domenica 27 luglio 2014

Trail Sestriere (To) 27 Luglio 2014

Foto Trail Sestriere 2014 parte prima
Foto Trail Sestriere 2014 parte seconda
Classifica Trail Sestriere 2014
Sito Trail Sestriere

Sito Gli Orchi Trailers ASD

Dal racconto dell'OrcoPinoR alla 50km
Il primo trail sulle montagne VIP?
Noooo...qui al colle del Sestriere è già stato consumato con la Via Lattea Trail edizioni 2009-2010-2012
La prima edizione del Trail Sestriere ha visto una buona partecipazione de Gli Orchi Trailers ASD.
Ci contiamo alla partenza in sette orcacci; tre alla 18km 800D+ e quattro alla 50km 2600D+
Dopo i temporali del Venerdi e Sabato Il meteo è riuscito a regalarci, per il giorno dell'evento, una giornata fresca con un cielo blu cobalto.
I panorami su tutto l'arco alpino delle Valli Di Susa e Chisone sono assicurati.
L'arrivo a Sestriere alla spicciolata, ogni orco decide di muoversi in autonomia.
OrcoGreg, OgreDoctor e OrcoPinoR con la classica levataccia delle 5.00 a.m. per poter essere pronti al nastro di partenza della 50 km alle 8.30 a.m. ... e speriamo che i moti NOTAV ci lascino transitare sulla carissima autostrada.
In piazza Fraiteve incontriamo i nostri soci: OrcoPolare, OrcoZoppo, OrcoPasquale, OrcoFabry.
Sempre in piazza troviamo tutto; iscrizioni, partenza, palco premiazioni, mercatini di cibo e materiale tecnico a cui a dire il vero nessuno è particolarmente interessato.
La macchina parcheggiata nel piazzale antistante il palazzetto dello Sport, dove possiamo usufruire di tutti i servizi necessari.
Gli iscritti alla 18km circa 220 atleti , mentre alla 50km circa 80 atleti.
Poco richiesta la lunga distanza forse per l'enorme offerta che il calendario offre e forse anche per la scarsa credibilità per un tracciato di Trail running, al Sestriere, cittadina dedita per lo più allo sci alpino. Su quest'ultimo dubbio occorrerà ricredersi.
Gli ottanta trailers alle 8.30 partono puntuali da piazza Fraiteve, tutti forniti di chip MySdam sulla scarpa. In punta al monte Fraiteve 2700 slm al chilometro undici è posto il Gran premio della Montagna per la prima donna e uomo. Ottimo il ristoro in cima con thè caldo, crostata, pizza.
Gli Orchi conoscono bene la punta del Fraiteve per via del Night&Winter Vertical di SanSicario che qui in punta al Fraiteve segna l'arrivo del chilometro verticale già da due anni, con partenza da SanSicario.
Si arriva al Gran Premio della Montagna dopo 10 km di vero Trail running percorrendo il sentiero Gelindo Bordin tra: boschi, prati, radure. Un vero piacere...
La discesa dal monte Fraiteve bella ripida presa dal lato Nord-Est, da qui sempre per splendidi sentieri e strade forestali a rotta di collo fino ad arrivare a Salice D'Oulx 1400 slm.
Occorre gestire bene le risorse idriche, sui 50 km, dal 11 km ne contiamo tre, ed oggi la giornata è fresca. Nel caso di giornata afosa e soleggiata il rischio di restare a corto di liquidi è alto. Le fontane a disposizione solo una al 20 km circa, vicino al ristoro di Salice D'Oulx.
Da Salice D'Oulx si procede per gli impianti di Sportinia, lo spendido lago di Laona e poi su in cresta per le strade militari dell'Assietta, oggetto di trastullo per i veicoli a motori.
Fortuna che quest'anno i nostri amministratori le chiuderanno per il solo mese di Agosto tutti i Mercoledì e Sabato...meglio di niente.
Abbiamo addirittura visto una carovana di fuoristrada provenienti dalla Cecoslovacchia transitare sullo stesso tracciato del Trail.
Una vergogna, perchè non estendere la norma della chiusura strade militari anche ad oggi 27 Luglio 2014?
Vorremmo vedere più bici ed escursionisti e meno motori, per i loro amanti ci sono gli autodromi.
Il percorso in creste procede a cavallo dello spartiacque della Valle di Susa e Chisone molto panoramico. Si corre spaziando da Est a Ovest; dal Rocciamelone allo Chaberton, dal massiccio francese dell'Ecrins al Monviso.
La vista del monte Banchetta e la pista Kandahar, ci annunciano la vicinanza dell'arrivo al Sestriere.
A 5 km dall'arrivo una bella strada militare a mezza costa, tutta corribile, ci porta sopra la cittadina. Poi giù a capofitto verso piazza Fraiteve dove sentiamo dallo speaker  lo svolgimento delle premiazioni...ma come non ci aspettano? ... siamo circa in ventesima posizione.
Consiglio gli organizzatori di rivedere i tempi per adeguarli ad un maggiore spirito trail.
All'arrivo cerco il ristoro finale...mele, banane, acqua, ma compensava il buono pasto da consumarsi nei locali convenzionati ; panini o pasta e beveraggi vari.
Ricompattati gli Orchi, decidiamo di chiudere in un post-gara-autogestito questo bel tracciato di Trail. running.
Il luogo prescelto il bar-pizzeria Rio Nero presso Oulx.
Eccolo il personale terzo tempo de Gli Orchi Trailers a base sarda:
-Birra Ichnusa
-Percorino sardo
-Primofiore sardo
-Pane guttiau 
-Pane carasau
-Patatine sarde al pecorino.


