mercoledì 17 novembre 2010

Turin Marathon 14 Novembre 2010


Foto Turin Marathon 2010

Una Maratona su Strada ecco una delle cosa che mancava alla mia breve carriera podistica ...l'occasione proprio nella' citta che mi ha visto diventare uomo, Augusta Taurinorum.

Certo in quanto Orco , la strada non mi si confa'...ma tant'e', terminate le scorribande su e giu' per le montagne si ha voglia di calpestare per un giorno le vie, i corsi, i viali e le periferie del mondo degli umani.
Normalmente le attraversiamo per lavoro per spostarci da un luogo all'altro sempre con mille pensieri, difficilmente comprendendo le vere distanze, a parte quell'inverno del 1986 quando una copiosa nevicata mi costrinse una settimana a bipede appiedato....godei della citta' e compresi le distanze.

Certo il mio GPS interno vorra':

- portarmi al Parco di Stupinigi
- dirigersi verso il Monte S.Giorgio
- Inforcare a Rivoli la Collina Morenica
- rifiutarsi di entrare nel cuore della citta' degli uomini

Ma occorre anche fare queste esperienze per essere ancora piu' ORCO.

La preparazione come resistenza di durata non e' stata un problema...mentre l'acquisizione della velocità sul nero bitume e' stata pianificata con una serie di gare da 21km e nulla più.

Ben quattro sono gli Orchi che parteciperanno alla Maratona di Torino: Pino, Andrea, Mauro e Roberto .
Il giorno della gara si aggregano con noi Nerio Soncin e Gaspare.

Bhe si, di Nerio faccio anche il cognome percheè e' un mito della corsa di durata ed e' Ambasciatore ufficiale della Turin Marathon.

Insieme ad Andrea, Nerio solo un mese fa, ha partecipato alla 24ore di Torino, ed entrambi hanno percorso 130 km. Oggi sono qui con noi per una delle Maratone più famose D'Italia.

Il ritrovo e' presso la fermata della Metropolitana di Fermi (Collegno), con una corsa speciale a loro dedicata gli Orchi scendono nel ventre di Madre Terra.
Su di un trenino senza macchinista e con l'augurio datoci dalla GTT attraverso gli altoparlanti della Metro , veniamo fiondati verso il cuore della città a tutta velocità Sabauda.

Durante il tragitto che ci porterà alla stazione centrale di Torino Porta Nuova, non si parla d'altro che di tempi , di previsioni di minuti al chilometro ...Nerio ci consiglia , durante la gara, di far 'Galleggiare la testa'... forse intende quello stato di trans che ti permette di entrare in mondo mistico dove la fatica non esiste...quasi all'ingresso estatico dell'illuminazione.

Mitico Nerio
eroe di tanti traguardi,
mille le tue esperienze
semplice il tuo spirito,
agonistico il tuo essere.
Forse nel continuo inseguirti,
nel tuo far "galleggiar la testa"
hai raggiunto la quintessenza
della corsa e tu parmi
un monaco maratoneta buddista
della setta Tendai.
Forse nella tua vita d'atleta
hai assaporato quella dolcissima
sensazione che è l'illuminazione.


Sbarchiamo a Porta Nuova e la città causa del blocco del traffico e' senza traffico automobilistico, un vero piacere.
In piazza Castello è d'obbligo il caffettino.
Manca poco piu' di 45 minuti alla partenza, ci approprinquiamo , per cambiarci e consegnare le borse presso l'accampamento nel sito Romano in p.zza del Duomo che con la messa di stamane ha visto dare l'addio al Cardinal Poletto.

La partenza e' arrivata, Andrea ci ricorda che tenterà di seguire i palloncini delle 3.30, mentre Pino, Roberto, Gaspare e Mauro i palloncini blu delle 4.00.
Alla partenza fortissimi atleti , di tutte le nazionalità e non possono mancare gli Africani: ;kenyoti, etiopi, eritrei, marocchini....


