di straordinario, fiabesco. Non nulla a che vedere con quello delle stazioni sciistiche con le la moltitudine di sciatori che affollano le piste, spesso e volentieri maleducati e ignari delle regole della montagna. Molto più vicino a quello dello sci alpinismo, ma ancora, sembra incredibile, più selvaggio.

Camminare nella neve fresca quasi in assoluta solitudine, al ritmo del proprio cuore, ascoltando la musica della natura, avvicinandosi sempre più al blu incombente della cascata e perché no, fare fatica, cosa a cui non siamo più abituati, cosicchè qualsiasi cosa esca fuori dall'ordinario ci appare insormontabile e irraggiungibile, sono esperienze uniche, impagabili.
E così, quasi non accorgendocene, le uscite sono finite: Pontat, Ceresole, Valle Varaita, Cogne, non sono solamente dei luoghi, ma sono soprattutto dei momenti di vita vissuta intensamente, alternando scalate a momenti di gioia e convivialità, in cui nuovi legami di amicizia si sono creati con la speranza che possano in futuro continuare.
Provo ad immedesimarmi nei miei istruttori: quanti allievi in vent'anni della Scuola, quanti sono rimasti solo dei volti e quanti sono diventati delle costanti, quanti caratteri e quanti personaggi da capire e da gestire...
Ma in fondo la Montagna è anche un po' questo: un crocevia di sentieri dove le vite si incontrano e si separano. Qualche volta si cammina insieme legati o in conserva, ma vicini, altre volte si prosegue da soli, ma sempre con lo sguardo verso l'alto, in avanti, in attesa magari di rincontrarsi.
Devo proprio dirlo: peccato sia finito!
Un grazie speciale a Bruno, Gianni, Carlo, Claudio, Rosanna, Chiara, Carmelo, Matteo, Ettore, Gaia, Priscilla, Piercarlo, Umberto, Giovanni, maestri e compagni di viaggio.

Racchette in Valle Pragelato (To) 21 febbraio 2016

Foto Racchette in Valle 2016
Classifica Racchette in Valle 2016
Sito racchette in Valle

Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011

Dal racconto dell'OrcoVale

Con il sole caldo e l'allegria di una nuova avventura, io ed OrcoZoppo ci avviciniamo un po' titubanti al gonfiabile della partenza...intorno a noi il bianco della neve lascia troppo spazio all'erba e al fango; il percorso è stato ridotto ad 8 km a causa della scarsa neve presente e, i pochi pettorali competitivi (41 su 115), ne sono la prova.
Stefania Belmondo allo start mi fa pensare alle vite degli sportivi, quelli che hanno vissuto di sacrifici per raggiungere un sogno, e che, nonostante tutto, rifarebbero tutto nello stesso modo; ammirazione è l'unico sostantivo adatto.  Pronta ma neofita delle racchette da neve, comincio goffamente a trovare un mio ritmo, ma  vengo subito demoralizzata da cinque cadute in pochi minuti, iniziando a pensare di aver sopravvalutato le mie capacità. Il percorso è segnalato con un criterio che mi sfugge, e sbaglio percorso due volte.
Vorrei consigliare ai sei addetti che stazionano al punto di distribuzione del te' che sarebbe stato più utile distribuirli lungo il percorso, ma mi taccio per non incrementare polemiche sterili.

Dopo affondi continui nell'acqua ghiacciata e pietre ed erba praticamente sul 70% del percorso, l'arrivo è di quelli che lasciano l'amaro in bocca, perché quando non vengono garantite le condizioni ottimali dagli organizzatori di una competizione, ci si sente in qualche modo ingannati, anche se è solo una corsetta nella neve.

