mercoledì 26 novembre 2014

Iscrizioni 2015 GLI ORCHI TRAILERS ASD


Dal 15 Novembre 2014 aperte le iscrizioni alla Società Gli Orchi Trailers ASD tutte le info su:

Modulo Iscrizione
Come Iscriversi e Regolamento


domenica 16 novembre 2014

Turin Marathon 16 Novembre 2014

Foto Turin Marathon 2014 Race
Foto Turin Marathon 2014 Follower
Classifica Turin Marathon 2014
Sito Turin Marathon

Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Edizione 2010

Ringraziamento dell'OrcoDavid agli Orchi ovvero della capacità di cambiare abitudini.

Qualcuno pensava che costanza, allenamento e divertimento non potessero mai andare d'accordo;
Qualcuno pensava che certe distanze e certi dislivelli non potessero essere affrontati;
Qualcuno pensava che è così bello correre da soli, parti e ti fermi quando vuoi;
Qualcuno pensava che certi limiti sono proprio nella tua natura ed è velleitario anche solo provarci;
Qualcuno pensava che solo la iperspecializzazione in questo mondo paga;
Qualcuno pensava che in fondo in fondo non c'è nessuno che abbia veramente voglia di insegnarti;
Qualcuno pensava che certe cose sono solo per super-uomini / mega atleti;
Qualcuno pensava che fare una maratona sotto le 3h e 45' fosse lontano anni luce dalle proprie possibilità.

Poi...vennero gli Orchi

Che pensavano ad allenarsi senza mai far mancare il lato gioioso della cosa;
Che pensavano che tutto si può fare con volontà e tenacia;
Che pensavano che correre da soli va bene, ma in compagnia è meglio;
Che ti dicevano che i limiti sono fatti per essere almeno affrontati, e magari superati;
Che andavano in di corsa, in bici, con gli sci, con le scarpette, su montagne, sentieri e  strade;
Che ti davano retta e pochi, pratici ed utili consigli senza boria;
Che erano e sono persone assolutamente normali e per questo straordinarie;
Che ti dicevano: “guarda che 3h e 45' è assolutamente nelle tue possibilità”

Insomma, di sicuro se corri con gli Orchi non vai automaticamente più forte, ma se ci metti la grinta qualche soddisfazione, anche sportiva, te la togli.

PS: non mi sono mai piaciuti i ringraziamenti pubblici, preferisco quelli fatti in privato, ma mi sia consentita un'eccezione per ringraziare in particolare l'OrcoCamola nella sua veste di allenatore/motivatore/ciclista-accompagnatore/gelfornitore. Grossa parte del merito di una delle mie più grandi soddisfazioni sportive è suo.

Grazie agli Orchi!

W gli Orchi!

Dall'intervista all'OrcoMegaFlex

D: 28° edizione della Turin Marathon con tracciato identico al 2013. Dopo una stagione estiva di corse in montagna, ti vede al nastro di partenza in piazza S.Carlo. Perchè fare una gara di 42.195 metri su asfalto, cosa si attira.
R: Ogni tanto mi piace confrontarmi con questa distanza su strada, la uso come banco di prova. Con la maratona non puoi sfuggire o trovare scuse, la distanza è quella e le condizioni meteo se non sono proprio avverse sono poco influenti sul tempo finale, mentre con le gare in montagna le condizioni meteo sono troppo influenti per poter fare un confronto con le prestazioni precedenti.
La maratona poi mi da delle belle sensazioni, specie quando riesci a correre a un bel ritmo senza faticare troppo. Ma solo quando trovi la giusta combinazione  tra falcata,respirazione e tutti i movimenti del corpo...sembra quasi di rotolare.

D: Come giudichi la logistica ed il nuovo tracciato della manifestazione.
R: Per la logistica non posso dire nulla, mi sembra che abbia funzionato tutto bene. Il tracciato non mi piace moltissimo preferivo quando si saliva a Rivoli e si scendeva facendo c.so Francia. Bello l'arrivo in piazza Castello dopo aver fatto tutta via Roma.
D: Avevi già partecipato ad altre maratone? Quale il tuo miglior tempo.
R: Questa è la mia quarta maratona, tutte corse a Torino. Il mio personale è praticamente identico a quello conseguito domenica (2H 59min ndr).