Terra nascosta
da nastri d'asfalto
in nero bitume.
Veloci viaggiamo
nelle metropoli
degli uomini.
Per un giorno
padroni di strade
e vallate metropolitane,
a spezzare la città
con migliaia di suole
tambureggianti.
Uomini dalle valle dell'omo
donne dalle sponde del Donau
all'unisono a sfidar se stessi


Il ritmo di partenza e' blando, Andrea lo perdiamo giaà in via PO prima ancora di sentire tambureggiare la prima batteria musicale...e si perchè il rumore di questo strumento ci accompegnerà per tutta la durata della maratona.
In corso Cairoli i propositi di Gaspare e Mauro vanno a farsi benedire...e perdiamo anche loro.
Rimaniamo a farci forza l'un l'altro io e Roberto.
Il tempo scorre sulle strade che mi ricordano anni passati , ogni strada un link:
- Corso massimo e il Valentino la mia adolescenza quando abitavo in via Ormea
- Corso Unita' d'Italia , ragazzo presso il convitto dei Padri Somaschi
- Moncalieri dove frequentavo l'Itis GB Pininfarina

Corriamo a circa 5minuti 40secondi al chilometro con , come li chiama Roberto, 'LA MORTE NERA' che segue , alias il gruppone con i Pacemakers e i relativi palloncini blu delle quattro ore.

Arrivati ad Orbassano e al ristoro dei 21km ci agganciamo al gruppo delle quattro ore, magari poterli seguire fino al traguardo.....una chimera.

Anche Roberto alfine si sgancia e cosi a 100 metri di distanza corriamo ognuno per conto proprio.
Ossa che battono, tendini che sfilano, muscoli che gonfiano, polmoni che sfiatano....
Cerco di muovere il necessario, nessuna ampia falcata , il minimo indispensabile.
Un Gel mi aiuta a prevenire la crisi che arriverà di certo tra il 30 e il 35 km.

Da un buco nel terreno ,a Rivalta, o forse da un cespuglio di piracanta ecco sbucar fuori Umberto.
Me lo trovo li all'improvviso , quasi un'ologramma, con il suo giubbotto verde sembra un folletto dei boschi.
E' un grande piacere vederlo, aveva promesso che ci avrebbe accompagnato per un pezzo di bitume, e puntuale eccolo qui.
Mi aggrappo fisicamente a lui, quasi a farmi trascinare ...niente da fare non mi regge...allora gli chiedo se ha del cibo...niente neanche quello...bhe dico io tienimi la bottiglietta e alla bisogna per cortesia porgimela...altrimenti gli aiutini che ci stanno a fa'.

Umberto mi dice che non aveva osato seguire Andrea concentratissimo nella corsa e a tenere il ritmo del gruppone dei fanatici delle 3ore e 30minuti.
Questa mattina doveva esserci anche Enrico ma cause di forza maggiore , un cliente alle prese con la finanza, non gli hanno permesso la presenza.

A differenza di Moncalieri, Orbassano e  Rivalta dove ci hanno fanno letteralmente le feste, adesso che transitiamo per Rivoli troviamo una cittadina fredda ,forse per via dell'ora ormai tarda.Sono infatti circa le 12.30 ed in Italia la Domenica, maratona o non, si cucina e si pensa al cibo.

Eccolo Corso Francia un lungo rettifilo verso il centro di Torino, incontriamo tanti amici e conoscenti che tifano per noi.

E' fatta ,questo rettilineo che attraversa 5 comuni ; Torino, Grugliasco, Collegno, Rivoli e' chiamato Corso Francia poichè era la via che portava da Torino ai confini di Roma antica.
Ai tempi di Cesare era ad Avigliana il confine dell'Impero, chiamata (AD Finis Cotii). Poi la strada continuava per Exilles (Excingomagus) verso la Valle di Susa ed ai valichi del Moncenisio (Mons Matronae) e del Monginevro (Mons Cinerum) per la Francia (Gallia).

Umberto mi lascia a Cascine Vica all'ingresso della Tangenziale, poco dopo raggiungo Roberto che in preda ad una crisi, rallenta il suo passo.
Da parte mia il ritmo e' costante e riesco a chiudere in 4ore e 6minuti.
Certo non un tempone , come si dice in gergo, ma un risultato che fino a ieri speravano di raggiungere essendo un maratoneta stradale dell'ultima ora.
Perche' tanta fatica ?.....il piacere di incastonare le parole in questo racconto, l'amicizia degli Orchi e le bellissime foto fatte OntheRace.

Dimenticavo....l'arrivo in via Roma, un bel rettilineo con arrivo in p.zza Castello e la striscia finale tra i Dioscuri Castore e Polluce. E' il piacere di ogni podista piemontese.


mercoledì 10 novembre 2010

Trail di Portofino 7 Novembre 2010


Racconto e Foto Edizione 2009

Dal Racconto dell'Orco Mauro.