Dal racconto dell'OrcoPolare alla 18km
A proposito dei 3 orcacci che si sono cimentati sui 18 km (OrcoPolare, OrcoZoppo e OrcoPasqualeGiuseppeAntonio e chi più ne ha più nè metta…)
Ha già magistralmente illustrato il tutto l’OrcoPinoR; mi limito ad aggiungere poche righe sulla base della mia esperienza personale.
Sicuramente lo scenario di questo trail è molto suggestivo, anche le ottime condizioni meteo hanno contribuito favorevolmente alla buona riuscita di questo trail.  Bellissime le viste sopra la cittadina di Sestriere dal sentiero/balconata Bordin ed ancora più spettacolare a mio avviso l’ultimo tratto in salita, a destra della funivia, che porta alla sommità del monte Fraiteve.
Si, proprio lì dove, dopo continui sorpassi e riprese, riesco a passare l’orcaccio Pasquale GiuseppeAntonio !
So che mia moglie con le bambine mi aspettano in cima al Fraiteve con la macchina fotografica; mi dò una pettinata e faccio finta di essere fresco come una rosa per non sfigurare…
Impressionante la discesa che ti trovi di fronte, proprio dopo al ristoro del Fraiteve ( ho pensato sul momento, a cosa dovesse essere in inverno con la neve; pensa con gli sci ai piedi quanti minuti avrei potuto recuperare ! )
Ma che male alle gambe stà discesa … fatta nelle larghe strade bianche chiudendo gli occhi sperando di atterrare sul morbido, negli stretti sentieri facendo attenzione a centrarli con i piedi nel tentativo di evitare storte e cadute.
Proprio quando penso di essermi tolto dai cabbasisi il su menzionato orco PasqualeGiuseppeAntonio, ecco che in un tratto di piano (dove ho la sensazione di correre nella sabbia dalla pesantezza che mi sento nelle gambe), che il più volte menzionato orcaccio mi ripassa un'altra volta …
Noooo … disastro, la mia fuga in discesa è stata in un attimo vanificata .
Ma al cartello “ultimo km” OrcoPolare si accorge che l’orcaccio PasqualeGiuseppeAntonio ha una scarpa slacciata … hi hi hi … si fermerà per legarsela, pensa ingenuamente . Manco per le balle, continua la sua folle corsa in discesa, ma come in formula1 il su menzionato orco PasqualeGiuseppeAntonio sbaglia una delle ultime curve e l’attento e bastardissimo OrcoPolare si infila e lo passa… è fatta !
l’Orco PasqualeGiuseppeAntonio è un vero mastino, un osso veramente duro !
Pochi minuti più tardi arriva al traguardo di Piazza Fraiteve anche l’OrcoZoppo con il quale, prima della partenza abbiamo scattato una bella foto con “el Diablo” (al secolo Claudio Chiappucci)
W gli Orchi

giovedì 24 luglio 2014

Bici MTB anello alta Val Pellice Bobbio - Rif.Barbara - Colle Barant - Rif.Jervis (To) 23 Luglio 2014

Foto Bici mtb anello Alta Val Pellice

Dal racconto dell'OrcoPinoR

Sono passati solo dieci giorni dall'Ultra Trail Tre Rifugi Val Pellice che ha segnato la nostra ultima presenza qui in Val Pellice.
Ci ritroviamo oggi 23 Luglio 2014 in quattro Orchi; OgreDoctor, OrcoVic, OrcoCicillo e OrcoPinor.
Siamo pronti per goderci questo giro ad anello in Mountain bike dell'alta Val Pellice, ecco i caldissimi numeri;





- Ritrovo e partenza ore 6.30 a.m. Rivoli
- In macchina fino a Bobbio Pellice(To) 700 slm
- Salita dalla Comba dei Carbonieri al Rifugio Barbara Lowrie 1750 slm (asfalto), 10 km e 1000D+
- Salita dal rifugio Barbara Lowrie al colle Barant 2400 slm (strada bianca) 7km e 700 D+
- Discesa dal colle Barant al rifugio Jervis 1700 slm (sterrato rifatto 2010)
- Discesa dal rifugio Jervis a Villanova 1200 slm  e poi a Bobbio Pellice (strada bianca e asfalto)