D: Quale personaggio tra i partenti ti ha colpito particolarmente, si vede gente addobbata con qualsiasi cosa.
R : Tra i vari personaggi uno in particolare mi ha colpito ed è un ragazzo che ho incontrato anche nelle edizioni passate ma che sicuramente conosci anche tu, si tratta di quell'individuo che corre scalzo.
Alla partenza un podista alle mie spalle, 5 secondi prima del via, si stava lavando i denti.....Non ho avuto il tempo di chiedergli il perché, ma lo spazzolino era quello di un bambino, forse quello regalatogli dal figlio...
D: Qual'e' stato il tratto del percorso dove hai trovato maggiori difficoltà o il momento di crisi che in una maratona spesso arriva.
R: Ho avuto una bella crisi dal 30º al 35º, la prima che mi capita ( eheh l'età ) durante una maratona. Non avevo più energie mi sentivo "m o l l e" ma dopo il ritiro all UTMB (Ultra Trail du Mont Blanc 176km 9200D+ ndr) non avevo nessuna voglia di rinunciare e così mi son detto : non è difficile, non devi fare nessuna impresa particolare devi solo continuare a correre come hai fatto fino a poco fa. Poi quando ho iniziato a vedere i cartelli 36 ,37 km ho recuperato il distacco che i palloncini delle 3 ore mi avevano  dato.

D- Per fortuna gara asciutta ma dopo le piogge dei giorni precedenti come ti saresti attrezzato per una gara bagnata.
R: La gara per fortuna è stata asciutta  e nel caso di pioggia avrei messo solo il cappellino con la visiera per evitare le  fastidiosissime gocce di pioggia che ti costringono a socchiudere gli occhi.
D: Come ha trovato la risposta del pubblico, dei paesi limitrofi e dei torinesi che hanno subito il blocco stradale cittadino.
R : Di pubblico a parte via Roma ne ho visto poco e freddo, forse anche per il cattivo tempo che c'è stato fino alla notte precedente. Stamattina una mia collega mi ha detto : "io vi ammazzo ! ieri per andare al centro commerciale le Gru di Grugliasco(To), ho dovuto fare il giro del mondo perché era tutto bloccato".
Questo per far capire che spirito hanno alcuni torinesi nei confronti di eventi sportivi che per qualche ora modificano la viabilità.

D: Cosa ne pensi del terzo tempo... cioè ristoro finale , docce, premi...ect.
R: per quello che riguarda il terzo tempo non posso dire nulla perché sono andato via praticamente subito.

D: Quali sono i tuoi prossimi programmi sportivi da qui a fine anno.
R :Mi piacerebbe partecipare alla gara serale di Sansicario, la grolla con gli orchi in notturna sul monte Musinè e  poi spero di fare qualche bella sciata.

Grazie OrcoMegaFlex e buon inverno

Dal racconto dell'OrcoCamola
La contrattura al polpaccio che mi sono procurato al Val Susa Trail non mi ha permesso di partecipare alla tanto desiderata Turin Maratona 2014.
In settimana ho provato a correre ma dopo pochi km il dolore ritornava forte.
Pazienza, peccato, capita... ma va #@zz###!!!. Chiaro no?

Comunque, anche senza gareggiare , all'appuntamento non posso mancare sopratutto per tifare gli amici Orchi con cui ho condiviso gli allenamenti nei mesi scorsi.

Alle 9.15 di domenica 16 dicembre sulla ciclabile che da Rivalta raggiunge Stupinigi due orchi (OrcoMagoo e OrcoCamola) sfrecciavamo a tutta velocità seminando il panico tra podisti,
camminatori, passeggiatori di cani per raggiungere l'ingresso della Reggia di Stupinigi, per l'occasione il km 20 della maratona.
Non so perchè, ci sono dei momenti nei quali mi rendo conto di essere fortunato e sono contento. Questo è uno di quei momenti.
A Stupinigi giusto il tempo di un caffè ed ecco arrivare i primi atleti. Kenioti ovviamente. Che spettacolo. Ci diamo da fare con il tifo e la poca gente presente sembra reagire anch'essa.
Ecco OrcoCiccillo ed di li a breve OrcoDavid. Caspita li vedo veramente bene. Concentrati, sciolti e
soprattutto 'piedi reattivi'. Bene, bene, buon segno.