Sarebbe stato più onesto da chi aveva compiuto il sopralluogo la mattina, consigliarci di togliere le ciaspole e correre con le sole scarpe da trail, ma alla partenza gli organizzatori precisavano che senza racchette sarebbe stata non competitiva; valutazioni poco vantaggiose per raggiungere l'obiettivo principe di ogni gara: divertirsi ed arricchirsi grazie allo sport che si ama.  La parentesi più bella e divertente è stata  sdraiarsi al sole sulla terrazza del palazzetto, con la musica dal vivo di un gruppo torinese giocoso ed allegro, i monelli antonelliani,  che vorrei ad ogni arrivo per la simpatia e la bravura. Ma va tutto bene e lo sport è il migliore degli svaghi. W gli orchi, ovunque corrano, ovunque siano.

sabato 13 febbraio 2016

VXT#1: Valle Susa Extreme Adventure (Last) Chiusa-Sagra S.Michele-Avigliana-Moncuni-Rivoli 13 Febbraio 2016

Foto VXT#1 Last

Un sogno che non viene interpretato è come una lettera che non viene letta. (dal libro del Talmud) 

Dalla relazione dell'OgreDoctor

difficoltà: E
quota partenza (m): 370 – Chiusa San Michele
quota massima (m): 893 - Punta della Ancoccia
Lunghezza (km): 28
dislivello complessivo (m): 1030D+
punti appoggio: Avigliana






Immaginate di aver percorso 300 km e di essere arrivati al Colle della Croce Nera. Alla vostra sinistra si spalanca lo spettacolo maestoso della Sacra di San Michele, guardiana secolare dell'imbocco della valle. Mancano poco meno di 30 km e un migliaio scarso di metri di dislivello positivo per arrivare alla destinazione finale: il Castello di Rivoli. Dalla Sacra possiamo vedere da dove siamo partiti (Casellette) e ripercorrere nella mente le innumerevoli salite e discese che ci hanno portato fino a questo punto.
Oggi abbiamo giocato ad essere finisher di questo bellissimo percorso, immaginando le ali di folla festante sul viale che porta al Castello di Rivoli, assaporando la gioia di passare sotto l'arco che segna la fine del viaggio: il traguardo finale.

Il percorso dalla Sacra fino ad arrivare a Rivoli segue fedelmente il sentiero dei Principi o via del Pellegrini (VP sulla cartina Fraternali). Il tratto iniziale che porta alla Punta dell'Ancoccia (da oggi possiamo dire di essere saliti anche su questo cucuzzolo di 893 m slm) e quello subito dopo fino alla case Pogolotti è stato davvero una sorpresa; un autentico sentiero balcone che si affaccia sulla valle e con una vista spettacolare sul Monte Pirchiriano e la Sacra. San Pietro con i tetti imbiancati dalla spruzzatina di neve fresca sembrava un presepe.
Si arriva veloci con una quindicina di km al lago piccolo di Avigliana, dove attraversata la provinciale, all'altezza di Borgata Sada, riprendiamo a salire verso la vetta del Monte Cuneo. La cima è modesta, ma il panorama è sempre magnifico. Brevissima sosta e ci ributtiamo in discesa verso Borgata Fiori e la Chiesetta Madonna della Pietà. Un po' di butume e riprendiamo una facile sterrata che ci porta attraverso la collina Morenica di Villarbasse e Rivoli fino al Castello.

W Gli Orchi, W La Montagna

martedì 9 febbraio 2016

SnowRace MontGenevre (Francia Monginevro) 7 Febbraio 2016

Foto SnowRace 2016
Classifica SnowRace 2016
Classifica TourDuBois 2016
Sito SnowRace
Edizione 2015