Per un Totale di 38km 1700D+

Mancava questo bell'anello nelle salite degli Orchi Trailers Sezione Ciclismo sottosezione Cacciatori di colli.  L'idea di intraprenderlo è stata rafforzata dal rifacimento, di questi ultimi anni, dello sterrato che dal colle Barant porta al Rifugio Jervis.
Riusciamo a partire ed inforcare le mtb alle 8.00 a.m. da una silenziosa Bobbio Pellice. Che differenza con la mattinata del 13 Luglio 2014 quando la piazza brulicava di atleti, organizzatori e tifosi. La musica, i colori sgargianti dei trailers che ti mettono sempre allegria, i visi degli atleti; felici, speranzosi, dubbiosi, preoccupati...
Oggi una piazza triste, un caffè e via in discesa per andare ad infilarsi nella Vallone della Comba dei Carbonieri, terribile salita asfaltata di un buon manto che in 10km e 1000D+ porta al Rifugio Barbara Lowrie
E' il caso di ribadirlo non è una salita per tutti. Per i primi cinque chilometri nessun tornante, trattasi di rampe secche dove registriamo pendenze intorno al 20%, con media per tutta la salita di circa 12%.
OrcoVic e OrcoCicillo partono a manetta ma dopo il primo chilometro le pendenze li convincono a ritmi più blandi dei 4 - 5 km/h.
La difficoltà a volte accentuata da rare macchine che salgono a rif.Barbara e che ci vogliono superare. La strada stretta  costeggiante il torrente Ghiacciaro è un budello ed immaginate cari lettori, cosa possa significare salire nei fine settimana durante la stagione estiva.
I primi sei km i più duri, poi le pendenze più abbordabili e la gamba già calda permettono di godersi il catino montuoso della Comba dei Carbonieri.
Ecco lassù il Monte Manzol 2933 slm  e alla sua sinistra il colle omonimo 2700 slm che ha visto transitare la 39° edizione dell'Ultra Trail Tre Rifugi. A fianco il Monte Granero 3171 slm.
Il rifugio Barbara Lowrie inserito in questo piccolo altipiano è la nostra prima sosta, i mille metri di dislivello li sentiamo tutti e ci concediamo una seconda colazione, sono circa le 10.00 a.m.
Gruppi giovanile di Trekker si muovono mollemente per il rifugio, ottimo punto di riferimento per i trekking intorno e vicino al Monviso da qui i colli:
-  Colle Barant in comunicazione con il rif.Jervis
-  Colle Manzol in comunicazione con il rif.Granero
-  Colle della Gianna in comunicazione con il Pian del Re

Non abbiamo molto tempo poichè la finestra meteo accettabile ci concede solo la mattinata e cosi che rifocillati riprendiamo la nostra salita che ci porterà in 8km e 700D+ al Colle Barant 2400 slm.
Su una bella strada militare con ottimo fondo  le nostre bici da Cross Country ringraziano sentitamente.
I panorami adesso si fanno apprezzare, questi otto km sono parte del tracciato della gara Tre Rifugi, la pendenza tipica delle strade militare d'alta montagna; costante, sicura, con bei tornanti.
Nuvole da Ovest già avvolgono le vette, le previsioni precise di S.Nimbus si avverano...oggi pomeriggio non eviteremo gli acquazzoni.
La salita ci permette di respirare alla Conca delle Marmotte, prima dello strappo finale per il colle Barant.
Veniva chiamato colle dei Baracun per via, credo, della casermetta abbandonata al colle, trasformata in seguito in casa Cantoniera e successivamente, ad anni alterni,  in Rifugio Barant ben inserito nel circuito trekking della Val Pellice.
Vediamo scendere dal Rifugio Barant un gruppo giovanissimi di un Trekker parrocchiale, mi rivedo in loro...quando ragazzino con i preti, apprezzavo le prime fatiche della montagna, quando a 12 anni ti portavano da Gressoney St.Jean(Ao) al Rifugio Mezzalama 3036 slm.
Il rifugio Barant 2400 slm  oggi è aperto, entriamo per curiosare; i pavimenti rifatti, l'esterno in pietra...un bel punto di appoggio ma non saprei dirvi come sia la cucina o i dormitori.
Con un bel panorama sull'alta Val Pellice ci prendiamo la nostra sosta  prima di affrontare la discesa che ci porterà nella conca del Prà al Rifugio Willy Jervis.
Ottimo lo sterrato, sulla base della strada militare, rifatto nel 2010.
In venti minuti circa siamo alla conca del Prà, attraversiamo con le bici il Torrente Pellice che qui alla Conca è docile come un'agnellino.
la sosta al Rifugio Willy Jervis per il nostro pranzo. Già seduti ai tavoli esterni Orcocicillo e OgreDoctor che innaffiano i loro panini con una generosa bionda Poretti.
La vista sulla conca, il cibo e la birra ci rimettono in pace con il mondo in questo momento attraversato da notizie ferali; l'aereo abbattuto in Ucraina, l'ennesima Intifada in MedioOriente, lo spostamento della nave Concordia dopo il naufragio.
Il cielo sempre più carico di nubi ci fa decidere, nostro malgrado, di anticipare la partenza verso Bobbio Pellice per chiudere l'anello.
Ci aspettano mille metri di dislivello negativo prima su un ottimo sterrato fino alla frazione di Villanova 1200 slm e poi su asfalto fino a Bobbio dove prima di arrivare ci coglie l'acquazzone estivo.
Una pioggia calda che ci bagna tutti.
Arriviamo a Bobbio alle 14.00 umidi e felici.