Poco dopo ecco OrcoTaverna e il President anche loro tranquilli e di buona andatura.
Risaliamo in sella e cominciamo a seguire i nostri soci cercando di non dare fastidio a gli altri maratoneti. Enrico rimane con Pino ed Andrea mentre io decido di seguire David.
Marcello e Gaetano vanno come dei treni ... difficile da seguire anche in bici.
Che dire, anche senza correre, ho vissuto una bella esperienza. Vedere i tuoi compagni di squadra centrare tempi importanti è stata proprio una bella soddisfazione.
L'ingresso nel rettilineo finale è completamente transennato e con la bici non posso passare.
"Vai David ! Adesso goditela". 
In fretta parcheggio la bici e mi infilo nella folla che a destra e a sinistra di via Roma incita chi sta per concludere la sua fatica. Oggi tocca a me dare un contributo ad un arrivo da 'pelle d'oca' come quello della Turin Marathon; ed allora, con tutto il fiato che ho: "daiiii, forzaaaaa, braviiii".
W la Maratona.
W gli Orchi.


sabato 15 novembre 2014

29° Venice Marathon 26 Ottobre 2014

Foto Venice Marathon 2014
Classifica Venice Marathon 2014
Sito Venice Marathon

Dal racconto dell'OrcoProf
Prologo
Dalla finestra del suo appartamento Francesco guarda il mare in direzione dell'alba. A qualche chilometro dal suo grattacielo-palafitta sorgeva prima dell'Era Tropicale la grandiosa città di Venezia. L'innalzamento del livello del mare l'ha sommersa. E la tempesta solare dell'anno 2124 ha cancellato ogni memoria digitale. Per questo rimane solo qualche testimonianza su carta della città che sorgeva in quella che si chiamava la Laguna Veneta. Pare che vi fossero ospitati alcuni dei palazzi più belli del mondo, tenuti in piedi da fondamenta di pali di pino. E che le case fossero separate da poco profondi canali d'acqua navigati da strane imbarcazioni nere con fondo piatto chiamate gondole.
Il ragazzo stringe tra le mani un mazzetto di fogli di carta rilegati. Contiene gli scritti di un suo avo che prima che l'attività fisica venisse bandita dai governi di quasi tutte le città-stato del mondo (Padua compresa) aveva intrapreso una corsa competitiva di 42.195 metri che si teneva ogni anno proprio nei pressi della città ora sommersa. Nel diario Francesco può leggere il racconto della corsa:
”Così un anno dopo la prima maratona corsa nella mia città decido di partecipare alla Venice Marathon, forse una delle corse su strada più suggestive al mondo. Ne approfitto per un weekend romantico nella città della Serenissima e dintorni. La corsa infatti parte da Villa Pisani nel comune di Strà, sulla cosiddetta Riviera del Brenta, il canale lungo 36 km sulle cui rive sorgono bellissime ville.
Alloggiamo quindi a Dolo, cittadina situata a pochi chilometri dalla partenza della corsa e che permette di raggiungere Venezia molto comodamente in treno o in autobus.
Il ritorno all'ora solare nella notte che precede la gara ci regala un'ora di sonno in più che per l'eccitazione della corsa non riesco a sfruttare appieno. Raggiungendo la partenza accompagnato in auto da Julius, che alloggia nel nostro stesso albergo e che ha preferito Venezia alla casalinga Francoforte, percorriamo all'inverso la strada che faremo a piedi e non vedo l'ora di partire.
L'attesa della partenza nelle gabbie è per questo snervante nonostante il buon intrattenimento studiato dall'organizzazione. Una volta sentito lo sparo i chilometri passano veloci lungo la Riviera e sono ancora abbastanza lucido da godermi l'attraversamento delle cittadine di Dolo e Mira e la vista delle ville situate lungo il canale. In questa fase quasi non faccio fatica spinto dal tifo della tantissima gente lungo il percorso e che leggendo il nome sul pettorale mi regala di tanto in tanto un incitamento personalizzato.
Dopo una ventina di chilometri abbandoniamo il canale per virare verso Nord ed attraversare la zona industriale di Marghera dove si taglia il traguardo della mezza maratona. Chiaccherando con altri concorrenti ed in particolare con Sergio, trasferitosi da Venezia a Padova qualche anno fa, superiamo il chilometro 25 e comincio a sentire le gambe un po' più dure forse a causa delle passeggiata turistica del giorno prima ma tengo duro spinto dalla folla veramente incredibile di Piazza Ferretto a Mestre. Mi gridano che Venezia non è lontana ed infatti entrando nel Parco San Giuliano mi volto a sinistra e vedo i campanili e le cupole della città lagunare. La loro vista mi regala qualche energia necessaria per approcciare al temutissimo Ponte della Libertà. Quattro chilometri che collegano la terraferma al centro storico. I campanili sono sempre più vicini ma il ponte sembra veramente infinito fino a che mi trovo alla destra delle gigantesche navi da crociera ferme nel porto.
Il finale è comunque una passerella di sofferenza ma di emozioni: provo a scattare su ognuna delle tredici passerelle sui ponti del centro storico, più per la paura di essere bloccato dai crampi che per provare a migliorare la mia prestazione.
Dopo aver percorso il suggestivo ponte di barche sul Canal Grande entro in Piazza San Marco e percorro Riva degli Schiavoni con il solo intento di ricevere l'applauso di mia moglie che effettivamente mi aspetta sul penultimo ponte. Il traguardo è ormai a pochi passi e per la prima volta lo taglio quasi camminando: il tempo sul cronometro è di circa 8 minuti superiore al risultato dello scorso anno ma per il modo in cui ho corso sono più soddisfatto che a Torino.
Negli istanti che seguono mi chiedo come sempre perchè l'ho fatto e penso al fascino di una corsa che parte durante tutti i piacevoli allenamenti che devi sostenere per arrivare in fondo, alla scusa che la gara mi ha dato per visitare questa città, all'incessante tifo delle persone che hanno voluto regalare un incoraggiamento a tutti i maratoneti e all'emozione che provo ogni volta che vedo un compagno di avventura tagliare il traguardo mano nella mano con il proprio cucciolo di uomo.
Ho imitato Fidippide per tutto questo ma soprattutto per il sorriso pieno d'orgoglio di mia moglie Valentina dopo il traguardo. Probabilmente quello che mi spinge è la forza della natura più potente che esista: l'amore.”