Dal racconto dell'OrcoCamola
Quest’anno, lo Snow Rave del Monginevro, ha visto protagonisti 11 orchi. In quattro hanno affrontato il percorso lungo di 22 km denominato Snow Race mentre in sette si sono cimentati sul Tour du Bois di 9 km.
Entrambe le gare si snodano su sentiero innevato con partenza e arrivo al Colle del Monginevro. Anche se si tratta di percorsi relativamente brevi la gestione della fatica in questo genere di corse è fondamentale.
Dopo mesi di siccità finalmente nevica.
Arriviamo al colle che è ancora buio, è tutto molto suggestivo.
Dobbiamo solo tenere d’occhio gli spazza neve i quali, nello svolgere il loro lavoro, sfiorano macchine e persone.
Pettorali, caffè, torta, vestizione ed eccoci alla partenza.
E’ impossibile stare fermi; il vento aumenta la percezione del freddo e la neve sulla faccia fa tenere la testa bassa.
Si parte.
Bisogna stare attenti. Sotto lo strato di neve fresca in alcuni tratti si sente del ghiaccio. Dopo un primo tratto di discesa i percorsi delle due gare si dividono. Il Tour du Bois risale mentre lo Snow Race scende fino a raggiungere Briancon.
In salita non si sprofonda e riesco a correre.
La continua ricerca dell’equilibrio mi spinge a stare il più possibile centrato. E’ una bella sensazione: le gambe lavorano e piano piano il battito e il respiro diventano regolari. Non mi capita sempre a volte arranco e basta.
Mi sento bene e correre in questo bosco sotto una fitta nevicata mi rende felice.
Davanti so di avere OrcoRusso (al traguardo 12° assoluto) mentre a poca distanza mi segue OrcoZoppo.
OrcoVale rimedia in partenza una bella storta ma nonostante il dolore alla caviglia non rinuncia al ‘richiamo del bosco’.
OrcoJoack e Orco730 si fanno sorprendere dall’arrivo: “no … già finito!”.
Il ben allenato OrcoSciamano taglia il traguardo più che mai brillante.

Il trail è organizzato dall’associazione Courir en Brianconnais.
Ogni anno promuovono quattro eventi di grossa portata tra cui la storica mezza maratona Nevaches-Briancon.
Le premiazioni sono presenziate dalle autorità locali che, evidentemente riconoscono queste iniziative come una risorsa per il turismo.
Tre gli Orchi premiati sulla 9 km.
Ottimi anche i nostri risultati sulla 22km tra cui OrcoPablito 4° di categoria e OrcoKambu 44° assoluto.
Si narra poi che OrcoPolare reduce dal Cimento Invernale nel Po’ non abbia resistito al richiamo del fiume ghiacciato (La Durance) e che OrcoSherpaMazzinga ricordando la sua missione abbia tracciato una pista nella neve fino al mare.
Ma questa è leggenda, come leggendari sono i nostri personaggi e come spesso accade nelle storie fantastiche la verità non verrà mai rivelata.

W gli Orchi


domenica 7 febbraio 2016

Sci di fondo 35° Marcia Gran Paradiso Cogne (Ao) 7 Febbraio 2016

Foto 35° edizione Marcia Gran Paradiso
Classifica 35° edizione Marcia Gran Paradiso
Sito Marcia Gran Paradiso

34° edizione Feb 2014
31° edizione Feb 2011

Dal racconto dell'OrcoPinoR

Preparazione alla Marcia
Per riuscire a chiudere decentemente la Marcia Gran Paradiso, occorre mettere nelle gambe un po di chilometri con gli sci stretti.
Quest'anno la cosa è stata molto complicata a causa della mancanza della neve arrivata solo ad inizio Gennaio 2016.
Quattro uscite in tutto per 100 km. Due in valle Clarea in Francia. Piste partenti da Les Albert appena dopo il colle del Monginevro. Foto Nevache Gen 2016
Un'uscita a Cogne con OgreDoctor, con neve perfetta. Foto Cogne Gen 2016
Un'uscita a Usseglio(To) con un piste appena praticabili. Foto Usseglio Gen 2016
Il compendio per i muscoli del tronco l'ho completato in home-Training con pesi e Kettelebell.