mercoledì 23 luglio 2014

Cresta Est Punta Udine Gruppo Monviso (Cn) 19 Luglio 2014

Foto Cresta Est Gruppo Monviso

Dal verbale gita di OrcoCapitano.


Sabato 19/07/2014 ore 3. Il Capitaneo si alzava dal proprio letto e preparava un caffè.
Ore 4. Il Capitaneo e il Camoletto si accingevano a raggiungere con il veicolo Fiat Punto Classic color oro la località montana di Crissolo e da li salivano in località Pian del Re nota per le sorgenti del fiume Po‘.
Ore 6.05 i due suddetti dopo aver parcheggiato il veicolo e consumato una ricca colazione inforcavano il ripido sentiero per raggiungere il rifugio Vitale Giacoletti.
Giunti sul luogo attrezzavano i rispettivi imbraghi di: n°13 rinvii, n°2 discensori, n 3 longe, n°4 cordini, n°6 nuts. Muniti di corda di metri 70 attaccavano la Cresta Est di Punta Udine.
Sprezzanti del pericolo e al termine di 12 gloriose lunghezze i due Orchi avevano ragione della Punta Udine.
Sulla vetta, dopo una maschia stretta di mano, ingerivano n°2 panini assumendo con essi liquidi necessari alla reidratazione.
La veloce discesa vedeva i nostri eroi impegnati lungo il temibile Coulour del Porco.
Visto il nome del luogo i due si trovavano particolarmente a loro agio (...).
Subito dopo raggiungevano il rifugio Giacoletti dove, stremati, trovavano conforto dentro un boccale di birra. Il conto pagato faceva ripiombare inesorabilmente i due alla civiltà.
L'ultimo sforzo vedeva i due Orchi scendere verso  Pian del Re dove raggiunto il proprio veicolo, pagavano stupiti euro 5 di parcheggio giornaliero ad un addetto comunale.


Dal racconto di OrcoCamola.
Dopo settimane di brutto tempo e di congiunzioni astrali sfavorevoli siamo riusciti a far
quadrare: meteo, lavoro e impegni familiari con l'idea di una bella arrampicata in montagna.
Già da tempo avevamo in mente di salire la Cresta Est di Punta Udine ma il momento ideale sembrava non arrivare mai. Sabato 19 luglio finalmente siamo riusciti nell'intento.
La montagna è un satellite del Monviso ed è  raggiungibile con 2 ore di cammino dal Pian del Re (comune di Crissolo - Valle Po'). In zona si trova il rifugio Vitale Giacoletti frequentato da numerosi escursionisti che percorrono il Tour del Monviso ma anche da molti alpinisti che salgono a scalare le vie di arrampicata tracciate in zona. Una di queste vie è appunto la Cresta Est di Punta Udine, molto frequentata, recentemente richiodata e pulita dai massi pensili grazie al prezioso lavoro del gestore del rifugio.
Partiamo alle 4 da Rivoli e alle 5.30 siamo al  Pian del Re; scendo dall'auto stremato dal continuo parlare del mio socio che quando è stanco anzichè dormire parla. Alle 6 ci incamminiamo sotto il peso degli zaini carichi di materiale. Che fatica.  Alle 8 siamo al rifugio e alle 8.30 finalmente  mettiamo le mani sulla roccia.
Gli escursionisti presenti al rifugio ci osservano per un lungo tratto della salita.  Mah si, è bello sentirsi importanti ...  e poi la sotto non sappiamo veramente cosa pensano. Le difficoltà sono moderate ma l'esposizione rende la salita 'interessante'. Siamo abbastanza  veloci e in 3 e 15 siamo in vetta. Nel tratto finale ci raggiunge un'altra cordata padre (guida) e figlio con i quali condividiamo le soste e parliamo volentieri. Anche questa volta Umberto ha sopportato il mio essere stressato e intollerante tipico di quando sono preoccupato. Per fortuna riesce a mandarmi a 'cagare' con una certa discrezione.
In vetta ci rilassiamo, mangiamo e presi dall'entusiasmo facciamo molte foto. La discesa è veloce: pietraia fino al colle e giù per il ripido Coulour del Porco ancora innevato ma ottimamente attrezzato.
Al rifugio festeggiamo con una birra e una fetta di torta ai mirtilli che ci costano come lo champagne a capodanno.... pazienza!; nulla deve disturbare la soddisfazione di una giornata cosi bella.