Francesco finisce di leggere ed un pensiero lo tormenta: forse,se gli uomini avessero amato di più la Terra, avrebbero evitato il riscaldamento globale e sarebbe ancora possibile visitare la magica Venezia.

domenica 9 novembre 2014

ValSusa Trail Chiusa s.Michele(To) 9 Novembre 2014

Foto Valsusa Trail 2014
Classifica ValSusa Trail 2014 Corto
Classifica Valsusa Trail 2014 Lungo
Sito Valsusa Trail

Edizione 2013

Dal racconto dell'OrcoLento ovvero 
LE AVVENTURE AGGHIACCIANTI DA FONDO CLASSIFICA

Salve a tutti, sono un neo-Orco.
Domenica durante il ValSusa Trail mi hanno battezzato OrcoLento, per la mia peculiarità. Ebbene si sono una chiavica, specializzata però, da anni corro trail, tutti conclusi sistematicamente in fondo alla classifica.
Il fondo classifica, un mondo a parte, per molti umiliante, per me invece un vero  e proprio tesoro d'elite, costituto da corridori / camminatori al limite della sanità mentale del quale non riesco a fare a meno.
Al gruppo degli Orchi, che tutti conoscono come preparati, arcigni e vincenti, mancava un tale esemplare,ed è per questo che oggi vi racconterò la mia avventura al VALSUSA TRAIL tra i corridori negli abissi del fondo classifica.
Bene parto con l’OrcoSmigol, anche lui neo acquisto, alla volta del Valsusa Trail.
Partenza  da Chiusa S. Michele. Come sempre il mio socio, molto più competitivo  e preparato di me, mi conforta e mi dice “ dai oggi corriamo insieme, tranquillo stammi vicino che ti porto su” .
Lo conosco da anni non ce la fa a seguire la mia andatura tranquillotta, infatti suona la sirena, parte la gara e dopo 4 secondi netti lui parte all'impazzata e mi dice “ dai minchione!!” con dito medio alzato, mentre io devo ancora capire da che parte è la direzione di corsa.
Ma non mi scoraggio, sono abituato e quindi inizio la mia avventura tra i reietti, mentre vedo che il serpentone si assottiglia sempre più.
Molti di voi non lo sanno, ma quelli che corrono nelle ultime posizioni hanno i loro punti fissi, uno di questi lo chiamiamo “ il profeta”, adesso vi racconto di lui, siamo sulla salita di S. AMBROGIO, 
Siamo sull' antica mulattiera che porta alla Sacra di S. Michele, tosta almeno per noi tranquillotti, ma non possiamo mollare perché sentiamo la voce del “profeta” un corridore sulla sessantina, preparato, veloce ma soprattutto motivatore. Per tutta la salita non smette di parlare, incitare, inveire e soprattutto divertire.
Alcuni esempi? Ad uno che di ferma per riprendere fiato, il profeta urla “Non devi pensare! non guardare avanti, non guardare indietro, guarda ad oggi!!! Testa bassa e insistisci!!!”. Ad uno che ansima dalla fatica, il profeta lo incita dicendo “ NO non mollare, respira con la testa, stammi vicino a me,  andiamo  a vincere!!!” e noi da sotto “ e vinceremo!!!”. Il profeta ci redarguisce  “ non fate i cretini li giù, che la salita è traditora!!”
Ad un altro al cellulare gli dice” concentrato pensa a correre!”, il corridore risponde “ ma è mia moglie” e il profeta con gli occhi di brace“ ma quale moglie e moglie, qui siamo in guerra, va avanti e guarda in basso!” il corridore divertito lo stuzzica “ ma così non vedo dove vado!”  e il profeta indispettito “ non fare lo spiritoso ritmo ! che alla moglie ci pensa l’idraulico!”.
La salita prosegue che neppure ci accorgiamo della strada, il profeta monopolizza la nostra attenzione, e poi accade il grande affronto, che segna il passo, un corridore supera di slancio il profeta e lui a noi” tranquilli, che adesso lo andiamo a prendere  a noi, quello scoppia e se non scoppia lui, lo facciamo scoppiare noi!”
Saliamo sulla Sacra, primo ristoro,  il profeta ha ormai preso il volo. Il gruppo delle ultime fila si assottiglia per capacità a e attitudine, prendiamo il sentiero del Principe ed ecco che si forma come in tutte le gare, il gruppetto con il quale arriverai dopo 4 ore al traguardo.