La Gara
La mia prima nel 2014 di quelle che non si scordano mai.
Nel 2015 la manifestazione è saltata causa la mancanza di neve, cosi che mi ritrovo iscritto di diritto per il 2016. Come mancare?
Salito a Cogne il sabato 6 Febbraio 2016 questa volta con al seguito cognato&cognata, ma sempre lo stesso Hotel Miramonti dove ti senti un ospite d'eccezione.
Le previsioni meteo davano neve già dal Sabato 6, ma del bianco manto neanche l'ombra.
Il mattino di domenica 7 Febbraio 2016 metto il naso fuori dalla finestra e ... miracolo nevica.
Prima lentamente e poi dalle 8 più copiosamente. Dilemma, come sciolinare gli sci?
Immagino gli Ski-men impazziti, non per la neve che era attesa, ma per la consistenza dei cristalli di ghiaccio che arrivano giù grossi come monete.
Neve pesante, di quelle che fai fatica ad avanzare con le assicelle.
Io il problema l'ho risolto la sera prima, Di soppiatto mi sono infilato in una stalla di Cogne e ho fatto dare una bella leccata, ai miei sci, da una simpaticissima vacca pezzata Valdostana dal nome Guendalina.
Scherzo naturalmente, avevo dato, il mattino di sabato, una passata di paraffina RODE e alla parte di tenuta ho dato una grattatina con una carta vetrata finissima da legno.

alle 9.30 sono sul campo gara, testo i miei sci sembra vadano ... sembra.
alle 9.50 con il numero di pettorale 325, sono nel gruppo centrale. Che onore. Davanti a me alcuni scandinavi. Dietro di me tedeschi e francesi.
Sono 17 i paesi del mondo rappresentati. Questa edizione entra nella campionato Europeo  Euroloppet
Controllo ancora gli sci e ... accidenti eccolo lo zoccolo di neve, non quello di Guendalina, che si è formato sotto i miei sci. Li tolgo e con la carta cliente plastificata della Crai li pulisco ben bene.
Non sono l'unico ad avere lo zoccolo, mal comune mezzo gaudio.
Ottocento gli atleti alla partenza tra la 45km e la 25km a tecnica classica. Partenza sul prato di Sant'Orso.
Dopo un giro sul pratone ,di 5km, eccoci alle difficili discese di Epinel, terrore dei neofiti fondisti.
Le discese di Epinel non perdonano.
Dopo il ristoro di Epinel, nella discesa finale, prima di risalire a Cogne, ho visto ahimè un atleta cadere e rimasto riverso faccia in giù. Non dava nessun segno di vita.  Abbiamo chiamato i soccorsi e siamo ripartiti.
La risalita a Cogne e in Valnontey ci porta al 25km. Al giro di boa di Valnontey sono costretto a fermarmi per eliminare lo zoccolo di neve formatosi sotto gli sci.
La neve fitta avvolge tutto, paesaggi da favola.
Fredda la discesa a Lillaz e fredda la risalita a Valleile.
Si perde quasi l'orientamento con la neve che scende, la nebbia e il manto bianco. Le discese si cerca di indovinarle.

Arrivo al traguardo in 4h e 1min peggiorando di sette minuti la prestazione del 2014 ... ma la neve non perdona e la chimica delle scioline fa la differenza.
Lasciamo Cogne, sotto una generosa nevicata, augurandomi il ritorno per il 2017.


martedì 2 febbraio 2016

117° Cimento Invernale tuffo fiume Po Torino 31 Gennaio 2016

115° Cimento Gennaio 2014

Dall'estratto dell'OrcoPolare


117° CIMENTO INVERNALE NEL FIUME PO LA CARICA DEI 101

101 come gli impavidi ORSI POLARI partecipanti alla 117° Edizione (Record assoluto)


101 come le volte che ti chiedi : Perchè sono qui ??

101 come le motivazioni che cerchi di darti !

101 come le motivazioni che… non trovi

101 come le volte che lo rifaresti !