Training SkyRunning Ciamarella 3676 slm Valli di Lanzo (To) 19 Luglio 2014


Dal racconto dell'OgreExtreme
Sabato mattina, indeciso mi alzo, uno sguardo fuori dalla finestra per osservare gli umori di questo strano mese di luglio, l’idea è quella di andare al pian della Mussa e di lì salire verso la Ciamarella per fare qualcosa. Già qualcosa; la motivazione ultimamente latita, tra le incertezze meteo, alcuni problemi di salute e le gare di Edoardo i week end passano e in montagna nulla di significativo.
Tra mille idee e pensieri raggiungo il park. La mente mi trattiene ma le gambe iniziano a fare il loro dovere, i minuti trascorrono e le idee si schiariscono.
Penso a una veloce tirata per vedere le condizioni fisiche sino al ghiacciaio della Ciamarella, Niente di più.
Arrivo a Pian Gias, veloce senza fatica in 50 minuti ed inizio la risalita della morena lunga noiosa a volte irritante che porta al ghiacciaio.
Senza rendermene conto mi ritrovo a sostenere l’andatura con la corsa anche su tratti discretamente ripidi.
Non male. Sono contento. Così arrivo al ghiacciaio, improvvisamente le nuvole si diradano e lasciano lo spazio al cielo terso. Invaso dalla luce del sole, l’ambiente mi da forza, motivazioni assopite si risvegliano. Ora scalpito. Noto davanti a me 4 alpinisti già in procinto di raggiungere il tratto pianeggiante del ghiacciaio.
Cosi decido di continuare, il tratto ripido del ghiacciaio ben gradinato è una progressione veloce, il passo rende e la quota invece di rallentarmi mi galvanizza. Raggiunti i quattro che mi precedono, dopo un breve scambio di saluti e qualche info li supero.
 Corro  veloce e attraverso il pianoro glaciale; attacco il pendio nevoso che conduce alla rampa che sostiene il lungo traverso sulla parete ovest.
Senza problemi, riscaldato dai primi raggi di un caldo sole arrivo nei pressi della conca che precede la cresta su cui confluisce la parete nord.
Di qui a questo ritmo una decina di minuti forse meno e sono in punta. Un breve tratto di 3/4 metri alla mia sinistra sono ancora ricoperti di neve, preferisco salire in alternativa per un paio di metri su roccette facili e raggiungere il vicino tratto pianeggiante subito al di sopra della mia testa.

La roccia fredda qualche tratto di verglass precedente mi ricordano di testare bene l’aderenza prima di caricare il peso del corpo sul piede, Per sicurezza accarezzo anche la roccia per sentire eventuali tracce di brina gelata; nulla e allora deciso parto, ma mentre il peso del corpo si stabilizza sulla gamba destra il vuoto d’improvviso si impadronisce del mio corpo.
Una terribile accelerazione insieme al corpo sbalzato verso il vuoto mi fanno veramente temere il peggio su questo pendio detritico e roccioso con una pendenza costante di 45/50° gradi e con una barra rocciosa di 50 metri di altezza che precipita direttamente sul ghiacciaio.
Terribile il solo pensiero di quello che sta per accadermi. Forse un senso di conservazione mi libera quelle endorfine tali da permettermi di trovare le energie per provare ad aggrapparmi a delle rocce e rallentare la scivolata nel vuoto. Forse 7 8 secondi non so, ma comunque 15 metri di volo e dopo aver giocato il “jolly” mi ritrovo fermo, dolorante ma vivo.
Graffi, ammaccature, ma tutto funziona (anche il Suunto) e allora ? La vetta è li troppo vicina per tornare indietro. La raggiungo, il timore che fermandosi le contusioni possano cominciare a dolere e allora senza riposo giù, di corsa verso la vita, verso la famiglia, verso gli affetti.
Corro, sono felice, forse senza rendermi conto questa mattina sono rinato.

The Chiltern Ultra Challenge Ultra Running PRINCES RISBOROUGH(Inghilterra) 19 Luglio 2014

Sito Chiltern Ultra Challenge

Dal messaggio dell'OrcoMoreno alla 50 km 1500D+ in suolo Inglese

Ciao Orchi
E andata discretamente non avevo una grande preparazione causa fascite plantare che mi perseguita da tempo.
Siamo partiti sotto la pioggia, durante la competizione il tempo è migliorato.
La campagna ed i boschi inglesi molto belli, scorci deliziosi.
L'organizzazzione ritengo sia più curata a casa nostra.
Da quello che ho sentito molti concorrenti  hanno sbagliato percorso causa i pochi segnali .