Siamo io, un ragazzo alla prima uscita trail e un fungaiolo sulla cinquantina, il passo è molto riflessivo, piove ma siamo talmente lenti che ci bagniamo meno degli altri.
S'incomincia la seconda salita verso frazione Basinatto, ci iniziamo a conoscere. E' bello sapere la motivazione che spinge ognuno di noi. Io faccio trail per fare foto, il ragazzo si è cimentato nel trail, solo perché la sua fidanzata è un'atleta da classifica e lui non voleva essere da meno  … anche se la corsa più lunga che abbia mai fatto è di 5 km al parco Ruffini ( cosa non si fa per una donna !) , e poi c’è il fungaiolo, che confessa , con quella antica sincerità degli uomini di montagna” sapete , sono venuto solo per non sentire mia moglie stamattina, preferisco avere i reumatismi da pioggia” … che compagnia.
Arriviamo ad una frazione Bennale, altro ristoro, qui incontriamo una gentile signora che nell’ordine ci offre mele del suo orto, biscotti fatti da lei, marmellate, pane , zollette di zucchero come se piovessero e ancora frutta,  quindi torta…..non ci molla…
Dopo 15 minuti di pausa, prima di ripartire ci prega “prendete almeno l’ultimo cako dell’orto” e così la compagnia dei 3 più il cako proseguono il viaggio. ( è bello vedere tanta generosità anche per noi reietti).
Continua a piovere ma noi ciarliamo con la tipica velocità di crociera da ipermercato, senza accorgerci arriviamo ad una bella chiesetta vicino al Folatone.  Qui due eventi cambiano la giornata, prima il ragazzo subisce uno stiramento, rallentiamo ulteriormente ( ma non si abbandona nessuno negli abissi della classifica, la fraternità e l’idiozia ci fanno da collante), poi incontriamo un vecchio, assistente di gara, il fungaiolo ci fa fermare 10 minuti a parlare di funghi con il vecchio , tipologie, zone, ricette tipiche…
Ripartiamo di buon passo , verso Presa Cattero, talmente buono che una signora di 70 anni ci supera, spronandoci “ forza siete giovani !” e noi  a lei “ siamo giovani dentro, ma fuori siamo da rottamare”.  Proseguiamo , su tutto il tragitto ci sono persone che ci incitano, ridono con noi, e intanto la pioggia si arresta un po. Paesaggi e colori splendidi!
Il passo ora è buono, anche il cako era buono, la strada nel bosco è corribile anche per noi , poi tutto ad un tratto un ammonimento netto e imperativo dal fungaiolo “ ATTENTI, FERMI !....UNA GARITULA ! “ Quindi passiamo i successivi 10 minuti a guardare il sottobosco alla ricerca dei funghi, mentre il nostro mentore fungaiolo ci enuncia i sistemi di essicazioni, ripartiamo rinvigoriti dalla immagine di un risotto ai funghi.
Non vediamo nessuno avanti,nessuno indietro, pensiamo: “ siamo primi!” Fino a che vediamo un cartello SALITA DELLA MORTE, la affrontiamo con un rosario in mano, denti stretti, il ragazzo non molla, nonostante il male ad una gamba, il fungaiolo invece ne molla una, io sono dietro….l’odore mi accompagnerà per tutto il trail.
Ribattezziamo la salita successiva “ della bestemmia” non ce la facciamo a tenere la velocità di crociera, sembriamo 3 vaporetti, la salite successiva in località Colle Braida diventa la “salita della vergogna” ebbene sì la facciamo in ginocchio.
Una signora sul tracciato, con le sue mucche, si gira dalla altra parte per non vedere un tal indecoroso  spettacolo.
Finalmente salite finite, un lungo rettilineo per chilometri, corriamo un pochino, ora piove pesantemente, il ragazzo con noi , vista una auto della assistenza,  inzuppato e dolorante accusa il colpo e ci dice “ voi andate, io mi fermo qui e mi ritiro”, il fungaiolo allora con antica saggezza afferma” scegli hai 3 possibilità o prosegui con noi, o ti abbattiamo o peggio ti mando mia moglie con la macchina”. Il ragazzo alla idea riprende il cammino al trotto.