W GLI ORSI POLARI !


lunedì 1 febbraio 2016

VXT#1: Valle Susa Extreme Adventure (1 tappa) Caselette - Musinè - Monte Curto - Arpone- Civrari 31 Gennaio 2016

Foto VXT#1: Valle Susa Extreme Adventure (1 tappa)

Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni.
(Jeremy Irons)

Dalla relazione dell'OgreDoctor





difficoltà: EE
quota partenza (m): 380 – Casellette – Piazza Conte Cays
quota massima (m): 2234 - Punta della Croce (Civrari)
Lunghezza (km): 31
dislivello complessivo (m): 2950
punti appoggio: Rifugio del Colle del Lys




Il periplo dell’intera valle Susa partendo da Casellette con la salita del Musinè per raggiungere Rivoli con il suo magnifico castello è il sogno.
Un sogno lungo 300 chilometri con 25.000 metri di dislivello positivo.
In molti lo definirebbero un incubo!

Quello di oggi è stato un assaggio, l’inizio del viaggio: 23 km e 2900 metri di dislivello circa per arrivare da Casellette alla Punta della Croce, dove la traccia al momento si interrompe.
dalla cima del Civrari abbiamo rivolto lo sguardo verso la Lunella e più in là verso il RocciaMelone, intravedendo i sentieri da percorrere per arrivarci.
La prima tappa si snoda nel catino della Val Messa, mantenendosi il più possibile in cresta, in senso contrario, rispetto a quanto siamo abituati a fare durante la Maratona Alpina di Val della Torre.
E così, alternando sudore a facezie abbiamo salito il Musinè, il Monte Curto e l’Arpone passando dal Santuario della Madonna della Bassa per poi scendere verso il Colle del Lys.
Breve sosta per mangiare qualcosa e via verso il Colle della Frai, aggirando gli impianti di risalita, tristemente privi di neve.

Dal colle della Frai si sarebbe potuto salire il Rognoso e scendere al colletto che separa questa piccola cima dalla cresta Est del Civrari, risparmiando teoricamente del tempo e dei chilometri, ma come recita bene il nome è una montagna “rognosa” da salire.
Optiamo per il sentiero che passa sotto la Falesia di Mompellato, incastonato in un magnifico bosco di faggi secolari, che ci mena alla Borgata Suppo.
Da questa piccola borgata parte il sentiero per il colletto, oggi ritracciato di fresco. La tracciatura finisce poco sopra le Muande Nubbia, una vecchia baita ormai distrutta. Buttando l’occhio a destra della baita si vedono degli ometti che si mantengono sulla destra del canalone e che raggiungono il colletto. Si può, comunque, salire dritto per dritto avendo il colletto a vista.
Il dislivello in cima al colletto prima di attaccare la salita della cresta Est è gia di circa 2500 metri e il primo pezzo della salita si presenta piuttosto ripido. Sono le prima uscite dell’anno con dislivelli e chilometraggi così severi e le gambe cominciano a presentare il conto.
La cresta è in alcuni punti affilata, ma mai esposta e pericolosa, per cui si raggiunge la cima con le sue due croci di vetta, agevolmente.
Ci gustiamo la solitudine e il paesaggio. La realtà supera sempre il sogno!

Sono ormai le due del pomeriggio e le ore preventivate per “la passeggiata” si sono moltiplicate.
Decidiamo di evitare la salita alla Sapei e al Rocca Sella e di scendere alla Borgata Comba di Celle con il sentiero di Fontana Barale.
Dopo 9 ore e 31 km arriviamo a destinazione, recuperando la macchina che avevamo lasciato la sera precedente e con la quale raggiungiamo la località di partenza: Casellette.
Siamo tutti e quattro stanchi, ma soddisfatti.
L’appuntamento, dunque è al disgelo quando le vette che ci si parano davanti in cima al Civrari saranno sgombre da neve!.
Un'altra bella giornata di amicizia e montagna.


W Gli Orchi