Il mio garmin al termine della manifestazione ha segnato 5km in più che sono stati, per me, una via crucis.
Ora mi fermo per un po sino al completo recupero .
Un saluto a tutti gli Orchi


domenica 20 luglio 2014

101° Tour de France 14a tappa Grenoble - Col du Lautaret - col D'Izoard - Risoul 19 Luglio 2014

Foto OrcoDavid Tour de France 2014 14a tappa
Foto OrcoPolare Tour de France 2014 14a tappa

Tra i francesi che si incazzano
che le balle ancora gli girano
e tu mi fai dobbiamo andare al cine
e vai, al cine vacci Tu
(P. Conte)

Dal racconto dell'OrcoDavid ovvero due Orchi al Tour de France
E' vero sembra il titolo di un film di Totò, ma in realtà è la cronaca di una giornata di festa a cui chi scrive e Orcopolare non hanno saputo rinunciare.
Non saprei motivare bene che cosa mi spinge a voler partecipare alla kermesse; sono un Orco parecchio orso, solitamente preferisco il silenzio delle montagne al vociare infinito di migliaia di persone. Non sono nemmeno un fanatico dello sport professionistico, in nessuna disciplina.
Eppure le tappe di montagna di Giro d'Italia e Tour de France mi hanno sempre affascinato. Penso che umanità più varia, concentrata in poco tempo e spazio si faccia fatica a trovare altrove.
Dal superciclistafigotuttointiro con bici da 6mila euro alle coppie in tandem, dagli spompati in sella a scassoni cigolanti alle migliaia di coppie di pensionati campermuniti che credo si sorbiscano tutte le tappe. Bambini di pochi mesi e ottuagenari da competizione. Lingue e accenti di tutte le nazioni e di tutte le regioni, comitive che fanno onore a birra, vino e gran fumeria di salamelle e costine.
Ah! è vero, ci sarebbe anche l'aspetto sportivo; il problema è che io di ciclismo professionistico capisco veramente poco, sono ammirato dalle gesta di atleti che sicuramente non temono la fatica ma altrettanto spesso rimango basito di fronte alle vicende extrasportive a tema doping intorno a questo sport (ma gli altri sport professionistici sono più puliti o meno controllati? dubbio che mi arrovella da sempre...). Infine, per giunta, non conosco che il nome e la faccia di tre o quattro corridori in tutto. Quest'anno però c'è  uno stimolo in più per andare in terra di Francia a tifare, il siciliano Nibali, primo in classifica, già vincitore di tre tappe ed in grande condizione di forma! Forza Vincenzo! Fai inc...re sti francesi! (cit. Paolo Conte)
Ma andiamo con ordine. Vengo a sapere che il 101mo  Tour de France passerà all'Izoard sabato 19 luglio e subito propongo agli orchi ciclisti la cosa. Purtroppo impegni sportivi e non, limitano molto la presenza. Pazienza, siamo io e Orcopolare e  di certo non saremo soli sul colle.
Privilegiando l'aspetto ludico a quello sportivo, decidiamo di partire alle 7:15 da Caselette e raggiungere Claviere in macchina, da lì inforcheremo le nostre specialissime. Il giro totale sarà di 70 km per 1700 metri di dislivello circa.
Alle 9:15 siamo a Claviere ed in poco tempo  arriviamo a Briancon  per imboccare  la strada verso il colle delle mitiche salite ciclistiche del tour (spesso anche del giro d'Italia). Il traffico della bella cittadina francese è come al solito abbastanza infernale, ma notiamo già in paese che la Grand Boucle sta creando fermento, con centinaia di ciclisti che girano per andare a trovare l'attacco della salita.
Le prime rampe mettono a dura prova più i nervi che gambe e fiato. Il traffico motorizzato non è ancora chiuso, le comitive di ciclisti si fermano per aspettare amici che si sono attardati, poi ripartono improvvisamente, qualcuno si inchioda sulle prime pendenze o ondeggia paurosamente alla ricerca della stabilità. Per un attimo devo ammettere che mi è presa la voglia di girare la bici e andare alla ricerca di strade meno affollate...Poi la salita, seppur mai troppo impegnativa fa un po' di selezione, il traffico veicolare diminuisce  e si riesce ad avere lo spazio vitale per pedalare in serenità.
Senza avere nelle gambe troppi km la salita all'Izoard non presenta difficoltà particolari. Noi abbiamo patito solo un po' la grande afa che ci ha accompagnato fino in cima e di certo non abbiamo corso, in 1h e 50' minuti circa eravamo in cima, fermandoci anche un paio di volte per fare rifornimento d'acqua e qualche foto. Sul colle ci sono già migliaia di persone, ci mettiamo diligentemente in coda per fare la foto sotto l'obelisco e poi decidiamo di ridiscendere di qualche centinaio di metri per trovare una postazione strategica per poter vedere il passaggio dei corridori. Intanto altri ciclisti arrivano in continuazione (gli ultimi 10 km sono chiusi al traffico veicolare, passano solo ciclisti ed escursionisti...)
Dalle 11:30 in poi è cominciata un altra storia, fatta per lo più di attesa. Il passaggio dei corridori è previsto intorno alle 16!!!
In qualsiasi altro posto non avrei resistito, più di 4 ore di attesa per 15 minuti di evento, ma chi ce lo fa fare! Invece il tempo scorre abbastanza velocemente. Alle 13:30 comincia a passare la carovana pubblicitaria del tour, una specie di minicarnevale fuori stagione che dispensa gadget e paccottiglia varia per la quale compiti signori, padri di famiglia, sono disposti a uccidere pur di averli.
Per la cronaca, anche noi Orchi racimoliamo qualcosa, ma non la tanto agognata maglietta a pois, vero must dello spettatore del Tour. Intanto continuano ad arrivare ciclisti...Ancora un po' di pausa, un alternarsi continuo di nuvole, sole, quattro gocce di pioggia, ne approfittiamo per una birretta (pagata meno che all'Aquila di Giaveno...).
Verso le 15.30 l'attesa si fa più spasmodica, cominciano a passare più macchine dell'organizzazione e qualche vettura di appoggio per i ciclisti (pensiamo alle mantelline in cima e agli ultimi rifornimenti), volano anche i primi elicotteri sopra le nostre teste. Corre voce che oggi i corridori se la siano presa un po' più con calma, il loro passaggio avverrà verso le 16:10 – 16:15.
Così è, i primi transitano intorno alle 16:10, all'Izoard passerà per primo Rodriguez, il primo della classifica degli scalatori mentre la tappa andrà al polacco Majka. Il nostro Nibali  arriverà secondo, in gran forma, aumentando il vantaggio sui rivali più diretti (lo spagnolo Valverde ed i francesi Bardet e Pinot). In poco più di un quarto d'ora lo spettacolo dei prof. è finito...ma ne comincia un'altro, è lo spettacolo di migliaia di biciclette che scendono a Briancon, “uno sciame d'api!” mi fa notare  l'Orcopolare, facendo riferimento alla mia altra passione.
In poco anche noi siamo nuovamente a Briancon e cominciamo la salita verso il Monginevro. Anche questa non sarebbe niente di difficile, 500 m. di dislivello in otto Km, ma un fastidioso vento contrario aggiunge un pizzico di fatica, soprattutto all'Orcopolare che per qualche km si mette alla testa di un furbo gruppetto di ciclisti che a dargli il cambio non ci pensa un attimo.
Alle 18.30 circa siamo alle macchine, è finita una bella giornata, un po' diversa dalle altre a cui siamo abituati come Orchi, oggi più  spettatori, che protagonisti ma ogni tanto è bello anche così.