La pioggia ora è talmente fitta che si pensava  di portare la prossima volta i boccagli per respirare, Dopo un po’,  un assistente ci dice “ DAI MUOVETEVI CHE E' ORA DI PRANZO ED IO STO ANCORA QUI AD ASPETTARE VOI ALTRI! LA PROSSIMA VOLTA PORTO IL FUCILE !”  Viste le velate minacce , decidiamo di saltare un ristoro, corriamo ancora sotto una pioggia battente, al ragazzo sono venute le branchie, io simulo uno stile libero per cercare il migliore assetto, il fungaiolo fa un pezzo di strada con noi e un pezzo di ricerca nel bosco… finora 5 garitule e 2 colombini.
Quindi dopo circa 4-5 ore noi del fondo classifica arriviamo in fondo alla gara, dove un gentile signore di origine calabrese, ci incita o meglio ci minaccia di andare veloci, non ho capito bene cosa ci ha detto, ma di sicuro non era la ricetta del capriolo con polenta, ci conforta solo l’ultimo cartello
DISCESA PERICOLOSA ATTENZIONE!,
Culate a ripetizione ma vediamo l’arrivo. Come di solito tanti applausi non tanto per le prestazioni, ma perché il nostro arrivo è un ”rompete le fila”, finalmente tutti possono andare nelle loro case.
Sul traguardo vediamo la fidanzata del ragazzo, arrivata 2 ore prima, in lacrime , felice di vedere il suo eroe che davano già per disperso.
Io e il fungaiolo ci andiamo a cambiare, comprendiamo ora come funziona la tortura della goccia, dopo 4-5 ore di “corsa” sotto la pioggia battente, non riusciamo più a sopportare il rumore delle gocce in testa. Ci cambiamo completamente e siamo pronti per raccontare le nostre vicissitudini ai posteri.
Il mio terzo tempo e il pranzo (gentilmente offerto dalla organizzazione della gara, sempre presente, attenta e disponibile) lo passo con i miei nuovi amici Orchi, brava gente, con la quale spero di passare ancora bei momenti insieme, racconto parte delle mie avventure, loro divertiti non credono ad un tale stato di insanità e soprattutto al tempo che ho messo per finire la gara, sinceramente non so quanto ci ho messo a finire la gara, ero troppo concentrato a godermi i paesaggi, la compagnia di coloro che ho incontrato e ad arrivare ultimo.



New York Marathon 2 Novembre 2014

Foto New York Marathon 2014
Sito New York Marathon

Dal racconto dell'OrcoPolare
New York, una città dove tutto puoi, se solo lo vuoi.
Una città che in un attimo ti dà tutto e che in un attimo ti toglie tutto.
Una città che non dorme mai, dove puoi dare sfogo alle tue passioni, ai tuoi desideri, dove puoi tornare bambino.
In un giorno di viaggio la raggiungi ed in un giorno l’abbandoni, ma nel tuo cuore vivrà per sempre!
Sei hai la fortuna di correrci la Maratona capisci cosa questa veramente è per i new-yorckesi : una grande festa.
Amata come Halloween, attesa come il IV Luglio, celebrata come il Natale. Un evento che mette in strada belli e brutti, buoni e cattivi a gridare ed a cantare a squarcia gola.
Non posso dimenticare l’urlo del vecchietto italo-americano: “Bravo Italia” al mio passaggio nel Queen’s o l’incitamento della ragazza posta in uno delle decine di punti ristoro presenti lungo il percorso: “Let’s go, Italia” o del negroide del Bronx che con quel grasso inglese tipicamente americano esclama: “Come on baby”.
Correre la maratona di N.Y. non è cosa da poco, è partecipare ad una festa della quale tu sei il festeggiato, il protagonista.
Senti il vento gelido che ti taglia di traverso sul ponte “Da Verrazzano” dove è posto lo start iniziale e che ti accompagna per quasi tutta la gara; senti le gambe indurirsi nelle salite dei 4 ponti che attraversi; senti la stanchezza quando entri in “Central Park” e vedi il cartello delle 24 miles e pensi di essere arrivato invece il bello sta per iniziare, ma nelle tue orecchie c’è sempre l’eco “Let’s go Italy” e questo è tutto ciò di cui hai bisogno per arrivare al traguardo, per vincere la tua maratona. Penso che ogni uomo, amante della corsa, debba una volta nella vita correre la maratona di N.Y., per se stesso, ma soprattutto per chi dedica la giornata a questo evento strepitoso: il pubblico. Non puoi capire appieno cosa essa sia fin quando non l’hai vissuta in prima persona, LET’S GO ITALIA !!
W gli Orchi

