sabato 25 luglio 2015

Tour Val Germanasca Ghigo di PralyTo) 25 Luglio 2015

Foto Tour Val Germanasca 2015

Dal racconto dell'OrcoBee

Provenendo dalla frequentazione delle montagne con “piede escursionistico” sabato scorso  ho potuto apprezzare l’aspetto più positivo della corsa in montagna o trail, che grazie agli amici Orchi ho cominciato a praticare un paio di anni fa.
Avevo infatti più volte frequentato la Val Germanasca, sia d’estate che d’inverno. Secondo la mia modesta opinione rappresenta uno dei più bei posti in Piemonte, un angolo  appartato e seminascosto, incastrato tra la Val Chisone e Pellice.
Il fondo valle è stretto e buio, appena dopo Pomaretto sembra che non si debba passare più. Poi però, sorpassata la zona delle miniere di Talco ed arrivati nella bella conca di Praly lo scenario cambia e l’alta valle si apre proponendo un anfiteatro naturale molto vario dove riescono a trovare posto alpeggi, laghi, impianti di risalita ma anche qualche punta degna di nome (Bric Buciè tra tutti).
Con andatura da escursionista occorre però scegliere. La zona della Rocca Bianca o Cima delle Liste (splendide in inverno con sci o ciaspole); il cappello di Envie o la zona dei Tredici Laghi; Il rifugio Lago Verde e la Gran Guglia. Con un pezzo di corda si può fare il Bric Buciè oppure fare una traversata verso Abries nel Parco del Queyras Francese.
Con un paio di scarpette, ed un po’ di allenamento, sabato scorso, con gli altri orchi: doctor. Ing, 730 e Greg, al secolo Antonio, Mauro, Gabriella e Giuseppe, siamo  inveceriusciti a percorrere quasi tutto il ventaglio di montagne che circonda Praly, per una trentina di km e quasi 2000 metri di dislivello.
Lasciata la macchina a Ghigo di Praly, per una strada asfaltata siamo arrivati a Indiritti, poi su sentiero fino al lago di Envie dove si incrocia la splendida mulattiera che collega la Rocca Bianca con i Tredici Laghi e poi, superati gli impianti di risalita ed i successivi baraccamenti siamo arrivati al Colle Giulian.

Dal Colle Giulian si può sceglere se effettuare un giro “per cime” o “per colli” di un kilometraggio tutto sommato simile ma risparmiando un po’ di dislivello se si scelgono i colli
Noi abbiamo deciso di valicare i colli ed abbiamo  corso su una lunghissima balconata che  con qualche strappo qua e  la oltrepassa i colli del Loup, di Brard e di Villaforcia e poi ritrovarsi sopra il rifugio Lago Verde (con brevissima salita sulla pietrosa Gran Guglia).
Il rifugio, in riva al lago è un buon punto d’appoggio, dove  noi dopo 5 ore e ventidue km  circa abbiamo divorato panini e fette di torta. La discesa verso Bou du Col può avvenire sia sul versante destro che sinistro del torrente (il sentiero è un po’ più trascurato ma comunque visibile).  Da Bou  du  Col  ci siamo poi diretti verso la frazione Giordano, a monte di Ghigo per evitare di dover fare la strada sterrata. Da Giordano, in 1,5 km di asfalto si ritorna poi a Ghigo dopo una splendida cavalcata di 31 Km .
A Ghigo, in centro paese non ci rimane che utilizzare nel miglio modo possibile la fontana e la relativa vasca…piedi e gambe a mollo!!
Ah dimenticavo, non è vero che per forza la corsa tralascia aspetti importanti della frequentazione in montagna. Noi abbiamo potuto osservare caprioli, una pernice che si è staccata in volo sopra la nostra testa, ammirare la splendido lavoro di ingegneria dei muri a secco della mulattiera/sentiero gta, fare scorpacciata di gustosi mirtilli e fragoline e scambiare due chiacchiere con la gentilissima gestrice del rifugio.
W la Montagna, W gli orchi


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