martedì 15 luglio 2014

Kappa Marathon Bike Trail Bardonecchia(To) 13 Luglio 2014


Classifica Kappa Marathon 2014
Sito Kappa Marathon

Dall'intervista all'OrcoZoppo

D- Kappa Marathon alla sua terza edizione nella versione Run&Bike, quest'anno dedicata a Francois de Bardonneche . con le distanze:
-la Petit Francois 5km
-la Grand Francois 15km
-la Grand jafferau 35km 
Quale di queste distanze hai scelto e che dislivello presentava la gara.
R-Dopo la delusione del mio ritiro al Cervino X-Trail ho optato per la 15 km podistica ...che ho ritenuto più alla mia portata.....

D-Come giudichi la logistica ed il tracciato della manifestazione.
R-La logistica ha lasciato un po a  desiderare ma non entro nei particolari. In compenso il percorso era duro e comunque bellissimo con varie difficoltà da affrontare; salite, falsi piani e discese tutto su sentieri e strade bianche.

D- Qualche personaggio tra i partenti ti ha colpito particolarmente.
R- Personaggi in particolare nessuno, tranne qualcuno che per una distanza non eccessivamente lunga ed a quote basse partiva con zaino in spalla...

D- Come hai trovato la risposta alla partecipazione all'evento da parte di altri atleti.
R- Poca gente divisa tra ciclisti e trailers nella 15 km e nella 35 km, ma non saprei dire in quanti eravamo.

D- Dopo i temporali del sabato precedente l'evento e quindi basse temperature, hai adottato indumenti e scarpe particolari.
R- Per fortuna il tempo e stato clemente e la temperatura era accettabile, quindi abbigliamento estivo e scarpe da trail cascadia 9 dell'azienda americana Brooks. 
D- Raccontaci del percorso e di qualche peripezia che hai dovuto affrontare durante la gara o le difficoltà che hai dovuto superare.
R- Nel percorso l'unica difficoltà che ho avuto sono stati i ciclisti in  mtb non esperti. Occorreva prestare attenzione per non essere investiti oppure c'era il rischio di trovarteli addosso quando si  piantavano sulle salite dure.
Non parliamo poi delle discese... sentirti la ruota sul polpaccio con il rischio di essere asfaltato dai bikers...non è una cosa carina.