lunedì 3 novembre 2014

Escursione Lago di Viana Val D'Ala (To) 2 Novembre 2014

Foto Lago di Viana Val D'Ala

Dal racconto dell'Orco730

Da Viù,  io e due ‘ compagni di merende e di allenamenti’  saliamo fino all’Alpe Bianca dei Tornetti,  dove lasciamo l’auto per iniziare la camminata su una stradina sterrata.
Impossibile ogni volta non rammaricarsi per l’oscenità che si presenta davanti ai nostri occhi: un enorme palazzo incompiuto, adiacente l’impianto di risalita anch’esso inutilizzato e abbandonato ormai da parecchi anni (non ho neppure il coraggio di scattare una foto).
Superata la sbarra metallica e oltrepassato lo skilift,  inizia una serie di tornanti e finalmente sparisce dalla vista la costruzione obbrobriosa.

Il percorso è corribile,  ma ben presto bisogna abbandonare la strada per prendere la deviazione a sinistra, che, salendo tra prati e rocce, conduce al lago di Viana, a quota 2.206 mt.
E’ incredibile come oggi ci si possa fermare con tutta calma ad ammirare il panorama ed a scattare le foto di rito, senza sentire la necessità di cambiarsi la maglietta sudata.

Per evitare di percorrere a ritroso la medesima strada, decidiamo di procedere verso Punta Moross, perdendo quota su un sentiero a tratti pressoché inesistente, fino a collegarci alla stradina che ci permette di chiudere il giro ad anello.

La gita è complessivamente semplice, ma il cielo così sereno e il clima inaspettatamente gradevole , rendono il paesaggio splendido e la giornata molto soddisfacente. 


Trail autogestito LA CRESTA DELLE AQUILE Val Sangone(To) 1 Novembre 2014

Foto T.A. Cresta delle Aquile

Dal racconto dell'OgreDoctor

Le previsioni per il fine settimana sono incoraggianti e la mia voglia di fare il "criceto" alla Mandria rasenta lo zero. Perché non andare all'Aquila di Giaveno?! Sai che novità direte voi, Musinè e Aquila di Giaveno sono le punte più salite in assoluto, in tutte le vesti climatiche possibili e immaginabili. E invece no! Questa volta la mente diabolica degli Orchi si spingerà oltre!
Nelle innumerevoli occasioni in cui ho raggiunto la croce di vetta dell'Aquila, lo sguardo si è spesso spinto oltre, cercando di immaginare il concatenamento delle piccole cime che separano la Punta dell'Aquila dal colle della Roussa e dal Monte Robinet, passando sul filo di cresta, che separa la Val Chisone dalla Val Sangone.
La traccia sulla Fraternali da un percorso di circa 21 km e 1800 D+! Niente di impossibile! Partendo al mattino presto possiamo essere di ritorno per pranzo! (Ah ah ah...l'eco delle risate non si è ancora spento...).
Sono le 6.45 di sabato quando l'OrcoCicillo si presenta alla mia porta, ansioso di partire. Aspettiamo l'OrcoDavid e poi ci incamminiamo verso l'Alpe Colombino.
La giornata è splendida, calda e soleggiata. Le cime delle montagne si stagliano in un cielo azzurro sgombro di nubi. Procediamo tranquilli con OrcoCicillo, in splendida forma, in testa a fare il passo. Saliamo in compagnia di un lupo cecoslovacco, che scorrazza su e giù per il pendio a velocità supersonica, di tanto in tanto riportato all'ordine dai richiami del suo padrone.
Saranno le uniche forme di vita che incontreremo per tutta la durata del viaggio fino al Colle della Roussa, fatta eccezione per un branco di quadrupedi cornuti a cui abbiamo evidentemente rotto i "cabasisi" con il nostro inaspettato e chiassoso passaggio.