Riflessioni di un maturo trailer a Portofino

Andare sul promontorio di Portofino è come percorrere la nostra vita , a ritroso.
Mi ritrovo sull’autostrada al mattino presto, una mattina uggiosa, lascio Genova con tutti i suoi contrasti e soprattutto con le sue assurdità. Abbarbicata , non già sul mare ma sulla collina.
Genova e tutta la Liguria in fondo sono così, un continuo saliscendi sulla montagna, Appennini, montagne brulle, selvagge e inospitali., chiuse come noi Liguri.
Il mare è dei ricchi, gli altri sono tutti arroccati su una striscia di collina, una strada assurda cementificata dagli anni di un incredibile Sviluppo Economico.
Quasi come la Cina oggi, tutti films già visti.
Oltrepasso Nervi, arrivo a Rapallo, regno della Speculazione Edilizia anni ’60. Ma Rapallo non la ricordavo. Mi trovo in un condotto di cemento armato lungo il torrente, case da una parte, un argine dall’altra, angosciante! E questa sarebbe la nostra bella Liguria, devo ricredermi!
Finalmente ne esco e incomincio a salire verso Santa, sopra la costa frastagliata e con una serie impressionante di Ville fine Ottocento.
San Michele di Pagana mi appare all’improvviso, incomincia il Promontorio di Portofino e Santa Margherita, ci sono! Entro nel Trail.

Incomincia a piovere, una pioggerellina autunnale, alzo lo sguardo verso il Monte, avvolto nelle nubi e sentenzio: in alto sarà molto peggio!!
Come al solito, in questi posti la logistica è decisamente complessa, ma se non fosse così non saremmo in terra Ligure, parcheggio in alto sulla valletta,palestra e spogliatoi nel mezzo, Auditorium per le operazioni di iscrizione in Centro.
Finalmente partiamo, 500 Trailers con tanto di Chip e pure molto presi nella parte.Se non sei convinto profondamente non ti metti a correre in un giorno così brutto.
Eppure parte la corsa e parte il film della mia vita, un continuo saliscendi per le scale Altrui.
Nozarego lo raggiungi in un battibaleno, come la mia infanzia, al riparo della famiglia, e senza difficoltà.
Lasciamo l’asfalto su per le vecchie crose Liguri, Crose da ricchi non come a Genova, ma noi corriamo sempre e ti ritrovi alle Pietre Strette su una pista completamente ristrutturata. Sono passati quasi 45minuti , ma mi ritrovo in un ambiente ostile, nebbia e scarsa visibilità mentre incomincia il nostro percorso da persone adulte.
Ma in un attimo cominci a scendere, ecco San Rocco a rotta di collo, bellissimo, si apre la visibilità verso il mare e verso il passato.

Mi vedo adolescente quando dovevo andare con i genitori proprio a San Rocco, per forza! La gita fuori porta, peccato che non coincideva con le mie aspettative!
Percorriamo il sentiero balcone a mezzo costa e prima del bivio per Punta Chiappa, cominciamo a salire. Rivedo Camogli e la gioventù con tutti i suoi pruriti…
Ma il sentiero sale, non so se piove, ma la cosa non mi interessa affatto. All’improvviso, quota 480, ricomincia la discesa.
Dapprima buia, triste in mezzo alla fitta macchia Mediterranea ma corribile.
Dopo si dirada il bosco e comincia il selciato. Terribile, scivoloso ma correndo verso il baratro mi ritrovo con un amico a parlare di famiglia e matrimonio, e futuri figli, suoi! L’abbazia dei Doria e San Fruttuoso, le scale di ardesia e gli archi in pietra, finalmente la spiaggia, voglio toccare il mare! Sono circa 2 ore di corsa. A proposito ricordo il Cristo degli Abissi a piazza De Ferrari un po’ di anni fa.
Riprendiamo a salire su un sentiero molto acclive, sempre nella fitta macchia e nel bosco. Quota 280, comincia il lungo traverso sul Promontorio, a mezzo costa.
La vista si apre sul Golfo, il mare si infrange sulle scogliere sottostanti, predomina incontrastato il corbezzolo. Riprendiamo le Crose, questa volta con scalinate, su e giù. Vorrei ritornare a casa, alla mia Gioventù, ma finiscono le Crose ed incomincia l’asfalto: Aiuto, bisogna correre sul serio, Santa ci aspetta laggiu! Dimenticavo il cronometro, ma questo lo lasciamo ai duri ed agli atleti.