D- Cosa ne pensi del terzo tempo... cioè ristoro finale , docce, premi..  
R- Per il dopo gara l'unica cosa  che posso dirti è che il ristoro era ben fornito di bevande e di ottimo cibo. Docce assenti per quanto riguarda i premi pur essendo risultato terzo nella categoria M3, non so perché non ho ricevuto il premio....boh!!!!
Ma tutto sommato sono contento mi hanno ripreso le telecamere fisse e mobili  all'arrivo e mandato in onda sul TG regionale Piemonte.
Inoltre sono presente nella  foto della partenza sulla stampa del 14 Luglio 2014 ... questo è stato il mio premio...

Grazie OrcoZoppo


domenica 13 luglio 2014

Tre Rifugi Val Pellice Bobbio Pellice(To) 13 Luglio 2014

Foto Tre Rifugi Val Pellice 2014
Classifica Tre Rifugi Val Pellice 2014
Sito Tre Rifugi Val Pellice

Edizione 2013
Edizione 2012
Edizione 2011
Edizione 2010
Edizione 2009

Dal racconto dell'OrcoKambu
Sveglia ore 4:00 . . .
Ma non era Domenica oggi ???
Sì, infatti c’è la 39° edizione del trail della Val Pellice: la mitica ‘Tre Rifugi’ 54,2 km e 3818m di D+ !!!
All’ottava prova dello speciale trofeo Orco dell’anno 2014 oggi 7 orchi: Mazzino, il Presidente, Gianluca ed Io impegnati nella gara lunga; Gabriella, Fiorenzo ed Andrea si misurano invece con i 32,6 km e 2205m D+ del trail ‘Tre Alpeggi’
Partenza ore 7:00, meteo perfetto, neanche una nuvola in cielo, dopo qualche km su strada più o meno in piano ed il caratteristico passaggio sotto le abitazioni nella borgata Rostagni, inizia la prima lunga salita lungo il versante nord della valle.
All’arrivo al col Barant, purtroppo, la visione del Monviso ancora innevato che fa maestosamente capolino dietro il monte Meidassa, è già impedita dalla prime nuvole che si stanno formando sui rilievi più importanti; ed anche il sole comincia ad andare e venire, sopra le nostre teste.
Dopo la veloce discesa al rifugio Barbara eccoci proiettati decisamente in ambiente di alta montagna con la salita al punto più alto della gara, il colle Manzol.
Le nuvole oramai sono dappertutto e continuano a scendere verso valle, i più preoccupati sono i poveri organizzatori dell’evento che gestiscono il ristoro al colle a quota 2700slm con la temperatura di poco al di sopra degli 0°, visto che dovranno aspettare fino all’ultimo concorrente…
Poi finalmente discesa tra splendidi laghetti verdi ed ancora alcuni nevai sino al rifugio Granero e verdissimi pacoli sino alla conca del Prà dove è situato l’ultimo dei tre rifugi toccati dalla gara, il rifugio Willy Jervis: qui un abbondante ristoro e poi via verso la seconda parte della gara!
Una piccola salita spostandosi sul versante sud della valle, poi il traverso che oramai non ha più nulla di ‘panoramico’ visto che siamo immersi in una fittissima nebbia, fino all’alpe Crosenna e intanto il pensiero se le gambe ancora reggeranno l’ultima salita di quasi 700m verso il col Countent.

Le gambe girano ancora bene ed in ‘breve’ è finita anche l’ultima salita, adesso è solo più piano e discesa!
La sterrata in piano ci fa toccare ancora i due alpeggi Bancet e Giulian e poi giù lungo gli ultimi 1400m del discesone finale. Prima sentiero tecnico, poi comoda mulattiera ed infine sterrata: ormai i km che restano sono pochissimi, all’improvviso dopo una curva la stradina asfaltata in mezzo alle prime case di Bobbio, la folla ed un emozione grandissima per il traguardo di questa gara, forse la più ‘storica’ di tutte le alpi occidentali, l’unica competizione addirittura più vecchia di me!
All’arrivo si stanno già proclamando i vincitori: Paolo Bert per la tredicesima volta è sul gradino più alto del podio con il tempo, sempre incredibile di 6:09:51 !
I compagni orchi della gara dei tre alpeggi sono già arrivati; ormai siamo tutti riuniti di nuovo insieme al traguardo, solo di Mazzino si sono perse ormai le tracce tra i monti della valle Pellice, ma alla fine, alle sette di sera passate, ecco arrivare anche lui trionfante al traguardo, sorridente e contento come sempre!