Ma si saranno tutti trasformati in "criceti"?!

La cresta si rivela molto bella, anche se poco corribile. L'erba è da prendere con le dovute precauzioni. Basta un nulla per scivolare. Il sentiero è ridotto ormai ad un esile traccia, che la montagna lentamente, ma inesorabilmente sta riportando alle condizioni primitive. Al contrario i segnali bianchi e rossi sembrano dipinti di fresco e ci consentono di procedere in tutta sicurezza. Non incontriamo pericoli oggettivi, solo un breve tratto leggermente esposto, che le descrizioni classificherebbero "EE", fra il colle della Meina e la Porta Sarasina.
Il panorama è splendido, selvaggio, la vista spazia a 360°: dal Re di Pietra, al Gran Paradiso e al Massiccio del Monte Rosa. Da quassù vediamo il mare di nuvole che avvolge la pianura.

Passiamo a lato de La Courbassiri e scendiamo al Colle della Roussa. Dell'OrcoLuca nemmeno l'ombra. Impegnato in un giro in solitaria dalla Balma al Robinet e alla Punta del Lago, avremmo dovuto ricongiungerci al colle. Scopriremo più tardi che abbiamo mancato di poco l'appuntamento.
Dal colle la nostra traccia prevedeva di passare per il Selleries Superiore, Palazzina Sertorio e con il sentiero Quota Mille, raggiungere il colletto del Forno e poi l'Alpe Colombino, da cui eravamo partiti.
Ma un cartello "ingannevole" al Selleries superiore, che indica un sentiero per la Palazzina Sertorio, alternativo alla normale strada, porta i tre "baldanzosi" orchi fuori strada, ma molto fuori strada...Risaliamo per quella che sembra la traccia di un sentiero fino a quasi 1900 mt, per poi arrenderci all'evidenza: abbiamo sbagliato!
Di tornare al Selleries non se ne parla nemmeno e vedendo dall'alto la Palazzina Sertorio perdiamo quota, nel senso letterale del termine, scendendo dritti in mezzo ai rododendri. Di sentieri nemmeno l'ombra.

Alla fine usciamo dal bosco e dai guai nei pressi della Statua "Liborio Ilardi partigiano" subito prima della Palazzina Sertorio. Questa costruzione dei primi anni del 900 è stata teatro durante la seconda guerra mondiale di cruente battaglie fra partigiani e truppe nazifasciste. Nei decenni successivi al conflitto mondiale venne utilizzata dalla famiglia Sertorio come base per battute di caccia per poi essere acquistata e ristrutturata alla fine degli anni ottanta dalla Comunità Montana Valsangone.
Oggi è un rifugio escursionistico aperto sia nel periodo estivo che nel periodo invernale su prenotazione e dispone di 40 posti a sedere per mangiare e di 22 posti letto. Chissà magari un interessante prossima meta per un trail autogestito che coinvolga famiglie e bambini.  
Ma ritorniamo al nostro giro. Ora viene la parte più difficile: comunicare a casa che l'orario previsto di arrivo è cambiato! Una volta realizzato che le 12.30, preventivate all'inizio, non potranno essere rispettate, perché non approfittare dell'accoglienza del gestore del rifugio?! un bel tagliere di formaggi e salame accompagnato da una buona birra e siamo pronti per ripartire.
La strada non presenta più incognite: seguiamo il sentiero quota mille, molto bello in questa stagione con il grigio argento dei faggi che contrasta con il letto uniforme di foglie secche, fino ad una strada sterrata che ci porta dritti al Colletto del Forno. Dal Colletto si può risalire a Pian del Secco e scendere all'Alpe Colombino (300 d+) o prendere un sentiero che con un leggero saliscendi recupera i 100 metri di dislivello che mancano alla fine del nostro viaggio. Scegliamo la seconda opzione e arriviamo alle macchine. Sono circa le 14.30, abbiamo percorso poco meno di 25 km e 1900 d+ in circa 6 ore. Ma sono volate. Il giro è stato veramente bello, sia nel tratto in cresta, sia nella parte in discesa dal Colle della Roussa e valeva la levataccia e l'ennesimo sabato rubato al riposo!

PS: per chi vuole è disponibile la traccia gps da seguire, mi raccomando fedelmente!!!